Lettera di referenze bancarie
Scritto da Massimiliano Brasile
28 Aprile 2012 | Opinioni
Può capitare, soprattutto se si apre da remoto una posizione presso banca estera, che l’istituto ci chieda come presentazione una lettera di referenze della nostra banca.
Tale documento ha solitamente un costo e visto che ci occupiamo di conti esteri, sarà probabilmente richiesto in lingua inglese.
Ho chiesto alla mia banca (IWBank) di redigere una lettera di referenze in inglese di recente, perché richiesta dalla procedura per l’apertura remota del conto a Cipro. Con mia somma sorpresa mi è stato detto dal supporto IWBank che non solo avrei ricevuto la lettera via e-mail, ma che non avrei dovuto sostenere alcun costo.
E così è stato: nel giro di una settimana dalla richiesta ho ricevuto via mail una lettera in formato pdf su carta intestata che indica chiaramente l’anzianità che ho come loro correntista e l’attuale saldo di conto.
Ho approfittato per chiedere il permesso a IWBank per fare pubblicità della cosa e mi sono sentito ringraziare con l’affermazione che sicuramente i loro correntisti ne sono già al corrente. Nel dubbio che siano troppo ottimisti provvedo a fare pubblicità anch’io!
Sempre detto che IwBank è la migliore banca italiana: anche questa volta lo dimostra!!!
incredibile, ai miei tempi le banche lucravano molto con le referenze bancarie sia per i conti da aprire all’estero, sia per il porto d’armi da richiedere, sia per appalti e visti dall’estero.. ma di che vivono, solo di commissioni sul transato dei titoli?
Barbamamma se la banca e’ solo web i costi sono molto contenuti: niente stucchi, niente affitti per le filiali, arredi, insegne cambiate ogni due anni per le diverse fusioni e relativi costi di marketing, pochi costi del personale, nessun costo di trasferta, pochi costi di rappresentanza e così via. E’ lo stesso concetto dei voli low cost o dei supermercati discount. Allora quelle che tu chiami poche commissioni diventano margini importanti. Guarda il bilancio di Iwbank sul loro sito e mi darai ragione.
diciamo che sono particolarmente orientati al trading e tutto il resto è un di-più per attirare più clienti 😉
per curiosità, quale potrebbe essere il costo al cliente in una banca tradizionale?
ai miei tempi non meno di 50 euro.. dipendeva anche dalla importanza del cliente (leggila lato banca, quindi cliente più danaroso non paga quasi mai la cifra standard)
si, si, lo so.. ma vivere solo di tranding non è il massimo.. quando la borsa farà il tonfo fra qualche mese non so di che vivranno..
mi fai venir voglia di sondare il terreno con i vari conti low-cost..
@Massimiliano: tu sei rimasto sorpreso del fatto di non dover sostenere costi, io più ingenuamente sono rimasto sorpreso quando me li sono visti applicare. Per rispondere alla tua curiosità, circa 16 Euro con banca fisica. @MS-barbamamma: «cliente più danaroso non paga quasi mai la cifra standard»… la logica aristotelica vorrebbe che il cliente più danaroso paghi di più 🙂
in effetti una cifra accettabile: devi pur sempre considerare la responsabilità della banca ad emettere in lingua un documento richiesto dal cliente dal valore legale e diretto alla concorrenza.