Investimenti all’estero (mini guida)
Scritto da Massimiliano Brasile
21 Ottobre 2008 | Opinioni
Dopo aver recensito diverse offerte sottoscrivibili in Europa è necessario fare un po’ di chiarezza sui passi da compiere dal punto di vista fiscale per regolarizzare i propri investimenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Grazie ai molti spunti di discussione che si stanno aprendo nei commenti dei vari post del blog, cercherò di organizzare in questo post una mini-guida che non ha alcuna pretesa di sostituire un vero esperto in materia fiscale, ma che può orientare il piccolo investitore nella direzione giusta anche grazie al supporto di tutti i lettori che hanno già sottoscritto alcune delle offerte recensite.
1. Cos’è l’euritenuta e quando viene applicata
Ho spesso parlato dell’euritenuta [1], indicandola impropriamente come la tassazione di riferimento per investimenti in UE al di fuori Italia.
Impropriamente perché se il trasferimento dei propri fondi avviene tramite bonifico e quindi con un intermediario (il proprio istituto bancario ove si è titolari del conto corrente in Italia) viene segnalato tale trasferimento verso l’estero e su mancata dichiarazione di eventuali interessi percepiti (seppur tassati alla fonte all’estero) possono essere applicate delle sanzioni amministrative. La dichiarazione si rende necessaria perché venga applicata la corretta aliquota di riferimento (vedi paragrafo 2) in Italia.
Il discorso è analogo nel caso il trasferimento avenga in contanti senza che tale trasferimento venga poi denunciato (ciò che viene comunemente chiamato “in nero”): si è tenuti a dichiarare gli interessi percepiti, ma ovviamente chi persegue questa pratica solitamento lo fa per un fine illegale, ossia quello dell’evasione fiscale e si espone a tutta una serie di rischi. Va ricordato infatti che è sufficiente dichiarare gli interessi percepiti anche in conti esteri per regolarizzare la propria posizione di fronte al fisco, anche nel caso si fosse aperto il conto in contanti (ad esempio durante un viaggio o una vacanza).
Per limitare i benefici dell’evasione fiscale l’Unione Europea ha emanato una direttiva (nota come European Union Savings Directive) che ha originato l’euritenuta: per quegli stati dell’Unione che non hanno acconsentito a comunicare in automatico agli altri stati membri ove hanno la residenza i cittadini stranieri investitori (Belgio, Austria, Lussemburgo), c’è l’obbligo di applicare in automatico l’euritenuta fintanto che l’investitore non autorizzi l’istituto pagatore a comunicare gli interessi erogati all’ente di controllo fiscale di riferimento (per noi italiani l’Agenzia delle Entrate). Altri stati non appartenenti all’Unione Europea, come la Svizzera, hanno acconsentito ad applicare la medesima aliquota pur non acconsentendo a comunicare i dati degli investitori (tuttavia, preventivamente in Svizzera viene applicata l’aliquota federale pari al 35% a meno che non si richieda espressamente il rimborso in quanto non residenti in territorio elvetico [4]).
Aggiungerei comunque che l’euritenuta può essere scelta dagli investitori anche per i trasferimenti regolari: la comunicazione dei dati all’agenzia fiscale del paese di appartenenza permette di evitare che vi sia una doppia tassazione (euritenuta + aliquota piena applicata in Italia) deducendo successivamente l’ammontare già pagato nella dichiarazione dei redditi (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 10) e nel caso di un’aliquota inferiore si potrà dedurre la quota in eccesso (es. Svizzera che applica la ritenuta federale pari al 35%).
L’euritenuta al momento è pari al 20%. Dal primo luglio del 2011 salirà al 35%.
2. Lo schema per il calcolo dell’Irpef
3. Passi da seguire a seconda dello stato ove si investe
La normativa di riferimento è la Direttiva 2003/48/Ce [2] [3].
3.1 Paesi UE che comunicano automaticamente i dati
Per gli stati che comunicano automaticamente gli interessi accreditati a cittadini italiani che stanno investendo nel loro mercato, l’investitore è tenuto a dichiarare comunque tali interessi cui si vedrà applicata solo l’aliquota italiana.
3.2 Paesi UE che non comunicano automaticamente i dati (Belgio, Austria, Lussemburgo) – (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 13)
Per questi stati vige il segreto bancario con applicazione dell’euritenuta alla fonte.
Per richiedere la comunicazione verso l’Agenzia delle Entrate va compilato il modulo relativo alla tassazione europea da inviare all’istituto di credito.
A questo indirizzo si può trovare il modello di documento da presentare in italiano e in inglese.
Bibliografia
[1] European Union Savings Directive (Witholding Tax)
[2] Decreto Legislativo 18 aprile 2005, n. 84
[3] La fiscalità del risparmio transfrontaliero (Johannes Guigard)
[4] Domanda di rimborso dell’imposta preventiva svizzera (per non residenti in Svizzera)
21 Ottobre 2008 | Opinioni
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se ce n’erano (economiche) da remoto, le avevo già recensite 🙂
purtroppo cerco da tempo, ma non ho trovato ancora nulla. apparentemente senza domicilio statunitense le banche USA non ti permettono l’apertura.
a te per cosa occorrerebbe?
Pensavo per diversificare il rischio euro.
buon giorno
un operaio italiano che lavorava in svizzera ha subito un infortunio permanente
per il quale ha avuto riconosciuto una rendita assicurativa di invalidità
il soggetto lascia il tutto su un conto svizzero per diversi anni e con parte di dette somme acquista titoli
non ha mai dichiarato nel quadro rw la consistenza ed ha subito l’euro ritenuta come può mettersi in regola con il fisco italiano?
al fisco italiano poco importa quale ritenuta alla fonte si sia subita, la consistenza sopra i 10k va dichiarata ogni anno. per regolarizzare la posizione deve sicuramente rivolgersi a un fiscalista esperto che sapra’ calculare un preventivo di spesa (a titolo indicativo si possono ipotizzare circa 260 euro da versare per ogni anno di omessa dichiarazione).
da quest’anno si aggiunge poi anche la patrimoniale Monti
Buongiorno a Massimiliano ed a tutti gli amici del forum.
In questi giorni girando qua e là ho trovato questo interessante articolo del Wall Street Journal di agosto scorso che presentava la classifica delle prime 50 banche globali.
http://blogs.wsj.com/deals/2012/08/16/top-50-safest-global-banks/
Tra queste ve ne sono alcune che in vari momenti sono state recensite in questo sito.
Mi ha sorpreso, in particolare, trovare al sesto posto della classifica la
Caisse des Dépôts et Consignations (CDC) cui fa riferimento La Banque Postale oggetto a suo tempo di recensione.
E’ una banca che consente l’apertura a distanza ai cittadini comunitari e che offre anche la possibilità di avere una carta bancaria cosa, come noto, difficile da ottenere da banche estere.
Mi piacerebbe leggere vostri commenti e stimolare la discussione partendo da questo elenco visto che da un pò di tempo mi pare qui si “dormicchi”.
Non vorrei pensaste che la crisi dell’euro è finita e che possiamo dormire sonni tranquilli: in verità dopo le elezioni ne vedremo delle belle.
Lo scandalo MPS delle ultime ore, che era peraltro prevedibile, è una dimostrazione della reale situazione. Forse non è chiaro che 3,9 miliardi di euro di Monti Bonds sono andati a finanziare MPS utilizzando praticamente l’intero gettito dell’IMU sulla prima casa. Quei soldi potevano servire a finanziare al crescita ed in particolare la ricerca, l’università e la scuola che invece subiscono continui tagli che i nostri giovani toccano con mano tutti i giorni.
E chissà a chi toccherà la prossima volta.
Insomma teniamo alta l’attenzione e non smettiamo di trovare nuove solide soluzioni per il nostro piccolo risparmio.
Ciao ho provato a leggere i commenti ma non ho trovato la risposta a questo quesito: Se apro un conto corrente su Postfinance e poi faccio bonifici in CHF da e per quel conto su bullionvault acquistando e vendendo oro, commetto qualche reato? grazie
siamo ancora in uno Stato libero 🙂
nessun “reato”, chi può vietarti di acquistare ciò che vuoi con i tuoi soldi?
inizia a essere un po’ datato, ma dai un’occhiata a questo articolo https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html
Ho letto, ma parla di conti correnti. Quello che voglio sapere è: se compro oro (diciamo 2000 CHF) usando il conto corrente in svizzera (per cui riporto già gli interessi nel quadro RW), devo riportare il fatto che ho movimentato 2000 CHF per comprare oro?
Ciao Massimiliano,mi chiamo Fabio e sono un barman emigrato alle Canarie in cerca di lavoro. Avevo in mente di creare un tesoretto con i miei risparmi per avere un buon fondo cassa da sfruttare nei prossimi anni. Secondo te,qual è un buon Paese dove poter aprire un fondo bancario che possa fruttarmi un pò di denaro? Investire in oriente in Paesi come Filippine,Indonesia,Thailandia ecc. potrebbe rivelarsi un buon investimento dato che l’euro è molto più forte delle monete locali? Grazie in anticipo
purtroppo non sono esperto di fondi e non saprei consigliarti. sicuramente i paesi che citi sono tendenzialmente in crescita e possono offrirti tassi interessanti.
mi sembra che bullionvault dia già informazioni abbastanza esaustive qui https://oro.bullionvault.it/Oro/Lingotti/Legge-Oro
posso aggiungere che l’acquisto dell’oro in sé è pari a un acquisto di merce che va ad abbattere il saldo del conto corrente, come avessi comprato scarpe o borse e trattandosi di una movimentazione inferiore comunque ai vecchi 10mila euro del vecchio modulo RW non va documentata.
semmai è sulla plus-valenza che potresti ottenere in futuro riconvertendo l’oro in valuta che va pagato il capital gain e riportato quindi sul modello Unico nell’anno di competenza.
mi risulta inoltre che vadano dichiarati all’UIF acquisti che superano i 10000 euro, chiaramente se tale operazione non è già comunicata dall’intermediario.
Grazie sei stato chiarissimo
prendi le mie considerazioni con le molle, perché purtroppo è periodo di scadenze per i commercialisti e non sono riuscito ad avere un feedback dal mio: dato che sei iscritto all’aire e lavori all’estero, il fisco italiano non può avere nulla da pretendere né ora né all’accredito, finché non sposterai fiscalmente la residenza in Italia (ossia risiederai per almeno 6 mesi e 1 giorno in Italia, se ci starai meno risulterai ancora fiscalmente all’estero). quindi nell’ipotesi che tu effettivamente possa ricevere l’accredito di queste somme ancora come residenze estero, su trasferimento di residenza conteranno come redditi detenuti all’estero e tassati (presumibilmente) con la stessa aliquota di un prodotto omologo italiano.
è chiaro che nessuno ha la sfera di cristallo, quindi non possiamo sapere come e quanto saranno poi tassati i tuoi risparmi e quali accordi la nazione ove stai accumulando avrà o meno stipulato bilateralmente con l’Italia o l’UE, ma certo non può contare lo storico trascorso, conterà solo la situazione in quel momento.
in ogni caso in bocca al lupo!
Tntissime grazie per la spiegazione!