La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.
Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:
Una volta autenticati si ricevono:
* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto
oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.
All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.
Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).
In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.
Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.
Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.
L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).
Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito).
Alternativamente, si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva e conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate. Maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero.
(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali
*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***
Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.
Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.
Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.
Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.
Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.




gennaio 5th, 2009 @ 1:14 pm
Quindi lasciano anche carte di credito?
E assegni?
gennaio 5th, 2009 @ 10:32 pm
Gli assegni ovviamento non possono venire rilasciati agli stranieri. Le carte invece sì. Nello specifico PostFinance rilascia gratuitamente una carta bancomat che ti consente di prelevare in tutti gli sportelli automatici mondiali recanti il marchio PLUS (vale a dire quasi tutti in Italia).
gennaio 6th, 2009 @ 6:43 pm
grazie mille per le informazioni , una cosa non mi è chiara se apro il conto in postfinance loro mi inviano anche il foglio per la RINUNCIA AL SEGRETO BANCARIO?? se è cosi la cosa è molto semplice e mi resterebbe soltanto dichiarare al fisco italiano gli interessi percepiti sul conto con il mod 730 oppure il mod unico.
grazie
sergio.
gennaio 7th, 2009 @ 7:22 am
buongiorno Sergio.
in Svizzera applicano preventivamente la ritenuta federale (35%) che coincide con la euritenuta che entrerà in vigore in tutta Europa a partire dal 1 luglio 2011 e NON comunicano automaticamente le informazioni all’Italia.
ti inviano però una certificazione in cui si evince quanto hai pagato l’anno precedente che potrai portare in detrazione in dichiarazione (trovi maggiori chiarimenti nei commenti di questo post).
io mi sono attivato per comprendere invece come è possibile attivare la comunicazione automatica: in base a quanto ho riportato nella mini-guida, è possibile presentare istanza di rimborso della ritenuta federale agli istituti elvetici, data la residenza in Italia. in questo modo si riceverebbero completamente gli interessi da tassare secondo la propria aliquota irpef in dichiarazione.
nella mini-guida è presente il documento da compilare e sono in attesa di un feedback da PostFinance in merito alla trasmissione dello stesso. vi terrò aggiornati.
gennaio 8th, 2009 @ 4:48 pm
Ciao Massimiliano,
in rete ho trovato questo.
Sembra una soluzione interessante: fa evitare compilazioni di moduli RW, ma non capisco se così si perde la possibilità di compensazione relativa alla differenza degli interessi pagati in più rispetto all’Italia o se questa viene fatta dalla banca Italiana…
“Nell’ipotesi in cui un soggetto residente in Italia detenga un conto corrente bancario o postale all’estero, la circolare n. 54/E del 19 giugno 2002 ha chiarito che se i redditi derivanti dal conto corrente sono riscossi attraverso l’intervento di intermediari italiani, non sussiste l’obbligo di dichiarazione nel modulo RW. Per usufruire dell’esonero il contribuente deve dare disposizioni alla banca estera, presso cui è detenuto il conto, di bonificare automaticamente gli interessi maturati sul conto estero al massimo entro il mese di maturazione su un conto corrente italiano specificando nella causale:
•l’ammontare lordo;
•l’eventuale ritenuta applicata all’estero.
Autore: Francesco Pau
Fonte: ItaliaOggi Sette – 15 Maggio 2006″
gennaio 8th, 2009 @ 8:59 pm
@becke
questa notizia è grandiosa! effettivamente può essere la soluzione più semplice. una copia della circolare è scaricabile a questo indirizzo e il passo citato è al paragrafo 14 MODULO RW (pag 23).
dal momento che nella causale compare la ritenuta applicata, se si ricade in una fascia inferiore non penso decada la possibilità di avere il credito di imposta.
provo a chiedere un chiarimento a un commercialista.
gennaio 8th, 2009 @ 9:24 pm
mi state dando notizie grandiose!!
Chiedo scusa per la mia inesperienza , se dovessi aprire un conto in post finance (set on line) sensa aprire conto di deposito e per iniziare metto 12000 euro devo compilare lo stesso il mod unico o mod 730 o sono esentato di farlo?
siccome anche se minimi gli interessi non andrebbero dichiarati?
grazie mille per il vostro e certo aiuto.
gennaio 8th, 2009 @ 9:35 pm
Sono da sempre a conoscenza della possibilità, più teorica che pratica, di far bonificare gli interessi esteri su una banca italiana la quale a sua volta pagherebbe le imposte dovute, così da evitare le trafile burocratiche sul modello Unico. Quando però vai a chiedere alla tua banca straniera di fare ciò ti dicono che simile operazione ha un certo costo, e la tua banca italiana ti dice che è una prassi per loro inusuale e, oltre a probabili alti costi, non è detto che accettino di fartela. Come vedete non è detto che alla fine sia una operazione fattibile e conveniente. Comunque non è male informarsi presso le proprie banche.
gennaio 8th, 2009 @ 10:50 pm
ciao sergio, il tuo entusiasmo per il meraviglioso mondo dei conti bancari esteri è ammirevole. Mi pare che hai afferrato abbastanza bene le prpoblematiche inerenti la fiscalità degli interessi percepiti all’estero: il fatto che tu trasferisca annualmente all’estero una cifra inferiore ai 12500 euro ti consente di evitare la compilazione del quadro RW ma gli interessi percepiti devi comunque riportarli nel modello Unico (quadro RN) mentre al quadro CR dovrai indicare le ritenute subite.
gennaio 8th, 2009 @ 11:18 pm
grazie mille sig Mauro, approfitto della sua conoscenza in materia fiscale. io sono un lavoratore dipendente ed ogni anno compilo il MOD 730 per lo scarico di eventuali spese mediche + il mutuo , E’ possibile secondo lei riportare gli interessi e le ritenute sul mod 730? la cosa mi faciliterebbe il tutto evitando cosi anche le spese per la compilazione del mod unico. sempre in questo blog una volta affrontai il problema ma poi il blog fu bloccato e persI le varie risposte date da voi esperti in materia. LA RINGRAZIO E RINGRAZIO TUTTE LE PERSONE CHE IN QUESTO BLOG AIUTANO LE PERSONE CHE HANNO BISOGNO DI CAPIRCI QUALCOSA NEL MARASMA DELLE LEGGI ITALIANE. GRAZIE MILLE!.
gennaio 9th, 2009 @ 12:18 am
ciao sergio.
purtroppo il blocco di google è stato uno scoglio duro da superare, ma ora nel nuovo sito sono presenti tutti i commenti ed è sicuramente possibile ritrovare quello che scrivevi se ti ricordi il post.
per rispondere alla tua domanda, il commercialista che consulto mi ha detto che non è necessario Unico. Ti riporto quello che mi ha scritto:
Nel caso di reddito estero percepito da
contribuente italiano e soggetto a tassazione in tale stato, puoi
utilizzare il modello 730 e l’imposta versata verra’ utilizzata come
credito da scomputare sulle tasse da pagare in riferimento al tuo
reddito complessivo.
riepilogando (Mauro correggimi se sbaglio):
1. è possibile presentare il solo 730 se le movimentazioni sono comunque inferiori a 12500€ recuperando l’imposta versata all’estero come credito sulle tasse;
2. se si potesse attuare la procedura indicata da becke, si potrebbe chiedere alla banca di effettuare un bonifico di tali interessi in modo da non doversi preoccupare neanche dell’aliquota da applicare (ma per questo secondo punto attendo conferma sempre dal commercialista).
gennaio 10th, 2009 @ 1:45 am
in attesa dei vostri chiarimenti ,per me veramente importanti, chiedo cortesemente visto la vostra esperienza ,quale tipo di conto svizzero è più gestibile , tra quello di post finance e quello di migros banca.
graize mille!!
alcuni mi hanno consigliato la posta svizzera sia per sicurezza che per professionalità a costi estremamente contenuti.
grazie
sergio.
gennaio 10th, 2009 @ 11:31 am
il servizio di PostFinance è ottimo sotto ogni punto di vista (rapidità, professionalità, cortesia, chiarezza dell’interfaccia web), ho letto feedback positivi anche di Migros, ma non ne ho un’esperienza diretta.
gennaio 10th, 2009 @ 1:58 pm
PostFinance e Banca Migros sono i due conti più convenienti in tutta la Svizzera, offrono proposte di investimento diverse, per cui per decidere quale delle due scegliere occorre prima di tutto sapere in cosa si è interessati ad investire.
gennaio 10th, 2009 @ 6:34 pm
ringrazio per i consigli . il conto mi serve come appoggio per un eventuale problema dello stato italiano(anche se improbabile)con i conti pubblici. userei il conto estero tipo il conto arancio anche se gli interessi sono minimi ma con un pò piu di sicurezza (come letto su vari giornali economici). grazie mille per i consigli . resto in attesa per i chiarimenti sul mod 730 , ho chiesto al mio caaf ma non mi hanno saputo dire nulla se è possibile usarlo per pagare gli interessi percepiti all’estero. grazie
Sergio.
gennaio 11th, 2009 @ 11:08 pm
Buona sera , sul sito di post finance ho visto l’offerta set on line devo dire che è molto conveniente, L’unica cosa che mi ha lasciato perplesso è che NON E’ INDICATO DA NESSUNA PARTE IL COSTO DELLA CHIUSURA CONTO.
chiedo lumi a chi è più informato di me.
grazie
Sergio.
gennaio 11th, 2009 @ 11:19 pm
Ciao Sergio.
Effettivamente non è menzionato da nessuna parte un costo di chiusura. Data la precisione con cui indicano ogni cosa, ritengo non ci sia un costo per la chisura del conto così come non c’è un costo per l’apertura e neanche un versamento minimo iniziale.
Ad ogni modo può convenire chiedere conferma.
gennaio 12th, 2009 @ 1:31 pm
Salve. Volevo sapere se si poteva anche aprire un conto personale sulla banca svizzera in quanto quando compilo il modulo di contatto mi richiede obbligatoriamente il nome della ditta.
E’possibile? Ci sono limitazioni? Grazie.
gennaio 12th, 2009 @ 1:32 pm
Rettifico. sulla posta svizzera
gennaio 12th, 2009 @ 1:56 pm
Salve,
io ho provato a fare la richiesta per aprire c/c su postfinance, mi è arrivato tutto in pochi giorni…solo che che mi chiedono di recarmi in Svizzera per l’identificazione. Da nessuna parte nei documenti che mi sono stati inviati si specifica che basta una notarizzazione e relativo documento…dal momento che nel post sopra c’è scritto che non era necessario recarsi in svizzera, vorrei capire un po’, anche per eventualmente aggiornare il post sopra per evitare che, non so, un abitante di Canicatti chieda di aprire il conto salvo poi scoprire che deve spendere 600 eur di volo per aprirlo.
gennaio 12th, 2009 @ 2:38 pm
Ciao Gianni,
ti ringrazio per il feedback e mi dispiace che ci sia questa difficoltà.
Il post è originato da esperienza personale, quindi ti assicuro che la procedura è stata autorizzata così come descritto.
E’ possibile che negli ultimi sei mesi PostFinance abbia cambiato politica, pur non dando alcuna notizia in merito, forse in merito alla recente crisi finanziaria.
Ti consiglio di contattarli per avere un riscontro. Contatto anche io il mio referente per avere feedback.
gennaio 12th, 2009 @ 5:33 pm
A tutti coloro che sono interessati ad aprire un conto a PostFinance confermo che da diverso tempo è purtroppo in atto una nuova procedura di identificazione che obbliga ad andare direttamente in Svizzera ad effettuare il riconoscimento, mentre in precedenza era sufficiente inviare loro copia autenticata dal proprio Comune residenza del documento di identità.
gennaio 12th, 2009 @ 5:41 pm
@ Grazia: per quanto riguarda il problema segnalato è ipotizzabile che tu sia erroneamente entrata nell’area denominata ‘clienti commerciali’ , devi invece entrare nell’area ‘clienti privati’e da li selezionare il conto che preferisci (presumo l’offerta set online)e quindi compilare il relativo form di richiesta dove non ti verrà chiesto alcun nome di ditta.
gennaio 12th, 2009 @ 7:26 pm
Ho sentito parlare anche di una certa banca Migros per aprire conti online, è affidabile?
Sul sito pare che si possa aprire il conto online, chi ha avuto esperienza di recente, sa se anche loro richiedono di recarsi di persona in sede per l’identificazione?
gennaio 12th, 2009 @ 8:44 pm
Migros e postFinance sono le due banche più affidabili della Svizzera. Il modulo di apertura online presente sul sito di migros è però riservato solo ai residenti svizzeri, per gli italiani bisogna andare di persona alla filiale di Lugano che è particolarmente predisposta per questo tipo di clientela. Premetto che per un italiano aprire un conto a Migros non è cosa scontata: essendo una banca non mercenaria accetta solo clientela o residente nella vicina Lombardia, oppure, se di altre regioni, presentata da uno che già è cliente, oppure che dimostrandosi persona seria in sede di colloquio dichiara di trasferire fondi in modo regolare rinunciando al segreto bancario (come feci io). La banca è molto seria e le condizioni pubblicate sul sito di tenuta conto e deposito titoli vengono da loro effettivamente rispettate.
gennaio 12th, 2009 @ 8:51 pm
P.S.: se qualche lettore di PiccoloRisparmio è interessato ad aprire il conto a Banca Migros è autorizzato a presentarsi alla filiale di Lugano a mio nome come referenza di persona già cliente.
gennaio 13th, 2009 @ 6:56 pm
Devo purtroppo confermare quanto già riscontrato da Gianni: il mio referente in PostFinance afferma che non è più possibile aprire un conto da remoto, come è stato possibile a chi lo ha sottoscritto l’anno scorso, dal momento che è necessario farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.
Ho chiesto eventuali alternative, ma non penso ce ne siano. Aggiorno di conseguenza il post e mi scuso per aver dato delle informazioni purtroppo superate dalla nuova politica di PostFinance, di cui purtoppo non avevo notizia.
gennaio 13th, 2009 @ 9:11 pm
Ragazzi farsi un giretto a Lugano non è poi la fine del mondo, posso assicurarvi che è un luogo indimenticabile, non solo belle banche ma anche bei monti, bei laghi, belle donne, cosa volete di più???
gennaio 14th, 2009 @ 6:06 pm
Be’, se tu cerchi un buon conto ultra low-cost e poi devi spendere denaro per volo o viaggio, tutto il risparmio va a farsi friggere.
a questo punto ti apri un bancoposta.
giusto quindi rettificare l’articolo.
p.s.= luxor hai dimenticato il casino di mendrisio tra i vari “svaghi”
gennaio 15th, 2009 @ 11:51 pm
@Gianni
in effetti le ragioni per aprire un conto estero sono diverse, non esclusivamente legate ai costi d’apertura ovviamente.
è chiaro però che a parità di politica applicata, se prima si poteva preferire PostFinance rispetto a Banca Migros, ora non è più così.
gennaio 21st, 2009 @ 3:50 pm
Nel dicembre 2008 presi contatto con Postfinance e mi dissero che dai primi giorni di quel mese non potevano più aprire conti a distanza ma volevano conoscere di persona i propri clienti.
Pertanto presi appuntamento con la consulente della filiale di Lugano per un sabato mattina.
Io abito in Friuli-Venezia Giulia e ho viaggiato in treno per 5 ore, l’arrivo a Lugano è stato molto piacevole e la sede è situata proprio in centro città a 15 minuti dalla stazione.
La consulente mi ha fatto alcune semplici domande (quale lavoro faccio, per quale motivo voglio aprire un conto da loro)èd è stata molto gentile ed esauriente nelle spiegazioni.
Il conto non ha nè spese di apertura, nè di chiusura ma vogliono essere informati con un certo anticipo se si ha intenzione di smobilizzare cifre di una certa consistenza (è tutto indicato chiaramente nel prospetto informativo).
Per quanto riguarda la solidità finanziaria Postinance è garantita dalla Confederazione svizzera e questa mi sembra una buona garanzia.
Unica difetto da me riscontrato è che non è possibile procedere all’acquisto di titoli di stato.
Se qualcuno come me desidera tenere aperto un conto corrente all’estero da usare come scialuppa di salvataggio per tutelare i propri risparmi dal progressivo dissesto del sistema Italia credo che Postfinance sia un’ opportunità da valutare.
gennaio 21st, 2009 @ 8:39 pm
grazie Richard per questa tua esaustiva descrizione del viaggetto che ti sei fatto a Lugano. Io faccio parte di quella schiera di “privilegiati” i quali, avendo aperto il conto prima del 2008, hanno avuto l’agevolazione di farlo per via postale. Ma come diceva pure Mauro Corradi (che per aprire il conto con Banca Migros si è fatto un viaggetto a Lugano come te), vale davvero la pena di fare questo piccolo sacrificio di un viaggio comunque piacevole e in quel di Lugano.
gennaio 29th, 2009 @ 2:48 pm
Salve, un piccolo aiuto. Nella compilazione del modula “Set online” di Postfinance mi chiede nazionalita’ (italiana) permesso di soggiorno (B;C;F;G;L;N), non avendo un permesso di soggiorno ed essendo cittadino italiano, qualcuno puo indicarmi cosa scrivere? grazie
gennaio 29th, 2009 @ 6:29 pm
ciao marco, l’indicazione del permesso di soggiorno riguarda i soli residenti in Svizzera, tu come residente all’estero devi solo indicare la nazionalità italiana e ignorare la casella successiva. Ciao e benvenuto in PostFinance. Facci sapere quando andrai a Lugano a farti identificare.
febbraio 2nd, 2009 @ 10:57 am
In riferimento all’apertura di un conto online con PostFinance, qualcuno mi saprebbe consigliare se è più conveniente aprirlo in EURO o CHF, nell’ottica di proteggere i miei risparmi da un ipotetico (…neanche tanto) fallimento dello stato italiano.
Grazie a chi vorrà rispondermi
Marcello
PS: Presumo che una volta aperto non si possa cambiare valuta,o no?
febbraio 2nd, 2009 @ 11:21 am
Per proteggerti da un eventuale default dello stato italiano puoi tranquillamente aprire il conto in EUR, che è la moneta dell’intera Ue e non solo dell’Italia, quindi per perdere i tuoi soldi sarebbe necessario un default su scala europea che coinvolgesse la stessa Germania, cosa quindi assai improbabile.
febbraio 2nd, 2009 @ 11:28 am
Grazie Luxor, adesso posso progettare il mio viaggetto in quel di Lugano…
febbraio 20th, 2009 @ 2:09 am
scusate ma vedo che qui si dà quasi per scontato un default italia e altrettanto per scontata la storica graniticità svizzera.
prima di fare viaggetti finanziari verso la mecca-lugano io valuterei qualche fatto.
vero è che hanno passato indenni le peggiori buriane del secolo scorso ma è vero anche che non si era vista ancora una cosa del genere:
Una breccia nel muro del segreto bancario
e questo tipo di discorsi proprio sul default:
«Più vulnerabile una Svizzera senza euro»
l’italia è sicuramente messa male (sicuramente non più di USA, GB e giappone) ma forse nemmeno i confederati se la passano tanto bene visto che hanno già dovuto pompare un bel po’ di miliardi in ubs.
nessun giudizio solo spunti di riflessione
febbraio 22nd, 2009 @ 1:53 am
Sulla fine del segreto bancario: leggi bene, UBS è accusata di aver partecipato attivamente alla vicenda.
febbraio 22nd, 2009 @ 10:51 am
in generale è vero che la Svizzera non rappresenta più quel luogo inviolabile ove “nascondere” fortune. la vicenda UBS è forse un caso a parte, in cui la banca ha di fatto infranto la legge ed è giustamente perseguita.
ciò non toglie che se la crisi perdura, altri luoghi anche in Europa possono essere rivalutati proprio alla luce del mantenimento del segreto bancario (Austria, Belgio, Lussemburgo). il fattore euro sembra decisivo per ciò che concerne la stabilità e non ci si sottopone a rischi di cambio.
febbraio 23rd, 2009 @ 8:21 pm
Ringrazio intanto per la cortese lettura di questa domanda. A quali obblighi verso lo Stato Italiano è tenuto un cittadino italiano che desidera aprire un conto on-line in Svizzera? Grazie per la cortese attenzione.
febbraio 23rd, 2009 @ 10:42 pm
Ciao Francesco.
Se ancora non l’hai fatto ti consiglio di dare un’occhiata alla Guida agli investimenti all’estero che ha informazioni specifiche per la Svizzera.
In breve, puoi scegliere se richiedere o meno alla banca Svizzera di comunicare gli interessi percepiti all’Italia o lasciarti tassare dalla loro ritenuta federale ed avere un credito d’imposta in dichiarazione dei redditi.
febbraio 24th, 2009 @ 8:50 am
Grazie Massimiliano, per la tua risposta. Ne terrò conto nell’eventualità di aprire un conto presso una banca svizzera. Ma se non si dovesse scegliere di richiedere alla Banca Svizzera di comunicare all’Italia (ma a quale ufficio?) gli interessi percepiti, si va incontro a denunce o sanzioni della finanza italiana? Dove trovare tutte le leggi che regolano questa materia? Grazie per la tua pazienza. Buona giornata. Francesco
febbraio 26th, 2009 @ 8:11 am
Ciao Francesco.
Sempre in fondo alla guida trovi alcuni riferimenti normativi, tuttavia ti consiglio di parlare con un consulente fiscale che saprà certamente informarti in maniera esauriente.
Se richiedi alla banca Svizzera di comunicare le informazioni provvederanno loro a contattare l’Agenzia delle Entrate. In generale può essere sufficiente una tua richiesta all’istituto, ma potrebbero richiederti prima un documento rilasciato da un locale ufficio dell’Agenzia delle Entrate nel quale richiedi tale comunicazione (il che scarica immediatamente te dalla responsabilità di mancate comunicazioni da parte dell’istituto elvetico). Sempre nella guida trovi un fac-simile.
Fermi i punti sopra, se un libero cittadino vuole aprire un conto all’estero, esporta un capitale al di sotto dei limiti previsti (mi pare 10mila euro con la Svizzera) e accetta di essere tassato alla fonte ritengo sia perfettamente in regola. Eticamente dovrebbe denunciare gli interessi percepiti, ma la legislazione in piedi serve a contrastare esportazioni di capitali ben più importanti o riciclaggio di denaro.
marzo 4th, 2009 @ 10:54 am
Volevo comunicare che recentemente ho contattato l’ufficio competente in materia fiscale del Cantone Ticino perchè volevo sapere con certezza se è possibile chiedere il rimborso della ritenuta fiscale del 35% che la Svizzera applica sugli interessi dei conti correnti. Ciò allo scopo di poter pagare le tasse in Italia dove l’aliquota è inferiore. Mi hanno risposto che questo è possibile solo se sei un cittadino Italiano residente in Svizzera. Se hai la residenza in Italia non puoi chiedere nessun rimborso. Ciò conferma quanto mi è stato detto dalla consulente di Postfinance. Qualcuno ha ulteriori informazioni da dare al riguardo?
marzo 11th, 2009 @ 1:35 pm
Ciao a tutti, vorrei avere delle informazioni in merito ad una particolare situazione:
se si lavora per conto di una società estera, con sede non in Italia, senza nessun contratto ne in Italia ne il altri paesi; se questa società paga per il lavoro attraverso bonifici bancari provenienti dal paese dove ha sede; è possibile ricevere questi bonifici in un conto estero (in Svizzera per esempio) senza dover dichiarare reddito in Italia? Si ha cmq l’obbligo di dichiarare il reddito nel paese dove si apre il conto? Vi chiedo questo perchè la società per cui lavoro non assume, gestendoti come una sorta di freelance e pagandoti ogni fine missione (che avviene a bordo di navi oceanografiche in diverse parti del mondo) con un bonifico proveniente dall’estero. Quindi per l’Italia risulto disoccupato e senza reddito. Siccome questa società non paga i contributi e quindi sono costretto a investire in una pensione privata, se dovessi pure dichiarare e pagare le tasse in Italia mi resterebbe ben poco di quello che guadagno lavorando lontano da casa per mesi. Spero proprio che qualcuno possa aiutarmi perchè non so proprio come comportarmi. Grazie in anticipo a tutti.
marzo 11th, 2009 @ 9:08 pm
Ciao Cristoforo, il tuo è un esemplare caso i cui redditi da lavoro percepiti all’estero andrebbero denunciati nel modello Unico quadro RM sezione V. Se poi tale reddito te lo fai bonificare su un conto svizzero sfuggi senz’altro al controllo del fisco italiano (salvo improbabili specifici accertamenti mirati sulla tua persona), in quanto non esiste (almeno fino ad ora) scambio automatico di informazioni tra stati per redditi da lavoro. Di certo comportandoti così sei a tutti gli effetti perseguibile per evasione fiscale. Valuta quindi tu stesso soggettivamente a quali rischi puoi andare incontro.
marzo 19th, 2009 @ 7:41 pm
Buona sera, chiedo lumi al blog in merito all’apertura di un conto corrente in belgio.
Da voi esperti ho letto che per in Belgio il segreto bancario non esiste e che trasmette i dati al nostro fisco.
La mia domanda è, se apro un conto in una banca Belga on line devo dichiararlo comunque nella dichiarazione dei redditi oppure è possibile richiedere alla banca belga di tassarmi come se fossi in Italia?
Grazie mille .
Sergio.
marzo 19th, 2009 @ 9:38 pm
ciao Sergio.
in realtà il Belgio (insieme all’Austria e al Lussemburgo, per quanto riguarda la UE) mantiene preventivamente il segreto bancario e solo su tua esplicita richiesta comunica i dati al nostro fisco.
l’unica tassazione prevista per residenti UE è l’euritenuta, applicata in caso di mantenimento del segreto bancario. se rinunci al segreto non viene applicata alcuna tassazione e gli interessi vengono comunicati al fisco, obbligandoti a dichiararli per l’applicazione delle ritenute nazionali.
questo meccanismo è in piedi proprio per evitare una doppia tassazione.
se non lo hai già fatto ti invito a leggere la mini guida sugli investimenti esteri.
marzo 19th, 2009 @ 10:17 pm
Grazie mille per le solite precise ed impeccabili informazioni .
Sergio.
marzo 23rd, 2009 @ 12:18 am
Vorrei riportare la mia esperienza nell’apertura di un conto con PostFinance.
In particolare il fatto che non mi è stata concessa l’opzione aggiuntiva “e-trading”;
ribadendo che la stessa è riservata ai soli residenti svizzeri.
Qualcuno può confermare la cosa?
Michele da Venezia
marzo 23rd, 2009 @ 11:41 am
Michele ti confermo che con PostFinance gli stranieri possono acquistare solo prodotti finanziari di propria emissione. Ne abbiamo già discusso in passato. Se un cliente italiano volesse acquistare obbligazioni deve aprire il conto a Banca Migros che offre l’accesso al mercato telematico obbligazionario e azionario svizzero. Premetto che in Svizzera per noi stranieri è conveniente solo l’acquisto di obbligazioni perché la negoziazione di azioni è eccessivamente gravata da imposte alla fonte.
marzo 24th, 2009 @ 11:02 am
Porto a conoscenza che la Keytrade Bank ha recentemente aperto una sede in Svizzera, offre l’apertura del conto a distanza e consente la negoziazione di obbligazioni e azioni a prezzi diversificati ma complessivamente analoghi a quelli di B. Migros. Vale la pena di valutarla e tenerla in considerazione.
marzo 24th, 2009 @ 2:21 pm
Mauro questa è una notizia grandiosa, grazie della segnalazione.
Abbiamo quindi nuovamente la possibilità di aprire un conto in Svizzera direttamente online!
marzo 24th, 2009 @ 8:25 pm
Io ho necessità di aprire un conto in Svizzera, siccome ci lavorerò per sei mesi a partire dal 1° maggio. Qualcuno mi potrebbe spiegare qual è la differenza tra il set online della posta svizzera (e in generale i set) e un semplice conto privato della medesima? Mi pare di capire che anche col conto privato si possa accedere ai servizi on line..Inoltre per me il conto privato sarebbe conveniente, perchè se si invia un modulo per aprirlo entro il 31 marzo regalano 100 F col primo stipendio versato.
Grazie mille per i consigli!
marzo 25th, 2009 @ 11:38 am
Gentile signorina, complimenti per il lavoro che si appresta ad andare a svolgere in Svizzera, seppure in modo temporaneo. La differenza tra il conto privato e i conti offerti in set è essenzialmente di costi e di renumerazione. Ad esempio ha un canone mensile di 3 CHF indipendentemente dal montante del patriminio in deposito (mentre per i set è gratuito se si hanno depositi oltre i 7500 CHF), la card costa 12 CHF mentre per i set è gratuita. Sono costi comunque non traumatici e per l’uso che ne deve fare lei penso che possa andare senz’altro bene anche il conto privato. Spero di essere stato sufficientemente esaustivo. Ci tenga informati sulla scelta che effettuerà.
maggio 8th, 2009 @ 9:36 pm
Mi chiedo se l’obbligo di dichiarare sul modello RW di UNICO gli acquisti in valuta >51k Euro, se detenuti per + di 7 giorni, vale anche nel caso di valuta acquistata su un conto “multicurrency” in Italia per il tramite di un intermediario italiano (Fineco).
maggio 10th, 2009 @ 10:31 am
ciao Michele.
penso che la risposta alla tua domanda debba darla qualcuno più esperto di me, ma propenderei per fare la dichiarazione anche se l’intermediario è italiano.
immagino che Fineco informi l’Agenzia delle Entrate per tali movimenti e forse producono documenti appositi utili alla compilazione del modello RW. prova a contattarli!
settembre 6th, 2009 @ 8:32 am
Salve a tutti,ho letto alcuni post su Banca Migros.In particolare volevo sapere se risponde al vero che per l’apertura di un conto ad un cittadino italiano è necessario essere presentati.Mi sembra un pò eccessivo.Grazie della risposta
settembre 6th, 2009 @ 11:25 am
Salve a tutti,ho letto alcuni post su Banca Migros.In particolare volevo sapere se risponde al vero che per l’apertura di un conto ad un cittadino italiano è necessario essere presentati.Mi sembra un pò eccessivo.Grazie della risposta
settembre 6th, 2009 @ 6:20 pm
Ciao Paolo, ti confermo che per l’apertura di un conto a Migros sarebbe preferibile essere residenti in Lombardia e/o presentarsi come amico di uno che già è cliente. Ma non indispensabile. Io sono emiliano e mi aprirono ugualmente il conto pur presentandomi senza conoscenze. Dipende da come ti presenti personalmente. E’ una banca seria e non vuole assolutamente immischiarsi con clienti sospetti. Per aprire il conto andare alla filiale di Lugano che è appositamente attrezzata per questo tipo di clientela.
settembre 26th, 2009 @ 4:20 pm
Gentile Signor Corradi,
vorrei aprire un conto in Svizzera per vendere allo scoperto un titolo azionario di una società italiana che, avendo avviato un aumento di capitale, non può essere prestato dalle banche italiane (soggette alla normativa CONSOB). A tale proposito può vedere l’articolo
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/10/Vendite-scoperto-short-selling-etf-opzioni.shtml?uuid=487d814a-962b-11dd-90a6-de6808ab7dd1&DocRulesView=Libero
(che fa riferimento al periodo in cui vigeva il divieto totale di short selling).
Chiedo a Lei, che mi pare ben informato, se la banca Migross:
- offre il servizio di prestito titoli;
- consente di operare sul mercato italiano (la Borsa di Milano non compare tra quelle elencate nel sito della banca);
- aprendo un conto investimenti consente di effettuare la vendita allo scoperto di cui sopra.
Beninteso che denuncerò le plusvalenze nella dichiarazione dei redditi: non vi è alcun intento di evasione fiscale.
La ringrazio fin d’ora se vorrà rispondermi.
Cordiali saluti.
settembre 27th, 2009 @ 9:12 pm
Egregio Signor Mario, le posso confermare che con Banca Migros sono negoziabili pure le azioni quotate sul mercato italiano, ma purtroppo non offrono un servizio di prestito titoli e short selling. In Svizzera neppure la Swissquote (leader del trading on line elvetico) offre lo short sui titoli, per cui ho motivo di pensare che, in modo esplicito, non lo offra nessuna banca. Se è così convinto di voler shortare Unicredit mi sa che dovrà forzatamente fare ricorso agli strumenti derivati, oltretutto dai costi decisamente più convenienti.
settembre 27th, 2009 @ 11:36 pm
La ringrazio per la sollecita risposta.
Tuttavia, dato che preferirei rimanere sull’azionario (temo i derivati), Le chiedo se possa indicarmi una SIM affidabile domiciliata in Belgio o Lussemburgo che consenta lo short selling su titoli italiani.
Mi scuso per il disturbo e la ringrazio nuovamente per la disponibilità.
settembre 28th, 2009 @ 12:18 am
P.S.
Certo non per mancanza di rispetto verso gli altri utenti del sito, ma se per qualche ragione preferisse rispondermi in privato, La invito a scrivermi all’indirizzo e-mail shorter76@gmail.it
Saluti.
settembre 28th, 2009 @ 12:38 am
Rettifico l’indirizzo: shorter76@gmail.com (non “.it”).
settembre 28th, 2009 @ 10:37 am
Purtroppo delle banche online che accendono il conto agli stranieri nessuna offre lo short selling suul’azionario nè in Belgio né in Lussemburgo. Non so le banche fisiche, tenga presente però che difficilmente una banca ha un portafoglio titoli così ampio da comprendere pure quelli stranieri.
ottobre 13th, 2009 @ 11:42 pm
Salve a tutti, sono nella stessa situazione di Cristoforo (post n. 46), solo che i redditi che ho percepito dal datore di lavoro estero per mesi, lavorando all’estero e su conto estero (obbligatorio aprirlo nel Paese, extra UE, dove lavoro), li ho in parte bonificati mensilmente sul mio conto italiano (per pagare mutuo, bollette e spese varie). Ora mi chiedo, i redditi percepiti sono relativi a rapporto di lavoro estero, pagati all’estero e percepiti all’estero, ma adesso questi bonifici mensili di circa 2000 euro, per un totale quindi di 24.000 euro in un anno, mi tocca dichiararli nel quadro RW? Solo per fini valutari o una volta che li dichiaro ci debbo pagare le tasse in Italia? E cambia qualcosa se, come sembra faranno dal prossimo anno, mi bonificheranno direttamente lo stipendio sul conto italiano? (nella causale figurerà chiaramente che è di un datore di lavoro estero, proveniente da paese extra UE).
E, infine, se invece mi faccio pagare tutti gli stipendi sul conto estero e li tengo li, devo comunque dichiarali sul quador RW? Purtroppo nessuno ha saputo darmi una risposta chiara. Inoltre, pur essendo residente all’estero, mi dicono che il domicilio fiscale resta in Italia, dove ho casa, famiglia e quindi “centro di interessi”. Anche io però sono nella situazione dell’altro lettore di cui al post 46. Dopo mille sacrifici, lontano da famiglia ecc., se su poco piu di 2000 euro ci devo pagare il 30% di tasse, tanto vale tornare a lavorare in Italia (p.s.: nessuno delle centinaia di colleghi ha mai dichiarato, dicono, in quanto si considerano residenti esteri ed esenti, ma loro non hanno famiglia in Italia e, molto più saggiamente, non hanno mai bonificato una lira nel conto italiano.
ottobre 14th, 2009 @ 12:06 am
Addenda. Ulteriore dubbio sul quadro RW.
Il modulo RW è diviso in tre sezioni riguardanti:
1) i trasferimenti dall’estero verso l’Italia e dall’Italia verso l’estero di denaro, certificati ecc., effettuati attraverso non residenti e senza il tramite degli intermediari residenti, per ragioni diverse dagli investimenti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria.
2) le consistenze degli investimenti esteri e delle attività finanziarie detenute all’estero al termine del periodo di imposta;
3) i flussi dei trasferimenti dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso intermediari residenti, attraverso non residenti ovvero in forma diretta, che nel corso dell’anno hanno interessato investimenti esteri ed attività estere di natura finanziaria.
Bene, ma questi trasferimenti da indicare nel quadro RW sono quelli fatti da “me” a “me” stesso? Cioè dal “mio” conto estero al “mio” conto italiano” ?
Oppure anche i bonifici sul mio conto italiano provenienti da un terzo (cioè, nella specie, dall’Ente estero datore di lavoro).
In altri termini, se io non bonifico nulla dall’estero sul mio conto, ma è il mio datore di lavoro che mi versa mensilmente il “salary”, dall’estero, io, quale mero beneficiario dei versamenti, devo dichiararli nel quadro RW?
A prescindere dal fatto che poi ci debba pagare le tasse o meno (da verificare).
Quali sono le sanzioni per chi si è dimenticato di farlo? E’ vero che dopo la recente legge sullo scudo fiscale sono dal 200 al 400%? Cioè, se mi dimentico di indicare un bonifico ricevuto, potrei dover pagare il 400% della relativa somma? …
ottobre 14th, 2009 @ 9:26 pm
Ciao Piotr, il tuo è uno di quei casi complicati che necessitano inevitabilmente dell’assistenza di un buon commercialista, in quanto fuoriesce dalla casistica generale del piccolo risparmio di italiani in paesi stranieri. Concordo con te che sia una rottura di scatole non indifferente, soprattutto in un’epoca di globalizzazione del lavoro, dover fare i conti con sto quadro RW, pena pesanti sanzioni amministrative. Ti prego però di non esagerare: ora la sanzione va dal 10% al 50% (prima era dal 5% al 25%) e non dal 200% al 400%! D’accordo che siano dei ladri, ma c’è un limite a tutto!
ottobre 15th, 2009 @ 10:24 am
Se il versamento dello stipendio avviene in banca non è escluso dall’indicazione del quadro RW?
Non credo che tutti gli immigrati che trasferiscono denaro ai loro famigliari all’estero facciano la dichiarazione del quadro RW….
ottobre 15th, 2009 @ 6:22 pm
grazie mauro, forse ho fatto un po di confusione…
leggendo meglio, sembra che la sanzione sia dal 200 al 400 se l’omissione riguarda redditi prodotti all’estero (e purtroppo è il mio caso) e non è chiaro se tale maggiore sanzione è relativa solo ai paesi in black list (non è il mio caso per fortuna), oppure se tutti i paesi esteri
(purtroppo, per quanto legga e rilegga legge e circolari varie, non è chiaro)
mi rivolgerò comunque ovviamente ad un buon studio tributario, per non sbagliare
ottobre 15th, 2009 @ 10:27 pm
Gino mi pare che in sintesi la tua sia una situazione analoga a quella di Piotr: consiglio anche a te di consultare un buon commercialista perché non devi dare per scontato che l’aver bonificato soldi dal conto personale estero al conto familiare italiano non comporti l’obbligo di compilazione del famigerato quadro RW!
ottobre 15th, 2009 @ 10:28 pm
esatto, Gino, sono le domande alle quali mi piacerebbe avere una risposta!
Non ne sono sicuro, sono settimane che consulto, studio, chiedo (anche nei forum), ma nessuno sembra sapere con chiarezza se: 1) nel RW vanno dichiarate le soome ricevute da terzi, tramite regolare bonifico su banca italiana (però da banca estera ovviamente) 2) se vanno dichiarati i bonifici ricevuti dalla moglie, dallo zio, ecc. ecc.
ottobre 18th, 2009 @ 10:34 pm
ciao Piotr.
in merito alle tue ultime domande, ti giro un primo feedback (che non può certo essere del tutto esauriente) che ho ricevuto da un amico commercialista, in merito ai trasferimenti di denaro puro, quindi non legato ad investimenti.
L’obbligo di indicare i movimenti valutari nel quadro RW è determinato dal modo secondo cui si opera il trasferimento ITALIA – ESTERO o ESTERO – ITALIA:
1) se si effettua un bonifico tramite una banca nazionale è la stessa filiale che provvede alla segnalazione e l’obbligo non sussiste.
2) Nel caso si usi il trasporto al seguito oppure un intermediario non residente ( esempio:filiale italiana di un soggetto estero) ed il valore trasferito supera i 10.000€ si innesca l’obbligo.
ottobre 19th, 2009 @ 1:39 pm
Confermo quanto riportato da Massimo.
Nel caso di versamenti da/ verso un proprio conto all’estero invece, vanno sempre indicati gli importi trasferiti, independentemente dal modo in cui vengono trasferiti e da chi vengono trasferiti.
ottobre 19th, 2009 @ 11:29 pm
Grazie Massimiliano e Gino.
Tuttavia resto con non poche perplessità…
Massimiliano ipotizza: “1) se si effettua un bonifico tramite una banca nazionale è la stessa filiale che provvede alla segnalazione e l’obbligo non sussiste.”
Gino invece conferma che: “Nel caso di versamenti da/ verso un proprio conto all’estero invece, vanno sempre indicati gli importi trasferiti, independentemente dal modo in cui vengono trasferiti e da chi vengono trasferiti.”
Io poi rileggendo le istruzioni dell’agenzia delle entrate sul quadro RW noto che c’è scritto: “”nella sezione III vanno indicati i flussi dei trasferimenti dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso intermediari residenti, attraverso non residenti ovvero in forma diretta, che nel corso dell’anno hanno interessato investimenti esteri ed attività estere di natura finanziaria”.
Quindi andrebbero indicati TUTTI i trasferimenti, effettuati anche attraverso intermediari italiani? ma solo relativi ad investimenti o appunto anche a salari ed altre somme semplicemente “girate” dal mio conto estero a quello italiano? per pagare le bollette, ecc? (nel concetto di “attivita’ estere di natura finanziaria” puo’ rientrare di tutto)? Nella III sezione va quindi indicato tutto, senza alcuna esclusione?
ottobre 19th, 2009 @ 11:45 pm
E, Massimiliano, un ulteriore chiarimento, se posso
leggo: “se si effettua” un bonifico tramite una banca nazionale è la stessa filiale che provvede alla segnalazione e l’obbligo non sussiste
Ok, ma se lo si “riceve” (il bonifico) nella banca italina, dalla banca estera?
1. Il mio problema principale è capire se vanno indicati nel quadro RW gli stipendi ricevuti sulla mia banca italiana dal datore di lavoro estero (e quindi “inviati” ovviamente da una banca estera)
2. Nonchè se vanno indicate le somme, sempre bonificate sul mio conto italiano (al fine di pagare bollette e spese varie) dal mio conto estero, ma sempre di stipendi trattasi… non certo di investimenti…
Quindi, in entrambi i casi, i bonifici non sono “effettuati” dalla banca italiana verso l’estero, ma “ricevuti” dalla banca italiana: val forse la stessa regola secondo cui non andrebbero indicati in RW?
Non vorrei che, per eccesso di zelo, indichi cose che non dovrei, creando maggiori problemi e confusionec che se non indicassi nulla….
ottobre 22nd, 2009 @ 10:49 pm
ho girato gli ultimi due post di Piotr al mio amico e vi riporto il suo parere:
1. L’affermazione di Gino [rif. "Gino invece conferma che: "] secondo me non è corretta in quanto ( stiamo parlando della sezione I ) proprio nella normativa di riferimento il decreto legge 167/90 che ha introdotto il monitoraggio fiscale viene effettuata la distinzione ( art.1 e art.2) in merito alle modalità con cui vengono effettuati i trasferimenti da o verso l’estero, ossia se si usa un intermediario oppure un soggetto non residente. Dalla lettura della normativa si rilevano i due soggetti tenuti alla comunicazione; se siamo nel caso dell’ art. 1 saranno gli intermediati se siamo nel caso dell’art. 2 sarà il contribuente.
2. Nella sezione III, strettamente legata alla sezione II, vanno indicati i trasferimenti o flussi finanziari che si liberano dagli investimenti indicati nella sezione II esempio dividendi esteri, interessi derivanti da partecipazioni, ma anche delle disponibilità che sono necessarie per le manutenzione su immobili esteri, quindi non vengono compresi tutti i trasferimenti ma solo quelli legati agli investimenti. In questo caso vanno dichiarati al superamento dei 10.000,00 qualunque sia la modalità secondo cui il trasferimento è stato operato.
3. Nelle attività finanziaria vengono compresi esempio bot, partecipazioni societarie, depositi bancari, azioni e non rapporti si lavoro dipendente.
4. In merito a somma di denaro ricevute dall’estero è l’intermediario italiano che poi effettuerà la segnalazione quindi vale lo stesso discorso del bonifico verso l’estero.
ottobre 23rd, 2009 @ 11:17 pm
Non mi convince assolutamente l’interpretazione del commercialista di Massimiliano. Io i trasferimenti da e per l’estero tramite bonifico bancario li ho sempre indicati uno per uno nel quadro RW, il fatto che la banca faccia segnalazione dell’operazione mi risulta essere uno strumento di controllo incrociato che il fisco utilizza poi per verificare se la segnalazione della banca trova riscontro nel qualdro RW della dichiarazione del contribuente. E tale segnalazione non mi esime dall’indicare tale movimentazione nel quadro RW.
ottobre 24th, 2009 @ 9:37 am
Stamani il mio commercialista mi ha confermato che nella sezione II del quadro RW secondo lui vanno indicati tutti i trasferimenti da e per l’estero che abbiano per oggetto investimenti indipendentemente dal fatto che vengano trasferiti con bonifico o altro. Non è comunque la prima volta che tra fiscalisti c’è divergenza di vedute, occorrerebbe rivolgersi a chi ha una forte esperienza di compilazione di quadro RW (e non tutti i fiscalisti ce l’hanno),per cui invito i lettori a non prendere per oro colato quanto si legge in giro e affidarsi sempre ad un fiscalista esperto che vi dichiari aver maturato una significativa esperienza con clientela che investe sull’estero.
ottobre 24th, 2009 @ 9:46 am
Ciao Mauro,
si fa davvero interessante la questione. Cerchiamo di fare chiarezza e dare le informazioni più precise che possiamo.
Se il tuo commercialista è convinto di questa interpretazione avrà sicuramente avuto in passato la necessità per qualche suo cliente. Personalmente, vorrei avere qualche riferimento normativo che chiarisce in modo univoco la questione.
Ad ogni modo ho girato il tuo feedback al mio amico e appena mi risponde vi aggiorno.
ottobre 24th, 2009 @ 10:36 am
ma cosa vuoi mai che ti dica Massimiliano, nel corso della mia vita lavorativa ho notato che in materia fiscale ogni commercialista si muove in modo diverso, vuoi perché le leggi sono interpretabili in diversi modi, vuoi perché uno ne capisce più o meno di un altro, per cui è sempre un gran casino. Io consiglio sempre di non impazzire più di tanto e affidarsi ad un commercialista che però si assuma la responsabilità civile di eventuali errori nella compilazione (e anche qui ce ne sarebbe da dire..!).
ottobre 26th, 2009 @ 9:38 am
Grazie a tutti per le risposte e gli input, la questione è interessante (oltre ai risvolti pratici).
Massimiliano, nel post sopra, al punto 3 leggo:
3. Nelle attività finanziaria vengono compresi esempio bot, partecipazioni societarie, depositi bancari, azioni e non rapporti si lavoro dipendente.
E’ qui, secondo me, che sta il problema: anche i depositi bancari vengono considerati attività finanziare. Ed anche i conti correnti esteri? In tal caso, ovviamente, ci rientrano anche gli stipendi, che nel momento in cui sono versati nel conto estero sono attività finanziarie.
E’ semplice: gli stipendi vengono versati dal datore di lavoro sul conto estero > quindi sono titolare di un conto estero, che da’ anche un (basso) interesse > a fine anno ci saranno delle somme residue su tale conto > non ci si può esimere dall’indicare nel RW rale conto estero (che è appunto un’attività finanziaria)
(parlo dell’ipotesi in cui gli stipendi sono pagati con bonifico sul conto estero; credo che problema non ci sia se vengono bonificati dal datore di lavoro direttamente sul conto italiano)
Almeno questo è quello che penso…
ottobre 26th, 2009 @ 11:10 am
A me sembra che le conslusioni di Massimiliano e Mauro siano le stesse….
Sezione I – se non si possiedono attivita finanziarie all’estero, vanno indicati solo i bonifici effettuati senza l’intervento di un intermediario.
Sezione II – vanno indicate le attività finanziarie estere (nel caso di Piotr il conto corrente estero sul quale viene versato lo stipendio)
Sezione III – vanno indicati i movimenti relativi alle attivita della sezione II (es. trasferimento dal conto estero al conto italiano)
ottobre 26th, 2009 @ 6:52 pm
ho trovato questo principio in una recente circolare dell’agenzia delle entrate, e mi chiedo se possa trovare applicazione anche in casi simili:
—
Si ritiene che i contribuenti la cui residenza fiscale in Italia sia determinata in
base ad accordi internazionali ratificati in Italia e che prestano in via continuativa
attività lavorative presso organismi comunitari, non siano soggetti all’obbligo di
compilazione del modulo RW in relazione alle disponibilità costituite all’estero
mediante l’accredito degli stipendi o altri emolumenti derivanti da tali attivit
lavorative.
—
ottobre 27th, 2009 @ 3:55 pm
Direi di no…
Riguarda solo per contribuenti che lavorano presso organismi comunitari.
ottobre 28th, 2009 @ 12:57 am
grazie Gino. aggiungo il feedback del mio amico in risposta al commento di Mauro (#81) che spero possa chiarire meglio la questione:
c’è un po’ di confusione in quanto Mauro parla di sezione II del quadro RW, dove secondo lui vanno indicati tutti i trasferimenti da e per l’estero che abbiano per oggetto investimenti indipendentemente dal fatto che vengano trasferiti con bonifico o altro, confermata anche dal suo commercialista.
Partendo dal fatto che non è la sezione II ma la III (in quanto nella sezione II vanno indicati gli INVESTIMENTI detenuti all’estero), se lui parlando della sezione II intende la III riferendosi ai trasferimenti, siamo d’accordo sempre però al superamento del limite (PUNTO 2 della mia risposta, vedi #79).
Nella mia risposta ho voluto esplicitare le sezioni appunto per evitare confusioni.
Per il resto il decreto legge e le istruzioni ministeriali parlano chiaro.
novembre 2nd, 2009 @ 9:44 am
Ok, capito (piu’ o meno)
ma quali sono, o potrebbero essere, in concreto le sanzioni per l’omessa compilazione?
Tanto per sapere a cosa si può andare incontro.
Nella legge leggo dal 10 al 50%, ma in un articolo ho letto che in passato hanno sempre applicato il minimo (che allora era il 5%, ora il 10%), ulteriorioormente diminuito di 1/5 (non so in base a quale norma però).
Quindi, alla fine, sarebbe il 2% se non erro.
Qualcuno sa se è vero?
novembre 2nd, 2009 @ 7:34 pm
Piotr questo è un dilemma che interesserebbe tantissimo anche a me, purtroppo non sono ancora riuscito a capirci molto sul come vengano comminate le sanzioni nel contesto di una forbice così ampia dal 10 a 50%. Di certo dubito che possa essere inferiore al minimo del 10% perchè allora non converrebbe neppure aderire allo scudo fiscale: se ci dicono che il 5% di sanzione dello scudo è un grosso affare dubito che la sanzione effettiva possa essere bassa come prospetti tu.
novembre 2nd, 2009 @ 11:04 pm
Si, Mauro. Pensavo anche io. L’ho letto su un sito e non riesco a trovare il riferimento normativo della riduzione ad 1/5 (forse dipende anche dalla gravità dell’infrazione… chi ad esempio ha dimenticato di inserire nel quadro RW 20.000 euro spediti a casa per far mangiare la famiglia è meno “colpevole” di chi ha nascosto milioni di euro all’estero
, almeno io la vedo così, poi è da vedere come la pensa l’agenzia…)
novembre 6th, 2009 @ 4:59 pm
riduzioni ex art. 15 d.lgs. 218/97
(ad 1/4 del minimo)
se si applica anche alla mancata dichiarazione RW sarebbe davvero mimima la sanzione finale… il minimo è 10%, un quarto del minimo è 2,5%
Nessuno sa se si applica questo articolo al caso in esame?
novembre 12th, 2009 @ 11:32 pm
Buonasera, vorrei sapere i requisiti per la carta di credito e l’eventuale deposito a garanzia per un cc svizzero.
Grazie per la risposta.
Lorenzo
novembre 15th, 2009 @ 12:55 pm
ciao lorenzo,
trovi tutti i riferimenti alle diverse carte di credito di PostFinance a questo link.
febbraio 26th, 2010 @ 1:57 am
Scusate, per carità io ho 18 anni e sono ben ignorante in materia finanziaria, ma, un conto svizzero non conviene sopra i 10000/15000 Sfr./mese? Siete tutti ricchi?
febbraio 26th, 2010 @ 10:56 am
ciao vittorio.
la convenienza che intendi riguarderebbe…?
considera che il conto di postfinance costa circa 20€ l’anno; un qualunque conto italiano solo di tasse all’erario costa 34,20€ cui si aggiungono eventuali canoni bancari.
marzo 1st, 2010 @ 9:38 pm
vorrei porvi una domanda,ma gli interessi percepiti su un conto estero tipo postfinance possono essere dichiarati nel riquadro d del modello 730?grazie
marzo 1st, 2010 @ 11:07 pm
Ciao Davide, se ne è già parlato in tante occasioni su questo blog, per cui anche a te ripeto che quando si devono dichiarare interessi percepiti all’estero è necessario compilare il modello Unico, per la precisione i quadri RM e RW, che non sono presenti nel mod. 730. Nulla di traumatico e difficile, comunque.
marzo 1st, 2010 @ 11:15 pm
Davide a completamento della tua domanda credo importante precisarti che i cosiddetti “redditi diversi” di cui il quadro D del modello 730 si riferiscono esclusivamente a redditi conseguiti in Italia.
marzo 4th, 2010 @ 12:07 am
gli interessi percepiti su un conto tipo svizzero postfinance possono essere dichiarati anche nel modello 730 sezione D ? grazie
marzo 4th, 2010 @ 11:59 am
se non si potesse dichiarare interessi percepiti all estero con 730 è possibile presentare sia il 730 che il modello unico contemporaneamente oppure ciò non è possibile,,,grazie
marzo 4th, 2010 @ 1:11 pm
No, non puoi presentare sia il 730 che l’Unico. Devi compilare l’Unico e basta.
marzo 8th, 2010 @ 2:02 pm
Innanzituto salve a tutti e complimenti vivissimi agli organizzatori e gestori del sito per il servizio offerto.
Desideravo rivolgere una domanda al sig. Massimiliano Brasile, in merito alla richiesta da fare a Postfinance per la restituzione della ritenuta federale (menzionata in un suo post del 7 gennaio 2009). Volevo sapere nello specifico: Postfinance cosa le ha risposto? E’ possibile ottenere la restituzione dell’imposta federale su un conto Italiano che così tasserebbe questo denaro direttamente senza avere obblighi di dichiarazione dei redditi o no?
marzo 9th, 2010 @ 3:34 pm
ciao Michelangelo,
grazie per i complimenti.
PostFinance mi rispose di compilare il “modello 95″ (vedi a questo link), un documento che va inoltrato poi direttamente al ministero delle finanze svizzero.
tuttavia è possibile recuperarla in altri modi.
trovi la procedura illustrata in questo post (vedi commento #74 di Mauro Corradi).
marzo 13th, 2010 @ 1:25 am
Signor Brasile premetto col dire che i complimenti sono meritati. E’ grazie a questo sito che un’idea che mi frullava per la testa (quella di mettere parte dei miei sudatissimi risparmi in un conto svizzero di Postfinance, per timore di un crollo Italiano) è diventata realtà.
Ringrazio poi per la risposta al mio quesito.
Il mio commercialista (che nel mio caso non credeva si dovesse fare la dichiarazione, visto che la mia giacenza sul conto svizzero non superava i 10.000 euro) si è poi convinto e si è occupato della compilazione dei quadri necessari, con l’indicazione del credito d’imposta a cui avrei diritto.
Non so francamente se questi soldi (risibili tra l’altro) li riprenderò mai dallo Stato Italiano, ma per un discorso etico mi andava comunque di dichiarare al fisco tutto quello che c’era da dichiarare.
Certo è che la procedura è davvero super farraginosa!
Desidero comunque far presente a chi ha interesse ad aprire un conto deposito alle poste svizzere e ne vede le caratteristiche su Postfinance, che l’interesse da loro pubblicizzato sul sito (che è dell’1% lordo per conti in franchi svizzeri e del’1,375% lordo per conti in euro) ha fluttuazioni durante l’anno che NON vengono comunicate al cliente, sicchè facendo due conti a fine anno ci si ritrova magari con un accredito di interessi minore di quello sperato.
Devo comunque dire che finora mi sono davvero trovato bene con loro, sono precisi nell’invio dell’estratto conto a fine anno, non hanno spese nascoste di tenuta conto (che davvero è totalmente gratuito, salvo ovviamente l’imposta svizzera federale del 35%) e sono sempre veloci e gentili nel rispondere alle mail e alle telefonate.
marzo 13th, 2010 @ 7:40 pm
Grazie Michelangelo.
Il tuo feedback è sicuramente importante per quanti hanno dubbi e timori che non ritengo debbano sussistere nei confronti di un istituto che si è dimostrato sempre molto professionale.
Grazie anche per l’interessante informazione sugli interessi in franchi: avendo esperienza solo del conto in euro, non ero al corrente di queste oscillazioni.
marzo 14th, 2010 @ 11:28 am
Massimiliano (mi rivolgo in maniera più confidenziale, se la cosa non è un problema
) io credo che il discroso sugli interessi valga per tutti i conti.
L’operatrice con cui ho parlato per telefono non ha infatti fatto distinzioni.
Giacchè ho comunque aperto anche un conto in euro, controllerò a fine anno gli interessi che mi sono stati dati su questo conto e vedrò come si è comportata Postfinance.
Può benissimo darsi che l’operatrice mi abbia detto castronerie (ma non credo) o che semplicemente si siano sbagliati nell’attribuazione degli interessi (e comunque è ormai troppo tardi per contestarli…).
marzo 15th, 2010 @ 6:12 pm
Gentilissimi Massimiliano e Mauro,
dopo aver esitato a lungo, alla fine mi decido
e stamattina telefono a banca Migros per prendere un appuntamento alla sede di Lugano onde aprire un conto.
Dopo essere rimasto in attesa per quasi tutta la giornata, a metà pomeriggio vengo contattato
dalla sede di Lugano e mi si comunica che loro non aprono più conti per non residenti, neppure se presentati da cittadini svizzeri (abbiano dei cari amici a Lugano) e nemmeno se si conosce qualche altro correntista (intendevo, come extrema ratio, fare il nome di
Mauro Corradi, come da lui cortesemente ed espressamente permessoci).
La domanda che mi faccio é: sono incappato in un equivoco od è cambiata la politica di banca Migros? Consta anche a voi che sicuramente siete più informati di me?
Devo mestamente abbandonare il proposito di aprire in conto in banca Migros e ripiegare (si fa per dire) su postfinance, rinunciando così a poter operare sulla borsa Svizzera, sempre che anche qui non ci siano sorprese?
Se poteste darmi qualche chiarimento in merito ve se sarei sinceramente grato.
Distinti saluti e complimenti per il sito.
marzo 15th, 2010 @ 8:12 pm
caro Ignazio, quanto accadutoti mi dispiace e mi ratrista. Purtroppo non sono in grado di dirti se la politica di Banca Migros sia diventata restrittiva dopo l’avvenuta apertura del mio conto, di certo a livello di banche estere di ambiguità nei confronti di noi stranieri se ne sono viste di tutti i colori, a cominciare da Keytrade e Fortuneo che senza motivazioni comprensibili ad alcuni hanno aperto il conto e ad altri no. Circa Banca Migros ti devo però fare una confidenza: per ragioni di diffidenza non sono vezzi a dare risposte affermative per telefono o email, preferiscono guardarti in faccia e sapere con chi hanno a che fare prima di accendere un conto. Io infatti quando aprii il conto ci andai senza appuntamento (per email mi dissero come a te che non aprono conti agli stranieri,ma sapevo che non era vero), poi presentandoni in modo serio ed educato in sede di colloquio feci loro una buona impressione e il conto me lo accesero. Se proprio sei interessato a Migros fai come me, e quando sarai là di al consulente che ti riceve che sei un mio conoscente e che vuoi optare per lo scambio di informazioni fiscali. Tieni però presente che negoziare eurobond sul mercato svizzero in questi periodi non è conveniente, i rendimenti sono quasi a zero. Al momento è certamente più renumerativo il conto e-deposito in EUR di PostFinance che con il suo 1,875% è veramente imbattibile sulla piazza svizzera.
marzo 15th, 2010 @ 10:12 pm
Salve,abitando in Italia,comprando azioni svizzere online,qualcuno per favore mi sa dire come viene tassato il dividendo,che la mia banca non sapeva darmi una risposta certa?Grazie mille
Ps.grazie mille per il sito molto utile
marzo 15th, 2010 @ 10:30 pm
In Svizzera i dividendi azionari non sono tassati, sono però tassate (e molto) le compravendite azionarie: 0,15% se trattasi di azioni estere e 0,075% se trattasi di azioni svizzere. Una tassa davvero troppo alta che, aggiunta ai costi bancari di compravendita e del dossier titoli, demotiva gli stranieri che hanno conti in Svizzera agli acquisti azionari. Solo le obbligazioni estere e i derivati non sono assogettati a tasse governative, e quindi convenienti per i clienti stranieri.
marzo 16th, 2010 @ 11:45 am
Scrivo questo post a beneficio di Ignazio e di tutti i frequentatori del sito.
Stranamente su Piccolorisparmio non è menzionata “Swiss Quote” (www.swissquote.ch), una delle più famose banche online svizzere, specializzata soprattutto nel trading online.
Con loro è possibile per chi, come me, non è interessato a “giocare” in borsa, aprire un conto di deposito con interessi all’1,81% lordi (conto di risparmio dinamico) che è gratis come apertura e tenuta conto, gratis come bonifici in ingresso e che fa pagare i bonifici in uscita due euro.
I cittadini Italiani possono aprire il conto a distanza, inviando, come è ovvio, copia autenticata del proprio documento di identità.
La società in questione, di cui mi ha parlato un mio amico svizzero, dovrebbe essere affidabile. E’ in giro da svariati anni e sembrerebbe essere solida.
Devo essere sincero: da piccolo risparmiatore quale sono, non interessato a operazioni in borsa, continuerei a preferire il conto alle Poste Svizzere, che sono di proprietà statale, ma comunque questa Swissquote mi sembra davvero un’ottima alternativa a tanti altri conti menzionati qui sul sito, non foss’altro perchè è in Svizzera, parlano Italiano, ed è a costo zero.
marzo 16th, 2010 @ 12:00 pm
ciao Michelangelo,
grazie per la segnalazione che merita sicuramente un approfondimento.
devi sapere che le offerte che vengono recensite su PiccoloRisparmio provengono o da nostre ricerche o dalle segnalazioni come la tua di chi ci segue. data la vastità del panorama online non stupirti quindi se manca qualcosa di interessante come l’offerta di SwissQuote.
marzo 16th, 2010 @ 12:38 pm
Buongiorno e complimenti sinceri a tutti.
Spero la mia domanda non risulti “stupida” , ma nella sua semplicità per me e’ importante.
Una persona che NON HA REALMENTE NULLA DA NASCONDERE AL FISCO ITALIANO (come nel mio caso, lavoro dipendente e nient’altro) e che non teme un default del nostro Stato, ma che vuole aprire un conto in Svizzera (PostFinance) SOLO PER NON FAR CONOSCERE LA PROPRIA SITUAZIONE FINANZIARIA A NESSUNO IN ITALIA, mi sembra trovi un ostacolo importante a cio’ nella dichiarazione dei redditi, dovendo cioe’ dichiarare le movimentazioni e le attivita’ finanziarie detenute all’estero a fine anno.
Per molti e’ facile accedere ai dati delle dichiarazioni dei redditi, dal familiare o conoscente che lavora all’Agenzia delle Entrate o che conosce chi vi lavora, o altre fattispecie.
Pensate si possa ovviare a tutto questo?
Ringrazio tutti e chi vorra’ rispondermi.
marzo 16th, 2010 @ 12:42 pm
Preciso, una persona che NON HA REALMENTE NULLA DA NASCONDERE AL FISCO ITALIANO e CHE NON HA PROBLEMI A PAGARE TUTTE LE IMPOSTE ITALIANE E/O ESTERE su tutti i guadagni!
marzo 16th, 2010 @ 1:09 pm
ciao Donatello.
temo che la scelta sia unica: o richiedi lo scambio con l’Agenzia delle Entrate, o te la vedi solo con l’autorità elvetica chiedendo l’applicazione del segreto bancario e quindi della tassazione federale.
eticamente non sei esentato da dichiarare questi investimenti, ma sicuramente sei tutelato dal riserbo svizzero.
poi personalmente ritengo che il fisco sia (e debba essere) interessato più agli evasori, che ai piccoli risparmiatori.
marzo 16th, 2010 @ 1:25 pm
Grazie Massimiliano Brasile per la risposta.
Scusate se insisto, ma come detto prima per me e’ importante.
Non dichiarare questi investimenti, oltre alla questione etica, comporta gravi rischi -vedi capitolo Sanzioni- in generale (attualita’ della fuga di elenchi di correntisti svizzeri non residenti) , o nel caso ad esempio ci si trovi nella necessita’ eventuale futura di dover far rientrare in Italia gli investimenti, magari di fretta.
Quanto alla differenza tra evasori e piccoli risparmiatori, e’ noto come in Italia (e non solo) spesso finisca per pagare il soggetto piu’ debole, il ladro di galline per fame, piuttosto che altri! La burocrazia e’ spesso cieca…
C’e’ qualcuno che ha affrontato questo aspetto di riservatezza?
Grazie ancora.
marzo 16th, 2010 @ 1:41 pm
forse l’unica possibilità potrebbe essere quella di usare una fiduciaria (ma non so esattamente quali implicazioni possa avere per il risparmiatore). in questo caso la fiduciaria sarebbe il tramite con il quale paghi le tasse in Italia, ma non compari direttamente tu.
ho girato la tua interessante domanda al mio amico commercialista. appena può rispondermi ti aggiorno.
marzo 16th, 2010 @ 1:51 pm
La riservatezza cui fai rifermento è quella tipica di chi vorrebbe avere soldi nascosti per per pararsi legalmente dalle pretese economiche dell’eventuale coniuge separato. In una situazione del genere il legale della controparte debole riuscirà senz’altro a farsi produrre dall’Agenzia delle Entrate copia della dichiarazione dei redditi in cui traspare poi dal quadro RW il possesso di capitali finanziari all’estero. E’ questo il motivo per cui chi vuole nasconderli al coniuge li ha sempre portati all’estero nel modo più sommerso possibile.
marzo 16th, 2010 @ 6:23 pm
@Donatello
il mio amico mi conferma che la fiduciaria potrebbe essere la soluzione che cerchi in quanto mantieni la riservatezza.
resta comunque che il potere ispettivo dell’amministrazione finanziaria e guardia di finanza ha la facoltà di effettuare controlli sulle fiduciarie e sui rapporti con i clienti.
marzo 16th, 2010 @ 11:42 pm
Mi sono subito appassionato a questo sito perche’ oltre a trattare delle questioni che mi interessano, se ne tratta in maniera seria, e le risposte di Massimiliano Brasile
e Mauro Corradi sono molto pertinenti (ho da poco chiuso l’ennesima telefonata “ricattatoria” del legale del coniuge controparte) , e percio’ li ringrazio.
La fiduciaria, per quanto ne so io, ha principalmente 2 grossi limiti, oltre a non reggere davanti al fisco o a un P.M. ,
1) i costi sono generalmente proporzionati a patrimoni di almeno 1milione,
2) se l’investimento non “nasce” subito in grembo alla fiduciaria ma gli viene “girato” dopo, e’ facilmente rintracciabile,
oltre al fatto che spesso vi lavorano giovani interinali che, specialmente nel Centro-sud e/o in piccoli centri, non sono garanzia di riservatezza!
Se conoscete una fiduciaria che si rivolge a piccoli risparmiatori soprattutto per i costi, vi sarei grato se me la faceste conoscere.
Che ne dite della cara e vecchia societa’ di persone di diritto italiano, non ovviamente per la riservatezza, ma per, credo, la perdurante impignorabilita’ delle quote?
Grazie ancora.
marzo 17th, 2010 @ 7:04 am
[...] PostFinance, che ha poi mutato la sua politica obbligando gli aspiranti correntisti a recarsi fisicamente in [...]
marzo 17th, 2010 @ 10:12 am
Ringrazio tutti per i commenti in particolare Massimiliano Brasile e Mauro Corradi.
A metà Aprile andro’ a Lugano, per una breve vacanza/ricognizione,in attesa (spero) di trasferirmi in estate.
Dai vs interessanti post mi pare di aver capito che:
i)se andro’ ad aprire direttamente in PostFinance posso fare menzione a Mauro Corradi come referente per l’ apertura di un conto.
ii)Posso aprire online (senza recarmi fisicamente in filiale) il conto swissquote.ch
Poichè i post sono molti e articolati volevo
capire se chi come me,dovessi diventare residente in Svizzera (con qualche tipo permesso) puo’ trasferire una cifra qualsiasi
(da eredità e vendita di immobili)da conto italiano a conto svizzero senza problemi e dichiarazione alcuna.
Non ho nulla da nascondere al Fisco Italiano
(ne a mia moglie).
Grazie a chi potra’ darmi indicazioni a riguardo.
Paolo
marzo 17th, 2010 @ 10:54 am
ciao Paolo.
valuta anche il conto di Keytrade in Svizzera, di cui abbiamo appena pubblicato la recensione. non ha costi e può essere aperto da remoto.
in merito al trasferimento, considera che devi risiedere oltre 6 mesi all’estero per non essere considerato residente fiscale in Italia.
per quanto riguarda i trasferimenti tramite bonifico, sono presenti delle limitazioni che derivano dalle leggi contro il riciclaggio di denaro. tuttavia, se effettui trasferimenti tra conti a te intestati ed effettui i trasferimenti in filiale, non penso che nessuno possa obiettare alcunché.
semmai, in base alla cifra, la banca potrebbe proporti qualche offerta per trattenere la liquidità.
supponendo poi che non hai più residenza fiscale in Italia (ed è da valutare dopo quanto tempo si perde tale status), chiaramente non hai obblighi di dichiarazione verso il fisco italiano.
marzo 17th, 2010 @ 8:08 pm
Salve,volevo ringraziare Mauro Corradi che mi ha risposto in merito alla mia domanda sul dividendo.Lei però mi scrive che abitando in Italia,e comprando online non è tassato.Mi è arrivato il dividendo delle azioni,ho fatto i conti perchè non mi quadrava con quello che la società ha elargito per azione x le azioni che ho,e mi hanno tolto il 35% dalla parte svizzera e il 12.50 dalla parte italiana,ed è rimasto pochino.C’è qualche errore allora da qualche parte? Grazie mille
marzo 17th, 2010 @ 8:20 pm
Bruna per risponderle con precisione lei mi deve specificare meglio se le azioni svizzere le ha comprate online con una banca italiana o con una banca svizzera. Non mi è chiaro questo importante aspetto. Ero partito dal presupposto che il conto fosse svizzero, ma da questa sua ultima domanda mi sorge il dubbio che il conto sia invece italiano. Se me lo specifica meglio mi fa un favore.
marzo 17th, 2010 @ 9:32 pm
Bruna nel caso in cui, come prevedo, lei si riferisse ad azioni svizzere depositate in una banca italiana le posso confermare che la trattenuta del 35% di imposta preventiva, in aggiunta al 12,50%, è legittima. Tenga presente però che in base all’accordo per evitare la doppia imposizione tra Italia e Svizzera, il cittadino italiano non può essere tassato su un dividendo/interesse più del 15% in Svizzera.
Questo significa che il cittadino italiano tassato in Svizzera ha la possibilità di recuperare la differenza tra il 35% ed il 15% dalle autorità fiscali svizzere e portare il rstante 15% come ritenuta d’acconto straniera in Italia. In pratica ha la possibilità di recuperare il 100% di quanto trattenuto all’estero. Purtroppo però come vede è una prassi molto brigosa,le banche difficilmente offrono questo servizio, bisognerebbe rivolgersi ad un buon commercialista, ma immagino che i costi sarebbero superiori all’importo recuperato.
marzo 20th, 2010 @ 9:35 am
Grazie ancora per i suggerimenti e la chiarezza a Massimo.
Mi piacerebbe avere conferma da Mauro Corradi se,come segnalato qualche settimana fa, posso effettivamente citarlo come referente per
l’ apertura di un conto PostFinance attorno al 20 Aprile (periodo in cui saro’ fisicamente a Lugano).
Grazie
Paolo
marzo 20th, 2010 @ 2:55 pm
Paolo tengo a precisare che per referenza necessaria io mi riferivo a Banca Migros non a PostFinance, con quest’ultima non sono mai stati segnalati problemi di apertura conto per cui farai senza referenze particolari. Se per caso hai sbagliato a scrivere e invece volevi appunto riferirti a Banca Migros allora puoi senz’altro usare il mio nominativo come referente, anche perché così, grazie a te, scopriremo se realmente Banca Migros ha smesso di accendere conti agli stranieri. Ovviamente se userai il mio nome avrai bisogno di qualche mio dato in più, che ti fornirò volentieri.
marzo 22nd, 2010 @ 10:38 am
Grazie Mauro.
Avevo capito male.
Penso che provvedero’ ad apire il conto con
PostFinance.
Ad ogni modo,grazie ancora per la disponibilità
Paolo
marzo 22nd, 2010 @ 4:16 pm
Per Mauro Corradi.Mi scusi se non sono stata precisa,abito in Italia,le azioni svizzere le ho comprate usando la piattaforma della mia banca italiana online.Grazie mille Bruna
marzo 23rd, 2010 @ 2:09 pm
Per Mauro Corradi.Grazie per la chiarezza sul dividendo e la doppia imposizione.Il difficile è trovare appunto come dici,un commercialista che sappia come fare per la detrazione,penso poi che sia una battaglia inutile comunque,conconrdo,in quanto poi dinuovo con i costi,alla fine rimangono le briciole,a fronte del dispendio di tempo per trovarne uno professionalmente preparato.Grazie per l’aiuto e la chiarezza nelle risposte che ci date,a volte è veramente difficile districarsi,tra le cose e una luce nel buio,rende tutto più semplice. Grazie ancora Bruna
marzo 23rd, 2010 @ 4:40 pm
Bruna purtroppo gli stati e le banche sono molto svelti ad applicare le ritenute, ma quando si tratta poi di organizzare i rimborsi ti complicano maledettamente la vita nella speranza di farti così rinunciare ad esercitare l’azione. Purtroppo non possiamo farci niente.
aprile 4th, 2010 @ 6:22 pm
secondo voi la svizzera abbandonerà il segreto bancario????grazie
aprile 4th, 2010 @ 6:43 pm
Nicola in Svizzera la discussione in corso sull’abbandono del segreto bancario è animata ed aperta a tutte le soluzioni possibili. Di certo non mi fiderei a portare denaro ‘occulto’ in Svizzera confidando nel segreto bancario. Per chi già ce l’ha può eventualmente temporeggiare prima di smobilizzare tutto, ma portarcene dell’altro o aprire un nuovo rapporto sarebbe da sprovveduti. L’epoca dei paradisi fiscali in Europa è finita. Oggi all’estero il denaro lo si trasferisce in modo trasparente solo per diversificare il rischio paese, non più per nasconderlo al fisco.
aprile 4th, 2010 @ 7:57 pm
no mauro,,non è per nasconderlo al fisco,,sono soldi sudati dove uno ha pagato già le tasse,,,ma per paura di una forte patrimoniale,,per questo mi premeva portare qualke soldino in svizzera,grazie
aprile 4th, 2010 @ 8:06 pm
se è per sfuggire ad una patrimoniale allora condivido in pieno il tuo scrupolo. In questo caso non sembrano più esserci alternative che tenersi i soldi a casa, purtroppo. Con rischi di altra natura che conosciamo.
aprile 8th, 2010 @ 10:47 pm
ho qualke dubbio che il segreto bancario svizzero sparisca,,ho letto parecchie informazioni in giro,che dicono che probabilmente verrà inserito nella costituzione,,quindi ancora più forte sarà il segreto bancario,,ma dura lotta all evasione e frodi con scambio di informazioni,quindi se uno porta soldi contanti in svizzera già tassati non dovrebbero esserci problemi,,ehh
aprile 11th, 2010 @ 8:10 pm
come vedete la situazione europea??io molto male,,,,ma s euno porta soldi svizzera dichiarandoli e lo stato mette una forte patrimoniale è come tenrli qui in italia o sbaglio? grazie
aprile 12th, 2010 @ 7:23 am
buongiorno Nicola.
dove hai letto di questa volontà di inserire il segreto bancario in costituzione?
per la situazione europea, vediamo come reagiscono i mercati a seguito delle recenti decisioni dell’eurogruppo (vedi ultimo articolo pubblicato).
a proposito invece dell’ipotesi di default Italia e capitali in Svizzera, avevamo parlato in questo articolo.
aprile 12th, 2010 @ 11:17 am
massimilinao l ho letto in giro su internet su qualke sito ma non ricordo nome,,
aprile 12th, 2010 @ 11:47 am
notizia scoop,,,,in svizzera la lega ticinese sta raccogliendo le firme per un referendum popolare “DIFENDIAMO LA SVIZZERA!IL SEGRETO BANCARIO NELLA COSTITUZIONE FEDERALE”,,,,meditate,,,,,,,
aprile 12th, 2010 @ 12:51 pm
Le iniziative contro l’abrogazione del segreto bancario cui fa riferimento Nicola sono però limitate ai soli residenti svizzeri e non anche agli stranieri. Per quest’ultimi il rischio che si passi nei prossimi anni ad un sistema di scambio automatico di informazioni è stimabile al 40% di probabilità. Resta un 60% di probabilità che invece ci si limiti ad un scambio di informazioni non automatico ma ‘a richiesta’ nominativa specifica.
aprile 19th, 2010 @ 1:54 pm
Domanda sciocca: ma per aprire il conto bisogna per forza recarsi a Lugano? Essendo di Varese, preferirei recarmi a Ponte Tresa, dove c’è un ufficio PostFinance. Mi è parso di capire dal commento di Richard, che la consulente faccia delle domande particolari: quale lavoro faccio, per quale motivo voglio aprire un conto da loro, ecc. Poiché sarei interessato al conto corrente svizzero per difendermi da una eventuale crisi finanziaria italiana, può essere una motivazione valida per loro? Sono inoltre lavoratore precario, è un problema?
aprile 19th, 2010 @ 9:29 pm
ciao Giulio.
Puoi scegliere la sede che ti è più comoda.
Per velocizzare la procedura ti conviene fare la richiesta online, indicando la filiale che preferisci e poi recarti lì per l’autenticazione.
aprile 20th, 2010 @ 2:45 pm
Per rispondere a Giulio credo che quelle due domande che mi hanno fatto erano poste soltanto allo scopo di inquadrarmi un attimo e capire chi sono.
Le motivazioni che daresti tu sono le stesse che ho dato io.
Non occorre che gli dici che sei un precario e comunque penso che a loro non interessi neanche.
Loro sono ben contenti di ricevere i nostri soldi, non avrai nessun problema ad aprire il conto.
aprile 20th, 2010 @ 5:32 pm
Grazie ragazzi per le risposte. Dunque ho fatto la richiesta online e ho ricevuto la documentazione, che porterò prossimamente alla filiale di Ponte Tresa. Magari fisso prima un appuntamento.
aprile 20th, 2010 @ 7:28 pm
Sì, contattali e concorda l’appuntamento.
Ho trovato cortesia e professionalità con la sede di Lugano; sicuramente ti troverai bene anche a Ponte Tresa.
Tienici aggiornati!
aprile 22nd, 2010 @ 6:20 pm
Ciao a tutti,
avevo letto tempo addietro che Banca Migros non aprisse piu’ c/c a stranieri.
Avete aggiornamenti in merito?
Ho visto che vi e’ addirittura una sezione per l’apertura on-line.
E’ rivolta solo agli svizzeri o a tutti?
Oppure per gli stranieri e’ solo un modo per avviare le pratiche e poi ci si dovra’ comunque recare presso una sede?
Nel caso io per comodita’ andrei a Chiasso.
Qualcuno ha esperienza in merito a questa filiale?
Grazie a tutti!
aprile 22nd, 2010 @ 9:58 pm
Non ci sono più stati aggiornamenti su Banca Migros e non ci saranno finché qualcuno non andrà di persona a provarci (eventualmente a nome mio in quanto già cliente). Lascia perdere la filiale di Chiasso che non è attrezzata per questo genere di clientela: ti dicono di no direttamente allo sportello senza farti neppure accomodare (esperienza personale). Bisogna andare a Lugano dove hanno un front office attrezzato per la clientela più problematica. Il modulo online è riservato solo ai residenti svizzeri. Noi stranieri possiamo solo presentarci di persona a Lugano e fare loro una bella impressione. Mi farebbe piacere se tu ci andassi così da verificare di persona se veramente, a seguito delle recenti polemiche sui capitali illeciti depositati nelle banche svizzere, hanno deciso di non aprire più conti agli stranieri.
aprile 29th, 2010 @ 11:06 am
Buongiorno a tutti, ho scoperto oggi il sito. Complimenti agli autori!
Dispongo di azioni, obbligazioni, fondi e cash. Siccome sono sicuro che prima o poi una patrimoniale (grande o piccola) ci sarà domando: questa può colpire il denaro immobilizzato o colpirebbe solo il cash? Perchè il mio obiettivo è spostare più cash possibile(superlecito….sono lavoratore dipendente)
e tenere l’altro “immobilizzato” qua sul conto Fineco.
Ma lo Stato Italiano potrebbe tassarmi la parte immobilizzata in azioni, obbligazioni e fondi?
Grazie per la risposta.
aprile 29th, 2010 @ 11:09 am
Spostare più cash possibile intendevo portarli in un c/c svizzero
Scuasate
aprile 29th, 2010 @ 1:48 pm
Ciao Pier, nel 1992 la patrimoniale colpì solo il cash, la prossima non si sa, io temo che il cash non sarà sufficiente per cui con la prossima colpiranno anche i dossier titoli. Nei prossimi mesi su questo sito analizzeremo in dettaglio tutte le possibilità. Perché nel prossimo autunno potrà capitare di tutto.
aprile 29th, 2010 @ 5:30 pm
….intanto grazie Mauro.
Difatti suppongo che la supposta sarà da…….cavallo!
Vi/Ti chiedo. Se porto in Svizzera, in forma anonima, dei soldi cosa rischio? Sono soldi naturalmente leciti frutto di lavoro e trading…..
Grazie e buonasera
aprile 29th, 2010 @ 9:03 pm
A portarli all’estero in forma anonima rischi, se il fisco te li scopre, che te li mangino per circa la metà in sanzioni, e se sono frutto di evasione fiscale te li mangiano quasi tutti. Per cui valuta attentamente se ne può valer la pena. La decisione dipende solo da te.
aprile 30th, 2010 @ 3:11 pm
Grazie infinite Mauro…….probabilmente a giugno provo ad andare di persona e vedere quel che si può fare (vado in gita in sfizzera
)……
)
Ho bisogno di qualche raccomandazione o parola d’ordine?
Visto che nel sito siete mooolto più afferrati del sottoscritto….Bullion Vault è una “ciofeca” o è un servizio affidabile?
Grazie e buona giornata.
aprile 30th, 2010 @ 9:01 pm
ciao Pier.
non ho esperienza di BullionVault, ma non ho motivo di dubitare della loro serietà.
se non lo hai già letto, trovi un articolo sull’argomento qui
maggio 3rd, 2010 @ 2:14 pm
Scusa Mauro una domanda sulla (eventuale) patrimoniale.
Cosa significa portarli all’ estero in forma anonima?
Facciamo un esempio.
Io ho diciamo 100k eur regolarmente dichiarati e “puliti”.
Decido di portarli in Svizzera, **dove risiedo**.
Dopo un po’ di tempo (mi pare 6 mesi dicevi tu o Massimiliano in qualche post passsato) perdo il domicilio fiscale italiano.
i)Puo’ lo stato imporre una patrimoniale cash anche su quella cifra perso il domicilio fiscale italiano?
ii)Se sposto i soldi in una fiduciaria anonima Svizzera per evitare la patrimoniale (soldi che non sono frutto di evasione o illeciti) a quali sanzioni posso andare incontro?
Grazie
Paolo
maggio 3rd, 2010 @ 2:33 pm
Le tasse le devi versare allo stato in cui risiedi, se diventi ufficialmente residente in Svizzera lo stato italiano non potrà addebitarti alcuna imposta patrimoniale.
maggio 3rd, 2010 @ 5:01 pm
Grazie.
Come al solito preciso e puntuale.
maggio 4th, 2010 @ 11:34 am
Scusate…ma se io decido di portare in Svizzera tramite bonifico bancario un 500k (naturalmente soldi regolari che ci sono nel c/c) a cosa vado incontro?
si pagano tasse?
Grazie anticipatamente.
maggio 4th, 2010 @ 11:46 am
Pier ho già scritto in centinaia di occasioni che se trasferisci soldi all’estero via bonifico automaticamente è da considerarsi un trasferimento ‘regolare’, per cui dovrai d’ora in avanti compilare il modello Unico quadri RW e RM per il monitoraggio dei traferimenti all’estero e per pagamento delle imposte sugli interessi percepiti.
maggio 5th, 2010 @ 8:51 am
….è vero Mauro, andando a rileggere…..
)
ma veramente in questo momento non so che fare…se anche li porti via bonifico in Svizzera te li possono “patrimonializzare”
Grazie ancora
Buona giornata
maggio 5th, 2010 @ 8:50 pm
esatto, vedo che hai ben capito il sunto delle mie lezioni precedenti. Per cui, ripeto, valuta attentamente il da farsi in base a quelle che sono le tue motivazioni che ti portano a trasferire i tuoi risparmi all’estero.
maggio 6th, 2010 @ 12:04 am
Forse sara’ gia’ stato detto…
Ma se acquisto obbligazioni estere, queste possono essere “patrimonializzate”?
E quelle italiane?
O puo’ essere soggetto a tassazione solo il denaro contante sia che questo si trovi in italia o che sia stato trasferito in modo ufficiale all’estero?
Grazie e scusate se vi faccio ripetere alcuni concetti…
maggio 6th, 2010 @ 9:10 am
Si è già stato risposto che la patrimoniale del 1992 colpì solo il cash sui conti correnti detenuti in Italia, nulla esclude che la prossima (se e quando verrà) non vada a colpire anche i dossier titoli in banche italiane, che in tale dossier tu abbia obbligazioni italiane o estere non farà alcuna differenza. Per quanto riguarda la detenzione di conti e depositi titoli all’estero, non potendo lo stato prelevarti la patrimonile direttamente tramite le nostre banche, nulla esclude che ti imponga di autotassarti la patrimoniale su questi conti esteri attraverso una autodichiarazione con versamento dell’imposta attraverso modello F24. Quest’ultima eventualità la giudico possibile al 75% di probabilità.
maggio 6th, 2010 @ 7:23 pm
buonasera
ho scoperto oggi il sito
semplicemente: complimenti
per cortesia
avrei bisogno di sapere alcune cose:
aprire un conto in svizzera regolarmente
per depositare in euro un po di risparmi onde tutelarsi da un eventuale default dell’italia
a quanto ammontano le tasse da pagare nell’dell’anno? quale banca mi consigliate?
ringrazio e saluto cordialmente marty
maggio 6th, 2010 @ 10:55 pm
Le consiglio Postfinance se per l’identificazione si è disposti ad andare a Lugano, altrimenti un apertura di conto a distanza è possibile con Swissquote. Le tasse sugli interessi percepiti sono alte: un 35% le viene ritenuto direttamente alla fonte (recuperabile ma con una prassi molto dispendiosa), un ulteriore 27% dovrà versarlo con la denuncia dei redditi.
maggio 8th, 2010 @ 9:56 am
Mauro,
ringrazio per la risposta
ora valuto
marty
maggio 10th, 2010 @ 2:11 pm
Salve, vorrei sapere se secondo voi è meglio aprire il conto presso postfinance in euro o franchi, il mio obiettivo sarebbe quello di difendere i miei sudati risparmi contro una prossima pesante svalutazione dell’euro e, perchè no, anche dalla possibilità eventuali default.
Se decidessi di aprirlo in franchi versando euro, quanto ci perderei nel cambio? % o importo fisso?
Grazie
maggio 10th, 2010 @ 6:51 pm
Io consiglio di mantenere la valuta euro, i rischi che tu temi sono su certi stati (Italia compresa)che ne possono venire estromessi, non sulla valuta in se stessa che, finché Germania e Francia resteranno le capofila, non si corrono rischi. Con un conto in franchi ti esponi invece al rischio cambio che non è valutabile a priori: dipenderà dalle sua fluttuazioni nei confronti dell’euro che avrà in futuro e che non sono prevedibili.
maggio 10th, 2010 @ 9:41 pm
La ringrazio per la risposta ma le faccio una domanda appendice:se aprissi il conto in euro come lei mi consiglia, in qualità di cittadino italiano QUALORA dovesse palesarsi un’ipotesi tipo EURO2 per i paesi piigs deprezzato rispetto all’euro “normale”, il mio denaro non trovandosi in Italia come verrebbe “trattato”?
Inoltre può essere una buona scelta l’e-deposito che mi pare avere pure una discreta remunerazione?
Grazie
maggio 10th, 2010 @ 9:58 pm
sidelait,
ti consiglio di dare un’occhiata a questo articolo relativo alla gestione di PostFinance.
direi che c’è da stare abbastanza tranquilli.
maggio 10th, 2010 @ 10:00 pm
E-deposito è una scelta obbligata per cercare di ottenere il massimo rendimento possibile in Postfinance. Circa la sua domanda le confesso che in precedenza l’ho meditata parecchio pure io, sono giunto alla conclusione che gli euro depositati in Svizzera da un cliente italiano continuerebbero ad essere euro (quindi non declassati alla futura moneta italiana) anche se l’Italia ne venisse estromessa. Di certo sotto questo aspetto mi sentirei comunque più tranquillo al 100% a possedere euro in Lussemburgo che non in Svizzera.
maggio 11th, 2010 @ 12:21 pm
per favore, sono molto ignorante in materia quindi vorrei fare questa domanda:
apro conto regolarmente in svizzera
deposito una cifra e e l’anno prossimo li metto nella denuncia dei redditi oppure nel frattempo , per esserre in regolaci sono altri adempimenti?
grazie marty
maggio 11th, 2010 @ 12:22 pm
chiedo scusa per gli errori ma la chat non mi funziona bene
marty
maggio 11th, 2010 @ 4:20 pm
ciao marty,
gli adempimenti riguardano la dichiarazione di eventuali interessi e il trasferimento di somme superiori ai 10k, nel caso si versino contanti.
infatti se movimenti tramite bonifico è la tua banca che lo segnala all’Agenzia delle Entrate e non hai quindi alcun (altro) obbligo oltre alla dichiarazione l’anno prossimo.
maggio 12th, 2010 @ 8:52 am
Innanzitutto faccio i miei complimenti al sito ed agli esperti per la cortesia e puntualità con la quale viene data risposta ai quesiti che vengono posti in questo spazio di discussione.
Passo alla mia richiesta d’informazione premettendo che ho letto tutta la discussione e quindi chiedo scusa se ancora non ho ben capito qualche passaggio fiscale nel quesito che mi appresto a porvi:
veloce premessa, io siccome penso che prima o poi i nodi vengono al pettine ho intenzione di tentare di proteggere il più possibile una parte dei miei risparmi da futuri problemi dell’Italia nel modo più possibile legale.
Individuando nel conto corrente postale svizzero un tentativo di difesa verso l’eventuale rischio paese Italia, se aprissi tale conto con un versamento di 10.000 € e lasciassi i soldi fermi nel conto postale senza effettuare alcun investimento quali sarebbero i miei obblighi fiscali in Italia.
Ringrazio anticipatemnte per la vostra risposta.
maggio 12th, 2010 @ 9:44 am
Salve,
mi interessano molto gli argomenti di questo post.
Qualche giorno fa ho compilato e inviato un modulo online per l’apertura di un conto con PostFinance.ch.
Spero di essere contattato presto, mi hanno detto entro una settimana, per avere altre info ed eventualmente recarmi a Lugano per l’identificazione personale. Volendo cointestare il conto a mia moglie, non ho capito se dovrebbe venire con me (sarebbe molto complicato) ma non credo.
Certo non credo che possa essere data una parola definitiva sui depositi in Svizzera (ufficialmente dichiarati, con bonifico bancario dall’Italia) per quanto riguarda la loro sorte nel caso di uscita dell’Italia dall’Euro (o quanto meno dall’Euro di categoria “A”).
Voi che ne pensate, avete analizzato la cosa?
E poi, perché dovrebbe essere più sicuro da questo punto di vista un deposito in Lussemburgo, magari con la BCEE?
Perdonatemi, ma non me ne intendo così tanto..
Poi mi pare che la BCEE dal mio punto di vista presenti un ostacolo notevole: mi pare Mauro Corradi (che ringrazio con gli altri per pazienza e competenza..) diceva che sui loro conti non possono essere disinvestite grosse cifre senza preavviso.. questo riguarda solo i Conti di Deposito (in quel caso con PostFinance sarebbe uguale) oppure anche i Conti semplici, con pochi interessi? (in quel caso invece PostFinance è meglio perché lo consente).
Grazie, anche per l’utilissimo servizio che ci rendete!
maggio 12th, 2010 @ 10:30 am
@ Frank: per non avere adempimenti fiscali da assolvere bisogna che i trasferimenti all’estero non superino la soglia dei 10k e che non si percepiscano interessi. Il problema in quest’ultimo punto è che Postfinance eroga interessi dello 0,5% anche sul conto corrente base, per cui quei 25 euro annui di interessi che percepiresti teoricamente dovresti autotassarteli in Italia compilando il quadro RM del mod. Unico. A meno che ti accordi con Postfinance di rinunciare a tale renumerazione, chiedendo un conto a tasso zero. Dato che ciò volgerebbe a loro favore credo non dovrebbero avere problemi ad assecondarti.
maggio 12th, 2010 @ 10:44 am
@ Cesarito: se cointesti il conto, tua moglie dovrà venire a Lugano a farsi autenticare pure lei. Per quanto concerne il discorso se sia meglio avere un conto in euro o in franchi, o averlo in Lussemburgo anziché in Svizzera, la questione è in fase di studio da parte mia, quando avrò concluso l’approfondimento non mancherò di pubblicare un articolo. Riguardo infine la BCEE essa autorizza via web bonifici in uscita per soli 6250 euro settimanali (livello forse elevabile dietro richiesta), mentre Postfinance non pone limiti.
maggio 12th, 2010 @ 12:47 pm
Qualcuno ricorda benissimo che vi ho parlato di banca remida e del rendimento al 10% ora vi allego la prova così vi rendete conto che pagano gli interessi da notare il swift emittente
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maggio 12th, 2010 @ 12:53 pm
buongiorno Salvatore,
grazie per il tuo aggiornamento, che è a dir poco eccezionale. i commenti cui ti riferisci sono in questo post.
solo una nota: mi sono permesso di oscurare le coordinate del tuo c/c in CheBanca
maggio 12th, 2010 @ 5:22 pm
Salve a tutti,
Anch’io, come molti utenti di questo blog, sarei interessato a proteggere il più possibile una parte dei miei risparmi da futuri problemi dell’Italia, sempre in maniera legale.
In tal senso, aprire un conto corrente nella Repubblica di San Marino (piuttosto che in Svizzera o in altri Paesi europei) potrebbe aver senso? Qualcuno saprebbe darmi maggiori informazioni al riguardo?
Ho cercato nel blog ma pare che l’alternativa San Marino non sia stata presa in considerazione… forse sto dicendo una sciocchezza?
Grazie per un vostro chiarimento!
maggio 12th, 2010 @ 6:21 pm
complimenti per la qualità e la chiarezza della trattazione degli argomenti.
Nel mio piccolo volevo portare la mia esperienza con i contatti con alcune banche in svizzera.
Premesso che sono frontaliero e che parlo francese (non sò se queste siano delle discriminanti), non ho avuto nessuna preclusione di sorta dalle banche da me contattante Migros, Postfinance e banque cantonale du valais, tutte disposte ad aprirmi un conto che comporta ben inteso il presentarsi presso una delle loro sedi.
Ho intenzione di effettuare l’apertura conto con tutti gli adempimenti fiscali del caso con l’Italia.
In tal senso ho letto che nessun problema sorge nel caso di bonifico dall’Italia per la sua rintracciabilità, ma avendo io già svuotato il conto in banca in italia per scarsa fiducia porterei in svizzera i contanti dell’ammontare consentito.
Riscontrare qualche problema? Consigliate di fare un bonifico dall’Italia magari con le poste.
Grazie e complimenti ancora
maggio 12th, 2010 @ 8:21 pm
@ Luca: Finalmente una testimonianza che ci conferma che Banca Migros è ancora disponibile ad aprire conti agli stranieri, a dispetto di chi, telefonicamente, si era sentito rispondere il contrario. La verità è che Migros gradisce vedere in faccia i potenziali clienti. Postfinance invece non ha mai lasciato dubbi a riguardo. Per quanto concerne il tuo caso non ci sono problemi a portarvi i risparmi in contanti, basta non superare la fatidica soglia dei 10k. Tieni sempre presente gli adempimenti fiscali che dovrai assolvere qualora il montante dei soldi complessivamente portasti all’estero sia superiore ai 10k: compilazione del quadro RW e RM del modello Unico.
maggio 12th, 2010 @ 8:34 pm
@ Manuel: assolutamento no. San Marino non è neppure minimamente da prendere in considerazione. Ha un’economia totalmente dipendente da quella italiana, per cui se l’Italia va in default inevitabilmente San Marino ne viene travolta. I risparmi per essere più al sicuro bisogna portarli in stati con economie autonome dall’Italia.
maggio 13th, 2010 @ 9:14 am
ringrazio Mauro e chiedo una conferma, quindi la tassazione degli interessi da parte della Svizzera non esclude comunque una tassazione da parte del fisco Italiano che deve essere assolta nel modello UNICO, anche nel caso in cui si presentasse il mod. 730?
maggio 13th, 2010 @ 12:46 pm
Ciao, domandine “quasi” veloci: per chi decidesse di andare direttamente sul posto (senza nessuno step online) l’ufficio postale più vicino dove poter aprire un conto con postfinance è Lugano o ve ne è uno più vicino alla frontiera? Leggevo addirittura di un utente che parlava di Ponte Tresa, sul territorio italiano quindi, possibile?
Se uno apre il conto deposito, riceve comunque il bancomat per prelievi anche in Italia?
Leggevo di vincoli particolare per grosse smobilitazioni dal conto, nel caso il conto fosse l’e-deposito… a cosa corrisponderebbero questi vincoli?
Dove reperite maggiori informazioni su questa banca remida???
Grazie
maggio 13th, 2010 @ 12:47 pm
Ah ne dimenticavo una!!!!
Il vincolo dei 10k per gli obblighi fiscali italiani, può esser “aggirato” aprendo più conti da max 10k l’uno???
maggio 13th, 2010 @ 1:19 pm
ciao Massimiliano,
grazie per la risposta e complimenti per la competenza
ciao
maggio 13th, 2010 @ 4:54 pm
@ Frank: bravo, hai capito perfettamente, in pratica in Svizzera ti applicano una ritenuta alla fonte del 35% sugli interessi, poi nella denuncia dei redditi dovri autotassarti per un ulteriore 27% sugli interessi attraverso la compilazione del quadro RM, senza ovviamente dimenticarti mai di compilare il quadro RW.
maggio 13th, 2010 @ 5:04 pm
ciao Sidelait, Lugano è la località più gettonata per andare a farsi identificare a Postfinance, ma non ci sono limitazioni, certo che farlo a Ponte Tresa in territorio italiano mi pare davvero incredibile. Comunque devi valutare tu la località a te più comoda. Non ci sono problemi o limiti per grosse smobilitazioni, il bancomat per prelevare in Italia te lo danno, però vai piano ad usarlo perché poi ogni anno dovrai indicare le movimentazioni nel quadro RW (e se ne fai troppe non finisci più di tenere dietro ai conteggi). Il limite dei 10k non è riferito ad un singolo conto bancario estero ma alla sommatoria dei soldi che hai all’estero, per cui non è raggirabile nel modo che proponi tu.
maggio 13th, 2010 @ 7:30 pm
vi pongo una doamnda,,,una persona apre un conto presso postfinance,mette meno di 10000 euro,,investe tutto in fondi comuni della posta che non distribuiscono cedola,,,,deve sempre presentare dichiarazione???grazie
maggio 13th, 2010 @ 7:32 pm
@Sidelait
ho verificato sul sito di PostFinance (sezione Ricerca Ubicazione) che a Ponte Tresa è presente un ufficio postale con postamat, ma non è una filiale di PostFinance (la più vicina alla tua zona resta quella di Lugano).
ritengo sia tuttavia possibile procedere al riconoscimento, concordando preventivamente la cosa con il consulente che ti viene assegnato al momento della richiesta di apertura del c/c.
maggio 13th, 2010 @ 8:19 pm
@ Nicola: bravo, pur non avendo personalmente mai valutato finora tale eventualità, la tua dovrebbe proprio essere la soluzione giusta per eludere il discorso degli interessi da autotassare in denuncia dei redditi. Resta da approfondire però se quando in futuro andrai a vendere tali quote di fondi comuni l’eventuale plusvalenza dovrai autotassarla con la compilazione del quadro RT del modello Unico.
maggio 13th, 2010 @ 9:17 pm
Nicola e Mauro Corradi:
e se uno con gli interessi o plusavalenze derivanti dai fondi riesce a “sfondare” il muro di € 10.000 cosa succede?
E se apro un c/c in euro e sucessivamente fanno l’euro 1 e l’euro 2……noi italiani con c/c in Svizzera cadiamo sull’euro 1 o 2?
Io penso sia meglio per un c/c in euro andare alla BCEE in Lussemburgo!
In Svizzera in franchi!
Oppure c/c in euro in Germania.
Buona serata
ps. scusate la sintassi ma il sito non funziona benissimo.
maggio 13th, 2010 @ 10:08 pm
A dire il vero l’ho sempre sostenuto anch’io che per l’area euro il porto più sicuro è la BCEE. Anche se ho motivo di pensare che gli euro in Svizzera dovrebbero restare tali anche se l’Italia venisse declassata ad una moneta di rango inferiore. Ma a scanso di equivoci personalmente preferisco optare per la BCEE. Per qunato riguarda la soglia dei 10k è inevitabile che dal momento in cui il montante dovesse superare i 10k si dovrà cominciare a compilare anche il quadro RW. Nulla di traumatico, comunque.
maggio 14th, 2010 @ 4:10 pm
ringraziando per la cortesia delle risposte di Mauro, espongo un quesito un pò “delicato”: nel caso di apertura di un conto con Postfinance entro 10000 € mi sembra di aver capito che non sono obbligato a dichiararli nel modello UNICO, ma se per un qualsiasi motivo non dichiarassi ogni anno gli interessi percepiti su tale conto, una volta che questa irregolarità venisse scoperta la sanzione fiscale alla quale si và incontro è riferita all’importo degli interessi “evasi” o alla cifra globale detenuta sul conto?
tradotto in numeri e con un esempio di massima: l’eventuale sanzione del 50% si applica a 10000 (capitale versato) + 50 (interessi evasi) o solo a 50 (interessi evasi)?
maggio 14th, 2010 @ 6:22 pm
in quel caso viene sanzionato il solo mancato versamento delle imposte sugli interessi
maggio 15th, 2010 @ 12:18 am
Salve,
oggi ho telefonato a PostFinance.ch (call-center versione italiana) e ho trovato una signorina veramente preparata ed efficiente.
Mi ha consigliato, sulla base delle mie esigenze di gestione, di recarmi in Svizzera per autenticarmi (inevitabile ormai), di aprire un Set Plus che consente di avere, per una congrua cifra depositata (vado a memoria): un conto in euro con relativo conto deposito (1,5%) e un conto in franchi svizzeri con relativo conto deposito(1,0%) il tutto completamente gratis da parte loro, movimenti compresi (tranne richieste della banca esterna).
Posso fare una delega per mia moglie e depositare la sua firma via posta ordinaria (dopo aver aperto il conto di persona) per avere la doppia firma senza farle fare un viaggio.
Sul conto privato base in EUR si possono fare tutti i movimenti e bonifici per qualunque cifra senza limiti, mentre per il conto deposito mi pare fino a 100.000 CHF senza preavviso ed entro l’anno. Il tutto va approfondito al momento della visita in Svizzera con un appuntamento con un loro consulente.
Avevo capito che ci fossero limiti ben diversi, devo approfondire.
Ne sapete qualcosa in più?
E poi: in caso di default Italia o di Euro “classe B” o di ritorno alla Lira, quei depositi si comportano come se fossero di cittadini svizzeri (quindi fuori da questi problemi), almeno così dicono.
Non avendo io problemi fiscali (dichiaro tutto) sto valutando anche altri lidi, cerco più che altro comodità e sicurezza.
Devo approfondire la BCEE lussemburghese, ma mi frena un po’ il limite (verificato?) delle somme in uscita dai conti e la mancanza di riferimenti in italiano su contratti e varie.
Un po’ di lingue le conosciamo, ma quando si va sul tecnico…
maggio 15th, 2010 @ 8:52 am
Bravo Cesarito,ci hai fornito un resoconto dettagliato e impeccabile. Se cerchi comodità e sicurezza Postfinance, con cui dialoghi in italiano e gode di un rating AAA, possiede ambedue i requisiti. Sei nella cassaforte più sicura d’Europa.
maggio 17th, 2010 @ 10:10 am
Grazie di nuovo a tutti.
Volevo chiedervi qualche informazione su questa eventualità.
Italiano,**residente in Svizzera**, con conto corrente con WeBank (3% sul conto deposito).
i)L’ aliquota dovrebbe essere del 35% sugli interessi percepiti?
ii)in caso di Euro2 in Italia, l’ ammontare sul conto italiano potrebbe (come ipotesi ovviamente) essere convertito in Euro2?
iii)Italiano, residente in Svizzera, conto postfinance.L’ aliquota resta del 35% sugli interessi e il fisco italiano non puo’ richiedere niente?
Grazie (soprattutto a Mauro e Massimo) per la Vs competenza e disponibilità.
Paolo
maggio 17th, 2010 @ 2:00 pm
ringrazio ancora Mauro per la sua cortesia e specifico che la domanda del post 199 era per capire quanto potrebbe costarmi in termini di sanzioni un eventuale errata compilazione dei quadri in Unico, visto che non l’ho mai fatto in quanto non possiedo nulla all’estero. Penso non sia nulla di traumatico, però è sempre meglio sapere eventuali errori a cosa possono portare.
maggio 17th, 2010 @ 6:42 pm
Paolo ai quesiti 2 e 3 la risposta è affermativa, sul quesito 1 non sono in grado di rispondere perché non so se la Svizzera faccia pagare ai suoi residenti il 35% solo sugli interessi percepiti in patria oppure anche su quelli percepiti all’estero.
maggio 17th, 2010 @ 7:12 pm
Grazie ancora per le risposte.
Ultima di carattere fiscale/normativo: se io passo la dogana con 10000 euro in contanti che poi andrò a depositare sul conto, alla domanda se ho qualcosa da dichiarare posso starmene zitto quindi?
Vi ringrazio anche per le vostre domande, ora sono + tranquillo sapendo che nel caso di “infrazioni” ad esser sanzionati sarebbero i soli interessi e non il capitale…
maggio 17th, 2010 @ 8:11 pm
alla dogana, se dovessero fermarti, ti chiederanno se trasporti più di diecimila euro in contanti, tu ovviamente gli dirai di no, portandone al seguito 9990 non ti contesteranno nulla perché è tutto nella regolarità.
maggio 17th, 2010 @ 8:14 pm
Non dimenticare mai che dal momento in cui i tuoi depositi all’estero dovessero superare, in virtù degli interessi ogni anno maturati, il montante dei 10k saresti tenuto ad iniziare a compilare il quadro RW del modello Unico.
maggio 17th, 2010 @ 11:00 pm
Quindi se non supero 10k su conto e-deposito non pago tasse in italia.Giusto?
I 10k a testa oppure in totale? Con moglie in separazione dei beni è possibile aprire 2 set-online con PostFinance? non sarebbe poi così male!
Grazie a tutti per le informazion. ora blocco qui e poi parcheggio oltre confine.
Ciao.
maggio 18th, 2010 @ 3:01 pm
Ma se il totale dei miei depositi dovesse superare i 10k in virtù sia di interessi che di versamenti successivi, cosa succederebbe?
Cioè nel qualcaso fossi “beccato” per non aver dichiarato questi nel quadro RW (a proposito, per versamenti/interessi relativi a quest’anno il modello unico interessato sarebbe quello del 2011, giusto), oggetto di passibile sanzione sarebbero i soli interessi?
Esempio verso prima 10k… poi maturo 200 euro di interessi… e poi verso altro 10k…. e non dichiaro nulla nel RW dell’unico 2011… mi beccano… cosa rischio???
maggio 18th, 2010 @ 8:49 pm
Carlos sotto i 10k non paghi tasse in Italia solo se quei 10k non ti fruttano interessi, altrimenti su quegli interessi devi pagarci il 27% di tasse e compilare il quadro RM del modello Unico.
maggio 18th, 2010 @ 8:52 pm
Sidelait non fare cose del genere perché quegli assatanati del fisco se ti beccano ti mangiano almeno metà di quei soldi in sanzioni. O le cose le fai bene o non le fai.
maggio 18th, 2010 @ 9:35 pm
Ho visto che alcune banche svizzere offrono dei conti metalli preziosi, con migliori condizioni rispetto a Goldmoney e Bullionvault, la banca Swissquote parla invece di forex sui metalli, e nei post ho letto che si parlava di forex nella descrizione del conto Goldmoney.
Questo cosa significa, che ogni conto metalli preziosi in realtà è un forex anche se non si parla di spreads e leve, o le ci sono differenze sostanziali.
grazie per l’attenzione
luca sere
maggio 18th, 2010 @ 10:45 pm
Vediamo se ho capito:
Inizio il mio deposito con 5k con tasso 1,5 lordo (non pago tasse?)
Passa il tempo e arrivo a 8k con tasso 1,5 lordo (non pago tasse?)
Arrivo a 10k devo compilare quadro RM, Giusto?
Grazie mille per la disponibilità.
Ciao.
maggio 19th, 2010 @ 8:58 am
No Carlos, non hai capito. Il limite dei 10k riguarda solo la compilazione del quadro RW, ma se percepisci interessi non esiste alcun limite per doverli dichiarare nel quadro RM.
maggio 19th, 2010 @ 11:34 am
Cosa intendi quando dici “o fai le cose bene”?
Io non ho milioni da proteggere, ma vorrei mettere al sicuro quelle poche migliaia di euro che ho da manovre “inconsulte” del nostro governo e, perchè no, eventuali patrimoniali… se facessero delle patrimoniali, verrebbero a colpirmi anche se fossi all’estero, giusto?
maggio 19th, 2010 @ 2:22 pm
ciao Mauro,
ho aperto un conto presso le poste svizzere,
una volta fatto il trasferimento tramite bonifico che adempimenti devo effettuare?
Ci pensa il mio commercialista al momento della dichiarazione dei redditi
grazie per la risposta marty
maggio 19th, 2010 @ 3:48 pm
@ Marty: ora che hai aperto il conto ti consiglio di conservare la nota contabile del bonifico che hai effettuato dal tuo conto in Italia e l’estratto conto di Postfinance che riguarderà il mese in cui hanno contabilizzato il bonifico, poi conserverai la dichiarazione degli interessi che ti invieranno a fine anno. Le fotocopie di quei documenti le passerai al tuo fiscalista.
maggio 19th, 2010 @ 4:02 pm
Sidelait come ho già avuto occasione di scrivere io temo che quando arriverà la maxi patrimoniale ci obbligheranno ad autotassarci i depositi all’estero, mentre su quelli in Italia, come sai, ci penseranno le banche stesse in tempo reale a sottrarli dal nostro conto in qualità di sostituti d’imposta. Ovviamente la mia, per quanto riguarda il discorso estero, è solo un’ipotesi, diciamo che ha un 75% di probabilità, ma speriamo che non si avveri, speriamo che lo stato ritenga troppo dispendiosa tale procedura in rapporto al gettito previsto e quindi non ci colpisca, di certo dobbiamo stare sempre pronti e valutare ogni possibilità.
maggio 19th, 2010 @ 11:08 pm
Ok Mauro, ora è tutto chiaro. Un’ultima domanda poi non ti stresso più. Come lavoratore dipendente è possibile anche col mod. 730 oppure?
Grazie mille per le preziose info.
Ciao.
maggio 20th, 2010 @ 11:29 am
Mauro,
grazie mille
ciao
marty
maggio 20th, 2010 @ 2:51 pm
Carlos leggi cosa ho scritto in questo articolo e troverai la risposta alla tua domanda:
http://piccolorisparmio.eu/?p=3140
maggio 20th, 2010 @ 10:43 pm
Salve Mauro.
Penso che, qualora arrivasse un’autotassazione patrimoniale per gli italiani che hanno c/c esteri, la parte di liquidità soggetta alla tassazione dovrebbe essere solo quella presente sul c/c ma non quella investita in ETF, azioni o fondi.
Sbaglio?
Grazie
maggio 21st, 2010 @ 9:43 am
Dipende da cosa lo stato deciderà di tassare. Nel 1992 tassò solo la liquidità, ma la prossima volta se sarà con l’acqua alla gola potrebbe applicare anche un’aliquota sul controvalore dei dossier titoli. Tutto vè possibile.
maggio 21st, 2010 @ 7:43 pm
una domanda,per caso qualkuno di voi ha conto non dichiarato in italia presso postfinance?se si vi trovate bene??ma le comunicazioni scritte che vi pervengono hanno come mittente postfinance???grazie
maggio 21st, 2010 @ 8:59 pm
a parte il fatto che gli estratti conto sono online, per posta ti mandano solo la certificazione annuale degli interessi, ti arriva in una busta discreta senza alcun mittente.
maggio 22nd, 2010 @ 4:38 am
ho trovato una soluzione per non compilare modello unico,,se una persona deposita 10000 euro può sottoscrivere una polizza assicurativa con postfinance fino 10000 così non paga imposte e nno ci sono interessi ma vengono cumulati quindi non si compila modello unico…………………
maggio 22nd, 2010 @ 1:20 pm
ciao nicola.
esattamente di quale prodotto stiamo parlando?
le proposte integrative, mi sembra di capire che siano vincolate al sistema pensionistico elvetico. le polizze sulla vita, senza cassa pensioni, vincolano alle AVS (casse contributive sempre legate al tessuto lavorativo svizzero, sempre se interpreto correttamente).
maggio 23rd, 2010 @ 1:17 pm
parlo di assicurazione vita e pensionistica di postfinance,,,penso si possa sottoscrivere,,,,,altrimenti cosa si puo fare con postfinance???grazie e buon lavoro
maggio 23rd, 2010 @ 9:43 pm
Estraggo dalla parte finale del Post Ufficiale di Massimiliano Brasile:
…”Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito).
Alternativamente, si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva e conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate. Maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero.”
Parlando con le gentili signorine di PostFinance, che sono vere consulenti e non il solito call-center, mi hanno detto che si paga alla fonte l’aliquota del 35% e a fine anno mandano il resoconto scritto degli interessi maturati.
C’è comunque qualcosa che non capisco:
se deduco nel rigo RN l’aliquota svizzera già pagata, che me ne faccio del segreto bancario se sto dichiarando gli interessi?
E poi, non so se si sono sbagliate o se qualcosa è cambiato nel frattempo,
ma loro sostengono che si viene tassati del 35% e in più si riceve l’attestato degli interessi percepiti. Che significa, che se voglio non lo comunico all’Agenzia delle Entrate? E che ci faccio?
Non mi è chiara la differenza tra le due possibilità alternative.
maggio 23rd, 2010 @ 11:11 pm
Cesarito non conosco lo stralcio di articolo che hai citato, di certo non è aggiornato. Riguardo la Svizzera, come ho già avuto occasione di ripetere più volte, vige la doppia imposizione: loro ti applicano una ritenuta del 35% alla fonte, poi tu in denuncia dei redditi dovrai pagarci, con la compilazione del quadro RM, un ulteriore 27% che è l’aliquota applicata in Italia sugli interessi da c/c e conti deposito. Puoi optare anche per la tassazione ordinaria (gli interessi andranno a sommarsi agli altri redditi da lavoro che produci), ma non è mai conveniente. Per recuperare il 35% di ritenuta che in Svizzera ti hanno applicato dovrai disperdere molte energie, e per pochi soldi non ne vale la pena. In pratica un 15% di quel 35% puoi recuperarlo in denuncia dei redditi come credito d’imposta compilando il quadro CR, il restante 20% di quel 35% dovrai chiederne il rimborso all’autorità fiscale svizzera con un modulo che mettono disponibile sul loro sito.
maggio 24th, 2010 @ 7:28 am
Sta scritto su questa stessa pagina, alla fine dell’articolo che dà vita alla discussione, poco prima della firma.
Devono esserci stati degli sviluppi ulteriori, in tempi di normative sulle BlackList..
Grazie per le spiegazioni, purtroppo era come immaginavo.
maggio 24th, 2010 @ 9:50 am
Ciao a tutti i frequentatori del blog. Ho ricevuto un’offerta di lavoro in svizzera e, in caso accettassi, avrei la necessità di aprire un conto corrente presso una banca svizzera. L’idea sarebbe prendere la residenza svizzera a quel punto… magari passando 2-3 weekend al mese in Italia.
Vi chiedo, dal punto di vista delle funzionalità online, quale portale è il migliore secondo voi fra quello di post-finance e banca migros?
Siete a conoscenza di qualche altra banca online svizzera “meritevole”. Io attualmente ho iwbank e devo dire che per quello che ho potuto vedere (dei demo) i servizi online di queste due banche non sono per niente all’altezza.
Grazie.
maggio 24th, 2010 @ 1:02 pm
A livello qualitativo i servizi di internet banking svizzeri sono decisamente inferiori a quelli italiani. Dal punto di vista della funzionalità quello di Postfinance è il più evoluto ed intuitivo tra le banche svizzere.
maggio 24th, 2010 @ 7:15 pm
@LightQuantum
obiettivamente iwbank offre un livello molto elevato di interfaccia, in continuo miglioramento. purtroppo non hanno una filiale in svizzera e devi “accontentarti” delle altre.
tuttavia, data la tua situazione di “privilegio” (cittadino italiano, lavoratore in Svizzera) potresti valutare anche i conti correnti per transfrontalieri che potrebbero avere dei vantaggi (e che purtroppo non abbiamo ancora approfondito!).
maggio 24th, 2010 @ 10:59 pm
Perdonatemi,
ma sto per farmi un viaggetto in Svizzera (da Roma!) e ancora non ho le idee abbastanza chiare..
Parliamo di imposte:
il famoso 35% sugli interessi alla fonte viene prelevato comunque, e poi bisogna faticare per riprendersene anche una parte se si pagano le tasse in Italia,
oppure si può presentare apposita domanda alle autorità elvetiche di inoltrare direttamente una dichiarazione degli interessi percepiti alla Agenzia delle Entrate italiana, così che per evitare la doppia tassazione gli svizzeri non applicano più il 35%?
Scusatemi, ma mi sembrava di aver visto delle smentite..
Ora è così?
Grazie
maggio 25th, 2010 @ 8:51 am
E’ esatta la prima ipotesi da lei formulata, in ogni caso rilegga attentamente e memorizzi quanto ho scritto al punto 231. Comunque sarà il suo fiscalista a gestirle il tutto in sede di denuncia dei redditi. Ci tenga informati sugli esiti del suo viaggio a Lugano.
maggio 25th, 2010 @ 6:22 pm
Domanda: ma i versamenti effettuati quest’anno vanno dichiarati al fisco l’anno prossimo, giusto? e vanno dichiarati solo il saldo al 31/12/2010 è superiore ai 10000€, corretto?
maggio 25th, 2010 @ 7:42 pm
vanno dichiarati l’anno prossimo se la somma dei trasferimenti da e per l’estero nel corso del 2009 risultano superiori ai 10k.
maggio 25th, 2010 @ 10:05 pm
no no fermo, l’anno prossimo (2011) quelli del 2009?? penso intendessi 2010… e cmq penso che quello che hai scritto tu equivalga a quello che ho scritto io: se il saldo al 31/12 è > 10000 si dichiara, altrimenti no… quindi per esempio io potrei avere depositato nel corso dell’anno 30k, il 31/12 ne prelevo 20500 per stare largo, e sarei a posto… poi li riverso sul conto a gennaio!
maggio 25th, 2010 @ 10:27 pm
si intendevo dire 2010… invece hai purtroppo capito malissimo il discorso trasferimenti: se nel corso del 2010 muovi avanti e indietro con l’estero più di 10k l’anno prossimo sarai tenuto a compilare il quadro RW sezione III del modello Unico, il saldo al 31/12 (che tu citi) riguarda la sezione II del quadro RW e si riferisce all’ammontare complessivo degli investimneti che si possiedono all’estero in quella data. Ti raccomando la massima attenzione in queste cose perché come sai le sanzioni sono poi pesantissime.
maggio 26th, 2010 @ 11:25 am
Scusate, ma in fase di dichiarazione dei redditi, andrebbe indicato il CONTROVALORE degli investimenti (per es. azionario) al 31/12?
Chiedo questo in quanto se qualcuno investe oggi, all’estero, 10000 euro, al prossimo 31/12/2010 il controvalore dell’investimento sarà quasi sicuramente diverso da 10000 euro.
Quale valore quindi dovrà essere indicato?
Grazie
maggio 26th, 2010 @ 2:48 pm
io uso sempre il valore “storico” ossia quello nel momento di acquisto
maggio 27th, 2010 @ 7:17 am
Qual’è il limite per le operazioni (bonifico Italia per Italia tra coniugi) non sottoposte ad accertamenti obbligatori?
Sapevo 12500 per bonifico, con il limite di 15000 totali a settimana, ma posso sbagliarmi..
Con la manovra correttiva 2010 in approvazione è cambiato qualcosa?
Grazie
maggio 27th, 2010 @ 8:15 am
Con la manovra correttiva potrebbe essere sceso a 5000, ma è da verificare attentamente in questi giorni man mano che la manovra verrà spiegata nei dettagli. Al momento tutto è ancora troppo generico.
maggio 28th, 2010 @ 12:21 am
Report dalla frontiera, appena tornati da Chiasso-Lugano con mia moglie.
Scesi a Chiasso, a 100 mt dalla stazione piccolo ufficio postale aperto con orario continuato.
Allo sportello, gentile signorina ci sta a sentire e ci aiuta in 15 minuti (ci avverte pure del tempo che ci vorrà) a presentare la domanda di apertura di due conti privati (uno in CHF e uno in EUR) con opzione e-finance (operatività e rapporti via internet). C’è quindi bisogno solo della presenza fisica, della carta d’identità e di due firme (una per la procura).
Cinque giorni per fare i loro controlli internazionali su di noi, poi ci spediranno parecchia roba in busta anonima, i PIN per raccomandata (alla fine, una decina di gg. lavorativi).
Poi saremo in grado di operare via web e via interbancaria, lì purtroppo con gravi costi operativi della banca italiana (UniCredit) sui bonifici extra-areaeuro (costi fissi + 0,2%!!!).
Per cifre totali per cliente depositate superiori a 25.000 CHF, conviene inserire i conti nel servizio chiamato Set-Plus che sopra quegli importi ha spese zero su tutto o quasi.
Ci avanzavano tre ore e ci siamo fatti una passeggiata a Lugano, dove in Via della Posta,7 c’è un ufficio PostFinance.
Mi volevo togliere qualche dubbio sulla questione dei cambi valuta nel caso volessi operare tra i miei due conti (EUR e CHF), gli operatori (che in teoria dovevano essere ancora più specializzati degli sportellisti di Chiasso) mi hanno lasciato nel buio più totale…
A questa pagina web
https://www.postfinance.ch/pf/content/it/seg/priv/prod/info/fincalc/change.html?webAppUrl=evtCRSubmitInit.do
dovrebbero apparire delle anteprime sui cambi in corso, ma non mi è chiaro (e nemmeno a loro) a quale delle tre tabelle ci si debba riferire, per esempio per conoscere lo spread Acquisto-Vendita, che varia molto tra il 3% ca. della prima (“Per i trasferimenti di conto come anche i pagamenti per l’estero (Giro international incl. SEPA e urgent) e gli ordini permanenti trasmessi mediante ordine di pagamento o elettronicamente”) e il 6% abbondante delle altre due (“Per Cash international (pagamento in contanti ad un beneficiario all’estero) come anche pagamenti per l’estero inoltrati nell’ufficio postale” e “Per prelievi in contanti in euro al Postomat e operazioni di cambio nell’ufficio postale”).
A quale tabella dovrei riferirmi secondo voi per avere un’idea dei cambi passando semplicemente da un mio conto EUR a uno CHF, sempre nella loro banca postale?
Per loro alle seconde due, per me (spero!) alla prima.
Sembra un dettaglio, ma non lo è…
Concludendo, una bella gita di 1500 km. in giornata, col Frecciarossa passano abbastanza presto, a Lugano l’aria è pura e frizzantina nonostante le nebbie dei consulenti…
maggio 28th, 2010 @ 8:32 am
L’ho sempre detto io che non bisogna mai fidarsi delle presunte competenze dei consulenti, ma bisogna documentarsi da sè attraverso un’attenta lettura delle informazioni contenute nei siti web. Grazie Cesarito del prezioso report che hai postato. Consentimi di definire scandalosa la commissione dello 0,20% richiestati da Unicredit. Per una cifra di 450k fanno 900 euro di commissioni! Io se fossi in te prima di trasferirli in Svizzera aprirei un conto online che ti offra i bonifici verso la Svizzera gratuiti (ad esempio Zeroconto di Intesa Sanpaolo), e il trasferimento in Svizzera lo farei poi da quel conto.
maggio 28th, 2010 @ 10:25 am
Grazie per il consiglio…
…per curiosità, sicuramente hai una preparazione molto superiore alla mia da dilettante, potresti dare un’occhiata al problemino che citavo nel post precedente sullo spread Acquisto-Vendita di valute e darmi un tuo parere?
Per accedere alla pagina di PostFinance dedicata ai cambi bisogna andare qui
https://www.postfinance.ch/pf/content/it/seg/priv/prod/info/fincalc/change.html
poi digitare una cifra x , ad esempio 300000, selezionare da valuta estera in CHF, selezionare la valuta EUR, e premere invio.
In un secondo si apre la pagina che è sì indicativa, ma non riesco proprio ad interpretare (vedi post 246).
Potete aiutarmi?
Grazie
maggio 28th, 2010 @ 11:10 am
E’ mia intenzione aprire un conto corrente in Postfinance.
Mi domando quali siano le garanzie previste dal diritto elvetico per il cittadino straniero che voglia tutelare i propri risparmi (e quindi la propria posizione giuridica) in caso di contenzioso con la banca.
In generale, qualora volessi tutelare i miei diritti/interessi di cliente nei confronti della banca (o posta) anche solo perché ritengo di non aver ricevuto il trattamento prestabilito, che succede?
In Italia (di cui sono cittadino) ho la Costituzione che tutela i miei diritti, ci sono le associazioni consumatori e poi probabilmente non mi troverei solo davanti ad un magistrato a farmi le mie ragioni, ma lì in Svizzera invece? Che tutele ha lo straniero non essendo la Svizzera paese europeo? Quale sarebbe il foro competente in caso di controversia con la banca? (presumo svizzero!)
Perdonate la mia ignoranza in materia, ma è giusto documentarsi sul proprio status giuridico prima di lasciare denaro in un paese di cui non faccio parte.
grazie e complimenti per l’ottimo lavoro
Aldo
maggio 28th, 2010 @ 1:43 pm
@ Mauro:
attendo il tuo illuminato parere sulla questione dei cambi valuta con PostFinance.. se puoi aiutami..
Ho seguito il tuo consiglio e ho chiesto a Intesa Sanpaolo, ma il conto Zerotondo è fatto per operare in internet (per questo è a spese zero). Il problema è che via internet ci sono dei limiti di importo nei bonifici: 50.000E al giorno e 100.000E al mese.
maggio 28th, 2010 @ 5:15 pm
@Cesarito: per quanto riguarda gli spread anche secondo me bisogna riferirsi alla prima tabella (ma è poco chiaro e in ogni caso dipende da loro), ma per tutti i dettagli potrai fare riferimento al team del tuo consulente personale il cui nominativo e il cui numero telefonico ti verranno comunicati in sede di attivazione conto. Con quel numero avrai sicuramente una risposta esaustiva e ufficiale a tutti i tuoi dubbi, non solo riguardanti il cambio.
Per quanto riguarda i bonifici esteri a costo zero delle banche online ti ho citato lo Zerconto per caso, puoi sentire anche altre banche, ad esempio mi pare che IwBank faccia pagare una quota fissa di 15 euro senza limiti. La cifra che andresti a risparmiare è tale da giustificare un’accurata ricerca.
maggio 28th, 2010 @ 5:32 pm
per Aldo: gli scrupoli che ti poni sono secondo me esagerati, in ogni caso esiste in Svizzera, come in Italia, un organismo pubblico per i reclami bancari, questo è il suo sito internet:
http://www.bankingombudsman.ch/it
E sicuramente esistono leggi e tribunali per far valere i diritti anche degli stranieri. Personalmente sono rimasto molto soddisfatto due anni fa quando, cliente della poi fallita Kaupthing Edge Swiss, mi vidi rimborsare senza lunghe attese nè solleciti i soldi depositati sul conto dal fondo di garanzia interbancario svizzero.
maggio 29th, 2010 @ 10:36 am
@ Mauro:
ottima consulenza, come sempre..
Stamattina ho telefonato a IWBank:
l’operatore del Customer Care (non è un anonimo call center) ma ha nome e cognome e continuerà ad assisterci. Mi ha confermato il costo fisso di 15 Euro per bonifici in area extra-euro senza percentuali aggiuntive scandalose..
Ti danno anche una PEC (posta elettronica certificata) gratis per tutta la durata della apertura del conto.
Si pagano solo i bolli annuali (34 euro) e i versamenti in contanti agli sportelli convenzionati (quelli loro sono solo a Milano, è una banca online del gruppo UBI). Per aprire il conto bisogna versare e lasciare 50 euro (garanzia sul pagamento dei bolli).
I bonifici per cifre superiori a 50.000 Euro hanno sempre gli stessi costi ma vanno eseguiti con l’assistenza telefonica degli operatori.
Niente male..
Io sto procedendo un po’ sulla fiducia, ma la banca non la conosco.. per operazioni di quel tipo (importanti ma brevi, solo transito) c’è da fidarsi?
maggio 29th, 2010 @ 11:17 am
ciao Cesarito.
posso garantirti l’affidabilità e l’elevata qualità dei servizi offerti da IWBank di cui sono correntista da circa 4 anni.
ti confermo anche il costo fisso di 15€ per i bonifici verso la Svizzera. se vuoi un c/c cui paghi solo i bolli e i 15€ sui bonifici verso la federazione elvetica, è sicuramente il conto per te.
vorrei però segnalare alcuni articoli che avevo scritto proprio al riguardo di come contenere le spese per movimentazioni da e verso la Svizzera (le cosiddette Sinergie):
- utilizzando Advanzia
- aprendo un conto moneta virtuale, come il Conto Tascabile di CheBanca
nel primo caso, con una doppia movimentazione i costi sono esattamente nulli; nel secondo caso, si pagano 12€ annui come canone mensile di 1€, che giustifica in sé rispetto al solo costo di IWBank che ti addebita chiaramente anche i bolli allo stato.
visto l’interesse, approfitto per ripristinare la pagina delle Sinergie.
maggio 29th, 2010 @ 10:24 pm
Con Conto Tascabile di CheBanca! credo che non si possano fare bonifici superiori a 50.000 Euro
maggio 29th, 2010 @ 10:52 pm
conto corrente arancio: bonifici area Sepa oltre 50k a soli 5 euro (la Svizzera rientra nell’area Sepa)! Per Cesarito ci sono diverse opportunità interessanti in alternativa a quei ladri di Unicredit.
maggio 29th, 2010 @ 11:20 pm
hai ragione luxor! non mi ero accorto di questo vantaggio di CCA rispetto agli altri istituti.
maggio 31st, 2010 @ 8:36 am
@ cesarito,
grazie del report.
Avevi già valutato le condizioni di Banca Migros?
Grazie
@Mauro,
per Banca Migros e’ come per Postfinance che non permette l’accesso alle piazze borsistiche per i non residenti?
che tu sappia, quanto è ampia l’offerta di Banca Migros per quanto riguarda la piattaforma borsistica, in special modo per gli ETF?
Grazie
Il mio viaggio a Lugano è previsto per settimana prossima ma sono ancora indeciso tra banca Migros e Postfinance.
maggio 31st, 2010 @ 9:15 am
Migros si differenza da Postfinance proprio perché consente l’accesso anche ai non residenti al mercato telematico elvetico SIX. Io ho comprato bonds fino allo scorso anno quando i rendimenti erano allettanti. Quest’anno ho quasi svuotato il conto perché i rendimenti sono scesi sotto lo zero, trasferendoli su conti di deposito esteri. Non so dirti circa gli etf perché non ne ho mai negoziati, devi leggere sul loro sito. Tieni presente che Migros non mette a disposizione piattaforme di trading. In ogni caso se scegli la Svizzera per negoziare titoli fai una preliminare attenta valutazione delle tasse di negoziazione, come avrai già letto qui: http://piccolorisparmio.eu/?p=3053
maggio 31st, 2010 @ 9:38 am
Grazie Mauro per la risposta e per il consiglio, in effetti avevo già valutato (in modo negativo) la tassazione svizzera sulle compravendite proprio grazie al post che mi hai indicato.
In realtà sto facendo uno slalom per cercare di aprire un conto estero dove parcheggiare la liquidità e destinare una parte di questa liquidità agli investimenti azionari.
Ti chiederei se, oltre alle tasse governative che indicavi nel vecchio post, i dividendi ed i capital gain in Svizzera, sono sempre tassati alla fonte o se possono essere dichiarati nel 730 e/o Unico.
Grazie
maggio 31st, 2010 @ 10:17 am
se uno apre un conto presso postfinance intestato a due persone oppure a una sola persona,,,in caso di decesso come bisogna comportarsi??? grazie
maggio 31st, 2010 @ 11:05 am
Salve a tutti,
mi sono arrivati i documenti di Postfinance da riconsegnare allo sportello, ho scelto il set online. Se avessi da fare modifiche, cioe’ scegliere un set diverso (ad esempio il plus, non so se mi conviene) o un conto deposito, voi pensate che possa chiederlo direttamente in filiale?
Tra i lettori di questo sito che hanno gia’ fatto il conto PF, qual’e’ la “formula” che va’ di piu’ e che consigliate a un piccolo risparmiatore (impiegato, reddito fisso)?
Grazie, cordiali saluti a tutti.
maggio 31st, 2010 @ 11:49 am
grazie luxor… è vero ogni tanto mi faccio qualche scrupolo di troppo ma sono comunque convito che sia giunto il momento di agire, velocemente e senza esitazioni… per questo sto procedendo con l’apertura del conto postfinance ed a breve aprirò anche quello con la BCEE come consigliato da Mauro.
Per quanto riguarda i bonifici verso l’estero, confermo a Cesarito i 15 euro di iwbank (di cui sono cliente dal 2005) per i non transfrontalieri mentre quelli transfrontalieri sono gratuiti (http://privati.iwbank.it/condizioni-generali-conto-privati-privati.html).
Ho anche verificato che postfinance non prevede “spese di accredito” per i bonifici provenienti dai conti italiani. Anche i bonifici verso l’Italia sono gratuiti.
Per quanto riguarda BCEE sapete dirmi se ci sono “spese di accredito” ed il costo eventuale dei bonifici da BCEE verso l’Italia ?
maggio 31st, 2010 @ 12:21 pm
aldo con la BCEE mi pare che ci sia un certo numero di bonifici gratuiti al mese
maggio 31st, 2010 @ 12:24 pm
Striker come presumo avrai letto sul loro sito il set plus ha il solo vantaggio della gratuità dei prelievi all’estero con la carta, ma impone una giacenza minima di 25k euro, sotto la quale scatta un pesante canone. Vai a verificare attentamente.
maggio 31st, 2010 @ 12:28 pm
@ zucca vuota: i capital gain non sono tassati in Svizzera (quindi li autotasserai solo in Italia), sui dividendi invece pagherai la doppia imposizione.
maggio 31st, 2010 @ 12:33 pm
luxor, leggendo un tuo commento nel post
http://piccolorisparmio.eu/?p=413
parlando di postfinace affermavi:
<>
Ti risulta siano ancora valide queste condizioni?
maggio 31st, 2010 @ 12:35 pm
luxor, leggendo un tuo commento nel post
http://piccolorisparmio.eu/?p=413
parlando di postfinace affermavi:
—
“Per quanto riguarda infine il conto e-deposito in effetti non è conveniente per cifre superiori ai 30000 euro e c’è un ulteriore vincolo, da te non citato, di non più di 5 movimenti all’anno, oltre i quali si deve pagare una commissione”
—
Ti risulta siano ancora valide queste condizioni?
maggio 31st, 2010 @ 2:24 pm
@luxor,
quindi la “famosa” ritenuta del 35%, di cui si é parlato spesso anche nei commenti a questo post, si applica solo agli interessi (di c/c e di obbligazioni) ed ai dividendi (di azioni e di ETF).
E’ corretto?
Te lo chiedo perchè ho notato un po’ di confusione su questo aspetto.
maggio 31st, 2010 @ 3:20 pm
@ zucca vuota: bisogna precisare l’affermazione di luxor circa i dividendi: sono assogettati alla doppia imposizione solo quelli emessi da società o enti svizzeri, se sono azioni di società estere non vengono invece assogettati ad alcuna ritenuta (se hai optato per lo scambio di informazioni fiscali con l’Italia).
maggio 31st, 2010 @ 3:21 pm
@ zucca vuota: bisogna precisare meglio l’affermazione di luxor circa i dividendi: sono assogettati alla doppia imposizione solo quelli di azioni emesse da società o enti svizzeri, se sono azioni di società estere non vengono invece assogettati ad alcuna ritenuta (se hai optato per lo scambio di informazioni fiscali con l’Italia).
giugno 1st, 2010 @ 12:06 am
@ Mauro:
Condizioni generali e condizioni di adesione di PostFinance (aggiornato maggio 2010)
13. Conti in valuta estera
“Gli attivi di PostFinance corrispondenti all’avere in conto del cliente in
valuta estera vengono investiti nella medesima valuta all’interno o
all’esterno del paese della rispettiva valuta. Il cliente si assume le conseguenze
economiche e giuridiche derivanti da misure amministrative nel
paese della valuta o dell’investimento.
Per le valute estere PostFinance adempie i propri obblighi esclusivamente
presso la sede dell’Operations Center che amministra il conto e unicamente
mediante accredito nel paese della valuta presso la banca corrispondente
o presso una banca designata dal cliente.”
Questo articolo delle condizioni generali era già stato oggetto di un thread un paio di anni fa,
http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?t=951519
non è cambiato (solo il numero), e continua a preoccupare.
Secondo te intendono le conseguenze della eventuale evasione fiscale o anche rischi di patrimoniali o peggio di default?
Non riesco a interpretare..
E poi, allora depositando nel contoprivato in CHF questi rischi non si corrono o si corrono meno?
Grazie
giugno 1st, 2010 @ 12:08 am
@ Aldo:
occhio che con BCEE hai dei limiti per eventualmente riprenderti i tuoi liquidi, mi pare che puoi farlo solo un po’ per volta..
Per grosse cifre se fosse così non andrebbe bene per niente..
Puoi verificare?
Ciao
giugno 3rd, 2010 @ 12:38 pm
Leggendo i vari post riguardo PostFinance, viene spesso citato che per quanto riguarda l’apertura del conto con la posta svizzera si può optare per lo (scambio di informazioni fiscali con l’Italia).
Quello che io vorrei sapere è cosa si deve fare, all’atto dell’apertura del conto, per aderire a tale scambio di informazioni con il fisco italiano.
Grazie per la risposta
giugno 4th, 2010 @ 6:36 pm
@ Mauro e altri:
qui parliamo di conti in Svizzera, ne ho appena aperto uno con PostFinance.
Sto per trasferire un po’ di risparmi, per tranquillità, senza guardare troppo agli interessi.
Invece ancora una cosa mi preoccupa: l’Euro.
Sta ai minimi di sempre col CHF (Franco Svizzero), avrei voglia di cambiare in franchi, ma ai minimi di sempre mi sembra proprio una stupidaggine..
E se lasciassi in Euro?
Come si fa a capire se, in caso di uscita della Germania dall’euro, gli EUR depositati in un conto svizzero sarebbero “buoni” come i tedeschi o verrebbero trascinati in basso con gli altri? L’ho già chiesto, Mauro mi rispose: “..se la vedi brutta, cambia tutto in CHF”. Ci sto pensando seriamente, ma stiamo un po’ troppo giù per farlo a cuor leggero..
Lo so che nessuno ha la palla di vetro, ma riuscite a fare una ipotesi almeno probabilistica sul destino degli Euro nei conti svizzeri?
Grazie!
giugno 4th, 2010 @ 10:07 pm
Dagam non devi fare nulla nei confronti di Postfinance in quanto offre solo prodotti svizzeri, lo scambio di informazioni è da richiedere solo a quelle banche (come Migros) che offrono pure prodotto esteri assogettabili ad euroritenuta. Per cui Postfinance non può scambiare nulla, sarai tu personalmente in denuncia dei redditi a denunciare nel quadro RW tali trasferimenti di denaro in Svizzera, e col quadro RM pagare le tasse sugli interessi percepiti (Postfinance ti invierà a fine anno apposita certificazione da conservare accuratamente).
giugno 4th, 2010 @ 10:12 pm
Cesarito ti ho già detto in passato che secondo me gli euro svizzeri sono ‘tedeschi’, in ogni caso tu avendo anche il conto in CHF ci metti un secondo, al momento opportuno, a trasformarli in franchi con un semplice clic del mouse. In ogni caso stai tranquillo che l’euro non salterà domattina, anche se la Grecia probabilmente si sta preparando ad uscirne. Quando dovrà uscirne l’Italia non accadrà dalla sera alla mattina ma lo si saprà con largo anticipo (come avvenuto con la Grecia per la quale le avvisaglie c’erano già da mesi).
giugno 4th, 2010 @ 10:17 pm
@ Cesarito,
e’ per il motivo che dici tu che io avrei aperto più volentieri un conto in Germania.
Ma anch’io mi dovrò rassegnare ed aprirlo in Svizzera.
A dir la verità avevo trovato una Volksbank a Costanza che era dipsonibile ad aprirmelo un conto(avevano anche un interprete),ma aprirlo in Germania avrebbe richiesto più tempo, maggior organizzazione e, ritengo io, una seppur minima conoscenza della lingua.
In ogni caso se lo aprirò in Svizzera la scelta, più che tra EUR e CHF, la farò tra EUR e USD.
Anch’io, come te, ai minimi penso sia un’operazione rischiosa, magari quello che potresti fare è aumentare molto gradualmente le posizioni in CHF.
Che rifeirmento usa PostFinance per il tasso di cambio? e quanto tempo ci vuole per la conversione della valuta dal momento in cui inserisci l’oridne?
Grazie
giugno 4th, 2010 @ 10:24 pm
Spero di sbagliarmi e che abbia ragione Mauro, ma temo che non si saprà nulla con largo anticipo e che accadrà tutto dalla sera alla mattina (come la patrimoniale del ’92).
Se così non fosse, non vedo come lo Stato Italiano possa, nel frattempo, permettere che tutti molto tranquillamente se ne vadano all’estero ad aprire conti.
Se lo permetteranno è perchè, secondo me, sapranno già che gli “euro” svizzeri proprio tedeschi non saranno.
Se poi lo saranno penso che tutti saremo più contenti.
giugno 4th, 2010 @ 11:58 pm
@ zuccavuota:
i tassi di cambio variano con la somma interessata, ovviamente più è alta e minore è lo spread tra acquisto e vendita di una divisa.
Loro mi hanno dato come indicazione di massima il sito di swissquote
http://www.swissquote.ch/index/index_quote_i.html
dove devi cliccare in alto a sinistra su EURO per avere un grafico interattivo.
Devi chiamare un numero dedicato dell’Ufficio Cambi, dove puoi chiedere il cambio istantaneo e se lo vuoi bloccarlo subito, ma puoi farlo solo se devi trasferire internamente a PostFinance da conto in EUR a conto in CHF.
Oppure puoi, come per i titoli, chiedere il cambio solo nel caso di raggiungimento in giornata di un target.
@ Mauro:
per gli euro “svizzeri”: spero che tu abbia proprio ragione, ma qual’è il motivo tecnico che ti porta a pensarla così?
Ciao a tutti e grazie allo staff di PiccoloRisparmio per l’ottimo e utilissimo lavoro!
giugno 5th, 2010 @ 9:35 am
il motivo è che la Germania è la capofila dell’euro, sono gli stati meno virtuosi che ne dovranno uscire, non la Germania. L’euro vivrà finché lo vorrà la Germania, non gli altri stati. Quando la Grecia uscirà dall’euro per tornare alla dracma, credi che i risparmiatori greci che avevano acceso un conto estero a Postfinance in EUR si troveranno all’improvviso il conto commutato in dracme? Impossibile.
giugno 5th, 2010 @ 11:42 am
Mauro,
perchè é impossibile che i greci che hanno un conto in CH si potrebbero trovare delle dracme?
Tutto questo non dipendererebbe certo dalle banche ma da ciò che deciderà lo stato svizzero.
Per esempio la confederazione elvetica per ragioni di politica internazionale, potrebbe anche decidere che se sei cittadino greco e non residente in Svizzera, i tuoi soldi EUR saranno convertiti nella “nuova” valuta del tuo paese: le dracme.
Diversamente non potrebbero farlo, secondo me, con CHF o altra valuta estera.
Io non escluderei, a priori, che di fronte a eventi eccezionali si possano prendere provvedimenti eccezionali, persino in Svizzera.
Comunque spero sempre che, se succederà, avrai ragione tu.
Mi associo ai complimenti di Cesarito.
giugno 5th, 2010 @ 1:00 pm
assolutamente no. All’estero sono io che decido la valuta del mio conto, e se la valuta è EUR, CHF o USD sono io a deciderlo a priori. Da quel momento il mio conto resterà in quella valuta, indipendentemente dai cambi eventuali di valuta del mio stato di residenza. Ma comunque considerato che la Grecia ci precederà in questa disgrazia avrete modo di rendervene conto personalmente. Per me l’importante è che non venga soppressa la valuta euro, solo in quel caso saremo obbligati, entro il giorno di soppressione stabilita, a commutare in un’altra valuta a nostra scelta.
giugno 5th, 2010 @ 2:35 pm
L’Art. 13 delle “Condizioni di adesione di PostFinance”, relativi a conti in valuta estera (e l’EUR essendo banca CH è una valuta estera), dice che “…Il cliente si assume le conseguenze economiche e giuridiche derivanti da misure amministrative nel paese della valuta o dell’investimento”.
Io non sono un avvocato nè un giurista ma temo che una svalutazione dell’euro (a euro 2) in Italia possa configurarsi come “conseguenza economica e giuridica nel paese della valuta..”.
Capisci perchè un conto in EUR in una banca tedesca lo riterrei più sicuro?
E’ un paese che non uscirebbe mai dall’euro, piuttosto sbatterebbe fuori gli altri.
Il conto estero in EUR ed in Svizzera dà garanzie solo per i default, ma penso che quello scenario, per ora, non sia da prendere in considerazione.
Valuterò tra CHF / USD / NOK, ma euro italiani a questo punto non so se tenerli…
Visto che farò 30 non vedo perchè non fare 31.
giugno 5th, 2010 @ 3:54 pm
@zucca vuota
avevo già indicato al #140 un articolo che spiega la posizione di PostFinance in merito all’art. 13 (precedentemente era l’art. 12).
lo riporto anche qui.
giugno 5th, 2010 @ 4:14 pm
Gentile Massimiliano,
in effetti avevo già letto la posizione di PostFinance e come dicevo al #282, nel malaugurato caso di una svalutazione dell’euro “italiano” (NON DI DEFAULT), a mio parere il problema, non sarebbero le banche svizzere ma lo Stato svizzero che, come saprà, legifera anche sulle banche e non viceversa
In pratica all’articolo a cui fa riferimento lei, viene riportata la posizione di PostFinance e non dello Stato elvetico.
La domanda a PostFinance dovrebbe essere posta in altri termini e cioè se il titolare di un conto in EUR presso PostFinance, non residente in Svizzera, è al riparo da un’eventuale svalutazione dell’euro determinata dal governo del paese di residenza.
Sono queste, a mio parere le ormai note “..conseguenze economiche e giuridiche derivanti da misure amministrative nel paese della valuta…”.
giugno 5th, 2010 @ 7:37 pm
vediamo se ho capito-apro un conto presso psotfinance e a fine anno percepisco per esempio 1000 euro di interessi-pago il 35% come aliquota svizzera quindi 350euro-poi dovrò dichiarare quadro rn di unico 1000 euro o 650 euro e pagarci l aliquota irpef di riferimento??la cifra indicata nel quadro rw va compilato solo una volta giusto???
giugno 5th, 2010 @ 8:45 pm
nel quadro RM pagherai le tasse italiane sugli interessi lordi (1000 euro) in due possibili modi: o con imposta fissa del 27% o optando per la tassazione ordinaria pagandoci l’aliquota irpef di riferimento (scelta consigliata se si vuole recuperare l’imposta svizzera del 35%).
giugno 5th, 2010 @ 10:56 pm
@ zuccavuota, Mauro e Massimiliano:
ho l’impressione che prevedere la fine che faranno gli Euro su un conto svizzero intestato ad un cittadino italiano non residente in svizzera sia molto difficile se non impossibile, sia nel caso di uscita dell’Italia dall’Euro sia nel caso di un Euro “a zone” in cui l’Euro B svaluta per sopravvivere.
Sono decisioni politiche degli Stati sovrani sulle quali è difficile fare previsioni.
Si può al massimo immaginare uno scenario e delle motivazioni tecniche o politiche: in quest’ottica, parliamone.
giugno 6th, 2010 @ 9:01 am
ma poi per recuperare l’ imposta svizzera quale quadro devo compilare grazieee,,
giugno 6th, 2010 @ 2:23 pm
di quel 35% di ritenuta un 20% devi chiederne il rimborso direttamente all’autorità finanziaria svizzera con apposito loro modulo, l’altro 15% lo puoi recuperare in denuncia dei redditi attraverso il complicato quadro CR. Procedura che necessita dell’assistenza di un fiscalista.
giugno 6th, 2010 @ 2:30 pm
Cesarito ha messo il dito nella giusta piaga: è inutile struggersi in ipotesi sul come sia meglio organizzarsi contro quello che accadrà, intanto piazziamoci all’estero, poi approfondiremo la tattica in base a come si evolveranno gli eventi. Cesarito si è piazzato in Svizzera con un doppio conto EUR/CHF (scelta tattica al momento più gettonata), altri hanno optato per la miglior piazza e banca dell’area euro (BCEE), i risparmiatori minori, invece, hanno diversificato le loro poche decine di keuro in parte ad Advanzia, in parte a Keytrade, in parte ad Anglo Irish Bank.
giugno 6th, 2010 @ 6:36 pm
Ovviamente sottoscrivo il commento di Mauro.
Sono forse discorsi prematuri ma che ritengo utili per eventuali opzioni future.
Anche se resto convinto che un’eventuale svalutazione, a mio parere lo scenario più probabile, non potrà che avvenire in tempi rapidissimi (anche nel giro di 24-48h).
giugno 6th, 2010 @ 8:00 pm
@ zucca vuota:
se ti riferisci al rapporto di cambio EUR/USD oppure EUR/CHF (meno speculativo ma più stabile secondo me) sicuramente è già tardi, e potrebbe facilmente scendere ancora..
Io purtroppo, con i tempi tecnico-amministrativi di apertura ancora non sono operativo, mannaggia…
…va a finire che se come credo nei giorni che mi restano (5-6 circa) per essere operativo l’Euro andrà ancora più giù, mi toccherà aspettare un po’, qualche movimento lo fa sempre..
Qualcuno ha qualche idea sul prossimo futuro di questi cambi?
(difficilissimo fare pronostici, lo so, ma proviamoci..)
giugno 6th, 2010 @ 9:30 pm
Tra EUR, USD e CHF ritengo ancora il dollaro un bene rifugio, meno “rifugio” di qualche tempo fa, ma sempre più rifugio dell’EUR attuale.
Dipende dalla prospettiva di ciascuno, penso che questa buriana possa durare minimo 1 anno e massimo…non saprei.
per cui spazio per apprezzarsi il dollaro penso ne avrà ancora.
giugno 10th, 2010 @ 7:43 pm
SALVE HO APERTO IL CONTO CON SWISSQUOTE E VOLEVO SEGNALARE IN MERITO ALLA DISCUSSIONE APPENA PRECEDENTE CHE E POSSIBILE CON TALE CONTO EFFETTUARE CAMBI DI VALUTA IMMEDIATA (CHF,EUR,USD) inoltre sembra (anzi e’) essere un conto multivaluta delle 3 dette ed inoltre e’ scritto chiaramente che se rinunci al segreto bancario non paghi la ritenuta del 35% ed e possibile acquistare titoli cio’ sembra configurarlo piu ‘ efficente di postfinance a parte il solito dubbio sulla affidabilita’sua rispetto alla posta svizzera.che ne pensate????
giugno 10th, 2010 @ 8:04 pm
Grazie Raffaella per il preziosissimo contributo. Spero che ci vorrà fornire pure informazioni circa la qualità e la intuitività del loro servizio di internet banking. Interessantissima la possibilità di cambio valuta in tempo reale e la possibilità di negoziare anche titoli e depositi vincolati non svizzeri (quindi non assogettabili al 35% di imposta preventiva dietro rinuncia al segreto bancario). Circa la qualità della banca gode di rating A, per cui niente male, di certo è indicata per depositi di qualche decina di migliaia di euro, invece per depositi di centinaia di migliaia di euro è indiscutibilmente da preferirsi Postfinance, anche se ha un’offerta di prodotti più limitata.
giugno 10th, 2010 @ 10:38 pm
Salve,
vi sottopongo qualche dubbio.
Come sapete, ho aperto due conti in PostFinance (EUR e CHF) per poter agire sulla valuta in caso di bisogno.
Ancora devo trasferire i miei risparmi, la cifra è (per me) alta venendo dalla vendita di una casa a Roma.
Gli interessi netti, seguendo il vostro consiglio della aliquota irpef, sarebbero, base 1000, 1000-350-370= 280 !!! Cioé Un deposito, mettiamo, di 400.000 Euro, al 1,50% di interessi lordi del conto e-deposito in Euro, frutterebbe in un ANNO 1.680 Euro, cioé lo 0,42%, e sono pure un po’ vincolati!!!
Stiamo scherzando?
A questo punto mi viene voglia di diversificare un po’ verso ad esempio Advanzia, che frutterebbe il 2,10% che con il -27% di aliquota fissa fa, sulla stessa cifra, 6.132 Euro.. mica è uguale!
Che rating ha Advanzia? Fino a che cifra siamo garantiti veramente?
Avete altre idee luminose, lasciando PostFinance come base di partenza?
Grazie
giugno 10th, 2010 @ 11:37 pm
Cesarito come ho già detto in più occasioni banche come Advanzia, Keytrade, Anglo Irish Bank sono bellissime realtà che però sono adeguate per depositi di soli qualche decina di migliaia di euro, per una cifra importante come 400k hai scelto, con Postfinance, la base giusta. Non credo sia il momento storico adatto per ‘speculare’ sugli interessi. Se vuoi integrare Postfinance per una cifra importante hai una sola alternativa: Banque Robeco. Ingegnati a parlare il francese…
giugno 11th, 2010 @ 8:39 am
Scrivo questo post a beneficio di Raffaella e di Mauro, in relazione al conto Swissquote.
Tutte le informazioni date da Raffaella sull’operatività del conto in relazione alle valute sono giuste.
Per ciò che riguarda invece il discorso della ritenuta al 35% personale della banca, che ho contattato, ha detto che comunque essa verrebbe applicata. Per la verità non ho capito bene perchè, ma in sostanza rinunciando al segreto bancario l’unica cosa che cambia è che da Swissquote avvertono le autorità fiscali Svizzere (che poi dovrebbero avvertire quelle Italiane) dell’esistenza del conto.
Credo che ciò serva solo a semplificare un’eventuale richiesta di rimborso dell’aliquota già pagata, nel caso si scelga di avvalersi del modello I95 (credo si chiami così) per ottenere il rimborso dalle autorità svizzere.
Quindi, ricapitolando: il 35% preventivo si paga comunque. Rinunciare al segreto bancario fa cambiare poco o punto.
giugno 11th, 2010 @ 1:05 pm
Anche a me risulta ciò che scrive Michelangelo.
giugno 11th, 2010 @ 1:38 pm
@Mauro,
scrivi che per pochi keuro sono meglio conti tipo Advanzia, Keytrade, etc. mentre per importi superiori sarebbe meglio basarsi su PostFinance.
Io penso che chi dispone di pochi keuro, come me, e che quindi potrebbe averne bisogno in qualsiasi momento deve basarsi invece su conti come PostFinance che consentono una maggior flessibilità sia nei pagamenti che nella disponibilità, rispetto a conti deposito come Advanzia, studiati proprio per essere dei…depositi.
Dando per “sicure” certe banche, penso anch’io come Cesarito che per importi importanti come i suoi, e di cui si pensa non avere delle necessità a breve, valga la pena pensare a conti depositi maggiormente remunerativi rispetto a PostFinance.
@Cesarito,
se in PostFinance ti hanno detto che anche loro avranno problemi se l’Euro va giù, ma allora a cosa servirebbe aprire un conto da loro?
Sarebbe utile “solo” in caso di default dell’Italia?
Allora è un caso piuttosto remoto visto che la Grecia era messa ben peggio di noi e non l’hanno fatta fallire.
giugno 11th, 2010 @ 8:00 pm
@ zuccavuota:
gli importi sono quelli che pensi, ma vorrei pure la disponibilità totale, e non riesco a capire chi riesce a garantirla.
PostFinance e-deposito ti dà tutto indietro ma con preavviso di tre mesi o penale 1%.
Invece non ho capito come funziona Robeco, qualcuno lo ha capito?
Grazie
giugno 11th, 2010 @ 10:21 pm
il default dei titoli di stato greci è solo questione di “quando” e non di “se”. Il triliardo di dollari di aiuti approntati per la Grecia servono solo a rinviare la svalutazione dei titoli di Atene, dando tempo alla Spagna e all’Italia “e possibilmente al Portogallo” di mettere in ordine le proprie finanze, evitando il rischio di un contagio. Ma difficilmente ci riusciranno.
giugno 11th, 2010 @ 11:42 pm
296 Raffaella Spiezia, per quanto riguarda il conto risparmio di swissquote, le richiedo gentilmente se il cambio real time della valuta è riuscita a farlo direttamente online e se sul sito è indicato il prezzo di acquisto e vendita della valuta (non penso che le condizioni siano le stesse indicate nella sezione forex)
grazie per l’attenzione
giugno 12th, 2010 @ 11:03 pm
Avete parlato della Grecia.Bene, questo e’il mio problema. Sono italiresidente in Italia,ma sono spesso in Grecia per motivi famigliari : marito greco, figlie con doppia cittadinanza. Ho lavorato in Grecia (allora ero rana, esidente in quel Paese) alle dipendenze dello Stato Italiano, retribuita in Dollari. Da allora ho aperto un conto in Grecia a nome mio, di mio marito e figlie.Da quindici anni sono in pensione, risiedo in Italia, non faccio la denuncia dei redditi in quanto ho solo la pensione e un modesto appartamentino quindi sono esentata.In Grecia come sapete la crisi è grave, quindi vorrei esportare i miei
risparmi in Euro e in dollari, magari una parte anche in Italia, e il resto altrove.Per la parte che verserei in Italia, la Banca mi ha detto che dovrà dichiararla alla Agenzia delle Entrate, che potrebbe chiedermi spiegazioni, ma se provo che sono i risparmi dei miei stipendi dovrei essere a posto! Io invece non credo mica più di tanto alla Banca,
e forse voi potreste essere più precisi in merito. Cosa mi consigliate di fare?Grazie!!!!
giugno 13th, 2010 @ 9:31 pm
Gentile signora Franca, piacere di annoverarla tra i nostri lettori. La sua banca le ha detto la verità. Ad essere più precisi se il suo conto in Grecia è fruttifero di interessi già in passato ogni anno l’autorità finanziaria greca ha trasmesso a quella italiana l’ammontare degli interessi erogati, questo in virtù dello scambio automatico di informazioni fiscali vigente tra Grecia e Italia. Se l’Agenzia delle Entrate non le ha finora mai richiesto chiarimenti a riguardo è probabile che non lo faccia neppure quando dovesse decidere di rinmpatriare quei soldi. Per cui può stare sufficientemente tranquilla.
giugno 13th, 2010 @ 11:05 pm
Grazie per la cortese pronta risposta.Ma se la banca greca dovesse non aver informato l’autorità greca sugli interessi maturati dai capitali in quanto tre dei quattro intestatari sono cittadini greci ed io, pur essendo cittadina italiana, al momento dell’accensione dei conti ero residente in Grecia? Inoltre, per inciso, credete che si torni presto alla dracma? In tal caso, oltre agli euro mi verrebbero commutati in dracme anche i dollari?
Grazie di nuovo e cordialità.
giugno 14th, 2010 @ 6:27 pm
X LUCA, NON HO EFFETTUATO IL CAMBIO MA HO SOLO VISTO LA SCHERMATA CHE LO PERMETTEVA ,INOLTRE AVVERTIVA CHE UNA VOLTA IMPOSTATO L’IMPORTO SAREBBE STATO VISUALIZZATO “DINAMICAMENTE ” IL TASSO DI CAMBIO CHE QUINDI SUPPONGO SIA PIU’ SVANTAGGIOSO RISPETTO ALLA QUOTAZIONE FOREX.
VOLEVO INOLTRE CHIEDERE AL SIGNOR BRASILE SE CONFERMA COME GIA’ SCRITTO SU PICCOLO RISPARMIO CHE LA RITENUTA FEDERALE DEL 35% NON SI APPLICA PER IMPORTI (INTERESSI) INFERIORI AI 200 CHF VALIDA DAL 1/1/2010 CIO’ SAREBBE MOLTO IMPORTANTE PERLOMENO PER RIENTRARE DELLE SPESE DEL CONTO POSTFINANCE SETONLINE CON UNA CERTA CIFRA SUL CONTO E-DEPOSITO ASSOCIATO.
ATTENDO CONFERMA
GRAZIE.
giugno 14th, 2010 @ 6:44 pm
SIGNOR BRASILE LEI DICE CHE PER ANNULLARE IL CANONE SETONLINE E SUFFICENTE 7500 CHF INDIFFERENTEMENTE SU CC,DEPOSITO ,FONDI ,INVESTIMENTI,TRADING MA A ME SEMBRA VERO SOLO SE SUL CC CHE NE PENSA??
GRAZIE
giugno 14th, 2010 @ 6:55 pm
buonasera Raffaella.
le informazioni che ho scritto sono documentate, può quindi trovare tutte le conferme nei documenti ufficiali indicate nell’articolo dedicato.
per quanto riguarda il canone di PostFinance, indicano chiaramente che la soglia da superare riguarda il patrimonio del set e non soltanto l’avere in conto. un’ulteriore conferma viene dalla calcolatrice che spiega che viene considerato il saldo complessivo medio mensile:
Il capitale complessivo comprende tutti i conti privati, i conti Deposito, i conti E-Deposito, i fondi, le obbligazioni di cassa, i depositi a termine, il conto previdenza 3 a e l’e-trading.
giugno 14th, 2010 @ 8:48 pm
Volevo ringraziare Mauro Corradi e Massimiliano Brasile per i loro continui seuggerimenti,consigli e per le saggie considerazioni che, senza arroganza dispensano quotidianamente.
Vi seguo da mesi.
Un blog, senza pubblicità (palese o occulta), con qualità di competenze e consulenze di questo livello e GRATIS non esiste in lingua italiana.
L’ equilibrio e la saggezza che dimostrate è altra merce ormai assai rara.
Spero che le mie benedizioni (da bene-dicere latino) vi aiutino e vi portino fortuna.
Grazie.Grazie.Grazie.
Paolo
giugno 14th, 2010 @ 10:51 pm
troppo buono!
giugno 15th, 2010 @ 4:46 pm
Per Sig. Corradi : P.S.alla mia domanda del 13
cm.” E se fosse mio marito – greco e residente in Grecia – a trasferire sul mio c/c in Italia
una certa cifra, sarebbe fattibile? Con quali
eventuali conseguenze? Quale il modo più celere
e a quale costo?” Grazie per la pazienza…
giugno 15th, 2010 @ 7:13 pm
Franca il suo è un caso abbastanza raro per cui non sono in grado di darle una risposta che abbia assoluta certezza. In ogni caso a mio parere procedere nel modo da lei ipotizzato potrebbe essere un modo intelligente per eludere la normativa. Se la cifra da trasferire è particolarmente elevata le consiglierei comunque di effettuare i bonifici in diverse tranche distanziate più di un mese tra loro, così da passare il più possibile in modo inosservato.
giugno 15th, 2010 @ 9:27 pm
La ringrazio infinitamente.Conosco la “rarità” del mio caso,e non mi resta che procedere come
ipotizzato a scanso di eventuali intoppi.Il bello è che sono soldini sacrosanti e sudati e alla luce del sole!Beh,pazienza : coi tempi che corrono, si ha paura persino della propria ombra!Qui, comunque, le cose vanno malino, e non si sà come andremo a finire (speriamo venga
smentita la Moodys).Complimenti per questo interessantissimo site,tanti tanti auguri e un forte GRAZIE.
giugno 16th, 2010 @ 6:51 pm
Dopo avere inivato tutta la documentazione richiesta e la correttezza della stessa,
Swissquote mi ha inviato un questionario, tipo Keytrade, nel quale si chiede, tra le altre cose, l’origine dei capitali (e dichiarazione dei redditi annessa), l’indirizzo del proprio datore di lavoro (se salariati), scopo di apertura del conto, etc.
giugno 16th, 2010 @ 10:02 pm
nulla di traumatico spero. Altrimenti Raffaella, che il conto a Swissquote già lo ha acceso, ce ne avrebbe fatta citazione.
giugno 17th, 2010 @ 10:22 am
Buongiorno a tutti.
Ho letto d’un fiato i non pochi interventi essendo l’argomento di grande interesse.
Un chiarimento su due cose.
Quando Mauro Corradi parla di banche come Advanzia e Keytrade per poche decine di migliaia di euro e Postfinace per somme più considerevoli, include tra le prime anche banca
Migros? Insomma, banca Migros è affidabile per
cifre sostanziose?
Non ho ben capito (sicuramente se ne sarà parlato ripetutamente: non vogliatemene, ma per cortesia toglietemi il dubbio) se presso
Postfinance è possibile scegliere tra comunicazione e non comunicazione al fisco italiano?
Grazie a tutti.
giugno 17th, 2010 @ 12:56 pm
ciao Maurizio.
provo a risponderti io.
fondamentalmente Migros è concorrente di PostFinance, ma in generale le banche svizzere sono affidabili per definizione (magari Mauro potrà darti indicazioni più precise in merito a eventuali rating..).
per quanto riguarda il lato fiscale, ti consiglio di approfondire il discorso con la guida sugli investimenti esteri. resta comunque che devi dichiarare tu gli interessi, dato che la banca non farà comunicazioni.
giugno 17th, 2010 @ 3:10 pm
Buongiorno,
volevo fare una domanda simile a quella di Maurizio (319) che mi ha anticipato di qualche ora.
Nell’ottica di diversificare il mio modesto patrimonio, vorrei aprire un conto presso PostFinance e contestualmente aprire una posizione presso un altro istituto che mi permetta di mantenere e gestire tramite Internet un dossier titoli ( BTP e ETF ).
Si parla di importi legali minori di 100.000 euro, ma sono i risparmi di vita ….. vorrei avere la massima affidabilita’.
Quale il piu affidabile secondo Voi: Keytrade o Banca Migros ( sia come banca che come servizio ) ?
Grazie per la risposta
Simone
PS: una considerazione ad alta voce pro-Migros: in fondo Migros e’ una banca reale, se non dovesse funzionare Internet per qualsiasi ragione, in caso di emergenza posso sempre recarmi di persona. Sono troppo pessimista ?
giugno 17th, 2010 @ 8:29 pm
Migros andava bene fintanto che i bond internazionali (di cui consente la compravendita) offrivano interessi allettanti. Ora che gli interessi sono scesi, al lordo dei costi di tenuta dossier titoli, sotto lo zero, non è più conveniente aprire un conto a Migros. Io stesso sto valutando di chiuderlo. Per una cifra di 100k da salvaguardare il più possibile ti consiglierei di mantenerti sui conti di deposito, usando Postfinance in sinergia preferibilmente con Banque Robeco, o in alternativa meno solida con il terzetto minore Advanzia, Keytrade, Anglo Irish Bank International. Per quanto riguarda i rating delle banche svizzere: Postfinance AAA, Migros A.
giugno 17th, 2010 @ 11:00 pm
Mi è balenata un’idea mica poi così tanto sciocca(forse!): visti gli interessi netti quasi tutti sotto lo zero, viste le trafile
sempre piuttosto complicate per aprire, intrattenere, chiudere un conto,le eventuali sanzioni in cui si potrebbe incappare malgrado la buona fede, non sarebbe una soluzione affittare una cassetta di sicurezza e mettere lì i nostri risparmi? Non ci sarebbe neppure bisogno di andare all’estero, e i nostri soldi sarebbero altrettanto sicuri. O sbaglio?
Cordialità.
Franca
giugno 17th, 2010 @ 11:14 pm
dal Post n. 299: ((Cesarito come ho già detto in più occasioni banche come Advanzia, Keytrade, Anglo Irish Bank sono bellissime realtà che però sono adeguate per depositi di soli qualche decina di migliaia di euro, per una cifra importante come 400k hai scelto, con Postfinance, la base giusta. Non credo sia il momento storico adatto per ’speculare’ sugli interessi. Se vuoi integrare Postfinance per una cifra importante hai una sola alternativa: Banque Robeco. Ingegnati a parlare il francese…))
Hai idea se Banque Robeco abbia dei limiti in uscita, per rientrare in possesso di tutto il capitale? Non sono riuscito a capirlo..
E poi ho visto un articolo interessante su ABN Amro che offre interessi molto simili: chi sarà più affidabile e sicuro in tempi di crisi?
giugno 18th, 2010 @ 10:09 pm
@Franca: la sua soluzione sarebbe la più tranquilla sotto ogni aspetto.
@ Cesarito: secondo me con Robeco non ci sono limiti in uscita, non se ne trova menzione alcuna nel loro sito. Per quanto riguarda le banche olandesi Abn Amro non è un granché come solidità, la paragonerei ala nostra Unicredit. La banca più solida in Olanda resta, nonostante le vicissitudini del 2008, la Ing, non per nulla lo stato olandese intervenne per sostenerla. Ad oggi ha già rimborsato il 50% del prestito statale ottenuto.
giugno 19th, 2010 @ 10:59 am
Per Sig. Corradi : Lei è un tesoro! Per ora GRAZIE e se avrò novità Le farò sapere.Tantissimi auguri.
giugno 19th, 2010 @ 11:58 am
Signora Franca, ci tenga informati sui costi che le chiederanno per la cassetta! In effetti è una soluzione semplice e alla portata di tutti.
giugno 20th, 2010 @ 11:36 am
Per Sigg. Corradi e Brasile : Notizie che potrebbero interessare.
C’è un sito che ricalca in qualche modo il vostro anche se diretto per lo più ai cittadini greci, che vi consiglio senz’altro di visitare :
http://www.tsig.gr/
e che può essere letto anche in inglese.Grazie a quel sito, ho saputo che in caso di bancarotta o ritorno alla vecchia valuta, le cassette di sicurezza presso le banche verrebbero aperte solo in presenza di ufficiale
giudiziario il quale eseguirà quanto segue :
1 – se il denaro non era stato dichiarato,
verrà tassato analogamente;
2 – gli euro verranno comunque convertiti nella
nuova (vecchia) valuta al cambio che sar
allora deciso.
Questo “pare” quanto!!!!Quindi?
Per ciò che concerne il costo annuale della cassetta di sicurezza, mi è stato confermato che si va’ dai 30 ai 150 euro, e oltre, a seconda della banca e delle misure della cassetta medesima. Penso che in Italia sia la stessa cosa, ma domani farò una telefonata alla mia banca.
Vi sarei davvero grata se vorrete appena vi sarà possibile, e se del caso, commentare quanto sopra. Cordialità.
giugno 20th, 2010 @ 1:25 pm
A questo link
http://www.tsig.gr/lang-en/foreign-bank-deposits
trovate una interessante discussione in inglese su quello che sta succedendo in Grecia a proposito di liquidi spostati da cittadini greci su conti all’estero.
La Grecia non è l’Italia, ma quello che succede ora lì potrebbe comunque darci un’idea di quello che potrebbe succedere se andasse male..
Mi sembra di aver capito (ma non ne sono sicuro) che per detenere capitali versati all’estero in Grecia si paga adesso l’8% all’anno !!!! E non una-tantum..
Spero di aver capito male, vorrei che chi se ne intende più di me ci desse un’occhiata nell’interesse di tutti noi..
Grazie!
giugno 20th, 2010 @ 3:54 pm
mi pare che le perplessità e i timori di Franca siano gli stessi che già aveva avanzato Cesarito in precedenti discussioni, è evidente che tenendo i soldi a casa o in una cassetta di sicurezza ci si salva dalle patrimoniali ma non dal default di uno stato e/o della rispettiva valuta, dracme o euro greci che siano. Noi seguiamo con attenzione quanto avviene in Grecia perché sappiamo esserci altissime probabilità che quanto ora avviene là in futuro potrebbe avvenire qui da noi.
giugno 20th, 2010 @ 6:28 pm
@ Mauro, Massimiliano, luxor e altri :
se avete letto quanto riportato qui
http://www.tsig.gr/lang-en/foreign-bank-deposits
potete darmi una vostra opinione?
Parlo anche dei depositi esteri, tema fondamentale di questo FORUM, in Grecia adesso pare che li stiano tartassando all’8% all’anno!!
Spero di sbagliarmi, e non ho capito se ci sono eccezioni o no..
E’ una specie di scudo fiscale o è una vera tassa? (visto che è un tot all’anno…)
Ci sono dei sistemi per salvarsi?
Non ho capito se è solo in area euro, in quel caso forse la Svizzera ne è fuori!
Grazie
giugno 20th, 2010 @ 7:10 pm
@Franca
grazie per l’interessantissima segnalazione!
@Cesarito
circa un mese prima dell’articolo, avevamo segnalato il fenomeno della fuga dei capitali dalla Grecia.
la tassazione dell’8% rappresenta la percentuale di tasse da pagare per chi ha la residenza fiscale in Grecia e ha somme di denaro all’estero che non intende rimpatriare con lo scudo fiscale greco al 5% entro 6 mesi (vedi notizia Ansa).
giugno 20th, 2010 @ 7:58 pm
@ Massimiliano:
quindi per capitali usciti regolarmente (bonifico e dichiarazione l’anno successivo) non dovrebbero esserci problemi, almeno volendo fare il parallelo con la Grecia, giusto?
Quali altre problematiche si intravedono secondo te per capitali regolari all’estero in tempi di crisi degli Stati sovrani?
giugno 20th, 2010 @ 9:05 pm
al momento non ritengo ci possano essere problematiche o penalizzazioni sui soldi regolari all’estero che possano essere maggiori di quelle sui soldi tenuti in Italia.
giugno 20th, 2010 @ 11:26 pm
Eheh..
..io veramente speravo che fossero inferiori..
..sennò chi ce lo fa fare?
giugno 21st, 2010 @ 10:59 am
Cassetta di sicurezza (misure :ca. 20x30x10)
- c/o la mia banca greca : euro 121,00 annuali
- c/o ” ” ” italiana : ” 120,00 ”
Cordialità e auguri a tutti!
giugno 21st, 2010 @ 11:48 am
@ Mauro, Massimiliano, e utenti esperti:
Il direttore della mia banca ovviamente sta cercando di farmi desistere dal trasferire i miei risparmi fuori (dalla sua banca..), invogliandomi con tassi di interesse preferenziali (1,25 già attivo, forse anche 1,75%).
E mi ha fatto riflettere su una cosa: anche se ci fossero manovre aggiuntive, tasse patrimoniali ecc., dovrebbero comunque essere discusse e ci vorrebbe almeno uuna ventina di giorni per approvarle. Ora che ho aperto un conto in svizzera, ci metto tre-quattro giorni
a compiere il passaggio e quindi dovrei essere al sicuro, stando attento..
Ora mi chiedo: riusciremo a saperlo in tempo?
Com’è andata ai tempi di Amato? (1992)
E poi: questa tassa sulle transazioni finanziarie voluta dalla Merkel e osteggiata da Berlusconi in che consisterebbe e che ricaduta potrebbe avere sui conti correnti italiani (e di tutta l’area euro)?
In questo caso pure converrebbe stare in Svizzera o no?
Grazie!
giugno 21st, 2010 @ 12:15 pm
Per la tassa sulle transazioni finanziarie forse ho trovato la risposta:
http://www.banknoise.com/2009/11/tassa-sulle-transazioni-finanziarie-puo-essere-unidea-ma-attenzione-agli-effetti-collaterali.html
Sembra poco preoccupante per noi piccoli risparmiatori, dovrebbe dar fastidio piuttosto agli speculatori e ai traders veri e propri che si muovono nel brevissimo termine, rendendo troppo volatile il mercato.
Le altre questioni rimangono aperte, fatemi sapere cosa ne pensate!
Grazie
giugno 21st, 2010 @ 12:43 pm
@Franca
grazie per il feedback. forse ha già letto nell’articolo sul libretto di risparmio in valuta estera che la banca in questione offre cassette di sicurezza gratuite presso alcune filiali. forse può interessarle.
@Cesarito
il tuo direttore fa gli interessi della sua banca: al tuo posto, non mi aspetterei infatti di poter agire rapidamente e indisturbato.
tra l’altro non mi sembra neanche che ti offra interessi così allettanti!
giugno 21st, 2010 @ 1:02 pm
@ Massimiliano:
perché pensi che non sia possibile agire per muovere capitali in caso di problemi?
E quali potrebbero essere interessi convenienti ma realistici per una forte somma ma non vincolata, presso un buon Istituto italiano?
giugno 21st, 2010 @ 1:48 pm
è chiaro che se consideri per il tuo portafoglio solo istituti italiani, i tassi sono oramai allineati (al di là di promozioni temporanee chiaramente) e solo con una contrattazione privata puoi cercare di ottenere qualcosa in più.
per rispondere alla tua domanda, se si realizzasse uno scenario come quello che paventi, ma che mi sembra sospetti pure Mauro, dubito che si avrebbe il tempo di intervenire con l’anticipo necessario. questo perché non sarebbe efficace la “patrimoniale” se ognuno avesse il tempo di mettersene al riparo, non pensi?
tra l’altro nel tuo caso parli di cifre sostanziose, che come saprai possono essere soggette a limitazioni di libera movimentazione da parte della banca (mi pare che il limite è sopra i 50k per movimentare liberamente le somme in Europa, ma dovrei approfondire le normative).
mi sembra che con postfinance hai già intrapreso una strada cautelativa, per cui mi chiedo perché non farti consigliare direttamente da loro su come diversificare il portafoglio invece che ascoltare il tuo direttore. se avessi la tua disponibilità, sicuramente darei retta ai consigli di Mauro (vedi commento #322), ma chiederei senz’altro un parere anche agli svizzeri.
giugno 21st, 2010 @ 5:48 pm
Cesarito ore 11.48 am.
- Nel 1992 tutti indistintamente i depositi bancari sono stati alleggeriti del 6×1000 dalla sera alla mattina, senza possibilità di fuga.
- Il portavoce del governo tedesco ha dichiarato chela proposta di una tassa europea sulle transazioni finanziarie è stata approvata
da TUTTI i membri del consiglio, ivi incluso Berlusconi, con unica titubanza della repubblica ceca.
giugno 22nd, 2010 @ 7:10 am
grazie della segnalazione Franca.
giugno 22nd, 2010 @ 3:33 pm
Un uomo d’affari greco ha proposto di acquistare obbligazioni tedesche presso banche greche, il che metterebbe al riparo da qualsiasi default o ritorno alla dracma,evitando oltretutto ogni iter difficoltoso inerente ai trasferimenti di capitale e quanto ne conseguirebbe.Ci sarebbe da definire in quale modo ciò possa avvenire, a quale costo, se esiste un limite min/max, e se “veramente” non si perdono i soldini impiegati nell’operazione di cui trattasi,dando per scontato che il titolo dovrebbe essere nelle mani dell’investitore il quale, eventualmente, potrebbe presentarlo al-l’emittente tedesca per l’incasso. Ho posto queste domande a chi potrebbe sciogliermi i dubbi, e non mancherò di girarvele non appena in possesso.Nel frattempo, qualche lettore potrebbe già esserne a conoscenza, e anticiparle? Grazie.
giugno 22nd, 2010 @ 8:33 pm
Franca anche qui sul nostro sito qualcuno aveva proposto una simile soluzione, noi l’abbiamo ritenuta un pò parziale, nel senso che si ha certamente maggiore sicurezza nel sisterare i risparmi direttamente all’estero. E’ comunque, la sua, una soluzione intermedia da tenere in considerazione.
giugno 25th, 2010 @ 1:11 pm
Sto pensando seriamente di aprire un conto in dollari, in cui farei affluire i miei risparmi, e quindi sono necessariamente alla ricerca di una banca che mi faccia un buon cambio senza dissanguarmi. Questo la prima discriminante.
La seconda è che vorrei aprirlo in Germania o in Svizzera, meglio la prima se possibile. Sempre che non siano necessari requisiti come la residenza, visto che non ne sono in possesso.
Qualcuno di voi mi sa dare delle buone dritte?
Nessun tentativo di evasione fiscale, sono un dipendente…
giugno 25th, 2010 @ 1:58 pm
sulla Germania non abbiamo ancora recensito nulla, tuttavia non escluderei a priori nazioni come Belgio e Lussemburgo, sempre comunitarie e con economie stabili.
se non lo hai fatto, dai un’occhiata alle recensioni nella pagina dei conti esteri.
giugno 26th, 2010 @ 1:08 am
Buongiorno,
volevo sapere che problemi puo’ incontrare chi decide di aprire un conto in svizzera ma ha momentaneamente perso il posto di lavoro.
giugno 26th, 2010 @ 9:17 am
Ti faranno molte storie. Se comunque deposito una certa cifra dichiarando che sono proventi da risparmi o eredità qualcuno te lo aprirà comunque. In ogni caso potresti dichiarare un tipo di lavoro qualsiasi tanto non è che poi vanno minuziosamente a controllare.
giugno 28th, 2010 @ 3:08 pm
Per BBduck: non so quale banca tedesca permetta di aprire un conto in dollari (presumo siano in diverse a farlo, vista la presenza di numerose basi NATO con relativi soldati americani da quelle parti…). Ti posso però dire che, leggendo i post su argomenti di discussione simili in siti inglesi, vanno per la maggiore la banca postale (http://www.postbank.com/ in Inglese, ma poi ti reindirizza sulla pagina in tedesco) e la Norisbank, che tra l’altro ha un interessantissimo conto a zero spese (http://www.norisbank.de/produkte/girokonto.html?WT.mc_id=010710&mc_wp=91). Resta il problema della lingua e quello dell’apertura di conto ai non residenti. Da quello che leggo in giro c’è un po’ di discrezionalità sulla richiesta della residenza. C’è chi te la chiede e chi no.
giugno 28th, 2010 @ 7:57 pm
A TITOLO INFORMATIVO POICHE ABITO A GENOVA HO PROVATO AD APRIRE ALLA FILIALE POSTALE DI MENTONE UN COMPTE SUR LIVRET : MI HANNO RICHIESTO UN CERTIFICATO DI RESIDENZA (COSA NON INDICATA NEL SITO) MA ANCOR PEGGIO MI STAVANO LETTERALMENTE BUTTANDO FUORI SE NON DICHIARAVO DI VERSARE ALL’ATTO DELL’APERTURA ALMENO 5000 EURO (IL SITO INDICAVA POSSIBILITA’ DI APERTURA 10 EURO ) INOLTRE PER RIBADIRE LA SERIETA’ DEGLI ALTRI PAESI CHE ESALTIAMO SEMPRE RISPETTO ALL’ITALIA NELL’INFORMATIVA DI SWISSQUOTE E’ CHIARAMENTE E INEQUIVOCABILMENTE RIBADITO CHE SE SI OPTA PER LA DICHIARAZIOBNE AL FISCO ITALIANO LA RITENUTA FEDERALE NON VIENE APPLICATA CONTRARIAMENTE A QUANTO DETTO IN DUE COMMENTI SOPRA (DI CUI PERALTRO MI FIDO )INOLTRE NON RIESCO A TROVARE MENZIONE PER SWISSQUOTE DELL’ANNULLAMENTO DELLA RITENUTA FEDERALE SE GLI INTERESSI SONO < DI 200 CHF COME PREVEDE LA LEGGE SVIZZERA SIGNOR BRASILE LEI CHE NE PENSA? IO HO L'IMPRESSIONE CHE ANCHE IN FRANCIA E SVIZZERA SI HA LA CERTEZZA DELLE REGOLE COME E FORSE PEGGIO NEL NOSTRO PAESE COME FA UNA BANCA A SCRIVERE X SULL'INFORMATIVA E POI PROCEDERE Y MI SEMBRA SURREALE.
CORDIALI SALUTI
RAFFAELLA.
giugno 28th, 2010 @ 9:51 pm
buonasera Raffaella.
immagino che il compte sur livret cui si riferisce, fosse quello recensito di Banque Postal.
purtroppo rimango allibito quanto lei leggendo la sua cronaca direttamente in contrasto rispetto a quanto enunciato nel sito. al suo posto forse avrei rinunciato, se non altro per i modi che mi sembrano alquanto discutibili.
per quanto riguarda la recente normativa fiscale Svizzera, essa si applica a tutti gli istituti quindi anche Swissquote dato che recita chiaramente:
1° gennaio 2010:
Per quanto riguarda l’imposta preventiva sarà introdotto un importo esente da imposta di 200 franchi per gli interessi di tutti gli averi di clienti (finora 50 franchi, ma soltanto sui conti di risparmio).
Mando una mail a Swissquote per avere informazioni in merito.
giugno 28th, 2010 @ 10:10 pm
Mi permetto puntualizzare che l’esenzione dall’ imposta preventiva sui primi 200 CHF di interessi è valida solo se gli interessi sono corrisposti ANNUALMENTE. Nel caso di Swissquote, dove gli interessi sono corrisposti MENSILMENTE, l’esenzione non trova applicazione.
giugno 28th, 2010 @ 10:25 pm
grazie della puntualizzazione Mauro, non avevo proprio colto questa differenza sostanziale (nel comunicato dell’agenzia elvetica non lo dettaglia). in effetti PostFinance parla di esenzione per interessi annui; tuttavia vi tengo aggiornati non appena Swissquote mi risponde.
giugno 29th, 2010 @ 1:03 pm
Raffaella Spiezia ci conferma, attraverso la sua testimonianza, che i limiti minimi previsti dalla legislazione francese per l’apertura di un compte sur livret sono solo teorici, nella pratica se hai pochi cash non ti prendono in considerazione. Ecco perché Robeco, senza vendere illusioni a nessuno, puntualizza da subito un versamento iniziale minimo di 15k: meglio la chiarezza che l’ambiguità.
giugno 29th, 2010 @ 1:17 pm
Per quanto riguarda la polemica di Raffaella sull’imposta preventiva svizzera che dalle condizioni di Swissquote da lei lette sarebbe eludibile dietro la rinuncia al segreto bancario, secondo me ha frainteso l’imposta preventiva con l’euroritenuta. Solo quest’ultima in Svizzera non viene prelevata in caso di autorizzazione allo scambio di informazioni fiscali, in nessun caso invece l’imposta preventiva. Probabilmente Swissquote negozia anche titoli e depositi vincolati non svizzeri, è su questi che viene applicata l’euroritenuta ed è quindi su questi che si può evitarla autorizzando lo scambio automatico di informazioni fiscali con l’Italia. Raffaella io non ho letto l’informativa cui fa riferimento ma le chiedo di rileggerla attentamente perché non può che essere come ho esposto io.
giugno 29th, 2010 @ 2:27 pm
Come vi ricorderete, assieme a mia moglie abbiamo aperto un conto presso PostFinance, anzi due, uno un EUR e uno in CHF, pensando di cambiare per maggior sicurezza (certo non adesso, siamo arrivati tardi..).
Ancora non abbiamo versato nulla, dato che per ora ci sembra più conveniente anche fiscalmente mettere i nostri risparmi in Francia, presso Robeco Banque (Compte sur Livret).
Vorremmo però, visto che il viaggio l’abbiamo già fatto, mantenere il conto aperto per avere una soluzione alternativa in caso di problemi grossi, o se il CHF ritracciasse un po’..
Per ora non ci fanno problemi, ma ci hanno scritto due lettere molto discrete (una per conto) in cui genericamente ci invitavano a sfruttare le loro possibilità d’investimento..
C’è un modo per pagare le spese (quelle non ci spaventano) senza versare altro, e quindi senza dover fare troppe dichiarazioni ai fini fiscali?
Di solito come si fa in questi casi?
giugno 29th, 2010 @ 4:37 pm
io se fossi in te ci verserei 6000 EUR così da non pagare il canone mensile di 3 CHF, oltretutto gli interessi annuui che andrai a maturare saranno inferiori ai 200 CHF, così non ci pagherai neppure l’imposta preventiva.
giugno 29th, 2010 @ 5:05 pm
SIGNOR CORRADI GRAZIE HA PERFETTAMENTE RAGIONE LEI HO FATTO CONFUSIONE TRA LE DUE RITENUTE.
SALUTI
RAFFAELLA.
giugno 29th, 2010 @ 5:11 pm
Io sono un lavoratore dipendente ed ogni anno compilo il MOD 730 per lo scarico di eventuali spese mediche, ottenendo il rimborso nello stesso anno in cui presento la dichiarazione
Con il modello Unico, necessario per chi apre un conto estero, il rimborso per le spese mediche avviene qualche anno dopo.
Leggendo nel sito dell’agenzia delle entrate
( http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/Nsilib/Nsi/Strumenti/Modulistica/Modelli+di+dichiarazione+2010/Unico+2010/Unico+PF+2010/ )
sembra si possa compilare, anche per chi possiede un conto estero, il modello 730, integrando poi con i quadri RM e RW del modello Unico.
Questa soluzione, per un lavoratore dipendente che deve recuperare delle spese, potrebbe essere più conveniente.
Di seguito quanto riportato nell’Appendice delle “Istruzioni per la compilazione del Modelli Unico PF 2010″ (Fascicolo 1):
———–
Modello 730 e compilazione di alcuni quadri del modello UNICO
persone fisiche
I contribuenti che hanno presentato il Modello 730/2010 devono, al-
tresì, presentare unitamente al frontespizio del Mod. UNICO/2010:
• il quadro RM del Mod. UNICO/2010 Persone fisiche:
– se hanno percepito nel 2009 redditi di capitale di fonte estera sui
quali non siano state applicate le ritenute a titolo d’imposta nei casi
previsti dalla normativa italiana, oppure interessi, premi e altri pro-
venti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, per i quali
non sia stata applicata l’imposta sostitutiva prevista dal D.Lgs. 1° apri-
le 1996, n. 239 e successive modificazioni;
– se hanno percepito nel 2009 indennità di fine rapporto da soggetti
che non rivestono la qualifica di sostituto d’imposta;
– se nel 2009 hanno percepito proventi derivanti da depositi a garan-
zia per i quali è dovuta una imposta sostitutiva pari al 20%, ai sensi
dell’art. 7, commi da 1 a 4, del D.L. n. 323 del 1996 convertito in
legge n. 425/1996;
• il quadro RT del Mod. UNICO/2010 Persone fisiche: se nel 2009 han-
no realizzato plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate
ed altri redditi diversi di natura finanziaria, qualora non abbiano opta-
to per il regime amministrato o gestito.
Inoltre, possono presentare in aggiunta al modello 730 il quadro RT i
contribuenti che nel 2009 hanno realizzato solo minusvalenze deri-
vanti da partecipazioni qualificate e/o non qualificate e perdite relati-
ve ai rapporti da cui possono derivare altri redditi diversi di natura fi-
nanziaria ed intendono riportarle negli anni successivi;
• il modulo RW, se nel 2009 hanno detenuto investimenti all’estero ov-
vero attività estere di natura finanziaria per un valore superiore a
10.000,00 euro o hanno effettuato trasferimenti da e verso l’estero, at-
traverso soggetto non residente senza il tramite di intermediari per un
ammontare complessivo superiore a euro 10.000,00.
Si precisa che nei suddetti casi non occorre barrare la casella “Dichiara-
zione integrativa” posta sul frontespizio del Mod. UNICO 2010.
———–
giugno 29th, 2010 @ 6:41 pm
Esatto Aldo, ne avevamo per l’appunto parlato in questo articolo: http://piccolorisparmio.eu/index.php/al-via-la-presentazione-del-modello-730.html
giugno 30th, 2010 @ 12:08 am
@luxor e Mauro:
sempre a proposito di tenere due conti PostFinance in vita senza troppi problemi,
versando 3000 + 3000 eur per non pagare spese e poi il resto su Robeco, nel modulo RW dovremo indicare entrambi?
Il limite di 10000 eur vale a quali fini?
Grazie
giugno 30th, 2010 @ 9:24 am
Su Postfinance ti consiglio di versare i 6k (come ti consigliava luxor) tutti (o quasi) sul conto e-deposito EUR 1,5% di rendimento. Gli interessi che maturerai saranno inferiori ai 200 CHF annui per cui non ti applicheranno l’imposta sostitutiva! Ovviamente nel quadro RW sezione III dovrai indicare tutti i trasferimenti, sia quelli verso Posfinance che verso Robeco. Il limite dei 10k vale solo per chi trasferisce e detiene all’estero somme COMPLESSIVE inferiori a tale cifra.
giugno 30th, 2010 @ 10:29 am
Cesarito potrebbe mettere 50 euro simbolici sui conti correnti EUR e CHF e 6000 euro sul conto e-deposito. Gli altri 400k circa tutti su Robeco. Secondo me sarebbe la miglior soluzione prospettabile al momento.
luglio 1st, 2010 @ 10:57 am
Se non cambia dal punto di vista fiscale,
le alternative sono (volendo mantenere i due conti privati EUR e CHF in vita per motivi di sicurezza):
mettere in un Set Plus un po’ più dell’equivalente di 25.000 CHF ma sul conto in EUR (cambiare ora EUR in CHF non mi pare il caso) collegandolo all’e-deposito all’1,50% e mantenere tutto aperto a spese zero;
mettere in due Set OnLine (uno per conto) un po’ più dell’equivalente di o esattamente 7.500 CHF (totali 15.000 CHF) e collegandoli a due e-deposito all’1,50% EUR e 1,25% CHF e mantenere tutto aperto a spese zero.
Complicatuccio eh?
luglio 1st, 2010 @ 5:07 pm
Buona sera , gentilmente per capire, se dovessi aprire un conto in postfinance con 8000 euro, secondo la norma vigente il prossimo anno dovrei dichiarare al fisco italiano gli interessi percepiti? visto che sono sotto i 10000. Quindi come lavoratore dipendente ogni anno faccio il mod 730 per i rimborsi delle spese mediche sostenute potrei non segnalare il conto in postfinance visto che sono sotto i 10000? per carità io sono per pagare le tasse fino all’ultimo cent ma se la legge prevede questa clausola si può sfruttarla? grazie Sergio.
luglio 1st, 2010 @ 10:06 pm
Il limite dei 10k riguarda solo la compilazione del quadro RW per il monitoraggio dei trasferimenti/investimenti all’estero. Gli interessi percepiti vanno in ogni caso denunciati nel quadro RM del modello Unico, per poi pagarci l’imposta. Secondo alcuni lettori è possibile pagare tale imposta anche col modello 730, io personalmente non ne sono convinto, in ogni caso sarà il proprio fiscalista a valutare la dovuta procedura.
luglio 8th, 2010 @ 10:24 am
Salve a tutti e complimenti per le info utilissime.
Avrei da sottoporvi il mio caso, molto brevementee.
Tra breve inizierò a lavorare in Svizzera a Lugano continuando a risiedere in Italia, almeno per il momento.
Mi si prospettano varie scelte,la prima è stipendio in CHF o EURO? Poi meglio aprire un conto svizzero e spostare i soldi sul conto italiano all’occorrenza oppure meglio ricevere i soldi direttamente sul conto italiano?
Quanado dico “meglio” mi riferisco non solo alla convenienza economica ma soprattutto alle minori complicazioni burocratiche.
Grazie
luglio 8th, 2010 @ 11:15 am
ciao Ale, su questo sito ci occupiamo di trasferimenti all’estero per motivi di risparmio, non di lavoro. Comunque il tuo caso rientra nel novero dei chiarimenti forniti dalla Agenzia delle Entrate con circolare n. 48/E del 17/11/2009. Cercala in rete e leggila attentamente.
luglio 8th, 2010 @ 12:43 pm
ciao Mauro, grazie per la risposta e scusa per l’involontaria intrusione il fatto è che ci sono un sacco di siti in giro dove la qualità delle informazioni è bassissima, qui invece mi sembra molto buona, quindi ho provato a chiedere.
Ho visto la circolare, non credo mi riguardi visto che sono frontaliere, in ogni caso grazie non vi rubo altro tempo
Ciao
luglio 16th, 2010 @ 7:56 pm
vorrei porvi una domanda: ma con il conto postfinance si può solo utilizzare il conto di deposito,,,,non si possono nemmeno acquistare i fondi comuni della posta???
luglio 16th, 2010 @ 10:25 pm
Mi pare di sì, ma devi chiedere a loro, hanno un’ottima assistenza telefonica anche in italiano, se glielo chiedi..
luglio 18th, 2010 @ 9:05 am
Sono cliente da oltre un anno e confermo che ai cittadini stranieri (non residenti – non frontalieri) è consentito investire nei fondi comuni di PF (altre forme di investimento sono riservate ai residenti). Le informazioni sui tipi di fondo le puoi ricavare direttamente sul sito, “mentendo” sulla residenza (altrimenti compare un avviso che ti invita a rivolgerti ad un consulente). L’assistenza telefonica che avevo interpellato si è limitata a fornirmi solo informazioni generali (le stesse presenti sul sito), invitandomi a prenotare un appuntamento per approfondimenti e (necessario) per la sottoscrizione.
luglio 18th, 2010 @ 1:05 pm
grazie massimo,,,un ultima domanda,,,se una persona una volta aperto il conto presso postfinance deposita una certa somma di denaro,,poi,,,può lasciare il conto non movimentato anche per diversi anni oppure deve fare delle movimentazioni??grazie
luglio 18th, 2010 @ 7:43 pm
no, non c’è alcun obbligo di movimentazione.
luglio 18th, 2010 @ 9:04 pm
Confermo. Se non movimenti sul conto corrente continui a ricevere mensilmente l’estratto conto, mentre se non movimenti sul conto deposito non ricevi più l’estratto conto trimestrale (fino a nuova movimentazione) ma solo quello di fine anno con l’accredito degli interessi.
luglio 18th, 2010 @ 9:41 pm
A proposito dei tassi di cambio applicati da Postfinance volevo segnalare che la conversione e’ attuabile una volta cliccata la sezione Pagamenti e poi procedendo con un trasferimento tra i propri conti. In questo caso pero’ il tasso di cambio proposto e’ incredibilmente sfavorevole in quanto puo’ sfiorare il 3% di perdita anche se non e’ detto che venga applicato proprio quello in quanto una nota avvisa che potrebbe subire variazioni in base all’andamento dei cambi sul mercato. Ad una mia richiesta telefonica di chiarimenti al numero dedicato ai cambi di valuta l’operatore, che con una risatina sarcastica mi ha detto che loro non rispondono in italiano (curioso eh?), consigliava di non cambiare tramite il sito della banca in quanto quel tasso di cambio proposto viene fissato ogni giorno alle 9 am e non piu’ modificato. Mi invitava dunque ad effettuare il cambio telefonicamente e di fronte alle mie rimostranze per il tasso di cambio comunque svantaggioso mi informava che loro applicano una commissione del 1,10% fissa… prendere o lasciare. Insomma se cambio un certo importo mi costa l’1,10% poi quando decido di disinvestire da quella stessa valuta mi becco un altro 1,10%… totale 2,20% magari in pochi giorni quando persino un conto deposito mi rende molto meno e solo dopo 1 anno di attesa!!!
Conclusione: Postfinance ha tanti aspetti positivi e sono molto soddisfatto ma quando si tratta di movimentare altre valute e’ una trappola! Alte commissioni e come se non bastasse non riconoscono interessi su valute che non siano EUR o CHF, persino al Dollaro Australiano non riconoscono un centesimo di interessi e tutti sappiamo quali siano i tassi d’interessi attuali fissati dalla banca centrale australiana! Percio’ consiglierei di ripiegare utilizzando, se e’ previsto e se piu’ conveniente, il tasso di cambio applicato dalla propria banca italiana e poi trasferire direttamente la valuta estera appena cambiata a Postfinance. Mr Dany
luglio 18th, 2010 @ 10:25 pm
sembra proprio che PF non ci tenga a farti giocare con il forex. forse Swissquote è più indicato, magari da usare in sinergia con PF.
luglio 18th, 2010 @ 11:16 pm
Buonasera e grazie per le utilissime informazioni. Mi stavo appunto chiedendo come far perdere le “tracce” di alcuni (pochi) capitali ad avvocati divorzisti, e il conto keytrade sembra adeguato – almeno, ad una veloce scorsa.
Tuttavia, non avendo mai operato con conti esteri, mi sorge una domanda forse sciocca: nel momento in cui decido di spostare la liquidita’ ed i titoli dal conto XXX di MPS a Keytrade mi verrebbe ovvio chiudere il conto MPS.
Se fra due anni ho necessità di liquidità (non cifre da bancomat) come si fa, operativamente?
luglio 18th, 2010 @ 11:35 pm
ciao Marco.
visto che parli di Keytrade, ti invito a continuare la conversazione nell’articolo dedicato.
al di là dei motivi che ti spingono ad aprirlo, posso però dirti che oltre al bonifico, potresti riuscire ad ottenere una carta di credito (anche se mi sembra di ricordare che ci sono dei limiti nell’emissione per i non residenti). chiaramente poi hai rispettivamente limiti sui bonifici (tipicamente 50k a movimentazione) e platfond per la c/c.
luglio 18th, 2010 @ 11:43 pm
Vi racconto la mia esperienza, con le valutazioni di una persona non qualificata a parlare di cambi e valute, spero me ne scuserete. Ho aperto da poco un conto in CHF in aggiunta a quello in EUR (per il set “plus” entrambi i conti correnti + i collegati conti deposito sono gratuiti), pensando di salvare qualche risparmio da un possibile tracollo della nostra valuta. Ho sempre saputo (luogo comune?) che acquistare valuta estera nel proprio Paese è più conveniente che acquistarla nel Paese di emissione. Beh, la scorsa settimana ho chiamato IntesaSanPaolo, di cui sono cliente, per chiedere a quanto avrei potuto acquistare una certa somma in CHF. Per quel giorno il cambio praticato era 1,3113 se facevo un bonifico in CHF + il costo del bonifico estero + le commissioni (che non mi sono state specificate). L’acquisto di cash era ad un tasso di cambio meno conveniente. In entrambi i casi il cambio era solo indicativo, in quanto il bonifico sarebbe stato eseguito l’indomani dalla data d’ordine, e il cash sarebbe stato consegnato dopo tre giorni, con applicazione del tasso di cambio attualizzato alla data di esecuzione. Orbene, sono andato sul sito di PF, ho verificato il tasso praticato da loro (disponibile anche a chi non è cliente): 1,3217, senza commissioni (anche qui comunque l’acquisto di cash era meno conveniente). Sono entrato nella mia posizione ed ho fatto un giroconto dal conto in EUR a quello in CHF: istantaneo, al tasso di cambio pubblicato sulla pagina pubblica.
In sintesi, almeno facendo il confronto con l’offerta di ISP, per chi ha il conto sia in EUR che in CHF è più conveniente versare i propri EUR sul conto di PF e poi fare un giroconto: certo per importi di un certo rilievo l’operazione sarà comunque onerosa (del resto anche il tasso di cambio è diversificato a seconda degli importi cambiati), ma almeno nel rispetto delle aspettative. Certo non penso di essermi affidato a un ente di beneficenza, ma in Italia non conosco un Istituto finanziario di analoga solidità che faccia un offerta complessiva altrettanto conveniente.
luglio 18th, 2010 @ 11:50 pm
Scusate, una precisazione: “per il set “plus” entrambi i conti correnti + i collegati conti deposito sono gratuiti” solo per un patrimonio complessivo (compresi eventuali investimenti in fondi) superiore a 25000 CHF, altrimenti il costo è di 12CHF/mese
luglio 19th, 2010 @ 6:52 am
sarà che me lo aspettavo… ma le informazioni che ci dai su MPS non mi stupiscono affatto!
sarebbe interessante poter confrontare a questo punto tassi di PF e quelli della BP Volksbank per la medesima operazione.
luglio 19th, 2010 @ 7:36 am
Un’ultima cosa: con il cd. “set plus” c’è la possibilità di aprire anche un conto in dollari, sempre gratuito alle condizioni di cui sopra: personalmente non l’ho preso in considerazione perché ho preferito la maggiore stabilità del franco e perché il conto in dollari non è remunerativo.
luglio 19th, 2010 @ 12:44 pm
Grazie una volta in più a Massimiliano per lo spunto dato su BP Volksbank; ho cercato di informarmi meglio e vi riporto il feedback. Spero di non essere OT, posto qui l’esperimento (piuttosto empirico, a dire il vero), dato che si parlava di un confronto con PF.
Il sito della banca purtroppo non ha una pagina pubblica con evidenza dei corsi di cambio: ho quindi chiamato il call center (bilingue, molto gentili) che mi ha dirottato alla filiale per me più comoda (si fa per dire, data la concentrazione di tutte le filiali nel nord-est). Anche qui ottima impressione, anche se due contatti non fanno statistica.
La domanda è stata: “Se mi presentassi allo sportello e chiedessi di fare un versamento di 1000 EUR su libretto in CHF, quale cambio sarebbe applicato?”
Risposta: “Cambio 1,394 + 5 EUR di spese fisse; il cambio viene aggiornato ogni due ore”.
Alla data odierna, e per tutto il giorno, il cambio praticato da PF per movimenti no cash è 1,3435, senza spese ulteriori; per importi di un certo rilievo risulta quindi molto più vantaggioso il cambio di BP Volksbank, anche se bisogna considerare la ridotta operatività del libretto rispetto a un conto, la stretta territorialità delle filiali, e il fatto che le oscillazioni giornaliere dei cambi, considerato il frequente aggiornamento dei tassi applicati, potrebbero anche portare a un’operazione spot meno conveniente di quella di PF, in caso di improvviso deprezzamento dell’EUR. Da notare inoltre che mentre sto scrivendo il cambio ufficiale EUR/CHF è di 1,3578: non vorrei quindi che mi fosse stato letto l’importo per la vendita, anziché per l’acquisto di CHF, ma data la cortesia dell’interlocutore non me la sono sentita di mettere in dubbio l’informazione fornita.
In sintesi: da approfondire, per chi se la sente
luglio 19th, 2010 @ 7:09 pm
vi pongo 2 domande:quando uno apre conto presso pfinance deve anche presentare un modulo epr rinuncia segreto bancario opppure te lo fornisce la posta?la seconda domanda:è vero che con postfinance non è possibile versare sul proprio conto più di 20k euro incontanti anche secon diverse operazioni??grazie
luglio 19th, 2010 @ 10:40 pm
Rispondo solo alla prima domanda perché il secondo quesito mi è sconosciuto. Postfinance non accetta richieste di rinuncia al segreto bancario (scambio automatico di informazioni fiscali) in quanto questo per convenzione è limitato agli interessi erogati su prodotti non svizzeri (quindi assogettati ad euroritenuta e non ad imposta preventiva svizzera). Dato che Postfinance offre ai clienti stranieri solo prodotti ‘svizzeri’, diventa improponibile uno scambio automatico di informazioni su tali prodotti in quanto la convenzione con l’Italia non lo prevede.
luglio 24th, 2010 @ 1:48 pm
Si ma, portare i soldi direttamente lì in sede, comporta dei rischi e\o comunque delle limitazioni alla dogana ?
Ho sentito storie di gente che ha dovuto poi fornire documenti che dimostravano la provenienza del denaro e non avendoli è quindi dovuta tornare indietro !!
Confermate ?
luglio 24th, 2010 @ 2:55 pm
nessuna limitazione fino a 10k di contanti. Se i doganieri ti fermano questa è la prima domanda che ti fanno, perché oltre tale cifra non si può. Che poi, se ti trovano con più di 10k in tasca, ti facciano domande e verbali questo presumo sia fisiologico. Se poi hanno la ‘gentilezza’ di mandarti indietro senza levarti verbale è senz’altro un favore che ti fanno.
luglio 24th, 2010 @ 4:59 pm
Bene, ma il timore era quello che facessero comunque controlli anche sotto i 10K … parli per esperienza diretta e quindi sei sicuro di questa cosa ?
Tutte le banche menzionate negli articoli offrono un appoggio su carta di credito internazionale ?
Esistono banche che vengono a prendere i soldi come si narrava nelle varie vicende ritrovate in rete ?
Grazie.
luglio 25th, 2010 @ 9:45 am
Andrea per una risposta chiara forse sarebbe meglio capire la tua esigenza.
Ti confermo che sotto i 10k se rispondi “nulla da dichiarare” dici il vero: confermato da un doganiere a cui l’ho esplicitamente chiesto. Se versi in contanti, l’operazione è “teoricamente” invisibile all’Amministrazione finanziaria, ed uso le virgolette sia perché, in generale, tutti concordano sul fatto che il segreto bancario verrà progressivamente meno, sia per il fatto che, se un dipendente infedele di una grossa banca ha potuto a livello centralizzato sottrarre e rivendere migliaia di nominativi, è ben possibile che un modesto impiegato delle poste possa, dietro ricompensa, fornire i nominativi di chi versa importi in contanti oltre una certa soglia.
Piuttosto, quando versi in contanti vengono controllate una ad una le banconote, e se non hai esigenze di (presunta) invisibilità, un bonifico ti cautela dalla possibilità di avere per accidente qualche banconota falsa.
Il bancomat di PostFinance, dato che è di quella che parliamo in questo 3D, funziona anche all’estero nel 95% dei bancomat; se hai un set “normale” il prelievo all’estero è a pagamento, se hai il set “plus” è gratuito. Quando ho aperto il conto in CHF mi hanno anche mandato una brochure per la sottoscrizione di una carta di credito, ma a differenza di altri conti esteri il servizio è a pagamento, e più caro di una carta su conto italiano, che in alcuni casi è addirittura gratuita.
Infine spero di non sbagliare se penso che banche che “vengono a prendere i soldi” operino in tal modo per importi che esulano dagli ambiti di un forum dedicato al piccolo risparmio.
luglio 25th, 2010 @ 10:25 am
Massimo,
grazie davvero per l’esauriente (e completo) punto di vista e soprattutto per aver evidenziato che PiccoloRisparmio vuole essere un punto di incontro per piccoli investitori in cerca di opportunità a largo raggio, ma nella piena legalità.
luglio 25th, 2010 @ 12:33 pm
Se può essere d’aiuto, per il discorso cambio valuta EUR/CHF, ho sentito che un servizio molto conveniente è questo: http://www.wechselstube.ch/index.php?id=167
Sto iniziando ad informarmi xché a breve mi sposterò in svizzera per lavoro…
Per Massimo invece avrei una domanda sul “set-plus” di PF. Sai se è possibile trasferire da un conto italiano (iwbank) a postfinance anche titoli che uno ha già in portafoglio? La cosa è semplice? Di solito prevede dei costi?
Grazie.
luglio 25th, 2010 @ 12:47 pm
una domanda a proposito della non ritenuta su interessi fino 200fr.se una persona apre due conti uno presso postf altro banca di stato con 6000 euro ciascuno pagherà imposta su interessi oppure no???grazie
luglio 25th, 2010 @ 3:36 pm
@ Massimiliano: dovere, se ringraziassi io per ogni prezioso consiglio trovati su questo forum, non finirei più
@ LightQuantum: grazie per il link, domani confronterò col cambio PF aggiornato, a prima vista sembra molto conveniente; anche se per operazioni di modesta entità o una tantum ho qualche dubbio (iscrizione con invio di copia autenticata del passaporto, e soprattutto gestione delle controversie in caso di disguido, data l’esecuzione non istantanea del doppio bonifico, e dovendo interagire con due società all’estero e con almeno una delle quali non in lingua italiana…).
Circa il deposito titoli di PF, è gratuito e virtualmente aperto a qualsiasi titolo, ma è riservato ai residenti: non voglio rischiare di darti info errate: per chiarimenti puoi chiamare lo 0848 800 000 (lunedì-venerdì, 08.00-22.00), l’info generica te la danno subito, per approfondimenti ti possono fissare un appuntamento. Se invece manterrai la residenza in Italia, ti consiglio di cercare il post del sempre esaustivo Mauro Corradi, che documenta come in questo caso sia preferibile avere un conto, ugualmente conveniente, con Banca Migros, che consente il trading di titoli esteri anche ai non residenti, e inoltre nel caso di autorizzazione alla trasmissione dei dati, permette di non subire l’euroritenuta.
luglio 26th, 2010 @ 9:29 am
Massimo,
Sì in effetti non avevo fatto caso al discorso documento autenticato… e se mi dici che con PF il giroconto è immediato, i vantaggi a questo punto ci sono solo per cifre considerevoli.
Grazie anche per le altre info, ma credo proprio che per non avere troppe complicazioni col fisco italiano succhiasangue trasferirò la residenza.
Facci poi sapere del confronto tra i tassi di cambio!
luglio 26th, 2010 @ 1:34 pm
Ecco la comparazione in tempo reale col tasso odierno:
cambio EUR/CHF PF: 1,3463 – Wechselstube 1,3482.
Wechselstube inoltre chiede 2CHF di commissioni per importi inferiori ai 5000 CHF. Considerati anche i dubbi sopra esposti per l’iscrizione al servizio, l’offerta potrebbe essere conveniente solo per grossi importi; ma in questo caso anche PF offre tassi più convenienti (oggi 1.3519 oltre i 50000 CHF di controvalore).
Insomma, ancora una volta, per un piccolo risparmiatore che cerchi una gestione “senza ansie” di una modesta somma di denaro, l’offerta di PF mi sembra la risposta più equilibrata: non generosa ma neppure esosa. Insomma, il “prodotto postale tipo”
Personalmente ho scelto questo prodotto proprio perché trattandosi di depositarvi un piccolo “capitale di emergenza”, nelle intenzioni da tenere al riparo da un possibile default del nostro Paese, pur avendo una certa attenzione alla performance in termini di costi e interessi, ho trascurato i decimali a vantaggio di un maggior senso di sicurezza, fino ad oggi non smentito dai fatti.
Una cosa sola mi lascia perplesso: le condizioni generali di TUTTI i contratti con Società finanziarie svizzere che ho letto (compreso PF) sono poche, semplici, ed apparentemente chiare. Il che è di sicuro un vantaggio, in prima battuta, ma in caso di controversia con l’istituto finanziario apre serie possibilità di soccombere a fronte di maggiori risorse difensive della controparte (maggiore la possibilità di interpretare le norme contrattuali = maggiore rilievo alla difesa tecnica). Finora non ho mai avuto problemi neppure in Italia, ma chi sottoscrive un contratto all’estero è bene che sappia anche i possibili costi dell’”accidente” (che, ovviamente nessuno si augura).
luglio 26th, 2010 @ 6:00 pm
Grazie ancora per il confronto. L’unico dubbio che rimane è se il confronto è rappresentativo per il fatto che Wech ti dà il valore praticamente in tempo reale, mentre PS lo fissa tot (quante?) volte al giorno.
Un ultima cosa: dal sito pubblico di PS si può vedere il cambio EUR/CHF applicato? Se sì dove?
luglio 26th, 2010 @ 8:00 pm
Lo trovi a questa pagina
https://www.postfinance.ch/pf/content/it/seg/priv/prod/pay/extrade/spot/calculate/change.html?webAppUrl=evtCRInit.do
Il valore è stabilito una sola volta al giorno, verso le 9:30 di mattina, e a seconda delle oscillazioni giornaliere potrebbe anche diventare più conveniente rispetto a quello aggiornato ogni due ore da Wechselstube; l’importo che devi confrontare è il primo (Corso Giro international), che è quello che viene applicato in caso di giroconto; il secondo, meno conveniente, è applicato in caso di acquisto di banconote, o di prelievo di CHF da bancomat su conto in EUR.
luglio 27th, 2010 @ 10:10 pm
Saluti a tutti, è da un paio di mesi che sono operativo con PF e mi domandavo se ci possono essere dei problemi se mi faccio accreditare lo stipendio direttamente in svizzera.
Per le tasse fare Mod unico per versamenti da e per l’estero, ma se i vesamenti li fa il mio datore di lavoro come faccio? devo farmi rilasciare l’ordine di bonifico oppure è sufficente presentare interessi maturati?
Spero di essermi spiegato, grazie e buon info e dritte a tutti.
luglio 28th, 2010 @ 8:16 am
ciao Carlos.
in linea di principio, dove depositi i tuoi risparmi è affar tuo. quindi compilando l’Unico per eventuali interessi maturati all’estero saresti a posto.
il problema semmai può essere per la tua azienda che deve forse giustificare la transazione verso l’estero e che dovrebbe pagare delle commissioni sul bonifico internazionale (solitamente caro nei contratti business).
se le mie osservazioni non sono un problema, non penso ci siano ulteriori difficoltà! se pensi di procedere in questo senso, facci sapere ché la cosa è molto interessante.
luglio 29th, 2010 @ 6:59 pm
una domanda,,la non applicabilità della ritenuta sugli interessi fino a 130 euro circa è nominativa oppure per ogni conto??grazie..
agosto 2nd, 2010 @ 3:42 pm
Mi chiedevo se i trasferimenti dal conto privato di PF a quello e-deposito (e viceversa), debbano essere riportati nel modulo RW del modello unico… io penserei di si, in quanto sono due conti distinti. Voi cosa ne pensate?
agosto 2nd, 2010 @ 10:48 pm
Buongiorno qualcuno mi spiega se e’ meglio accreditare i soldi su un cc svizzero adagio adagio 5000 alla volta ad esempio o se e’ meglio fare un accredito dall’italia tramita la propria banca.
grazie
agosto 3rd, 2010 @ 10:05 pm
ciao Aldo, se non erro contano i trasferimenti da e verso l’estero. se il capitale trasferito rimane nello stesso paese non va riportato in RW. Ripeto se non erro.
Buone info a tutti
agosto 6th, 2010 @ 7:48 pm
x massimo o mauro,,vi pongo una domanda,,mi potreste consigliare un conto presso banca stato canton ticino,,gestibile completamente in internet,con possibilità acquisto titoli senz aspese gestione,,grazie
agosto 9th, 2010 @ 12:16 am
vedi Nicola, le recensioni che abbiamo già redatto rappresentano le offerte che per ora abbiamo conosciuto direttamente o su segnalazione.
da quanto abbiamo visto, comunque, tutte le banche offrono un’operatività completa online. penso che tra quelle di cui abbiamo già discusso, forse Swissquote è quella che si avvicina maggiormente alle tue richieste.
agosto 28th, 2010 @ 5:14 pm
Buongiorno a tutti e grandissimi complimenti per il blog!
Vorrei chiedre qualche chiarimento se possibile a Massimo che ha gia’un’esperienza diretta:
1)E’sufficiente andare con il passaporto o e’necessario autenticarlo al comune per l’apertura del conto?
2)Che tipo di conto e’piu’ conveniente aprire(dal punto di vista delle spese e degli interessi considerando che il conto non sarebbe mai o quasi mai movimentato) volendo anche un accesso on-line?
3)Ipotizzando di fare un bonifico per il primo anno di 50000 euro,cosa dovrei fare per adempire ai miei obblighi fiscali in Italia?
Grazie per la risposta.A presto.Ermanno
agosto 29th, 2010 @ 3:36 pm
Ermanno prima di rispondere alle tue domande voglio sperare che tu abbia ben chiaro che per uno straniero aprire un conto in Svizzera è penalizzante rispetto agli altri stati per via della doppia tassazione degli interessi, la cui componente interna svizzera (imposta preventiva 35%) è poi recurabile a fatica. Qualora tu sia già consapevole di ciò passo brevemente a rispondere alle tue domande:
1) a Postfinance è sufficiente andare con la carta d’identità o il passaporto, ci pensano poi loro ad autenticarne la fotocopia,
2) ti conviene aprire il ‘set online’ che non costa nulla in presenza di un patrimonio depositato di soli 7500 CHF (vale a dire meno di 6000€).
3) gli adempimenti fiscali sono quelli già noti: compilazione nel modello Unico dei quadri RW (monitoraggio trasferimenti) e quadro RM (tassazione interessi).
agosto 29th, 2010 @ 4:42 pm
Grazie per la tempestiva risposta caro Mauro,
quindi per fare un esempio se il conto mantenesse per un anno un saldo di 50000 euro e gli interessi(all 1,50% circa) fossero quindi 750 euro circa,la Svizzera tratterrebbe 262 euro circa(che sarebbero difficili da recuperare e quindi per ipotesi non li considero neanche),alla fine dovrei dichiarare nel quadro RM 488 euro di interessi o 750?E che aliquota si andrebbe a pagare su questi ultimi?
Grazie
Ermanno
agosto 29th, 2010 @ 9:16 pm
sul modello Unico le tasse le pagheresti su tutti i 750 euro all’aliquota del 27%. Come vedi non conviene. E’ da un pò che su questo blog non consigliamo di aprire conti in Svizzera ma preferire le altre opportunità accendibili a distanza in area Euro (Francia, Belgio, Lussemburgo, Austria, Isola di Man)
agosto 30th, 2010 @ 2:23 am
Grazie Mauro per la spiegazione.
Mi pare interessante a tal proposito l’esperienza di Monica per il credit du nord a Menton;interessante per gli interessi,per la vicinanza e la possibilita’di parlare in italiano,ma anche per la semplicita’da lei descritta…provo a chiederle info nella sezione”Francia”.
Grazie ancora!
Ermanno
agosto 30th, 2010 @ 6:21 pm
Ora come ora bisogna capire se vale la pena pensare agli interessi. Personalmente credo sia meglio salvare i risparmi da possibili fallimenti.
Ciao a tutti e buone info!
agosto 30th, 2010 @ 6:27 pm
Carlos hai messo il dito nella piaga: su questo blog si stanno ipotizzando da tempo tutti gli scenari futuri possibili e le conseguenti mosse migliori. Poi sta a ciascuno di noi, in base alla propria indole, scegliere la strategia che più si ritiene consona.
settembre 3rd, 2010 @ 7:17 am
Chiedo scusa a Ermanno per la risposta tardiva, ma nei giorni passati non potevo accedere al forum; vedo comunque che l’ottimo Mauro ha già risposto esaustivamente.
Personalmente, quando decisi per l’apertura di un conto in Svizzera, gli interessi furono l’ultimo degli elementi presi in esame (anche se non del tutto trascurato), anche in considerazione di un capitale in deposito non modesto ma neppure molto elevato.
La scelta di aprire un conto con PF deriva essenzialmente da tre esigenze:
- deposito in area non euro di un capitale da convertire in valuta straniera, ma all’occorrenza prontamente disponibile;
- solidità di PF, di proprietà statale;
- possibilità di prelevare in tutto il mondo senza commissioni;
- gratuità dei bonifici da e verso l’estero.
Il set “Plus” di PF offre tutto questo gratuitamente, a condizione che il valore complessivo del capitale depositato (o investito in fondi di PF) non sia inferiore a 25000 CHF; offre inoltre la possibilità di avere anche tre conti contemporaneamente (in EUR, CHF e USD), fra i quali è possibile fare lo switch di valuta in tempo reale al tasso di cambio fissato una volta al giorno. In tempi di variazioni repentine (solo quindici giorni fa il cambio EUR/CHF è passato dalla mattina alla sera da 1,38 a 1,31, ora è a 1,29 e continua a scendere) questa operatività è di particolare conforto, nell’ipotesi di una corsa ai ripari d’urgenza…
Personalmente faccio parte dei “catastrofisti” e chiaramente mi auguro di avere torto, ma l’impennata del CHF, quando solo un anno fa sembrava che si dovessero vendere le Alpi per coprire i buchi di UBS e CS, fa pensare che non sono il solo a pensarla così…
settembre 3rd, 2010 @ 6:35 pm
Argomento interessante… chiedo avete sentito parlare di CIM banque? cosa ne pensate? per aprire occorre andare in filiale?? grazie
settembre 3rd, 2010 @ 8:11 pm
se ne è parlato tra i commenti in diversi post (vedi questi link). sicuramente una realtà da approfondire.
settembre 6th, 2010 @ 6:03 pm
Grazie alle informazioni datemi da tutti voi ho aperto postfinance set plus ora devo trasferire la liquidita necessaria perlomeno per azzerare il canone cioe’ circa 20000 euro benche siano soldi in super bianco (risparmi) non vorrei trovarmi il fisco addosso quindi avete qualche consiglio circa il bonifico? so che sotto i 12500 euro non c’e segnalazione ma poiche’ il periodo di osservazione e di un anno farne 2 o piu non avrebbe molto senso ?sempre che il secondo bonifico non lo faccia nel 2011 o no? oppure versi una parte in contanti ? avete suggerimenti ? ripeto i soldi sono puliti e saranno regolarmente dichiarati ma io sono un lavoratore autonomo e l’equazione e’ chiara conto all’estero = evasione (perlopiu’ vero).Ringraziandovi per l’attenzione e per gli eventuali suggerimenti vi saluto.
settembre 6th, 2010 @ 10:12 pm
ciao marcione, ti vedo ben documentato sull’argomento per cui ogni consiglio ulteriore sarebbe superfluo. Tu stesso già sai cosa bisogna fare. Le alternative sono soltanto due, scegli dopo attenta valutazione quella che ritieni più opportuna al tuo caso. Io ufficialmente ho il dovere di consigliarti di trasferirli con bonifico e poi affrontare la procedura prevista ogni anno con il modello Unico. L’altra opzione è a tuo rischio e pericolo, anche se mi rendo conto che ti libererebbe da ogni incombenza e soprattutto ti eviterebbe di finire in una lista di sorvegliati speciali da parte del fisco.