Rilanciare l’Europa con il Venture Capital
Scritto da Massimiliano Brasile
10 Maggio 2012 | Predefinito
Inizia oggi una preziosa collaborazione con l’economista e giornalista Emanuela Melchiorre. Grazie al suo supporto PiccoloRisparmio avrà ora anche contributi video che spero risulteranno graditi ai nostri lettori.
Proprio per PiccoloRisparmio, Emanuela ha partecipato al convegno “Rilanciare l’Europa” tenutosi alla Luiss ieri in occasione della festa dell’Europa, riportando gli inteventi di Emma Marcegaglia e Antonio Tajani.
Antonio Tajani, Vicepresidente e Responsabile per l’Industria e l’Imprenditorialità della Commissione europea ha affermato che la Commissione ha deciso di lanciare nelle prossime settimane i primi project bond, prestiti obbligazionari destinati al settore privato (fondi pensionistici, compagnie assicurative).
Strumenti finanziari finalizzati alla realizzazione di progetti infrastrutturali (nel settore dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia), il cui rimborso dipende dai flussi finanziari che i progetti a cui sono legati sono in grado di generare.
Nelle parole di Tajani vi è la convinzione che sia ormai matura la decisione di rinforzare i fondi della Banca europea per gli investimenti al fine di facilitare il ricorso al venture capital.
Nelle politiche comunitarie, secondo le parole del Commissario europeo vi sono anche altri obbiettivi: rivedere la legislazione in tema di visti turistici, promuovere progetti di Erasmus per l’imprenditoria giovanile, ma soprattutto abbassare dal 75 al 50% il capitale di garanzia e di rischio delle banche al fine di facilitare l’accesso al credito per le imprese.
10 Maggio 2012 | Predefinito
Tags: antonio tajani, emanuela melchiorre, emma marcegaglia, luiss, project bond, venture capital

auguri per la nuova collaborazione e benvenuta ad Emanuela a PR!
Quanto al merito di quanto detto da Tajani, o meglio dell’idea della Commissione europea di project bond, qualcosa mi ricorda lontanamente certe pratiche delle banche regionali di sviluppo.. di nuovo la finanza per reperire soldi da investimento.
Grazie MS-barbamamma per il ben venuto!
riguardo ai project bonds questi esistono per ora solo sulla carta, anche se
sono già stati definiti e teorizzati nel dettaglio. La ricapitalizzazione della
Bei procede ed è la conditio sine qua non per poter rendere tali strumenti
finanziari attivi.
I project bonds sono un prodotto di finanza strutturata, nel
senso che alle istituzioni spetta il compito di garantire la componente
rischiosa, mentre la parte degli investimenti infrastrutturali che producono
reddito certo viene affidata ai privati.
Secondo questo meccanismo quindi le istituzioni si assumono
l’onere di compensare il divario tra il rendimento effettivo
dell’infrastruttura e il rendimento che l’investitore pretende.
Tutte le perdite derivanti dalle infrastrutture poco
redditizie andranno a erodere il capitale dell’istituzione, le infrastrutture
che invece creano reddito andranno a rimpinguare il portafoglio privato.
Meccanismo rischioso quello di condividere le perdite e
privatizzare gli utili. Però in questo periodo di vincolo di bilancio in
pareggio imposto per di più come imperativo costituzionale sembra essere l’unica
via.
Vertice Ue: a giugno project bond e Bei più forte. Scontro aperto (e nulla di fatto) sugli Eurobond
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2012-05-24/vertice-giugno-project-bond-085240.shtml?uuid=AbyKNQhF
Bene, oltre alla notizia che stasera gioca l’Italia, ce n’è una che riguarda un fatto politico che a breve si tramuterà in concreto per i cittadini: la gauche di Hollande ha maggioranza assoluta al parlamento francese. Non mi rispondete ” e a me?”, perchè questa forte investitura da parte degli elettori francesi significa solo una parola: riforme interne e un certo cambiamento in Europa. Non mi soffermo sulle interne perchè ovviamente non vi interessa ma su quelle europee si’ essendo l’Italia in tutorato (ops non si può dire..scusate è presto.. volevo dire governo tecnico) europeo ed essendo la Francia il Paese che dopo e con la Germania sta dettando l’indirizzo politico ed economico per l’eurozona.
Ebbene il sentiment francese ha dato mandato e Hollande ha già il suo programma, un patto per la crescita europea. Controvalore 120 miliardi di Euro. Questo patto verrò formalmente proposto nel famoso Meeting del 28-29 giugno a Bruxelles e contiene alcune proposte per rilanciare l’economia dell’Ue, in particolare tramite alcuni “grandi cantieri”, dal digitale alle fonti energetiche rinnovabili. E da dove vengono presi questi fondi? Si utilizzerebbero in tutto tre fonti: i fondi europei strutturali dell’Ue, per 55 miliardi, fondi della Banca europea degli investimenti per altri 60 miliardi, e 4,5 miliardi infine grazie ai “project bonds” di cui ci ha parlato Emanuela.
Digitale e fonti energetiche rinnovabili.. Li avete comprati i terreni in Italia?
La digital economy potrebbe avvenire con partnership indiane (dico io) e la green economy è la nuova grande frontiera che fra qualche anno avrà pure le sue altalene di bolla, in primis in Usa.
Forza azzurri!