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Aprire un conto all’estero: Malta

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22 novembre 2011   |   Conti Correnti

Aprire un conto all'estero: Malta

Ringrazio Arturo per i cordiali aggiornamenti che mi ha dato negli scorsi mesi e per aver stimolato nuovamente il mio interesse per Malta.

Malta fa parte dell’Unione Europea e nonostante si tratti di una piccola isola rappresenta un’economia indipendente e politicamente stabile che viene premiata dai rating delle agenzie internazionali (l’ultimo aggiornamento di Standard&Poor’s assegna un AA1). All’interno dell’eurozona rappresenta quindi una sponda interessante da non sottovalutare, anche vista la relativa vicinanza geografica che in questo caso premia maggiormente chi abita al sud.

Data l’attuale situazione, può quindi essere un’opportunità da valutare l’apertura da remoto di un conto corrente in euro in uno stato europeo che vanta un rapporto debito/pil inferiore a quello austriaco. Con il vantaggio dello scambio automatico di informazioni tra gli stati che semplifica il regime dichiarativo del correntista.

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Scritto da Massimiliano Brasile

Massimiliano Brasile

Ingegnere, autore di svariati articoli tecnici nel settore IT, appassionato di finanza personale, crawling e android. Vedi il profilo anche su Google+.

22 novembre 2011   |   Conti Correnti

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  • arturo

    Ciao Massimiliano,
    mi fa piacere essere stato d’aiuto!
    Sai bene che, se hai da chiedere altre informazioni, … devi fare solo un fischio!
    Ma forte, però, considerata la lontananza, … rischierei di non sentirlo …!!!
    Ciao e alla prossima!

  • senza il tuo pionerismo non avrei approfondito come merita questa offerta.
    grazie!

  • Mauro Corradi

    Bella novità, l’unico inconveniente è la procedura di apertura conto troppo burocratizzata (con particolare riferimento al documento di referenze) rispetto alle banche estere che già conosciamo. Mi domando come Arturo abbia avuto tanta pazienza, evidentemente per quest’isola ha una predilezione particolare. 

  • anticipo Arturo: da buon siciliano li ha raggiunti via mare e ha trovato collaborazione nella sua banca italiana.

    mi stavo domandando se una tal lettera potrebbe essere chiesta anche a PF (loro indubbiamente hanno più familiarità con questo tipo di richieste).

  • arturo

    Massimiliano ha indovinato!
    E’ vero, ho una predilezione per quest’isola, anche se l’ultima volta che ci andai fu nell’ormai lontano 1997!
    Preciso, quindi, che ho fatto tutto da casa.
    Per quanto concerne la lettera di referenze, giusto due righe, nulla più, firmate dal direttore della mia banca (mia NON di proprietà, purtroppo!) in Italia.
    Se avete da chiedere …
    Ciao a tutti ed un particolare saluto a Mauro ed a Massimiliano, che credo NON si renda pienamente conto del fantastico lavoro e dell’ottimo blog che gestisce!

  • troppo buono..

  • Nunkest

    Ciao,
    non ti sembra un po’ troppo 1 euro x leggere un post?

  • posso essere d’accordo, ma come ho spiegato nell’articolo sui Micropagamenti ( http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/micropagamenti.html ) non è possibile scendere finché PayPal in tariffazione standard sarà l’unica modalità di pagamento disponibile.

    la mia proposta iniziale era di 10 centesimi, ma né OneBip né LiqPay me lo permettevano e la richiesta di molti lettori era quella di passare a PayPal.

    poi se qualcuno riesce a segnalarmi modalità di pagamento alternative con costi di commissione inferiore sarò ben felice di valutarle per eventuale affiancamento o sostituzione di PayPal.

  • Maurizio

    Buongiorno Massimiliano,
    premetto che non sono ferratissimo in materia, e che quindi la mia domanda le potrà sembrare stupida o magari avrà già risposto in altra sede.
    La mia domanda è questa. 
    Posso capire il vantaggio di aprire un conto corrente presso la banca di un paese in teoria più solido del nostro agli occhi della comunità finanziaria. Ma con l’euro a forte rischio, con le conseguenze di cui tutti parlano (fine euro, euro a due velocità e rischio default) aprire un conto in euro non è comunque un rischio? Non sarebbe meglio cambiare euro in valute straniere, tipo la corona danese o norvegese?
    Grazie in anticipo per l’attenzione.

  • domanda tutt’altro che banale, anche perché è il timore di tutti noi.
    ho affrontato la questione in questo articolo http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/crisi-e-default-quali-opzioni-per-i-piccoli-risparmiatori.html e Barbamamma ne scrive da mesi.

    indubbiamente diversificare in valute può essere un sistema per conservare l’attuale potere d’acquisto in vista di futuri più tetri, ma la banca in questione permette comunque di scegliere altre valute oltre l’euro.

    conto di scrivere a brevissimo comunque in merito a offerte specifiche per valute nordiche.

  • Antonio

    ciao.
    scusa dopo aver pagato con paypal come visualizzo l’articolo? viene scaricato?
    Grazie

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  • Giacomo Reali

    rispondo forse con un po’ di ritardo, ma sono capitato su questo sito solo questa sera. Il prezzo secondo me è onesto e riflettendo sul valore di contenuti (chiari e ben documentati) su temi come questi è un investimento più che un costo. Poi va be’ il valore che attribuiamo a qualcosa è soggettivo, personalmente se il costo-opportunità dell’acquisto di un articolo che mi spiega perché e come aprire un conto all’estero per proteggere i miei risparmi è quello di un caffè, allora per me li vale eccome, questo sito aiuta senz’altro a svegliarsi di più che un caffè! Grazie Massimiliano per il servizio che da oggi seguirò con attenzione, Giacomo

  • grazie a te e benvenuto tra i lettori!

  • Anto

    Scusa ma l’articolo è aggiornato ?

  • L’articolo è aggiornato alla data di pubblicazione. Eventuali aggiornamenti successivi compaiono nei commenti o sono segnalati nella parte visibile dell’articolo.