E' solo un antipasto
Scritto da Mauro Corradi
28 Maggio 2010 | Opinioni
Non è necessario essere degli economisti di professione per rendersi conto che la recente manovra finanziaria da 24 miliardi del governo, seppure demagogicamente avversata come una manovra di lacrime e sangue, rappresenta solo un antipasto di ciò che ci aspetta nei prossimi anni.
Magari fossero solo quelle le lacrime e il sangue da versare per ripianare decenni di gestione allegra del denaro pubblico, di indebitamento irresponsabile, in cui si è vissuti al di sopra delle proprie possibilità, un banchetto a cui tantissimi si sono abbuffati e ancora troppi, nonostante la manovra, continueranno a farlo. Sono ben ulteriori le medicine amare che ci dovranno somministrare.
Perché con soli 24 miliardi di tagli, nell’Italia dello spreco senza limiti e della crisi economica irreversibile, si tampona il problema ma non lo si risolve di certo.
Per noi piccoli risparmiatori la scommessa per i prossimi mesi ed anni è una sola: per risanare i conti pubblici i nostri governanti continueranno sulla strada impopolare dei tagli o, giunti ad un certo limite di ‘sbarramento sociale, politico e sindacale’, con prevedibili tensioni e violenze, preferiranno la scorciatoia di una sostanziosa patrimoniale sui nostri sudati risparmi? E’ innegabile che tale seconda ipotesi sia, al momento, la più gettonata. Per assurdo chi ha risparmiato dovrà pagare i debiti di chi ha sperperato.
Quando quel giorno verrà non facciamoci trovare impreparati. Aspettare tappati in casa che maturino gli eventi è l’unico modo per comprometterli irrimediabilmente. Molti lettori di PiccoloRisparmio si sono già organizzati in tal senso, tanti altri si uniranno a noi. L’obiettivo comune è uno solo: non farsi derubare. Probabilmente la battaglia la perderemo comunque, ma almeno potremo avere la consolazione di aver fatto tutto il possibile per vincerla.
28 Maggio 2010 | Opinioni
Tags: crisi economica, manovra finanziaria, patrimoniale, predefinito
Caro Mauro,
sfondi una porta aperta:
a parte i giudizi politici, e questa non è la sede più adatta,
sono anni che la penso così!
Infatti ho incrociato i tuoi consigli con quelli di un cugino che lavora in Banca d’Italia che mi consigliava per protezione dei risparmi il BancoPosta (italiano), e a quel punto,viste anche le discrete condizioni economiche, ho prenotato un bel viaggetto a Chiasso (ieri in giornata) per andare a trovare le simpatiche sportelliste di PostFinance..
Per ora va così, in attesa di ulteriori prevedibili batoste si fa, onestamente, quel che si può.
La mia idea è pur sempre quella di rientrare con investimenti immobiliari, ma anche lì, dato il momento, è molto difficile fare previsioni.. sicuramente per ora le quotazioni non saliranno!
Una eventuale patrimoniale potrebbe tra l’altro colpire anche il patrimonio immobiliare, e lì per l’italiano medio che una casetta la vuole sempre, sarebbe durissima!!!
Amici commercialisti (io faccio tutt’altro) mi dicono che in caso di bisogno colpiranno di qua e di là (liquidi e immobili), anche per giustizia..
Per ora ci difendiamo con un conto all’estero, poi vedremo..
l’immobiliare è in crisi nera. Per ora i prezzi si mantengono alti perché i venditori sperano in una ripresa, ma nel giro di qualche anno dovranno rassegnarsi e capitolare. secondo me Cesare ti conviene aspettare prima di reinvestire la liquidità .
@ luxor:
vedi, questo ragionamento lo sto facendo anche io in fondo, visto dove sto mettendo i piccoli capitali di famiglia.
Andando avanti con l’outlook, la crisi, come dice anche Mauro, quasi sicuramente arriverà più forte (chi ci governa ancora la definisce “inaspettata”…), ma questo ormai l’abbiamo capito tutti.
E se arriverà più forte saranno problemi anche con l’Euro: sarà difficile rimanere con la Germania (e forse anche con Francia, Austria ecc.). A quel punto, che ci sia l’Euro senza la Germania, o due aree Euro distinte, o PIIGS fuori dall’Euro, poco cambia: per sopravvivere dovremo stampare moneta e/o svalutare..
A quel punto potrebbe ripartire l’inflazione!
Quindi non è detto che a medio-lungo termine i prezzi degli immobili scenderanno, o sbaglio? Sto solo riflettendo, aiutatemi a pensarla giusta..
Se accadesse ciò, la cosa migliore sarebbe quella che sto già cominciando a fare, seguendo una delle idee fondanti di questo sito: un bel conticino all’estero, legale e dichiarato, ma un po’ più protetto, e magari in valuta diversa dall’Euro. Non sappiamo se Tremonti arriverà anche lì, ma sicuramente non saremo i primi ad essere colpiti.
Se il quadro fosse quello descritto prima, abbastanza drammatico ma pure realistico al di là della propaganda politica, forse il momento giusto per rientrare sarebbe dopo il cambio di moneta ma prima che riparta troppo l’inevitabile inflazione..
Purtroppo nessuno lo può dire come andrà a finire, ma bisogna immaginare per prevedere..
..voi che idea avete?
Confesso che sto trattando sull’acquisto di un locale commerciale che mi sembra valido già da un po’ di tempo, e non è detto che non lo prendiamo per investimento a rendita, ma a questo punto se non spuntiamo un buon prezzo se lo possono pure tenere..
Io sto facendo l’opposto ho qualche immobile e sto vendendo ,sono convito che se i prezzi scenderanno ancora e tranne la casa di abitazione non penso che il resto si salvi da una eventuale patrimoniale depositi compresi.Anche io sto cercando un conto estero per continuare a investire in fondi esteri con la possibilità di diversificare per paesi e monete, sono indeciso su quale banca appoggiarmi ,la Keytrade sembra per ora la soluzione più idonea ma non mi convince quella belga perchè il paese non è messo bene.
i paesi messi meglio, come scriveva Corradi in passati articoli, sono indubbiamente Svizzera e Lussemburgo. Io mi trovo bene con Postfinance e non ho purtroppi risparmi tali da giustificare ulteriori conti. Di certo con la BCEE del lussemburgo si eviterebbe la fastidiosa doppia imposizione fiscale cui la Svizzera ci sottomette. Ho letto pure l’articolo sulla francese Banque Robeco e non è niente male, anche se è una banca per chi ha molti risparmi.
Ho avuto modo di provare la piattaforma di Keytrade lussemburgo , basta inviare una email di richiesta prova e ti inviano le passoword per accedere.E’ abbastaza intuitiva e completa, per le mie necessità , certo non al livello di completezza delle nostre italiane online ,attualmente ho Iwbank e Sella.Anche a livello di costi è abbastanza competitiva al contrario delle Svizzere, ero indirizzato sulla filiale Lussemburgo per la solidità paese che comunque garantisce i depositi delle banche aderenti. Non so se tra le banche già selezionate dal sito magari anche di altri paesi ci sono con caratteristiche simili.Se avete suggerimenti in merito sono ben accetti.Per il discorso eventuali default del nostro paese so che ci sono delle polizze estere di ditribuzione italiana dette in LPS libera prestazione servizi che sono armonizzate non necessitano di dichiarazione sul modello unico per esportazione capitali perchè tracciate, sono impignorabili con sede in Lussemburgo ma chiaramente non esenti da tasse sul capital gain o patrimoniali.Chi ne ha voglia e competenza potrebbe approfondire l’argomento. Grazie
Per il trading di futures, forex e cfd’s la piattaforma offerta da Keytrade è quella presa a noleggio dalla Saxo Bank, per cui valuta se non sia più conveniente l’offerta di ques’ultima. Saxo è presente in Danimarca e Svizzera, due stati ‘forti’.
Ti ringrazio Luxor .
@ Luciano:
l’intenzione di tornare sull’immobiliare è solo un’idea..
..a parte le assicurazioni in LPS che forse non capisco e quindi non mi attirano (forse sono adatte ad un lento accumulo), conosci qualche prodotto moolto sicuro (il confronto lo facciamo con PostFinance.ch, conto e-deposito in CHF), gestibile facilmente dall’Italia (e possibilmente in italiano, su certe cifre vorrei non avere dubbi di interpretazione..), e che abbia meno probabilità di essere raggiunto da una ormai probabile patrimoniale?
Ovviamente parliamo di risorse che hanno già una traccia..
Tra l’altro, in Svizzera gli interessi prodotti (pochi) sono tassati due volte, prima da loro (e poi si fa fatica a recuperarli) e poi qui da noi, per il bel risultato del 35+27% !!!
Per ora sto scegliendo la sicurezza quasi totale, ma se la patrimoniale arrivasse anche lì (non si può escludere, anche se spero che sia meno probabile) dovrò usare una strumento con un rendimento netto migliore, almeno per recuperare.
Per esempio, pensavo a Robeco, ma parla solo francese..
Qualcuno ha dei consigli ulteriori o migliori?
Grazie
ma se il conto svizzero è tracciato perchè i trasferimenti sono via bonifico, la patrimoniale colpisce anche quello?
dai miei conti non risulta che in questa fase ci siano opportunità di rendimenti superiori a quelli che vengono offerti dai conti di deposito. I prodotti assicurativi strutturati si sono dimostrati poco renumerativi per i clienti (il contrario per le banche), poco trasparenti, e addirittura molto rischiosi. Un risparmatore accorto deve assolutamente starci alla larga.
@ Daniel: noi riteniamo che i soldi detenuti all’estero in modo trasparente, quindi conosciuti dal fisco, possano finire nel novero di una patrimoniale. Riteniamo al 75% tale probabilità . Nell’ultima patrimoniale del 1992 colpirono solo i conti in Italia, ma con la prossima non possiamo escludere nulla. Di certo speriamo che non lo facciano.
A questo punto quale potrebbe essere la differenza tra un conto con PostFinance.ch e Robeco.fr?
Il viaggio in Svizzera l’ho già fatto, ma non fa nulla..
Se Robeco è solida quasi come PostFinance ma riconosce quasi il doppio degli interessi, a quel punto..
Mi frena un po’ la mia scarsa conoscenza della lingua francese, ma ho visto che uno strumento banale come GoogleTranslations sul francese sembra molto efficace..
Tra l’altro, mettiamo che arrivi una patrimoniale sui depositi tracciabili all’estero, non credo che da quel punto di vista possano esserci differenze effettive tra Francia e Svizzera.
Se la patrimoniale fosse, per assurdo, il 2% (speriamo che gli basti!), con Robeco la recuperiamo velocemente, e si pagano anche meno tasse.
Ci sto un po’ ripensando in effetti, ma questa patrimoniale che arriverebbe anche in Svizzera richiede accortezze ancora maggiori.. il trasferimento ancora non l’ho fatto!
Possibile che non esista un modo di salvare i propri sudati e legali risparmi?
Perché chi ha risparmiato una vita (se non due, genitori compresi) deve pagare anche per chi scialacqua, elude o evade?
I vantaggi di un conto a Postfinance rispetto a Robeco sono solo legati all’eventuale default dell’intera area euro: in tale caso estremo a Postfinance avresti la possibilità anzitempo di convertire gli euro in franchi e oltretutto di conservarli in un paese al di fuori dall’area euro. Con la francese Robeco tale possibilità purtroppo non ce l’avresti.
Possibile che non ci sia modo di salvarsi da una patrimoniale?
Un amico (onesto) commercialista, mi ha detto che ormai non mi salvo più: avendo il deposito in banca italiana e “trasparente”, ormai ovunque li portassi potrebbero venire a chiedermene conto..
Possibile?
Scherzando mi diceva che pure mettendoli nel materasso (oltre ad avere altri problemi..) sarei stato rintracciabile in uscita!
Forse un’appartamento prima casa non sarebbe colpito, ma sono ancora molto cari e francamente il rendimento qui a Roma arriva a malapena al 2% lordo!
Allora aspettiamo la “botta”, tanto non c’è nulla da fare, e poi ci difenderemo cercando interessi per recuperare!
Qualcuno ha delle idee alternative?
Grazie
dalla patrimoniale si salverà di sicuro solo chi li ha portati all’estero in nero, sempre che quei segugi del fisco non riescano a scovarglieli. Speriamo comunque che vada come nel 1992…
Per una eventuale patrimoniale non credo ci siano soluzioni tranne che im nero per gli immobili credo che con il federalismo sia anche peggio , tutte le regioni con grossi indebitamenti potrebbero trovare risorse da una nuova ici camuffata si parla già di accorpare varie tasse.Quindi credo che la cosa più importante sia avere un contenitore fuori dal nostro paese o dall’europa dove alle brutte travasare tutto il possibile .Certo la solidità del contenitore è importante altrimenti si rischia di passare dalla padella alla bracie.
In quanto al rendimento strumenti alternativi ci sono certo con un pò di rischio ecco perchè la scelta della banca dove appoggiarsi dovrebbe permettere varie forme di investimento.
Dici bene Luciano, comunque se uno non può o non riesce a portarli all’estero in nero, a trasferirceli in modo trasparente c’è sempre una speranza in più di sfuggire alla patrimoniale che non a lasciarli rassegnatamente in Italia. Le tre migliori cassaforti europee le abbiamo identificate, ora sta a ciascuno di noi scegliere quella che più fa alle nostre esigenze ed aspettative personali.
@ luxor:
forse ho capito, ma tu quali cassaforti intendi?
mi riferisco a quelle consigliate da questo sito: Postfinance, BCEE, Banque Robeco.
Per quello che ho capito io, dando per accertata la massima affidabilità :
PostFinance è molto comoda perché parla italiano, però bisogna recarsi lì per aprire conti, poi con certe opzioni hai tutto gratis, interessi decenti con e-deposito, possibilità di avere tutto in CHF.
BCEE sembra ottima, ma se non ho capito male non ti fa ritirare tutto insieme, magari vale la pena approfondire, non so se consentono l’apertura a distanza..
Robeco la sto scoprendo, ho mandato una email in francese facendomi aiutare da GoogleTranslations (pare che in francese funzioni..), nessun movimento consentito sotto i 15.000 Euro (!!), se vuoi andare sotto questa quota devi chiudere.
Confesso che il francese obbligatorio mi ferma su BCEE e Robeco, quest’ultima però offre buoni interessi.. qualcuno la conosce meglio?
Tra l’altro, sul sito non ho trovato info su costi ed altro, tocca telefonare, e lì sono dolori..
cosa può rientrare nel patrimonio imponibile?
c’è qualche modalità di investimento mobiliare che ne sarebbe esclusa?
Mauro, di nuovo grazie.
Due domande (anche per altri che abbiano vogliano avere cortese e capacità per rispondere).
i)sai dopo quanto tempo dall’ ottenimento della
residenza estera (ex. in iSvizzera) si è soggetti alla SOLA imposizione fiscale Svizzera?
(in passato mi pare qualcuno nel forum avesse parlato di 6 mesi…)
ii)il franco mi pare “ancorato” per accordo BCE-BNS alla quotazione dell’ euro.
Qualche differenza nell’ aver ad esempio un conto postfinance in EUR o in CHF?
Grazie
Paolo
Stavo vedendo il sito della Svizzera SWISSQUOTE, anche loro offrono dei conti deposito liberi riporto dal loro sito.Tenuta del conto Gratuita
Valute accettate sul conto CHF, EUR, USD
Frequenza dell’accredito degli interessi Mensile
Pagamento in entrata Gratuito
Pagamento in uscita CHF 2.- / EUR 2.- / USD 2.-
Tasso d’interesse
CHF EUR USD
Tasso base
(pagabile mensilmente) Tasso d’interesse effettivo Tasso base
(pagabile mensilmente) Tasso d’interesse effettivo Tasso base
(pagabile mensilmente) Tasso d’interesse effettivo
0 – 50’000 1.50% p.a. 1.5315% p.a. 1.75% p.a. 1.7888% p.a. 1.50% p.a. 1.5315% p.a.
50’000.01 – 100’000 1.00% p.a.1 1.0186% p.a. 1.25% p.a.1 1.2747% p.a. 1.00% p.a.1 1.0186% p.a.
> 100’000 0.10% p.a.2 0.1014% p.a. 0.125% p.a.2 0.1268% p.a. 0.125% p.a.2 0.1268% p.a.
Non so se già ne avete parlato e se merita approfondimento, visto le tre valute potrebbe essere interessante.IL sito è anche in italiano e si riempe il modulo online.
se ne è parlato diverso volte di questa banca su questo sito, c’è stato anche un articolo di Brasile:
http://piccolorisparmio.eu/?p=3214
Sto aprendo un conto trading con swissquote ma non so se è compreso anche il conto deposito di cui parlate (o se sarà possibile switchare).
Anche il ocnto trading è disponibile in tre valute.
In ogni caso sono da valutare bene gli aspetti fiscali.
ciao zucca, quello di Swissquote è un conto che non è ancora stato testato dallo staff di PiccoloRisparmio per cui ti pregherei di tenerci informati sul decorso dell’iter di apertura. Riguardo al conto trading non so neppure io se automaticamente ti apriranno anche il conto di deposito, penso di no, in ogni caso sarà senz’altro facile aprirlo successivamente.
L’iter di apertura di swissquote mi sembra snello a sufficienza.
Il sito difetta un pò in alcune sezioni con la lingua italiana, ma ho parlato con una persona del call center che parla italiano.
Il conto trading te lo aprono a distanza purchè ti faccia autenticare l’identità o presso le poste svizzere o “presso un’autorità “, non è specificato se un comune italiano può bastare.
Mentre, a proposito di segreto bancario, se vuoi optare per lo scambio di informazioni con l’Italia (quello per il quale ho optato io)devi richiedere un modulo che ti inviano a parte.
Sto chiedendo ulteriori info riguardanti il conto. in quanto te lo aprono direttamente in 3 valute (EUR/CHF/USD) e questo è un aspetto comunque interessante.
Ti farò sapere.
Io ho inviato la richiesta per il conto deposito con le tre valute e ache gli interessi non è male ,nei prossimi giorni dovrebbe arrivare la documentazione per posta.Vi terro aggiornati
“Possibile che non ci sia modo di salvarsi da una patrimoniale?”
Consiglio dell’oro fisico: l’unica vera ed eterna moneta, nata dalla gente e non imposta dai governi.
in altre circostanzE avevamo avuto occasione di citare come beni rifugio alternativi ai depositi bancari esteri l’oro e i terreni agricoli. Ovviamente dipende dalle disponibilità finanziarie di ciascuno, per chi ha risparmi per sole poche decine di migliaia di euro il mantenersi liquidi diventa una necessità , per chi invece ha capitali per centinaia di migliaia di euro può senz’altro diverficare quote in beni rifugio materiali.
un prelievo forzoso potrebbe arrivare anche sui conti svizzeri? (quelli regolari)
Speriamo di no. Nel 1992 non lo fecero. I prelievi forzosi una tantum si riesce a farli solo sui c/c e depositi in Italia. I conti esteri potrebbero entrare nel novero solo di una patrimoniale ‘annuale’, cioè di una tassa (come l’Ici per le case)sulla valorizzazione del patrimonio finanziario.
@ Mauro:
beh insomma… le tue parole non mi tranquillizzano molto..
Potrei chiederti la cortesia di un piccolo approfondimento?
Per esempio:
che vuol dire valorizzazione del patrimonio finanziario? Gli interessi o il capitale?
Spero gli interessi netti delle tasse svizzere e italiane (35+27%)!!
E poi, se fosse così, che percentuali ti aspetti?
Oviamente mi riferisco al capitale, essendo gli interessi già ora tassati. Se istituissero una patrimoniale annuale ‘permamente’ sui capitali finanziari valorizzati al 31/12 di ogni anno (ad esempio con le stesse aliquote sul valore degli immobili previste con l’ici),autoliquidata dallo stesso contribuente, potrebbero prevedere anche i capitali detenuti all’estero. Bisognerà vedere cosa avranno intenzione di fare. Di certo dato che molti politici hanno prudentemente traferito all’estero molti capitali c’è una possibilità che decidano di conseguenza di colpire solo i patrimoni finanziari detenuti in Italia. Tutto è possibile. Averli all’estero si ha comunque una probabilità in più di farla franca che non lasciarli passivamente in Italia.
Iperinflazione: posso chiedere allo staff un piccolo approfondimento?
Per esempio: la vedete possibile? (Monica pensava di sì..).
C’è bisogno che l’Italia esca dall’area Euro oppure in quali altre condizioni potrebbe maturare?
Non vorrei sembrare catastrofico, ma se siamo qui ad aprire conti esteri un motivo ce lo dovremo pure avere.. ee e se arrivasse l’iperinflazione, cosa ci succederebbe?
Grazie!
ho inviato l’articolo, forse domani lo vedrai pubblicato.
Signori, quando si guarda un bicchiere mezzo pieno bisognerebbe guardarlo anche dal lato “mezzo vuoto”. Oggi mi si è aperto un lume al quale ammetto, non avevo mai pensato ma che è di una logicità ineccepibile.
L’economista premio nobel Stiglitz ha detto che per salvare eurolandia la Germania adovrebbe uscire dall’Euro. I giornali ne parlano come di una provocazione io credo invece che sia la scelta più logica e perseguibile nei termini che vi spiego.
Si è sempre ragionato da un lato del mezzo bicchiere ovvero, le economie più deboli fuori dall’euro. Se invece ne uscissero le economie più forti? Le economie che sono anche più capaci di gestire una propria banca centrale, più produttive e forti anche in termini politici? E’ fantapolitica? Forse però c’è da rifletterci. Come potrebbe avvenire questo sgancio? Si tornerebbe ad un marco, un franco..oppure ci sarebbe un euro2 delle economie più forti? Il trattato di lisbona prevede la clausola di uscita e se c’è prima o poi qualcuno la userà . Inoltre giuridicamente si potrebbe vietare a due nazioni di creare una moneta unica fra le due? Non mi risultano divieti in tal senso posti dai trattati, quindi la fantapolitica potrebbe essere una ipotesi, magari non realizzata o non realizzabile per altri motivi, ma tecnicamente forse non impossibile.
uscendo, la Germania avrebbe un notevole vantaggio: forte della sua posizione, resterebbe il punto di riferimento dell’euro mentre le altre nazioni dovrebbero congiungere gli sforzi (debito pubblico, politiche di sviluppo, ..) per cercare di starle dietro con una moneta unica più debole.
da profano, ritengo una soluzione del genere tremenda per noi, ma in concreto una opzione per i tedeschi.
In febbraio scorso Roubini ha indicato la possibilità di scissione della Uem. Il motivo è il medesimo: i bilanci pubblici pesano in molti Paesi dell’aerea e la crescita è differente: nuove misure di austerity dei conti pubblici rallenteranno ancora la loro timida crescita e non si potrà andare avanti con una Europa a due velocità .
http://www.presseurop.eu/it/content/article/185701-leuro-contro-gli-speculatori
La novità , almeno per me, di oggi, è che a lasciare l’euro idealmente potrebbero essere i più forti e non i più deboli (anche perchè i più forti sono pochi e politicamente fanno prima ad accordarsi, come deboli abbiamo i 5 Piigs, a cui potrebbero presto aggiungersi altri Stati).
Gli Stati che utilizzano l’euro sono 17. Fra essi 5 hanno evidenti crisi specie di bilancio pubblico(i Piigs); il Belgio ha il terzo debito europeo e a rischio scissione; altri 6,pur con debiti più contenuti Slovenia, Slovacchia, Malta, Cipro, Francia, Lettonia, hanno un deficit-Pil superiore al 6% (li abbiamo raggiunti di recente anche in questo noi italiani); l’Austria ha uno dei più alti cds(ha investito circa il 70%del suo Pil nei paesi est..); il Lussemburgo inizia a guardare oltre il tunnel recessionistico ma ricordiamoci di cosa si basa la sua economia..; chi la fà la differenza? chi cresce di più, Olanda e Germania crescono bene e la virtuosa Finlandia
precisazione: quando scrivo che il Belgio è a rischio scissione, non intendo dall’euro, ma politicamente, cioè potrebbero dividersi francofoni e fiamminghi, e comunque una crisi politica non è mai buona in periodi di crisi.
Insomma, questi conti francesi dopo tanta fatica conquistati, potrebbero rivelarsi inutili dal punto di vista difensivo?
Con chi andrà la Francia?
i conti francesi non sono affatto inutili se scegli la banca giusta, ricorda che tu sei un non residente, ti interessa l’affidabilità bancaria, non le politiche di austerity eventualmente prese dai francesi sul loro territorio dove tu non vivi nè paghi le tasse. E comunque la Francia è la seconda potenza Uem e nonostante i loro conti siano molto migliori dei nostri hanno già iniziato una politica di rientro e di sviluppo (ed io, guardacaso ne usufruirò 🙂 )Semmai dovrebbe preoccuparti l’Italia in quanto in questo Paese ci vivi, ci paghi le tasse e in caso di manovre potrebbero colpire anche i patrimoni. Ricordo che Tremonti ha insistito affinchè l’Unione valutasse il debito aggregato, significa che nel conteggi ci sono anche i vostri risparmi..
guarda un pò che coincidenza, ho appena visto una notizia Ansa di due ore fà :
Fmi: allarme debiti
“La Grecia e l’Italia hanno ambedue un elevato livello di debito e forti stabilizzatori automatici, presentando rischi di bilancio più elevati.”
Incredibile, per la prima volta ufficialmente il fondo monetario ci mette a binario con la Grecia, si è proprio rotto un tabù..del resto prima i Pigs erano sempre gli “altri”.. e ora che succederà ? fino all’ultimo si continuerà a spargere ottimismo, fino a quando incastrati dai conti la nostra classe dirigente darà la colpa a qualcun altro (Ue, Usa, i pessimisti, il mondo, l’economia, le stelle..)
A proposito di investimenti e strategie difensive, anche Eugenio Benetazzo qui parla dell’euro a due velocitÃ
http://www.youtube.com/watch?v=jVtR14M9_WE&feature=player_embedded
e addirittura accenna al possibile ritorno dell’inflazione consigliando alla fine (a sorpresa) di investire nel mattone..
..un po’ quello che dicevi anche tu, Monica..
Se dovesse ripartire l’inflazione, tu dicevi che probabilmente sarebbe preceduta da una deflazione (che un po’ già si sta verificando).
Lo chiedo a Monica ma anche agli altri:
una strategia potrebbe quindi essere quella di portare fuori i capitali (legalmente, magari in Francia) per evitare sorprese, poi aspettare un altro po’ di deflazione per poi rientrare prima dell’iperinflazione per acquistare, volendo difendersi, immobili scelti bene.
Sembra veramente una previsione e quindi una strategia valida, ma a noi comuni mortali non professionisti mancano gli strumenti per capire quali segnali cogliere per giocare d’anticipo e capire quando finirà il periodo deflattivo, prima che riparta l’inflazione, ovvero quale potrebbe essere il momento giusto per rientrare ad investire sull’immobiliare..
Ora secondo voi a che punto siamo?
In Italia io penso che la crisi debba ancora svilupparsi, ci porterà in depressione e poi forse in deflazione.
Ma è una opinione opinabile, non sono economista.
E l’iperinflazione?
Come al solito, il problema è il “timing”: se alla deflazione, parzialmente già in atto, seguirà l’iperinflazione, bisognerà cogliere i segnali giusti… …secondo voi quali potrebbero essere dei precursori?
Grazie
Parli di deflazione già in corso. Ti riferisci a quale area geografica?
Perchè gli scenari economici variano a seconda delle zone geo-economiche.
In Italia se ci fosse già deflazione i prezzi dei beni reali sarebbero molto bassi: ti risulta che il prezzo di case, terreni,capannoni, siano bassi? Magari alcuni prezzi possono scendere di più in sede di contrattazione rispetto a qualche anno fà , ma a me pare che non si possa ancora parlare di deflazione.
Invece sono preoccupanti questi segnali per me:
– occupazione dipendente: le nuove relazioni industriali fanno presagire situazioni di maggiore modulazione del lavoro e abbassamento dei salari; i tagli che spettano ad alcune grandi aziende avranno un impatto notevole unito già ai tagli di personale delle pmi che fanno poca notizia
– occupazione pubblica: oltre ai congelamenti già attuati una manovra aggiuntiva ( e necessario, arriverà )davvero drastica tipo quella greca porterebbe ad un taglio di stipendio dei dipendenti pubblici
– domanda interna: viste le due situazioni precedenti non avrà che da diminuire
– generale stato di depressione economica
– calo dei prezzi: conseguenza della diminuzione di domanda
– crisi delle aziende di servizi interni: il popolo delle partite iva si troverà a ridurre i propri bilanci dovuti a diminuzione di domanda e calo dei prezzi
– diminuzione dei servizi pubblici: per rientrare in una politica di austerity si dovrà tagliare ancora altri servizi pubblici
– possibili frizioni sociali
Ciao Monica, parlavo dell’Italia naturalmente e mi riferivo ai segni premonitori, come la paralisi del mercato immobiliare per il discostamento eccessivo tra prezzi richiesti e offerti, o ai licenziamenti presenti e futuri, o al blocco attuale e al paventato taglio degli stipendi pubblici (spero non del 30% come in Grecia: da funzionario tecnico con 25 anni di esperienza supererei di poco i mille euro al mese, e sinceramente non mi sembrerebbe tanto giusto di fronte – per esempio – ai piccoli e grandi evasori sempre impuniti…).
Va bene pagare il prezzo della crisi, ma allora paghiamolo tutti!
Sono daccordo, infatti nell’ultimo punto ho scritto di possibili frizioni sociali.
Purtroppo le crisi non le pagano tutti. Già con la manovra primaverile abbiamo visto chi paga e chi pagherà .
il 14 dicembre ci sarà la riunione straordinaria ecofin. Se dovesse passare la proposta dell’asse franco-tedesca l’Italia dovrebbe rientrare di 130 mld in tre anni, oltre ad altre possibili sanzioni in termini politici (es il voto). Se dovesse realizzarsi questa linea quale governo politico si accollerebbe la “gatta da pelare” della prima vera austerity italiana? Per i politici sarà forse più comodo che sia un governo tecnico ad operare il salasso (come negli anni 90)?
Ecco spiegato perché nessun politico parla più di bipolarismo ma cominciano a profilarsi nuove definizioni di formule tipo ‘governo d’emergenza’ o ‘governo di responsabilità nazionale’. La ‘responsabilità ‘in questione consisterebbe per l’appunto nell’assunzione di misure impopolari che per farle digerire al popolo sarebbe auspicabile l’unità di tutte le forze politiche. Tra i primi atti prepariamoci alla patrimoniale…
Bravo Mauro, attento come sempre. Se il male è l’occhio ci vuole l’oculista, se è il fegato l’epatologo..per tornare ad avere credibilità nel mondo politico ed economico internazionale dobbiamo risolvere il nostro male peggiore per gli “esterni” quindi l’economia, e il dottore sarà forse un economista. Monti/Draghi per dare lustro internazionale?