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E' solo un antipasto

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28 Maggio 2010   |   Opinioni

E' solo un antipasto

Non è necessario essere degli economisti di professione per rendersi conto che la recente manovra finanziaria da 24 miliardi del governo, seppure demagogicamente avversata come una manovra di lacrime e sangue, rappresenta solo un antipasto di ciò che ci aspetta nei prossimi anni.

Magari fossero solo quelle le lacrime e il sangue da versare per ripianare decenni di gestione allegra del denaro pubblico, di indebitamento irresponsabile, in cui si è vissuti al di sopra delle proprie possibilità, un banchetto a cui tantissimi si sono abbuffati e ancora troppi, nonostante la manovra, continueranno a farlo. Sono ben ulteriori le medicine amare che ci dovranno somministrare.

Perché con soli 24 miliardi di tagli, nell’Italia dello spreco senza limiti e della crisi economica irreversibile, si tampona il problema ma non lo si risolve di certo.

Per noi piccoli risparmiatori la scommessa per i prossimi mesi ed anni  è una sola: per risanare i conti pubblici i nostri governanti continueranno sulla strada impopolare dei tagli o, giunti ad un certo limite di ‘sbarramento sociale, politico e sindacale’, con prevedibili tensioni e violenze, preferiranno la scorciatoia di una sostanziosa  patrimoniale sui nostri sudati risparmi? E’ innegabile che tale seconda ipotesi sia, al momento, la più gettonata. Per assurdo chi ha risparmiato dovrà pagare i debiti di chi ha sperperato.

Quando quel giorno verrà non facciamoci trovare impreparati. Aspettare tappati in casa che maturino gli eventi è l’unico modo per comprometterli irrimediabilmente. Molti lettori di PiccoloRisparmio si sono già organizzati in tal senso, tanti altri si uniranno a noi. L’obiettivo comune è uno solo: non farsi derubare. Probabilmente la battaglia la perderemo comunque, ma almeno potremo avere la consolazione di aver fatto tutto il possibile per vincerla.

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28 Maggio 2010   |   Opinioni

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55 commenti su “E' solo un antipasto”

  1. Cesarito ha detto:

    Ciao Monica, parlavo dell’Italia naturalmente e mi riferivo ai segni premonitori, come la paralisi del mercato immobiliare per il discostamento eccessivo tra prezzi richiesti e offerti, o ai licenziamenti presenti e futuri, o al blocco attuale e al paventato taglio degli stipendi pubblici (spero non del 30% come in Grecia: da funzionario tecnico con 25 anni di esperienza supererei di poco i mille euro al mese, e sinceramente non mi sembrerebbe tanto giusto di fronte – per esempio – ai piccoli e grandi evasori sempre impuniti…).
    Va bene pagare il prezzo della crisi, ma allora paghiamolo tutti!

  2. barbamamma ha detto:

    Sono daccordo, infatti nell’ultimo punto ho scritto di possibili frizioni sociali.
    Purtroppo le crisi non le pagano tutti. Già con la manovra primaverile abbiamo visto chi paga e chi pagherà.

  3. barbamamma ha detto:

    il 14 dicembre ci sarà la riunione straordinaria ecofin. Se dovesse passare la proposta dell’asse franco-tedesca l’Italia dovrebbe rientrare di 130 mld in tre anni, oltre ad altre possibili sanzioni in termini politici (es il voto). Se dovesse realizzarsi questa linea quale governo politico si accollerebbe la “gatta da pelare” della prima vera austerity italiana? Per i politici sarà forse più comodo che sia un governo tecnico ad operare il salasso (come negli anni 90)?

  4. Mauro Corradi ha detto:

    Ecco spiegato perché nessun politico parla più di bipolarismo ma cominciano a profilarsi nuove definizioni di formule tipo ‘governo d’emergenza’ o ‘governo di responsabilità nazionale’. La ‘responsabilità‘in questione consisterebbe per l’appunto nell’assunzione di misure impopolari che per farle digerire al popolo sarebbe auspicabile l’unità di tutte le forze politiche. Tra i primi atti prepariamoci alla patrimoniale…

  5. barbamamma ha detto:

    Bravo Mauro, attento come sempre. Se il male è l’occhio ci vuole l’oculista, se è il fegato l’epatologo..per tornare ad avere credibilità nel mondo politico ed economico internazionale dobbiamo risolvere il nostro male peggiore per gli “esterni” quindi l’economia, e il dottore sarà forse un economista. Monti/Draghi per dare lustro internazionale?

Grazie.