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IBM Next 5 in 5: 2011

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22 Dicembre 2011   |   Nuove tecnologie

IBM Next 5 in 5: 2011

Con cadenza annuale IBM rilascia al pubblico le sue previsioni riguardo le tecnologie sulle quali scommettere nei prossimi 5 anni perché cambieranno drasticamente le nostre vite.

Ecco le previsioni di quest’anno:

  1. energia recuperata ovunque, dalle piccole cose fino alle maree
  2. tramonto delle password e dei pin di sicurezza a favore di riconoscimenti biometrici
  3. lettura del pensiero per permetterci di non usare alcuna interfaccia con i dispositivi elettronici
  4. fine del digital-divide (stima di coprire l’80% della popolazione mondiale)
  5. sistemi evoluti di classificazione delle informazioni che riceviamo in grado di interagire con i nostri impegni, viaggi, voli, … assistenti personali in pratica

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22 Dicembre 2011   |   Nuove tecnologie

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17 commenti su “IBM Next 5 in 5: 2011

  1. Giò ha detto:

    Sti ricercaturrr  che gnurrant   non capiscono  niente……
    Ve lo dice Giò quali sono le tecnologie che cambieranno drasticamente le nostre vite:

    1) BICICLETTA  in un’epoca in cui la benzina verrà venduta in bottiglia con la bicicletta si risparmia in soldi carburante e in soldi palestra….
    2) STUFA BRACIATUTTO  Le nostre nonne ci hanno riscaldato milioni di figli e poi con tutta la roba inutile che negli ultimi trent’anni abbiamo accumulato in casa abbiamo un’autonomia decennale…
    3) CONTENITORE TERMICO con la quale riprenderemo la sana abitudine della schisceta sul posto di lavoro ( per chi ce l’ha ancora…)
    4) DAL CONCETTO DI “MULTIPROPRIETA'” A QUELLO DI “PROPRIETA’ MULTIPLA”
     weee  raga  ma vi rendete conto che nelle nostre città ci sono condomini per metà abitati da pensionati vedovi??? Bisogna tornare ai vecchi tempi in cui in una casa ci stavano più famiglie che si aiutavano.. Sti pensiunaaa  semper a lamentass….  ma consorziatevi cavolo e vedrete che se vi mettete insieme e dividete le spese  la và da sciorr.
    5) FARE FIGLI Questo è il cambiamento tecnologico più difficile  da applicare ma anche quello che porterà più beneficio.  Weee  raga  ma se non facciamo più figli fra qualche anno  chi ci cambierà i pannoloni???   Non possiamo pretendere che siano i figli degli altri…..

  2. Ms- barbamamma ha detto:

    lo hai fatto in modo provocatorio, ma è in intervento con spunti  interessanti che riassumo:
    – il problema energetico è un piatto caldo e con le tensioni nel Golfo penso che da questo anno ne vedremo ahimè i rincari
    – sobrietà, dovuta al fatto che abbiamo vissuto al di sopra delle possibilità (statali) e che la depressione che ci aspetta ci porterà a diversi stili di vita
    – problema demografico: cambierà parecchio sia come stili di vita, che come pensioni, che come sanità.. è un problema serio che  purtroppo non viene affrontato con serietà dalla politica, ma solo con spot populistici da una e dall’altra parte. Un Paese di anziani non va da nessuna parte, quindi o si fanno figli o si fà una politica seria di immigrazione puntando non solo su lavori meno qualificati ma attirando anche quadri e dirigenti di altre nazionalità, europee ed straniere.

  3. Lwsco ha detto:

    scusa Barbamamma allora se apro un conto in Germania, io che sono italiano, nel caso di scissione dall’euro sono considerato come un Tedesco ???

    grazie

  4. Giò ha detto:

    Scusa sai ma cerco sempre di scrivere con una certa leggerezza perchè gli argomenti sono già pesanti di loro…….

  5. Ms- barbamamma ha detto:

    secondo il principio di territorialità tu sei e resti italiano ma i soldi in territorio tedesco se sono nella valuta locale (euro) e la valuta locale cambia(diventano marchi) allora il conto diventa in marchi. Idem nel 2002 per un americano o uno svedese che avevano un conto in lire in Italia: allo switch con l’euro il conto è diventato in euro.
    Diverso è invece se tu detieni euro in un Paese non euro, ad esempio in Svezia o in Svizzera o in Usa: in tal caso tu detieni un conto in valuta (e non in moneta locale), e tale valuta è quella tua, cioè euro “italiani”. Se avviene un cambio di valuta e non esistono più gli euro italiani ma diventano lire allora il conto seguirà l’origine tua, cioè diventeranno lire. Per capire questo devi pensare che non c’è l’euro ma esiste l’euro italiano, l’euro tedesco ecc che ORA hanno un cambio fisso uguale ma che DOMANI potrebbero non averlo (in caso di nuova coin).
    Se un italiano nel 2001 avevano un conto in lire in Usa o in Svizzera, tali conti sono diventati nel 2002 euro.

  6. Serginator68 ha detto:

    Buonasera a tutti, se invece più semplicemente una persona detiene bund tedeschi tramite portafoglio titoli di una banca italiana? il debito acquistato sarà tedesco o italiano ?cioè in caso si verificasse la famosa scissione cosa avre in mano lire o marchi?
    grazie a tutti.

  7. Ms- barbamamma ha detto:

    marchi, tu hai comprato debito tedesco in valuta tedesca, se la valuta tedesca cambierà ci sarà lo switch con la nuova valuta tedesca.
    Esattamente come chi ha investito in bund tedeschi nel 2001 in marchi, nel 2002 sono stati rinominati in euro.

  8. RobinReg ha detto:

    Barbamamma,
    tu dici che se un residente in Italia ha un conto corrente in euro presso una banca in Germania, nel momento in cui la Germania tornasse al marco il conto verrà certamente convertito in nuovi marchi e non in nuove lire.
    Qual è la base giuridica di questa tua certezza ?

    Faccio presente che nel default argentino del 2001-2002 i conti correnti in dollari presso banche argentine vennero forzatamente convertiti in pesos.

  9. Lwsco ha detto:

    Grazie x la risposta… cmq mi sembra di capire che x stare tranquilli si dovrebbe aprire un conto c/o una banca tedesca con tutte le difficoltà del caso … oppure comperare Bund.

  10. Ms- barbamamma ha detto:

    in base al principio di territorialità invocato da economisti e come finora accaduto per gli esempi sopra riportati.
    https://piccolorisparmio.eu/index.php/luscita-dalleuro.html
    In argentina i conti i in valuta non furono convertiti. Solo quelli in usd e spiego il perchè : Usd o pesos era la stessa cosa, il cambio era fissato 1:1, era una moneta spendibile sul territorio nazionale indifferentemente , quindi si è potuto fare proprio perchè era un caso diciamo “particolare”(un pesos era uguale ad un dollaro cosa assai particolare), ma ripeto i conti in valuta diversa da Usd NON furono cambiati.

  11. Ms- barbamamma ha detto:

    può essere una possibilità per diversificare, specie se si vuole investire in euro e non in altre valute come il chf. Personalmente non credo esista una sola via per stare tranquilli proprio perchè gli scenari possono essere molteplici (crisi bancarie, uscita dall’euro di uno Stato debole o di uno forte, creazione di bond d’élite dei Paesi europei tripla A, ecc)

  12. Lwsco ha detto:

    A parte la Germania si potrebbe prendere in considerazione la Francia … anche loro mi sembrano messi bene come i teutonici… poi tra ‘laltro per uno (come me che è di Milano) non c’è molta strada e sono piu simpatici (almeno) dei tedeschi.

  13. Ms- barbamamma ha detto:

    In Francia ci vivo. Rispetto alla Germania l’economia francese presenta una disoccupazione maggiore di quella tedesca, e poichè spende molto in Stato sociale ha un deficit maggiore di quello tedesco (cosa che può tramutarsi nella perdita della tripla A come avvenuto agli Usa). Detto ciò è insieme alla Germania la leader attuale europea, motivo per cui già quando ero residente in Italia avevo aperto un conto in Francia.
    Puoi farlo anche tu, sia in presenza (anche io sono di Milano, puoi andare in costa azzurra dove trovi personale che parla italiano) oppure a distanza. A distanza ci sono varie soluzioni, la banca postale, cortal consor e Boursorama banque.
    Io ho recensito la procedura per boursorama banque, se ti interessa puoi andare a vedere qui https://piccolorisparmio.eu/index.php/aprire-un-conto-allestero-francia-5.html

  14. RobinReg ha detto:

    Alcune indicazioni per Barbamamma sul caso argentino.

    I conti correnti in dollari presso le banche argentine vennero forzatamente convertiti in euro quando il vincolo 1:1 tra dollaro e peso era stato abbandonato dal governo argentino e tutti i conti congelati.Il cambio ufficiale di uscita fu 1,4 peso per un dollaro, ma, lasciato libero di fluttuare, il peso crollò nel giro di pochi mesi a un rapporto di 4:1 con il dollaro: una svalutazione del 75%.

    Per salvare le banche argentine, quindi, il governo:1) congelò i conti 2) convertì forzatamente i conti da dollari a peso.

    Quindi per salvare le banche sacrificò i correntisti. A nulla valsero le proteste di piazza per una pretesa incostituzionalità del provvedimento: in situazioni di eccezione le leggi ordinarie vengono scavalcate.
    Quali sono le differenze tra la situazione italiana oggi e quella argentina di 10 anni fa ? Forse più apparenti che reali.Laggiù c’era un cambio artificioso di 1:1 tra dollaro e peso che durava da 10 anni. Qui c’è un cambio artificioso tra lira e marco tedesco (990 lire per un marco tedesco) attraverso un intermediarioche si chiama euro, che dura da 13 anni.

    Quando il vincolo si romperà, tra mille altri problemi ci saranno da tenere a galla le banche francesi e tedesche. Uno dei modi per farlo, tra altre misure di emergenza che i governi che rimarranno nell’euro prenderanno, potrebbe essere: 1) congelare i conti correnti in euro presso banche locali dei non residenti e poi 2) convertirli forzatamente nelle nuove valute deboli dei rispettivi paesi di residenza.

    Si tratterebbe anche di una forma di ritorsione contro uno stato – l’Italia – che ha dichiarato default mettendo nei guai altri paesi.  Non credo che le banche tedesche (né quelle lussemburghesi o di altri paesi) si formalizzeranno più di tanto di fronte alla prospettiva di tenersi gli euro e di rifilare le nuove lire ai correntisti italiani non residenti.

    Il congelamento dei conti dei non residenti è una pratica di ritorsione diffusa nei casi di default anche tra stati civili fino al giorno prima amici.L’ultimo caso a me noto nel mondo libero è stato quello dei conti dei cittadini islandesi in Gran Bretagna dopo il fallimento delle banche islandesi nel 2008.

  15. Ms- barbamamma ha detto:

    ho vissuto il caso argentino lavorando in banca, campo finanza, quindi  lo conosco  bene. Quello che scrivi sulle mdalità è vero ma non è in contrapposizione con quanto da me scritto. Il fatto che il cambio usd pesos fosse 1:1 rendeva praticamente inefficace in quel territorio qualunque politica monetaria della banca centrale Usa. Motivo per cui tale era una moneta tale l’altra, era come un pesos con due colori che viaggiava sul territorio ed era spendibile nei negozi (cosa che non certo si poteva fare con le sterline per esempio!). Per questo ho chiesto di slegarsi dal caso “dollaro” argentino proprio perchè non ha nulla a che vedere con la situazione euro. Si trattava di due Paesi sovrani in cui la moneta Usa aveva un valore fluttuante con altre valute ma che una volta entrato in argnentina diventava de facto come un pesos.

    La mossa di congelare i conti fu fatta e bene per salvare un crollo peggiore dato da fuga di capitali ed è fatta spesso quando si intravede una tale possibilità.

    Nel caso di apertura di un conto in Germania, ci sono due possibilità:
    – l’Italia ritorna alla lira e sul SUO territorio cambia la valuta euro in lire (anche l’agentina ha cambiato i conti in dollari sul SUO territorio e non certo i conti in dollari di un cittadino argentino in Brasile): se hai un conto in Germania tu sarai euro tedesco;
    – La Germania torna al marco: siccome la Germania non è certo in pericolo default non teme di certo fughe di capitali anzi semmai ci sarà la fila per aprire li’, quindi non congelerà i conti ma semplicemente i conti in euro sul suo territorio saranno convertiti in marchi.
    – diverso è il caso di conti detenuti in euro presso Stati che hanno moneta diversa dall’euro (Gb, Svezia, Usa..). In tal caso non essendoci un vincolo di territorialità  si vedrà come faranno la conversione.
    – tu ipotizzi un crollo dell’euro generale , cioè che tutti ritornino alla propria valuta. Io lo escludo categoricamente, penso che uno o più Stati vi escano o i deboli o i forti ma che si aggreghino comunque magari per formare un euronord e un euromed.

    Chiunque uscirà dall’euro lo farà per riappropriarsi della sua politica monetaria tramite propria-e banca centrale, sarebbe catastrofico in senso valutario che uno Stato operi cambi euro-lire (ad esempio) su altri territori statali ancora in euro, significherebbe un dumping valutario che non verrebbe permesso perchè è di interferenza con la politica monetaria di altro Stato e inciderebbe sull’export, nessuno Stato lo permetterebbe.

    E’ evidente che in una situazione così complessa nessuno sia in grado di sapere con certezza cosa accadrà, ben vengano spunti di discussione dove ognuno ha la sua visione e si tutela di conseguenza.
    Una volta che il fatto accadrà, se accadrà, chi avrà meglio intravisto la soluzione salverà i propri risparmi, quindi sulla correttezza della tua o mia visione, bisognerà solo aspettare che l’evento accada.

  16. RobinReg ha detto:

    La tua risposta ha come sempre spunti interessanti.

    Vedo che citi, e non è la prima volta, il concetto
    giuridico di “vincolo di territorialità”
    come garanzia di un correntista italiano che aprisse un conto in euro da non
    residente in un altro paese euro.  E aggiungi che aprendolo in un paese non euro
    (UK, USA) questo ombrello non ci sarebbe.

    Che cosa garantisce questo vincolo ?

    Che la divisa nella quale è denominato il conto seguirà nel
    tempo la divisa nazionale del paese dove ha sede lo sportello bancario ?

    Ma questo non mi risulta sia scritto nei contratti di conto
    corrente o deposito.

  17. Ms- barbamamma ha detto:

    il principio di territorialità riferito alla moneta significa che un Paese  che si riappropria della sua politica monetaria ne esercita la sovranità sul SUO territorio (confini) anche decidendo di cambiare la sua valuta.
    Se oggi allo Stato di Paperopoli ci sono i conti denominati in papere e domani lo Stato decide di cambiarle la denominazione in anatre, allora tutti i conti denominati in papere su quel territorio diventeranno conti in anatre.
    Ma non potrà cambiare i conti in altre valute, cioè i conti in oche, quelli resteranno oche, perchè il conto in oche non è la divisa dello Stato di Paperopoli e nulla potrà fare su quella moneta.

    Ma questo non lo trovi mica scritto sul contratto di conto corrente. 
    Nel 1996 ho aperto un conto in lire, mica c’era scritto che sarebbe sempre stato in lire o che sarebbe diventato euro, eppure è diventato in euro nel 2002.

Grazie.