La botta o la frustata
Scritto da Barbamamma
1 Febbraio 2011 | Opinioni
Cosa hanno in comune l’influenza A e la crisi economica?
Lo stesso percorso informativo.
Infatti ricorderete dell’influenza A, se ne parlò e scrisse molto nel 2009, si parlò pandemia con allerte puntuali e massime dell’OMS, comunicati periodici del ministero della salute, poi più nulla. Ho trovato comunicati ministeriali fino alla fine del 2009, mentre non ho trovato per esempio comunicati relativi a tutto l’anno 2010 (statistiche su nr di contagi, nr di vittime, ecc). Nonostante nel solo mese di gennaio 2011 ci siano purtroppo circa 30 vittime con accertata h1n1, ciò fà notizia più di cronaca che da prima pagina.
La crisi economica ha avuto molta eco sulle prime pagine dei nostri media nazionali a partire da fine 2008. Per certi versi ed inizialmente è stata indicata come qualcosa che colpiva altri (altre aziende, altri Paesi), mentre sembrava che da noi non ci fosse o che ci fosse stata ma subito superata, poi e per altri versi è stata indicata come giustificativo interno di qualunque problema, fallimento, inerzia.
Eppure continua a mietere vittime proprio nel nostro sistema, ma lo fa in modo silenzioso, perché noi siamo un Paese di Pmi e una società piccola o media che chiude per reali difficoltà di fatturato e/o credito oppure che chiude per delocalizzare , non fa notizia nazionale. Fa certo notizia un problema di una azienda grande, perché sono in gioco contemporaneamente centinaia o migliaia di posti e nella stessa area di indotto. Ma una piccola azienda non fa notizia nazionale e talvolta neanche locale. Il fatto è che la matematica non è un’opinione, e una ditta di 5000 dipendenti o 500 ditte da 10 dipendenti, significano, in termini di perdita del posto di lavoro, più o meno lo stesso problema sociale (scrivo più o meno perché ad aggravare il primo caso entra in gioco la medesima territorialità). Una ad una, come una epidemia, silenziosa.
Oggi, fine gennaio 2011, anno in cui scadono 250 mld di nostri titoli, e poco dopo la bocciatura di Davos circa la nostra pessima competitività (siamo maglia nera fra i G20), il problema inizia a mostrarsi più palese.
Mi interessa fare un ragionamento solo economico (di politica economica visto che parliamo di macroeconomia) e sulla base di questo ci troviamo di fronte a queste situazioni:
– per incentivare la crescita o si spende o si detassa. In ambedue i casi diventa contabilmente difficile per la nostra situazione debitoria fare una o ambedue le cose, perché non possiamo aumentare in nostro debito spendendo di più e non possiamo sottrarre delle entrate tributarie che quindi farebbero aumentare il nostro debito a parità di spese.
– Il problema della spesa pubblica è notevole e si può rimediare riducendola. Sarebbe ottimale tagliare solo gli sprechi, anche se sarebbe interessante valutare economicamente quante famiglie basano le proprie entrate sugli sprechi statali e quale effetto economico avrebbe ciò sul sistema economico e/o sulla mancanza di entrate tributarie. Tagliare, oltre gli sprechi, significa tagliare servizi che se non calmierati da tariffe prenderebbero la differenza dei costi dai privati, quindi non aumentare le tasse ma di fatto tagliare servizi significa per i cittadini pagare di più per i servizi pubblici (mezzi di trasporto, sanità, scuola, ecc). Non si chiama tassa ma è sempre denaro in più che esce dalle tasche dei cittadini.
– Sia spendere, sia detassare, sia tagliare spese richiede del tempo per avere effetti (salvo tagli lineari che fanno subito cassa). Se l’Europa e gli investitori ci daranno tempo dipenderà dalla credibilità del nostro sistema, se non ci daranno tempo dovremo provvedere a sistemare il nostro debito con manovre finanziarie impegnative per i cittadini. Non possiamo però dimenticare gli accordi in discussione Ue che prevedono che dal 2013 i privati che acquisteranno titoli di Stato europei potranno concorrere alla ristrutturazione del debito qualora questo avvenisse. In termini spicci significa che se nel 2013 comprerò Btp o Bund potrei perdere una parte del capitale investito qualora lo Stato Italia o Germania ristrutturasse il suo debito; ovviamente lo Stato più sicuro renderà il mio rischio più basso, quello meno sicuro lo renderà più alto e quindi vorrò un interesse più alto. Possiamo permetterci un interesse più alto anche solo per una parte del nostro debito, che quindi andrebbe a peggiorarlo?
Sulla base di queste valutazioni piacerebbe a tutti che l’economia ripartisse con una bella frustata, ma temo che non abbiamo i soldi per comprare la frusta. Ritengo più verosimile , guardando anche a quanto fatto da altri Paesi in difficoltà , che il Paese sia destinato ad una botta. Ma a differenza di altri Paesi dubito che qualcuno si assumi la responsabilità di dare la botta.
Si avvicina il momento, forse, in cui si delegherà qualcun altro per dare la botta, nel nome del Paese, ovviamente.
1 Febbraio 2011 | Opinioni
Tags: btp, bund, crisi economica, davos, g20, germania, titoli di stato
Che ne pensi dell’ ipotesi non piu’ tanto remota di una Patrimoniale ben piu’ corposa di quella del ’92??
In condizioni normali dubito che un governo politico italiano applichi tale provvedimento se non dopo aver fatto altri tipi di tagli. Il dubbio è se siamo in condizioni normali (economicamente parlando). Nel caso di un governo tecnico la vedo come soluzioni più probabile. E siccome personalemente penso che si arriverà ad un governo Draghi, lui ha già dichiarato nelle relazioni di Bankitalia cosa si dovrebbe fare. E indovina..
Attorno alle idi di marzo potremmo entrare nell’era del drago, mentre nella eurotorre il tridente Weber,Liikanen, Wellink vedrà vincente colui che più pesa.
..
Stasera parlo come nostradamus..
:-)))
Secondo voi la patrimoniale colpirà depositi italiani, esteri dichiarati (vedi Francia), immobili..?
Non è facile immaginarlo, ma se potete e se volete fate delle ipotesi tecnicamente plausibili…
il prelevamento forzoso del ’92 fu sui depositi cash italiani; se invece parliamo di patrimoniale pura ad essa concorreranno tutti i redditi e il patrimonio mobiliare e immobiliare ovunque detenuto (stile patrimoniale francese). Certo potrebbero non considerare titoli di Stato italiani o mettere una soglia elevata (es.la patrimoniale si paga per importi complessivi sopra i 700k euro, ecc).
Quello che dovete temere non è la patrimoniale in sè e per sè ma la prossima/prossime manovre di rientro del debito perchè benchè nessuno o pochi ve ne parlino in Italia qua in nord Europa ci si chiede quando si costringerà l’Italia a ridurre il suo debito e le anticipazioni fatte a dicembre potrebbero vedere già a marzo delle prese di posizione europee per il rientro dei debiti più alti e questo costerebbe al Bel Paese un salasso tale che altro che patrimoniale, pagherete molto di più perchè taglieranno molti servizi (vi ricordo le ricette greche e irlandesi e portoghesi, tutte simili). E siccome politicamente nessun partito italiano si prenderebbe la responsabilità politica di questo salasso ecco perchè siamo vicini ad un governo tecnico, secondo me ovviamente, valutando ciò che davvero guida la politica italiana che non sono le vicende interne, ma sono le manovre economiche e gli interessi dall’esterno. Ovvio è mia opinione, però attenzione a guardare la cima della montagna quando accanto a voi sta cadendo un albero.
stay tuned!
Aggiungo: Draghi recentemente ad un quotidiano tedesco, spiega che l’Italia ha bisogno «di regole severe per ridurre l’indebitamento». Regole severe. Qui si giocano i prossimi mesi della politica economica italiana. Si può allungare il brodo ma i nodi al pettine arrivano prima o poi e secondo me è un finale già saputo, solo da attuare. Il livret A in Francia aumenta perchè è aumentata l’inflazione. L’aumento dell’inflazione in zona euro porterà ad una politica restrittiva bce con aumento tassi, cosa che dovrebbero temere tutti i Piigs. Non accadrà domani, ci vorrà qualche mese, un anno, sapete che nell’economia entra la politica e viceversa, ma anche se non sappiamo la data precisa è uno sbocco prossimo secondo me.
Ciao barbamamma,
ho letto con attenzione i tuoi ultimi due post.
Credo di aver capito quello che dici, ma non sono in grado di capire praticamente cosa pensi che porterà tutto ciò, in termini pratici..
Tagli pesanti al servizio sanitario pubblico, tagli agli stipendi statali (come me, ammesso che serva a qualcosa..), taglio delle grandi opere, eliminazione delle Provincie, ecc. ecc.
Se non ho capito male, partirà l’inflazione di nuovo (correggimi pure, non sono mica sicuro), allora cosa converrà fare per difendersi?
Avendo qualcosa da investire e dovendo difendersi, converrà comprare immobili da rendita o no?
Oppure, tu che faresti?
Nulla di nuovo a quanto già avevo espresso in altre occasioni. Le misure per far cassa sono quelle che già hanno applicato a Paesi in grave crisi debitoria e deficitaria statale, delle quali abbiamo già scritto. Più il Bel Paese resterà ingessato, fermo, senza già da ora iniziare riforme strutturali realistiche, più sarà tosto il dictat europeo di rientro quando questo avverrà , perchè ci sono politiche economiche che vedono i loro frutti con più tempo (ma bisogna iniziarle!) e ci sono politiche economiche con tagli lineari per far subito cash(il rischio peggiore per l’Italia anche sotto l’aspetto di coesione sociale).
Il fatto che il debito cresca ogni anno (anzi quasi ogni mese) significa che quanto fatto non serve a niente; e non mi si dicesse che la spesa pubblica è andata a incentivare la ripresa in termini keynesiani perchè la nostra crescita esigua smentisce tale ipotesi.
Io ne sono fuori, ma non per questo non mi sento chiamata in causa, nel mio piccolo, fosse anche per un post, voglio esprimere il mio pensiero, il mio avviso, perchè vedi la cosa peggiore non è lo sbaglio ma la perseverazione e la difesa dello sbaglio. Con una politica economica così non andiamo avanti e io guardo i fatti, i dati parlano chiaro, se non ve li mettono al tg usate internet, si trova tutto, i dat ufficiali, i bollettini bankitalia, le statistiche Ocse. Io quei dati guardo. Un mio prof un giorno aprì il Sole24ore e disse che non serviva leggere tutte quelle pagine per sapere lo stato dell’economia, bastava solo vedere il dato del valore del petrolio, e poi lo buttò. Questo esempio sconcertante dà bene l’idea che nella comprensione dello stato economico (benchè non basti un solo dato per definirlo)c’è un 1% di dati e un 99% di chiacchiere. Guardiamo i dati, io qui posso dare delle personali opinioni soggettive ma i dati cercateli, cercate i fatti.
Quanto all’inflazione è aumentata ma non è galoppante, tranquillo, un titolo che segua l’inflazione ti ripara già un pò. Rendita? se il denaro vale un pò di meno lo varrà anche quello che prendi da rendita. L’inflazione colpisce sia il denaro da affitto che quello depositato in banca.
Sono ammirato dalle tue sincere e sottili riflessioni, quando ti chiedevo altri lumi ero sincero e non dubbioso..
Il mio problema, come quello di tutti – pochi – coloro che non vivono con gli occhi chiusi ma piuttosto cercano di aprirli (informandosi in modo alternativo) per preparare un futuro decente per i propri figli, non è tanto quello di capire cosa sta succedendo, ma è quello di capire cosa conviene fare in termini pratici!
Cioé: se ci sta per arrivare sul capo una stangata, chiamiamola tassa patrimoniale o tutto il resto che prima o poi dovremo subire per non andare in default, e se quello che succederà dopo la contrazione dovuta alla penuria di risorse sarà una forte inflazione, come difendersi in termini pratici?
L’investimento immobiliare a reddito, seguendo questo ragionamento, potrebbe funzionare se effettuato in un punto di minimo o quasi, prima che riparta l’inflazione, o no?
Diciamo che la rendita perderebbe di valore col tempo ma l’immobile seguirebbe l’inflazione, o no?
Cosa altro si potrebbe fare?
Continuo a chiederlo perché continuo ad essere poco convinto di quello che sto per fare.
Avrei trovato una buona occasione di un piccolo immobile commerciale al Centro Storico, avrei trovato anche chi lo vorrebbe in affitto ad un prezzo congruo, ma continuo ad avere delle perplessità legate al difficile momento storico.
In altri momenti non ho esitato, su cose simili, e con buoni risultati, ma ora veramente non so che fare!
Lasciare liquidi in banca con stangate in arrivo sembra un suicidio, forse in una banca francese potrebbe essere più protettivo (secondo te?).
Comprare un buon immobile commerciale a rendita non so quanto potrebbe essere tartassato da Tremonti o Draghi di turno..
operatività in breve in caso di inflazione in crescendo:
– per importi piccoli e finchè l’inflazione non è galoppante tutelarsi con una parte di titoli legati ad inflazione (occhio ai tassi fissi invece perchè crescendo inflazione in zona euro ci sarebbe una politica restrittiva, aumenterebbero i tassi bce e diminuirebbe il valore di mercato del vostro titolo a reddito fisso)
– per importi elevati: specie in caso di inflazione alta, beni rifugio, terreni, oro. Per gli immobili va bene, anche il loro valore monetario è soggetto ad inflazione ma nel lungo periodo reggono il valore rispetto al denaro. Se sugli immobili temi una patrimoniale , se ci sarà , dipende dal valore da cui parte la patrimoniale e questo nessuno penso te lo sappia dire oggi.
non credo tu debba temere il tuo investimento, anche perchè tenere tanti liquidi sul conto, nel lungo periodo a cosa ti porta, non certo a rendita e nemmeno a rivalutazione del denaro, quindi..
Urge riassunto:
che ora i prezzi debbano un po’ calare (parlo soprattutto di immobili) direi che c’è poco da obbiettare..
Come e perché dopo debba ripartire l’inflazione, mi è chiaro solo nel caso che Italia e Germania, ad esempio, si separino monetariamente.
E se si rimanesse tutti nello stesso Euro, quali sarebbero i motivi di una marcata inflazione?
Mi fido, ma vorrei capire..
l’inflazione c’entra col fatto che si continua a pompare liquidità nel sistema (la Bce, ed ora anche l’Irlanda per salvare le banche ha iniziato a stampare sotto lo sguardo della Bce e creando un precedente economico e giuridico non di poco conto a mio parere), quindi l’inflazione sta già aumentando ORA, non domani, e in tutta la zona euro sta aumentando. Ovvio siamo ancora lontani da scenari di inflazione galoppante. Che i prezzi degli immobili calino dipende da molti fattori. Sia per l’inflazione che per le fluttuazioni dei prezzi, gli scenari non cambiano in un giorno o in un mese, a volte ci vogliono anni, ma il trend esiste ed io volevo solo segnalare questo trend.
Grazie per le spiegazioni chiare ed esaurienti, direi come al solito INTROVABILI in rete, figurarsi sui media…
Barbamamma se non ci fosse bisognerebbe inventarla..
😉
…a proposito, notizie da Boursorama?
Cesarito,tranquillo fai i tuoi investimenti ben ragionati, se c’è qualcosa da segnalare di improvviso lo faremo speriamo “per tempo”.
Su Boursorama aspettiamo il riscontro a Mauro, ha già mandato tutto (credo che ci vorranno un paio di settimane, tempi postali).
Quanto alle notizie introvabili.. aspettiamo primavera, c’è troppa calma adesso, non è un buon segno.
Dal sito euronews:
“Nuovo balzo in avanti dell’inflazione nei 17 Paesi che compongono l’area dell’euro: in gennaio, secondo la stima flash di Eurostat, si dovrebbe attestare al 2,4%. A dicembre era stata del 2,2%,superando cosi’ la soglia del 2% per la prima volta dal novembre 2008.
Il dato definitivo sara’ pubblicato il 28 febbraio prossimo”
noi consumatori l’avevamo percepito senza che ce lo confermassero. Qui dalle mie parti il lavoro ogni mese che passa è merce sempre più rara, nonostante ciò la gente, con sempre meno soldi ma armata di carte di credito, spende a tutto spiano e i prezzi salgono alle stelle. Ormai l’unica vera fonte di reddito sono le pensioni di uno stato che si indebita per erogarle. Fino a quando potrà durare questa sceneggiata?
prima di lasciare il magico mondo bancario avevo notato una crescita esponenziale di carte di credito a rimborso fisso mensile (se le avete guardate bene il taeg ) e di credito al consumo.
I negozietti e chi fornisce servizi, aumenta il margine di profitto in vari modi, aumentando il prezzo del servizio e-o riducendone la qualità , per mantenere gli stessi livelli di qualità di vita e di spesa. Il dipendente che non può fare questo spende a rate perchè socialmente fatica a vedere la sua qualità di vita scendere.
Chi può in ogni settore aumenta la ..corruzione, peculato, a seconda delle occasioni.
La situazione delle aziende produttrici piccole e medie, cioè il grosso della ns economia fatica ad avere credito con dei bilanci peggiorati (e nonostante qualche artefizio contabile di qualcuno). Le banche che strutturalmente non hanno cambiato il loro modo di fare profitto, a fronte del peggioramento del rischio credito e dei costi di rientro del credito concesso (le aste non sono una passeggiata per le banche)aumentano l’asticella di valutazione creditizia escludendo o limitando ciò che fino a poco tempo prima era concesso.
Le stesse Pmi, dal fronte produttivo risentono di una crisi notevole specie se esportano e sono soggette a concorrenza estera ( a volte più affidabile stile aziende tedesche, a volte concorrenza sleale o legalizzata ma inseguibile, come il caso delle aziende che utilizzano manodopera che costa meno o che hanno sedi in paradisi fiscali). Dunque o delocalizzano il grosso del loro lavoro(anche se vanno bene) per poi mettere in marchio made in Italy giusto alla fine, o chiudono e si trasferiscono all’estero (notamente in nord africa o slovenia). Senza politiche economiche incentivanti questo dissanguamento del patrimonio manufatturiero italiano va perdendosi.
Cosa resta? un Paese di commerciali? Una economia che si regge troppo sul terziario rischia troppo secondo me, basti vedere l’UK.
Io qui in Francia pago 30 euro al mese di scuola privata rinomata, l’università pubblica costa circa 00 euro all’anno senza limiti di reddito, il parrucchiere 25 euro (taglio piega shampoo), un anno di conservatorio o di sport due volte a settimana per un bambino fino a 16 anni costa dai 100 ai 200 euro all’anno(anno).
Il cibo mi costa, parimenti ai miei consumi quanto spendevo in esselunga (frutta e verdura arrivano da spagna e marocco), l’assicurazione auto mi costa meno della metà , non esiste bollo auto, energia meno cara,l’entrata adulti singola i piscina costa 2 euro e la metà dell’abbonamento mezzi pubblici è rimborsata dal datore di lavoro. Infine con due figli le tasse statali col quoziente familiare sono di circa il 6% (contro il 30, 40% italiano..?).
Si inflazione in area euro..ma dipende dove sei e cosa ti costa a vita, per quanto ho sperimentato l’Italia è un salasso, qua si vive e se hai dei figli non devi essere ricco per farli crescere bene ed anche con attività e un buon bagaglio culturale.
Si parla di piccolo risparmio, fatevi un pò i conti, altro che piccolo, grande risparmio.
Badate qua non è il paradiso, ma si vive molto bene.
rettifica: costo università all’anno è di circa 300 euro e non di 00 eur (soliti errori di battitura, ormai sono abbonata).
Dimenticavo: per 30 euro al mese mi danno abbonamento tv via cavo , internet illimitata, telefonate illimitate comprese quelle internazionali in Italia, europa, e alcuni paesi africani. Con la telefonia fissa italiana pagavo di più per avere molti meno servizi.
E grazie a questo abbonamento francese (free) posso anche vedere Benigni questa sera!
🙂
da quello che descrivi non sarà il paradiso per te ma per noi che viviamo in Italia una situazione del genere sarebbe da paradiso veramente! Siamo messi davvero male, ora capisco perché da piemontese transfrontaliera quale eri hai pensato bene di sistemarti oltreconfine…
Milanese, sono milanese, vissuta in Piemonte solo per due anni
sai barbamamma, tuo marito è un uomo davvero fortunato, l’avessi io una moglie come te con la quale rilassarsi la sera a parlare di economia e di banche(!). E’ una fortuna che purtroppo non ho avuto…
Beh, sono fortunata anche io, perchè con lui posso parlare anche di Opera, di arte e da lui imparo le nuove tecnologie specie sull’ingegneria energetica. Sai pare che i cugini mi vogliano ad insegnare finanza nella loro università .. sarebbe simpatico no? vabbè per ora continuo a fare la mamma, il prossimo anno si vedrà .
Ps: sono certa che tua moglie è splendida anche se non ti parla di economia!
Trichet ieri ha espresso preoccupazione per le pressioni inflazionistiche… è un monito sul nuovo ciclo di aumento tassi bce?
Che mutuo avete? La banca vi sta proponendo di uscire dal fisso per un variabile?
beh fate l’esatto contrario
Ecco una anticipazione di quanto verrà deciso in sede Ue relativamente al piano di stabilità area euro per i prossimi anni.
L’Italia ha ottenuto il riconoscimento del debito privato nel calderone della valutazione (ufficiosamente quindi il patrimonio privato degli italiani ne fà da garanzia), ma ciò non impedirà il rientro. Incredibile la data da cui dovrebbe partire, pare il 2015.. Io parlavo da tempo di nodi al pettine verso il 2014 (anno in cui sarà chiaro il fallimento della manovra extra di maggio di Tremonti, anno in cui partirà l’Imu e la tassa sulle transazioni immobiliari, ecc).. bah…
http://it.reuters.com/article/itEuroRpt/idITLDE72E1YX20110315
barbamamma hanno posticipato al 2015 probabilmente nella speranza (che secondo me è un’illusione) che nel frattempo sia decollata una ripresa economica tale da rendere poi meno amara la medicina del rientro. Chi vivrà , vedrà .
Il fondo salva stati è stato approvato, fin qui nulla di nuovo. I versamenti per rimpolparlo partiranno dal 2013.. certe date ritornano..
Restiamo in attesa di sapere quello che più interessa l’Italia, ovvero di quanto dovrà reintrare del suo debito espresso in miliardi all’anno.
CRISI: UE, PAESI AD ALTO DEBITO ACCELERINO RISANAMENTO SÃŒ A CORREZIONI OLTRE 0,5% IN 2012; ACCORDO SU FONDO SALVASTATI (ANSA) – BRUXELLES, 25 MAR – La crisi dei debiti sovrani resta una grave minaccia per la stabilità dell’Eurozona. E i leader europei dettano la linea per la stesura delle prossime Finanziarie, chiedendo maggiori sforzi ai Paesi con i conti più in disordine. Paesi che – anche alla luce delle persistenti turbolenze sui mercati – sono invitati a spingere sull’acceleratore sul fronte del consolidamento dei propri bilanci. Il messaggio contenuto nelle conclusioni del vertice dei capi di Stato e di governo della Ue è chiaro: «Il risanamento dovrebbe essere accelerato negli Stati membri che versano in una situazione di forte disavanzo strutturale o di livello del debito pubblico molto alto o in rapida crescita». Le indicazioni del Consiglio Ue sono precise: «Le politiche di bilancio per il 2012 dovrebbero mirare a ripristinare la fiducia, assicurando la sostenibilità del trend del debito e garantendo che i disavanzi siano ricondotti al di sotto del 3% del pil, secondo la tempistica convenuta dal Consiglio». Per ogni Paese, infatti, è stata fissata una scadenza. Nel testo si legge ancora: «A tal fine è necessario, nella maggior parte dei casi, un aggiustamento strutturale su base annua ben superiore allo 0,5% del Pil». L’impegno a suo tempo preso dal nostro Paese in Europa è di riportare il deficit sotto il 3% entro il 2012, assicurando nel triennio 2010-2012 uno sforzo medio annuo di correzione del bilancio di «almeno lo 0,5%». Mezzo punto di Pil che per il nostro Paese equivale a una somma tra i 7,5 e gli 8 miliardi di euro. Le ultime previsioni di Bruxelles (dell’autunno 2010) indicano per il 2012 un disavanzo italiano al 3,5% e un debito pubblico al 119,9%. «Gli sforzi in materia di risanamento di bilancio – si legge inoltre nel testo – devono essere integrati da riforme strutturali a sostegno della crescita». Tutto ciò va inquadrato nell’ambito del ‘semestre europeò, inaugurato all’inizio di quest’anno, finalizzato a uno stretto coordinamento tra le Finanziarie dei vari Paesi. Tutti gli Stati membri, in pratica, dovranno tradurre le priorità indicate in sede Ue in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi di stabilità e nei programmi nazionali di riforma. Sulla base di tali programmi (l’Italia lo dovrebbe presentare in aprile) la Commissione Ue avanzerà pareri specifici, Paese per Paese, in tempo utile affinchè tali raccomandazioni possano essere adottate prima del Consiglio europeo di giugno. Raccomandazioni alle quali i Paesi dovranno attenersi. E in futuro, con la riforma del Patto di stabilità e di crescita, il rischio è quello di incappare nelle nuove, pesanti sanzioni finanziarie previste per i Paesi non virtuosi. «Quello deciso oggi è un messaggio politico chiaro ai mercati», ha affermato soddisfatta la cancelliera tedesca, Angela Merkel, a proposito del pacchetto anticrisi varato dal Consiglio Ue: dalla nuova governance all’inasprimento – appunto – del Patto di stabilità e di crescita, alla creazione di un Fondo salva-Stati permanente, quello che nascerà dalla metà del 2013 e che già in molti chiamano Fondo monetario europeo. I leader europei – pressati dall’emergenza Portogallo – non hanno ancora trovato un accordo completo solo sull’attuale Fondo salva-Stati, proprio quello che dovrebbe intervenire per soccorrere Lisbona. Restano da fissare le modalità in base alle quali aumentare la capacità di prestito effettiva dello European financial stabilty facility (Efsf) dagli attuali 250 miliardi di euro a 440. Sciolti, invece, gli ultimi nodi sul futuro European stability mechanism (Esm), la cui dote complessiva sarà di 700 miliardi di euro per garantire una capacità finanziaria effettiva di 500 miliardi. In base all’intesa raggiunta, il versamento degli 80 miliardi necessari per capitalizzare l’Esm sarà spalmato in cinque anni a partire dal luglio 2013, come voleva la Germania. Il resto delle risorse del Fondo sarà costituito da garanzie statali e da capitale su richiesta (il cosiddetto ‘callable capital’, con somme che gli Stati tireranno fuori di volta in volta a seconda della necessità ).
Tremonti ha detto che non vi saranno «provvedimenti di economia» con «impatto drammatico sulle famiglie». Anche se «il grosso degli interventi è previsto per il 2013 e il 2014».
Certe date ritornano…
Intanto si avvicina a spizzichi e bocconi il giorno in cui ci diranno che la Grecia dovrà ristrutturare il suo debito, guidata ovvio, da Ue e Fmi. Penso che lo abbiano già deciso, devono sistemare ancora qualche posizione bancaria, finiti gli accordi diplomatici fra chi decide (Ue, fmi, e banche che contano)lo ufficializzeranno. Vediamo, sbilanciamoci nelle previsioni..l’estate è troppo vicina? facciamo 2012? esageriamo..2013? Non troppo in là perchè poi tocca ad altri.
Il Def 2013-2014 è di 39 miliardi!!
Ed è solo una prima botta..
Nessun commento su questa notizia del def. Questo è un blog di piccolo risparmio ma non esiste alcun risparmio slegato dalle politiche economiche e dalle mosse finanziarie: ecco perchè ogni tanto scrivo di argomenti che non sono solo informativi annche se sembrano tali. E’ facile scrivere di acquistare una azione, o investire quà o là , ma la cultura economico-finanziaria è qualcosa che aiuta a capire meglio e ad essere critici nel piazzare i propri risparmi.
Ma siccome bisogna sempre dover toccare gli interessi personali per poter avere interesse di ascolto in Italia, ecco due riflessioni in merito. Quando parlavo di società francesi che comprano società strategiche italiane chi aveva orecchie poteva seguire il tema e orientarsi sul certe azioni. Quando parlo di Def la questione è ancora più grande. Infatti cifre che si avvicinano ai 20 mld di manovra annuale per il 2013 e altri 20mld per il 2014 non è indolore. Ne parlano? Giornali, politici di ogni schieramento, ne parlano nello specifico? No? E allora c’è da preoccuparsi, quando non si parla di un argomento così forte, non significa che non è importante o di attualità . Dove si prendono questi soldi? Dai tagli di sprechi, vi diranno, così tutti sono contenti e si torna alle proprie quotidianità . Invece questa volta sarà l’inizio, certo solo l’inizio, ma l’inizio di operazioni di bilancio che toccheranno tutti. E questo continuerà fino alle operazioni più drastiche come la privatizzazione di enel ed eni (non vi tocca sapere che c’è una possibilità di questo? avete azioni? o semplicemente quanto pagherete di più la bolletta?)e all’aumento della tassazine delle rendite finanziarie portandola vicina alla media europea (15-20%). Non vi tocca nemmeno questo? Non voglio fare terrorismo anche perchè una serie di provvedimenti potrebbe essere graduale (es. tassazione al 15% delle rendite di nominali oltre una certa somma), ma io una visione di politiche di austerity ce l’ho, non è positiva, e voglio esprimere la mia idea, sperando che possa essere di stimolo alla ricerca di informazioni in modo critico e autonomo per quanto possibile.
Una agenzia Ansa riporta da fonti governative che a giugno verrà varata una manovra correttiva da 7-8 mld, pur smentita , della quale verificheremo a giugno la veridicità (con i fatti soltanto).
Intanto il fmi ci indica come paesi a rischio insieme al Belgio e Spagna e dietro a Grecia, Irlanda e Portogallo.
I conti devono essere sistemati e se a consuntivo non c’è la quadra allora bisogna fare altre manovre.
Intanto si alzano inflazione e tassi.
Girano dei dead States walking che ancora molti non vedono.
Barbamamma tranquilla, prima della botta e/o della frustata proveranno tutte le alchimie possibili per rinviare il riordino dei conti all’infinito. La fantasia è una dote che loro non manca e di colpi in canna ne potrebero avere ancora. Ovviamente più si ritarda e più gli effetti saranno disastrosi, lo sappiamo, ma ai signori del potere questo non interessa. Per loro l’importante è calciare il barattolo sempre più in avanti, fin che si può.
purtroppo le manovre le stanno già facendo e questo significa che da qualche parte si devono prendere i soldi, e i modi sono solo due: tagli sul pubblico e-o aumento tasse dirette o indirette.
Punto.
altro che fare discorsi sullo 0,50 in più che ti dà la banca di turno.
Non vuole essere una critica ma una amara constatazione di come mi pare che l’Italia sia un Paese come una nave sulla quale i passeggeri si chiedono che mangeranno di buono per cena, senza chiedersi dove sta andando la nave. La nave della nostra economia non viaggia in acque tranquille e a pagare non sarà certo il comandante di turno ma i passeggeri. Poi certo lo schianto si rimanda sempre a seconda di come fà comodo alle banche , il vero governo mondiale.
Il problema di fondo, cara Barbamamma, è che nei risparmiatori prevale la convinzione che il risanamento della finanza pubblica sarà gratis per le loro tasche. Nulla di più sbagliato. Quando uno stato ha bisogno di soldi non può che andare a prenderli dove ci sono.
concordo pienamente Mauro
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2011/05/24/visualizza_new.html_846045840.html
—
Annuncio della botta:
corte dei conti: 46 mld annui per rispettare parametri europeo rientro debito.
Secondo annuncio della botta.
Dopo la magistratura contabile arriva un annuncio europeo.
La Commissione europea considera “credibile fino al 2012†il piano di consolidamento dei conti pubblici predisposto dall’Italia e invita il governo a varare, come promesso, ulteriori misure entro il prossimo ottobre affinché “il livello molto alto del debito imbocchi un percorso stabile di riduzioneâ€.
Tradotto:
– fino al 2012 ci danno fiducia (che bravi, si accorgeranno infatti che i conti non torneranno, ma questo lo diciamo da quando è stata varata la manovra del 2010);
– entro ottobre nuova maxi manovra;
– da scordarsi diminuzione di tasse(anzi), salvo che si voglia tentare il suicidio economico del Paese
credo che il suicidio economico è il fine di una parte della politica che ambisce a scenari diversi da quelli attuali. Visto che i veri problemi non sono affrontati da 20 anni a questa parte, anzi sono aumentati senza avere una guida lungimirante. Abbiamo problemi in ogni aspetto della nostra vita quotidiana dalla scuola, alla sanità , al lavoro. Lo stato è un parassita che subisce la globalizzazione senza porsi il problema della sopravvivenza della nazione
io non penso dany che sia il fine di una parte politica, il mio timore è di tipo più squisitamente filosofico: se si vedesse la politica come l’arte del mantenere il potere, per ottenere consensi si potrebbe ricorrere ad atti che col fine di portare nel breve periodo voti o di mantenere posizioni di potere, potrebbero in un tempo successivo e non necessariamente lungo, rivelarsi sbagliate per il sistema Paese. Questo ragionamento vale per ogni schieramento, vale per tutto ciò che ha a che fare con la gestione del potere e la storia ci dimostra questo.
Ma quello che dici, mi pare sia la fotografia di questa politica. Penso che un crack sarebbe un bel volano per una secessione, magari si riparte da zero… come ho letto nei blog, con uno stato confederato al limite.
A mio parere questa economia e cane che si morde la coda. Ed i vari economisti sono così concentrate su soluzioni così elementari che non sanno nemmeno loro che pesci pigliari.
Faccio una domanda a tutti ed in particolare a Barbamamma: Se l’italia fallisse e l’italiani non volessero pagare i debiti che prospettive ci aspetterebbero?
risposta:frizioni sociali. E finite quelle comunque i debiti andranno pagati.
Ma senti, hai scritto che sul blog hai letto di una confederazione.. preciso che io non ho mai scritto una simile cavolata, anche perchè non entro mai in temi di politica spiccia, mi interessa solo dare pareri personali spesso con dati alla mano relativamente a temi macroeconomici, utili sia per un contributo ad una informazione critica, sia perchè la conoscenza di situazioni macro e della posizione europea possono essere utili per la propria strategia in asset.
preciso che non era riferito a questo blog nè tanto meno allatua persona
Italia,nuovo record debito pubblico: 1890 mld di eur.
Barbamamma sei sempre avanti
Come detto e ridetto certe date ritornano: 2013. Questo è l’anno da cui, se ci danno ancora un pò di tempo, inizieranno a palesarsi i problemi, l’anno in cui inizieranno a falciare manovra dopo manovra (perchè non pensiate che si risolve tutto con la bozza presentata, così come dico da mesi che non sarebbe bastata la manovra da 24 mld dello scorso anno). Non c’è scampo, ma questo sarà duro farlo capire a molti. Non si scappa più, altro che evasori, è in arrivo una presa di posizione imposta da chi ci comanda e che non è certo il governo o il parlamento italiano. Chi ci comanda è fuori, ci fà “giocare” ma quando il gioco si fà serio detta i passaggi. Fra 5 anni l’Italia non sarà quella che conosciamo oggi, cio’ che davamo per scontato non lo sarà più. L’era “lacrime e sangue” è in fase di partenza. Per alcuni o per molti sono esagerata in queste dichiarazioni, io credo di avere finora esposto ogni situazione in modo realistico e i miei articoli e commenti hanno anticipato di qualche mese o anno ciò che già si sà, il copione è scritto perchè la matematica non è una opinione (semmai la statistica può fotografare fenomeni in modo diverso), e noi dobbiamo rientrare del nostro debito, e questo significa solo una cosa: manovre. Io mi sentirei di consigliare a chi non è in regola con la legislazione fiscale di farlo oggi, certamente per senso civico, ma anche perchè un domani rischierà molto del suo patrimonio in termini di sanzioni.
è incredibile come con questo articolo hai anticipato di mesi la situazione attuale della manovra, anzi manovre come dici. stamane sul corriere si parla di manovra da 65 miliardi!!!!!
79 miliardi di manovra! ufficiale. non potevo non rientrare in internet per arrabbiarmi. Signori, non ero pessimista, la botta è arrivata e non l’ultima. Un requiem per la crescita economica italiana, per come è modulata questa manovra l’Italia è sotto scacco. Il prossimo passo sarà la privatizzazione.. chissà da chi inizieranno.. enel..eni..
Tutto ha un costo. Il vostro tempo ha un costo. Le vostre azioni hanno un costo, diretto o indiretto. I costi possono essere apparentemente non quantificabili ma tutto ha un costo, e anche i costi sociali hanno un costo economico, magari spalmato nel tempo. La manvora economica ha un costo e i ritardi e la confusione che c’è attorno ad essa hanno un costo. Vhi pagherà questo costo? dovrebbero detrarlo dallo stipendio dei politici e degli imprenditori che stanno creando questo ritardo e questa confusione, ma alla fine lo pagano sempre gli italiani.
Vi hanno tolto le festività laiche ma ora sono tornate.
vi hanno messo una tassa di solidarietà su redditi sopra 90k ma ora è tolta.
vi hanno tolto il riscatto della laurea e militare, ma ora c’è di nuovo.
vi hanno aumentato l’età pensionabile, ma ora è tutto fermo.
La domanda è: ma allora i soldi dell amanovra da dove arrivano??
c’è sempre la solita scusa, quella della lotta all’evasione i cui risultati sono però incerti e che non danno garanzie immediate di cassa ai mercati.
E poi si stupiscono che nonostante il mercato sia drogato dalla Bce, gli spread btp-bund siano in escalation, e le borse in rosso…
State perdendo dei soldi in borsa o con i titoli di Stato? Anche oggi capite come i ritardi e la confusione hanno un costo, che adesso state potenzialmente pagando voi anche indirettamente..
C’era un pezzo teatrale..aspettando Godot.. poi alla fine Godot non arrivò.. qui invece la manovra dovrà arrivare e sarà ben più amara
Nuova manovra Papademos: riforma del sistema fiscale, una riduzione del prezzo dei medicinali,
una legge di semplificazione delle esportazioni e nuovi tagli negli enti
pubblici, dove verrà introdotta la cassa integrazione, tassa sulla casa (nuova).
Pare sia ormai sulla via dell’accordo il default guidato del 50% dei titoli greci.
I greci, che come struttura economica sono in una situazione peggiore di quella italiana (ma la cosa non ci tranquillizzi perchè da noi ciò che è grave sono le dimensioni del debito) sono già all’ennisima manovra dura. Non le ricordo tutte, ho perso il conto, in media una ogni tre-6 mesi. erano da fare ele hanno fatto con scontento ovvio. qui non si vogliono fare a priori. siamo un popolo di ricchi in un paese povero. Per ricchi basta solo valutare la proprietà della casa e il basso indebitamento. Agli occhi di questi due fattori siamo ricchi e da noi dovranno prendere. Non ci sono alternative, i creditori lo stanno facendo capire, o le misure arrivano subito o ci fanno sfondare il punto di non ritorno e una volta sfondato quello saremo tutti più poveri per obbligo delle posizioni prese dal Fmi che prenderà in mano la nostra politica economica. Spero che non si arrivi a questo punto, ma vendendo il bradipismo politico non c’è da stare allegri. In questo momento reportage su france24 su..indovinate ? l’Italia. e non si parla di Firenze.. Attenzione a non giocare col fuoco, non ho simpatia per certi attengiamenti franco tedeschi ma loro sono in posizione di forza, e in economia vince il più forte, cioè il creditore
la manovra è passata da 11 mld a 25 miliardi. A san Nicola la sorpresa.
manovra da 30 miliardi. e non finisce qui, perchè le modifiche strutturali che si aspetta l’europa sono ancora due – tre moolto impopolari. 2012 con pacco sorpresa.
la recessione è già scontata, il problema è la depressione che ne seguirà. La Merkel ha detto che la crisi finirà fra 10 anni, Fitoussi fra 20 anni.
Di certo è che siamo all’inizio vero e proprio.
un consiglio se vi è possibile: cercate di essere autosufficienti energeticamente, lo dirò fino a sfiatarmi.
i costi energetici saranno un salasso, specie in vista di qualche conflitto. a buon intenditore..
le liberalizzazioni pare non si possano fare, troppe lobby a tenere l’osso;
il prelievo sui conti scudati non si può fare tecnicamente (ovvio, era da fare solo sui soldi ancora all’estero sui cc, vabbè..);
i vitalizi parlamentari trovano ostruzionismo, non si fanno con dl;
l’Imu se si ha da fare deve avere esenzioni superiori a 200 euro;
le province non si tagliano per ora, rimandato più avanti;
….
In Italia si fa un passo avanti e due indietro, non so ancora cosa uscirà fuori dalla manovra approvata con emendamenti ma ha l’aria di essere come le altre manovre, ovvero tante dichiarazioni , un fuoco di cannoni, poi depotenziato.
Da oggi inizio a pensare seriamente che interverrà il FMI entro 24 mesi, oppure che l’Italia farà un default non ufficiale stile Grecia, perchè è inutile, questo Paese non cambia mai.
Terreni: tempo fà indicavo l’acquisto di terreni in zone appenniniche ad esempio, dove “nessuno o pochi” vogliono comprare, al fine di un possibile futuro utilizzo per il solare, e senza incorrere in speculazione che c’è in altre zone. Ebbene se la manovra Monti farà pagare tasse onerose anche ai terreni, e comprese le attività sussidiarie come gli agriturismi, i terreni in zone montane sono ESCLUSI!
Spero che qualcuno abbia approfittato dell’indicazione. Attenzione invece a terreni in zone pianeggianti o non boschive, temo che in molti terreni si possa trovare sotto il pacco sorpresa, è noto infatti come molti terreni vengono comprati al fine illecito di smaltire rifiuti pericolosi, come poi avviene quando costruiscono strade, rotonde o case nuove, sentendo la cronaca ormai da tempo.
ci siamo, lo avevamo anticipato 8 mesi fà (post a cui rispondo) e ieri è stato deciso, si parla di circa 40-50 mld di rientro annui, ripeto annui.
Ora avanti alle seconde e terze manovre, toccheranno sanità, evasione, ecc