Qualche giorno dissi che sarebbe molto interessante condividere qualche considerazione globale sulla situazione MACRO.
Seguo regolarmente blog probabilmente + frequentati e famosi di piccolorisparmio
(MercatoLibero,ComeDonChisciotte,InformazioneScorretta,etc…),
ma come espresso in altri post penso che come qualità e precisione dell’ informazione questo sia il luogo migliore per considerazione serie sullo stato dell’ Economia e sulle azioni da intraprendere per “salvare” i nostri risparmi.
Se qualcuno puo’ interessare trovo interessanti le osservazioni espresse in questo documento (tradotto):
documento interessante ma risaputo:
– molti stati federali usa sono in default tecnico (non ancora annunciato). Gli Usa hanno grossi problemi poichè al debito pubblico si somma il debito privato (quello che da noi va bene ancora e che Tremonti vanta come salvagente ai meeting europei..chissà perchè.. magari perchè lo vede come un bancomat per una patrimoniale che se dovesse arrivare sarebbe improvvisa approvata in nottata con DL governativo, o al massimo con legge ma data retroattiva per evitare fughe last second).
Peccato non si parli nel documento della situazione di molti Comuni e regioni italiane che hanno in pancia diversi titoli derivati che creano un buco notevole, ma pianificato fra qualche anno. Idem per le banche, idem per il bilancio dello Stato. Se in una manovra indico che farò una correzione di tot. fanno marketing sul mercato finanziario per i miei titoli: peccato che chi si addentra capisce che quel tot non si raggiungerà mai. Infatti ad es. se dichiaro che avrò 100 dall’evasione e dai dati pregressi si sa che ogni 100 evaso lo Stato ne recupero solo 10, capisci che è solo pubblicità , snocciolamento di dati, si rimanda il problema.
– Il futuro sono i Bric, paesi che traineranno l’economia e prossimamente faranno il sorpasso (decoupling).
– cassette di sicurezza, moneta, oro.. se lo scenario è quello di una nuova ondata di crisi, ci sarà iperinflazione e per combatterequella la mia ricetta è solo una: terreni agricoli.
ci sarebbe molto altro da scrivere, ma devo far mangiare i pupi.. 🙂
@ monica:
ciao, piacere di conoscerti, da come ti esprimi
immagino che tu non sia proprio una pivella…
😉
… concordo sulla ipotesi dei terreni agricoli (in caso di iperinflazione) come miglior investimento immobiliare.
Secondo te quale sarà il momento migliore, e con quali modalità pensi sia meglio comprare?
(dove, a che distanza dalla città , coltivati o no e come, dove trovare le migliori occasioni, ecc..)
Ciao e grazie
In questa ipotesi penso tuttavia che bisognerebbe riprogettare completamente il nostro concetto di “civiltà “.
Ad esempio in questo scenario essere un fisico nucleare sarà molto meno importante che essere un agronomo o un agricoltore esperto.
Un orizzonte da “Sopravvissuti” (come si chiamava un serial della mia infanzia) è ancora lontano da svilupparsi IMO.
Certo esiste una situazione di fatto che imporra’ sacrifici a tutti.
Soprattutto ai ns figli. 🙁
Io invece non vedo i terreni agricoli come opportunità per sostentamento ma come investimento. Prenderli in zone vicine ai centri urbani in via di sviluppo, possibilmente in Europa ma non in Italia (non si sa cosa c’è sotto 🙂 )
è una mia opinione, non sono roubini, anche se finora ho fatto investimenti corretti (e dopo anni di finanza bancaria ne ho viste di ogni).
Buona serata
ciao Cesarito, leggendo i tuoi post mi sei simpatico, mi ricordi molto (ma in versione simpatica)un mio cliente benestante che ho seguito per anni in banca e che era spaventato già 5 anni fà da possibile patrimoniale e aumento imposta su proventi da titoli. Aveva aperto conti in svizzera, montecarlo, e francia ma mi chiamava quasi quotidianamente, ero il suo tranquillante psicologico!
Aggiungo qualche info in più rispetto a prima :
– iniziano ad esserci piccoli problemi di acquisto bot da parte di piccoli investitori ma grazie alle tesoreria bancarie il collocamento è assicurato(fonte il Sole24ore). Però non certo un ottimo segnale
-Il commissario UE per il mercato interno, Michel Barnier, ha proposto che DAL 2013 i depositi FINO A 100.000 euro possano essere recuperati entro 7 giorni in caso di insolvenza della banca e gli investimenti finanziari fino a 50.000 euro in caso di frode (fonte Corriere della Sera).
– fonti del fatto quotidiano indicano la possibilità di una extra manovra da 25mld in autunno. Premetto che finora ho notato che il Fatto ha sempre anticipato bene segno di fonti attendibili, comunque lo penso anche io sia perchè come detto la manovra non porterà a casa il denaro sperato, sia perchè altre nazioni con debito inferiore al nostro hanno fatto manovre di 2 o 3 volte tanto e quindi si suppone che anche a noi tocchi rimediare con una nuova pezza. Perchè non sistemare adesso? Per motivi politici e lobby forti. Siamo ahimè un Paese ingessato dove come disse il Gattopardo “bisogna che cambi qualcosa affinchè tutto resti come prima”
Tutto ciò ed altro mi fà pensare che si possa al massimo tirare qualche anno prima che i dati si rivelino per quelli che sono (salvo attacchi speculativi prima).
Tutto ciò che sarà sacrificio sarà imputato all’europa come solito slogan. Vero: l’europa ci impone rigore. Badate che a dicembre è stato ratificato il trattato di lisbona che prevede fra le varie riforme una rottura di tabù: uno stato può uscire dall’unione. Ripeto: uno stato può uscire dall’unione. Non era possibile prima, si poteva solo entrarci. Nel diritto una norma non viene fatta mai a caso.magari non è subito utilizzata ma c’è, si chiama clausola di uscita. C’è ed è lecita, possibile. Potete verificare quanto da me affermato in ogni punto, non sono pessimista nè esagerata vi scrivo cose reali e verificabili.
Il futuro sarà di difficile lettura ma una cosa è certa non sarà basato sulle certezze di oggi. Ciò che fino ad oggi è accaduto non è detto che accada anche domani.
Bene quindi essere informati, concreti, e agire con calma e attenzione.
monica la precisione e puntualità dei tuoi commenti è fantastica, sei diventata il nostro faro, la nostra stella cometa che, speriamo, ci vorrà guidare nelle giuste decisioni che l’incertezza dei futuro ci imporrà . Un grazie di cuore.
Se escludi l’ Italia, a parte il Ticino (carissimo per case/terreni) non resta molto di italian speaking.
Come gestirli poi?Devi conoscere qualcuno in loco.
Lo dico perchè alcuni amici hanno fatto la difficile esperienza con la Romania negli anni scorsi.
A parte il Paese (mafioso al pari e piu’ del sud italia) anche se prendi un terreno nell’ hinterland di qualche grande città di Francia/Germania/Spagna devi poi gestirlo ….
Acquisto di terreni fuori dall’ Italia è una soluzione impraticabile per i piu’ ….
@ Massimiliano e Mauro:
mi piacerebbe venisse aperto un thread o un sondaggio su investimenti immobiliari difensivi, con un po’ di esempi concreti.
Mi piacerebbe sapere che ne pensano Massimiliano, Mauro, luxor, monica, e altri… che ne dite?
Ognuno può scegliere l’investimento che preferisce per opportunità -necessità -obbligo (riferito alle lingue).
Io ho dato la mia opinione e personalmente credo che sia fattibile e un investimento lungimirante. Non è necessario andare nelle periferie di grandi città , penso invece ad opportunità in certi piccoli centri residenziali a forte vocazione espansionistica (dovuta a presenza di grandi centri aziendali-industriali)o a terreni agricoli in zone a vocazione turistica. Gestirli:anzitutto non necessiti di frutteti o vigne ma di terreno erbaceo, preferibilmente in zone pianeggianti ed aree non “rosse” (terremoti) visto che ciò che ti aspetti dall’investimento è che diventino in parte edificabili. Per il resto una mancia ad una agenzia per un controllo periodico ci può stare, ma se acquisti in paesi dove esiste ancora legalità non vedo rischi. Di certo è bene informarsi sulle procedure di compravendita e conoscere la lingua del Paese. Quello è un forte limite ma chi lo supera ha possibilità maggiori di diversificazione.
Non ci sono molte cose il 75% sotto il valore di 36 anni fa, e lo zucchero è una di queste.
Tra i metalli argento, palladio meglio che l’oro. Tra le materie prime alimentari che la faranno da padrone in tempi di crisi zucchero, riso e altro…
Questi sono i consigli di Jim Rogers (investitore miliardario USA) per affrontare la crisi in modo saggio.
Innanzi tutto: avrà ragione?
E poi: ma questi beni sono alla portata di noi piccoli investitori?
Eventualmente quali strumenti sono più sicuri?
vi porto all’attenzione un fatto che sta avvenendo in questo periodo. Verificando in area Ue i prodotti bancari ho notato come vi siano notevoli differenziali di tasso di interesse (passivo per la banca, quindi riconosciuto al cliente)prendendo ad esempio il prodotto del conto deposito.
Prendendo un conto deposito a 12 mesi le banche spagnole (caixa tarragona, openbank, ecc) offrono fra il 3 e il 4% lordo.
Quelle italiane arrivano raramente a sfondare il 2,30 (ibl, chebanca, ecc)
Quelle francesi sono tarate generalmente sull’1% (banche tradizionali)e raramente superano l’1,5%(fortuneo robeco ecc).
Si tratta di banche tutte europee che trattano valuta euro. Questi differenziali rappresentano però un segnale di differenti esigenze di liquidità , partendo dal fatto che nessuno regala nulla, e salvo operazioni spot per aquisire clientela. Tali differenziali vi sono anche sui titoli di stato dei tre Paesi presi ad esempio. Il sistema Stato (pubblico)e il sistema banche (privato) sembra che vadano a braccetto. Sarò interessante fare attenzione a tali evoluzioni.
I disegnini del filmato sono molto carini, peccato che la teoria che sta dietro alla spiegazione che si tenta di dare sia completamente sbagliata. La crisi non è causata dal capitalismo, ma dell’intervento statale nell’economia capitalista.
Una tesi davvero interessante, comunque non eccessivamente discostante da quella che poi già è l’opinione media della gente. Grazie per avercela proposta. Questo blog si sta popolando di apporti davvero costruttivi e importanti, ne sono felice. Negli altri blog ci si accapiglia spesso in discussioni pretestuosamente polemiche, qui invece mi pare che ci un affiatamento tra lettori che ha come comune obiettivo la ricerca della verità per cercare di salvare i loro sudati risparmi.
Qualche giorno dissi che sarebbe molto interessante condividere qualche considerazione globale sulla situazione MACRO.
Seguo regolarmente blog probabilmente + frequentati e famosi di piccolorisparmio
(MercatoLibero,ComeDonChisciotte,InformazioneScorretta,etc…),
ma come espresso in altri post penso che come qualità e precisione dell’ informazione questo sia il luogo migliore per considerazione serie sullo stato dell’ Economia e sulle azioni da intraprendere per “salvare” i nostri risparmi.
Se qualcuno puo’ interessare trovo interessanti le osservazioni espresse in questo documento (tradotto):
http://www.scribd.com/doc/34292012/GEAB-46-Italiano
Aspetto le Vs opinioni
Paolo
documento interessante ma risaputo:
– molti stati federali usa sono in default tecnico (non ancora annunciato). Gli Usa hanno grossi problemi poichè al debito pubblico si somma il debito privato (quello che da noi va bene ancora e che Tremonti vanta come salvagente ai meeting europei..chissà perchè.. magari perchè lo vede come un bancomat per una patrimoniale che se dovesse arrivare sarebbe improvvisa approvata in nottata con DL governativo, o al massimo con legge ma data retroattiva per evitare fughe last second).
Peccato non si parli nel documento della situazione di molti Comuni e regioni italiane che hanno in pancia diversi titoli derivati che creano un buco notevole, ma pianificato fra qualche anno. Idem per le banche, idem per il bilancio dello Stato. Se in una manovra indico che farò una correzione di tot. fanno marketing sul mercato finanziario per i miei titoli: peccato che chi si addentra capisce che quel tot non si raggiungerà mai. Infatti ad es. se dichiaro che avrò 100 dall’evasione e dai dati pregressi si sa che ogni 100 evaso lo Stato ne recupero solo 10, capisci che è solo pubblicità , snocciolamento di dati, si rimanda il problema.
– Il futuro sono i Bric, paesi che traineranno l’economia e prossimamente faranno il sorpasso (decoupling).
– cassette di sicurezza, moneta, oro.. se lo scenario è quello di una nuova ondata di crisi, ci sarà iperinflazione e per combatterequella la mia ricetta è solo una: terreni agricoli.
ci sarebbe molto altro da scrivere, ma devo far mangiare i pupi.. 🙂
@ monica:
ciao, piacere di conoscerti, da come ti esprimi
immagino che tu non sia proprio una pivella…
😉
… concordo sulla ipotesi dei terreni agricoli (in caso di iperinflazione) come miglior investimento immobiliare.
Secondo te quale sarà il momento migliore, e con quali modalità pensi sia meglio comprare?
(dove, a che distanza dalla città , coltivati o no e come, dove trovare le migliori occasioni, ecc..)
Ciao e grazie
in un altro post monica prevedeva fra circa 3 anni la crisi del sistema, per cui presumo sia quello il periodo ideale per fare affari immobiliari, anche se, limitatamente ai terreni agricoli, ci sarà il il rischio (in quanto bene rifugio) di non trovare venditori, se non all’asta in tribunale. L’ubicazione non ha importanza, l’importante che siano coltivabili, perché la finalità di questo acquisto è il sostentamento alimentare, non la speculazione. E possibilmente vicino a casa, per poterlo proteggere dagli assalitori. Tieni conto che durante una crisi molto acuta è fisiologico che quelli della città si spostino verso le campagne alla disperata ricerca di cibo.
In questa ipotesi penso tuttavia che bisognerebbe riprogettare completamente il nostro concetto di “civiltà “.
Ad esempio in questo scenario essere un fisico nucleare sarà molto meno importante che essere un agronomo o un agricoltore esperto.
Un orizzonte da “Sopravvissuti” (come si chiamava un serial della mia infanzia) è ancora lontano da svilupparsi IMO.
Certo esiste una situazione di fatto che imporra’ sacrifici a tutti.
Soprattutto ai ns figli. 🙁
Io invece non vedo i terreni agricoli come opportunità per sostentamento ma come investimento. Prenderli in zone vicine ai centri urbani in via di sviluppo, possibilmente in Europa ma non in Italia (non si sa cosa c’è sotto 🙂 )
è una mia opinione, non sono roubini, anche se finora ho fatto investimenti corretti (e dopo anni di finanza bancaria ne ho viste di ogni).
Buona serata
ciao Cesarito, leggendo i tuoi post mi sei simpatico, mi ricordi molto (ma in versione simpatica)un mio cliente benestante che ho seguito per anni in banca e che era spaventato già 5 anni fà da possibile patrimoniale e aumento imposta su proventi da titoli. Aveva aperto conti in svizzera, montecarlo, e francia ma mi chiamava quasi quotidianamente, ero il suo tranquillante psicologico!
Aggiungo qualche info in più rispetto a prima :
– iniziano ad esserci piccoli problemi di acquisto bot da parte di piccoli investitori ma grazie alle tesoreria bancarie il collocamento è assicurato(fonte il Sole24ore). Però non certo un ottimo segnale
-Il commissario UE per il mercato interno, Michel Barnier, ha proposto che DAL 2013 i depositi FINO A 100.000 euro possano essere recuperati entro 7 giorni in caso di insolvenza della banca e gli investimenti finanziari fino a 50.000 euro in caso di frode (fonte Corriere della Sera).
– fonti del fatto quotidiano indicano la possibilità di una extra manovra da 25mld in autunno. Premetto che finora ho notato che il Fatto ha sempre anticipato bene segno di fonti attendibili, comunque lo penso anche io sia perchè come detto la manovra non porterà a casa il denaro sperato, sia perchè altre nazioni con debito inferiore al nostro hanno fatto manovre di 2 o 3 volte tanto e quindi si suppone che anche a noi tocchi rimediare con una nuova pezza. Perchè non sistemare adesso? Per motivi politici e lobby forti. Siamo ahimè un Paese ingessato dove come disse il Gattopardo “bisogna che cambi qualcosa affinchè tutto resti come prima”
Tutto ciò ed altro mi fà pensare che si possa al massimo tirare qualche anno prima che i dati si rivelino per quelli che sono (salvo attacchi speculativi prima).
Tutto ciò che sarà sacrificio sarà imputato all’europa come solito slogan. Vero: l’europa ci impone rigore. Badate che a dicembre è stato ratificato il trattato di lisbona che prevede fra le varie riforme una rottura di tabù: uno stato può uscire dall’unione. Ripeto: uno stato può uscire dall’unione. Non era possibile prima, si poteva solo entrarci. Nel diritto una norma non viene fatta mai a caso.magari non è subito utilizzata ma c’è, si chiama clausola di uscita. C’è ed è lecita, possibile. Potete verificare quanto da me affermato in ogni punto, non sono pessimista nè esagerata vi scrivo cose reali e verificabili.
Il futuro sarà di difficile lettura ma una cosa è certa non sarà basato sulle certezze di oggi. Ciò che fino ad oggi è accaduto non è detto che accada anche domani.
Bene quindi essere informati, concreti, e agire con calma e attenzione.
Sono donna e sono prolissa anche quando scrivo
🙂
monica la precisione e puntualità dei tuoi commenti è fantastica, sei diventata il nostro faro, la nostra stella cometa che, speriamo, ci vorrà guidare nelle giuste decisioni che l’incertezza dei futuro ci imporrà . Un grazie di cuore.
@monica
Se escludi l’ Italia, a parte il Ticino (carissimo per case/terreni) non resta molto di italian speaking.
Come gestirli poi?Devi conoscere qualcuno in loco.
Lo dico perchè alcuni amici hanno fatto la difficile esperienza con la Romania negli anni scorsi.
A parte il Paese (mafioso al pari e piu’ del sud italia) anche se prendi un terreno nell’ hinterland di qualche grande città di Francia/Germania/Spagna devi poi gestirlo ….
Acquisto di terreni fuori dall’ Italia è una soluzione impraticabile per i piu’ ….
@ Massimiliano e Mauro:
mi piacerebbe venisse aperto un thread o un sondaggio su investimenti immobiliari difensivi, con un po’ di esempi concreti.
Mi piacerebbe sapere che ne pensano Massimiliano, Mauro, luxor, monica, e altri… che ne dite?
Ognuno può scegliere l’investimento che preferisce per opportunità -necessità -obbligo (riferito alle lingue).
Io ho dato la mia opinione e personalmente credo che sia fattibile e un investimento lungimirante. Non è necessario andare nelle periferie di grandi città , penso invece ad opportunità in certi piccoli centri residenziali a forte vocazione espansionistica (dovuta a presenza di grandi centri aziendali-industriali)o a terreni agricoli in zone a vocazione turistica. Gestirli:anzitutto non necessiti di frutteti o vigne ma di terreno erbaceo, preferibilmente in zone pianeggianti ed aree non “rosse” (terremoti) visto che ciò che ti aspetti dall’investimento è che diventino in parte edificabili. Per il resto una mancia ad una agenzia per un controllo periodico ci può stare, ma se acquisti in paesi dove esiste ancora legalità non vedo rischi. Di certo è bene informarsi sulle procedure di compravendita e conoscere la lingua del Paese. Quello è un forte limite ma chi lo supera ha possibilità maggiori di diversificazione.
Non ci sono molte cose il 75% sotto il valore di 36 anni fa, e lo zucchero è una di queste.
Tra i metalli argento, palladio meglio che l’oro. Tra le materie prime alimentari che la faranno da padrone in tempi di crisi zucchero, riso e altro…
Questi sono i consigli di Jim Rogers (investitore miliardario USA) per affrontare la crisi in modo saggio.
Innanzi tutto: avrà ragione?
E poi: ma questi beni sono alla portata di noi piccoli investitori?
Eventualmente quali strumenti sono più sicuri?
vi porto all’attenzione un fatto che sta avvenendo in questo periodo. Verificando in area Ue i prodotti bancari ho notato come vi siano notevoli differenziali di tasso di interesse (passivo per la banca, quindi riconosciuto al cliente)prendendo ad esempio il prodotto del conto deposito.
Prendendo un conto deposito a 12 mesi le banche spagnole (caixa tarragona, openbank, ecc) offrono fra il 3 e il 4% lordo.
Quelle italiane arrivano raramente a sfondare il 2,30 (ibl, chebanca, ecc)
Quelle francesi sono tarate generalmente sull’1% (banche tradizionali)e raramente superano l’1,5%(fortuneo robeco ecc).
Si tratta di banche tutte europee che trattano valuta euro. Questi differenziali rappresentano però un segnale di differenti esigenze di liquidità , partendo dal fatto che nessuno regala nulla, e salvo operazioni spot per aquisire clientela. Tali differenziali vi sono anche sui titoli di stato dei tre Paesi presi ad esempio. Il sistema Stato (pubblico)e il sistema banche (privato) sembra che vadano a braccetto. Sarò interessante fare attenzione a tali evoluzioni.
I disegnini del filmato sono molto carini, peccato che la teoria che sta dietro alla spiegazione che si tenta di dare sia completamente sbagliata. La crisi non è causata dal capitalismo, ma dell’intervento statale nell’economia capitalista.
http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=18:la-crisi-dellintervenzionismo&catid=14:macroeconomia&Itemid=51
Una tesi davvero interessante, comunque non eccessivamente discostante da quella che poi già è l’opinione media della gente. Grazie per avercela proposta. Questo blog si sta popolando di apporti davvero costruttivi e importanti, ne sono felice. Negli altri blog ci si accapiglia spesso in discussioni pretestuosamente polemiche, qui invece mi pare che ci un affiatamento tra lettori che ha come comune obiettivo la ricerca della verità per cercare di salvare i loro sudati risparmi.