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Anche gli stati possono fallire

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8 Aprile 2010   |   Opinioni

Anche gli stati possono fallire

Da quando esistono gli stati esiste anche il debito pubblico, tuttavia il suo aumento, paradossalmente avvenuto negli ultimi decenni anche nelle fasi congiunturali favorevoli, ha assunto ora dimensioni minacciose, soprattutto dopo la crisi finanziaria.

Secondo uno studio condotto dal Fondo Monetario Internazionale il debito cumulativo dei paesi industrializzati del G20 salirà dal 78% del Pil del 2007 al 118% nel 2014.

L’ancoraggio della Grecia, di fatto insolvente, all’unione monetaria europea incute un’apparente sensazione di  sicurezza negli investitori, ma i default di Russia (1998), Argentina (2001) e Islanda (2008) hanno ripetutamente mostrato che anche gli stati possono fallire.

Se si aggiungono gli impegni a cui saranno chiamati a fare fronte il sistema sociale e quello sanitario, il debito sale in misura esponenziale e suscita interrogativi sulla finanziabilità futura delle promesse di pagamento di numerosi paesi, Italia tra i primi.

Secondo alcune stime il debito consolidato dei paesi industrializzati oscilla tra il 250 e il 500 percento del Pil. Non è necessario essere economisti per rendersi conto che trattasi di livelli insostenibili nel medio-lungo periodo.

Nel raffronto continentale, a mio parere (e non è la prima volta che lo dico), il Lussemburgo e la Svizzera si trovano in una posizione di eccellenza rispetto agli altri. E’ in questi due stati che, in un’ottica di diversificazione dei propri risparmi contro il rischio-paese, consiglio da sempre di convogliare una quota dei propri risparmi, senza farsi condizionare negativamente dal rendimento che si ottiene in essi, notoriamente basso proprio perché bassa ne è la rischiosità.

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8 Aprile 2010   |   Opinioni

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35 commenti su “Anche gli stati possono fallire

  1. barbamamma ha detto:

    Ieri l’Ue ha confermato l’aiuto all’Irlanda, oggi i mercati crollano.
    Perchè? Perchè i mercati hanno capito.
    Questo ci insegna qualcosa di importante: i mercati colgono la situazione reale (della quale i cittadini più attenti se ne sono già accorti sulla pelle)e anticipano le dichiarazioni ufficiali, noncuranti delle dichiarazioni politiche.
    A volte i mercati anticipano di poche ore, a volte anticipano piano piano tempo prima.
    orse qualcuno ricorda la recente partita Italia-Serbia: la partita era evidentemente compromessa ed era evidente che non sarebbe proseguita, ma lo speaker ha aspettato ancora un pò prima di darla per terminata, aspettava un annuncio ufficiale della federazione, ma la gente che aveva già capito si è alzata ed è uscita dallo stadio, ed anche i telespettatori avevano capito anche prima che venisse ufficializzato lo stop.
    Ecco, in senso metaforico è un pò così anche per i mercati.

  2. Cesarito ha detto:

    La Germania non crollerà, o quanto meno sarà l’ultima in Occidente…
    Su questo splendido Forum ho letto di banche svizzere, francesi, austriache, dove mettere al sicuro i propri risparmi dalle tempeste dell’economia mondiale.
    Ma i Paesi più sicuri non sono la Norvegia e la Germania?
    Non ci sono possibilità di aprire conti in questi Paesi senza impazzire?
    Diciamo che gli interessi riconosciuti non sarebbero importanti, mentre sarebbe bene parlarsi in italiano (o alla peggio in inglese) e poter operare via web, con costi limitati.
    Naturalmente la sicurezza dell’Istituto al primo posto.
    Qualcuno ha qualche idea?
    Grazie

  3. Mauro Corradi ha detto:

    Cesarito se veramente ritieni che gli interessi riconosciuti non siano importanti, ma la priorità per te sia capirsi in italiano, allora la scelta giusta l’hai già fatta: Postfinance. Perché nel citare soltanto Norvegia e Germania come paesi europei più sicuri, hai certamente dimenticato di aggiungere la Svizzera. Per cui accantona il pregiudizio circa il limite del 30k di prelevamento mensile e abbandonati psicologicamente convinto a questa scelta che già avevi fatto.

  4. Cesarito ha detto:

    Ciao Mauro, non credo proprio che sia un pregiudizio psicologico..
    Sto entrando almeno un po’ in un mondo che non è il mio, e faccio esperienza.
    Ci siamo fatti un viaggio in Svizzera e abbiamo aperto un conto (anzi, due: EUR e CHF) in PostFinance.
    La Svizzera però ci frena per la complessità fiscale, poi (me l’ero pure scordato, ma sicuramente ha contribuito al disinteresse per questo conto) il limite dei prelievi a 30K mensili ci stronca definitivamente, visto che lo scopo finale di tutto ciò è di rientrare in Italia, in un momento migliore, per un investimento immobiliare sicuro e con rendita.
    Pensiamo che ancora non sia il momento, dovremo anche vigilare su una eventuale uscita dall’euro così com’è, e sulla conseguente probabile ripresa dell’inflazione.
    In ogni caso, si compra male una casa con 30K al mese!
    Dopo una lunga trattativa abbiamo aperto anche un Compte sur livret con Robeco, senza conoscere bene il francese, aiutandoci nella paziente corrispondenza con il traduttore di Google, adattato usando il buon senso.
    Lì abbiamo versato qualcosa, non molto per ora.
    Il vantaggio (speriamo di aver capito bene) è di avere la piena disponibilità del versato in ogni momento.
    In realtà non è un vero conto, e non si opera on line.
    Non ci sentiamo abbastanza padroni della materia per non desiderare qualcosa di più semplice da gestire, come per esempio un vero conto con Crédit du Nord, seguendo le puntuali indicazioni di barbamamma (un mito!), abbiamo già un contatto con una consulente di lingua italiana che ci aspetta a Parigi per aprire un bel conto.
    Ora, guardandoci ancora meglio in giro, abbiamo sviluppato la convinzione che siano più sicure la Germania e la Norvegia.
    La Francia è molto esposta in Italia (Alitalia, nucleare, Carrefour, Auchan…) o meglio se ne sta impadronendo o quasi, ma questo la porta ad essere maggiormente esposta in caso di default.
    Come vedi, qualche motivo ce l’abbiamo, e siamo ancora un po’ combattuti, in questo momento non crediamo di essere i soli a non sapere bene cosa prevedere e quindi cosa fare!
    Per la Germania e la Norvegia rimane la richiesta di info. Non sarà facile trovare un conto che risponda alle nostre esigenze, ma se qualcuno ne sa qualcosa, ben venga..!

  5. nico ha detto:

    anche io la penso come cesarito,norvegia egermania sarebbero il top…..io sto provando con BCEE….che ne pensate del lussemburgo??

  6. Mauro Corradi ha detto:

    Il Lussemburgo ha il debito pubblico più basso d’Europa, e la BCEE ne è la cassaforte. Se ti aprono il conto sei in una botte di ferro. Cesarito non l’aveva potuta prendere in considerazione per via del limite di prelevamento di 25k mensili.

  7. Cesarito ha detto:

    Rimane la mia richiesta al Forum (che mai finirò di ringraziare per il grande e prezioso aiuto) per qualche idea su Conti in Germania e Norvegia (o anche Svizzera e Lussemburgo) con le caratteristiche di:
    – grande sicurezza ed affidabilità dell’Istituto e del Paese;
    – avere interfacce amichevoli (minimo in inglese);
    – possibilità di svincolare tutto il deposito in ogni momento, anche con ragionevole preavviso.
    Se avete qualche idea, mi faccio un bel week-end a Berlino!
    Grazie a tutti

  8. barbamamma ha detto:

    @cesarito: non conosco il tedesco, e l’unico sito di banca tedesca in lingua inglese è quello di commerzbank: ti indico il link, in alto troverai i contacts per inviare una domanda informativa su come aprire un conto non residenti e i limiti di prelievo.
    https://www.commerzbank.com/en/hauptnavigation/home/home.html

  9. Michelangelo ha detto:

    Ciao Nico, entro a gamba tesa nella discussione perché l’argomento Germania interessa pure me.
    Comincio col preannunciarti che i tedeschi non sembrano avere molta dimestichezza con l’Inglese, quindi questo è un primo grave problema da superare quando si decide di stabilire un rapporto bancario con loro.
    Avevo promesso a Massimiliano che avrei scritto una recensione su conti interessanti in Germania e lo farò quando avrò finalmente ricevuto le informazioni che mi occorrono dalla mia ragazza, che è tedesca, e che è da una vita che avrebbe dovuto chiamare le banche da me individuate per avere maggiori informazioni. Ma si sa, le donne si fanno sempre pregare…
    Allora, in via di prima approssimazione posso dirti che due sono le banche che ho individuato in Germania degne di interesse: la Noris Bank (http://www.norisbank.de/) e la DKB Bank (http://www.dkb.de/).
    Perché le considero degne di interesse? Per i soliti motivi: apparente affidabilità (la Noris Bank è una sussidiaria della Deutsche Bank e la DKB è di proprietà del Land della Baviera), grande possibilità di operare online e tassi interessanti (se si considera il panorama desolante di questi tempi).
    Per avere un’idea, dai un’occhiata qui:
    1) DKB: http://www.dkb.de/privatkunden/dkb_cash/index.html;
    2) Noris Bank: http://www.norisbank.de/produkte/girokonto.html?WT.mc_id=010710&mc_wp=91
    Della DKB sono abbastanza sicuro (dalla lettura di forum in lingua Inglese) che diano la possibilità a stranieri di aprire un conto da loro. Sulla Noris non mi esprimo, perché leggo notizie contrastanti (da quello che mi pare di capire, bisogna fornire un indirizzo per la corrispondenza in Germania, anche se non si è residenti lì, ma chiedo di prendere queste notizie col beneficio dell’inventario).
    Oltre alle summenzionate banche, da segnalare secondo me è anche la Post Bank, ovvero la banca delle poste tedesche, che ha parte del sito in Inglese, ma che poi rimanda alla parte tedesca quando si tratta di spiegare nel dettaglio i conti: http://www.postbank.com.
    Nello specifico, credo sia interessante questo conto da loro:
    http://www.postbank.de/-snm-0184330278-1290991524-0724000000-0000000575-1291019839-enm-privatkunden/giroplus/konditionen.html;jsessionid=B5D4198B832672A066F7B6EC4F1BF3739BED.b122
    In pratica, se ci tieni depositati più di mille euro (non una cifra altissima quindi), le spese si azzerano e ti danno l’1,10 per cento annuo di interessi. Poca roba, me ne rendo conto, ma i soldi stanno in Germania…
    Questo è quanto per adesso. Darò maggiori informazioni (soprattutto per ciò che riguarda la possibilità per noi Italiani di aprire un conto in queste banche) non appena le avrò.

  10. barbamamma ha detto:

    auspico che chi conosce il tedesco possa chiarire la fattibilità di aperture di conti per non residenti, argomento sul quale non posso aiutare non conoscendo il tedesco.
    Invito tuttavia sempre a valutare con buon senso la banca (buona patrimonializzazione, concentrazioni, politiche di investimento, ecc) perchè i soldi non li affidate alla Germania ma alla Banca.
    Vi posto un link del sole24ore sulle strategie di Deutsche bank che rimarca i deludenti risultati agli stress test europei di postbank.

  11. barbamamma ha detto:

    @cesarito: volevo precisarti un aspetto che in un tuo precedente post hai sottolineato, relativo ai problemi francesi in caso di un default italia.
    In caso di default (di qualunque Stato) ci sono due aspetti da valutare: i titoli(il debito venduto appunto) e le politiche di rientro(i tagli).
    quindi vediamo i due aspetti ovvero
    1-francia che detiene nostri titoli
    2- francia che ha investimenti in Italia

    1 -Il default, semmai avvenisse, sarebbe anzitutto pilotato, cioè (come avverrà io credo per grecia e irlanda) saranno gli “altri” di fatto a decidere quando dichiararlo (devo avere il tempo di aggiustarsi finanziariamente le posizioni!)e come si rimborseranno i titoli. La Francia che detiene gran parte del nostro debito essendo uno Stato e vivendo più di un essere umano non avrà problemi a frazionare il debito, a scaglionarlo anche a 40 anni(cosa che per una persona rappresenta un limite temporale enorme). Laddove ci dovesse essere una perdita in conto capitale lo stato Francia la recupererebbe avendo dallo stato italia altri pezzi di asset a saldo.
    Quindi la Francia non andrebbe a perderci, poichè a fronte di scaglionamento del rimborso o di perdita di una parte di capitale, verrebbe ripagata in altro modo.

    2- a seguito di un default, i tagli statali, andrebbero a colpire (vedi politiche greche, argentine, irlandesi, portoghesi) la spesa pubblica, intesa come tagli stipendi pubblici e i servizi. Ciò ridurrebbe i consumi, ma attenzione, la francia si trova in asset cosiddetti strategici e difensivi, ovvero l’alimentare e l’energetico. Forse andremo meno al cinema ma abbiamo sempre bisogno di mangiare e di elettricità e gas.
    Quanto ad alitalia, si tratta della compagnia nella nazione che detiene oltre il 70% del patrimonio artistico-culturale mondiale. Siamo un Paese appetibile per il turismo e la compagnia che ha le migliori tratte nazionali rappresenta un asset enorme.Ciò significa che il turismo entrante ed itinerante verrà garantito (c’è un enorme mercato turistico asiatico, dei nuovi ricchi cinesi, che i francesi vorrebbero far giungere in europa ed in Italia); ciò unito ad una gestione societaria più rigorosa farà guadagnare i cugini d’oltralpe.
    —-
    Quindi concludendo io non credo che di fatto un problema di bilancio italiano crei eccessivi problemi ai francesi anzi crea delle opportunità speculative. Di fatto. Poi il teatrino delle lamentele ci deve essere, fa parte del gioco speculativo.

  12. Michelangelo ha detto:

    Barbamamma sono d’accordo con te su ciò che scrivi riguardo alla patrimonializzazione delle banche e tutto il resto.
    Ma riguardo agli stress test dici che possiamo fidarci? Non dimentichiamoci delle cantonate prese di recente con le banche irlandesi.
    Giusto come promemoria anche per gli altri lettori del sito:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/19/supervisori-sullorlo-di-una-crisi-di-stress/77700/
    Per ciò che riguarda le banche tedesche: OK quello che dici, i soldi li diamo ad una banca e non ad uno Stato, ma è una banca inserita in uno Stato più serio del nostro quando si tratta di controllo delle istituzioni finanziarie, non credi?
    E poi non dimentichiamo che la DKB è “quasi statale”. Volendo fare un paragone azzardato, è un po’ come il Mediocredito del Friuli Venezia Giulia, di cui si è parlato qui su Piccolorisparmio in relazione a Contoforte.
    La Baviera è una delle regioni economiche più floride del globo terracqueo. Se “cascano” loro casca davvero il mondo…

  13. barbamamma ha detto:

    i dubbi sugli stress test li avevo postati la scorsa estate. La ritengo una operazione marketing. Se però una banca zoppica anche sugli stress test..
    Come dire che ad un esame si può copiare..se però uno lo passa pure con la sufficienza..
    Sul resto siamo daccordo, non discuto sulla bontà dello Stato tedesco, desideravo solo riportare l’attenzione alle solite valutazioni di buon senso nella scelta di una banca dove depositare i propri risparmi.

  14. Michelangelo ha detto:

    E quindi la mia domanda a bruciapelo è: ma tu ce li metteresti i soldi in una delle tre banche che ho citato? Io al volo…

  15. barbamamma ha detto:

    io non prima di essermi informata sulle tre banche, cosa difficile non conoscendo il tedesco e non trovando molte info in inglese. Ricordo tuttavia che per gli aiuti alla grecia fu dato l’ok da parte del governo tedesco solo per salvare le banche tedesche da una sovraesposizione. Pagare con gli aiuti europei è costato meno ai tedeschi che affrontare subito un default greco. Ho scritto “subito”, non a caso, ritengo infatti che ci sarà comunque una ristrutturazione del debito, sistemate le posizioni tedesche.
    Anche io una domanda a bruciapelo: metteresti i tuoi soldi al volo nelle tre banche citate, ma sulla base di quali dati? Sensazioni personali, il fatto che abbiano dietro un grande nome di gruppo bancario,perchè hanno sede in germania..

  16. Michelangelo ha detto:

    Partendo dal presupposto che metterei i soldi da loro nell’ordine evidenziato (DKB, Noris, Postbank), ti risponderei: sì, per i motivi da te evidenziati. Con una preponderanza per il dato geografico (sono in Germania) e per le sensazioni personali, più che per il discorso del grande gruppo bancario.

  17. barbamamma ha detto:

    ok, io personalmente valuto nella scelta di una banca: sede, tipo di fondo di garanzia tutela depositi, patrimonializzazione (tier), politiche di investimento(dove investe in che zone geografiche e in quali settori eco), tipologia di clientela predominante, feedback clienti, relazioni sindacali (dai siti sindacati di settore si hanno informazioni utilissime), da chi è detenuta e il top management,tipologia di home banking, qualità percepita del servizio, offerta di prodotti.
    Non sempre si riesce ad ottenere tutta la lista di informazioni, ma più ve ne sono più si passa da sensazioni personali a dati oggettivi.

  18. Mauro Corradi ha detto:

    Ottimo vademecum questo proposto da barbamamma. Ciascuno di noi dovrebbe copiarselo ed incollarlo non solo nel proprio computer ma soprattutto nella propria testa.

  19. barbamamma ha detto:

    Signori, sono ufficialmente aperte le prove generali di speculazione sull’Europa.
    Spred btp-bund oltre 2 punti, rumors di credit watch su Francia, speculazione su Belgio e in parte Uk, rumors su sistema bancario tedesco in difficoltà.
    Cosi’ la maggior parte degli investitori medi possono addestrarsi a gestire l’ansia perchè non sarà l’unico episodio 🙂

  20. doctor house ha detto:

    L’Idea degli industriali tedeschi
    “Due monete per L’Europa” Una valuta forte al nord,una “soft” al sud,Francia compresa
    Un’area unica tra Germania,Benelux e Finlandia
    Articolo del Corriere della Sera del 27/11.
    Da tempo ormai si parla di questa possibilita’
    come anche del ritorno per”l’area sud” alle divise nazionali(ultimo il Prof.Savona su raitre a in 1/2 di domenica 28/11).
    Personalmente credo che questo sia possibile e
    che cio’ comporterebbe una perdita netta dei propri risparmi da un 25 ad un 50%.
    Vi chiedo quindi se aprire un conto in lussemburgo(paese da me ritenuto il piu’ sicuro)sia una buona idea.Sarei disposto a recarmi personalmente sul posto ma vorrei essere certo di poterlo aprire,magari con BCEE…..

  21. barbamamma ha detto:

    Una moneta “svalutata” al sud Europa,ed una “fote” al nord creerebbe danni alle esportazioni tedesche, motivo per cui valuto con attento scetticismo tale ipotesi (più valida come dichiarazione politica che come valutazione economica). Invece non escludo affatto che prima o poi qualche Stato si avvalga della nuova normativa del trattato di Lisbona per uscire dall’Euro. Quando capiremo che tutta la finanza è talmente interdipendente, capiremo che non ci si può sentire sicuri al 100% in nessun Paese ed in nessuna banca. Con questa ultima frase non intendo creare allarmismi ma solo consapevolezza e sprono ad informarsi con continuità su banche, dati economici statali e relazioni internazionali.

  22. Michelangelo ha detto:

    Aggiornamento: non è possibile aprire il conto con la Noris Bank se non si è residenti in Germania. Idem per la Postbank (anche se per quest’ultima voglio fare un ulteriore tentativo la prossima volta che visiterò il Paese).
    Accensione online possibile invece anche per stranieri e a distanza con la DKB. Io ci proverò tra qualche mese, assai probabilmente, con la doverosa assistenza di chi conosce la lingua al mio fianco. Ovviamente vi terrò informati.
    @Massimiliano: Chiaramente ci sentiremo via mail e ti scriverò un qualcosa da mettere al limite come nuovo articolo sul sito.
    @Barbamamma: Grazie per le preziose dritte, anche se per qualcuna reperire le informazioni è un po’ complicato (tenendo anche presente la barriera della lingua).

  23. Cesarito ha detto:

    Insomma, alla fine un porto sicuro per cercare di non far svalutare i propri risparmi non esiste?
    Dato che questo, alla fine, è un po’ il fine ultimo di tutto il Forum e non solo di questo thread, vogliamo mettere qui le nostre opinioni e non solo i dubbi?
    Certo non è facile, anche perché c’è di mezzo la politica e non basta essere dei tecnici!

    P.S.:
    per barbamamma, che mi pare di banche se ne intenda (o per chi conosca come stanno le cose):
    volendo trasferire una certa cifra con bonifici ad esempio in Francia (ammesso che ancora convenga..!), mi hanno posto il limite, per stare nella convenzione area SEPA di bonifici a prezzi ragionevoli, di 50.000 euro ogni bonifico.
    Una cosa però non me la vogliono dire: per rimanere dentro la convenzione, ogni quanto tempo posso farli?
    Basta separarli anche in giornata, uno al giorno, uno a settimana, uno al mese? Nessuno ce lo vuole dire, ma come stanno le cose?

  24. barbamamma ha detto:

    @cesarito:in riferimento al sepa, puoi bonificare fino a qull’importo (50k)anche di seguito uno al giorno senza problemi. E’ tutto legale, stiamo parlando di trasferimenti telematici rintracciabili. La normativa europea prevede infatti che entro il limite di 50k euro vigano delle “agevolazioni”, quali ad esempio il costo del bonifico. Non capisco perchè “nessuno ve lo vuole dire”, esiste una normativa. Poi dipende dalla preparazione degli impiegati bancari, a me è capitato anche che mi si dicesse che l’iban francese era assolutamente errato perchè aveva un cin numerico e non alfabetico come avviene in Italia.. pazienza, ci vuole pazienza con chi non esegue di frequente certe operazioni. 🙂

  25. doctor house ha detto:

    Convengo con barbamamma sulla interdipendenza globale dei mercati finanziari e sulla impossibilita’ della sicurezza al 100%,ma comunque vorrei tentare di fare qualcosa.
    Ripropongo il quesito sul Lussemburgo e sulla BCEE…qualcuno puo’ darmi qualche dritta??

  26. Cesarito ha detto:

    @ barbamamma:
    grazie per la dritta, come sempre..

    @ Mauro:
    ritorniamo alla Svizzera, mi controllo il limite sui bonifici in uscita di 30k al mese, tu ne sei sicuro, su ogni tipo di conto o solo sull’ E-deposito?

    @ Massimiliano & tutti:
    è utilissimo ai nostri fini difensivi, alla luce delle dichiarazioni che continuamente si succedono in questi giorni critici anche e soprattutto per l’Italia, tenere vivo questo thread con opinioni e commenti aggiornati, ad esempio sui nuovi scenari possibili per l’Euro e per l’Italia…
    Io ancora non ho capito cosa succederebbe se, avendo portato legalmente i miei risparmi in Francia o Svizzera, l’Italia uscisse dall’Euro o comunque ci si separasse in qualche modo dalla locomotiva tedesca.. in questi giorni sembra sempre più inevitabile..
    Secondo voi riusciremmo così ad evitare una pesante svalutazione dei nostri risparmi?
    Quale potrebbe essere un modo sicuro per evitarlo?

  27. doctor house ha detto:

    Per Cesarito:
    il mio obiettivo e’ identico al tuo,cioe’ portare in modo legale in una banca estera dei fondi per proteggerli dal rischio paese.
    E’ chiaro che sia in caso di uscita dall’euro che in caso di varo del doppio euro si eviterebbe la svalutazione.
    Riconfermo la mia scelta del Lussemburgo.

  28. Cesarito ha detto:

    @ doctor house:
    Lussemburgo ottima scelta, ma c’è un conto in una banca seria dove si possano svincolare in ogni momento tutti i depositi senza limiti?
    Ovviamente a quel punto gli interessi non contano…
    Grazie

  29. Massimiliano Brasile ha detto:

    Advanzia?

  30. barbamamma ha detto:

    ecco le date da tenere presenti nei prossimi mesi:

    14 dicembre: voto di fiducia al governo italiano

    16 dicembre: riunione Bce (decisione tassi)

    16 dicembre: riunione straordinaria Ecofin (se passerà l’asse franco-tedesco l’Italia dovrà tagliare 130 mld di euro in tre anni)

    17 marzo 2011: riunione Bce (decisione tassi)

    22 giugno 2011: riunione Bce (decisione tassi)

    22 settembre 2011. riunione Bce (decisione tassi)

    Mi fermo qui. A voi il monitoraggio.

  31. Cesarito ha detto:

    @ barbamamma e gli altri:
    guardate qui
    http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1048405
    ..anche le banche italiane nel mirino degli analisti…
    Una primaria banca italiana senza questi problemi esiste?
    Ora siamo su UniCredit, e non stiamo tanto tranquilli..
    Grazie

  32. barbamamma ha detto:

    @cesarito: non allarmarti, per ora rientra tutto nella prevedibilità;la recente storia ci dimostra che i problemi di budget statali (magari causati in parte dalle banche)si ripercuotono in modo speculativo proprio sulle banche di quel Paese, quindi che gli analisti tengano sotto osservazione è normale. Mi aspetto un futuro prossimo di puntate speculative sui alcuni Paesi europei fra cui il nostro. Mi aspetto che i tassi overnight aumentino anche in virtu’ del fatto che le banche si fidano “meno” e magari ricorrono ai depositi o.n. della bce(a tassi più alti però). Mi aspetto anche speculazione sui titoli di stato di alcuni Paesi fra cui il nostro, e successivi problemini da parte di quei fondi e assicurazioni che hanno una gran parte di titoli di stato europei in portafoglio(es. il “leone di venezia”). Quanto ad Unicredit entreranno in gioco altri fattori (nuova amministrazione, vendita di mcc per banca del sud, situazione degli investimenti nei paesi dell’est europa)i cui effetti li potremo valutare più avanti.
    Dubito che l’Italia non soccorra un suo primario istituto di credito, qualunque esso sia, almeno per ora la penso così. Certo se dovessimo arrivare a tal punto si aggraverebbe il bilancio statale come avvenuto in Irlanda, quindi alla fine pagheremmo un pò tutti noi cittadini.
    E’ tuttavia buon senso, come già scritto più volte, controllare periodicamente le notizie riguardanti la propria banca, italiana o estera.

  33. Cesarito ha detto:

    @ barbamamma: i problemi sono due.
    Primo: finché non avremo trasferito i nostri risparmi fuori dall’Italia (legalmente) non staremo tranquilli..
    L’altro è che UniCredit è la banca di riferimento per il nostro conto Robeco, e se avesse dei problemi, come faremmo a rientrare?
    Ci sarà una soluzione, immagino..
    Per Crédit du Nord, ti tengo informata..
    Grazie ancora

  34. barbamamma ha detto:

    come avevo anticipato qualche mese fà si avvicina sempre più la reale ristrutturazione del debito greco. Lo dice l’autorevole Der spiegel, precisando che la proposta verrà discussa nei prossimi mesi. Attenzione ai detentori di titoli greci, una nuova e pesante ondata speculativa è dietro la porta. Naturalmente tali proposte è opportuno negarle per motivi di ordine speculativo, meglio dire che tutto va bene e far trovare la sorpresa all’ultimo istante.
    riporto la nota Agi:
    (AGI) Berlino – Il numero uno del fondo europeo salva stati, Klaus Regling avrebbe proposto la ristrutturazione del debito greco poche settimane fa, ottenendo l’approvazione di alcuni ministri delle Finanze dell’area euro. Lo rivela il settimanale tedesco Der Spiegel, dopo che la settimana scorsa sia Atene che Berlino hanno smentito di aver pensato a provvedimenti di questo genere. “La misura – scrive il giornale – ha buone possibilita’ di essere inserita nel pacchetto di stabilizzazione dell’area euro che verra’ presentato al Consiglio europeo di marzo” .

Grazie.