Quadro RW soglia a 10mila euro
Scritto da Massimiliano Brasile
4 Aprile 2014 | Opinioni
Confermata l’esenzione del nuovo quadro RW per consistenze inferiori a 10mila euro tramite il provvedimento nr. 48537 di oggi dell’Agenzia delle Entrate.
Resta invece l’obbligo per l’IVAFE (patrimoniale Monti) per la quale non è previsto minimo, in fase dichiarativa (resta il minimo di 12 euro per il pagamento).
Nel provvedimento si legge infatti:
a pagina 33, con riferimento alle istruzioni del quadro RW, dopo il primocapoverso, è stato introdotto il seguente periodo
“ATTENZIONE: l’obbligo di monitoraggio non sussiste per i depositi e conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d’imposta non sia superiore a 10.000 euro (art. 4-bis del decreto legge 28 gennaio 2014, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2014, n. 50); resta fermo l’obbligo di compilazione del quadro laddove sia dovuta l’IVAFE”;
e anche:
a pagina 33, al secondo capoverso delle istruzioni del quadro RW, dopo le parole “delle attività detenute all’estero nel periodo d’imposta,” sono eliminate le seguenti: “indipendentemente dal valore complessivo degli stessi”;
infine sull’IVAFE:
a pagina 35, nell’ultimo periodo prima del paragrafo relativo alle modalità dichiarative, è stata eliminata la seguente frase:
“Per i conti correnti e i libretti di risparmio l’obbligo di monitoraggio sussiste in ogni caso anche se l’IVAFE non è dovuta in quanto il valore medio di giacenza annuo risultante degli estratti conto e dai libretti non è superiore a 5.000 ovvero è dovuta in misura fissa.”;
Il che lascia quindi supporre che decada l’obbligo di compilazione dei quadri RM nel caso di consistenze inferiori a 10mila euro.
Attendiamo la pubblicazione del nuovo modello Unico 2014 PF per conferma.
Il provvedimento è disponibile in pdf a questo link.
Dunque, titolare di conto corrente Pf con un saldo inferiore ai 10.000 euro.
Da quel che ho capito devo pagare un f24 con codice tributo 4043 con un importo di 34,20 e con codice tributo 1242 il 20% degli interessi maturati dal conto che ammontano a 5 euro, dunque 1 euro.
Nn ho capito se devo compilare il quadro Rw perché ho un saldo inferiore a 10.000 o no??
Grazie mille
Ciao Marcello. Per i conti deposito ho considerato la consistenza a fine anno o, se il conto è stato chiuso prima, la consistenza alla data di chiusura. Per gli interessi nel quadro RM ho utilizzato, come l’anno scorso, la “G”: mi sembra che la definizione che ne danno le istruzioni sia molto più specifica e “dedicata” rispetto a quella della “I”.
Grazie per avermi risposto Blackeagle; anch’io mi sono comportato così per le consistenze, con particolare riferimento all’estinzione di un conto deposito, visto anche il chiarimento assunto da una istruzione operativa di un istituto di credito. Purtroppo anno scorso sul quadro RM, per eccesso di zelo , ho calcolato l’IVAFE allo 0,1% non sulla consistenza di fine anno (pari a CH 93 di interessi) ma sull’importo smobilizzato, precedentemente, di circa 15000 franchi svizzeri e quindi pagando anche più del dovuto.. Quest’anno per gli interessi derivanti dal conto deposito ho utilizzato la lettera I, perché la lettera G mi sembrava riferita esclusivamente a cc. e libretti di risparmio. Pensi che mi impalleneranno quelli dell’AdE? Un saluto.
Premesso che per ora non ho avuto esperienza di contatti diretti con l’AdE se non per un riscontro di una dichiarazione di diversi anni fa, quando non avevo conti esteri, penso che a loro importi soprattutto se paghi o no. Poi la differenza “concettuale” fra G e I non mi sembra così netta.
Salve! Posso confermare per esperienza diretta che per i conti esteri il software (per lo meno quello degli uffici dell’AdE) richiede la I per gli interessi da conto deposito e G per quelli dei conti correnti. Avevo infatti usato la G per tutti e la dichiarazione risultava incorretta. Dopo aver riletto tutte le istruzioni, ho pensato che l’unico errore poteva essere quello e difatti usando per i conti indicati con 1 in RW la G in RM; per quelli con 14 la I finalmente la dichiarazione è passata, con mio sollievo! Eppure il totale da pagare era il medesimo. Quanto tempo sprecato …
Saluti, S
Grazie Sandy, prendo per buona questa tua importante comunicazione che aveva sollevato non pochi dubbi in tutti noi. Io provvedo a correggere la dichiarazione su uniconline (in RM avevo scritto G anziché I), sperando che quanto sostieni sia poi vero!
Boh! A me a casa sia Unico on line che Unico web hanno accettato in RM il codice I per interessi da cto deposito, tanto è vero che poi in RW lo stesso conto è stato accettato con codice 14, quindi non cto corrente. E all’ ufficio me lo hanno trasmesso e stampato paro paro….
Sì infatti Moriseffe, con il conto codice 14 (ovvero deposito) pare ci voglia la lettera I per dichiarare gli interessi. A me almeno è andata bene così.
Scusa Sandy, ho scritto una stupidata, il contrario di quello che intendevo: volevo scrivere che per il conto deposito, identificato in RW come 14, ho messo G in RM, e che tale scelta è stata confermata allo sportello. Certo, per quello che può valere……
Moriseffe, allora per me il mio Unico resta un mistero!!! Perchè non aveva accettato la G in RM per i conti deposto (cosa per me più logica)? Mah, non si sa! l’importante è che con la “I” la dichiarazione ha superato l’ostacolo! E anche per quest’anno posso chiudere (spero) il capitolo. Ciao
Quindi, secondo quanto emerso sin qui dalla discussione sulle lettere che indicano in RM i proventi da tassare provenienti dai tipi di investimento indicati in RW con i numeri, la logica prevalente è:
– se in RW ho un tipo di investimento classificabile con codice 1, in RM dovrò indicarne i proventi con lettera G;
– de in RW ho un tipo di investimento classificabile con codice 14, in RM dovrò indicarne i proventi con lettera I.
Qualcuno di voi ha un’idea di come classificare in RM i proventi di contratti attivati con banche francesi (CAT/compte à terme,PEL/PEP) che come logica andrebbero indicati in RW con il codice 7 ? con G o con I?
Ho una “disputa” con il commercialista.
La base imponibile dell’IVAFE su c/c (stesso IBAN) ma in eur-chf-dollari qual’è?
La banca mi da l’esatto ammontare al 31/12 (liquidità e titoli) al 31/12/2013 valutandolo tutto in EUR. Io penso (ma sbaglio?) lo 0,15 su questo importo.
E’ giusto?
Grazie per la disponibilità.
Purtroppo chi mi carica il quadro RW mi ha confermato che il programma non accetta una percentuale di possesso pari a zero, per cui sono costretto ad indicare il 50% di possesso a mio carico e il 50% a mia moglie, nonostante io sia il titolare e lei la delegata a mezzo procura… Devo evincere che ancora una volta l’interpretazione dell’Ade stravolge il senso della logica ed anche la più consolidata giurisprudenza…
nel caso di conti in valute estere va applicato il cambio dell’AdE come indicato nelle istruzioni, tuttavia se la banca offre un ammontare unico in euro è possibile che la differenza di conteggio sia trascurabile e che si possa applicare l’ivafe alla sola voce complessiva in euro.
salve,
a me invece provando a mettere il codice 5 in UnicoOnLinePF2014 viene applicato lo 0,15%!!
Ora mi chiedo il codice 5 quando si può usare? è possibile applicarlo per un conto corrente PF in CHF? o anche in questo caso occorre usare il codice 1 e conseguentemente pagare il fisso di €34,20?
grazie, saluti
salve,
ho un conto corrente PF in CHF, nella compilazione di UnicoOnLinePF2014 posso usare il codice 5 “VALUTE ESTERE DA DEPOSITI E CONTI CORRENTI” o devo usare sempre il codice 1 “conti correnti e depositi esteri”?
Dalla compilazione di UnicoOnLine usando il codice 5, sebbene si parli di conti correnti viene applicato l’ivafe del 0,15% (come se si trattasse di un conto deposito) e non il fisso di €34,20? qualcuno ha avuti modo di approfondire tale aspetto?
grazie, saluti
Buonasera,essendo titilere di conto Postfinance, esattamente 3, Conto privato in€,,conto di risparmio in chf,e E-conto di risparmio in €. Sul conto E-conto risparmio ho piu di 10.000,00 €, pertanto va compilato il quadro rw, sugli altri pochi spiccioli. La domanda che vi pongo è: devo indicare tutti e tre i conti nella dichierazione dei redditi?
Grazie.
sinceramente non riesco a capire come il legislatore abbia potuto concepire un’esenzione dalla compilazione del quadro RW sotto i 10k quando poi non si è comunque esentati dal pagamento dell’Ivafe sotto tale soglia. Essendo il quadro RW specifico per calcolare l’Ivafe, quindi nella pratica come faccio a calcolare l’ìvafe se non compilo il quadro RW?! Ma al di là di questo, senza andare fuori tema, nel tuo caso ti consiglio di indicare i due conti di deposito in due righi distinti (quello in CHF ti consiglio metterlo in codice 5 perché in codice 1 vanno solo i c/c), mentre il c/c a parte. Nella circolare dei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate scrive che se il c/c ha una giacenza media inferiore ai 5k non va indicato nel quadro RW. Facoltativamente io consiglio indicarlo comunque, così i controllori fiscali hanno modo di inquadrare meglio la situazione complessiva.
se è un c/c lo metterei con codice 1 se è in euro e codice 5 se è in valuta estera, se invece è un conto deposito puoi valutare di metterlo con codice 5, anche se è sicuramente più appropriato il codice 14.
Io i conti deposito li ho indicati in colonna 3 con il codice 14 “Altre attività estere di natura finanziaria”. Fermo restando che il codice 1 si “deve”, di fatto, utilizzare solo per i c/c, a te per caso risultano indicazioni ufficiali circa l’uso del codice 5 per i c/dep in valuta estera?
Ciao Mauro, a quela nuova circolare AdE di pochi giorni fa ti riferisci?
nessuna indicazione ufficiale, anche io ho messo i cd con codice 14, nel caso di gianni, essendo in valuta estera, potrebbe valutare il codice 5, anche se sono d’accordo con te che è più appropriato il 14.
circolare 19/E del 27 giugno
Buonasera,
Sono in una situazone molto complicata per quanto riguarda il quadro RW, vorrei sapere se qualcuno puo’ darmi qualche consiglio perche’ non sono esperto nel settore. Premetto che non sono ne voglio essere un evasore ma per ignoranza in materia mi trovo in una situazione drammatica. Prima di abitare a Londra, molti anni fa finito il diploma ero emigrato negli USA e nel lontano anno 2000 avevo aperto un conto broker trading online intestandolo a me e mio fratello (residente in Italia). All’epoca ero single da solo negli Stati Uniti e in caso mi fosse successo qualcosa mio fratello avrebbe potuto ritirare il tutto. Il conto lo uso soltanto io e da 14 anni investo in azioni e fondi mio fratello non ha mai trasferito niente da e sul suo conto italiano, sa a mala pena che esiste intestato a me e lui. Per ignoranza mia il conto le operazioni e i profitti non li abbiamo mai dichiarati in italia sulla dichiarazione dei redditi nel quadro RW. Attualmente ci troviamo nella situazione che io sono residente in UK mio fratello in Italia e abbiamo un conto in comune in America aperto 14 anni fa che vorremmo regolarizzare trasferendo tutto in Italia sul suo conto. La somma dopo 14 anni di investimenti non e’ enorme ma abbastanza cospiqua (circa 80.000 $). Come possiamo fare per fare rientrare il tutto in Italia con il male minore ? Tutto e’ documentato e tutto e’ stato fatto alla luce del sole tramite bonifici bancari trasferimenti online dal mio conto , azioni ecc. niente cash, niente nero per cui tutto e’ tracciabile. Ho letto che ci sono anche sanzioni penali dure per non avere dichiarato un conto estero 🙁
Grazie e saluti
Mauro Varghese
il mio consiglio è quello di rivolgerti quanto prima a un fiscalista esperto che possa consigliarti sulle procedure operative; posso anticiparti però che il periodo per il quale potresti essere incorrere in sanzioni riguarda gli ultimi 10 anni (i periodi precedenti non dovrebbero essere più perseguibili) e si tratta di omessa dichiarazione per tuo fratello che essendo cointestatario doveva dichiarare saldo e interessi maturati al 50% e tracciare i trasferimenti.
riguardo al rientro di capitali, effettuandolo a mezzo bonifico è chiaramente legittimo, ma innescherebbe la segnalazione automatica in merito al nominativo di tuo fratello; motivo per cui consiglio di regolarizzare la situazione precedente prima di procedere all’accredito.
ciao, sono rientrato da pochi giorni dalle ferie e ho trovato il pin dell’AdE per unicoweb: fatta verifica e niente da fare…non accetta quota zero per cui devo mettere 50% e pagare metà di tutto. a questo punto però la scadenza del 16/6 per il pagamento è passata e dovrebbe essere prevista una maggiorazione dello 0,40% se il versamento viene effettuato entro i 30 giorni successivi. ti risulta? ciao
Mauro,
Interpreto la “logica” (parziale) dell’esonero dei 10k nel modo seguente.
Se un conto (corrente, la cosa non vale per un conto deposito) non raggiunge mai un valore superiore a 10k e ha anche giacenza media inferiore a 5k, non va dichiarato nulla in RW
(no monitoraggio, no IVAFE).
Inoltre, se il c/c (o deposito in questo caso) non produce interessi, non va compilato l’RM.
In pratica, per essere totalmente esonerati da dichiarazioni, le condizioni necessarie sono:
– solo conti correnti (anche più conti ma con intermediari differenti)
– giacenza media inferiore a 5k,
– valore massimo inferiore a 10k,
– non remunerati.
Prendo qualche cantonata o mi puoi confermare?
Grazie.
Modello Unico PF versione 1.0.3 del 14/07/2014
ll modulo di controllo è stato aggiornato per consentire
l’esecuzione del controllo con la versione 1.0.1 della procedura
relativa agli studi di settore
senz’altro interessante questa tua lettura interpretativa sui c/c. In ogni caso il mio discorso riguardava i conti di deposito, essendo quelli in cui maggioritariamente investiamo all’estero.
Concordo 100%: con i conti deposito non trovo alcuna logica nell’esenzione.
Buongiorno,
vorrei chiedere un chiarimento sul pagamento dell’IVAFE. Tre anni fa mi sono trasferito in Svizzera con la mia famiglia e sono stato residente lì fino al 31 luglio 2013. Da agosto 2013 ci siamo ritrasferiti in Italia.
In Svizzera avevo aperto un conto corrente, dove finiva il mio stipendio, che ho lasciato aperto anche quando siamo tornati in Italia. Fino all’anno scorso non completavo il modulo RW dell’Unico, essendo residente all’estero, ma quest’anno il problema si pone. Non riesco a capire se devo o no dichiarare il patrimonio estero e pagare l’IVAFE e se sì, se relativamente a tutto il 2013 o solo per i 5 mesi in cui sono stato residente in Italia. Leggendo sulla guida dell’UNICO PF e su questo sito é chiaro che i frontalieri che abbiano mantenuto il conto per oltre 6 mesi dal trasferimento in Italia devono compilare l’RW e pagare l’IVAFE, ma nel mio caso non ero frontaliere, ma residente in Svizzera a tempo pieno, con lavoro e famiglia.
Grazie per l’attenzione,
Gian
Buongiorno,
provo a chiarire meglio la questione, avendo raccolto ulteriori informazioni. Ho capito che per lo Stato Italiano anche se uno ha la residenza e il domicilio per più di 6 mesi in Svizzera, la residenza “fiscale” è considerata in Italia, a meno di prova contraria fornita dal contribuente. Visto che tale prova io posso chiaramente fornirla (avendo contratto di lavoro, casa in affitto, bollette, famiglia in Svizzera), che cosa dovrei fare normalmente? Compilare l’UNICO come residente estero nel 2013 e, in caso di accertamento, dimostrare la mia residenza fiscale in Svizzera? O posso già fornire documenti ora?
Inoltre, la residenza fiscale in Svizzera, così provata, varrebbe per tutto il 2013 o solo per i 7 mesi all’estero (vista la Convenzione Italia-Svizzera in cui vale il principio del frazionamento del periodo d’imposta), e dovrei quindi pagare l’IVAFE rapportata ai 5 mesi rimanenti? (cosa che però nel modello UNICO non mi pare si possa fare)
Grazie ancora se saprete consigliarmi,
Gian
Buongiorno,
come riferimento per chi fosse interessato ai miei stessi dubbi, vi allego la risposta che mi ha dato l’AdE riguardo al fornire prove sulla residenza fiscale in Svizzera. In sostanza si possono fornire solo in fase di accertamento, non prima.
Gentile Contribuente,la Circolare del Min.Finanze n.140 del 1999, in relazione alla presunzione di cui al comma 2-bis articolo 2 del TUIR chiarisce che:
´viene riconosciuta la piu ampia possibilità di esplicazione al concreto esercizio dei diritti di difesa del contribuente anche nella fase extraprocessuale, ferma restando l’esclusione del giuramento e della prova testimoniale… Con la suddetta presunzione il legislatore, non incidendo direttamente sull’aspetto contenutistico della prova
accollata al contribuente, consente a quest’ultimo, quale soggetto onerato, di dimostrare in modo ampio l’esistenza di fatti ed atti che suffraghino l’effettività della situazione…´.
L’ampia modalità di dimostrazione (consentita anche in fase extraprocessuale), cui fa riferimento tale documento di prassi, dovrebbe essere garantita, però soltanto a partire dall’eventuale accertamento dell’Ufficio e non in un momento antecedente. Tale conclusione è suffragata dal contenuto della Risoluzione Agenzia delle Entrate n.471 del 2008, laddove prevede che:
´Al riguardo, occorre preliminarmente evidenziare che l’accertamento dei requisiti per la qualificazione dei soggetti ´fiscalmente residenti´ in Italia è questione di mero fatto (si veda anche la Circolare 2 dicembre 1997 n. 304), che può essere risolta dall’Amministrazione finanziaria solo in sede di accertamento e non di interpello interpretativo.´
Gian
grazie delle preziose segnalazioni. in effetti il tuo è il primo caso che viene posto all’attenzione di NON residente fiscale e non avevamo indicazioni riguardo alla circolare che ti è stata citata.
di fatto ti autorizzano a dichiarare correttamente in base ai soli periodi di effettiva residenza FISCALE in Italia quanto dovuto, con la promessa che in eventuale sede di accertamento avrai la massima possibilità di dimostrare la genuinità di quanto dichiarato.
di conseguenza, mi sembra di poter concludere che se in Italia nel 2013 non hai raggiunto la presenza di 6 mesi e 1 giorno non dovresti avere alcun obbligo nei confronti del fisco.
Questa é in effetti la seconda domanda che ho posto all’AdE, appena mi rispondono ve la giro…
Avevamo interpretato bene, se si ha la residenza fiscale in Svizzera per più di 6 mesi non si compila l’RW e non si paga l’IVAFE. Il dubbio mi sorgeva vista la Convezione Italia-Svizzera che permette il frazionamento del periodo d’imposta (che a questo punto credo si applichi solo quando entrambi gli stati affermano la residenza fiscale del soggetto sul proprio territorio per lo stesso periodo).
Vi allego la mia domanda e la risposta. Preciso che la residenza fiscale è cosa ben diversa dalla sola iscrizione all’AIRE (vedere articolo2 comma2 del TUIR).
Buongiorno,
un contribuente ha vissuto in Svizzera per 7 mesi nel 2013, per i restanti in Italia. Cosciente dell’articolo 2 comma 2-bis del TUIR, egli può provare, se richiesto, che aveva in Svizzera per più di 183 giorni sia la residenza anagrafica, sia il domicilio, quindi vi aveva la residenza fiscale. Data per certa la residenza fiscale in Svizzera nel 2013, é corretto dire che né il modulo RW dell’UNICO PF 2014 va compilato, né l’IVAFE é dovuta, nemmeno per i 5 mesi di residenza civile in Italia nel 2013? Il dubbio sorge, vista la Convenzione Italia-Svizzera che permette il frazionamento del periodo d’imposta.
Testo risposta:
Gentile Contribuente,
il quadro RW deve essere compilato, ai fini del monitoraggio fiscale e del pagamento dell’IVIE e dell’IVAFE, dalle persone fisiche residenti in Italia, che detengono investimenti e attività di natura finanziaria a titolo di proprietà o di altro diritto reale all’estero.
Nel caso prospettato, visto che il soggetto asserisce di avere la residenza fiscale in Svizzera, tale quadro non dovrà essere compilato né tantomeno sarà dovuta l’IVAFE.
Grazie davvero per la condivisione Giambe! Per una volta si riesce ad ottenere una risposta chiara e diretta che sicuramente andrà a vantaggio anche per altri nella tua stessa situazione.
Disponibile l’aggiornamento 1.0.4 di Unico PF 2014 in cui è stato aggiornato il controllo relativo ai giorni del quadro RW.
http://telematici.agenziaentrate.gov.it/Main/Avviso?id=20140725154506
queste tutte le novità:
– è stata aggiornata la soglia di esenzione relativa all’addizionale comunale di Trani;
– è stato aggiornato il controllo relativo ai “Giorni” del quadro RW;
– è stato aggiornato il calcolo del rigo RN62 in caso di redditi prodotti all’estero;
– è stato ridotta a confermabile la gravità dell’errore relativo al
totale degli oneri detraibili in caso di presenza di Spese veterinarie;
– è stato ridotta a confermabile la gravità dell’errore relativo al
calcolo degli acconti relativi alla cedolare secca in caso di persona
deceduta.
Buon giorno. Mi inserisco in questa discussione perchè mi pare sempre la più aggiornata, anche se quello che vorrei chiedere è di argomento più generale rispetto alla soglia imponibile. In effetti avevo già chiesto un paio di mesi fa, ottenendo però risposte ancora non certe. Adesso che il periodo del versamento con Unico 2014 per il reddito 2013 è alle spalle, vorrei pensare all’ anno prossimo….che però è riferito alle rendite dell’ anno corrente.
Vi risulta (stiamo parlando sempre in riferimento ad un conto deposito all’ estero) che dal 2014 le percentuali di imposta che attualmente sono 20% per gli interessi e 0,15% per il capitale finale, sono già state aumentate (o verranno sicuramente aumentate) rispettivamente al 27% e 0,2%? Oppure anche una sola di queste due? La banca italiana mi aveva già comunicato che era in via di aumento – luglio? – il prelievo sugli interessi, ma ricevendo l’ estratto conto trimestrale, ne avrò la conferma solo a settembre; quindi presumo che quello che varrà per Italia varrà anche per l’ estero. E per l’ IVAFE sul capitale? Perchè, ragazzi, se saranno vere entrambe queste ipotesi….chi me (ce) lo fa fare di sbatterci ogni mese di maggio con denunce rompicapo, per portare poi a casa magari 20€ netti di guadagno impegnandone forse 15000 o più? Grazie!
Buongiorno, desideravo un chiarimento relativamente alla dichiarazione di stock options su titoli esteri per le quali sia terminato il vesting periodma non ancora esercitate. Queste vanno dichiarate nel Quadro RW (righi 1-5). In base alla circolare 38/E del 2013 e risoluzione 73/E del 25/07/14 “per la valorizzazione della consistenza delle stock option devono essere indicati nel quadro RW quale valore iniziale il prezzo di esercizio previsto dal piano e quale valore finale il valore corrente del sottostante al termine del periodo di imposta.” Così facendo, tuttavia, il quadro RW calcola l’IVAFE in base al solo valore finale (colonna 8), il che mi sembra un errore. Se ho stock options con prezzo di esercizio 10.000, e il valore corrente è 15.000, dispongo infatti di un “valore all’estero” – sia pure virtuale prima dell’esercizio – pari a 5.000, e su questo valore dovrei pagare l’IVAFE. Invece il quadro RW la calcola su 15.000. Non è un errore? Grazie per l’attenzione
in Unico 2015 pagheremo 26% sugli interessi (non 27% come scrivi tu, ma è solo un dettaglio) e lo 0,20% di Ivafe (salvo disposizioni peggiorative eventualmente approvate nella prossima manovra correttiva attesa per l’autunno). Chi ce lo fa fare di sbatterci per pochi spiccioli? Me lo sto chiedendo da tempo anche io. L’alternativa è il materasso. Da valutarsi a seconda dell’entità finanziaria disponibile. Io ad esempio all’estero ho depositato 80k,troppi per tenerli sotto il materasso, me li sentirei un pò a rischio, diverso il discorso per chi deposita all’estero solo pochi k. Personalmente non lo farei e opterei per la soluzione materasso. Poi ovviamente ciascuno fa le scelte che la sua indole suggerisce.
Andrea su questo blog credo che nessun partecipante attivo abbia esperienza in stock options per cui difficilmente riceverai risposte certe o scambi di opinione, in questo caso lascia che sia Uniconline a guidarti: ragionevole o no paga l’Ivafe sui 15k e mettiti il cuore in pace. Nel tuo caso sono solo 10 euro in più.
Grazie Mauro. Quindi, al di là del 26 al posto del 27, è già confermato anche l’ aumento della IVAFE al 0,2% ! Anzi, c’ è pure il rischio se si vada anche oltre! Bella prospettiva….io purtroppo mi sono mosso tardi, molto tardi con l’ apertura di un conto all’ estero, a fine 2011 quando probabilmente già non conveniva più. E le mie capacità di risparmio non mi hanno permesso a tutt’ oggi di avere più di 12000; se aggiungiamo che postfinance era partita con 1,25% di interesse ed ora dopo 30 mesi è a 0,3%, sono indeciso se smobilitare parzialmente al punto da essere sotto il minimo tassabile 12 euro (ma con 26% su interessi e 0,2% su capitale diventa difficile), o al contrario investire ancora di più in modo da riavere convenienza….ma chi ce la fa? così come sono adesso sarei proprio in una “zona franca” dove i guadagni verrebbero mangiati quasi completamente dalle tasse! Opterò per la prima soluzione, tenendo lì un minimo che permetta di compensare le spese conto e con ricavi sotto la soglia…in attesa di tempi migliori.
Buongiorno,
settimana prossima presento il modello unico all’AdE e ho un dubbio.
Ho un “Conto privato” cointestato presso PF dal quale ho aperto un conto denominato “E-conto di risparmio”. Il primo mi ha “fruttato” 2,60 CHF di interessi mentre il secondo 14,55CHF.
– Prima domanda: devo dichiarare due conti nel quadro RW? Se sì, sono entrambi di deposito? Oppure il primo è un conto corrente e il secondo un conto di deposito?
– Seconda: avendo degli interessi così bassi devo comunque compilare il modello RM? (io direi di no, ma sono sinceramente confuso).
Grazie.
Salve Johnny. Avevo una situazione simile un paio di anni fa, in quanto anche io avevo aperto quello che loro chiamano set online, costituito da un cto. corrente ed un cto deposito con numeri separati, con la differenza che i miei erano in euro. Invece dall’ anno scorso ho solo un conto deposito, il che semplifica un poco la cosa. A rigore di logica, andrebbero dichiarati sia come conto in RW che come interessi in RM. Poi ovviamente, parlando di interessi, vista l’ esiguità delle cifre, nessuna imposta sarà dovuta (il 20% di 14 franchi e rotti, è sicuramente ben sotto la soglia dei 12 euro……). Adesso non ricordo a memoria i codici, mi pare che sia 071 per indicare la Svizzera e lettera G per indicare interessi. Diverso invece il discorso di RW: la vanno dichiarate le entità dei capitali, intesi come valore medio per il conto corrente, e valore finale al 31.12 per il conto deposito. Va detto che sul conto corrente si paga tassa di bollo fissa di 34 euro e rotti, ma solo se il famoso valor medio nel periodo supera i 5000 € (e non penso sia il tuo caso, in quanto nei set si tende a tenere il cto corrente basso a favore del deposito, meglio remunerato); sui cto deposito si paga il 0,15% sil valore finale.
Allora, riprendo il discorso perchè ieri sera ho dovuto troncare prima del previsto, mi scuso. Ragionando meglio – visto che siamo al 1° agosto e i versamenti, se dovuti, sarebbero stati da fare entro il 16 giugno – immagino che avrai fatto i tuoi conti e appurato che non devi pagare nulla, nè da interessi, e neppure da IVAFE sul capitale. A questo punto rimane giustamente il dubbio se dichiarare o no: onestamente quest’ anno io non mi sono posto tanto il problema perchè ho dovuto pagare, anche se per poco sopra i 12. Gli anni precedenti però, pur non dovendo versare nulla, ho sempre dichiarato. Ma allora il sistema era diverso, si dichiarava tutto in RM, interesse e capitale, mentre RW era per il monitoraggio trasferimenti e ricordo, andava fatto se la somma dei vari flussi superava i 10000 euro. Quest’ anno mi pare di avere capito (e questa discussione era nata proprio su questo punto), che va valutato il valore massimo raggiunto nel periodo, che non necessariamente è il valore al 31 dicembre; la cifra va dichiarata se ha raggiunto o superato i 10000 € (circa 12000 / 12500 CHF nel tuo caso). Infatti ad esempio, se uno avesse avuto che so, 14000 CHF come massimo magari nella prima parte del’ anno, e poi avesse prelevato in varie riprese senza più alimentare il conto, e si fosse trovato a fine anno con 9000 CHF, ecco che, facendo il cambio in euro, sarebbero stati circa 7500, che avrebbero portato con tassa 0,15% a una imposta di 11,25 e quindi non pagabile; però con obbligo di dichiarazione visto che il conto aveva superato la soglia massima pari a 10000 €. Però, come detto, io ho approfondito poco questo punto perchè non era il mio caso….se qualcuno vuole confermare o smentire ben venga! Grazie.
Alla fine come avete sciolto questo dubbio?
Caro Moriseffe,
grazie per la (doppia) risposta!
Le istruzione sono a mio modesto avviso contraddittorie e per questo mi reco all’agenzia delle entrate. Vorrei una parola definitiva da loro e magari una mano a non commettere errori in fase di dichiarazione.
Ogni anno mi pesa sempre più questo adempimento…
Aggiornato anche UnicOnLine Pf 2014, con il conteggio esatto dei giorni per il quadro RW
comunicato: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/home/cosadevifare/dichiarare/dichiarazioniredditipf/unicopf14/compilazione+invio+unico+pf+2014/software+unico+pf+2014
aggiornamenti:
È stata eliminata la soglia di esenzione per il comune di San Sperate
È stata rimossa la segnalazione errata relativa ai mesi a carico per i figli di età inferiore a 3 anni
È stata rimossa la segnalazione relativa all’assenza dello Stato in caso di compilazione della sezione Residenti all’estero
E’ stata aggiornata la soglia di esenzione relativa all’addizionale comunale di Trani
E’ stato aggiornato il controllo relativo ai “Giorni” del quadro RW
E’ stato aggiornato il calcolo del rigo RN62 in caso di redditi prodotti all’estero
il calcolo delle rate da versare relative ai righi RQ77 e RQ79 è
stato aggiornato per tener conto delle modifiche intervenute a seguito
della conversione in legge del dl 66/2014
è stato aggiornato il calcolo dell’acconto relativo alla cedolare secca in caso di Totale Imposta compresa tra 50 e 257 euro
è stata eliminata la segnalazione errata relativa al rigo RG23
nel quadro RN è stata inserita una casella per consentire, in
determinate fattispecie, l’indicazione di acconti in misura superiore a
quelli determinati ordinariamente
è stato aggiornato il calcolo della cedolare secca in caso di aliquota agevolata
è stato aggiornato il controllo del rigo RN7 in caso di assegni periodici percepiti dal coniuge
è stato aggiornato il calcolo del rigo RP15 in caso di rateizzazione
sono state risolte alcune anomalie di stampe
al posto del materasso (che comunque ha sempre il suo perche’…) che ne pensi delle polizze vita premio unico non a vita intera? insequestrabili, impignorabili e “forse” immuni a iniziative fiscali di carattere straordinario. sarà un caso ma leggendo gli ultimi dati sulla raccolta di sgr e assicurazioni si nota un forte incremento di questo tipo di strumenti. ciao