Investimenti all’estero (mini guida)
Scritto da Massimiliano Brasile
21 Ottobre 2008 | Opinioni
Dopo aver recensito diverse offerte sottoscrivibili in Europa è necessario fare un po’ di chiarezza sui passi da compiere dal punto di vista fiscale per regolarizzare i propri investimenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Grazie ai molti spunti di discussione che si stanno aprendo nei commenti dei vari post del blog, cercherò di organizzare in questo post una mini-guida che non ha alcuna pretesa di sostituire un vero esperto in materia fiscale, ma che può orientare il piccolo investitore nella direzione giusta anche grazie al supporto di tutti i lettori che hanno già sottoscritto alcune delle offerte recensite.
1. Cos’è l’euritenuta e quando viene applicata
Ho spesso parlato dell’euritenuta [1], indicandola impropriamente come la tassazione di riferimento per investimenti in UE al di fuori Italia.
Impropriamente perché se il trasferimento dei propri fondi avviene tramite bonifico e quindi con un intermediario (il proprio istituto bancario ove si è titolari del conto corrente in Italia) viene segnalato tale trasferimento verso l’estero e su mancata dichiarazione di eventuali interessi percepiti (seppur tassati alla fonte all’estero) possono essere applicate delle sanzioni amministrative. La dichiarazione si rende necessaria perché venga applicata la corretta aliquota di riferimento (vedi paragrafo 2) in Italia.
Il discorso è analogo nel caso il trasferimento avenga in contanti senza che tale trasferimento venga poi denunciato (ciò che viene comunemente chiamato “in nero”): si è tenuti a dichiarare gli interessi percepiti, ma ovviamente chi persegue questa pratica solitamento lo fa per un fine illegale, ossia quello dell’evasione fiscale e si espone a tutta una serie di rischi. Va ricordato infatti che è sufficiente dichiarare gli interessi percepiti anche in conti esteri per regolarizzare la propria posizione di fronte al fisco, anche nel caso si fosse aperto il conto in contanti (ad esempio durante un viaggio o una vacanza).
Per limitare i benefici dell’evasione fiscale l’Unione Europea ha emanato una direttiva (nota come European Union Savings Directive) che ha originato l’euritenuta: per quegli stati dell’Unione che non hanno acconsentito a comunicare in automatico agli altri stati membri ove hanno la residenza i cittadini stranieri investitori (Belgio, Austria, Lussemburgo), c’è l’obbligo di applicare in automatico l’euritenuta fintanto che l’investitore non autorizzi l’istituto pagatore a comunicare gli interessi erogati all’ente di controllo fiscale di riferimento (per noi italiani l’Agenzia delle Entrate). Altri stati non appartenenti all’Unione Europea, come la Svizzera, hanno acconsentito ad applicare la medesima aliquota pur non acconsentendo a comunicare i dati degli investitori (tuttavia, preventivamente in Svizzera viene applicata l’aliquota federale pari al 35% a meno che non si richieda espressamente il rimborso in quanto non residenti in territorio elvetico [4]).
Aggiungerei comunque che l’euritenuta può essere scelta dagli investitori anche per i trasferimenti regolari: la comunicazione dei dati all’agenzia fiscale del paese di appartenenza permette di evitare che vi sia una doppia tassazione (euritenuta + aliquota piena applicata in Italia) deducendo successivamente l’ammontare già pagato nella dichiarazione dei redditi (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 10) e nel caso di un’aliquota inferiore si potrà dedurre la quota in eccesso (es. Svizzera che applica la ritenuta federale pari al 35%).
L’euritenuta al momento è pari al 20%. Dal primo luglio del 2011 salirà al 35%.
2. Lo schema per il calcolo dell’Irpef
3. Passi da seguire a seconda dello stato ove si investe
La normativa di riferimento è la Direttiva 2003/48/Ce [2] [3].
3.1 Paesi UE che comunicano automaticamente i dati
Per gli stati che comunicano automaticamente gli interessi accreditati a cittadini italiani che stanno investendo nel loro mercato, l’investitore è tenuto a dichiarare comunque tali interessi cui si vedrà applicata solo l’aliquota italiana.
3.2 Paesi UE che non comunicano automaticamente i dati (Belgio, Austria, Lussemburgo) – (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 13)
Per questi stati vige il segreto bancario con applicazione dell’euritenuta alla fonte.
Per richiedere la comunicazione verso l’Agenzia delle Entrate va compilato il modulo relativo alla tassazione europea da inviare all’istituto di credito.
A questo indirizzo si può trovare il modello di documento da presentare in italiano e in inglese.
Bibliografia
[1] European Union Savings Directive (Witholding Tax)
[2] Decreto Legislativo 18 aprile 2005, n. 84
[3] La fiscalità del risparmio transfrontaliero (Johannes Guigard)
[4] Domanda di rimborso dell’imposta preventiva svizzera (per non residenti in Svizzera)
21 Ottobre 2008 | Opinioni
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Ciao caro Massimiliano ben tornato ,si la guida mi sembra chiara ed esaustiva ,unico punto, quando per la prima volta parli della Svizzera “applica la medesima aliquota”,si puo’ in realta’ confondere con cio’ che dici in precedenza parlando di altri paesi europei ,la Svizzera applica la ritenuta federale al 35%,anche se rifiuta in ogni caso di comunicare i dati dei propri investitori a qualsiasi autorita’ straniera.Complimenti Continua cosi’-
grazie Luigi!
in effetti quel passaggio è poco chiaro e devo aggiornarlo.
Sempre riguardo la Svizzera ci sarebbe da specificare meglio che gli investimenti in bond stranieri (quindi non svizzeri) non sono assogettati all’imposta preventiva svizzera ma all’euroritenuta.
ciao luxor, piacere di riavere anche te!
quest’informazione è davvero interessante, ma voglio capire meglio: investendo da un conto svizzero in bond di un altro stato estero, in quanto residente europeo, verrei tassato al 20% senza ulteriori obblighi nei confronti del fisco?
andrebbe chiarito l’iter dell’investimento ad esempio in bond tedeschi (stato che comunica automaticamente i dati) e bond austriaci (stato in cui vige il segreto bancario)
ciao massimiliano, hai afferrato il senso del mio discorso, ma per renderlo ancora più chiaro a te e ai lettori riporto l’esempio della mia esperienza diretta con l’elvetica Banca Migros, la quale mi offre online la possibilità di compravendita di titoli obbligazionari quotati sul mercato svizzero SIX (l’equivalente del nostro MOT). Su tale mercato sono negoziabili una infinità di titoli nazionali e internazionali sia governativi che corporate. Per cui se sul mio conto a banca Migros compro un titolo ‘nazionale svizzero’ sono assogettabile all’imposta preventiva del 35%, se invece acquisto un bond ‘internazionale'(ad esempio Repubblica di Germania, Rabobank, Cassa Nazionale Autostrade Francesi, Municipio di Tiokio, ecc.) in questo caso sono assogettato all’euroritenuta oppure a nessuna ritenuta se si è firmata loro (cosa che ho fatto) l’autorizzazione allo scambio di informazioni fiscali. Penso che questo esempio sia sufficiente a chiarire bene il concetto, ma se avete altri dubbi chiedete pure.
Bentornato Luxor ,ciao Massimiliano, ,se compri Bond Svizzeri e tutto rimane in loco non credo ci voglia dichiarare l’operazione interna al conto Svizzero ,ripeto interna;allo Stato Italiano si deve solamente fare conoscere e di questo si fara’ ampia comunicazione nel modello Unico rm-rw,solo i movimenti da e per l’estero,ma non interni e che rimangono interni ,la ritenuta elvetica del 35% copre tutti i movimenti in totale su quel conto.Per cio’ che riguarda i bond di stato Svizzeri credo non siano tassati -Sarebbe meglio approfondire-Ciao Mauro ciao Massimiliano
Avrei bisogno di una conferma: la richiesta di rimborso dell’imposta preventiva federale (vedi nota [4]) implica la comunicazione in automatico degli interessi percepiti all’estero da parte della banca svizzera all’Agenzia delle Entrate?
Presumo che sia così dal momento che il modello 95 fa riferimento agli accordi bilaterali e restituendo l’imposta dovrebbero chiedere allo Stato italiano l’aliquota spettante da tali accordi.
Ciao MB, è sottointeso che la richiesta di rimborso del’imposta preventiva svizzera implica lo scambio di informazioni fiscali tra i due stati, indipendentemente che tale richiesta venga avanzata in forma indiretta (tramite la denuncia dei redditi)o in forma diretta (tramite il modulo fornito dall’amministrazione elvetica). Tale seconda procedura è notoriamente lunga e burocratizzata, a tal punto da farvi desistere chi deve richiedere rimborso di pochi soldi, ma data l’importanza per noi della procedura dal punto di vista conoscitivo, ti ringrazio se ti prendi l’impegno di attivarla così da portare poi a conoscenza dei lettori i tempi e le difficoltà eventuali di tale procedura.
Sono andato all’Agenzia delle Entrate per il certificato contro le doppie imposizioni da inoltrare poi all’austriaca Bundesschatz. Come sapete la prassi in questione era per noi di Piccolo Risparmio una novità assoluta, per cui non vi nascondo l’imbarazzo. Mi sono presentato alla reception con il modulo di richiesta scaricato da internet debitamente compilato con allegati la fotocopia della C.I. e una copia non compilata del certificato bilingue inviatomi da Bundesschatz. La signora della reception mi dice dice di prendere il numero cliccando sulla macchinetta alla voce CONSEGNA DOCUMENTI e portarmi quindi in sala d’attesa. Giunto il mio turno consegno il modulo compilato all’impiegato il quale, visibilmente impreparato, dopo averlo letto se ne è andato chiedendomi di attendere. Dopo cinque minuti torna con un funzionario in giacca e cravatta il quale mi spiega che la domanda che ho preparato va bene, ma va presentata in bollo da € 3,10 e il certificato che mi devono firmare (quello che mi ha spedito Bundesschatz) lo devo compilare io stesso, in più copie: una resta a loro, una da spedire a Bundesschatz ed eventualmente una terza copia facoltativa per me. Mi ha quindi invitato a ripresentarmi con tale documentazione corretta. Ci ritornerò nei prossimi giorni. Se le cose stanno così posso assicurarvi che la prassi non è eccessivamente burocratizzata. Vi terrò comunque informati su come andrà a finire la storia.
@Mauro
ciao Mauro, grazie per l’interessantissimo feedback.
puoi quindi confermare che il modulo che indichi come scaricato è quello indicato al punto 3.2 dell’articolo?
per quanto riguarda il modulo bilingue di Bundesschatz, è disponibile un link dove si può scaricare?
Ovviamente il modulo cui facevo riferimento è appunto quello indicato al punto 3.2, cioè quello necessario ad autorizzare lo scambio di informazioni fiscali in cambio della non applicazione dell’euroritenuta. Il facsimile della domanda è appunto quello preso dal sito del comune di Jesi e che questo sito ha preso sempre a corretto riferimento, mentre il certificato da restituire compilato e firmato viene fornito direttamente dalla banca straniera, nel mio caso Bundesschatz. Tale certificato non è reperibile online, ma lo invia la stessa Bundesschatz a coloro che all’atto dell’apertura conto hanno indicato di non volere l’applicazione dell’euroritenuta e di voler optare per lo scambio di informazioni fiscali con l’Italia.
Sono tornato all’Agenzia delle Entrate con tutta la documentazione esatta per ottenere la vidimazione del certificato da inviare a Bundesschatz per la non applicazione del’euroritenuta in cambio dello scambio di informazioni fiscali. E’ andato tutto bene, mi hanno restituito con timbro e firma una delle due copie da me precompilate. Domani stesso lo spedirò a Bundesschatz con lettera raccomandata. Unico dubbio: il timbro tondo che hanno apposto sul certificato è venuto stampato male, quasi illeggibile, non è che poi Bundesschatz mi risponderà che il certificato non va bene per illeggibilità dell’ente che lo ha emesso??? Staremo a vedere. Se sarà il caso vi terrò informati.
ciao Mauro, grazie dell’aggiornamento.
penso che anche se stampato male, si possa riconoscere un simbolo ufficiale e non penso ti faranno storie (tra l’altro gli stai chiedendo di comunicare tutto all’Agenzia delle Entrate, in massima trasparenza).
una domanda: in Italia gli interessi maturati verranno tassati al 12,5%?
Magari me li tassassero solo al 12,50! In Italia gli interessi maturati dovrò riportarli nella denuncia dei redditi e pagarci le imposte in base al mio scaglione di reddito (presumibilmente 27%).
ma allora è meglio pagare la euroritenuta (20%) oppure i bot o btp italiani dove paghi solo il 12,5% e alla fine come netto ti troverai con condizioni simili ( 0,01 più o meno)
ciao cyborg, la tua domanda necessita di una premessa: chi diversifica parte dei propri risparmi all’estero lo fa solo ed esclusivamente per ripararsi da un eventuale futuro default dello stato italiano. Se un risparmiatore non ritiene possibile tale eventualità allora nulla è più comodo e fiscalmente agevoltato per lui degli investimenti in Italia: solo il 12,50% di ritenuta alla fonte, applicabile non solo ai titoli italiani da te citati (bot, btp) ma anche a quelli esteri quotati sul mercato telematico italiano.
@Mauro
fino al mese scorso c’era comunque convenienza nei titoli austriaci che davano un 4,00% lordo.
dall’ultimo ribasso al 3,25% resta in piedi il soprattutto tuo discorso.
@cyborg36061
in generale conviene sempre diversificare e per tipologie d’offerte come quella dei bund austriaci, che non presentano spese e permettono di recedere tranquillamente, sono più i pro che i contro. chiaramente si guarda anche all’interesse netto corrisposto e al momento sono certamente meno appetibili.
Salve, questa mini guida è molto interessante. Pensavo di investire in Advanzia Conto, ma mi frena l’idea di complicarmi la vita a mandare email o dover telefonare in una lingua che capisco poco(inglese). In teoria, scegliendo di pagare solo le tasse italiane, cosa dovrei fare? Mandare un’ e-mail in inglese ad Advanzia con allegato il modello di documento compilato coi miei dati che trovo al paragrafo 3.2 ? Solo questo? E poi inserire i dati nella dichiarazione dei redditi naturalmente… E’ così?
@Anna C
Sin dall’apertura del conto di deposito viene richiesto di scegliere quale regime dichiarativo si preferisce: applicazione dell’euritenuta (con segreto bancario) o nessuna ritenuta con comunicazione dei dati all’ente fiscale del proprio stato di residenza.
se si sceglie la seconda, sarà cura di Advanzia di produrre la documentazione necessaria all’Agenzia delle Entrate, mentre in dichiarazione andranno comunicati gli accrediti da tassare.
l’unica comunicazione da fare a questo punto è quella di apertura conto, per inviare una scansione del documento di identità .
in seguito supponendo che l’e/c arrivi poi puntualmente (qualche utente ha dei problemi) si riceverà ogni mese un’unica e-mail in inglese con il saldo e gli interessi maturati. eventuali movimentazioni, in ingresso o in uscita, generano invece comunicazioni in tedesco di conferma.
Ciao, innanzitutto faccio i miei complimenti per il sito, che ho appena scoperto e ho capito che non potrò più farne a meno.
Il tuo sito propone vari stimoli, ma leggendo i commenti (qui e sotto altri articoli) mi sono reso conto di un problema.
Sono titolare di un conto corrente italiano (su cui ho versato i miei sudati risparmi, che vorrei difendere e magari salvarli da un eventuale default). Vorrei aprire un conto presso Postfinance (o anche investire in bot austriaci, tedeschi). Il problema è che sono uno studente universitario che non percepisce alcun reddito se non quelli provenienti dai buoni postali e dal conto corrente (che sono, correggetemi se sbaglio, già tassati alla fonte). Dunque non presento dichiarazione (vale quella dei genitori?).
Se non mi sconsigliate del tutto di fare alcunché, come dovrei comportarmi con gli interessi sul conto svizzero (mi va bene anche l’euritenuta, se questo non crea problemi al fisco) e quelli sui titoli di stato stranieri?
Vi ringrazio per le vostre risposte.
ciao senzareddito.
non sono un commercialista, quindi prendi con le molle quanto scrivo.
dal momento che è necessario che ti rechi fisicamente in Svizzera per aprire un c/c (ad es. in PostFinance), sul quale verrà applicata automaticamente la ritenuta federale sugli interessi corrisposti, se parliamo di piccole cifre potresti anche tacere i relativi interessi che sarebbero irrisori (s’intende che i versamenti andrebbero sempre fatti in contanti).
c’è infatti una franchigia di reddito al di sotto della quale si è esentati dal presentare dichiarazione dei redditi; inoltre sei già tassato alla fonte.
per titoli di stato stranieri sui quali vedresti applicata l’euritenuta al 20% attualmente, devi comunque operare tramite bonifico e quindi con un intermediario che denuncerebbe la transazione, ma non penso che avresti problemi in tal senso (vieni tassato maggiormente alla fonte, sei sotto la soglia della dichiarazione dei redditi e il tutto avviene sotto gli occhi di un mediatore)
nel caso invece volessi dichiarare tutto in Italia, se non arrivi comunque alla soglia che rende obbligatoria la dichiarazione dei redditi, potresti optare per far risultare tali investimenti nella dichiarazione di un familiare che deve presentarla, cui chiaramente aumenterebbe il reddito impobibile e di conseguenza l’aliquota se è al limite tra uno scaglione e l’altro. il vantaggio, ad esempio per i bund austriaci, sarebbe l’applicazione dell’aliquota del 12,5% contro il 20% dell’euritenuta.
ripeto, non sono un esperto in materia fiscale e quanto scrivo è potenzialmente inesatto, quindi consulta un commercialista nel caso pensi di procedere su questa strada.
Ho fatto qualche domanda in giro (confermata poi sul sito dell’AdE (nomen omen? 🙂 )
1) Si devono dichiarare i trasferimenti da e per l’estero e gli investimenti esteri se superiori a 12500 euro (il famoso modulo RW);
2) L’euritenuta sostituisce praticamente sempre il prelievo fiscale italiano (titoli austriaci tassati al 20% invece che al 12,5, interessi su c/c tassati al 35% invece che al 27).
Insomma se si rimane su piccoli importi non c’è niente da dichiarare (a meno di non voler dedurre).
Però non ho capito: mi sconsigli di versare i soldi dal mio c/c italiano su quello estero, optando per i contanti?
ciao senzareddito.
il discorso che facevo due post più su era relativo a cifre inferiori, esenti da dichiarazione dei redditi (la franchigia mi sembra sia intorno ai 3000€). per cifre superiori valgono i consigli della guida.
considera poi che il limite è sceso da 12500€ a 10000€ con l’ultima finanziaria e cifre di questo importo vanno chiaramente denunciate, anche nel caso in cui ti recassi fisicamente all’estero.
sia chiaro che il fatto che vieni tassato alla fonte va comunque dichiarato!
Buona sera a Lei,
io ho investito dei soldi in Peru’ in un mercato “ibrido” nel senso che, i miei soldi vengono dati in mano ad un broker che li gestisce lui senza rendermi partecipe su quali mercati vengono investiti. Nel momento stesso che io farò rientrare gli interessi attivi nel mio conto corrente come mi devo comportare con il fisco? Essendo il mio un mercato non specifico di acquisto di azioni od obbligazioni, vanno tassati? e se si a quale ALIQUOTA?
Aspetto sue nuove, Grazie
Buonasera signora anna, mi pare di capire che il suo investimento in perù è inquadrabile in quello che da noi si chiama ‘risparmio gestito’, che qui in Europa non rientra tra gli investimenti soggetti a doppia tassazione (è viene tassato solo alla fonte), ma non le so però dire se la convenzione con il Perù sia uguale a quella tra gli stati europei. Supponendo che non sia assogettato a tassazione, l’unico adempimento fiscale che le competerebbe sarebbe quello di indicare nel quadro RW del modello Unico il movimento di trasferimento in Italia (che mi dice voler fare) degli interessi percepiti nel quadro RW, ma solo qualora il montante degli stessi fosse superire ai 10000 euro annui. Per cifre inferiori non deve fare nulla. In ogni caso le consiglio di informarsi pure presso il fiscalista che le cura la denuncia dei redditi. La saluto cordialente.
Gentile signora Anna, quella fiscale è una materia assai delicata e controversa, per cui ogni decisione a riguardo va demandata al fiscalista che le grestisce la denuncia dei redditi. Le esprimo comunque il mio parere: da quello che intendo i suoi soldi in Perù sono investiti in quello che da noi si chiama ‘risparmio gestito’ cioè gestione patrimoniale o similari. I proventi di tali investimenti non vanno inseriti in denuncia dei redditi in quanto tassati alla fonte e non assegettati alla doppia imposizione fiscale, a meno che la convenzione specifica tra Italia e Perù preveda condizioni diverse (ma non credo in quanto rappresenterebbero un’anomala eccezione in campo internazionale). Se poi i proventi annuali di tali investimento vuole farli rientrare in Italia tenga presente la soglia annuale dei 10000 euro: se il trasferimento annuale è di importo superiore deve indicarlo nel quadro RW del modello Unico, viceversa non deve fare nulla. Spero di essere stato sufficientemente esaustivo. Voglia gradire i miei migliori saluti.
Grazie Mauro.
Riporto di seguito il parere di un commercialista che ho consultato, che conferma quanto hai già anticipato.
La domanda, così com’è posta, è un po vaga comunque come principio generale si distingue tra redditi gia’ tassati dall’eventuale intermediario che ha effettuato l’investimento (in quel caso non vanno indicati in dichiarazione) e l’obbligo tributario termina con la ritenuta effettuata.
Nel caso non vengano tassati sono sottoposti a ritenuta del 12,50% ed andranno indicati nel quadro RM della dichiarazione dei redditi.
Bisognerebbe comunque avere la certezza del tipo di investimento per rispondere esaurientemente.
Vi scrivo per chiedervi se un italiano che apre un conto in svizzera e compra etf azionari è tassato con euroritenuta (ora del 20% poi del 35%) sul capital gain?
Tento di spiegarmi meglio:
Compro un etf Euro stoxx 50 a 100€, lo rivendo a 110€ ho avuto un gain di 10€ su cui dovrò pagare delle tasse o no?
Grazie
P.S.=> Il caso che mi interessa è quello di una persona che rifiuta la comunicazione dei dati con lo stato italiano e quindi decide di mantenere il segreto bancario
ciao Michele, dovrebbe essere proprio così.
la Svizzera (per ora) continua a mantenere il segreto bancario, ma come cittadino UE, dati gli accordi con la repubblica elvetica, vieni probabilmente tassato con euritenuta.
nel caso invece richiedessi la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, avresti una deduzione in dichiarazione dei redditi (in Svizzera applicano comunque la ritenuta federale al 35%).
BullionVault
avete esperienza con questo sito di compravendita oro?
La sede è nel Regno Unito.
Mi interessa sapere come comportarmi ai fini fiscali nella dichiarazione dei redditi ed altri adempimenti fiscali. Nello specifico:
1. devo dichiarare al fisco i trasferimenti di denaro con SWIFT verso il conto BullionVault? (Vorrei trasferirvi più di 15000 euro)
2. Devo indicare nel 730 solo eventuali plusvalenze realizzate?
Grazie
ciao Massimiliano (mio omonimo!)
ho accennato a BullionVault in questo articolo, ma non ne ho un’esperienza diretta.
1) la comunicazione riguardo alla movimentazione viene fatta automaticamente dalla tua banca qualora (come presumo) la eseguissi via bonifico internazionale. questa è una misura in vigore contro il riciclaggio del denaro e credo sia utilizzata addirittura per importi sopra i 2000€.
2) BullionVault in teoria dovrebbe comunicare i dati fiscali all’Agenzia per le Entrate, non tassandoti alla fonte, ma è possibile che al pari degli istituto delle Isole del Canale, scarichino tale responsabilità su di te e che sia tu a dover richiedere tale comunicazione, oltre a dover dichiarare gli interessi percepiti all’estero. ho qualche dubbio che si possa fare però con il 730 e che occorra Unico.
Ciao a tutti.
Ho lavorato per quasi 10 anni in Inghilterra e l’anno scorso sono tornato a vivere in Italia.
Considerando due situazione
1 che i costi per un conto corrente in Italia sono esorbitanti (zero in UK)
2 La sterlina e’ cascata vicino alla parità con l’euro appena prima che rientrassi in Italia
ho deciso di tenere i miei sudati risparmi in un conto corrente (in sterline) che ho aperto quando vivevo li dove pago il 20% di tasse sugli interessi.
Da l’anno scorso sto cercando di mettere in piedi un piccola attività economica dove scrivo software qui in Italia. Ovviamente per poter vender software prima lo devi creare e per crearlo ci vuole parecchio tempo! Nel mio caso 2 anni.
Tutto ciò’ si traduce nel fatto che la mia attività per due anni avrà reddito zero.
Devo denunciare gli interessi percepiti sul mio conto in Inghilterra dove ho già una ritenuta alla fonte del 20%. Tutto questo quando faro la dichiarazione dei redditi (UNICO) per il 2008, prima del 30 settembre 2009
I)Domanda:
Quanto mi farà ‘ pagare il fisco italiano su questi interessi?
Risposta:
1) Nulla
2) La differenza fra il 27% che si paga qui
e il 20% che ho pagato li.
3) Il 27% anche se ho già pagato il 20%
4) Altro
II) Domanda
Avete qualche consiglio da darmi per la dichiarazione dei redditi considerando la mia situazione?
Grazie per le eventuali risposte
Ciao Omar,la tua non è una domanda ‘generica’ da forum, ma per commercialista esperto. Ti scrivo comunque il mio parere. Presumo che nei dieci anni in cui hai lavorato in UK tu abbia comunque mantenuto la residenza in Italia, per cui avresti dovuto già pagare ogni anno le tasse (col modello Unico) sugli interessi percepiti in UK, ove ti hanno applicato l’aliquota locale del 20%. In pratica dovevi indicare nel quadro RM gli interessi percepiti e barrare l’opzione ‘tassazione ordinaria’, poi compilare il quadro CM per detrarre l’imposta locale inglese del 20% che ti hanno applicato. Fermo restando che l’ammontare complessivo degli investimenti all’estero andava quantificato nel quadro RW. Mi pare di capire che tu non lo abbia mai fatto, per cui secondo il mio parere saresti già in contravvenzione. Ma ripeto, il tuo è un caso da commercialista esperto in tassazione dei redditi esteri.
Ciao Mauro
Quando vivevo all ‘estero ho spostato la mia residenza in inghilterra.
La dichiarazione dei redditi l’ho sempre fatta la
e ho sempre pagato tutto al fisco inglese
Dato che sono rientrato a meta 2008 solo ora mi trovo a dover compilare la dichiarazione dei redditi del 2008 qui in italia.
Ok Omar, allora è solo adesso che ti devi muovere, so che scoccia dover cercare un commercialista per queste piccolezze, purtroppo se rientri nell’obbligo di compilazione dei quadri RW e RM dovrai farlo anche se non hai altri redditi. E questo solo un commercialista esperto in redditi esteri te lo sa dire con certezza. Facci sapere come andrà a finire.
Lo faro sicuramente
Ok Grazie Mille
Ciao
Ho inviato alla redazione italiana di Radio Romania Internazionale ( http://www.rri.ro/index.shtml?lang=8 ) la seguente email:
Cari amici della redazione italiana,
sui siti finanziari italiani sono diventate oggetto di interesse le banche rumene che sui loro siti internet (anche in inglese) pubblicizzano offerte di conti di deposito in valuta euro anche ai non residenti (quindi anche agli italiani) con interessanti renumerazioni dal 5% al 7% di interessi. Purtroppo per aprire un simile conto bisogna venire fisicamente in Romania perché le vostre banche non offrono la possibilità di aprire un conto a distanza (online via internet e per corrispondenza) e ciò rappresenta un forte limite perché vi assicuro sono tantissimi gli italiani (e io sono tra questi) che sarebbero interessati ad aprire un conto di deposito bancario presso le vostre banche rumene.
Sono allora a chiedere a Radio Romania Internazionale di farsi portavoce presso le banche rumene di organizzarsi per consentire l’apertura di conti e depositi bancari agli italiani anche online via internet e per corrispondenza, come già fanno tante banche di altri stati dell’Unione Europea.
Spero di essere stato chiaro nell’esporvi il problema, così come spero veramente che vogliate interessarvi ad una sua risoluzione. Voi di radio Romania Internazionale siete il più agevole canale di dialogo tra il popolo italiano e le istituzioni rumene, per cui è a voi che esponiamo le nostre esigenze nella speranza vogliate poi farle presenti alle sedi opportune.
Un caro saluto.
davvero un’ottima iniziativa, bravo Mauro.
spero che la Radio ti risponda presto e se vorrai condividere con noi la risposta possiamo pubblicarla come articolo.
Massimiliano per fare quello che proponi bisognerebbe che Radio Romania Int. mi rispondesse in forma scritta, invece rispondono solitamente ai quesiti degli ascoltatori solo dal vivo attraverso la loro rubrica domenicale “Il corriere degli ascoltatori”. Se non già domenica prossima, sicuramente la successiva mi daranno una risposta. Se sarà per noi interessante mi riservo comunque di darne qui notizia con un post o un articolo (se la risposta dovesse essere particolarmente articolata).
Non mi è chiaro cosa succede se si apre un conto presso un broker svizzero in euro, gli interessi che si percepiscono credo che non siano gravati dell’imposta federale del 35%. Pertanto in Italia possono essere tassati al 12,50% mediante compilazione del quadro RM sezione V senza barrare la casella per la tassazione ordinaria?
Grazie a tutti quelli che vorranno rispondermi.
Sulla tassazione dei conti svizzeri bisogna fare molta attenzione a non sbagliare: indipendentemente che il conto sia in euro o o in franchi, se gli interessi percepiti sono relativi a conti correnti o bonds emessi da società svizzere vengono solo ed esclusivamente gravati dall’imposta preventiva del 35%. L’imposta preventiva non la paghi solo se su tale conto svizzero acquisti bonds di emittenti non svizzeri. In quest’ultimo caso ti applicano o l’euroritenuta o nulla se hai optato per lo scambio di informazioni fiscali.
Grazie. Lo sbaglio derivava da quanto erroneamente riportato su questo sito: http://switzerland.isyours.com/I/servizi_bancari/tassa.html
Visto che conosci così bene la materia ti chiedo: gli interessi sui bond in Italia sono tassati al 12,50% o sempre e solo con tassazione ordinaria (23 o 27%). Se ad esempio non volessi o non avessi una tassa estera da portare a credito di imposta potrei pagare il 12,50%?
Massimo lascia perdere il sito di quel mediatore finanziario, non è aggiornato, la situazione che espone è ante2005, quindi vecchia e superata. E poi un conto svizzero lo si apre di persona, senza bisogno di pagare provvigioni salate ad inutili mediatori. Per quanto concerne la tua domanda percepisco che continui ad avere le idee confuse, se mi permetti allora ti allego in un post immediatamente successivo a questo un dettagliato vademecum. Dopo averlo letto, se avrai ancora dubbi (ma non credo) me lo dirai ed io ti risponderò…
OGGETTO: c/c svizzero in euro e investimento del capitale in obbligazioni (con rinuncia al segreto bancario).
Tassazione:
1) sugli interessi del c/c: imposta federale del 35%;
2) sugli interessi delle obbligazioni con ISIN non CH: non sono soggette all’imposta federale del 35%, si pagherà l’imposta sostitutiva del 12,50% nel modello Unico.
3) sugli interessi delle obbligazioni con ISIN CH dovrei invece pagare l’imposta federale del 35%;
4) sugli acquisti di obbligazioni con ISIN non CH (essendo non residente in svizzera) nessuna tassa;
5) sugli acquisti di obbligazioni con ISIN CH una tassa dello 0,075%.
6) sugli eventuali CAPITAL GAIN da compravendita (o rimborso) di obbligazioni indipendente dall’ISIN nessuna tassa.
Tasse italiane che si devono pagare con il mod. UNICO:
1) sugli interessi del c/c in euro: imposta sostitutiva del 27% e chiedere il rimborso del 35% (imposta preventiva applicata) alla Svizzera con il loro modulo, oppure barrare l’opzione per la tassazione ordinaria nella sezione V del quadro RM e poi mettere in deduzione l’imposta preventiva del 35% trattenuta alla fonte nel quadro CR (operazione però abbastanza complicata);
2) sugli interessi delle obbligazioni con ISIN non CH: imposta sostitutiva del 12,50% compilando la sezione V del quadro RM e non barrando l’opzione per la tassazione ordinaria;
3) sugli interessi delle obbligazioni con ISIN CH dove ho pagare l’imposta federale del 35% per poter chiedere il rimborso del 35% trattenuto dovrei optare per la tassazione ordinaria altrimenti l’imposta sostitutiva del 12,50% e chiedere il rimborso del 35% alla Svizzera con il loro modulo;
4) sugli eventuali CAPITAL GAIN da compravendita (o rimborso) di obbligazioni il 12,50% compilando il quadro RT.
In sintesi, consiglio personale da esperto, se uno vuole aprire conti all’estero e non complicarsi fiscalmente troppo la vita, consiglio non la Svizzera ma l’area Euro, e consiglio di sottoscrivere conti di deposito (tipo quelli di Advanzia, Bundesschatz, Anglo Irish Bank, Keytrade, Cortal Consors, ma di quest’ultimo sono ancora in attesa dell’acensione conto) e non bond.
Grazie mille. Tutto chiarissimo.
‘giorno a tutti…
ho letto molto di questo sito e lo trovo molto molto interessante, sto per laurearmi con una tesi che affronta (di striscio) il tema..
però ci sono alcune cose che mi sono ancora dubbie… rinunciando al segreto bancario mi sembra tutto piuttosto chiaro…si comunica il reddito in dichiarazione…
ma se mister “X” NON volesse rinunciare al segreto? se volesse aprire un semplice C/C accettando di pagare la euroritenuta o equivalente in svizzera? a quel punto il segreto bancario sarebbe salvo giusto? con l’eccezione di gravi motivi che giustificano la richiesta da parte dell’autorità competente..etc…
nel caso “normale” e per normale intendo che mister “X” ha 1.000 euro che gli ha regalato il nonno (esempio scemo ma efficace).. che cosa succederebbe all’apertura di un C/C in contanti in svizzera senza richiesta di comunicazione all’autorità italiana? tutto rimarrebbe segreto e sconosciuto alle autorità italiane anche alla luce degli ultimi sviluppi normativi? grazie, ciao, Gigi.
Ciao Gigi, nel caso specifico che tu poni è evidente che optando per l’euroritenuta, o comunque non autorizzando lo scambio di informazioni fiscali, ed avendo portato il denaro sul conto estero in contanti, il segreto bancario ti copre indubbiamente. Nel tuo caso potresti venire scoperto dalla GdF italina solo a seguito di una precisa e mirata indagine nei tuoi confronti, comunque abbastanza improbabile, con esplicita richiesta da parte italiana allo stato elvetico di informazioni su tuoi eventuali conti bancari per sospettata frode fiscale o riciclaggio.
Grazie Mauro, molto chiaro.. ma mi rimane un ultimo dubbio. Se mister X coperto dal suo segreto bancario e “scoperto” dalla GdF dichiara che quei 1.000 euro li aveva il nonno sotto il materasso e gli sono stati regalati in contanti che legge contravverrebbe avendo pagato l’euroritenuta (o equivalente in Svizzera)?
A mio avviso, se la GdF non riesce a dimostrare evasione o qualsiasi altro reato alla base di quell’introito finanziario (mister X ovviamente è un bravo ragazzo!)non c’è violazione di legge, dico giusto? le autorità italiane nulla potrebbero avendo pagato l’euroritenuta e essendo i capitali di provenienza non illecita…
Ciao e grazie ancora
Gigi
Innanzi tutto il problema principale non è la tassazione degli interessi ma il mancato adempimento delle disposizioni di monitoraggio fiscale, ovvero l’indicazione nel modello Unico – quadro RW dei trasferimenti da e per l’estero, punito con una sanzione dal 10% al 50% (adempimento obbligatorio se si movimentano con l’estero più di 10mila euro). Dopo si può poi aggiungere la contestazione della provenienza di quei capitali: l’onere della prova sarà a carico di mister X, dovrà dimostrare con documentazione che quei soldi gli sono stati regalati dal nonno, se non è in grado di produrre prove difensive il fisco automaticamente può ritenere quei fondi di natura illecita per cui altre sanzioni. Come vedi se i fondi portati all’estero da mister x la GdF glieli dovesse scovare si preparati a farseli mangiare per almeno la metà dalle sanzioni.
Molto esauriente, grazie!
Ho cominciato a studiare la legislazione di San Marino e mi sembra che allo stato attuale, quanto già detto sopra per la svizzera è valido anche per San Marino, confermi?
grazie
per San Marino non cambia nulla, è uno stato estero a tutti gli effetti, così come pure il Principato di Monaco. Le normative sul monitoraggio fiscale valgono quindi anche per questi piccoli stati.
L’Agenzia delle Entrate ha emesso oggi 17 novembre la circolare n. 48 (scaricabile dal loro sito) che contiene finalmente note esplicative sugli adempimneti di monitoraggio fiscale a carico di quei lavoratori dipendenti che prestando lavoro al’estero hanno depositi bancari in quel determinato stato o da questo tasferiscono denaro verso l’Italia. L’argomento è del massimo interesse per quei lettori che, ricadendo in questa casistica, nelle scorse settimane chiedevano su questo sito informazioni a riguardo.
Con la circolare n. 48/E il fisco fornisce importanti chiarimenti circa i depositi e i conti correnti aperti presso banche estere per l’accredito degli stipendi da parte dei dipendenti di ruolo pubblici in servizio all’estero: questi lavoratori, secondo l’Agenzia, non hanno l’obbligo di rispettare il monitoraggio fiscale (cioè di compilare il modulo RW della dichiarazione dei redditi), la cui violazione è una delle condizioni per aderire allo scudo fiscale in corso.
Inoltre, neanche i lavoratori dipendenti transfrontalieri e i dipendenti di imprese multinazionali che lavorano all’estero dovranno “scudare” i conti aperti all’estero per accogliere gli stipendi. Secondo il fisco, questi contribuenti avrebbero dovuto dichiarare i conti nel modulo RW della dichiarazione dei redditi. Però, dato che si tratta di disponibilità all’estero derivanti da redditi assoggettati a tassazione alla fonte, il fisco permette a questi frontalieri di regolarizzare la propria posizione fino al 2008 presentando una dichiarazione dei redditi integrativa completa del modulo RW pagando una sanzione minima di 26 euro.
Investendo on line in un fondo straniero che investe nelle valute (forex) con sede a Panama , quando ritiro gli interessi devo pagare le tasse ? Devo dichiarare gli interessi ritirati e giunti sul mio conto bancario in Italia? Anche per importi piccoli? In quale sezione del modello unico devono essere dichiarate? Mi può dire cosa prevede la legge?
Grazie
Il caso di Andrea è particolare in quanto i proventi da attività speculativa sul forex non sono classificabili come interessi ma come capital gain, per cui secondo me vanno riportati nel quadro RT del modello Unico, indipendentemente che li trasferisca in Italia o li lasci sul conto panamense. La compilazione del quadro RW non dovrebbe invece riguardare questo caso in quanto chi opera sul forex (trattandosi di un mercato a leva) lo fa solitamente trasferendo sull’apposito conto estero cifre di modico importo, generalmente inferiori ai 10k, limite sotto il quale non si deve compilare il quadro RW.
Allo scopo di voler “sottrarre alla sovranità italiana” (possibili patrimoniali per ripianare bilanci nazionali in crisi -vedi Amato-) una discreta sommetta assolutamente lecita (white), avrebbe senso trasferirla, regolarmente, via bonifico (mediatore) su un conto svizzero protetto dal segreto bancario?
Oppure l’operazione non ha alcun senso visto che l’agenzia delle entrate conoscendo l’entità del trasferimento (mod Unico) avrebbe comunque modo di applicare patrimoniali sul malloppo? Esistono precedenti storici al riguardo?
Complimenti x il sito e le informazioni riportate: sintetiche, esplicative ma sopratutto “limpide” (nessuno vuol vender niente)!
Michele da Venezia
ciao Michele,
grazie per i complimenti.
dal momento che parli di trasferimenti legittimi, che diamo per assunto vadano sempre a un conto a te intestato, sono in pratica dei giroconti che stai facendo tramite due intermediari: la banca italiana, che informa il fisco italiano e la banca svizzera che informa quello elvetico.
una volta che i fondi sono trasferiti, si applica chiaramente la giurisdizione svizzera oltre l’eventuale protezione bancaria sul “segreto” che in pratica non c’è.
sulla legittimità dell’operazione, penso che nessuno possa obiettare nulla, soprattutto se partizioni i trasferimenti, li fai alla luce del sole e poi in dichiarazione dei redditi denunci gli interessi percepiti (e recuperi la differenza di aliquote data la tua residenza fiscale in Italia).
mi chiedo quindi come (e per quale motivo poi?) potrebbe/dovrebbe lo Stato appropriarsi dei tuoi risparmi legittimamente trasferiti. non ho personalmente conoscenza di fatti analoghi, se eccettuiamo la questione USA-UBS che però riguardava evasori fiscali americani.
siamo comunque qui per discuterne e approfondire le problematiche connesse ai trasferimenti oltre confine.
Ciao Michele! E’ sempre un piacere leggerti ogni tanto. Mi permetto integrare la risposta di massimiliano perché so che anche tu, come me, sei ossessionato da una imposta patrimoniale che prima o poi arriverà . Mi dispiace deluderti ma se traferisci con bonifico bancario parte dei tuoi risparmi in uno stato dove vige il segreto bancario nella speranza di occultarli così alla rapacità del fisco italiano ti sbagli di grosso. Le banche italiane hanno l’obbligo di segnalazione di tutte le movimentazioni con l’estero per cui non sfuggiresti all’obbligo di indicare tali movimentazioni nel modello Unico. Se veramente vuoi occultarli per sfuggire alla patrimoniale (quando verrà ) li devi portare in Svizzera o Austria in contanti (non più di 10K per volta) oppure, come alternativa, te li tieni nascosti a casa. Non ho memoria se nel 1992 la famigerata una tantum colpì anche i soldi in bianco che gli italiani avevano su conti esteri obbligandoli al versamento dell’ imposta patrimoniale tramite modello F24, ma stai pur certo che il rischio che ciò venga previsto è altissimo. Per cui, uomo avvisato mezzo salvato..!
Gentile Mauro concordo con il fatto che lo stato italiano “vorrebbe” tassare i tuoi capitali all’estero, ma mi chiedo come potrebbe farlo praticamente… inoltre, basterebbe dichiarare di averli spesi per comprare una proprietà o di averli bruciati al casino.. (il segreto bancario dovrebbe coprirti a sufficienza.. o sbaglio?).
Lancio un’ulteriore provocazione:
Ipotizzando di essere cittadini greci che in questi giorni stanno vivendo grossi problemi di deficit (il principio vale però anche x noi italiani), avrebbe senso trasferire i risparmi in euro sotto la “giuridizione svizzera” per salvarli da un’ipotetica uscita temporanea della grecia dall’euro giusto il tempo di ritrasformare i debiti nella loro vecchia moneta e svalutarli? (ho letta di questa possibilità su autorevoli quotidiani nazionali).
Mi chiedo “accademicamente” come ciò potrebbe avvenire; verrebbe stampata una moneta temporanea greca con la quale verrebbero pagati gli stipendi, e riconvertiro solo il debito pubblico o, tutti gli euri di proprietà dei greci verrebbero riconvertiti nella loro toalità ?
Sarebbe sufficiente proteggerli sotto la giurisdizione di un’altro paese, e/o essere in possesso di titoli di debito di paesi terzi (bond tedeschi)?
Ovviamente sono conscio che probabilmente nessuno saprà rispondere con certezza; credo però che con un pò di informazione e buon senso ci si possa almeno avvicinare alla verità .
Grazie a Massimiliano a Mauro
Ciao Michele
Il mio è non è commento ma una domanda di aiuto – urgente.
Dove nel quadro RM (quale sezione e rigo) devo mettere gli
interessi percepiti su un conto corrente estero per la tassazione separata (27%) ? Devo mandare via entro questa settimana
l’integrazione dell’UNICO 2009 e nessuno finora mi ha potuto
dare questa informazione. Grazie mille in anticipo
CHRISTINE
E’ abbastanza semplice, non capisco come nessuno ti abbia saputo dare indicazioni a riguardo: Quadro RM sezione V rigo 12.
Ho alcuni dubbi “pratici” riguardo ai trasferimenti “leciti” all’estero di denaro e mi farebbe piacere ricevere il vostro parere:
1 – Massimo consiglia dei trasferimenti partizionati, perché? Esistono dei limiti massimi “leciti” per ogni bonifico oppure il mio denaro lo posso trasferire liberamente dove voglio?
2 – Se ho ben capito occorre denunciare sul modello unico quadro RW i trasferimenti annuali superiori a 10000 euro e gli eventuali guadagni sul quadro RN; non mi è chiaro se vi è anche l’obbligo di dichiarare poi anno dopo anno l’ammontare di questi capitali detenuti all’estero, e se si dove?
3 – Chi presenta il 730 come si deve comportare per adempiere agli obblighi del punto 2?
4 – La tassazione italiana molto ben esplicata da Mauro nel vademecum precedente quale
sarebbe nel caso di NON rinuncia del segreto bancario? (di default nell’apertura di un conto PosteFinance)
5 – gli interessi percepiti dichiarati vengono riportati sulla base di una dichiarazione
rilasciata dalla banca estera (obbligatoria) oppure è sufficiente una autocertificazione?
Grazie Michele
Michele ti vedo ‘maturo’ per un trasferimento di risparmi all’estero e ti faccio i miei complimenti. Intuisco che hai scelto PostFinance, per cui prima di rispondere alle tue 5 domande devo dirti che questa banca offre solo prodotti di risparmio ‘svizzeri’, quindi assogettabili all’imposta preventiva del 35%, contro la quale non è possibile chiedere la non applicazione anche optando per lo scambio di informazioni fiscali. Per cui sarai assogettato a doppia imposizione: il 35% in Svizzera e poi il 27% in Italia in sede di denuncia dei redditi. Per recuperare il 35% trattenuto dalla Svizzera dovrai trafficare un pò, ci sono due modi, quello migliore è la richiesta diretta di rimborso che dovrai presentare su apposito modulo all’autorità fiscale elvetica.
Le 5 risposte in breve per l’amico Michele:
1) Non esistono limiti ‘massimi’ di trasferimento in modo lecito (per ragioni contabili ti consiglio sempre il bonifico bancario).
2)Il quadro RW è composto di tre sezioni: in una vanno indicati i trasferimenti all’estero (e la si compila solo l’anno in cui questi vengono eseguiti), in un’altra vanno indicati gli investimenti all’estero (e questa la si aggiorna ovviamente tutti gli anni). Gli interessi invece andranno riportati per la tassazione nel quadro RM (non RN come scrivi tu).
3)Se per la denuncia dei redditi fino ad oggi compilavi il mod. 730, coi soldi all’estero dovrai obbligatoriamente passare al modello Unico.
4) La tassazione italiana è uguale sia in caso di rinuncia firmata al segreto bancario sia in caso di sua applicazione in default come fa Postfinance.
5)Postfinance ti rilascia ogni anno una certificazione degli interessi erogati, la userai come prova sia nel pagamento delle tasse in Italia che nella richiesta di rimborso dell’imposta preventiva 35% all’autorità fiscale elvetica.
Dimenticavo di sottolineare un aspetto importante: il rimborso ottenibile dell’imposta preventiva non è sul complessivo 35%, ma per circa il 20%, per cui oltre alla prassi abbastanza scomoda di doverlo richiedere con apposita procedura, si finisce comunque penalizzati.
Gentilissimo Mauro
Innanzitutto mille grazie per le prontissime risposte!
Sono + che pronto x un conto estero, invero l’ho già aperto 1 anno fa con PostFinance con una cifra simbolica; niente da dire servizio molto serio e garantito dallo stato svizzero (di fatto una cassaforte). Sono tuttavia rimasto deluso dall’impossibilità per i non residenti di abilitare l’opzione “trading” ovvero acquistare titoli non CH; ancor di più alla luce dei chiarimenti che la tua disponibilità sta portando al sottoscritto e ai lettori di Piccolorisparmio.
Dall’analisi delle info da te fornite va da se che la migliore opzione (e forse l’unica) sarebbe quella, se fosse fattibile, di acquistare titoli non CH (bond tedeschi, francesi… etc) e di pagare solo l’imposta sostitutiva del 12,50% nel modello Unico.
Non mi resta che verificare la disponibilità di Keytrade e/o Migros per i quali si applicheranno, presumo, le stesse regole fiscali di PostFinance.
Approfitto della tua disponibilità per un’ulteriore chiarimento:
1 – quali sono nella “pratica” le difficoltà per ottenere il rimborso dell’imposta preventiva svizzera?
2 – nel caso di acquisto di titoli non CH e non avendo optato per lo scambio di informazioni fiscali viene applicata comunque l’euroritenuta? In caso affermativo, come posso recuperarla totalmente, e pagare solo l’imposta sostitutiva italiana?
3 – ho sempre compilato da me il mod. 730 e trasmesso gratuitamente tramite CAAF; posso fare la stessa cosa con il mod. Unico? E’ molto + complesso?
Grazie e ciao
Michele
Bravo Michele, hai capito perfettamente, io scelsi Banca Migros anziché Postfinance proprio per sfruttare l’opportunità di poter comprare bond non CH e quindi senza subire alcuna ritenuta (avendo optato per lo scambio di informazioni). Per quanto riguarda le tue domande:
1) per ottenere il rimborso di una quota dell’imposta preventiva svizzera hai due possibilità : a) devi richiedere online all’autorità fiscale svizzera (UFCL) il ‘modulo 95’ (http://www.bundespublikationen.admin.ch/it/publikationen/artikelsuche.html?&tx_ttproducts_pi1%5Bswords%5D=605.020.29&order=Suchen)
da compilare e rispedire in triplice originale.
b) detrarla in sede di denuncia dei redditi attraverso la compilazione del quadro CR (dopo aver optato nel quadro RM per la tassazione ordinaria) che però è molto difficoltoso da compilare.
2)se su un conto svizzero acquisti bond non CH sugli interessi ti verrà applicata l’euroritenuta se non hai firmato loro l’autorizzazione allo scambio di informazioni, mentre non ti viene applicata nessuna ritenuta se hai firmato loro l’autorizzazione allo scambio di informazioni. In quest’ultimo caso pagherai solo, sugli interessi percepiti, il 12,50% di imposta sostitutiva nel quadro RM del modello Unico (come ho fatto io). Attenzione però al prezzo del bond: qualora tu lo acquistassi a meno di 100, dato che alla scadenza ti verrà rimborsato a 100, dovrai pagare il 12,50% anche su tale plusvalenza attraverso la compilazione del quadro RT.
3) Il modello Unico non è complesso da compilare, la guida è più che esaustiva, dovrai però compilarlo e spedirlo non attraverso CAAF ma tu stesso telematicamente previa registrazione al sito dell’Agenzia delle Entrate e successiva compilazione, nella tua area riservata, di ‘Unico Online’.
P.S. Il link che ho postato sopra non pare funzionare, per cui al modello 95 prova ad arrivarci attraverso questo percorso:
http://www.estv.admin.ch/verrechnungssteuer/dienstleistungen/00253/00626/index.html?lang=it
Concordo Mauro, anche se un bel etc/trust di lingotti d’oro acquistati per il tramite della banca delle poste svizzere avrebbe dato notevoli garanzie di “solidità “.
Mi manca solo (si fa per dire) di capire come recuperare un’eventuale euroritenuta (20/35%) se optassi per il “silenzio” bancario.
Ps: non x farmi i fatti tuoi, sei di professione bancario?
Grazie Michele
Michele per recuperare l’eventuale euroritenuta subita a causa di un’eventuale tua non autorizzazione allo scambio di informazioni fiscali devi nel quadro RM optare per la tassazione ordinaria degli interessi percepiti, in questo modo andranno a sommarsi agli altri redditi soggetti ad Irpef, l’euritenuta dovrai indicarla quindi come credito d’imposta nel quadro CR, che però ti ripeto è abbastanza complicato da compilare. Per quanto riguarda la mia professione non sono ovviamente un bancario, altrimenti micca starei a consigliare di portare i risparmi fuori dall’Italia!
Scusate se mi intrometto ma ho un dubbio con un’operazione da me effettuata con una banca italiana: CERTIFICATO DI DEPOSITO in Yen abbinato ad una operazione di domestic Currency swap con finalità di copertura rischio cambio.
Sono in regime dichiarativo, sono pertanto soggetto a dichiarare detta operazione nel quadro RW?
Grazie
Alessandro
Da quello che ho capito tale certificato di deposito è stato acquistato ed è custudito in un dossier titoli presso una banca italiana, per cui in tale contesto non vige alcun adempimento nei confronti del quadro RW.
se io deposito presso postfinance max 10000 euro,,,devo sempre fare la dichiarazione allle agenzie delle entrate??vorrei non avere questa incombenza,,,solo burocrazia,,,,chi mi sa dare una risposta??
Grazie per la risposta,
confermo che il certificato in Yen è custotido presso una banca italiana ma avevo il timore che l’operazione in valuta andasse sempre dichiarata, in quanto attività di natura finanziara, a prescindere dalla detenzione o meno all’estero (è ovvio che comunque dovrò compilare il quadro RT).
Grazie di nuovo.
Alessandro
ciao Davide, mi pare che tu abbia le idee un pò confuse, se per ‘dichiarazione’ intendi il certificato che va richiesto all’Agenzia delle Entrate per la disapplicazione dell’euroritenuta questo non riguarda la Svizzera ma solo Austria, Lussemburgo e Belgio. Con la Svizzera la procedura è più semplice: basta una dichiarazione scritta alla banca.
Ma al di là di questa precisazione se apri un conto a Postfinance per un montante inferiore ai 10K in sede di denuncia dei redditi sei esonerato dalla compilazione del quadro RW, ma non dalla compilazione del quadro RM per la tassazione degli interessi(imposta sostitutiva del 27% o opzione per la tassazione ordinaria). Dal tenore delle tue parole ritengo che la procedura sia comunque eccessivamente burocratica per i tuoi gusti.
grazie dellla risposta,,,,in realtà vorrei evitare qualsiasi dichiarazione,,,
ciao Davide.
Mauro ti sta indicando quali sono gli adempimenti fiscali previsti dalla legge: se percepisci dei redditi all’estero sei obbligato a dichiararlo, non ci sono scappatoie se vuoi essere in regola.
Anche con l’euritenuta l’adempimento non decade.
quindi se ho capito bene,,verso 10000 euro a postfinance,,quindi evito compilazione modulo rw,,,ma poi dichiaro solo interessi percepiti nel modulo rn,,posso farlo anche nel modello 730??grazie
no, la compilazione del quadro RM è possibile solo sul modello Unico, tieni presente che dovrai farti compilare anche il quadro CR per la detrazione dell’imposta preventiva 35% che la banca svizzera ti trattiene. Con la doppia imposizione sarai fortemente penalizzato perché ti sarà molto difficile recuperare per intero quel 35% che la Svizzera ti trattiene alla fonte. Per chi vuole investire in un conto di deposito al’estero io sconsiglio da sempre la Svizzera proprio per l’handicap della doppia imposizione, consiglio invece di investire nei paesi dell’area euro, dove optando per lo scambio di informazioni il problema della doppia imposizione non esiste.
vorrei che gentilmente mid este un aiuto,,,4 anni fa ho aperto un conto presso postfinance,,ho versato piccole cifre ogni anno in contanti per un totale di 25000 euro,,ma non ho mai denunciato nulla,,,che consiglio mi date,,,grazie per l aiuto,,,
avresti dovuto già dal primo anno pagare l’imposta sugli interessi percepiti attraverso la compilazione del quadro RM del modello Unico. Inoltre avresti dovuto compilare il quadro RW dal momento in cui il montante degli investimenti superava i 10K. Per cui ora hai due alternative:
1) continui a far finta di niente dato che i soldi li hai portati in contanti quindi non ci sono in Italia tracciabilità bancarie tramite le quali la GdF possa identificarti,
2) approfitti dello scudo fiscale in corso per regolarizzare la tua posizione rimpatriando i soldi dalla Svizzera col pagamento di una penale del 6%.
@nicola
penso che lo scudo fiscale sia un’ottima possibilità per regolarizzare la tua situazione. come dice luxor, al momento dovresti sostenere solo un costo irrisorio del 6%.
Anch’io ho un problema analogo a quello di Nicola. Trascorro lunghi periodi in Thailandia ma risiedo sempre in Italia. A volte utilizzo il bancomat italiano per i prelievi di valuta locale in contanti attraverso gli ATM. Ma proprio per evitare questi costosi prelievi 3 anni fa ho aperto un c/c thailandese e successivamente in varie occasioni ho trasferito meno di 20.000 euro tramite bonifici bancari e cio’ non a fini di investimento ma per le spese di sopravvivenza. Ora sul conto ci saranno 3.000 euro circa e non ho mai fatto alcuna dichiarazione in Italia. Devo comunque seguire quello che i gentilissimi Luxor e Massimilano hanno indicato a Nicola o si prospetta qualche differenza nella mia posizione? Mi viene spontaneo chiedere cosa devo scudare se i soldi trasferiti tramite bonifici li ho usati per le spese quotidiane? Grazie mille per la risposta
Dany per i casi ‘atipici’ come il tuo l’Agenzia delle Entrate ha emesso apposita circolare n. 48/E del 17 novembre 2009. A mio modo di vedere dovevi compilare il quadro RW sez. III per il monitoraggio dei trasferimenti da e per l’estero (di importo complessivo annuo superiore ai 10k). Se poi i soldi sul conto thailandese ti hanno pure fruttato interessi dovevi compilare anche la sez. II e pagare infine un’imposta del 27% su tali interessi nel quadro RM.
Grazie Mauro per la risposta. Pero’ ho qualche dubbio sull’applicazione della circol.48/E perche’ si rivolge espressamente ai lavoratori all’estero, categoria di cui non faccio parte in quanto non svolgo alcuna attivita’ all’estero ne’ come dipendente ne’ come imprenditore.
Sono un po’ confuso comunque riguardo al limite dei 10.000 euro movimentati con l’estero e cioe’ come va considerato questo limite. Per esempio:
caso a) in un post precedente si segnalava come sia sufficiente movimentare 5.000 euro verso un proprio c/c estero e successivamente rimpatriarli con i relativi interessi per superare il limite dei 10.000 euro facendo scattare l’obbligo della compilazione del quadro RW ed RM, e’ proprio cosi?
caso b) se movimento ogni anno 3.000 euro verso un mio c/c estero ovviamente al 4° anno accumulero’ 12.000 euro, ma in questo caso cosa e’ giusto fare? devo dichiarare al fisco italiano gia’ dal primo anno i movimenti in quanto mi vengono riconosciuti gia’ subito degli interessi dalla banca estera o devo aspettare di aver superato il tetto dei 10.000 euro al 4° anno?
caso c) se ho 3 c/c in 3 paesi esteri diversi il limite dei 10.000 euro va considerato cumulativamente o e’ riferito ad ogni c/c? insomma se ho 9.000 euro in ogni conto devo compilare il quadro RW considerando l’importo complessivo di 27.000 euro?
Insomma ho il sospetto che il limite dei 10.000 euro sia un limite un po’ ridicolo, non era meglio obbligare subito tutti a dichiarare qualsiasi importo movimentato? chi apre i c/c all’estero con lo scopo di diversificare i propri investimenti non puo’ certo fermarsi davanti ad un limite cosi contenuto.
Intanto volevo informare chi e’ interessato che forse riusciro’ ad aprire un c/c nell’affidabilissima e solida Norvegia per acquistare un po’ di Nok in un’ottica di diversificazione senza andare sul posto. Se cio’ andra’ in porto postero’ a chi e’ interessato la procedura.
Mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensate di un c/c ad Hong Kong in Yuan, dalle ricerche che ho fatto mi pare di capire che sia possibile anche se bisogna recarsi sul posto. Lo Yuan prima o poi si apprezzera’ e non sarebbe male muoversi gia’ ora. Grazie!
Dany il limite dei 10k è certamente ridicolo per un investitore, comunque nulla impedisce che un contribuente, per comodità come nel tuo caso, compili il quadro RW anche per movimentazioni annue inferiori. Ti riconfermo che il limite dei 10k riguarda la sommatoria CUMULATIVA delle movimentazioni da e per l’estero indipendentemente che siano gli stessi soldi a girare avanti e indietro più volte, e indipendentemente dal numero di tue banche o paesi coinvolti in questa movimentazione. Ma al di là di queste precisazioni davvero interessante il tuo tentativo di aprire a distanza un conto nella solida Norvegia! Tienici informati! Se poi apri pure un conto a Honk Kong in Yuan, seppure fisicamente e non da remoto, sarebbe davvero il massimo.
MrDany, tienici aggiornati!
Mi ricordavo che già in passato ti eri interessato ai Nok e spero sia possibile sottoscriverli per tutti i cittadini comunitari.
Se poi ti andrà di scrivere una recensione in proposito sarà un piacere pubblicarla!
L’acquisto di BUND/Bobl tedeschi per il tramite della mia banca italiana operando come nettista comporta obbligo di dichiarare i titoli nel modulo RW di UNICO?
grazie
ciao andrea.
nel caso in cui ti è possibile acquistare titoli stranieri tramite una banca italiana, svolgerà il ruolo di sostituto d’imposta trattenendoti sugli interessi l’aliquota dovuta.
in questo caso non credo sia necessario dichiarare nulla nel quadro RW.
A proposito di protezione dei risparmi nella nota ipotesi di un’uscita dalla zona Euro dell’Italia chiedo un gentile parere. Sono diventato molto dubbioso sulla utilita’ di una apertura di un c/c ad Hong Kong (per quanto teoricamente fattibile recandosi sul posto con passaporto e una bolletta delle utenze che dimostri l’autenticita’ dell’indirizzo in Italia). Infatti purtroppo il c/c in Renminbi (probabile candidato ad una futura ghiotta rivalutazione) e’ possibile solo se si e’ in possesso di un documento d’identita’ locale; come se non bastasse gli interessi riconosciuti per il c/c in HKD od altre valute e’ intorno allo 0,01% annuo con l’eccezione dello AUD che e’ intorno al 2%. Pertanto oltre a dover ammortizzare il costo del viaggio, sopportare i costi di gestione del conto, rinunciare a tassi di interesse accettabili c’e’ il’incognita che in caso di forti dissesti internazionali dell’economia i soldi sono in balia di uno Stato come quello cinese dove tutto brilla fuorche’ la trasparenza. A questo punto, in
un’ottica di diversificazione, oltre a mandare avanti la pratica a distanza per l’apertura del conto norvegese (di cui faro’ il report appena ci sara’ l’esito), sto meditando di sostituire l’idea del conto a Hong Kong con quella del conto Postfinance. In poche parole se si aderisce al conto SET PLUS si possono aprire conti in varie valute anche se purtroppo i tassi di interesse sono pari a zero. Qual’e’ il vantaggio? Beh per chi ha gia’ il SET ON LINE e’ molto facile perche’ si puo’ fare tutto tramite e-mail. In piu’ in caso di una futura grave crisi economica internazionale la Svizzera da un po’ piu’ di serenita’ pensando che i conti in valute forti NOK AUD CAD sono nelle loro casse (non il CHF che e’ rischioso a causa dell’esposizione nel superindebitato sistema americano). Chi concorda?
Dany concordo che in un’ottica di diversificazione la Cina sia prematuro prenderla in considerazione. Ma mi pare di capire che tu non ti fidi neppure della valuta EUR e cercheresti una diversificazione anche valutaria. Io credo invece che investire in valuta euro i rischi siano minimi e quindi accettabili, perché anche quando l’Italia e gli altri paesi deboli della zona ne dovessero venire estromessi la valuta comunque continuerà ad esistere diventando più forte di prima. Per cui il set online di PostFinance in EUR, il cui conto deposito collegato rende l’1,87% è sicuramente molto interessante. Come interessante è avere un conto in Lussemburgo alla Banque et Caisse d’épargne de l’Etat, che secondo me è la miglior cassoforte di tutta l’area euro, essendo pubblica quindi interamente controllata da uno stato solidissimo sotto il profilo dei conti pubblici.
Se posso aggiungere una ulteriore considerazione,
lo scenario relativamente (poco) probabile,ma possibile, è che i possessori di eur cittadini/residenti dei Paesi PI(I)GS possano trovarsi con una (s)valutazione forzata (effettuata dagli istituti di credito in cui si trovassero i depositi).
La soluzione Euro1 e Euro2 (deprezzato in una fascia dal 15% al 25%) è stata sollevata in piu’ di qualche articolo di stampa,blog,forum e, pur se relativamente improbabile, ha, IMHO,qualche possibilità di venire adottata.
L’ipotesi Euro 1 e Euro 2 è senz’altro da tenere in considerazione da parte di un risparmiatore accorto, proprio per questo consiglio da sempre, per pararsi dalla conseguente svalutazione, di spostare una quota di propri risparmi nei paesi dell’area Euro 1.
Complimenti a Corradi e Brasile per la quantita’ impressionante di informazioni utilissime che elargite gratuitamente a noi poveri risparmiatori!
Vi pongo una semplice domanda.
Temendo come molti il possibile fallimento della nostra amata nazione vorrei portare all’estero i miei sudati risparmi.
Lo voglio fare in modo del tutto lecito.
Considerando che poi li vorrei investire in titoli di stato tedeschi e/o area euro, dove mi conviene aprire il conto per avere meno burocrazia possibile?
Vorrei evitare di dover compilare il Mod. Unico e se possibile chiudere tutte le incombenze fiscali direttamente con la banca straniera.
Mi sembra di capire che se apro un conto in Svizzera, in Austria o in Lussemburgo questo non sia possibile. Giusto?
Quindi dove aprire un conto che mi permetta di investire i miei soldi ma allo stesso tempo non dover compilare moduli su moduli?
Mille grazie per tutte le vostre risposte!
Sempre piu’ preoccupato!
Mi pare che fosse abbastanza chiaro che nell’aprire un conto al’estero non è possibile evitare di dover fare i conti con il modello Unico, in quanto gli interessi e/o dividendi e/o capital gain conseguiti all’estero devono essere autodichiarati e autotassati nella denuncia dei redditi in quanto le banche all’estero, a differenza di quelle in Italia, non possono fungere da sostituti d’imposta.
Si era chiaro, solo che mi era sembrato che aprendo un conto in un paese EU e chiedendo la euroritenuta e con comunicazione al fisco italiano della posizione si potesse evitare la compilazine del Mod. Unico. Come non detto!
Se posso porrei un altro quesito.
Aprendo un conto con PostFinance e procedendo all’acquisto di Bund tedeschi, come viene gestita la ritenuta fiscale?
Ovvero, la Germani invia una cedola lorda senza alcuna ritenuta. Giusto?
Quindi PostFinance sulla cedola detrae automaticamente il 35% e poi devo chiedere il rimborso o informandoli che assolvero’ agli adempimenti fiscali in italia mi versano l’importo lordo e poi io provvedero’ a versare il 12.5% in Italia personalmente?
E se lascio la cedola sul conto in Svizzera l’eventuale interesse positivo mi verra’ tassato al 35% oppure anche in questo caso restera’ lordo perche’ io provvedero’ al pagamento del 27% in Italia ?
Chiedo scusa per queste domande ma alcuni passaggi ancora mi sfuggono.
Se mi poteste indicare eventuali link dove leggere ed apporfondire in merito evitero’ di annoiarvi con le mie domande.
Ancora Mille Grazie!
Innanzi tutto va precisato che con Postfinance ti è impossibile acquistare dei titoli in quanto questa opportunità Postfinance la riserva ai soli residenti svizzeri. Agli stranieri lasciano acquistare solo prodotti emessi da loro. Per poter negoziare online titoli obbligazionari in Svizzera uno straniero deve aprire il conto a Banca Migros. Se te lo aprono (a me lo hanno aperto ma al altri no) potrai optare per la non applicazione dell’euroritenuta sui bond non svizzeri, per cui su un bond tedesco non ti applicheranno alcuna ritenuta sugli interessi. Pagherai quindi solo il 12,50% nella tua denuncia dei redditi.
Buongiorno,
sono nella stessa situazione di Omar (che ha scritto un messaggio il August 19th, 2009 @ 11:26 pm) e vorrei sapere se alla fine è riuscito a risolvere la questione.
Grazie
Saluti
Mattia
Ciao, ma se volessi aprire un conto corrente privato con PostFinance per versamento/prelievo mensile dello stipendio, quindi senza investimenti di titoli o obbligazioni, devo solo dichiarare nel modello Unico il rendimento che ricevo al 31 Dicembre, quando la banca calcola gli interessi? Diciamo che verserei 2000€ all’apertura, e poi preleverei ogni mese l’ammontare dello stipendio di lavoratore dipendente.
@Mattia
aspettiamo una risposta da Omar!
@Giulio
in questo caso va bene anche il 730, però considera che le banche fanno pagare elevati costi di bonifico verso la Svizzera e non so quanto sarebbe disponibile il tuo datore di lavoro.
Ciao Massimiliano, grazie per la risposta.
Con Postfinance ho capito come aprire un conto…..ma perchè, da quello che ho capito, Banca Migros ha più difficoltà per un’eventuale apertura di c/c?
E se volessi aprirne un’altro anche in Lussemburgo alla Banque et Caisse d’épargne de l’Etat (ne parlate più che bene) devo sempre andare di persona o è possibile aprirlo online. Purtroppo il mio inglese e francese è poco più in là dell’uso scolastico……
Grazie infinite.
Pier
ps. sul c/c in Nok avete notizie perchè da una mia ricerca investire su quella nazione è possibile, se non mi sbaglio, solo attraverso fondi comuni d’investimento della Nordea.
Banca Migros è sempre stata frenante, pur mantenendosi possibilista, nell’apertura dei conti agli stranieri, ma dopo la recente polemica identificante la Svizzera come un paradiso fiscale sembrerebbe (dal commento di un lettore, però da verificare in loco) che Migros abbia deciso di non aprire più conti nuovi agli stranieri.
Alla BCEE il conto è apribile a distanza, vogliono però la firma autenticata da un notaio (a pagamento) o all’ambasciata lussemburghese di Roma (gratuitamente).
Ho parenti di amici che abitano vicino a Monaco di Baviera….qualcuno può indicarmi se ci sono banche in Germania che permettono l’apertura di un c/c?
Grazie
…forse capisco male l’inglese ma alla BCEE “solo” se NON sei un cittadino della comunità europea ti chiedono l’autentica della firma:
•A copy of your passport or national identity card (if your passport or your national identity card has been delivered by an administrative authority of a country that is not a member of the European Union, we kindly ask you to provide us with a copy of your passport or national identity card certified by a legal authority, as for example an embassy, a consulate, a notary, a police office)
Sembrerebbe quindi che fosse come aprire un c/c con Fineco o altre banche online?
Oggi o domani compilo il modulo e vediamo quel che succede.
ottima osservazione Pier!
No Pier hai capito male, ai non residenti UE è la copia del documento d’identità che chiedono già da subito autenticata, in seguito chiederanno loro pure la firma autenticata sulla modulistica da restituire. A noi residenti Ue chiedono invece solo l’autentica della firma e non quella del documento d’identità . Per la precisione mi chiesero la firma autenticata solo sul documento di richiesta di rinuncia al segreto bancario. In pratica di firme autenticate gliene basta una sola, non su tutti i documenti da restituire firmati.
…quindi l’autentica della firma la devi fare sul documento che loro ti chiedono di autenticare (a te l’hanno chiesta sul segreto bancario) non una autentica “in generale”. Devo quindi aspettare cosa mi chiedono quelli della BCEE?
non per farmi i fatti tuoi….ma da quello che scrivi mi sembra che il c/c ce l’hai…è stato complicato ed è complicato avere il c/c alla BCEE?
Grazie
Non è assolutamente complicato avere il conto alla BCEE, ti manderanno una busta con chiaramente indicati i documenti di restituire firmati senza autentica e con autentica. Nulla di complicato, eccetto l’autentica che, per chi non abita a Roma, deve rivolgersi a pagamento da un notaio anziché gratuitamente all’ambasciata.
Buongiorno, ho aperto l’anno scorso un conto in CHF presso postefinace per diversificare le valute e la distribuzione tra Italia ed estero. Ora io compilo già in modello unico. Dalla lettura dei post mi sono documentato sulla necessità di utilizzare i quadri RW ed RM (mi sono stati di grande aiuto). Non avendo interessi elevati 0,125% non mi interessa la doppia tassazione; si percepisce così poco d’interesse…. una domanda: RM12 punto 3: ammontare reddito. Qui devo indicare gli interessi lordi (come da regolare certificazione recapitatami) ma che quotazione di cambio devo usare? Dove la posso recuperare in modo ufficiale…grazie
Si, nel rigo devi ovviamente indicare l’importo lordo riportato nella certificazione che ti avevano inviato. Circa la conversione CHF-EUR devi utilizzare il cambio indicativo di riferimento del giorno in cui gli stessi sono stati percepiti o sostenuti o quello del giorno antecedente più prossimo. Se in quei giorni il cambio non è stato fissato, va utilizzato il cambio medio del mese. Per conoscere il cambio in vigore in un determinato giorno si può consultare il sito Internet dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (www.uif.bancaditalia.it).
grazie per l’informazione!
Non capisco forse mi sto perdendo qualcosa, ma se il problema e’ la paura che l’Ialia esca dall’euro o peggio fallisca basta andare in una qualuque banca italiana e investire i propri risparmi in capitali esteri, come un fondo obligazionario norvegese tanto per fare un esempio a questo punto puo fallire l’Italia e anche le banche italiane ma il mio risparmio nonviene toccato.
L’unica utilita in un c/c estero potrebbe essere per difendersi da una possibile tassa patrimoniale, (qui ricordo che nell’unico caso passato(1992) la patrimoniale tocco “solo” i c/c italiani ma non i fondi/bot/pct/azioni ecc…) ma se un’evetuale futura patrimoniale vuole colpire tutti i patrimoni be essendo i c/c esteri conosciuti dal fisco potrebbe arrivare comunque la parcella da pagare.
Quindi per proteggersi 100% da patrimoniali l’unico modo e’ c/c estero in nero (e qui lo sconsiglio perche non legale) oppure il materasso o meglio la cassetta valori. Ma per il default Italia come dicevo prima basta investire in uno stato solido non serve il conto estero.
Se sbaglio ditemelo.
Renato magari fosse così semplice come speri tu, se la banca in cui hai depositato il tuo fondo fallisce dimmi con quale procedura ne rientrerai in possesso, ti ci vorranno anni se va bene. Noi invece puntiamo a che la nostra liquidità sia sempre disponibile, al di fuori di banche e stati che possono andare in default.
@Mauro Corradi
Sono andato all’agenzia delle entrate e al CAF e vi riferisco:
Dichiarare gli interessi sul 730 è possibile. Si fa nel quadro D. Ma non conviene perché gli interessi vengono tassati come reddito normale (30% circa). Nel quadro RM dell’UNICO invece si sceglie l’opzione “tassazione separata”, e l’aliquota standard di 12,5%.
Inoltre, se considerando tutto, vi aspettate un rimborso per la dichiarazione dei redditi conviene fare il 730 e dopo fare un integrazione del modello RW e RM al CAF. Così non dovete aspettare per il rimborso.
ciao mauro,,,alllora si paga il 12,50% anche sui conti esteri???wowwww,,,,fantastico direi…
Se dovessero tornare le lire, anche investendo in obbligazioni norvegesi, la banca intermediaria riconsegnerà il controvalore dell’investimento in base al corso della nuova moneta non di quella vecchia.
no, Mr si è espresso in modo sintetico e parzialmete confuso, il 12,50% è solo sugli interessi da obbligazioni, sui conti di deposito si paga il 27%, occhio a non tentare di fare i furbi col quadro RM perché quei volponi dell’Agenzia delle Entrate se ne accorgono subito. A parziale rettifica di quanto scritto da Mr NON bisogna barrare l’opzione per la ‘tassazione ordinaria’ (da lui definita ‘tassazione separata’) ma la normale imposta sostitutiva (12,50% o 27% secondo la tipologia degli interessi).
tuttavia, resta che chi ha da recuperare con il 730, può integrare la dichiarazione come indicato da MR.
MR, confermi che al CAF possono gestire la cosa telematicamente?
esatto zuccavuota, i calcoli saranno fatti con la nuova moneta quindi il mio capitale e’ protetto perche valutato il korone norvegesi, quindi se la nuova lira si svaluata diciamo della meta rispetto al vecchio euro, mi daranno il doppio di lire per corona, se si svaluta di dieci volte mi daranno dieci volte la quantita di lire per una corona.
Per quanto riguarda il recupero se la banca intermediaria fallisce mi sto informando, per esempio io ho un invesimento in fondo Anima fatto con IWbank, ebbene io ho tanto di certificato scritto del mio ordine direttamente dal fondo Anima non da IWbank il che vuol dire che sono registrato da loro come cliente, quindi secondo me dovrebbe bastare fornirgli un nuovo indirizzo di deposito, comunque forse la faccio troppo semplice per questo mi sto informanto presso alcuni fondi.
Renato io mi auguro che tu possa avere ragione, perché in tal caso salveresti i tuoi soldi senza bisogno di mandarli all’estero, di certo io mi fido di più ad averli direttamente in Lussemburgo o in Svizzera, in questo modo una sicurezza in più rispetto a te credo di averla.
Non ho riscontrato risposte alla”provocazione” di Michele in data 14/12/2009 ore 9.38 am.Se
qualcuno potesse farlo anche se è trascorso parecchio tempo, sarebbe per me un grande aiuto.Grazie sin d’ora.
Intanto un cordialissimo saluto a Mauro e Massimiliano, sempre ammirevoli nella dedizione e gentilezza che dimostrano. Sono qui per aggiornarvi sulle mia odissea legata all’apertura del c/c con la banca DnbNOR norvegese.
Cronologia:
1) Primo contatto via email
2) Invio di quanto da loro richiesto: a) copia passaporto autenticata (da ambasciata,banca,polizia o altre autorita’); b) lettera con propri dati + motivazioni per l’apertura del c/c + richiesta esplicita di un ”D number” (simile
al codice fiscale italiano che rilascia lo Stato norvegese) ; c) lettera di presentazione di una banca italiana sulla mia affidabilita’ che in realta’ coincide con lo ”Statement of good standing” ovvero ”Attestazione di
identificazione a distanza”.
3) Invio di dei moduli di apertura del c/c e di quelli per il rilascio di carta di debito accompagnati da mia espressa richiesta di poter utilizzare il bancomat all’estero (circuito Mastercard, Visa…) (tutto i moduli sono in norvegese, grrrrr!!!!)
4) Conferma apertura c/c e arrivo di carta di debito usabile solo in Norvegia (doppio grrrrrrrr!!!!!)
Insomma… non e’ ancora finita perche’ aspetto ancora i codici segreti + il token per l’operativita’ online che almeno questa dovrebbe essere in inglese… in teoria!
Aspetti negativi:
1) tempi molto lunghi, dall’invio della documentazione sono passati piu’ di 3 mesi e non e’ ancora finita;
2) finora non ho mai provato a contattarli telefonicamente ma per posta o via email a volte sono lenti nelle risposte e addirittura 2 volte non hanno neppure risposto a richieste di chiarimenti;
3) per rilasciare una carta che sia utilizzabile all’estero vogliono l’accredito dell stipendio sul c/c della loro banca (cosaaa???!!!!!) per cui l’unico modo per far rientrare i propri capitali e’ con il classico bonifico;
4) gli interessi bancari che riconoscono son bassi;
5) nonostante si vantino di offrire la gestione del conto online in inglese la modulistica e’ tutta in norvegese e le istruzioni sono scarne e ben lungi da quelle impeccabili di Postfinance.
I vantaggi:
1) l’unico ma non disprezzabile vantaggio e che la Norvegia e’ una botte di ferro per i risparmi quindi ognuno valuti se ne vale la pena iniziare il calvario, personalmente non so se rifarei tutto…
Saluti a tutti. Mr Dany
ciao Mr. Dany!
grazie per l’interessantissimo feedback.
una domanda: ma la richiesta del D-number l’hai inoltrata direttamente alla banca? è possibile farlo senza avere un domicilio/indirizzo fisico in Norvegia?
(fonte :22 dicembre 2009
Intesa Sanpaolo – Servizio Studi e Ricerche ) “L’ultima agenzia ad essersi mossa è stata S&P che il 18 dicembre ha modificato il rating per il debito a lungo termine ad A+, da AA-, con Outlook stabile. Secondo la valutazione dell’agenzia le performance finanziarie rimarranno sotto pressione anche nel 2010 a causa del processo in atto di peggioramento dell’asset quality. Secondo l’agenzia di rating, a pesare sui conti della
banca norvegese, oltre alla nota esposizione verso l’area baltica (attraverso DnB NORD), vi sarà anche il rallentamento sul mercato domestico. In Norvegia la recessione è stata meno profonda rispetto agli altri paesi nordici, ma l’impatto sul portafoglio prestiti alle piccole e medie imprese
norvegesi secondo S&P si farà sentire. Le altre aree di vulnerabilità sono, sempre secondo S&P,
l’esposizione al settore immobiliare in Danimarca e i prestiti alle industrie che si occupano di
trasporto merci internazionale. Le prospettive stabili assegnate dall’agenzia tengono in conto gli effetti del recente aumento di capitale e riflettono l’ipotesi che, nonostante le perdite su crediti
(attese nel 2010 sui livelli del 2009, in area NOK 8 miliardi), DnB NOR Bank l’anno prossimo resti in utile”
Scusate se posto qui, ma non ho trovato thread specifico.
Nella eventualità di voler aprire un c/c estero ma nella ipotesi di *non* volerlo utilizzare come solo conto di deposito, in base alle Vs conoscenze ne esiste qualcuno che possa mettere in grado il sottoscrittore di effettuare anche una compravendita di fondi comuni (sullo stile dell’italiano OnlineSim)?
In realtà ad un più attento esame mi sembra di avere trovato ciò che cerco in swissquote…
Ciao Monica: grazie per l’utile segnalazione. Al di la’ della contingente situazione in cui possono trovarsi le loro banche cio’ che e’ importante e’ lo scarso indebitamento dello Stato di per se’ una garanzia per tutto il loro sistema economico.
Ciao Massimiliano: confermo che la richiesta del D number l’ho rivolta direttamente alla DnbNOR. La carta di debito che ti invia la banca funziona anche come documento di identita’ in Norvegia e reca il D number con la propria foto. Ti confesso pero’ che non so cosa farmene, avrei preferito di gran lunga una carta utilizzabile all’estero per il cash anche se da utilizzare solo nei casi di emergenza.
Salve a tutti e complimenti per le precise e dettagliate informazioni, ho “divorato” la pagina tutta in un colpo !
Meno male che vi ho trovato, solo adesso capisco cosa ho rischiato (e forse rischio ancora, prima domanda ?), a investire in Italia.
Vi spiego brevemente, dopo 8 anni di cause col datore di lavoro ho racimolato una cifra che, per me, e’ notevole: sono tutti i miei risparmi di 27 anni di impiego (e di danni, soprusi e illeciti subiti), poco piu’ di 100.000 Euro, e adesso vorrei rifarmi una vita all’estero, precisamente in Malesia, dove si vive bene con poco e senza tanti problemi (ho girato 4 continenti prima di trovare un posto che mi piacesse…)
Non vorrei andare O.T., ma volevo chiedervi (seconda domanda), come faccio a trasferire i soldi all’estero, fuori zona Euro, legalmente, senza pagare troppe tasse all’Italia (possibilmente nessuna) ? E’ inteso che prenderei residenza, comprerei un’immobile e farei investimenti in Malesia o in altri Paesi asiatici (tipo India, Thailandia, Hong Kong, Singapore…), anche perche’, a quanto ho capito da questo blog e da quanto vedo nella pratica, in Europa piu’ del 2-2,50% di interesse sui depositi e’ difficile prendere, e inoltre c’e’ il rischio di fallimento del sistema bancario, di cambio valuta in vecchie lire o in qualcos’altro, di suddivisione in Euro 1 e 2 ecc. ecc., giusto ? (Terza domanda).
E per finire, quanto sono al sicuro avendo investito per ora con IngDirect e IWBank ? alternative finche’ rimango in Italia ?
Grazie in anticipo delle risposte e buon proseguimento, un caro saluto a tutti, ciaooo !
salve Gioia, sotto un certo punto di vista ti invidio: anch’io coltivo da un pò il sogno di fuggirmene via coi miei risparmi ed andarmene per sempre in un paese meno stressante e meno costoso del nostro dopo potermi godere la vita in modo modesto ma tranquillo. Complimenti a te che sei matura per farlo. I trasferimenti di denaro per essere regolari ti consiglio di farli con bonifico bancario, poi, per essere in regola con le leggi italiane (fintanto che avrai qui la residenza) dovrai indicare i trasferimenti nel quadro RW del modello Unico, nonché pagare le tasse sugli interessi percepiti tramite il quadro RM. Dopo che avrai preso la residenza in Malesia ti adeguerai alle leggi di quel paese. Circa le tua attuali banche italiane (IwBank e IngDirect)non corri rischi particolari nel breve/medio periodo, per cui puoi sentirti tranquilla.
Ciao Mauro, grazie per le pronte risposte, ora sono piu’ tranquilla. Per concludere quindi, sul solo trasferimento di denaro non ci sono tasse ne’ limiti o altri adempimenti, a parte la denuncia nel rigo RW, mentre le tasse si pagano sugli interessi percepiti, giusto ?
Trasferirsi all’estero naturalmente ha i suoi pro e contro come tutte le cose, ognuno deve valutarne il peso nella propria vita… Tanti auguri per il tuo sogno, ciaooo !
Gioia sul trasferimento di denaro ti confermo l’assenza di tasse, occhio soltanto alle commissioni bancarie (alcune banche applicano commissioni dello 0,20%!), ma se mi dici che sei cliente di Iw Bank sorprese non ce ne saranno perché applica una commissione fissa di soli 15 euro indipendentemente dall’importo bonificato. Se dovessi un giorno decidere di seguire il tuo esempio vorrà dire che ti chiederò di prenotarmi una capanna lì in Malesia. Tanti saluti e tienici informati sulla tua partenza, quando l’avrai programmata.
Grazie Mauro dell’avvertimento, ho chiamato alcune banche ed in effetti a volte ci sono delle spese in piu’. IW Bank invece chiede sempre 15 Euro. A disposizione per suggerimenti e prenotazioni in Malesia, dovrei partire all’inizio dell’anno prossimo se tutto va bene, scrivimi pure via mail per ogni info… Saluti a tutti, ciaooo !
l’apertura di un conto forex con beneficiario del bonifico residente all’estero, è trasferimento di denaro all’estero con obbligo di segnalazione nel 740?
certo Ubaldo i trasferimenti sui vari conti forex all”estero vanno riportati sul modello Unico, ovviamente se si superano i 10k. Preciso quest’ultimo dettaglio in quanto solitamente su questi conti-forex, essendo operativi a leva, ci si depositano poche migliaia di k.
Buon giorno, vorrei porre un quesito.
Vorrei trasferirmi definitivamente all’estero, paese extraeuropeo, con iscrizione all’aire in che modalità potrei trasferire i miei fondi all’incirca 400/500 mila Euro, senza incorrere in eventuali e pesanti sanzioni. grazie
Lorenzo in linea di massima per te valgono le indicazioni che già abbiamo dato al punto 145 alla lettrice Gioia.
devo aprire un conto estero per fare forex per un importo di 100.000€.
So che lo devo segnalare nel quadro rw in sede di dichiarazione dei redditi.
Ma per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze come devo fare?
Vale la risoluzione dell’agenzia delle entrate 67E del 6 luglio 2010 o questo vale solo per i conti forex su banche depositarie italiane?
La società estera nella quale devo aprire il conto mi dice che la risoluzione AE nr 67 non vale per i conti esteri in quanto li vige la tassazione del paese anche per i cittadini esteri e che la segnalazione della plusvalenza con il relativo pagamento del 12,5% deve essere effettuato solamente al momento del riscatto e il riaccredito sul conto italiano
Potete darmi lumi in merito grazie
Luigi in questo caso la materia è complessa per cui dovrà essere il tuo fiscalista a prendere la decisione definitiva sul da farsi. Resto del parere che guadagnare operando sul forex è difficile come guadagnare in borsa, per cui il problema delle plusvalenze difficilmente ti si porrà . In ogni caso ti auguro di riuscirci. Personalmente ho sempre ritenuto che tali plusvalenze o minusvalenze vadano indicate nel quadro RT e quindi tassate (le plusvalenze conseguite nell’anno)al 12,50%. Se mi sbaglio spero qualcuno prima o poi mi correggerà .
leggendo con più attenzione il modulo rw ho notato che oltre ai movimenti di denaro italia-estero, estero-italia, vengono considerati ai fini della tassazione anche i movimenti estero-estero cioè le transazioni finanziarie tramite broker non italiani.
volevo sapere se una compravendita finanziaria aperta e chiusa nell’arco dello stessa giornata è considerata ugualmente un movimento di denaro o se deve passare almeno un giorno perchè venga contabilizzata. Siccome è praticamente impossibile non accumulare in un anno almeno 12.000 eu. di movimentazione che rappresenta il limite non dichiarabile, con questa legge si rischia di venir pesantemente tassati su tutti i movimenti cumulati e quindi ritrovarsi in perdita alla fine dell’anno anche se il computo delle vincite e perdite totali fosse in paritÃ
enrico per quanto riguarda il discorso ‘estero su estero’ tu stai confondendo le ‘movimentazioni’ di denaro con i ‘traferimenti’ di denaro. Sono quest’ultimi che vanno indicati nel modulo RW, mentre le movimentazioni che avvengono nell’ambito dello stesso c/c o della stessa banca (in pratica quelle che fai tu) non rientrano nel novero del modulo RW.
Salve,
io ho vissuto per 25 anni in inghilterra, dove ho sempre lavorato e pagato tutte le mie tasse (ero residente permanente anche se cittadina italiana). Nel 2008 sono venuta a vivere in italia ma continuo a tenere aperti i miei conti bancari in inghilterra (attingo da loro per vivere) e faccio la mia dichiarazione dei redditi in inghilterra perche’ gli interessi (minimi, aggiungo, circa £45 al mese)su i miei risparmi sono pagati al netto nel mio conto corrente inglese. Ho preso la residenza in italia subito dopo il mio arrivo,quindi da circa due anni. Da quando sono in italia ho lavorato solo poco piu’ di due mesi quest’anno (lavoro stagionale dipendente per cui il reddito con trattenute a fonte,pagato tramite bonifico sul mio conto postale in italia)- non ho mai fatto una dichiarazione dei redditi in italia non avendo reddito da dichiarare che non e’ gia’ stato tassato o che e’ di consistenza rilevante. Ora vorrei chiudere uno dei miei conti di risparmio (quello che frutta gli interessi netti di £45 al mese)per aprire un conto offshore con la sezione internazionale della stessa banca inglese che ha sede nel regno unito per poter cosi’ essere in grado di far fruttare un po’ questi risparmi che ho bloccati da due anni. Il conto offshore offre un tasso di interessi piu’ alto (3.55%lordo)per un impegno di due anni. Il modulo di domanda di apertura del conto mi chiede il consenso obbligatorio allo scambio di informazioni poiche’sono residente in un paese eu. Non ho nessun problema a fornire questo consenso dal momento che gli interessi sarebbero al lordo e a qualcuno queste tasse le devo pur pagare. Io comunque voglio chiedere che gli interessi vengano pagati mensilmente nel mio conto corrente inglese perche’, vista la mancanza di lavoro in italia, non sono ancora sicura di rimanere in questo paese a lungo termine e non mi fido ad investire i miei soldi in italia viste le incertezze dell’economia. Tra l’altro,non saprei nemmeno che tipo di conto aprire in italia o che investimento fare che mi renda qualcosa.
Prima di procedere con questo conto offshore vorrei pero’ essere un po’ piu’ chiara su cosa e in che proporzioni io dovrei pagare in italia e se dovrei continuare a fare la dichiarazione dei redditi in inghilterra o solo in italia.
Inoltre, chiudere un conto risparmi in inghilterra e aprirne uno offshore sempre nel regno unito mentre si e’ residenti in italia e’ da considerarsi ‘movimentazioni di denaro’ o ‘trasferimenti di denaro’? (mi riferisco al posto di mauro corradi del 21 settembre 2010).
sarei molto grata se qualcuno potesse darmi un consiglio e dei chiarimenti.
grazie mille
ciao Sara.
l’obbligo di dichiararazione dei redditi per il singolo è relativo a chi ha lì la residenza fiscale. se vivi in Italia in modo continuativo, devi quindi fare la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate, mentre penso che non hai obblighi nei confronti del fisco inglese che ti tasserà già alla fonte gli interessi che percepisci nei conti di risparmio che hai.
l’apertura o chiusura di conti correnti o conti di deposito, in sé, non implica alcun obbligo di dichiarazione. la dichiarazione è infatti legata alla generazione di redditi, inclusi gli interessi, che si possono generare da tali conti. se per esempio apri un conto corrente all’estero che non prevede alcun interesse, se esentatata dalla dichiarazione. in caso contrario devi compilare i relativi quadri in dichiarazione.
anticipo la parte che chiedi a Mauro: dal punto di vista fiscale non c’è differenza se generi interessi in un conto in Inghilterra o in un conto offshore nelle isole del canale della Manica dato che in entrambi i casi, avendo la residenza fiscale in Italia devi dichiararli. la richiesta della banca di chiederti un consenso in merito alla comunicazione degli interessi percepiti va letta proprio nella chiave di maggior trasparenza. potresti eventualmente chiedere di non farti tassare due volte, ma sicuramente devi pagare l’aliquota in Italia.
buona sera,
io ho bullionvault, quest’anno supero i 10k di movimenti verso l’estero, quindi quadro RW pero’ ho una domanda da porre: dato che i soldi che mando a londra, alla bullionvault, vengono usati per acquistare dei grammi d’oro (comproprieta’ di un lingotto standard da 12kg) come si fanno a calcolare gli interessi?
voglio dire, ci saranno interessi se e solo se (e quando) rivendo il mio oro, fino ad allora ho solo i costi di gestione dell’oro stesso (pochi euro/mese).
Infine, se (quando) rivendo l’oro e, dato che l’oro sale da anni, mi trovo con piu’ soldi di quanti ne ho mandati:
1) la plusvalenza e’ capital gain compensabile con altre minus che ho qui in italia?
2) se ho mandato 11K e faccio rientrare 11K (e lascio la plusvalenza in oro a londra) non ho interessi di alcun tipo, vero?
grazie anticipate per ogni chiarimento.
nel tuo caso non si può parlare di ‘interessi’ ma di ‘plusvalenze o minusvalenze’, per cui, quando le realizzerai, le dovrai inserire nell’apposito quadro RT, non nel già citato quadro RM.
Buona sera,
E corretto che, malgrado le direttive EU, gli interessi da capitali esteri, oltre alla normale tassazione (12,5%-27%)vengano ulteriormente tassati come redditi (30%) ?
Lo stesso capitale investito in Italia non subisce doppia tassazione.
Mi sembra contrario al art 1 della direttiva UE 88/361.
Ringrazio per un vs. chiarimento
ciao Giancarlo, la tua domanda è errata o mal formulata. In Italia gli interessi da capitali stranieri sono tassati una sola volta in uno dei due modi che tu esponi: o con cosiddetta “imposta sostitutiva” del 12,50% o 27% a seconda che si tratti di interessi da bond o da conti di deposito, oppure, per opzione, con la cosiddetta ‘tassazione ordinaria’ (23%, 27% o 33% a seconda dello scaglione di imposta in cui si ricade col proprio reddito complessivo).
Ciao Mauro,
trattasi sia di c/c,in minima parte, che obbligazioni,la stragrande maggioranza ,per i quali ci sono già stati 20% di trattenuta(2009) alla fonte p/c dello stato Italiano, dunque da conguagliare:quale tassazione conviene se non ci sono altri redditi?
E per il 2010,senza più trattenute alla fonte, cambia qualcosa ?
Grazie e buone feste
Giancarlo per risponderti dovresti avere la cortesia di precisarmi in quale stato (o quali stati) hai maturato questi interessi sui quali ti avrebbero trattenuto il 20%.
Trattasi di Belgio
dal 1-1-2009 trattenuti 20% p/c Italia sugli interessi lordi
dal 1-1-2010, previsti 35% di eurotrattenuta ma effettivi ZERO.
Grazie per l’interessamento
Dal 2010 il Belgio ha cessato il segreto bancario ed è passato allo scambio automatico di informazioni fiscali. Grazie a ciò non subirai più alcuna ritenuta, ma gli interessi che andrai a maturare verranno da loro comunicati all’amministrazione finanziaria italiana. Non dimeticare quindi di autotassarteli con l’imposta sostitutiva del 27% nel modello Unico.
Per un conto deposito anche se vincolato,mi autotasso del 27% e invece per le obbligazioni del 12,5% ,come per un identico investimento in Italia oppure tutto al 27% ?
Tutto come in Italia, 27% sugli interessi da conti e depositi, 12,50% sugli interessi da obbligazioni di durata superiore ai 18 mesi.
Ciao, mi infilo qui per fare gli auguri a tutti
Stefano
Grazie per le info e
Buon Anno
in vista di ristrutturazione di un immobile che possiedo all’estero (Francia) vorrei trasferire nel corso dei prossimi due-tre anni 15-20 mila Euro/anno al c/c (che non dà alcun interesse)che ho là in essere. Dovrò quindi compilare il modulo RW per il superamento della soglia dei 10.000€/anno. La banca suggerisce tuttavia nel frattempo di impiegare il capitale non utilizzato con un pronti contro termine, per cui mi darà annualmente il riscontro degli interessi che comunicherà al fisco italiano. Volevo sapere in questo caso quale sarà l’aliquota dell’imposta da applicare e versare in sede di dichiarazione dei redditi (o in altra sede??). In più, gli stessi saranno da dichiarare relativamente all’anno in cui in cui mi verranno attribuiti di cassa (es.: percepiti nel 2012 e dichiarati su Unico 2013 / redditi anno 2012) o per l’annualità di competenza in cui sono maturati?
Ciao Mauro,
per quanto riguarda la tassazione degli interessi sull’investimento in obbligazioni in Belgio (2008/2009),se opto per il 12,5% lo stato non mi riconosce l’euroritenuta del 20% (e mi costa il 20+12,5= 32,5%) ,se invece opto per aliquota Irpef esempio 27% devo pagare la diff. di 7%. Ma non avendo altri redditi perche devo pagare cosi tanto e non solamente il 12,5% ???
Ti saluto
Giancarlo nel caso che hai illustrato sugli anni passati 2008 e 2009 hai commesso un errore nel secondo esempio: avresti dovuto pagare il 20+27% (non come scrivi tu il 27-20). Sul perché avresti dovuto pagare così tanto è semplice: avevi trascurato di autorizzare la banca belga allo scambio di informazioni fiscali in cambio della rinuncia al segreto bancario. Poi dal 1/1/2010 in Belgio lo scambio di informazioni fiscali è divenuto automatico per cui da quella data non viene più applicata l’euroritenuta del 20%.
Mario Antonio sui pct all’estero non mi sentirei sicuro ad autotassarmeli al 12,50%, se fossi in te applicherei il 27% così ti metti al sicuro da possibili contestazioni dell’Agenzia delle Entrate. Ovviamente sugli interessi ricevuti vale la data di distribuzione, non di annualità di competenza.
Se il prelievo alla fonte del 20% non è recuperabile, risulta una doppia imposizione che non è legale.
Si puo evincere in qualche testo ufficiale che l’eurotrattenuta in questo caso è a fondo perso ?
mi ero espresso troppo sinteticamente (quindi male), diciamo che l’euroritenuta è recuperabile attraverso la compilazione del quadro CR, nella pratica però tale quadro è talmente complicato da compilare che se ne raccomanda il ricorso ad un commercialista, pratica che però può risultare per un piccolo risparmiatore più costosa del credito recuperato. L’ottimale, ripeto, è non farsi applicare alla fonte l’euroritenuta, con aspposita dichiarazione.
Ciao Mauro, se ti ricordi ci siamo gia’ scritti tempo fa, ora mi sono trasferita definitivamente all’estero, con regolare iscrizione all’AIRE che confermero’ tra pochi giorni tramite consolato, vorrei sapere se devo comunque comunicare le somme spostate da ora in poi, nel rigo RW e/o RM del modello Unico 2011, o se posso fare tutto nel Paese di residenza. Il fatto e’ che pero’, l’Unico lo devo fare lostesso per recuperare l’Irpef del 2010…
Grazie, saluti !
Ciao Gioia, piacere di rileggerti. Mi dispiace tantissimo che pure tu, alla stregua della nostra redattrice Barbamamma, ti sia trasferita all’estero. Evidentemente a voi donne, negli ultimi tempi, l’Italia non piace più (non vi do torto, spero che almeno continuino a piacervi gli italiani). I tuoi obblighi con il modello Unico o il 730 cessano a partire dal giorno in cui acquisisci la residenza all’estero. Solo fino a quella data dovrai assolvere agli adempimenti fiscali previsti dalla normativa italiana.
@Gioia: in che stato ti sei trasferita?
Visto l´andazzo che c´é ora come ora, sto pensando anch´io seriamente di trasferirmi…se dovessi farlo per stile di vita etc andrei in Germania, mentre se volessi distacco da tutto,chiudere tutto, vivere in pace senza stress e senza dover lavorare credo che andrei in Grecia, ho un amico che si é trasferito a Creta,ha preso casa e vive tranquillamente…si presta a far lavori con PC etc ai locali e questi lo ricompensano con vino,frutta,verdura etc… che ne dite???
Grazie Mauro, tutto chiaro, come sempre.
Valerio, come dici anche tu, la scelta del posto per trasferirsi dipende tutto dallo scopo che uno ha, nel farlo. A me interessa clima caldo e vita semplice, per questo vado in Malesia… L’europa ultimamente e’ un po’ troppo fredda e messa male piu’ o meno tutta, anche la Grecia, sotto questo punto di vista… Ma ognuno deve fare i suoi conti.
Buona vita a tutti, grazie ancora, ciaooo !
Salve a tutti,
avrei bisogno di qualche consiglio.
Non prendetemi per pigra, ma solo per una che non ha tempo a volte nemmeno per fare la spesa, tornando tardi dal lavoro e con due marmocchi che aspettano.
Dopo aver seguito consigli vari, in tempi di crisi greca e quasi spagnola, ho aperto qualche conto all’estero e avrei bisogno di un vademecum semplice per non fare confusione al momento di fare la dichiarazione 2010 presso qualche CAF.
Ho due conti in Francia (2.000 arrivati in contanti durante un viaggio e 15.000 invece bonificati dall’Italia) e uno con PostFinance CH praticamente vuoto, anzi devo pagare le spese di gestione.
Alla fine mi sono tranquillizzata e pensavo di chiudere questo svizzero e quello francese da 15.000.
Quali sono gli adempimenti obbligatori per me in questa situazione?
Quali documenti devo portare al CAF per farmi aiutare nella compilazione dei campi?
Grazie mille, scusatemi per l’imbranataggine..
@Massimiliano, Mauro, berbamamma: qualcuno può aiutarmi, per favore?
Grazie
Devi portare al caf le certificazioni degli interessi percepiti al 31.12.2010 (che le banche estere ti hanno inviato)e gli estratti conti o note contabili riportanti i movimenti con l’estero che hai eseguito nel 2010.
Buongiorno a tutti. Nel corso dell’anno 2010 ho aperto un conto on line con Postfinance in Euro cointestato con mia moglie depositando subito la somma di 10.000 € in contanti. Il dubbio che mi viene è il seguente, il quadro RW del modello unico lo dovevo compilare già l’anno scorso, o va bene farlo quest’anno insieme al quadro RM per gli interessi percepiti. Se su questo conto nel corso dell’anno 2010 ho ricevuto un rimborso assicurativo di 500 € devo compilare anche la sezione III del quadro RW o un’altro rigo della sezione 1? La somma depositata da indicare è il totale o la metà essendo il conto cointestato?
Grazie Mauro,
per completezza (data la mia ignoranza..):
quali sono i limiti per le dichiarazioni, sia per quanto riguarda i movimenti che per quanto riguarda gli interessi percepiti?
Per esempio sono convinta che:
1) se una persona fisica avesse un conto infruttifero sotto i 10.000 euro non dovrebbe dichiarare proprio nulla, neanche i movimenti;
2) c’è un limite anche per gli interessi, non ricordo quale, o va dichiarato anche 1 euro di interesse?
Grazie
Ciao Mauro,
potresti aiutarmi a sciogliere anche questi ultimi dubbi?
(vedi post 189)
Grazie
qualcuno può rispondermi in merito al post 188? Grazie
Lilia sul tuo quesito abbiamo già dibattuto in passato in più occasioni, comunque: 1) esatto quanto scrivi. 2) A differenza del punto 1, per quanto riguarda gli interessi, non esistono invece limiti minimi. Per cui già che compili il quadro RM ti consiglio di compilare ‘volontariamente’ anche l’RW, così faciliterai il compito ai controllori del fisco.
Angelo il quadro RW lo devi compilare quest’anno (essendo relativo ai movimenti effettuati nel 2010), per il resto le risposte agli altri tuoi quesiti devi cercarteli nella nota circolare esplicativa dell’AE del settembre scorso. In ogni caso evita di usare il conto estero per movimentazioni e accrediti speciali perché altrimenti ti vai a complicare la vita.
Salve a tutti, risiedo e lavoro in spagna da 3 anni ma non sono iscritto all’aire. Come i depositi qui hanno interessi molto piu’ alti che in Italia, pensavo muovere i miei risparmi italiani in un deposito iberico (mettiamo circa 20k euro). Que limitazioni ho? devo dichiarare qualcosa? In teoria pagherei già qui le tasse sugli interessi e non vedo perchè pagarle anche in italia una volta che il malloppo torni a casa. Grazie a tutti
Prova a leggerti l’apposita circolare dell’Agenzia Entrate n. 45/E del 13/9/2010 (unica sull’argomento)per guardare se nelle sue 44 pagine contempla istruzioni pure per casi come il tuo.
Ciao, credo che la risposta sia già stata data sopra per paesi analoghi, ma giusto per sicurezza affronto il caso specifico.
Se da investitore italiano acquisto un titolo quotato al SIX (quindi in Svizzera), ma emesso da un veicolo di una Channel Island, mi ritrovo a pagare l’Euroritenuta, giusto? E se sì di quanto, 20% o 35%? Mi chiedevo se facesse fede il paese dell’emittente o quello di quotazione. Grazie a chi mi risponderà .
Grazie Mauro! Dopo la tua risposta (178) al mio quesito (175), ho optato per un compte à terme a 10 anni, con rendimento 4,2% annuo e liquidazione trimestrale degli interessi maturati. Nel contratto sottoscritto, la banca francese ha indicato l’importo lordo dell’interesse trimestralmente versato, dopo aver da parte mia ricevuto l’assicurazione che non avrei avuto nessuna ritenuta su tale importo. A fine maggio, invece, ricevo la contabile e – sorpresa! – l’interesse è stato ridotto del 12,3% per l’applicazione dei “prelevement sociaux”, imposta che ho verificato sui siti francesi essere dovuta solo da chi paga le tasse in Francia, e non dai “non residents”. Ho fatto presente di essere stato preso in giro, viste le precedenti assicurazioni di nessun prelievo di nessun tipo, e dell’assurdo che ora, dichiarando loro alla fine dell’anno che quanto da me percepito è “l’interet brut” indicato a contratto e non già quanto effettivamente incassato con la decurtazione del 12,30%, finirò per avere una tassazione del 27 + 12,30%, ovvero quasi il 40%!! Cosa posso fare? C’è un ombudsman bancario in Francia?
Giro la tua domanda a Barbamamma che è l’esperta francese per sapere cosa ne pensa di questo atteggiamento della banca francese e se ha qualche consiglio da darti.
I non-residenti francesi NON sono soggetti all’imposizione dei prelevamenti sociali.
Ti consiglio di scrivere una mail in cui chiedi questa informazione (scontata) al centro di imposte per non residenti la cui mail è: nonresidents@dgi.finances.gouv.fr .
La loro risposta, scontata(un esempio lo trovi sotto), ti servirà per girarla alla tua banca francese via mail o, meglio ancora per raccomandata ar, unitamente ad un documento in cui certifichi la tua residenza fiscale(es. 730). Puoi anche non inviare tale documento però sei obbligato a dimostrare la tua residenza italiana fiscale se la tua banca francese te lo chiede.
La banca dovrà rimborsarti quanto dovuto, e non applicarti più tali prelevamenti.
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“Les non résidents ne sont pas assujettis aux prélèvements sociaux. Dans le cas où ceux-ci ont été indûment effectués, il appartient à l’établissement payeur français (exemple : la banque) d’en demander en votre nom le remboursement auprès de notre service.
L’établissement payeur français est en droit de vous demander de justifier par tout moyen votre résidence effective en Italie(ex : copie de votre contrat de travail, carte consulaire…).”
Salve!
Nel 2010 avevo un conto estero con saldo minimo che ha fruttato ben 0,12 euro di interessi. Devo dichiarare tali interessi nel rigo RM12 oppure (considerando che nella dichiarazione 0,12 euro si arrotondano a 0 euro) posso evitare di compilare il rigo RM12 e (nel mio caso) evitare di compilare il modello unico?
Grazie!
Geronimo
ciao a tutti,
ho una domanda forse banale ma non sono per nulla pratico di queste questioni: ho aperto da poco un conto presso postfinance. Il suddetto conto ha un interesse abb ridicolo dell’1.25 annuo. Ora, il conto lo utilizzo come solo deposito e non ha nessun fine di guadagno / evasione. Devo dichiarare qualcosa in italia di questo 1.25 di guadagno per essere legalmente a posto? Grazie a tutti
Certo, ne discutiamo da sempre su questo blog. Leggilo attentamente e seguici costantemente e imparerai ciò che la normativa prevede.
Ok mi sono letto tutto avidamente ma mi rimane quache dubbio:
– Se optasssi per trasferire i soldi sul cc svizzero in contanti, mi verrebbe applicata l’euroritenuta e mi sta bene. Per essere in regola dovrei poi dichiarare queste somme nel mod. unico. La domanda è: sul modello unico (lo chiedo da ignorante abbiate pazienza) si dichiarano solo le somme oppure si deve dare indicazioni precise su dove il conto aperto con relative coordinate?
Per essere ancora piu chiaro la domanda è: per essere al riparo da qualsivoglia default/patrimoniale essendo però in regola con lo stato italiano c’è un modo? cioè posso dichiarare il mio conto estero senza che poi lo stato possa metterci le mani in caso di patrimoniale? o devo rischiare e non dichiarare nulla? E per chiudere, su somme non elevate ( 20-30mila euro) nell’eventualità che la GDF per qualche ragione scoprisse queste somme su un conto estero non dichiarate, in che sanzioni si incorrerebbe?
Grazie a tutti
ovviamente nel modulo RW Unico vanno indicate le coordinate bancarie per consentire al fisco il monitoraggio preciso dei tuoi trasferimenti. Ovviamente al momento non siamo in grado di sapere se un’eventuale patrimoniale colpirà anche i soldi depositati legalmente all’estero. Nel 1992 non furono colpiti. A depositarli illegalmente in contanti si rischia una sanzione quantificabile intorno al 40% della somma trasferita.
Grazie per la risposta. Un ultimo chiarimento: su questo blog leggevo (se non sbaglio in un commento di un utente) che la sanzione era eventualmente solo sugli interessi percepiti non dichiarati. Lei mi dice invece che l’eventuale sanzione è in percentuale sul totale depositato?
ed inoltre: se rinunciassi ad ogni interesse sul mio deposito presso postfinance, avendo un conto che non mi rende nulla, allo stato italiano dovrei dichiarare qualcosa?
se rinunci agli interessi non dovrai compilare il quadro RM, ti resterà solo l’obbligo di compilare il modulo RW se il montante dei tuoi depositi esteri supera i 10k.
esatto, le sanzioni riguardanti il modulo RW sono spietate
Buongiorno
Un informazione che non sono riuscito a trovare nel sito. In caso di minusvalenze su operazioni in obbligazioni o azioni acquistate ad esempio su un deposito titoli svizzero, è possibile effettuare compensazioni con eventuali plusvalenze ? In caso affermativo vale sempre il principio della cronologia come se l’investimento fosse stato fatto in Italia (per poterle detrarre devono essere fatte prima delle plusvalenze) ? E’ possibile compensarle anche negli anni successivi ?
Grazie.
Scusate, ma non riesco a chiudere i ticket pendenti e non mi è consentito aprirne di nuovi!
Se magari Massimiliano mi desse qualche dritta su come fare …! Grazie
Avrei un quesito da porre, ritengo sia soprattutto da indirizzare a Mauro Corradi!
In merito alla compilazione del modulo RW, sezione III, entrano in gioco anche le transazioni con strumenti quali PayPal, Moneybookers, Neteller, …?
Voglio dire, se li utilizzo per ricaricare il cellulare, o fare un acquisto su internet, o anche per giocare (ebbene si!) ad un casinò online autorizzato AAMS, fanno cumulo ai fini dei famosi 10.000 euro, visto che sono società estere?
E se le aggancio ad una carta di credito ricaricabile, come andrebbero indicate le transazioni, ammesso che vadano indicate?
Ciao e grazie
c’erano due ticket aperti a nome tuo (massimo consentito), questo è il motivo per il quale il sistema non ti faceva aprirne un altro. provvedo a chiudere il più vecchio, così si sblocca uno slot!
provo a rispondere alla tua domanda, poi magari Mauro potrà approfondire meglio.
per quanto riguarda le transazioni tramite PayPal e gli altri, in teoria si tratta di mediatori attraverso i quali effettui acquisti di servizi e non penso possano quindi essere assimilabili a trasferimento di capitali da denunciare nel quadro RW. tra l’altro per utilizzarne i servizi ti registri come residente in Italia, non vedo quindi perché dovresti essere coinvolto dalla “loro” scelta di avere sede estera. PayPal e gli altri, sono di fatto mezzi di pagamento, non depositi, anche nel caso in cui agganci carte di credito.
diverso il caso invece di prelievo contanti tramite bancomat o carte di credito di conti esteri. a parer mio, in quel caso stai effettivamente movimentando dall’estero all’Italia delle cifre che vanno denunciate nel quadro RW.
Massimiliano,
grazie per la risposta.
In verità, la sto scorgendo solo adesso, in quanto pensavo che avrei trovato un’eventuale risposta in cima, così come è la regola per i messaggi (l’ultimo sta in alto)!
Così, ogni giorno, guardavo e pensavo: “mannaggia, ancora non mi hanno risposto” …!
Mea culpa, mea culpa, … mi scuso ancora!
Purtroppo (o per fortuna) da quasi un anno ho smesso di fumare, … mi è impossibile cospargermi il capo di cenere!!!
Ciao e grazie
nessun problema Arturo!
Buongiorno a tutti,
nel 2008 ho inviato circa 60.000euro con vari bonifici bancari dalla mia banca italiana ad un conto corrente di una banca spagnola intestato a mio suocero (che è cittadino spagnolo).
Tutto questo per l’acquisto di una casa in spagna che poi non è andato a buon fine, infatti dopo alcuni mesi (6/7) mio suocero tramite vari bonifici mi ha restituito la somma. Non ho mai dichiarato questi movimenti di denaro all’agenzia delle entrate. Secondo voi ho commesso un illecito? se sì, mi conviene aspettare un’eventuale comunicazione dell’agenzia delle entrate o posso ravvedermi?
vi ringrazio
purtroppo avresti dovuto comunicare il totale delle movimentazioni (60mila euro x2) nel 2009 i quanto ben al di sopra dei limiti imposti, mi pare di 12500 euro nel 2008.
ti consiglio di sentire quanto prima un esperto fiscalista se non altro per sapere se è possibile un ravvedimento tardivo dato che sono passati già due anni.
Buongiorno sign. Massimiliano,
avrei dovuto dichiarare questi movimenti anche se il conto estero non era intestato a me e quindi non ho beneficiato di alcun interesse?
la ringrazio.
francesco
il discorso non è relativo agli interessi, ma al bonifico verso estero superiore alla soglia che esentava la dichiarazione (aggiungerei poi che essendo la Spagna stato membro, il movimento è stato sicuramente comunicato da entrambi le banche coinvolte nel trasferimento).
Buongiorno sign. Massimiliano, la ringrazio nuovamente per la risposta.
ho un’ultima domanda/dubbio da farle che forse puo’ essere utile anche ad altri lettori nel caso dovessero trasferire delle somme in varie tranches all’estero. I bonifici che ho effettuato verso la spagna e poi mio suocero dalla spagna all’italia non hanno mai superato l’importo singolo dei 12.500 euro. bisognava dichiararli lo stesso all’agenzia entrate visto che cumulati formano la cifra di 60.000 euro?
grazie
francesco
esattamente. non a caso si parla di movimentazioni, per cui se sono usciti (anche in più tranches) 60mila e gli stessi sono anche rientrati nello stesso anno fiscale, la movimentazione totale da dichiarare era di 120mila euro.
Chiedo scusa, i blog http://piccolorisparmio.eu/index.php/aprire-un-conto-allestero-svizzera-re-print.html e http://piccolorisparmio.eu/index.php/conto-di-deposito-in-svizzera.html sono ancora attivi?
Grazie
se intendi chiedere se le relative offerte sono ancora sottoscrivibili, la risposta è sì.
No, chiedevo solo perchè sono alcuni gg che ho postato e non vedo nessuna risposta… mi era venuto il dubbio che i miei msg non fossero visibili agli altri…!
Grazie
purtroppo vedo solo questi ultimi due commenti, forse gli altri non sono stati registrati da Disqus!
Intendevo dire che i due commenti li ho fatti nei due blog che ho citato sopra.
Io li vedo anche adesso, come è possibile?
Ora provo a riscriverli.
gli indirizzi che hai postato fanno sempre riferimento a piccolorisparmio.eu, non stai parlando di un altro sito. comunque considera che Disqus (il sistema che gestisce i commenti) a volte è un po’ lento a visualizzare i nuovi commenti, ma come hai visto non se li perde (sempre)!
OK, comunque li ho riscritti. Spero che prima o poi siano anche leggibili dagli altri come avviene su questo thread…!
Grazie e complimenti per il sito.
Se il conto e’ cointestato a due persone quanto e’ il massimo valore di giacenza senza doverlo dichiarare?
10000 oppure 20000?
Grazie Andrea
ripeto quanto scritto più volte: la dichiarazione è obbligatoria per gli importi (e qualunque importo) si trasferisce, a meno che sia inferiore a 10k come movimentazione e che non maturi interessi (o maturi meno di 12€). poi sul conto in giacenza possono anche esserci 100milioni.
nel caso di un conto cointestato, per le movimentazioni contano i trasferimenti di ciascuno. è interessante invece il discorso sugli interessi, dato che in teoria andrebbero conteggiati in due dichiarazioni distinte, ma non so se è corretto considerarli al 50%..
intendevo parlare della ventilata ipotesi di un accordo tra italia e svizzera tipo quello tra germania e svizzera sui conti non dichiarati.
La normativa esenta i conti sotto i 10000 euro o no ?
Parlo di un conto senza movimentazioni
grazie
forse non mi sono spiegato correttamente:
– se movimenti tra Italia e estero, devo dichiarare il movimento
– se il conto estero matura interessi, devi dichiarare gli interessi
l’esenzione dei punti sopra c’è solo se la movimentazione complessiva (data dalla somma tra importi bonificati in uscita e in gresso) è inferiore a 10mila euro (per la precisione quindi 9999,99 euro massimo) e se gli interessi maturati sono inferiori a 12€.
se salta uno dei due (es. la movimentazione è proprio uguale a 10mila euro) non sei esentato.
vedi in proposito gli articoli (e relativi commenti) di Mauro, penso che siano chiarificatori (es. http://piccolorisparmio.eu/index.php/guida-alla-corretta-compilazione-del-modulo-rw.html ).
Buongiorno a tutti,
Vi ringrazio per le utili informazioni che si possono trarre da questo forum.
Ho recentemente aperto un conto corrente in Svizzera presso la Banca Popolare di Sondrio Suisse (BPS), che mi ha ben impressionato per cortesia e servizi a costo contenuto (compreso internet banking, anche se senza possibilità di bonificare dal conto). Poiché non trovo questa banca tra quelle che voi consigliate (Post Finance, Banca Migros, ecc.), mi chiedo se riteniate questa banca non adatta allo scopo di esportare legalmente i propri risparmi (forse il fatto di essere “figlia” della ns. banca corrispondente italiana può creare dei problemi, pur essendo la BPS Suisse una banca a tutti gli effetti di diritto svizzero?).
Grazie per la risposta
Enzo
grazie per la segnalazione Enzo, personalmente non conoscevo affatto l’offerta cui hai aderito.
per rispondere alle tue domande, abbiamo sempre ricercato offerte che potessero essere sottoscritte da remoto e per quanto riguarda la Svizzera non eravamo andati molto lontano ( vedi in “Conti Esteri” in alto ) anche perché con la crisi finanziaria anche chi come PostFinance permetteva l’apertura a distanza ha poi cambiato politica.
in generale vale sempre la regola di valutare la solidità di una banca controllandone i bilanci e osservando l’andamento dei rating, però è chiaro che una filiale svizzera di una banca italiana non trasmette a mio modesto parere eccezionale serenità: ho sempre in mente il caso di Kaupting Edge, solida e florida, che a causa della sede legale in Islanda a seguito del loro default è stata commissariata ovunque, anche in Svizzera ( vedi http://piccolorisparmio.eu/index.php/kaupthing-edge-commissariata-in-tutta-europa.html ).
quindi cosa accadrebbe nel caso di default italiano? mi aspetterei la stessa sorte toccata alla KE.
In risposta a Massimiliano Brasile
La ringrazio per l’informazione.
Ho fatto tale scelta per opportunità essendo correntista della BPS italiana e pensando di poterne trarre dei vantaggi, ma non ho valutato a fondo gli aspetti che ha evidenziato. Vedrò pertanto di provvedere per il futuro rivolgendomi alle banche da Voi consigliate (PF, ecc.), sperando ovviamente che la situazione italiana regga in misura maggiore rispetto a quella islandese.
Ringrazio nuovamente per la risposta e faccio i complimenti per il vs sito
Enzo
Buongiorno a tutti. Dopo l’ennesima delusione da parte della mia banca (sull’Italia stendiamo un velo pietoso…..) e cercando in internet ho trovato questo delizioso e utile sito. Volevo chiederVi: in pochissime parole un nuovo correntista che va all’estero a cosa va incontro. Non voglio rompere le scatole ma purtroppo a seguire tutte le risposte e i casi singoli perdo il filo. E’ possibile “tradurlo” in poche e semplici righe?
Grazie infinite e complimenti ancora.
Fabio
è molto semplice: apri il conto dove vuoi, versi i soldi tramite bonifico dall’Italia e l’anno prossimo dichiari gli interessi percepiti e le eventuali ritenute addebitate dalla banca ( vedi anche http://piccolorisparmio.eu/index.php/modulo-rw-guida-rapida-alla-compilazione.html ).
non hai altre incombenze.
Buongiorno: dove posso trovare le commissioni richieste per l’acquisto di obbligazioni con un conto svizzero tipo UBS? Le cedole percepite quando vanno dichiarate alla agenzia delle entrate e come?
Grazie
Ferri
Salve,
avrei bisogno del vostro aiuto. Ho vissuto in Gran bretagna per 12 anni dove ho lavorato e pagato regolarmente le tasse. Da 2 anni sono rientrata in Italia e vorrei acquistarmi casa. I miei risparmi da utilizzare come deposito per la casa sono tutti nel mio conto in UK, circa £70,000. Quali sono le procedure per trasferirli in Italia? posso trasferirli tutti assieme o ci sono dei limiti? che dichiarazione devo fare qui in Italia? Grazie mille in anticipo per il vostro aiuto.
Tati
trattandosi di trasferimento tra stati UE non vedo alcuna difficoltà: apri un c/c italiano e trasferisci tramite bonifico (ammesso che sia conveniente per te il cambio, piuttosto che addebitare direttamente sul conto inglese tramite ad esempio un assegno, la quota in fase di acquisto).
gli unici limiti sono di tipo amministrativo: controlla nel foglio informativo della tua banca se sono applicati dei sovracosti ad esempio sopra i 50k (euro). in tal caso nulla vieta di spostare i tuoi fondi in più tranches, se non hai fretta ovviamente.
Buongiorno a tutti,
Sapreste dirmi per favore come verrebbero eventualmente tassati gli interessi/redditi nel caso un italiano residente all’estero cominci un piano di risparmio erogato all’estero prima di ritornare in Italia?
Grazie in anticipo per l’aiuto.
ADL
finché mantieni la residenza fiscale all’estero non hai ovviamente alcuna tassazione in Italia.
successivamente dovrai dichiarare gli interessi maturati annualmente e l’eventuale ritenuta subita (se lo stato estero è in UE non dovresti avere tassazione e si applicherebbe quindi solo l’aliquota italiana al 20% dal prossimo 01/01/12).
questo nel caso che il piano di risparmio sia assimilabile a un conto di deposito. se hai un link che puoi girarci si può dare un’occhiata ai fogli informativi.
temo tu debba contattarli per avere queste informazioni. ho trovato solo delle schede informative ( vedi http://www.ubs.com/2/e/files/000278856rech.pdf e http://www.ubs.com/2/e/files/000359535rech.pdf ).
la dichiarazione va fatta nei termini prestabiliti ogni anno e probabilmente dovrai compilare Unico. non importa quindi quando hai l’accredito, quello che conta è l’anno fiscale nel quale hai ricevuto gli importi.
UBS ti dovrà recapitare a domicilio una certificazione annuale in cui compaiono gli interessi complessivi e la tassazione eventuale subita (imposta federale).
…..probabilmente sono duro di comprendonio. Ho aperto un c/c presso una banca privata svizzera. Loro investono in obbligazioni, etf, azioni etc etc. A fine anno solare mi rilasciano una dichiarazione dove indicano il totale degli interessi e capital gain. Loro non applicano NESSUNA ritenuta. la dichiarazione mi servirà in Italia per pagarci le tasse che saranno il 20%. E’ giusta questa procedura? E se faccio il 730 io lo integrerò con i modelli rw/rn e sucessivamente pagherò l’F24 delle tasse da pagare.
Giusto?
Grazie a tutti per l’eventuale auito.
Salve a tutti.
Vorrei trasferire del denaro dalla banca Italiana nel Principato di Monaco. Gli interessi che ne ricaverò come ho capito subiscono una ritenuta qui in Italia del 27%. Sono esonerato dal compilare il quadro Rw perchè effettuo questa movimentazione tramite intermediario nazionale giusto? La domanda che più mi preme conoscerne la risposta e che non riesco ancora a trovare è: Il quadro rw và compilato ogni anno o solo alla prima movimentazione?non trovo il riferimento normativo.
Grazie in anticipo a tutti per l’aiuto.
Gerardo
SE non applicano alcuna ritenuta e SE sarà confermato il 20% in vigore dal prossimo 01/01/2012, penso che la tua interpretazione sia corretta.
l’ideale nel tuo caso sarebbe quindi quello di farti accreditare gli interessi direttamente su c/c italiano in automatico alla liquidazione e saresti così esentato anche dal presentare dichiarazione per gli stessi ( vedi http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/modulo-rw-guida-rapida-alla-compilazione.html ).
scusa gerardo…..potresti consigliare la banca?? grazieee
stando a quanto abbiamo sin qua discusso, il semplice trasferimento tramite bonifico non ti esenta dal dichiararne la movimentazione ( vedi http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/guida-alla-corretta-compilazione-del-modulo-rw.html ). la dichiarazione inoltre va fatta ogni anno a meno che non effettui ulteriori movimentazioni e che le somme all’estero siano infruttifere, o a meno che gli interessi maturati siano giracontati automaticamente dalla banca estera su un tuo conto italiano contestualmente al loro accredito.
puoi darci comunque qualche informazione sulla banca del Principato? manca ai conti esteri qualche offerta sottoscrivibile anche lì.
Sono una cittadina turca, e vivo in italia da 6 anni. Da 3 anni, sono anche una cittadina italiana (Ho doppia cittadinanza). L’anno scorso (2010) ho inviato piu di 10,000 euro dal mio conto corrente in italia verso il mio conto corrente in turchia, e non ho dichiarato niente, perche non sapevo la legge (che dobbiamo dichiarare tutti i movimenti fra italia e ex-EU piu di 10,000euro). Sono passati 2 anni, ed oggi ho imparato la legge. Cosa devo fare?
Più, ho inviato più di 10,000 euro in turchia anche in 2011. Finche compilo il documentazione in Aprile 2012 e dichiaro la cifra, non ci sono problemi, e vero?
Grazie
La banca del Principato ancora non l’ho trovata… è solo un’idea per adesso… cosa intendi dire per “la dichiarazione và fatta ogni anno a meno che non effettui ulteriori movimenti”… se trasferisco dal principato a panama non devo più compilare il quadro rw?oppure se trasferisco delle somme devo compilare il quadro rw con la somma che resta nel principato?
il quadro RW è relativo alle cifre detenute all’estero, movimentazioni da e verso estero e agli interessi maturati all’estero; se non effettui movimentazioni, dichiarerai comunque le cifre detenute e gli interessi. dai un’occhiata alla guida di Mauro ( vedi http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/guida-alla-corretta-compilazione-del-modulo-rw.html ).
Domanda stupida: se la banca svizzera non comunica nulla all’Italia, perchè non vuole lei. Bonificando il conto dall’Italia, tutto in chiaro e trasparente, e poi dichiarando nel RW, si rischia cmq qualcosa, o è obbligatorio che la banca trasmetta qualcosa anche all’Italia?
Thanks!
la normativa italiana sul monitoraggio a fini fiscali riguarda chiaramente solo il cittadino residente, non certo l’istituto estero. infatti anche per conti in banche che non applicano il segreto bancario la procedura per il contribuente è la stessa.
credo sia il caso di valutare con un fiscalista un eventuale ravvedimento operoso, vista la cittadinanza italiana.
In pratica mi dici, che se faccio tutto come ho scritto, indipendentemente da come si comporta la banca, segreto o non segreto, sono al riparo da sanzione ed altri capestri? Ovviamente nel 730/unico dell’anno successivo e nulla prima.
Grazie.
P.S. Tutto queste domande perchè Postfinance vuole a tutti i costi mantenere il segreto bancario, ma io non voglio nascondere nulla….
ti confermo che devi solo preoccuparti della dichiarazione.
comunque il segreto bancario non è una scelta di PF, ma della Svizzera intera.
Buona sera, avendo subito per due anni consecutivi la doppia tassazione per investimenti in Belgio, in quanto il mio commercialista negava l’utilità della communicazione dei dati all’Agenzia delle Entrate, è possibile ritenerlo formalmente responsabile del danno subito ?
se hai subito doppia imposizione, vuol dire che sono stati comunicati all’AdE, ma hai subito anche la tassazione alla fonte.
in pratica non è stato comunicato all’istituto Belga di non applicare il segreto bancario, inutile dato che comunque dichiaravi correttamente tutto in Italia. ho capito bene?
non so esattamente di che investimenti si parla e bisognerebbe quindi analizzare nel dettaglio (magari con un altro fiscalista).
si, ho sempre dichiarato tutto in Italia, ma avendo investito in Belgio solo in obbligazioni ero convinto che avrei pagato solo il 12,5% di tasse e che il 15% di euroritenuta alla fonte mi sarebbe stato conguagliato dunque mi spettavano ancora 2,5% di credito…!
Ho pagato invece sui 28/30% di tasse: se si chiedeva all’istituto belga di non prelevare il 15%,avrei comunque dovuto pagare circa 28/30% di tasse con dichiarazione dei redditi (senza altre entrate) o solo il 12,5% come mi aspettavo ? Il commercialista, a suo tempo, mi disse che non cambiava nulla fare la domanda all’istituto belga, relativamente all’aliquota della tassazione finale : corrisponde al vero ?
Grazie.
Il problema non si pone più dal 2010 in quanto il Belgio è passato allo scambio automatico di informazioni fiscali. Per cui l’euroritenuta ora non te la applicheranno più. In precedenza avresti dovuto segnalare alla banca belga la rinuncia al segreto bancario al fine di evitare l’applicazione dell’euroritenuta. Senza di quello ti hanno applicato in loco il 15% di euroritenuta, quando invece al contrario avresti pagato solo in denuncia dei redditi il 12,50% di imposta sostitutiva. C’è da dire che in denuncia dei redditi avresti potuto recuperare l’euroritenuta (qualora tu abbia un reddito complessivo che lo consenta) compilando il quadro CR.
il link [3] La fiscalità del risparmio transfrontaliero (Johannes Guigard)
non funziona
grazie per la segnalazione! hanno rinominato il documento, ora il link, ora è corretto.
Ma scusate..un soggetto che vive di rendita ma vuole trasferire “regolarmente” parte del patrimonio in Svizzera dal proprio c/c italiano..come si comporta? Ossia non presenta dichiarazione dei redditi perchè non ha bisogno di lavorare..ma come dichiara che parte dei soldi sono all’estero? Sarà la Sua Banca Italiana dalla quale son partiti i bonifici vs estero che si sbatte per segnalare al fisco che ha pagato oppure accettando l’Euroritenuta in fase di apertura conto corrente estero..se ne può sbattere di tutto dato che cmq sarà in regola con tutto e tutti?? GRazie..è una curiosità ma mi sovviene questo quesito. Complimenti per il sito..moolto interessante.
Fermato in frontiera italiana dopo aver aperto conto in Postfinance. Hanno rilevato nell’auto il contratto di apertura. Hanno fatto verbale di “constatazione dell’apertura del conto” e via a casa. Ho fatto mettere a verbale che conoscevo le normative valutarie (libertà valutaria da una riforma del 91)e avrei effettuato bonifico bancario con tracciabilità a’ sensi delle normative italiane e internazionali. Ho dichiarato che sapevo di dover mettere in dichiarazione il conto svizzero il prox anno, pagando le tasse sugli interessi anche in italia. Quali le conseguenze di un verbale di questo genere ? Grazie
Una volta esportati i capitali devi presentare comunque il quadro RW (e come giustamente osservi, già la tua banca avrà informato l’AdE della movimentazione):
Sono soggetti alla compilazione del quadro RW anche i soggetti esonerati dalla
presentazione della dichiarazione dei redditi, o coloro i quali presentino solo il modello 730 ( vedi http://www.ipsoa.it/Opinione/Fisco/premessa_id956733_art.aspx ).
Grazie, sei il primo che ci notifica un tale controllo. Finora ero stato informato esattamente del contrario, ossia che controlli non ce ne fossero molti, ma evidentemente il momento contingente implica un maggiore sforzo da parte della Finanza per scovare potenziali evasori.
Tu hai agito benissimo, i miei complimenti! Qui http://it.wikipedia.org/wiki/Antiriciclaggio ci sono tutti i riferimenti in materia di antiriciclaggio.
Non penso proprio che possano esserci conseguenze, proprio perché hai agito in piena legalità e continuerai a farlo. Ovviamente i militari devono segnalare ciò che constatano perché ci sono purtroppo molti furbi.
Non hanno fatto alcuna osservazione in merito alle tue dichiarazioni?
Non hanno eccepito niente in relazione alla mia dichiarazione. Ho firmato il verbale con loro. Hanno su mia richiesta detto che notificheranno il verbale alla agenzia delle entrate del territorio.
la conclusione del verbale recita “al fine di esperire, nel territorio italiano, gli eventuali accertamenti a’ sensi delle disposizioni dell’art.4 del d.l. 28/06/1990, n.167 convertito in legge 04/08/1990 n. 227”
ossia che SE trasferisci somme sopra i 10mila euro devi indicare la cosa in dichiarazione dei redditi!
tutto in regola mi pare.
Tutto in regola. L’unica domanda che mi faccio e ti faccio è se possono previsti accertamenti o seccature su dichiarazioni reddituali o movimenti bancari o adempimenti fiscali pregressi. Bada bene non ho niente da nascondere. Tieni conto che sono un dipendente bancario e non un artigiano o commerciante o professionista.
voglio sperare che anche grazie al redditometro sappiano discriminare in modo più oculato tra contribuenti che necessitano di accertamenti o meno. il verbale in sé rappresenta solo una constatazione, mi aspetto quindi che la tua dichiarazione dei redditi gli sia sufficiente per verificare la buona fede.
se non erro i 10.000 euro si contano su qualsiasi tipo di movimento lordo (eh, bel trucchetto, vero?).
Cioe’ se ad esempio fai bnf di 7000 euro in uscita verso il tuo conto estero, e poi prelevi da esso 4000 euro, anche se hai trasferito all’estero massimo 7000 euro, LORO TI CONTANO: 7000+4000=11000 TANATO! Bel trucco vero? molto molto italiano.
Se cosi’ fosse capisco perche’ in tanti sono disgustati: chi al fisco non e’ conosciuto canta e balla (e sara’ sempre cosi’) sul cadavere dell’italia
la norma è chiara, dei furbi se ne occupa la Finanza (sembra con successi crescenti per fortuna): si parla di movimentazione massima di 10mila euro per restare nell’area di esenzione.
ma nulla vieta di superarla e dichiarare in serenità il tutto, non vedo alcuna difficoltà in questo.
leggo spesso di interessi sui conti da dichiarare.
Ma lo stesso va fatto per es. se acquisto da un conto svizzero o lussemburghese delle sicav o degli etf. Cioè l’eventuale dividendo o il capital gain va dichiarato come gli interessi sui conti e tassato al 20% o si somma al reddito? e c’e’ differenza tra sottoscrivere una sicav armonizzata o una non armonizzata (es. fondi di postfinance o sicav della bcee)?
Salve,
come faccio a dichiarare sul quadro RW il prelevamento di 6000 euro in contanti dal conto in Svizzera?
Non ho trovato indicazioni al riguardo nella circolare dell’agenzia delle entrate
Grazie a chiunque voglia rispondere
non vorrei sbagliarmi, ma penso che il discorso sia molto semplice: se il prelievo avviene tramite bonifico, è già tracciato; se il prelievo è fatto in contanti, l’anno successivo sarà dichiarata una giacenza di 6mila euro inferiore e ai fini del monitoraggio hai dato evidenza di tale prelievo.
grazie della risposta, ma la normativa prevede che, anche se il conto viene chiuso ed al 31/12 non si hanno giacenze, bisogna compilare la sezione III del modulo RW.
Nel mio caso specifico lo scorso anno ho prelevato 6000 euro ed ho chiuso il conto; quindi dovrei dichiarare tale movimentazione (sono già in ritardo) nella sezione III del quadro RW, ma la sezione III prevede la comunicazione del conto corrente…come faccio a comunicare il conto di destinazione se ho prelevato in contanti?
grazie
anche per la sezione III vale il limite di 10mila euro e tu ne sei sotto quindi non dovresti compilarla.
mi sfugge qualcosa?
Innanzitutto i miei complimenti per l’utilissimo sito.
Dopo aver letto decine di articoli, fiumi di commenti e di sottocommenti (tutti utilissimi), anch’io vorrei farvi una domanda sulla mia situazione:
ho aperto il 1 dicembre u.s. un conto/p PF solo a mio nome per ragioni di praticità in CHF, ma quanto prima lo cointesteremo, facendo una seconda visita in due in filiale a Lugano, anche a nome del mio compagno (non siamo ancora sposati, ma solo conviventi per ora). Dal suo c/c italiano abbiamo poi fatto un bonifico superiore a 10k sul conto PF che è, ripeto, solo per ora a mio nome (ma presto cointestato).
Come mi/ci devo/dobbiamo comportare con la prossima denuncia dei redditi di maggio 2012, a parte compilare il quadro RW per la tassazione degli interessi percepiti, tenendo conto della doppia aliquota 35% federale svizzera e 27% italiana?
Li dobbiamo, immagino, dichiarare su entrambe le dichiarazioni dei redditi mia e sua, nel momento che sarà un c/p cointestato? E in che percentuale dovranno essere pagate le tasse sugli interessi: al 50%?
Ma la mia perplessità è che non avendo vincoli di parentela, per ora, lo spostamento del capitale tra i due conti, possa in qualche modo creare dei problemi (diventa un mio reddito – non giutificato per altro, non ho fatto né dichiarato, o fatturato un lavoro per lui che giustifichi un pagamento/bonifico di tale somma – che va a sommarsi con quello – misero – da impiegata che ho?).
Non so se possa essere utile: nel conto italiano intestato al mio compgano abbiamo la doppia firma.
Grazie infinite
dai un’occhiata a questo articolo ( http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html ) che risponde ad alcune tue domande.
dovrete compilare entrambi il quadro, anche perché farà fede la situazione del conto svizzero al 31/12. per la giustificazione del movimento non penso siano necessari altri chiarimenti, dato che avete la doppia firma nel c/c di partenza.
Grazie di cuore!
Tutto chiaro anche nelle FAQ!
Continuo a seguirvi con immenso interesse e ancora complimenti.
Buon tutto.
E se si volesse aprire un conto corrente in un paese extra UE?
Ci sono normative specifiche o accade la stessa regolamentazione per i trasferimenti bancari o ritiro contanti (che verranno in più volte depositati sul conto estero)?
non so se ho capito le domande, ma come modello prendi pure la Svizzera sulla quale abbiamo scritto in lungo e in largo ( c’è anche una guida alle domande frequenti http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html ).
Salve cercavo un conto estero con collegato un dossier titoli gratuito (non mi interessa il conto deposito)per trasferire una sicav e acquistare quote del relativo fondo comune senza spese.c’e’ qualcosa ? grazie.
salve, grazie mille per l’utilissimo sito. Anche io ho una situazione simile a Monique777_7. Volevo aprire un conto cointestato in svizzera con mia mamma. Mi chiedevo: gli eventuali interessi guadagnati devono essere dichiarati nel modulo RM al 50% ciascuno? Grazie in anticipo per qualsiasi risposta
no, vanno dichiarati al 100% per ogni intestatario. vedi anche http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html
ma in questo caso riceverei doppio credito di imposta (per gli interessi ricevuti e tassati in svizzera al 35% e in Italia al 20%)… è come se ci guadagnassi! o forse mi sfugge qualcosa? grazie ancora
Domanda molto semplice.
Ho guardato le istruzioni dell’unico.
Mi sembra di aver capito che tutti i bonifici vadano dettagliati nei vari rigo rw10-rw14.
L’unica cosa che non capisco è se ho più IBAN all’interno dello sesso istituto, stesso BIC o SWIFT, tipo setplus con diversi conti in valuta o edepositi, tutti con IBAN differenti. Devo documentare ogni singolo movimento effettuato tra questi conti, o posso omettere e inserire solo i movimenti in entrata e uscita da postfinance?
Thanks 😉
aggiungo un nuovo dubbio: ma se ho dei guadagni in conto capitale (quindi non più i soli interessi del conto corrente ma guadagni che derivano dalla compravendita di titoli sul conto estero), in questo caso come vanno denunciati? al 50% io e 50% mia mamma? grazie ancora!
dai un’occhiata all’aggiornamento appena arrivato al punto 10
http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html
A che tassazioni sono sottoposto se acquisto oro attraverso Bullionvault che poi lo custodisce all’estero? L’acquisto si fa tramite bonifico verso un intermediario italiano che poi acquisisce effettivamente l’oro.
l’intermediario italiano dovrebbe applicarti la tassazione da capital gain; vedi
http://oro.bullionvault.it/Oro/Lingotti/LeggeOro
L’help di Bullionvault rimanda a diversi documenti dell’agenzia delle entrate ma sono un po’ vaghi. Non riesco a quantificare quanto siano le tasse e se mi convenga o meno investire.
penso che la soluzione migliore sia quella di contattarli e chiedere direttamente a loro come si regolano. così poi fai sapere anche a noi 😉
On 12/01/2012 22:39, Luigi Calderone wrote:
Spettabile Bullionvault,
vorrei investire in oro fisico ma ho qualche dubbio.
Se avessi comprato, ad esempio, 20000€ di oro il 1-1-2011 e lo avessi
rivenduto il 31-12-2011 quanto avrei guadagnato al netto di contributi,
commissioni e tasse?
Vorrei non solo il risultato ma anche lo svolgimento del calcolo.
Grazie dell’attenzione.
Saluti
Luigi
Egregio Sig. Calderone,
grazie per la sua email.
In base all’esempio indicato nell’email precedente, trova di seguito
tutte le informazioni ed i relativi costi associati all’acquisto di oro
riconducibili a BullionVault. Poiché non forniamo assistenza fiscale
(non siamo autorizzati, né abbiamo le competenze), il nostro
suggerimento è di chiedere l’opinione di un consulente fiscale o un
commercialista per quanto riguarda questioni contributive e/o fiscali.
Tornado al suo quesito:
_ Un investimento di €20,000 eseguito in data 1-1-2011 avrebbe
acquistato ad un prezzo di circa 33,966* Eur/Kg per un quantitativo di
circa 0.584 Kg, per un ordine di €19,836.14. La commissione corrisposta
sarebbe di 158.69, applicata ad un tasso dello 0.8% per investimenti da
€0 a 20,000 è (di conseguenza €158.69 = €19.836.14 * 0.8%). Il totale
dell’ordine inclusivo di commissione sarebbe dunque di €19,994.83.
_ Un disinvestimento di 0.584Kg in data 31-1-2011 al prezzo di circa
38,072* €/Kg le avrebbe corrisposto €22,234.05. Le commissioni sulla
vendita sono di €168.94. (lo 0.8% per investimenti da €0 a 20,000 e
dello 0.4% da €20,000 a 40,000. Dunque €168.94 = €160 + €9.94
rispettivamente). Il valore finale ricevuto sarebbe quindi di
€22,065.11.
_ La commissione di custodia del metallo sono dello 0.01% al mese, con
un minimo di $4 (o equivalente in valuta), per un costo annuo di $48 o
circa €38.
_ In conclusione la plusvalenza realizzata sarebbe stata di € 2,032.28. Ovvero €2,070.28 – €38.
Può trovare maggiori informazioni su BullionVault a questo link: http://oro.bullionvault.it/help/FAQs/FAQs_whyBV.html
Per maggiori informazioni sulle nostre tariffe, la invito a visitare: http://oro.bullionvault.it/help/tariff.html
Spero di essere stato abbastanza esaustivo e dettagliato nella mia riposta in relazione alle operazione di nostra competenza.
Rimango a sua disposizione qualora necessiti maggiori informazioni o assistenza.
Cordiali saluti,
Mattia Gamba
* Il prezzo al Kg utilizzato è relativo al PM Fix ufficiale pubblicato
l’ultimo giorno lavorativo disponibile a procinto delle date prese in
considerazione.
Nota mia: ho dovuto cancellare un paio di link interessanti perchè provocavano un errore.
Egregio Sig. Calderone,
grazie per la sua email.
In base all’esempio indicato nell’email precedente, trova di seguito
tutte le informazioni ed i relativi costi associati all’acquisto di oro
riconducibili a BullionVault. Poiché non forniamo assistenza fiscale
(non siamo autorizzati, né abbiamo le competenze), il nostro
suggerimento è di chiedere l’opinione di un consulente fiscale o un
commercialista per quanto riguarda questioni contributive e/o fiscali.
Tornado al suo quesito:
_ Un investimento di €20,000 eseguito in data 1-1-2011 avrebbe
acquistato ad un prezzo di circa 33,966* Eur/Kg per un quantitativo di
circa 0.584 Kg, per un ordine di €19,836.14. La commissione corrisposta
sarebbe di 158.69, applicata ad un tasso dello 0.8% per investimenti da
€0 a 20,000 è (di conseguenza €158.69 = €19.836.14 * 0.8%). Il totale
dell’ordine inclusivo di commissione sarebbe dunque di €19,994.83.
_ Un disinvestimento di 0.584Kg in data 31-1-2011 al prezzo di circa
38,072* €/Kg le avrebbe corrisposto €22,234.05. Le commissioni sulla
vendita sono di €168.94. (lo 0.8% per investimenti da €0 a 20,000 e
dello 0.4% da €20,000 a 40,000. Dunque €168.94 = €160 + €9.94
rispettivamente). Il valore finale ricevuto sarebbe quindi di
€22,065.11.
_ La commissione di custodia del metallo sono dello 0.01% al mese, con
un minimo di $4 (o equivalente in valuta), per un costo annuo di $48 o
circa €38.
_ In conclusione la plusvalenza realizzata sarebbe stata di € 2,032.28. Ovvero €2,070.28 – €38.
Spero di essere stato abbastanza esaustivo e dettagliato nella mia riposta in relazione alle operazione di nostra competenza.
Rimango a sua disposizione qualora necessiti maggiori informazioni o assistenza.
Cordiali saluti,
Mattia Gamba
* Il prezzo al Kg utilizzato è relativo al PM Fix ufficiale pubblicato
l’ultimo giorno lavorativo disponibile a procinto delle date prese in
considerazione.
Nota mia: ho dovuto cancellare un paio di link interessanti perchè provocavano un errore.
grazie per averci riportato la mail.
girami pf la mail a massimiliano#brasile@piccolorisparmio.eu mettendo un punto
al posto del #, così vedo di aggiungere i link che danno problemi!
Ok te la giro. Comunque non si pronunciano sul carico fiscale da applicare ma solo sui costi di gestione.
qualcuno conosce dove,quando e come pagare la patrimoniale sui conti esteri dello 0,1%???grazie
bisogna attendere le indicazioni attuative dell’AdE
Ho letto ovunque che aprire un conto all’estero facendo regolari bonifici dal proprio conto italiano non é assolutamente illegale (a patto che si faccia dichiarazione delle somme inviate tramite modello RW).
E’ vero, peró, che giá solo il fatto di compilare il famoso RW porta l’Agenzia delle Entrate a controllarci in quanto presunti evasori?Grazie a chi risponderá…
la legge obbliga il cittadino a dichiarare consistenze e trasferimenti effettuati da e verso l’estero. l’AdE effettua le verifiche di routine e gli accertamenti nei casi sospetti (es. disallineamenti tra dichiarazioni effettuate e reale stile di vita).
stai tranquillo quindi che se dichiari tutto e trasferisci le somme via bonifico non hai nulla da temere!
dai un’occhiata anche a questo articolo http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html
Devo perfezionare l’apertura di un conto in Norvegia. Poiché stranamente la banca non sa indicarmi se e come sia possibile azzerare la tassazione locale (in qualità di non-residente) devo assumere che la tassazione verrà applicata. Come dovrò quindi procedere per recuperare le imposte norvegesi in modo da evitare la doppia imposizione? La procedura è complicata? Ringrazio anticipatamente per le eventuali risposte.
la Norvegia, pur non appartenendo alla UE, attua lo scambio di informazioni con le amministrazioni fiscali dei paesi UE quindi deve essere sicuramente possibile per loro non applicarti alcuna tassazione alla fonte. l’ente di riferimento è il Central Office for Foreign Tax Affairs ( http://www.skatteetaten.no/en/International-pages/Toppmeny—Engelsk/Adresses/ ) ed è la banca stessa che deve accogliere la tua richiesta.
ne parliamo nell’articolo dedicato ai bond norvegesi http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/investire-online-in-bond-norvegesi.html
solo nel caso estremo che ciò non fosse possibile (ne dubito) dovresti eventualmente comportarti come se il conto fosse in Svizzera, dichiarando un credito di imposta.
posso chiederti presso quale banca stai perfezionando l’apertura e se hai proceduto presso filiale o da remoto?
Rispondo volentieri, sperando di essere di aiuto anche ad altri: la banca è Nordea Bank Norge. Ho iniziato la procedura tramite email, ho dovuto spedire: un modulo di registrazione in Inglese (per normativa locale antiriciclaggio), una lettera di presentazione fornita dalla mia banca, due copie del passaporto autenticate (“notary public” non è un notaio, va bene qualsiasi Ufficio Comunale). La procedura ha richiesto 4 mesi, un po’ perché credo che abbiano dovuto richiedere un Social Security Number a mio nome, un po’ per un disguido burocratico (in passato era sufficiente una sola copia del passaporto). Mi hanno quindi contattato al telefono per conferma, si finalizza firmando altri due documenti contrattuali. Il funzionario mi ha detto che forniscono accesso via Internet Banking solo a chi lavora in Norvegia, per gli altri la gestione è via posta o telefono. Per me non è un problema, visto che al momento mi interessa solo un conto deposito vincolato a un anno: il Fastrentekonto, che è un prodotto autonomo, munito di IBAN. Grazie per il link, ora credo proprio che la cosa andrà in porto… nel frattempo mi sto informando per stimare il rischio valuta.
grazie del feedback! il deposito di cui parli è questo?
http://www.nordea.no/Privat/Sparing+og+investering/Sparekonti/Slik+oppn%C3%A5r+du+bonusrente/872802.html
gli interessi sono di tutti rispetto (3,40%) e se non ho capito male sono rinnovabili ogni 12 mesi con un bonus di 0,20% aggiuntivo all’anno per i primi 4 anni.
Esattamente. Quando ho iniziato la procedura era a 3,75%, poi Norges Bank ha ridotto il tasso base, senza peraltro riuscire a influenzare più di tanto il corso della valuta. Nordea dice che il 3,4% attuale potrebbe variare a fine Aprile. Per chi fosse interessato: occhio, che la Corona Norvegese ha avuto variazioni molto forti (25-30%), positive o negative, nell’arco di pochi anni.
direi che il tuo fantastico feedback merita di diventare un articolo dedicato 🙂
solo una conferma: nella pagina è indicato che l’interesse per i 12 mesi successivi viene concordato con il cliente. questo vuol dire che può anche scendere rispetto al 3,40% (attuale)?
senza alcuna certezza, io interpreto così: primo anno a tasso corrente 3,4%; se al 12° mese non recedo e il tasso corrente sarà sceso al 3% mi offriranno 3+0,2%. Stesso discorso al 24° e 36° mese. Devo risentirli a breve e chiederò conferma.
Confermo quanto sopra. Aggiungo che per ogni ulteriore deposito si dovrà richiedere una nuova apertura conto, di immediata esecuzione. La copertura assicurativa è di 2 Mln NOK. Termini e condizioni su http://www.nordea.no/Privat/Sparing+og+investering/Sparekonti/Renter+og+betingelser/872812.html
Chi, volendo evitare il rischio cambio, fosse interessato a “Aprire da remoto un conto in Germania da non residente: DKB Bank” può fare riferimento al messaggio che ho inserito tempo fa (con nickname salsipuede) su altro forum
http://www.finanzaonline.com/forum/banking-carte-di-credito-conti-deposito-e-correnti/1372644-aprire-da-remoto-un-conto-germania-da-non-residente-dkb-bank.html
Per quello che vale… chi, volendo aprire un conto presso banca estera, fosse interessato a eseguire uno “stress test” personalizzato, può utilizzare questa applicazione di Reuters: si possono simulare le conseguenze di un “haircut” su uno o più PIIGS, vedendo l’impatto su stati e banche.
http://graphics.thomsonreuters.com/11/07/BV_STRSTST0711_VF.html
vorrei sapere se si hanno sicav in singapore come è possibile rimetterle in italia in chiaro?
Grazie Max, ora ho chiaro il tutto. Ora ti espongo un altro dilemma: per ragioni di lingua e di maggiore mia frequenza di spostamento in Francia, avevo inizialmente aperto il conto a mio nome, ma successivamente ho dato tutte le possibili procure o deleghe a mia moglie. A tal fine, su mia richiesta, la banca mi risponde testualmente: “Je vous confirme que votre femme a une procuration sur l’ensemble de vos comptes (courant + èpargne” (dove il compte epargne è, come ti dicevo qualche post fa, il conto deposito interno senza IBAN su cui abbiamo bloccato degli importi tramite “comptes à terme” che fruttano un minimo di interessi, questi da inserire poi alla sezione V del quadro RM per il versamento del 27% dell’imposta sostitutiva). Ai fini della dichiarazione RW, so già che per le istruzioni della circolare 45/E del 2010 dell’AdE, sia io che mia moglie dovremo indicare alla sezione II l’intero ammontare del conto, e non già il 50% ciascuno o il 100% a me soltanto. Per il quadro RM sezione XVI invece, secondo te dovrò versare io i 32 Euro del bollo o fare a metà con mia moglie? E, sempre relativamente alla procura sui due conti di mia moglie, gli interessi dei comptes à terme li dovrò considerare come interamente pervenuti a me e inserire quindi il totale dell’ammontare al mio quadro RM sezione V, o suddividerli al 50% tra me e mia moglie?
col francese non so aiutarti, ma ritengo sia corretto considerare la posizione cointestata a tutti gli effetti (che era lo scopo della procura immagino), dimostrabile con la documentazione che citi. di conseguenza:
– per la patrimoniale indicate al 50% la consistenza e pagate di conseguenza 16 euro ciascuno, con due F24 distinti
– immagino sia corretto indicare al 50% anche gli interessi, in accordo al punto precedente, ma sarebbe opportuna una conferma
Grazie Max, Credo che opterò per il 50% sulla mia dichiarazione e il 50% su quella di mia moglie. Ai fini del pagamento del 27% dovuto, il totale incassato dall’Erario non cambia, quindi almeno le sanzioni sul mancato versamento dovrei evitarle. Il problema si sposta ora sul quadro RW, in quanto nelle istruzioni al fascicolo II di Unico è detto che la sezione II e la III sono strettamente collegate tra loro,ma io nella sezione III dichiaro il totale di quanto trasferito dall’Italia all’estero (tra l’altro, avendo fatto identici bonifici dalla stessa banca italiana alla stessa banca francese, posso anche cumulare tutti i trasferimenti in un unico movimento, come da circolare 45/E del 2010, vero?) mentre nella sezione II, ho già al 31/12 in più sul conto qualche somma per interessi trimestrali già percepiti…; inoltre il conto corrente alimenta anche le mie spese correnti in Francia (che sarebbero da indicare alla sezione I solo se superano l’ammontare annuo di 10.000 Euro) e, a tal fine, nel 2011 ho anche versato per due volte 1.000 Euro che ho portato in contanti al seguito nel corso delle vacanze.. Infine ci sono al c/c gli interessi maturati, che sono ovviamente attività finanziaria, ma sempre le istruzioni dicono “…non deve essere dichiarato l’incremento degli investimenti esteri per effetto della corresponsione dei relativi frutti degli investimenti (interessi, dividendi, canoni di locazione…)” . Cosa faccio allora? Alla sezione II indico l’esatta consistenza al 31/12 di tutto ciò che è sul conto, investimenti finanziari e dotazioni per spese correnti, o scorporo sia gli interessi che queste ultime, le quali non sono neanche da indicare in sezione I, in quanto inferiori alla soglia minima dei 10.000 Euro?
Massimiliano, sai se ci sono esperienze per aprire un conto in USA?
Grazie.
se ce n’erano (economiche) da remoto, le avevo già recensite 🙂
purtroppo cerco da tempo, ma non ho trovato ancora nulla. apparentemente senza domicilio statunitense le banche USA non ti permettono l’apertura.
a te per cosa occorrerebbe?
Pensavo per diversificare il rischio euro.
buon giorno
un operaio italiano che lavorava in svizzera ha subito un infortunio permanente
per il quale ha avuto riconosciuto una rendita assicurativa di invalidità
il soggetto lascia il tutto su un conto svizzero per diversi anni e con parte di dette somme acquista titoli
non ha mai dichiarato nel quadro rw la consistenza ed ha subito l’euro ritenuta come può mettersi in regola con il fisco italiano?
al fisco italiano poco importa quale ritenuta alla fonte si sia subita, la consistenza sopra i 10k va dichiarata ogni anno. per regolarizzare la posizione deve sicuramente rivolgersi a un fiscalista esperto che sapra’ calculare un preventivo di spesa (a titolo indicativo si possono ipotizzare circa 260 euro da versare per ogni anno di omessa dichiarazione).
da quest’anno si aggiunge poi anche la patrimoniale Monti
Buongiorno a Massimiliano ed a tutti gli amici del forum.
In questi giorni girando qua e là ho trovato questo interessante articolo del Wall Street Journal di agosto scorso che presentava la classifica delle prime 50 banche globali.
http://blogs.wsj.com/deals/2012/08/16/top-50-safest-global-banks/
Tra queste ve ne sono alcune che in vari momenti sono state recensite in questo sito.
Mi ha sorpreso, in particolare, trovare al sesto posto della classifica la
Caisse des Dépôts et Consignations (CDC) cui fa riferimento La Banque Postale oggetto a suo tempo di recensione.
E’ una banca che consente l’apertura a distanza ai cittadini comunitari e che offre anche la possibilità di avere una carta bancaria cosa, come noto, difficile da ottenere da banche estere.
Mi piacerebbe leggere vostri commenti e stimolare la discussione partendo da questo elenco visto che da un pò di tempo mi pare qui si “dormicchi”.
Non vorrei pensaste che la crisi dell’euro è finita e che possiamo dormire sonni tranquilli: in verità dopo le elezioni ne vedremo delle belle.
Lo scandalo MPS delle ultime ore, che era peraltro prevedibile, è una dimostrazione della reale situazione. Forse non è chiaro che 3,9 miliardi di euro di Monti Bonds sono andati a finanziare MPS utilizzando praticamente l’intero gettito dell’IMU sulla prima casa. Quei soldi potevano servire a finanziare al crescita ed in particolare la ricerca, l’università e la scuola che invece subiscono continui tagli che i nostri giovani toccano con mano tutti i giorni.
E chissà a chi toccherà la prossima volta.
Insomma teniamo alta l’attenzione e non smettiamo di trovare nuove solide soluzioni per il nostro piccolo risparmio.
Ciao ho provato a leggere i commenti ma non ho trovato la risposta a questo quesito: Se apro un conto corrente su Postfinance e poi faccio bonifici in CHF da e per quel conto su bullionvault acquistando e vendendo oro, commetto qualche reato? grazie
siamo ancora in uno Stato libero 🙂
nessun “reato”, chi può vietarti di acquistare ciò che vuoi con i tuoi soldi?
inizia a essere un po’ datato, ma dai un’occhiata a questo articolo http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html
Ho letto, ma parla di conti correnti. Quello che voglio sapere è: se compro oro (diciamo 2000 CHF) usando il conto corrente in svizzera (per cui riporto già gli interessi nel quadro RW), devo riportare il fatto che ho movimentato 2000 CHF per comprare oro?
Ciao Massimiliano,mi chiamo Fabio e sono un barman emigrato alle Canarie in cerca di lavoro. Avevo in mente di creare un tesoretto con i miei risparmi per avere un buon fondo cassa da sfruttare nei prossimi anni. Secondo te,qual è un buon Paese dove poter aprire un fondo bancario che possa fruttarmi un pò di denaro? Investire in oriente in Paesi come Filippine,Indonesia,Thailandia ecc. potrebbe rivelarsi un buon investimento dato che l’euro è molto più forte delle monete locali? Grazie in anticipo
purtroppo non sono esperto di fondi e non saprei consigliarti. sicuramente i paesi che citi sono tendenzialmente in crescita e possono offrirti tassi interessanti.
mi sembra che bullionvault dia già informazioni abbastanza esaustive qui https://oro.bullionvault.it/Oro/Lingotti/Legge-Oro
posso aggiungere che l’acquisto dell’oro in sé è pari a un acquisto di merce che va ad abbattere il saldo del conto corrente, come avessi comprato scarpe o borse e trattandosi di una movimentazione inferiore comunque ai vecchi 10mila euro del vecchio modulo RW non va documentata.
semmai è sulla plus-valenza che potresti ottenere in futuro riconvertendo l’oro in valuta che va pagato il capital gain e riportato quindi sul modello Unico nell’anno di competenza.
mi risulta inoltre che vadano dichiarati all’UIF acquisti che superano i 10000 euro, chiaramente se tale operazione non è già comunicata dall’intermediario.
Grazie sei stato chiarissimo
prendi le mie considerazioni con le molle, perché purtroppo è periodo di scadenze per i commercialisti e non sono riuscito ad avere un feedback dal mio: dato che sei iscritto all’aire e lavori all’estero, il fisco italiano non può avere nulla da pretendere né ora né all’accredito, finché non sposterai fiscalmente la residenza in Italia (ossia risiederai per almeno 6 mesi e 1 giorno in Italia, se ci starai meno risulterai ancora fiscalmente all’estero). quindi nell’ipotesi che tu effettivamente possa ricevere l’accredito di queste somme ancora come residenze estero, su trasferimento di residenza conteranno come redditi detenuti all’estero e tassati (presumibilmente) con la stessa aliquota di un prodotto omologo italiano.
è chiaro che nessuno ha la sfera di cristallo, quindi non possiamo sapere come e quanto saranno poi tassati i tuoi risparmi e quali accordi la nazione ove stai accumulando avrà o meno stipulato bilateralmente con l’Italia o l’UE, ma certo non può contare lo storico trascorso, conterà solo la situazione in quel momento.
in ogni caso in bocca al lupo!
Tntissime grazie per la spiegazione!