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Home restyling: come vendere casa velocemente e bene

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16 Settembre 2011   |   Opinioni

Home restyling: come vendere casa velocemente e bene

Comprare casa è sempre un passo importante e, soprattutto in momenti di incertezza economica, richiede una lunga riflessione.
Secondo ricerche in merito, la prima visita è quella che impressiona di più nella scelta di comprare o meno la casa.

Certamente ci sono persone che hanno più esperienza, occhio, magari denaro, e riescono a valutare anche il potenziale di una casa che vedono in rovina e che immaginano già ristrutturata, ma la maggior parte dei compratori si lascia impressionare da come la casa già si trova. Meglio quindi investire da poche centinaia a poche migliaia di euro e trasformare l’immobile rendendolo appetibile sul mercato.

Un appartamento curato si vende meglio di uno trascurato e con qualche difetto; proporre un ambiente in ordine e libero da mobili inutili lo rende molto più desiderabile; spende una somma relativamente piccola per qualche lavoro di ristrutturazione aumenta decisamente il valore dell’abitazione. Gli architetti specializzati in interior design possono offrire la loro consulenza e spesso organizzano tutti i possibili lavori di restyling. L’home stager dovrà stilare una lista dei pro e dei contro della casa, ovvero, con occhio critico vagliare punti di forza e debolezza dell’immobile. Maquillage per la casa: pulizia, spazio, luce, eliminando gli oggetti che ingombrano il passaggio o riducono troppo il volume delle stanze.

Vi aiuterà a pensare al primo impatto, guardando la casa come se fosse la prima volta. L’ingresso è il biglietto da visita, mentre i locali che “fanno casa” sono il soggiorno e la cucina, cui è necessario dedicare una cura particolare. La neutralità è un must: niente personalizzazioni eccessive e stili troppo marcati. Questo allarga le possibilità di incontrare i gusti dei possibili acquirenti.

Chi preferisce fare da sé dovrà ricordare poche semplici regole: in particolare è bene immaginarsi di essere nei panni di chi visita l’appartamento per la prima volta e ricordare che la prima impressione è quella che conta. Il primo passo consiste nell’individuare i possibili difetti che possono rendere difficile la vendita, così sarà possibile eliminarli o valorizzarli rendendoli un elemento di carattere. Levare i tendaggi pesanti e tinteggiare con colori chiari e neutri renderà gli ambienti più luminosi; eliminare soprammobili e complementi d’arredo renderà la casa meno legata al carattere del proprietario aiutando il possibile acquirente a sentirla propria; gli spazi ristretti appariranno più comodi se i mobili saranno pochi e ben collocati, oppure con un pavimento uniforme tra un ambiente e l’altro.
La moda nata in Canada, diffusa in Francia, ora sta prendendo piede anche in Italia, gli immobili dal look rinnovato si vendono prima e meglio lasciando i vecchi proprietari soddisfatti dei soldi investiti.

I soldi infatti per il restyling sono una percentuale irrisoria rispetto al costo finale della casa, che sarà meno penalizzato rispetto a quanto non lo sarebbe con una casa mal curata o troppo personalizzata.

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16 Settembre 2011   |   Opinioni

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4 commenti su “Home restyling: come vendere casa velocemente e bene

  1. Ms- barbamamma ha detto:

    oggi è uscito un articolo di panorama sulla linea di questo da noi inserito. Evidentemente se se ne parla anche sui media più conosciuto è perchè il mercato immobiliare italiano sta passando momenti poco felici.
    per una lettura ecco qui http://blog.panorama.it/economia/2012/02/09/lavoro-come-diventare-home-stager/

  2. MS-barbamamma ha detto:

    secondo il censis, l’effetto imu porterà al crollo dei prezzi delle seconde case del 20% con picchi del 50%. http://www.corriere.it/economia/12_aprile_19/ferraino-effetto-imu-case-giu_62956ae2-89e4-11e1-a379-94571f4a698e.shtml
    Non so se si arriverà al 50%, ma di certo le località meno appetibilie le abitazioni meno pregiate (da ristrutturare, non in zone a forte turismo, ecc..) subiranno di più una flassione.
    Le case nuove sono ferme, almeno le seconde case.
    Lo scorso anno per la prima volta ho visto i cartelli pubblicitari di vendita case in una rinomata località abruzzese..mai visto, ho pensato che fossero in crisi e osi’ è dai dati. Pare che molti altri episodi di invenduto sul nuovo si registino anche in zone come Reggio e Modena, ma penso sia un dato più in generale che colpisca il settore. Sul “vecchio” ho personalmente notato che se avessi venduto la mia casa di Milano oggi anzichè un anno fà (con prezzo fissato un anno e mezzo fà), oggi dovrei venderla ad un buon 15% in meno, in media con punte anche più basse fino al 19%. Si tratta di migliaia di euro in gioco, è davvero incredibile dopo anni di rialzi folli, ma anche prevedibile perchè in Italia era evidente in alcune zone almeno, una bolla speculativa. I motivi della bolla possono essere tanti, ricordiamo anche che da fatti di cronaca, l’immobiliare è anche un veicolo di riciclaggio di denaro delle mafie.
    La tassazione sulle case NON diminuirà, anzi aumenterà con l’aumento dei valori catastali che pian piano avverranno. Si punta a fare come in molti altri paesi europei e chissà se in caso di problemi di bilancio non mettano anche la tassa sull’abitazione, una sorta di seconda imu. Su una casa da circa 100 mq o poco più si arriverà a pagare sui 2000 euro all’anno, stile francese o inglese. Anzi anche di più forse.. in Francia si paga in base al comfort..hai tre bagni e una piscina? paghi di più perchè hai più comfort.
    Considerato che in Italia spesso si punta a ristrutturazioni di tutto rispetto lo Stato italiano avrà un bel sacco da cui prendere. e del resto se il patrimonio degli italiani è almeno tre volte il debito pubblico ecco che attingeranno senza bisogno adesso, almeno per ora , di ricorrere a spauracchi di default, salvo far spauracchi per spingere a manovre impopolari.
    Chi ripaga gli italiani dell aperdita del valore della propria casa del 20%? non è forse una tassa?
    e quando arriverà la plusvalenza sulle vendite delle secnde case l’immobiliare sarà un ottimo affare per chi ci vorrà investire
     

  3. MS BARBAMAMMA ha detto:

    casa: non voglio dire nulla di nuovo ma solo fare un ragionamento che, invece, parlando con amici, pare si ignori.
    Partiamo da lontano, perchè in Germania il mercato immobiliare non è speculativo e i prezzi bassi? I motivi sono vari, ma due sono principali: crollo demografico dal dopoguerra e scarsa qualità degli alloggi esistenti (naturalmente associato a politiche per l’affitto, ecc..).
    L’aspetto demografico è quindi importante, ovvero se la offerta supera la domanda i prezzi scendono. In Italia andiamo a vedere come sono le prospettive demografiche e scopriamo che non sono felici, e che se ancora si regge è per i figli nati da immigrati.
    Chi compra quindi case? Ci sono , generalizzando al massimo, italiani che comprano la prima casa, spendendo magari non molto se è il primo acquisto e poi cambiando in case più grandi o meglio piazzate nel corso della vita; poi abbiamo italiani e stranieri che investono in seconde case, quel al mare, o in montagna, o quella nella zona universitaria o centro città d’arte per affitti fruttuosi; poi ci sono immigrati con stipendi medio-bassi che sono in affitto e che comprano lo fanno con una spesa non esagerata, quindi si orientano su case di centri storici non di pregio (intendo dire che magari abitano il centro storico di San Salvo ma ovviamente non il centro storico di Roma) e zone periferiche o fuori città, meno care come prezzi e magari di qualità del costruito non eccelsa.
    Ebbene, lasciando da parte il mercato delle seconde case, che è altalenante e può dipendere ma molti fattori (vedi Spagna o Florida), il mercato delle abitazioni non turistiche va visto in quest’ottica fra 20 anni e più. Paradossalmente già fra alcuni anni (meno di 20) potremo trovarci con una quantità di case nuove o seminuove (diciamo costruite bene) con pochi acquirenti, e una domanda per le case “vecchie” in zone non di pregio o nei centri storici dei borghi non famosi.
    Se a questo si associasse una lungimirante (e forse mai realizzata) politica per il recupero dei centri storici dei borghi, un tale investimento potrebbe essere, seppur non esagerato come prezzo di partenza, con una buona rivalutazione, specie se a questo si associasse una defiscalizzazione ed incentivi per acquistare nei borghi da parte di investitori stranieri.
    Chi conosce l’exploit delle casette e ruderi e trulli di campagna del Salento sà che fino a dieci anni fà valevano ben poco rispetto ad oggi ed il motivo è stata la forte domanda di stranieri (inglesi, belgi e francesi in primis).
    La domanda và quindi analizzata e proiettata, almeno va’ considerata prima di fare un investimento.

  4. monica barbamamma ha detto:

    un anno dopo ne parla anche il corriere.. http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_20/vuoi-vendere-casa-dal-monte_49feaf94-1a7f-11e2-a470-3b372467b052.shtml
    sempre tardi questi giornali, un anno fà aveva senso (inizio contrazione del mercato), ma con la depressione delle transazioni immobiliari di oggi altro che restiling.. meglio optare per soluzioni diverse come il viager con rendita e poi affittare casa, doppio introito che copre un mutuo successivo per nuova casa di abitazione personale.

Grazie.