Crisi della Grecia e fuga di capitali
Scritto da Massimiliano Brasile
12 Aprile 2010 | Opinioni
I membri dell’Eurogruppo hanno trovato l’accordo sui finanziamenti da erogare alla Grecia per risollevarla dalla attuale emergenza.
Si parla di 30 miliardi di euro per il primo anno, disponibili fin da subito.
Nel frattempo le banche greche si sono però letteralmente svuotate dei capitali investiti che sembra si siano riversati principalmente verso gli ultimi “paradisi fiscali” europei: Lussemburgo (di cui abbiamo recensito diverse offerte) e soprattutto Cipro dove pare sia possibile costituire una società ad hoc in 48 ore.
Con la copertura economica europea, il tasso fino al 5,41% netto dei bond che la Grecia sta immettendo sul mercato potrebbe avere un particolare appeal per investitori incerca di alti rendimenti.
Il link ufficiale alle aste delle obbligazioni greche è raggiungibile a questo indirizzo.
12 Aprile 2010 | Opinioni
Tags: cipro, crisi finanziaria, generale, grecia, lussemburgo, obbligazioni
Salve a tutti e complimenti per questo sito davvero interessante, oltre che gratuito 😉
Sarò forse vittima del panico finanziario che sempre più va diffondendosi in merito ai debiti sovrani dei famigerati PIIGS…ma ormai da alcuni mesi mi faccio sempre più persuaso che occorra diversificare i risparmi della mia famiglia al di fuori delle banche del Bel Paese, a scanso di defult e “manine” governative sui conti correnti e conti titoli di noi risparmiatori.
Ho letto le vostre recensioni sui vari conti esteri e mi sono convinto che la scelta che dovrò effettuare dovrà riguardare conti in Svizzera o in Lussemburgo.
Mi sembrano i paesi più solidi finanziariamente e dalle tradizioni di difesa del capitale più promettenti.
Tuttavia sono indeciso, per via della mia ignoranza non tanto di cose economiche quanto di aspetti legali che, forse, quando ci si vuole proteggere dal default del proprio paese, una volta “fatta la frittata”, prendono il sopravvento.
Vi chiederei allora: nell’ottica di una protezione (operata attraverso vie LEGALI) dei propri risparmi (sotto forma di liquidità o titoli, nel mio caso ETF) da un eventuale DEFAULT italiano , dovrei preferire la Svizzera o il Lussemburgo ?
La mia perplessità deriva dal fatto che il secondo, pur essendo addirittura più solido (finanziariamente parlando) della prima, è un membro della UE come il nostro paese…dunque mi chiedo se questo non abbia un suo peso nel caso in cui il governo italiano volesse accampare diritti sui risparmi “fuggiti” nei conti di un paese estero MA membro anch’esso della UE. La Svizzera,per questa ragione, rappresenterebbe un porto più sicuro, in quanto paese non membro?
So che avete suggerito entrambi questi paesi, tuttavia su questo aspetto retavano i miei dubbi, di cui sopra ho scritto, perciò mi piacerebbero chiarimenti in merito.
Grazie mille, se vorrete rispondermi.
Antony
Antony la tua perplessità è giustificata e abbiamo avuto occasione di discuterne in altri post. Nel momento in cui si trasferiscono all’estero dei soldi in modo trasperente è chiaro che lo stato italiano, essendone a conoscenza, può avanzare diritti su di essi. Questa è una delle tante ragioni per le quali, chi può, li trasferisce in modo occulto, anche se non necessariamente sono frutto di evasione fiscale, perché così facendo ci si mette al riparo per esempio dalle pretese della moglie separata o da chi ti intenta causa per risarcimento danni o da possibili imposte patrimoniali. Per noi piccoli risparmiatori che li trasferiamo all’estero in modo trasparente rimane comunque la speranza (e non è poco) che in caso di default dello stato italiano o in caso di sua espulsione dall’euro i nostri soldi emigrati in Lussemburgo o in Svizzera si salvino dal naufragio.
quindi ha poco senso portarli in modo legale,,meglio nero,,,cosi nessuno sa niente,,sono piu al sicuro,,ehh
Corradi grazie per la risposta. Tuttavia vi chiedevo anche di sbilanciarvi un po’ sulla questione Lussemburgo-Svizzera. Posto che voglio spostare i miei capitali in modo trasparente , cosa è meglio, secondo voi: Svizzera o Lussemburgo? Il fatto che il secondo è un membro UE ha un ruolo e se sì, di che tipo, in relazione alla protezione dei nostri risparmi dal default/uscita dall’euro dell’Italia (che è anch’essa membro dell’UE) ?
Grazie.
Antony
ps se avete già risposto a questo problema in altro post, potete indicarmene l’ubicazione? Grazie.
Nel trasferire risparmi all’estero non ha molta importanza che sia uno stato membro dell’Ue o meno, per cui ti consiglio il Lussemburgo per via di evitare la doppia imposizione fiscale (in Lussemburgo puoi chiedere la non applicazione dell’euritenuta mentre in Svizzera non puoi evitare l’ applicazione dell’imposta preventiva). Ovviamente tale ragionamento ha valore se esporti i risparmi in modo trasparente, se li esporti invece come vorrebbe fare il lettore Nicola allora non ci sono differenze tra i due stati. Nicola tenga presente però che il segreto bancario scricchiola per cui può essere rischioso in prospettiva portare denaro fresco in modo occulto all’estero, in Europa in particolare.
Il ministro francese Lagarde (possibile nr 1 del fmi) ha fatto pesanti dichiarazioni sulla possibilità di default greco. QUello che si vuole è papparsi quello che di buono la Grecia ha: che la Grecia privatizzi una serie di patrimonio demaniale come le isole,la gestione dei siti archeologici, il turismo.
Se nei prossimi mesi leggerete che la Grecia (che finora ha negato e si è opposta a tali possibilità ) ha deciso di privatizzare il suo demanio per risollevare i conti pubblici sarà un funerale per Paesi come l’Italia, perchè casomai un domani dovesse esserci un problema debitorio del nostro Paese tale da dover trovare velocemente i soldi, una volta applicate le misure di austerity se non bastassero (e se sono veri i tagli di rientro del ns debito NON basteranno) ci depaupereranno del nostro patrimonio. Resterà in Italia fisicamente ma sarà gestito da società straniere che non attendono altro che questo tipo di speculazione. Non mi piace affatto l’idea, cosi’ come non piace ai greci, ma lo strozzino fmi sta lanciando segnali, vedremo chi vincerà la battaglia politico-economica.
è ufficiale, la Grecia privatizza: si comincia con porti, aeroporti, ippodromi l’acqua di Atene e tessalonica, ferrovie, telecomunicazioni e banca postale. Una (s)vendita da circa 50mld eur.
E pensare che col dictat di rientro bilancio noi dovremmo trovare una cifra simile ogni anno!
Avanti speculatori, la tavola si sta imbandendo, prossimamente i pezzi forti: energia, e turismo
Io ho aperto Advanzia Konto. Se si comincia a respirare una brutta aria anche in Italia, posso stare tranquillo spostando i miei risparmi su questo conto?
Molto tranquillo per quanto concerne il fondo di garanzia interbancario lussemburghese, moderatamente tranquillo per quanto concerne questa banca, per cui ti consiglio prudenzialmente di restare sotto i 100k di capitale depositato.
per onestà intellettuale ed economica è corrretto sapere che la crisi greca si è aggravata proprio per la fuga di capitali all’estero. Quindi Marco se pensi di sfuggire ad una eventuale brutta aria italiana conviene che dall’Italia ne esci tu , perchè far fuggire i capitali significa apparentemente stare tranquillo e dal mese dopo iniziare a pagare (con tasse, patrimoniali e altro) il problema economico bancario di quel Paese. I greci, certi, quelli che han potuto hanno cambiato residenza fiscale. Meglio dire le cose come stanno che illudere. Poi se vi sentite tranquilli facendo uscire i capitali va bene, ma l’ Europa sta già pensando a questo. Non è per farvi preoccupare ma spero di rendervi consapevoli. Lo sapete che chi segue gli altri non arriverà mai primo?
http://archiviostorico.corriere.it/2011/maggio/25/Grecia_fuga_dei_capitali_all_co_8_110525015.shtml
E’ senz’altro vero che limitarsi a trasferire i capitali all’estero potrebbe non essere sufficiente, ma andarsene dall’Italia è un passo senz’altro allettante ma che purtroppo non è alla portata di tutti. Laddove un lavoro consolidato e una casa di proprietà ti tengono legati diventa tecnicamente impossibile andarsene. In questi casi non resta che tentare di difendersi trasferendo i capitali all’estero, nella consapevolezza che potrebbe non bastare. In ogni caso così agendo si ha comunque una speranza in più.
Salve a tutti,
rileggendo i post precedenti mi è venuta in mente un’idea per tentare di mettere a riparo di risparmi di una vita dall’eventuale insolvenza dell’Italia o, ancora peggio, di uno smembramento dell’Euro in Euro 1 e Euro 2 (che vedrebbe l’Italia certamente inserita nell’area dell’Euro 2, svalutato).
Una possibile soluzione, secondo me, potrebbe essere quella di investire, legittimamante, i propri averi in SICAV di diritto estero (es. Lussemburgesi) sin da adesso (e quindi con un Euro unico).
Secondo me con tale accorgimento ci si potrebbe difendere da entrambe le nefaste possibilità .
Infatti si investirebbe in organismi esteri, allocati in aree certamente ricomprese in quella che potrebbe essere la futura area Euro 1 e non si rischierebbero azioni come quelle a danno dei c/c, già viste alla vigilia dell’introduzione dell’Euro.
Si accettano anche critiche.
Ringrazio tutti quanti vorranno dare un contributo a questa discussione.-
da oggi i titoli greci sono “spazzatura” cioè declassati a junk bond secondo moody’s. La ristrutturazione è vicina, niente più “se” ma solo “quando”. A Draghi l’ok ufficioso.
secondo alcuni commentatori la ‘ristrutturazione’ non verrà proclamata fino a quando le principali banche francesi e tedesche non avranno trovato una sistemazione all’enorme massa di titoli greci che detengono in portafoglio. Per cui, nonostante i declassamenti, i giochetti per fare virtualmente sopravvivere le finanze greche continueranno ancora parecchio.
non sono daccordo con i commentatori che citi. Le banche tedesche e francesi hanno già operato finanziariamente un allegerimento delle posizioni (un tot al giorno, al mese) per evitare balletti improvvisi borsistici. ora hanno titoli con rendimenti da predefault che un domani saranno probabilmente swicciati in titoli con durate maggiori. Il problema è che tutti temono ripercussioni di una eventuale ristrutturazione del debito sulla valuta Euro,(storicamente mai ancora accaduto quindi da effetti per certi versi imprevedibili) cosa che dovranno sistemare nei prossimi mesi con coperture di cambio. Con la finanza spinta sistemi e ti copri da ogni mossa della scacchiera. Io penso che la Grecia non supererà il 2012 come dichiarazione. Nota che dico dichiarazione perchè tecnicamente essa è già in default, non ci crede più alcuna agenzia di rating, non ci crede il mercato, ci sono solo dei politicanti che dicono che il paziente è ancora vivo. In realtà non è un certificato di un medico legale che rende effettiva la morte,quando uno è morto è morto, poi lo dichiari anche il giorno dopo ma per 24 ore ore è stato un morto non dichiarato.
Salve a tutti.
Sarò sicuramente inesperto in materia economica e finanziaria, ma chiedo soprattutto a Mauro Corradi quanto segue:
Posto che si voglia fare tutto in modo legale, posto che l’intento sia quello di salvarsi non dalla patrimoniale (cosa impossibile se le cose si fanno in maniera legale), ma di salvare i propri risparmi da un eventuale default dell’Italia o da uno smembramento dell’Euro in Euro 1 e Euro 2 (cosa che mi sembra probabile come dice pure Barmamamma nel suo post), allora dico, secondo me basta investire i propri risparmi in bond tedeschi.
Se si investono i risparmi in bond tedeschi, dov’è il pericolo ?
Nel malaugurato caso l’Italia vada in default, i risparmi non sono a rischio, perché i soldi li deve restituire la Germania e non l’Italia.
Nel caso si faccia Euro 1 e Euro 2, la Germania farà sicuramente parte di Euro 1 e quindi avremo non solo salvato i risparmi, ma li avremo anche in Euro 1, il che vuol dire che il loro valore sarà molto superiore all’eventuale Euro 2 o lira italiana che avrà adottato l’Italia.
Certo, vi è il pericolo concreto che insieme all’Italia finisca in dafault anche la Banca in cui si detiene il Bund Tedesco, ma non essendo il Bund Tedesco aggredibile dalla Banca, lo si può sempre successivamente trasferire su una Banca Svizzera (ad esempio Post Finance), oppure no ? Oppure è meglio aprire prima un conto con Post Finance o un’altra Banca estera e poi sottoscrivere un Bond ?
In questo modo penso che ci si possa salvare dal Default, stare abbastanza tranquilli e guadagnarci anche qualcosa d’ interesse. Dov’è il mio errore ?
Certo può fallire anche la Germania, ma se questo accade, non credo che esista qualche paese occidentale (Svizzera, Stati Uniti, Paesi Nordici, o altri paesi occidentali che dir si voglia) che non vadano in dafault anche loro.
Mauro dove sbaglio ?
Per maggiore chiarezza, forse è meglio sostituire nel mio post di sopra il termine Bond Tedesco o Bond con il termine BUND.
corretto!
I bund non te li tocca nessuno salvo che non applichino una patrimoniale comprensiva di titoli ovunque detenuti (stile francese), e si potrebbe arrivare anche a questo (a mali estremi..).
Se vedo l’esempio dei greci nessuno di loro che ha tenuti i soldi nelle banche greche ha subito problemi (le fughe di capitali sono per timori il cosidetto panico da mercato).
I problemi sono altri, i greci hanno visto tagli a tredicesime statali, hanno visto l’iva aumentare di 4 punti percentuali, hanno aumentato l’età pensionabile, il mercato del lavoro e l’immobiliare è a terra, aumento aliquote fiscali, tagli al welfare,congelamento delle pensioni, ecc.
Il problema non è lo 0,5% in più che puoi avere, o la “sicurezza” che è virtuale visto che per ora nessun greco ha avuto probloemi a lasciare i suoi depositi in banche greche. Il problema reale è che per trovare i soldi quando ci sono manovre di austerity chi paga è il cittadino residente, e se il mercato del lavoro è fermo, se gli stipendi sono fermi se non diminuiscono(almeno quelli statali), se pagare un ticket sanitario ti costa un botto, e paghi più tasse, e l’asilo e l’autobus ti costano molto di più, e se sulla tua casa ci mettono un aumento di tassazione con nomi di vario genere e magari una patrimoniale sui propri beni mobili e immobili, magari ovunque detenuti (Tremonti ha ipotecato i nostri beni in Europa, non mi invento nulla), allora il problema è che al cittadino escono molti soldi e forse ne entrano meno. Ecco perchè in Grecia ci sono le rivolte sociali, il ricco che ha la casa a Cipro ci trasferisce la residenza fiscale aiutato da consulenti ben pagati e finiscono lì i suoi problemi. Il ceto medio no. Quello al massimo ha trasferito una parte di soldi all’estero per timore dell’uscita euro ma alla fine è in piazza a manifestare perchè STA pagando.
Con questo lo ribadisco: voglio solo fotografare una realtà che avviene in altro Paese (e non solo)per rendere consapevoli. Se sposti denaro per il discorso euro è un conto, se lo fai per la crisi ipotetica che arriverà in Italia, stile Grecia, allora non è secondo me questa la strada per tutelarsi. Mio parere personalissimo.
@ Barbamamma e Massimiliano Basile.
Vedo che entrambi dite che la mia ipotesi è corretta e quindi comprando un Bund tedesco presso una qualsiasi Banca italiana, si dovrebbe essere sicuri di ricevere indietro tutto il Capitale investito e gli interessi, sia nel caso in cui in default ci vada l’ Italia, sia nel caso ci vada solo la Banca italiana presso la quale si è acquistato il Bund e sia nel caso ci vadano entrambi. Non solo ma nel caso di Euro 1 ed Euro 2 si dovrebbero ricevere Euro 1 (perché i soldi uno li ha prestati alla Germania) e quindi anche rivalutati rispetto all’ eventuale moneta adottata dall’ Italia. Esatto ? O capito bene il vostro pensiero ?
@ Mauro Corradi
Ci terrei molto a sapere anche il tuo parere, perché leggendo in giro nel sito mi sembra che tu non sia d’accordo sul fatto che i Bund detenuti in una Banca Italiana siano al riparo dal rischio defalut. Così almeno mi è sembrato di capire leggendo dei tuoi post nel blog “Prepariamoci al peggioâ€. Se così è, sarebbe interessante per tutti sapere quali sono le motivazioni che ti portano a questa convinzione.
@ Barbamamma
d’accordo con quello che dici, tutto vero e terribile, le tue preoccupazioni sono anche le mie. Ci aspettano tempi bui, ma purtroppo sono tutte cose che chi agisce in maniera legale (cosa per me ovvia) non può assolutamente evitare.
secondo me semmai ci dovesse essere un euro2 italiano varrà il principio di territorialità quindi se i soldi sono in Italia, purchè in euro (cioè non in dollari, sterline..) e detenuti da cittadino fiscalmente residente , allora non sei tutelato. Il dubbio può essere sull’emissione, cioè se si valuterà l’emissione euro come emissione in Euro tedeschi? forse si ma non ne siamo certissimi, del resto l’ipotesi di un euro spaccato è una ipotesi indeterminata.
La tutela di cui parli investendo in bund:
– rischio Paese (tranquillo, investi in titoli tedeschi con bassa rischiosità di default)
– rischio bancario (in teoria tranquillo, in pratica abbiamo casi italiani in cui le banche in crisi hanno bloccato l’operatività in titoli dei clienti, comunque si tratterebbe di operatività e forse temporaneamente)
– rischio valuta: dipende, come indicato;
– rischio Paese Italia: sul tuo bond nessuno, salvo che non applichino una patrimoniale comprensiva di titoli e-o aumentino il capital gain= il tuo bond lo tieni ma ci paghi più tasse.
Grazie Barbamamma
per la chiarezza e la precisione nell’ indicare i vari rischi che si corrono sul Bund custodito in una Banca Italiana. Allora mi viene spontanea una domanda : se il Bund si custodisce in una Banca estera (ad esempio Svizzera, che preferisco perché abbina 2 cose per me importanti, ossia la solidità e il fatto che parlano Italiano), non vengono meno tutti i rischi che hai opportunamente elencati ? In caso di euro 1 e euro 2 (non credo semmai ci si arriverà che la svalutazione possa essere inferiore al 10-20 %), la Germania mi dovrebbe rimborsare obbligatoriamente Euro 1 così come li rimborsa ai suoi cittadini tedeschi o a quelli svizzeri che detengono Bund, visto che il rimborso del Bund va su un conto svizzero e quindi viene meno il principio della territorialità italiana, giusto ? Certo resta il rischio della patrimoniale o aumento di tassazione da parte del governo Italiano, ma su quello non credo che si possa sfuggire. Cosa ne pensi ?
La Svizzera non ha l’euro quindi i depositi in euro sono Valuta estera per loro.
Quindi non sappiamo se in una eventuale forse solo ipotetica scissione euro1 e 2, la banca riconosca la valuta in 1 o 2 a seconda della territorialità del debito (bund tedesco) o del detentore(italiano).
Diverso sarebbe se fosse depositato in banca di eurolandia tipo germania, francia, austria.. sempre che viga il principio di territorialità .
Siamo nel campo delle ipotesi perchè come immagini è uno scenario che forse non si realizzerà mai e di cui quindi non possiamo saperne gli effetti preventivamente.
Di certo io penso che prima o poi almeno un Paese di eurolandia esca dalla moneta, e quindi vedremo in quel caso cosa succederà e sarà da vademecum per il futuro.
Infatti il concetto è capire cosa succede nel caso in cui vi siano due monete fra i Paesi che finora usano l’euro, che poi si chiamo euro 1 ed euro2 oppure euro e dracma, oppure supereuro ed euro non conta ai fini della valutazione delle strategie applicate da Bce e banche centrali nel valutare a quale categoria monetaria appartengono situazioni come quella che hai descritto.
cds Grecia a 1632.
se continua con questo trend non supera l’autunno.
L’asse franco-tedesco vuole un altro veloce aiuto per la Grecia.. a luglio potrebbe slittare l’aumento dei tassi bce..
Domanda: e se si comprano titoli di stato svizzeri, denominati in franchi svizzeri, presso una banca italiana? Si potrebbe allo stesso tempo, evitare il rischio defalut Italia/Banca Italiana che custodisce il titolo + il rischio euro1/euro2, che ne dite?
se hai qualunque patrimonio denominato in valuta resta in valuta, non divent mica euro, o euro 1, o euro 2 o altro. Sono chf e restano tali qualunque cosa accada all’euro (semmai aumenteranno la loro valuta di cambio).
Il rischio banca italiana lo abbiamo già detto, fino a 20k in titoli sei tutelato dal fondo di garanzia. Per ora le banche commissionariate hanno bloccato i depositi titoli dei loro clienti. Di certo il rischio banca è diverso dal rischio titolo, ma ovviamente va scelta una banca affidabile e patrimonializzata. Il rischio Italia è svincolato dal tuo titolo svizzero, salvo tasse patrimoniali sui beni mobili detenuti dai cittadini residenti fiscali in Italia, allora pagheresti delle tasse in più.
Valutate bene reali, ricordo che l’inflazione sta aumentando velocemente ogni mese, se la bce continua a pompare denaro..vi ho già detto troppo.. bye e buon w-e
Scusa Barbamamma, ma penso di non aver compreso la tua risposta. Salgio diceva che comprando da una Banca Italiana X un Titolo di Stato Svizzero i suoi soldi starebbero al sicuro sia da un eventuale default della Banca Italiana X che da quello dell’Italia. Hai risposto che sei tutelato fino a 20K in titoli dal fondo di garanzia. Penso che ci sia un errore di interpretazione, perché se uno possiede un titolo di Stato Estero mettiamo di 100K, è lo Stato Estero che a scadenza ti deve rimborsare i 100K, non vedo cosa c’entra la Banca Italiana X o lo Stato Italiano. Salgio in questo caso ha prestato soldi allo Stato della Svizzera e si è assunto un rischio controparte sullo stesso, non vedo come possa la Banca Italiana X o L’Italia prendersi i 100K di Salgio e restituirgliene 20. Cosa diversa è il blocco depositi, che può essere solo temporaneo, in attesa degli adempimenti burocratici del default. Penso che sia così, giusto ? O ti riferivi al default della Svizzera ?
@crisone: ufficialmente i titoli in deposito sono di proprietà dei clienti . Ufficialmente la Grecia non è in default. Ufficialmente l’inflazione italiana è al 2,6%. Ufficialmente gli Usa hanno rating AAA. Ufficialmente la L.Brother era nell’elenco patti-chiari. La tua osservazione è corretta, cercherò di attenermi alle notizie ufficiali per evitare confusione 🙂
In teoria: un titolo di stato estero in valuta non euro dovrebbe coprire dal rischio banca/paese e dal rischio di una fortissima svalutazione dovuta ad un’eventuale default dell’italia. Ricordiamoci che in Argentina hanno prima bloccato i conti correnti e poi li hanno sbloccati con la sorpresina che il peso argentino valeva 1/4 di prima. Quindi, non è che lo stato ti ruba i soldi, se ci dovesse essere il default, ma ovviamente quello che ti restituisce vale molto meno di prima. Io penso che questa soluzione sia la migliore, se si vuole tenere i capitali in Italia, anche se ci potrebbero comunque essere altre sorprese del tipo super – tassa patrimoniale, o altre cose del genere.
si, però l’Argentina aveva ed ha la sovranità piena sulla sua politica monetaria, invece l’Italia ha una politica monetaria delegata all’Ue (BCE), quindi nell’ipotesi lontana e teorica di un default non potrà mai svalutare i depositi bancari in Euro sul suo territorio perchè non ne ha potere. Salvo che decida di uscire dall’Euro, allora riacquisterebbe sulla sua vecchia o nuova valuta diversa da Euro la politica monetaria per mezzo di Bankitalia così come oggi avviene per Gb ed altri Paesi che fanno parte dell’Unione Europea ma che non fanno parte parte della unione monetaria, che quindi non hanno l’euro ma come nell’esempio di GB hanno la sterlina e decidono autonomamente eventuali svalutazioni così come decidono i tassi ufficiali di sconto.
Ciao a tutti ,inutile dire che siete un faro in questa tempesta,grazie!!
@barbamamma : potresti fare un esempio di banca sufficientemente patrimonializzata?
es.Raiffeisen Zentralbank come la vedi?
-coloro che avevano cassette sicurezza in banche commissariate non potevano accedere?
Grazie
per la banca bisogna vedere il cor tier 1 del suo bilancio.
per le cassette di sicurezza non ho capito la domanda, ti riferisci alla Grecia? Io non credo sia vietato l’accesso a cs..
La banca ha superato(per quel che serve) lo stress test del 2011 ,risulta cor tier 1 del 7,8% , nel2010 era del 9,5% …Ho letto che è abbastanza esposta con paesi dell’est ove pare abbiano posto un freno slla fluttuazione del fiorino con conseguenti perdite per le banche Austriache.
C.s.- mi riferivo al caso dei piccoli istituti Italiani saltati di recente(mi sembra in Romagna) e anche Grecia ,a prop. a quanto rimborsano i tds ai privati?
Daresti ancora fiducia a banca intesa e unicredit considerando la palese crisi di liquidità attuale?
Immagina (così per parlare,se ne hai voglia) che tra un’ora siamo al 13-11-2012 come saremo messi in Italy?
Ciao
lo stress test non lo ha superato di molto, ma ricordo che Mps lo ha fatto ancor meno. Bene che ti sei informato anche su dove è esposta la banca. Molte banche sono state un pò danneggiate patrimonialemente da esposzioni in est europa, non ultima Unicredit, ma non credo se ne parli molto in Italia. La banca recentemente in liquidazione (romagna) è un esempio di come si lascino un pò al loro destino le piccole realtà mentre al momento le grandi banche, dette SISTEMICHE, fra cui Unicredit, rientrano in unalista di 29 banche che il g20 ha sostanzialmente fatto intendere che sosterrà ma che devono patrimonializzarsi di più. Ecco perchè dei tagli di personale e di dividenti di Unicredit. Unicredit è l’unica italiana fra le too big too fall. Certo che la vedo comunque dura a non salvare anche una banca intesa.. La crisi di liquidità è sistemica, se vai con un pò di liquidità in una banca pur di farti depositare da loro si prostano con azzeramento costi, limatura commissioni e rimborso spese altra banca. Lo facevano anche prima ma molto meno. 13.11.2012? non sono cassandra anche se con un pò di osservazione su qualche cosa ci ho preso negli articoli che ho scritto ( a partire dal governo monti di cui scrivevo già in agosto nell’articolo “per chi suona la campana”). Io penso che sia evidente un tentativo di impostare una federazione europea di stati con una governance finanziaria comune. Penso che verranno fatto le manovre che indicavo in elenco nell’articolo ” patto europlus: quello che ci attende”, che in Italia l’immobiliare conoscera una dura battuta d’arresto, che ci sarà un pò di scontento perchè la crisi in Italia è peggiore che in altri Paesi, migliore di alcuni ma peggiore di molti altri, e questa è una verità che purtroppo è stata troppo a lungo nascosta e ora si vede con la pressione che i mercati hanno più per l’Italia che per altre nazioni europee, anche se nessuno le tira fuori da problemi e pure responsabilità. Mi piacerebbe uno sforzo comune in Italia, ma i particolarismi vorranno resistere, spero solo che questi particolarismi non facciano cadere questo governo prima del 2013 perchè i mercati reagirebbero con uno sfondamento dei btp oltre il 7,5% e il default non annunciato ma tecnico potrebbe non essere più un fatto impossibile, cosa che costerebbe molte manovre, stavolta scelte direttamente dal FMI.