DepositoSicuro di Banca Marche: prime avvertenze
Scritto da Mauro Corradi
10 Febbraio 2011 | Conti di deposito
Per i lettori che hanno deciso, nonostante le perplessità, di accendere il nuovo conto di deposito di Banca Marche, lanciamo un primo consiglio operativo.
Una delle prime astuzie escogitate da Banche Marche nell’organizzare questa offerta è quella della data di decorrenza del periodo promozionale con interessi al 3%.
Mentre generalmente questa data decorre dall’accredito del primo bonifico, quelli di Banca Marche hanno maliziosamente escogitato di farla decorrere dalla data di compilazione online del modulo di richiesta apertura conto, così da guadagnare preziosi giorni di valuta.
Raccomando quindi ai lettori intenzionati ad aprire questo conto deposito di organizzarsi bene, facendo in modo, nel momento in cui compileranno il modulo online (da cui verrà generato il contratto in pdf con già indicate le coordinate Iban del conto di deposito acceso) , di avere già disponibile sul proprio c/c predefinito l’intera somma che si intende trasferire sul conto di deposito di Banca Marche, ed effettare quindi il bonifico subito dopo la sottoscrizione online.
In questo modo eviterete di perdere preziosi giorni di valuta a vantaggio della banca, perché lo scopo di quest’ultima è ovviamente quello, attraverso queste astuzie, di ridurre il più possibile i giorni di interessi da erogare al tasso promozionale del 3%.
Ricordate che l’ambizioso obiettivo numero uno di un piccolo risparmiatore smaliziato deve essere quello di saper prendere in contropiede la banca ogni volta che se ne presenta l’ occasione.
10 Febbraio 2011 | Conti di deposito
Tags: banca marche
Scusami ma questa Banca lo scrive chiaro e tondo nelle FAQ che la decorrenza è da data contratto. Se io ci verso 1 mln di euro (ah ah !!) dopo 5 giorni dall’apertura indicata a contratto, gli interessi lordi che perdo ammontano a 410 euro circa. Se invece verso 100.000 gli interessi lordi di 5 giorni cubano 41 euro ….. troppi ne devono fare per ottenere risultati apprezzabili con questa “astuzia”. Concordo assolutamente sul fatto che bisogna stare attenti…. ma essere prevenuti è altra cosa. Ciiiiiao
se fosse veramente come dici tu (nel senso che con questa astuzia non ci guadagnerebbero niente) stai pur certo che avrebbero fatto decorrere gli interessi, così da stare pari alla concorrenza, dalla data del primo bonifico. Se invece non lo hanno fatto un motivo c’è. Ed è logicamente a loro favore. Anche se minimo. Le banche si attaccano sempre a tutto pur di non rimetterci, anche ai particolari più piccoli.
Ultime news (ancora brutte) su questa banca. Da L’Espresso (11/2/2011) – Banca Marche ”scrigno” della ‘cricca’, il gruppo di potere che si spartiva i contratti delle grandi opere. E’ la tesi dell’Espresso, che, in un articolo sul numero in uscita domani, punta i riflettori sull’istituto di credito marchigiano e su ”operazioni sospette per decine di milioni”.
Secondo il settimanale, davanti ai nomi di Anemone e Balducci ”gli impiegati si mettevano ‘a disposizione”’, ”accettavano il deposito di grosse somme di denaro, anche in contante, senza che venisse identificato chi realmente effettuava l’operazione. O pagavano assegni non trasferibili a persone diverse da quelle indicate, ignorando tutte le norme.
La stessa procedura di favore – dice L’Espresso – era estesa anche ai bonifici e ai prelievi: milioni di euro che andavano e venivano senza segnalazioni antiriciclaggio”. Operazioni che dovevano essere notificate a Bankitalia, invece ”non e’ stato mai fatto”.
Insomma, sostiene il settimanale, ”lo scrigno dei soldi facili della Cricca e’ stato individuato dai magistrati di Firenze e Perugia nella Banca delle Marche. Li’ Balducci, Anemone e la loro corte di amici, soci e familiari godevano di percorsi facilitati per muovere denaro, inclusi i quattrini che secondo gli investigatori erano tangenti”.
La vicenda finisce nel mirino degli ispettori di Bankitalia. Quando la banca ”comprende di avere in casa gli indagati ai quali ha steso tappeti d’oro cerca di correre ai ripari” e collabora con gli ispettori. ”Le ‘anomalie’ riportate nella relazione riservata sono tante e una frecciata gli ispettori la inviano anche alla direzione generale, di cui e’ responsabile Massimo Bianconi”, ”protagonista – chiosa l’Espresso – delle cronache finanziarie ma anche di quelle giudiziarie”, in quanto ”indagato nell’ambito dell’inchiesta sull’immobiliarista Danilo Coppola”.
Secondo il rapporto di Bankitalia, riporta ancora l’Espresso, l’istituto ”custodisce 17.500 conti senza certezze sull’identita’ dei titolari”; 40 di questi depositi sarebbero relativi ”a societa’ lussemburghesi o di San Marino”. La direzione generale delle Banca, per rispondere ”alle ‘omissioni’ contestate ha avviato procedimenti disciplinari per i responsabili delle filiali coinvolte nell’inchiesta”.
purtroppo ho già aperto il conto e ho pure già fatto il primo versamento, se potessi tornare indietro non lo rifarei di certo, non vorrei che questa banca va a fare la fine della Sedici Banca e della controllante Cassa di Risparmio di San Marino. C’è da andarci piano ad attaccarsi indistintamente a tutte le promozioni.
Il paragone che fai con la CR San Marino mi mette i brividi alla schiena. Certo che anche in quell’occasione cominciò tutto all’incirca così. Ed è finita come sappiamo…
@luxor
se come dici hai appena fatto il primo versamento, ritengo tu sia ancora in tempo per recedere dato che si tratta di un contratto aperto a distanza. nel contratto che hai sottoscritto deve essere presente la clausola di ripensamento entro 10gg (da valutare poi da quando parte il conteggio di questi giorni).
si il diritto di recesso è previsto all’art. 18 comma 2 delle norme generali, esercitabile entro 14 giorni dalla data del perfezionamento. Mi pervade il timore di questa banca perché ricordo che anche la Carim (Cassa di risparmio di Rimini) cominciò i suoi guai a seguito di una ispezioni di bankitalia, e finì poi commissariata. Queste banche dell’Italia centrale, operando in un territorio abbastanza povero di risparmi, è inevitabile che per sopravvivere finiscano con l’operare con modalità oltre il limite della regolarità . Col rischio di finire nei guai.
Io il primo bonifico non l’ho ancora fatto, ma a questo punto penso che non lo farò
Ragazzi state parlando di una realtà importante per la Regione Marche e per il centro italia, una banca che aiuta le imprese del territorio a cui fa riferimento, una banca che svolge un ruolo sociale importante aderendo alle iniziative di università e regione. Non è solo un istituto cinico e votato al guadagno. L’ispezione di Bankitalia presso questa Banca c’è stata più e più volte e si è sempre conclusa dignitosamente per quest’ultima. In quest’ultimo caso l’ispezione ha riguardato la Banca per eventi diversi da quelli che sono indicati sull’articolo che viene postato e stranamente l’espresso parla solo di Banca Marche quando in realtà l’ispezione si è svolta nei confronti di altri 4 istituti con conseguenze ben peggiori per gli altri.
Infatti Banca Marche ha ricevuto come unica indicazione la richiesta di aumentare le riserve relative ad una posizione attualmente a rischio per soli 9 milioni di euro. Consiglio che l’istituto ha seguito prima ancora della fine dell’ispezione.
Concludendo posso dirvi che fate bene a diffidare delle Banche in genere e ad attaccarle a priori solo perchè Banche e quindi oggettivamente e generalmente tacciate di strozzinaggio legalizzato, ma riflettete su quanto pubblicato da certi organi di stampa e sulla storia di certi istituti che hanno fatto e continuano a fare la grandezza di un fiorente territorio, che in questo momento così come in altri luoghi soffre per le difficoltà a tutti note, ma viene sostenuto da una Grande Azienda quale è Banca Marche che agisce ed interviene la dove le grandi realtà finanziarie del nostro paese non si espongono per una debolezza dei propri bilanci.
Per trasparenza, faccio presente che il commento di Massimiliano Bergamo proviene da “Banca Marche”. Insisto, sarebbe gradito presentarsi anche senza qualifica, ma indicando che si sta parlando per conto della banca.
Non vorrei dover scegliere se pubblicare o meno dei commenti per mancanza di trasparenza (vedi precedenti di Sofia sull’altro articolo). Ringrazio per la collaborazione.
Sarebbe interessante conoscere quali sono gli altri quattro istituti sotto inchiesta di bankitalia. Di certo c’è la Banca Popolare di Spoleto, di cui già ho letto essere ad imminente rischio commissariamento. Le altre presumo siano pure esse dell’Italia centrale, un’area con una economia basata sul piccolo artigianato che sta soffrendo in modo particolare le conseguenze di una crisi dalla quale farà purtroppo molta fatica ad uscirne. E’ questo secondo me il vero motivo per cui le grandi banche non investono in queste aree (e non per una fantomatica debolezza dei loro bilanci). E’ la consapevolezza della loro rischiosità che le porta a starne lontano. Ringraziamo comunque Massimiliano Bergamo per la nota che va ad integrare ed arricchire il nostro dibattito su Banca Marche.
le banche in questione potrebbero essere quelle indicate da questo articolo:
http://www.lettera43.it/economia/8530/il-commissario-draghi.htm
Ho visto i bilanci degli ultimi due anni, viaggia su una media di 100 mln netti annui di cui circa il 30 % distribuito ai soci. Da un articolo di un giornale regionale ho letto che anche quest’anno chiuderanno su quei livelli. Mi sembra una Banca seria che sa fare il suo mestiere, io i miei soldi li metto e li incrementerò anche, sono sicuro che faranno di tutto per coccolarmi.
Mah guarda, a parte i giudizi finora emersi, ti confesso che, con l’aria che tira, una banca che distribuisce ben il 30% degli utili agli azionisti anziché destinarli a riserve, al contrario di te mi spaventa ancor più di quanto già mi abbiano spaventato altri elementi già emersi. Non si può far finta di nascondere che ‘banchette’ come la Marche, l’Etruria e la Popolare Spoleto sono un rischio troppo alto per un piccolo risparmiatore che vi riversasse tutta la propria liquidità . E che poi la Marche farà di tutto per ‘coccolarti’ (in qualità di sottoscrittore di DepositoSicuro) è una barzelletta. Al momento finito il semestre si scende ad un ridicolo 0,75%. Questo è un fatto ineludibile. Tutto il resto sono solo ‘illusioni’ che lasciano il tempo che trovano. In ogni caso, per il bene di tutti, mi auguro di cuore di sbagliarmi.
Salve,
il problema della manutenzione di un blog come questo è la velocità con cui un post diventa vecchio; questo può portare a notizie stagnanti ed incomplete e, nel peggiore dei casi, addirittura “ERRATE”.
Ho il contratto sottomano e la dicitura è la seguente: “Il periodo promozionale di 8 mesi decorre dalla data valuta di accredito del primo bonifico”.
Appare quindi evidente che l’essenza stessa dell’articolo di questo blog decade immediatamente.
Questi sono i rischi del famoso “web 2.0”: chi manutiene un blog si deve occupare di tutte le questioni relative all’editoria, ivi comprese attività di manutenzione/aggiornamento/rimozione di notizie vecchie.
Questo mio intervento va inteso come critica costruttiva.
sono sempre interessato a discutere le critiche (dò per scontato che debbano essere costruttive), ma temo ci sia un po’ di confusione sulla definizione che hai di un blog: esso è una sorta di diario elettronico, il cui scopo è quello di approfondire arbitrariamente notizie e opinioni legate alle tematiche trattate. la manutenzione è demandata quindi a particolari sottoinsiemi di quanto riportato, ad esempio nel nostro caso della pagina di Monitor, delle calcolatrici, delle infrastrutture di servizio che non si vedono e poco altro. un blog non è un quotidiano, non è un’agenzia di rating, ..
per rispondere alla critica, l’articolo nel quale hai inserito questo commento ha una data esplicita di pubblicazione, ne consegue che le informazioni riportate hanno una valenza (e validità) a quella data. e si rimanda comunque e sempre a leggere le condizioni applicate dall’istituto del quale si sta approfondendo le caratteristiche di un prodotto, che a loro volta possono essere arbitrariamente variate da chi le ha emesse.
per tornare “in topic” non entro nel merito delle condizioni applicate ora, per le quali rimando a eventuali commenti dell’autore del post, ma se hai trovato interessante leggere un articolo vecchio sull’argomento, questa è già una giustificazione a “mantenerlo” online. se non altro per le interessanti conversazioni che ne scaturiscono poi sotto (e come avrai notato l’ultimo commento prima del tuo è di ben 4 mesi fa).
Caro Massimiliano,
apprezzo il tuo sforzo di avere scritto una risposta al mio post.
Perdonami, ma ho sorriso quando ho letto il tuo giudizio in merito al fatto che io sia confuso in merito alla definizione di blog; siccome sono del campo (quanto odio dover puntualizzare queste cose!), ritengo invece di avere un’idea molto chiara (e di ampio raggio) non solo sulla definizione di blog ma su tutta la materia che concerne internet in generale.
Possiamo troncare il discorso qui, affermando che in fondo si tratta di un diverso atteggiamento filosofico che tu ed io abbiamo nei confronti del cosiddetto “web 2.0”. Eppure la mia innata tendenza polemica mi costringere ad aggiungere qualcosa, andando naturalmente ed ovviamente totalmente off-topic. Me lo si conceda.
E’ pur vero che un blog assomiglia ad un diario, ma forse sta proprio qui il grande equivoco di come oggi viene vista internet.
Secondo me, infatti, tutto questo fiorire sparso di blog crea solo grande confusione: notizie false, notizie copiate, notizie vecchie. Per carità, forse sta proprio qui la bellezza di internet, mondo libero in cui ciascuno deve essere in grado di scindere ciò che è Vero (per sè) da ciò che è Falso, ciò che è Giusto da ciò che è Sbagliato (e via discorrendo).
Il fatto di delegare al lettore la responsabilità di capire se una notizia sia aggiornata o vecchia, giusta o sbagliata è certamente una cosa positiva (rispetto alla passiva tv), ma nasconde anche un sottile “pericolo”, ovvero la tendenza degli “editori del web” ad essere decisamente negligenti nel gestire e soprattutto nel “manutenere” i propri contentuti, quasi de-responsabilizzandosi (“è colpa di chi legge, non di chi scrive”).
E’ vero, mi portai dire che “ma oggi è proprio così”; è l’atteggiamento filosofico dominante (e forse questo sarà l’unico modello del futuro).
Per questo io lancio un’idea nuova di blog, un’idea di “blog responsabile”, di blog che cessa di essere un diario, ma che viene manutentuto e tenuto aggiornato; tutto questo porta ad un discorso in cui si predilige la “qualità” dei contenuti, quando oggi invece prevale l’atteggiamento che favorisce la “quantità”.
Va bene, sono decisamente off-topic e forse off-time. Ad ogni modo, complimenti per il lavoro svolto, mi auguro solo che giunga il tempo in cui “atterrando” su un sito informativo (ufficiale o no, poco importa) non ci si debba concentrare innanzitutto sulla “data” di scrittura delle informazioni (quasi come se essa fosse la chiave di volta per capire la Verità del testo che stiamo leggendo – Verità nel senso Shopenhaueriano del termine) ma sui contenuti.
penso siamo decisamente OT, ma gli argomenti che porti li trovo stimolanti.
se sei “del campo” (IT?), apprezzerai sicuramente l’atteggiamento proattivo di chi legge in maniera critica le informazioni che si pescano in rete. lo stesso atteggiamento che molti dei nostri lettori hanno e che gli ha permesso di trovare il nostro blog. e sono gli stessi che come te ci aggiornano se qualcosa è cambiato o se ci sono errori. questo sì è web 2.0.
per me resta inossidabile il punto di partenza, lo spirito critico deve guidarci. lo utilizziamo quando recensiamo un’offerta o una notizia, lo adottiamo quando rispondiamo alle numerose domande che arrivano via web, e-mail, ticket. perché non pretenderlo anche dai lettori che ci seguono?
nel nostro piccolo abbiamo fatto alcuni scoop, eppure sembra che nessuno ne abbia parlato (parlo dei bund austriaci online, ma anche di MiniRisparmio, della causa all’INPS sulla cassa integrazione e osTicket in italiano). forse allora non tutti i blog sono uguali, non tutti copiano le notizie, ma al contrario le danno.
penso che poi non si possa trascurare il fatto che (almeno nel nostro caso) non essendoci sponsor che finanziano il lavoro svolto, esso è comparabile al volontariato. chi vuole dare il suo contributo lo dà, gli altri ne possono usufruire gratuitamente se lo vogliono. ma dato che il lavoro è svolto a titolo gratuito, la vedo un po’ dura pretenderne ulteriore senza offrire il proprio contributo in cambio. hai qualche proposta concreta?
Ciao,
quanto dici ricalca quanto ho scritto; come (entusiasticamente) esperto del settore IT è naturale che io mi compiaccia per un atteggiamento “attivo” nei confronti della rete (non a caso ho volontariamente accennato nel mio post precedente la differenza tra il publico del web ed il pubblico della tv). Tuttavia filosoficamente parlando non è nemmeno però accettabile che si deleghi le responsabilità ai lettori, in realtà, come nel vecchio mondo “off-line”, bisognerebbe riportare il concetto di “responsabilità di chi scrive”; altrimenti, come volevo far intuire nell’altro post, si rischia di usare il presunto atteggiamento “pro-attivo” della rete come scusa per potersi lavare le mani per quanto riguarda la manutenzione di vecchi od incompleti od errati articoli/informazioni/post.
Non mi ritengo un frequentatore occasionale del vostro blog e non ritengo di possedere sufficientemente la materia (quella economica diciamo) per poter dare un contributo, come da tuo invito; la mia “proposta concreta” potrebbe essere invece più generale e più “filosofica”, ossia quella di avere un processo editoriale più completo ivi compresa una maggior attenzione alle informazioni contenute in post datati; in definitiva, la mia proposta concreta consiste nell’abbandonare l’idea del blog come diario, ma di curare i contenuti anche in modo retroattivo, garantendo un’informazione sempre aggiornata ed allineata, anche a costo di rimuovere i post con informazioni errate (come in questo caso).