Fusione fredda
Scritto da Massimiliano Brasile
2 Agosto 2010 | Energia
Proprio in questi giorni abbiamo assistito al sorpasso, in termini di diminuzione dei costi per kWh del solare rispetto al nucleare. Un risultato che da solo dà da riflettere, soprattutto se pensiamo agli impatti ambientali e tralasciamo sterili polemiche. Altri interessanti risultati provengono poi sempre dalla ricerca, che sta valutando come utilizzare materiali organici alternativi al silicio per la produzione di energia fotovoltaica.
Tuttavia, parlando energia e di nucleare, mi stupisco che si continui ad ignorare la fusione nucleare fredda.
Qualcuno ricorderà i nomi di Martin Fleischmann e Stanley Pons, gli scienziati che nel 1989 parlarono per la prima volta di fusione fredda e che in seguito furono esiliati dalla comunità scientifica che bollò la teoria come una bufala, invece di approfondire gli studi e comprendere appieno il fenomeno.
In realtà in tutto il mondo sono partite ricerche sull’argomento e soprattutto in Italia sono stati ottenuti dei risultati fondamentali che stranamente non hanno ottenuto alcun eco, né sulle riviste scientifiche, né tantomeno nei canali generalisti.
Ricordo di aver assistito diversi anni fa ad un servizio sull’argomento, presentato da Report (trasmissione che giudico personalmente un esempio di vero giornalismo) e che grazie alla pubblicazione online degli archivi RAI è tuttora visibile a questo indirizzo, con il titolo emblematico “Troppo bello per essere vero“. In tale puntata, oltre a descrivere in modo davvero semplice le possibili implicazioni che deriverebbero dall’utilizzo di questa nuova fonte di energia, veniva presentato il lavoro del fisico Giuliano Preparata.
[mediaplayer src=’mms://a1124.v560967.c56096.g.vm.akamaistream.net/7/1124/56096/v0001/rainet.download.akamai.com/56228/raitre/report/37187.wmv?auth=daEdhbraadVc7b_asa6dDcdd8caaxa7cgaI-bmvdvo-8-HkyurHu&aifp=V001′ autoLoad=1]
Tale lavoro è alla base degli studi successivi che sono stati portati avanti in tempi diversi, anche sotto il coordinamento di Carlo Rubbia, presso l’ENEA di Frascati. Ma probabilmente se non fosse stato realizzata una nuova inchiesta giornalistica intitolata “Il rapporto quarantuno” (stavolta di RaiNews24), non ne avremmo saputo nulla.
[mediaplayer src=’http://www.rainews24.rai.it/ran24/inchieste/video/18102006_rapporto41.wmv’ autoLoad=1 ]
Uno strano silenzio che copre il clamore che deriverebbe dalla possibilità di poter generare tutta l’energia di cui abbiamo bisogno con una spesa ridicola per singolo kWh.
2 Agosto 2010 | Energia
Tags: carlo rubbia, enea, fusione fredda, giuliano preparata, rainews24, report
bell’articolo!
aggiungo un link riferendomi ai materiali alternativi al silicio
http://nadali.blogs.com/nadalicom/2004/02/diamanti_sintet.html
Mi spiace vedere questo blog scrivere di certe bufale. Spero che il prossimo post non lo facciate sui rettiliani o sui “metodi di trasmissione dell’energia senza fili”.
@monica
grazie della segnalazione! indubbiamente l’argomento andrebbe approfondito.
@anonimo
E’ bello sapere che ognuno ha la sua opinione, tuttavia spero si mantenga un grado di serietà che si sia a favore o meno delle opinioni riportate (a prescindere dall’argomento).
Chiaramente poi le scelte editoriali non possono essere influenzate da chi critica senza proporre argomenti costruttivi (e che per giunta si firma anonimo).
Ottima sintesi. Purtroppo il consenso scientifico sulla FF è ancora lontano dall’essere raggiunto. Esistono troppi (loschi) interessi in gioco, forse gli stessi che ostacolano da tempo lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Se siete interessati, vi propongo un mio approfondimento: http://bit.ly/ap8tVX
Scusate, ecco il link diretto: http://gifh.wordpress.com/2010/07/11/fusione-fredda-un-tema-sempre-scottante/
ciao Gifh.
grazie per il tuo contributo: penso che abbia valore divulgare il più possibile le informazioni a disposizione sull’argomento.
Molto interessanti le interviste di “60 minutes”. La frase emblematica è proprio questa: dire che non capiamo questo processo ed è per questo motivo che non lo studiamo sarebbe come dire che sono troppo malato per andare dal dottore.
il potenziale è stato dimostrato, probabilmente occorre più tempo per comprendere appieno il fenomeno e spiegare l’eccesso di calore in che modo viene prodotto.
Vedo che purtroppo si dimentica che sulla fusione fredda ci fu un ricercatore italiano, il Prof. Francesco Premuda, che scrisse l’unica delle lettere a Nature pubblicata sull’argomento, che successivamente pubblicò un lavoro sulla fusione fredda pubblicato, anche se dopo ben cinque anni di discussione con i referee, da Fusion Technology, sulla base del quale un suo allievo, l’Ing. Emanuele Costa, realizzò un esperimento nell’ambito del quale si era ottenuto il pieno controllo sulla reazione e soprattutto la distruzione in circa una settimana di elementi radioattivi che normalmente decadono in migliaia di anni. Su questo è stato realizzato un brevetto nazionale che non si riesce ad estendere al resto del mondo per mancanza di fondi.
Ciao Massimiliano,
concordo con te sulla bontà del lavoro della Gabanelli, che ritengo essere, assieme a pochi altri, una delle poche vere “firme” rimaste in Italia.
Resto però un po’ scettico, da razionalista quale sono, sulla fusione fredda.
Per alimentare il dibattito ti segnalo un link del CICAP, di cui sono socio, ma ne esistono altri sull’argomento:
http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=273923
Sarei il primo ad essere contento di una cosa come la fusione fredda, ma le emergenze scientifiche sono davvero troppo poche e contraddittorie per poterci credere.
@Margherita
grazie per la segnalazione. il mio articolo voleva essere uno spunto di riflessione senza alcuna pretesa di esaustività e ben vengano informazioni come la tua!
non sarebbe male approfondire.
@Michelangelo
lo scetticismo è sacro anche per me, agnostico come sono. non posso tra l’altro non amare il CICAP e ora che so che ne fai parte, approfitterò senz’altro. ciò che mi interessa, o mi interesserebbe, è la possibilità che ci sia un approccio “laico” al problema, senza alcun fondamentalismo in agguato. se c’è un fenomeno ancora non compreso, ritengo vada indagato.
anticipo che grazie a un fortuito incontro con un ricercatore dell’ENEA sono riuscito a entrare in contatto con un illustre professore che mi ha recapitato in segno di amicizia una pubblicazione interna, che riassume lo stato degli studi sulla Fusione Fredda condotti dall’ENEA. spero quanto prima di poterne parlare, se l’interesse sull’argomento non è solo mio.
Be’, interesserebbe anche me!
lo scorso 3 agosto e’ morto Martin Fleischmann.
per ricordarlo il Sole24ore rilancia l’argomento della sua scoperta sulla Fusione Fredda, che conferma che la ricerca sta andando avanti neanche tanto nascosta
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-08-09/fusione-fredda-eredita-martin-180919.shtml?uuid=Abh1E5LG
nell’articolo viene citato il lavoro di un ingegnere italiano, ma anche se non indicato e’ probabile si tratti di Andrea Rossi e il suo E-Cat di cui parlavamo all’inizio dell’anno http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/prima-applicazione-commerciale-della-fusione-fredda.html