1. Cos’è l’euritenuta e quando viene applicata
Ho spesso parlato dell’euritenuta [1], indicandola impropriamente come la tassazione di riferimento per investimenti in UE al di fuori Italia.
Impropriamente perché se il trasferimento dei propri fondi avviene tramite bonifico e quindi con un intermediario (il proprio istituto bancario ove si è titolari del conto corrente in Italia) viene segnalato tale trasferimento verso l’estero e su mancata dichiarazione di eventuali interessi percepiti (seppur tassati alla fonte all’estero) possono essere applicate delle sanzioni amministrative. La dichiarazione si rende necessaria perché venga applicata la corretta aliquota di riferimento (vedi paragrafo 2) in Italia.
Il discorso è analogo nel caso il trasferimento avenga in contanti senza che tale trasferimento venga poi denunciato (ciò che viene comunemente chiamato “in nero”): si è tenuti a dichiarare gli interessi percepiti, ma ovviamente chi persegue questa pratica solitamento lo fa per un fine illegale, ossia quello dell’evasione fiscale e si espone a tutta una serie di rischi. Va ricordato infatti che è sufficiente dichiarare gli interessi percepiti anche in conti esteri per regolarizzare la propria posizione di fronte al fisco, anche nel caso si fosse aperto il conto in contanti (ad esempio durante un viaggio o una vacanza).
Per limitare i benefici dell’evasione fiscale l’Unione Europea ha emanato una direttiva (nota come European Union Savings Directive) che ha originato l’euritenuta: per quegli stati dell’Unione che non hanno acconsentito a comunicare in automatico agli altri stati membri ove hanno la residenza i cittadini stranieri investitori (Belgio, Austria, Lussemburgo), c’è l’obbligo di applicare in automatico l’euritenuta fintanto che l’investitore non autorizzi l’istituto pagatore a comunicare gli interessi erogati all’ente di controllo fiscale di riferimento (per noi italiani l’Agenzia delle Entrate). Altri stati non appartenenti all’Unione Europea, come la Svizzera, hanno acconsentito ad applicare la medesima aliquota pur non acconsentendo a comunicare i dati degli investitori (tuttavia, preventivamente in Svizzera viene applicata l’aliquota federale pari al 35% a meno che non si richieda espressamente il rimborso in quanto non residenti in territorio elvetico [4]).
Aggiungerei comunque che l’euritenuta può essere scelta dagli investitori anche per i trasferimenti regolari: la comunicazione dei dati all’agenzia fiscale del paese di appartenenza permette di evitare che vi sia una doppia tassazione (euritenuta + aliquota piena applicata in Italia) deducendo successivamente l’ammontare già pagato nella dichiarazione dei redditi (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 10) e nel caso di un’aliquota inferiore si potrà dedurre la quota in eccesso (es. Svizzera che applica la ritenuta federale pari al 35%).
L’euritenuta al momento è pari al 20%. Dal primo luglio del 2011 salirà al 35%.
2. Lo schema per il calcolo dell’Irpef
3. Passi da seguire a seconda dello stato ove si investe
La normativa di riferimento è la Direttiva 2003/48/Ce [2] [3].
3.1 Paesi UE che comunicano automaticamente i dati
Per gli stati che comunicano automaticamente gli interessi accreditati a cittadini italiani che stanno investendo nel loro mercato, l’investitore è tenuto a dichiarare comunque tali interessi cui si vedrà applicata solo l’aliquota italiana.
3.2 Paesi UE che non comunicano automaticamente i dati (Belgio, Austria, Lussemburgo) – (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 13)
Per questi stati vige il segreto bancario con applicazione dell’euritenuta alla fonte.
Per richiedere la comunicazione verso l’Agenzia delle Entrate va compilato il modulo relativo alla tassazione europea da inviare all’istituto di credito.
A questo indirizzo si può trovare il modello di documento da presentare in italiano e in inglese.
Bibliografia
[1] European Union Savings Directive (Witholding Tax)
[2] Decreto Legislativo 18 aprile 2005, n. 84
[3] La fiscalità del risparmio transfrontaliero (Johannes Guigard)
[4] Domanda di rimborso dell’imposta preventiva svizzera (per non residenti in Svizzera)




ottobre 24th, 2008 @ 6:02 am
Ciao caro Massimiliano ben tornato ,si la guida mi sembra chiara ed esaustiva ,unico punto, quando per la prima volta parli della Svizzera “applica la medesima aliquota”,si puo’ in realta’ confondere con cio’ che dici in precedenza parlando di altri paesi europei ,la Svizzera applica la ritenuta federale al 35%,anche se rifiuta in ogni caso di comunicare i dati dei propri investitori a qualsiasi autorita’ straniera.Complimenti Continua cosi’-
ottobre 24th, 2008 @ 6:40 pm
grazie Luigi!
in effetti quel passaggio è poco chiaro e devo aggiornarlo.
ottobre 24th, 2008 @ 7:51 pm
Sempre riguardo la Svizzera ci sarebbe da specificare meglio che gli investimenti in bond stranieri (quindi non svizzeri) non sono assogettati all’imposta preventiva svizzera ma all’euroritenuta.
ottobre 24th, 2008 @ 9:02 pm
ciao luxor, piacere di riavere anche te!
quest’informazione è davvero interessante, ma voglio capire meglio: investendo da un conto svizzero in bond di un altro stato estero, in quanto residente europeo, verrei tassato al 20% senza ulteriori obblighi nei confronti del fisco?
andrebbe chiarito l’iter dell’investimento ad esempio in bond tedeschi (stato che comunica automaticamente i dati) e bond austriaci (stato in cui vige il segreto bancario)
ottobre 25th, 2008 @ 8:18 pm
ciao massimiliano, hai afferrato il senso del mio discorso, ma per renderlo ancora più chiaro a te e ai lettori riporto l’esempio della mia esperienza diretta con l’elvetica Banca Migros, la quale mi offre online la possibilità di compravendita di titoli obbligazionari quotati sul mercato svizzero SIX (l’equivalente del nostro MOT). Su tale mercato sono negoziabili una infinità di titoli nazionali e internazionali sia governativi che corporate. Per cui se sul mio conto a banca Migros compro un titolo ‘nazionale svizzero’ sono assogettabile all’imposta preventiva del 35%, se invece acquisto un bond ‘internazionale’(ad esempio Repubblica di Germania, Rabobank, Cassa Nazionale Autostrade Francesi, Municipio di Tiokio, ecc.) in questo caso sono assogettato all’euroritenuta oppure a nessuna ritenuta se si è firmata loro (cosa che ho fatto) l’autorizzazione allo scambio di informazioni fiscali. Penso che questo esempio sia sufficiente a chiarire bene il concetto, ma se avete altri dubbi chiedete pure.
ottobre 25th, 2008 @ 11:41 pm
Bentornato Luxor ,ciao Massimiliano, ,se compri Bond Svizzeri e tutto rimane in loco non credo ci voglia dichiarare l’operazione interna al conto Svizzero ,ripeto interna;allo Stato Italiano si deve solamente fare conoscere e di questo si fara’ ampia comunicazione nel modello Unico rm-rw,solo i movimenti da e per l’estero,ma non interni e che rimangono interni ,la ritenuta elvetica del 35% copre tutti i movimenti in totale su quel conto.Per cio’ che riguarda i bond di stato Svizzeri credo non siano tassati -Sarebbe meglio approfondire-Ciao Mauro ciao Massimiliano
novembre 15th, 2008 @ 12:02 pm
[...] sono riportati gli interessi lordi su base annua per le offerte estere (per le informazioni fiscali si faccia riferimento alla mini-guida). Ogni segnalazione su eventuali omissioni e/o errori è ben gradita! [...]
novembre 30th, 2008 @ 2:05 am
Avrei bisogno di una conferma: la richiesta di rimborso dell’imposta preventiva federale (vedi nota [4]) implica la comunicazione in automatico degli interessi percepiti all’estero da parte della banca svizzera all’Agenzia delle Entrate?
Presumo che sia così dal momento che il modello 95 fa riferimento agli accordi bilaterali e restituendo l’imposta dovrebbero chiedere allo Stato italiano l’aliquota spettante da tali accordi.
novembre 30th, 2008 @ 3:57 pm
Ciao MB, è sottointeso che la richiesta di rimborso del’imposta preventiva svizzera implica lo scambio di informazioni fiscali tra i due stati, indipendentemente che tale richiesta venga avanzata in forma indiretta (tramite la denuncia dei redditi)o in forma diretta (tramite il modulo fornito dall’amministrazione elvetica). Tale seconda procedura è notoriamente lunga e burocratizzata, a tal punto da farvi desistere chi deve richiedere rimborso di pochi soldi, ma data l’importanza per noi della procedura dal punto di vista conoscitivo, ti ringrazio se ti prendi l’impegno di attivarla così da portare poi a conoscenza dei lettori i tempi e le difficoltà eventuali di tale procedura.
dicembre 11th, 2008 @ 9:53 pm
Sono andato all’Agenzia delle Entrate per il certificato contro le doppie imposizioni da inoltrare poi all’austriaca Bundesschatz. Come sapete la prassi in questione era per noi di Piccolo Risparmio una novità assoluta, per cui non vi nascondo l’imbarazzo. Mi sono presentato alla reception con il modulo di richiesta scaricato da internet debitamente compilato con allegati la fotocopia della C.I. e una copia non compilata del certificato bilingue inviatomi da Bundesschatz. La signora della reception mi dice dice di prendere il numero cliccando sulla macchinetta alla voce CONSEGNA DOCUMENTI e portarmi quindi in sala d’attesa. Giunto il mio turno consegno il modulo compilato all’impiegato il quale, visibilmente impreparato, dopo averlo letto se ne è andato chiedendomi di attendere. Dopo cinque minuti torna con un funzionario in giacca e cravatta il quale mi spiega che la domanda che ho preparato va bene, ma va presentata in bollo da € 3,10 e il certificato che mi devono firmare (quello che mi ha spedito Bundesschatz) lo devo compilare io stesso, in più copie: una resta a loro, una da spedire a Bundesschatz ed eventualmente una terza copia facoltativa per me. Mi ha quindi invitato a ripresentarmi con tale documentazione corretta. Ci ritornerò nei prossimi giorni. Se le cose stanno così posso assicurarvi che la prassi non è eccessivamente burocratizzata. Vi terrò comunque informati su come andrà a finire la storia.
dicembre 13th, 2008 @ 12:16 am
@Mauro
ciao Mauro, grazie per l’interessantissimo feedback.
puoi quindi confermare che il modulo che indichi come scaricato è quello indicato al punto 3.2 dell’articolo?
per quanto riguarda il modulo bilingue di Bundesschatz, è disponibile un link dove si può scaricare?
dicembre 14th, 2008 @ 12:24 am
[...] e tassati secondo la fascia di reddito cui si appartiene. Per maggiori informazioni si faccia riferimento alla mini-guida. Categorie: Uncategorized, bce, conti di deposito, conti esteri, conti online, crisi [...]
dicembre 14th, 2008 @ 8:44 pm
Ovviamente il modulo cui facevo riferimento è appunto quello indicato al punto 3.2, cioè quello necessario ad autorizzare lo scambio di informazioni fiscali in cambio della non applicazione dell’euroritenuta. Il facsimile della domanda è appunto quello preso dal sito del comune di Jesi e che questo sito ha preso sempre a corretto riferimento, mentre il certificato da restituire compilato e firmato viene fornito direttamente dalla banca straniera, nel mio caso Bundesschatz. Tale certificato non è reperibile online, ma lo invia la stessa Bundesschatz a coloro che all’atto dell’apertura conto hanno indicato di non volere l’applicazione dell’euroritenuta e di voler optare per lo scambio di informazioni fiscali con l’Italia.
dicembre 16th, 2008 @ 2:25 pm
Sono tornato all’Agenzia delle Entrate con tutta la documentazione esatta per ottenere la vidimazione del certificato da inviare a Bundesschatz per la non applicazione del’euroritenuta in cambio dello scambio di informazioni fiscali. E’ andato tutto bene, mi hanno restituito con timbro e firma una delle due copie da me precompilate. Domani stesso lo spedirò a Bundesschatz con lettera raccomandata. Unico dubbio: il timbro tondo che hanno apposto sul certificato è venuto stampato male, quasi illeggibile, non è che poi Bundesschatz mi risponderà che il certificato non va bene per illeggibilità dell’ente che lo ha emesso??? Staremo a vedere. Se sarà il caso vi terrò informati.
dicembre 16th, 2008 @ 10:22 pm
ciao Mauro, grazie dell’aggiornamento.
penso che anche se stampato male, si possa riconoscere un simbolo ufficiale e non penso ti faranno storie (tra l’altro gli stai chiedendo di comunicare tutto all’Agenzia delle Entrate, in massima trasparenza).
una domanda: in Italia gli interessi maturati verranno tassati al 12,5%?
dicembre 16th, 2008 @ 10:54 pm
Magari me li tassassero solo al 12,50! In Italia gli interessi maturati dovrò riportarli nella denuncia dei redditi e pagarci le imposte in base al mio scaglione di reddito (presumibilmente 27%).
dicembre 17th, 2008 @ 11:28 am
ma allora è meglio pagare la euroritenuta (20%) oppure i bot o btp italiani dove paghi solo il 12,5% e alla fine come netto ti troverai con condizioni simili ( 0,01 più o meno)
dicembre 19th, 2008 @ 2:28 pm
ciao cyborg, la tua domanda necessita di una premessa: chi diversifica parte dei propri risparmi all’estero lo fa solo ed esclusivamente per ripararsi da un eventuale futuro default dello stato italiano. Se un risparmiatore non ritiene possibile tale eventualità allora nulla è più comodo e fiscalmente agevoltato per lui degli investimenti in Italia: solo il 12,50% di ritenuta alla fonte, applicabile non solo ai titoli italiani da te citati (bot, btp) ma anche a quelli esteri quotati sul mercato telematico italiano.
dicembre 19th, 2008 @ 4:48 pm
@Mauro
fino al mese scorso c’era comunque convenienza nei titoli austriaci che davano un 4,00% lordo.
dall’ultimo ribasso al 3,25% resta in piedi il soprattutto tuo discorso.
@cyborg36061
in generale conviene sempre diversificare e per tipologie d’offerte come quella dei bund austriaci, che non presentano spese e permettono di recedere tranquillamente, sono più i pro che i contro. chiaramente si guarda anche all’interesse netto corrisposto e al momento sono certamente meno appetibili.
dicembre 23rd, 2008 @ 6:35 pm
[...] sono riportati gli interessi lordi su base annua per le offerte estere (per le informazioni fiscali si faccia riferimento alla mini-guida). Ogni segnalazione su eventuali errori o imprecisioni è ben [...]
gennaio 8th, 2009 @ 10:39 am
Salve, questa mini guida è molto interessante. Pensavo di investire in Advanzia Conto, ma mi frena l’idea di complicarmi la vita a mandare email o dover telefonare in una lingua che capisco poco(inglese). In teoria, scegliendo di pagare solo le tasse italiane, cosa dovrei fare? Mandare un’ e-mail in inglese ad Advanzia con allegato il modello di documento compilato coi miei dati che trovo al paragrafo 3.2 ? Solo questo? E poi inserire i dati nella dichiarazione dei redditi naturalmente… E’ così?
gennaio 8th, 2009 @ 11:06 am
@Anna C
Sin dall’apertura del conto di deposito viene richiesto di scegliere quale regime dichiarativo si preferisce: applicazione dell’euritenuta (con segreto bancario) o nessuna ritenuta con comunicazione dei dati all’ente fiscale del proprio stato di residenza.
se si sceglie la seconda, sarà cura di Advanzia di produrre la documentazione necessaria all’Agenzia delle Entrate, mentre in dichiarazione andranno comunicati gli accrediti da tassare.
l’unica comunicazione da fare a questo punto è quella di apertura conto, per inviare una scansione del documento di identità .
in seguito supponendo che l’e/c arrivi poi puntualmente (qualche utente ha dei problemi) si riceverà ogni mese un’unica e-mail in inglese con il saldo e gli interessi maturati. eventuali movimentazioni, in ingresso o in uscita, generano invece comunicazioni in tedesco di conferma.
febbraio 17th, 2009 @ 10:35 pm
Ciao, innanzitutto faccio i miei complimenti per il sito, che ho appena scoperto e ho capito che non potrò più farne a meno.
Il tuo sito propone vari stimoli, ma leggendo i commenti (qui e sotto altri articoli) mi sono reso conto di un problema.
Sono titolare di un conto corrente italiano (su cui ho versato i miei sudati risparmi, che vorrei difendere e magari salvarli da un eventuale default). Vorrei aprire un conto presso Postfinance (o anche investire in bot austriaci, tedeschi). Il problema è che sono uno studente universitario che non percepisce alcun reddito se non quelli provenienti dai buoni postali e dal conto corrente (che sono, correggetemi se sbaglio, già tassati alla fonte). Dunque non presento dichiarazione (vale quella dei genitori?).
Se non mi sconsigliate del tutto di fare alcunché, come dovrei comportarmi con gli interessi sul conto svizzero (mi va bene anche l’euritenuta, se questo non crea problemi al fisco) e quelli sui titoli di stato stranieri?
Vi ringrazio per le vostre risposte.
febbraio 21st, 2009 @ 5:42 pm
ciao senzareddito.
non sono un commercialista, quindi prendi con le molle quanto scrivo.
dal momento che è necessario che ti rechi fisicamente in Svizzera per aprire un c/c (ad es. in PostFinance), sul quale verrà applicata automaticamente la ritenuta federale sugli interessi corrisposti, se parliamo di piccole cifre potresti anche tacere i relativi interessi che sarebbero irrisori (s’intende che i versamenti andrebbero sempre fatti in contanti).
c’è infatti una franchigia di reddito al di sotto della quale si è esentati dal presentare dichiarazione dei redditi; inoltre sei già tassato alla fonte.
per titoli di stato stranieri sui quali vedresti applicata l’euritenuta al 20% attualmente, devi comunque operare tramite bonifico e quindi con un intermediario che denuncerebbe la transazione, ma non penso che avresti problemi in tal senso (vieni tassato maggiormente alla fonte, sei sotto la soglia della dichiarazione dei redditi e il tutto avviene sotto gli occhi di un mediatore)
nel caso invece volessi dichiarare tutto in Italia, se non arrivi comunque alla soglia che rende obbligatoria la dichiarazione dei redditi, potresti optare per far risultare tali investimenti nella dichiarazione di un familiare che deve presentarla, cui chiaramente aumenterebbe il reddito impobibile e di conseguenza l’aliquota se è al limite tra uno scaglione e l’altro. il vantaggio, ad esempio per i bund austriaci, sarebbe l’applicazione dell’aliquota del 12,5% contro il 20% dell’euritenuta.
ripeto, non sono un esperto in materia fiscale e quanto scrivo è potenzialmente inesatto, quindi consulta un commercialista nel caso pensi di procedere su questa strada.
febbraio 22nd, 2009 @ 12:53 am
Ho fatto qualche domanda in giro (confermata poi sul sito dell’AdE (nomen omen?
)
1) Si devono dichiarare i trasferimenti da e per l’estero e gli investimenti esteri se superiori a 12500 euro (il famoso modulo RW);
2) L’euritenuta sostituisce praticamente sempre il prelievo fiscale italiano (titoli austriaci tassati al 20% invece che al 12,5, interessi su c/c tassati al 35% invece che al 27).
Insomma se si rimane su piccoli importi non c’è niente da dichiarare (a meno di non voler dedurre).
Però non ho capito: mi sconsigli di versare i soldi dal mio c/c italiano su quello estero, optando per i contanti?
febbraio 22nd, 2009 @ 1:03 am
ciao senzareddito.
il discorso che facevo due post più su era relativo a cifre inferiori, esenti da dichiarazione dei redditi (la franchigia mi sembra sia intorno ai 3000€). per cifre superiori valgono i consigli della guida.
considera poi che il limite è sceso da 12500€ a 10000€ con l’ultima finanziaria e cifre di questo importo vanno chiaramente denunciate, anche nel caso in cui ti recassi fisicamente all’estero.
sia chiaro che il fatto che vieni tassato alla fonte va comunque dichiarato!
marzo 7th, 2009 @ 7:50 pm
Buona sera a Lei,
io ho investito dei soldi in Peru’ in un mercato “ibrido” nel senso che, i miei soldi vengono dati in mano ad un broker che li gestisce lui senza rendermi partecipe su quali mercati vengono investiti. Nel momento stesso che io farò rientrare gli interessi attivi nel mio conto corrente come mi devo comportare con il fisco? Essendo il mio un mercato non specifico di acquisto di azioni od obbligazioni, vanno tassati? e se si a quale ALIQUOTA?
Aspetto sue nuove, Grazie
marzo 9th, 2009 @ 6:27 pm
Buonasera signora anna, mi pare di capire che il suo investimento in perù è inquadrabile in quello che da noi si chiama ‘risparmio gestito’, che qui in Europa non rientra tra gli investimenti soggetti a doppia tassazione (è viene tassato solo alla fonte), ma non le so però dire se la convenzione con il Perù sia uguale a quella tra gli stati europei. Supponendo che non sia assogettato a tassazione, l’unico adempimento fiscale che le competerebbe sarebbe quello di indicare nel quadro RW del modello Unico il movimento di trasferimento in Italia (che mi dice voler fare) degli interessi percepiti nel quadro RW, ma solo qualora il montante degli stessi fosse superire ai 10000 euro annui. Per cifre inferiori non deve fare nulla. In ogni caso le consiglio di informarsi pure presso il fiscalista che le cura la denuncia dei redditi. La saluto cordialente.
marzo 9th, 2009 @ 9:07 pm
Gentile signora Anna, quella fiscale è una materia assai delicata e controversa, per cui ogni decisione a riguardo va demandata al fiscalista che le grestisce la denuncia dei redditi. Le esprimo comunque il mio parere: da quello che intendo i suoi soldi in Perù sono investiti in quello che da noi si chiama ‘risparmio gestito’ cioè gestione patrimoniale o similari. I proventi di tali investimenti non vanno inseriti in denuncia dei redditi in quanto tassati alla fonte e non assegettati alla doppia imposizione fiscale, a meno che la convenzione specifica tra Italia e Perù preveda condizioni diverse (ma non credo in quanto rappresenterebbero un’anomala eccezione in campo internazionale). Se poi i proventi annuali di tali investimento vuole farli rientrare in Italia tenga presente la soglia annuale dei 10000 euro: se il trasferimento annuale è di importo superiore deve indicarlo nel quadro RW del modello Unico, viceversa non deve fare nulla. Spero di essere stato sufficientemente esaustivo. Voglia gradire i miei migliori saluti.
marzo 18th, 2009 @ 12:32 am
Grazie Mauro.
Riporto di seguito il parere di un commercialista che ho consultato, che conferma quanto hai già anticipato.
La domanda, così com’è posta, è un po vaga comunque come principio generale si distingue tra redditi gia’ tassati dall’eventuale intermediario che ha effettuato l’investimento (in quel caso non vanno indicati in dichiarazione) e l’obbligo tributario termina con la ritenuta effettuata.
Nel caso non vengano tassati sono sottoposti a ritenuta del 12,50% ed andranno indicati nel quadro RM della dichiarazione dei redditi.
Bisognerebbe comunque avere la certezza del tipo di investimento per rispondere esaurientemente.
maggio 12th, 2009 @ 9:53 am
Vi scrivo per chiedervi se un italiano che apre un conto in svizzera e compra etf azionari è tassato con euroritenuta (ora del 20% poi del 35%) sul capital gain?
Tento di spiegarmi meglio:
Compro un etf Euro stoxx 50 a 100€, lo rivendo a 110€ ho avuto un gain di 10€ su cui dovrò pagare delle tasse o no?
Grazie
P.S.=> Il caso che mi interessa è quello di una persona che rifiuta la comunicazione dei dati con lo stato italiano e quindi decide di mantenere il segreto bancario
maggio 12th, 2009 @ 10:38 am
ciao Michele, dovrebbe essere proprio così.
la Svizzera (per ora) continua a mantenere il segreto bancario, ma come cittadino UE, dati gli accordi con la repubblica elvetica, vieni probabilmente tassato con euritenuta.
nel caso invece richiedessi la comunicazione all’Agenzia delle Entrate, avresti una deduzione in dichiarazione dei redditi (in Svizzera applicano comunque la ritenuta federale al 35%).
luglio 18th, 2009 @ 4:44 pm
BullionVault
avete esperienza con questo sito di compravendita oro?
La sede è nel Regno Unito.
Mi interessa sapere come comportarmi ai fini fiscali nella dichiarazione dei redditi ed altri adempimenti fiscali. Nello specifico:
1. devo dichiarare al fisco i trasferimenti di denaro con SWIFT verso il conto BullionVault? (Vorrei trasferirvi più di 15000 euro)
2. Devo indicare nel 730 solo eventuali plusvalenze realizzate?
Grazie
luglio 19th, 2009 @ 10:49 am
ciao Massimiliano (mio omonimo!)
ho accennato a BullionVault in questo articolo, ma non ne ho un’esperienza diretta.
1) la comunicazione riguardo alla movimentazione viene fatta automaticamente dalla tua banca qualora (come presumo) la eseguissi via bonifico internazionale. questa è una misura in vigore contro il riciclaggio del denaro e credo sia utilizzata addirittura per importi sopra i 2000€.
2) BullionVault in teoria dovrebbe comunicare i dati fiscali all’Agenzia per le Entrate, non tassandoti alla fonte, ma è possibile che al pari degli istituto delle Isole del Canale, scarichino tale responsabilità su di te e che sia tu a dover richiedere tale comunicazione, oltre a dover dichiarare gli interessi percepiti all’estero. ho qualche dubbio che si possa fare però con il 730 e che occorra Unico.
agosto 19th, 2009 @ 11:26 pm
Ciao a tutti.
Ho lavorato per quasi 10 anni in Inghilterra e l’anno scorso sono tornato a vivere in Italia.
Considerando due situazione
1 che i costi per un conto corrente in Italia sono esorbitanti (zero in UK)
2 La sterlina e’ cascata vicino alla parità con l’euro appena prima che rientrassi in Italia
ho deciso di tenere i miei sudati risparmi in un conto corrente (in sterline) che ho aperto quando vivevo li dove pago il 20% di tasse sugli interessi.
Da l’anno scorso sto cercando di mettere in piedi un piccola attività economica dove scrivo software qui in Italia. Ovviamente per poter vender software prima lo devi creare e per crearlo ci vuole parecchio tempo! Nel mio caso 2 anni.
Tutto ciò′ si traduce nel fatto che la mia attività per due anni avrà reddito zero.
Devo denunciare gli interessi percepiti sul mio conto in Inghilterra dove ho già una ritenuta alla fonte del 20%. Tutto questo quando faro la dichiarazione dei redditi (UNICO) per il 2008, prima del 30 settembre 2009
I)Domanda:
Quanto mi farà ‘ pagare il fisco italiano su questi interessi?
Risposta:
1) Nulla
2) La differenza fra il 27% che si paga qui
e il 20% che ho pagato li.
3) Il 27% anche se ho già pagato il 20%
4) Altro
II) Domanda
Avete qualche consiglio da darmi per la dichiarazione dei redditi considerando la mia situazione?
Grazie per le eventuali risposte
agosto 20th, 2009 @ 3:42 pm
Ciao Omar,la tua non è una domanda ‘generica’ da forum, ma per commercialista esperto. Ti scrivo comunque il mio parere. Presumo che nei dieci anni in cui hai lavorato in UK tu abbia comunque mantenuto la residenza in Italia, per cui avresti dovuto già pagare ogni anno le tasse (col modello Unico) sugli interessi percepiti in UK, ove ti hanno applicato l’aliquota locale del 20%. In pratica dovevi indicare nel quadro RM gli interessi percepiti e barrare l’opzione ‘tassazione ordinaria’, poi compilare il quadro CM per detrarre l’imposta locale inglese del 20% che ti hanno applicato. Fermo restando che l’ammontare complessivo degli investimenti all’estero andava quantificato nel quadro RW. Mi pare di capire che tu non lo abbia mai fatto, per cui secondo il mio parere saresti già in contravvenzione. Ma ripeto, il tuo è un caso da commercialista esperto in tassazione dei redditi esteri.
agosto 20th, 2009 @ 4:10 pm
Ciao Mauro
Quando vivevo all ‘estero ho spostato la mia residenza in inghilterra.
La dichiarazione dei redditi l’ho sempre fatta la
e ho sempre pagato tutto al fisco inglese
agosto 20th, 2009 @ 4:14 pm
Dato che sono rientrato a meta 2008 solo ora mi trovo a dover compilare la dichiarazione dei redditi del 2008 qui in italia.
agosto 20th, 2009 @ 5:41 pm
Ok Omar, allora è solo adesso che ti devi muovere, so che scoccia dover cercare un commercialista per queste piccolezze, purtroppo se rientri nell’obbligo di compilazione dei quadri RW e RM dovrai farlo anche se non hai altri redditi. E questo solo un commercialista esperto in redditi esteri te lo sa dire con certezza. Facci sapere come andrà a finire.
agosto 20th, 2009 @ 11:44 pm
Lo faro sicuramente
Ok Grazie Mille
Ciao
agosto 25th, 2009 @ 9:48 pm
Ho inviato alla redazione italiana di Radio Romania Internazionale ( http://www.rri.ro/index.shtml?lang=8 ) la seguente email:
Cari amici della redazione italiana,
sui siti finanziari italiani sono diventate oggetto di interesse le banche rumene che sui loro siti internet (anche in inglese) pubblicizzano offerte di conti di deposito in valuta euro anche ai non residenti (quindi anche agli italiani) con interessanti renumerazioni dal 5% al 7% di interessi. Purtroppo per aprire un simile conto bisogna venire fisicamente in Romania perché le vostre banche non offrono la possibilità di aprire un conto a distanza (online via internet e per corrispondenza) e ciò rappresenta un forte limite perché vi assicuro sono tantissimi gli italiani (e io sono tra questi) che sarebbero interessati ad aprire un conto di deposito bancario presso le vostre banche rumene.
Sono allora a chiedere a Radio Romania Internazionale di farsi portavoce presso le banche rumene di organizzarsi per consentire l’apertura di conti e depositi bancari agli italiani anche online via internet e per corrispondenza, come già fanno tante banche di altri stati dell’Unione Europea.
Spero di essere stato chiaro nell’esporvi il problema, così come spero veramente che vogliate interessarvi ad una sua risoluzione. Voi di radio Romania Internazionale siete il più agevole canale di dialogo tra il popolo italiano e le istituzioni rumene, per cui è a voi che esponiamo le nostre esigenze nella speranza vogliate poi farle presenti alle sedi opportune.
Un caro saluto.
agosto 26th, 2009 @ 12:11 am
davvero un’ottima iniziativa, bravo Mauro.
spero che la Radio ti risponda presto e se vorrai condividere con noi la risposta possiamo pubblicarla come articolo.
agosto 26th, 2009 @ 2:52 pm
Massimiliano per fare quello che proponi bisognerebbe che Radio Romania Int. mi rispondesse in forma scritta, invece rispondono solitamente ai quesiti degli ascoltatori solo dal vivo attraverso la loro rubrica domenicale “Il corriere degli ascoltatori”. Se non già domenica prossima, sicuramente la successiva mi daranno una risposta. Se sarà per noi interessante mi riservo comunque di darne qui notizia con un post o un articolo (se la risposta dovesse essere particolarmente articolata).
agosto 31st, 2009 @ 2:40 pm
Non mi è chiaro cosa succede se si apre un conto presso un broker svizzero in euro, gli interessi che si percepiscono credo che non siano gravati dell’imposta federale del 35%. Pertanto in Italia possono essere tassati al 12,50% mediante compilazione del quadro RM sezione V senza barrare la casella per la tassazione ordinaria?
Grazie a tutti quelli che vorranno rispondermi.
settembre 1st, 2009 @ 10:26 am
Sulla tassazione dei conti svizzeri bisogna fare molta attenzione a non sbagliare: indipendentemente che il conto sia in euro o o in franchi, se gli interessi percepiti sono relativi a conti correnti o bonds emessi da società svizzere vengono solo ed esclusivamente gravati dall’imposta preventiva del 35%. L’imposta preventiva non la paghi solo se su tale conto svizzero acquisti bonds di emittenti non svizzeri. In quest’ultimo caso ti applicano o l’euroritenuta o nulla se hai optato per lo scambio di informazioni fiscali.
settembre 1st, 2009 @ 9:51 pm
Grazie. Lo sbaglio derivava da quanto erroneamente riportato su questo sito: http://switzerland.isyours.com/I/servizi_bancari/tassa.html
Visto che conosci così bene la materia ti chiedo: gli interessi sui bond in Italia sono tassati al 12,50% o sempre e solo con tassazione ordinaria (23 o 27%). Se ad esempio non volessi o non avessi una tassa estera da portare a credito di imposta potrei pagare il 12,50%?
settembre 1st, 2009 @ 10:07 pm
Massimo lascia perdere il sito di quel mediatore finanziario, non è aggiornato, la situazione che espone è ante2005, quindi vecchia e superata. E poi un conto svizzero lo si apre di persona, senza bisogno di pagare provvigioni salate ad inutili mediatori. Per quanto concerne la tua domanda percepisco che continui ad avere le idee confuse, se mi permetti allora ti allego in un post immediatamente successivo a questo un dettagliato vademecum. Dopo averlo letto, se avrai ancora dubbi (ma non credo) me lo dirai ed io ti risponderò…
settembre 1st, 2009 @ 10:36 pm
OGGETTO: c/c svizzero in euro e investimento del capitale in obbligazioni (con rinuncia al segreto bancario).
Tassazione:
1) sugli interessi del c/c: imposta federale del 35%;
2) sugli interessi delle obbligazioni con ISIN non CH: non sono soggette all’imposta federale del 35%, si pagherà l’imposta sostitutiva del 12,50% nel modello Unico.
3) sugli interessi delle obbligazioni con ISIN CH dovrei invece pagare l’imposta federale del 35%;
4) sugli acquisti di obbligazioni con ISIN non CH (essendo non residente in svizzera) nessuna tassa;
5) sugli acquisti di obbligazioni con ISIN CH una tassa dello 0,075%.
6) sugli eventuali CAPITAL GAIN da compravendita (o rimborso) di obbligazioni indipendente dall’ISIN nessuna tassa.
Tasse italiane che si devono pagare con il mod. UNICO:
1) sugli interessi del c/c in euro: imposta sostitutiva del 27% e chiedere il rimborso del 35% (imposta preventiva applicata) alla Svizzera con il loro modulo, oppure barrare l’opzione per la tassazione ordinaria nella sezione V del quadro RM e poi mettere in deduzione l’imposta preventiva del 35% trattenuta alla fonte nel quadro CR (operazione però abbastanza complicata);
2) sugli interessi delle obbligazioni con ISIN non CH: imposta sostitutiva del 12,50% compilando la sezione V del quadro RM e non barrando l’opzione per la tassazione ordinaria;
3) sugli interessi delle obbligazioni con ISIN CH dove ho pagare l’imposta federale del 35% per poter chiedere il rimborso del 35% trattenuto dovrei optare per la tassazione ordinaria altrimenti l’imposta sostitutiva del 12,50% e chiedere il rimborso del 35% alla Svizzera con il loro modulo;
4) sugli eventuali CAPITAL GAIN da compravendita (o rimborso) di obbligazioni il 12,50% compilando il quadro RT.
settembre 1st, 2009 @ 10:42 pm
In sintesi, consiglio personale da esperto, se uno vuole aprire conti all’estero e non complicarsi fiscalmente troppo la vita, consiglio non la Svizzera ma l’area Euro, e consiglio di sottoscrivere conti di deposito (tipo quelli di Advanzia, Bundesschatz, Anglo Irish Bank, Keytrade, Cortal Consors, ma di quest’ultimo sono ancora in attesa dell’acensione conto) e non bond.
settembre 1st, 2009 @ 10:51 pm
Grazie mille. Tutto chiarissimo.
ottobre 21st, 2009 @ 2:55 pm
‘giorno a tutti…
ho letto molto di questo sito e lo trovo molto molto interessante, sto per laurearmi con una tesi che affronta (di striscio) il tema..
però ci sono alcune cose che mi sono ancora dubbie… rinunciando al segreto bancario mi sembra tutto piuttosto chiaro…si comunica il reddito in dichiarazione…
ma se mister “X” NON volesse rinunciare al segreto? se volesse aprire un semplice C/C accettando di pagare la euroritenuta o equivalente in svizzera? a quel punto il segreto bancario sarebbe salvo giusto? con l’eccezione di gravi motivi che giustificano la richiesta da parte dell’autorità competente..etc…
nel caso “normale” e per normale intendo che mister “X” ha 1.000 euro che gli ha regalato il nonno (esempio scemo ma efficace).. che cosa succederebbe all’apertura di un C/C in contanti in svizzera senza richiesta di comunicazione all’autorità italiana? tutto rimarrebbe segreto e sconosciuto alle autorità italiane anche alla luce degli ultimi sviluppi normativi? grazie, ciao, Gigi.
ottobre 22nd, 2009 @ 1:13 pm
Ciao Gigi, nel caso specifico che tu poni è evidente che optando per l’euroritenuta, o comunque non autorizzando lo scambio di informazioni fiscali, ed avendo portato il denaro sul conto estero in contanti, il segreto bancario ti copre indubbiamente. Nel tuo caso potresti venire scoperto dalla GdF italina solo a seguito di una precisa e mirata indagine nei tuoi confronti, comunque abbastanza improbabile, con esplicita richiesta da parte italiana allo stato elvetico di informazioni su tuoi eventuali conti bancari per sospettata frode fiscale o riciclaggio.
ottobre 22nd, 2009 @ 1:53 pm
Grazie Mauro, molto chiaro.. ma mi rimane un ultimo dubbio. Se mister X coperto dal suo segreto bancario e “scoperto” dalla GdF dichiara che quei 1.000 euro li aveva il nonno sotto il materasso e gli sono stati regalati in contanti che legge contravverrebbe avendo pagato l’euroritenuta (o equivalente in Svizzera)?
A mio avviso, se la GdF non riesce a dimostrare evasione o qualsiasi altro reato alla base di quell’introito finanziario (mister X ovviamente è un bravo ragazzo!)non c’è violazione di legge, dico giusto? le autorità italiane nulla potrebbero avendo pagato l’euroritenuta e essendo i capitali di provenienza non illecita…
Ciao e grazie ancora
Gigi
ottobre 22nd, 2009 @ 5:07 pm
Innanzi tutto il problema principale non è la tassazione degli interessi ma il mancato adempimento delle disposizioni di monitoraggio fiscale, ovvero l’indicazione nel modello Unico – quadro RW dei trasferimenti da e per l’estero, punito con una sanzione dal 10% al 50% (adempimento obbligatorio se si movimentano con l’estero più di 10mila euro). Dopo si può poi aggiungere la contestazione della provenienza di quei capitali: l’onere della prova sarà a carico di mister X, dovrà dimostrare con documentazione che quei soldi gli sono stati regalati dal nonno, se non è in grado di produrre prove difensive il fisco automaticamente può ritenere quei fondi di natura illecita per cui altre sanzioni. Come vedi se i fondi portati all’estero da mister x la GdF glieli dovesse scovare si preparati a farseli mangiare per almeno la metà dalle sanzioni.
ottobre 23rd, 2009 @ 9:46 am
Molto esauriente, grazie!
ottobre 26th, 2009 @ 2:36 pm
Ho cominciato a studiare la legislazione di San Marino e mi sembra che allo stato attuale, quanto già detto sopra per la svizzera è valido anche per San Marino, confermi?
grazie
ottobre 26th, 2009 @ 5:05 pm
per San Marino non cambia nulla, è uno stato estero a tutti gli effetti, così come pure il Principato di Monaco. Le normative sul monitoraggio fiscale valgono quindi anche per questi piccoli stati.
ottobre 28th, 2009 @ 7:02 am
[...] merito alla tassazione applicata far riferimento alla mini-guida sugli investimenti all’estero. Categorie: conti di depositoTags: euritenuta > olanda > sepa > yapi [...]
novembre 17th, 2009 @ 8:08 pm
L’Agenzia delle Entrate ha emesso oggi 17 novembre la circolare n. 48 (scaricabile dal loro sito) che contiene finalmente note esplicative sugli adempimneti di monitoraggio fiscale a carico di quei lavoratori dipendenti che prestando lavoro al’estero hanno depositi bancari in quel determinato stato o da questo tasferiscono denaro verso l’Italia. L’argomento è del massimo interesse per quei lettori che, ricadendo in questa casistica, nelle scorse settimane chiedevano su questo sito informazioni a riguardo.
novembre 17th, 2009 @ 10:44 pm
Con la circolare n. 48/E il fisco fornisce importanti chiarimenti circa i depositi e i conti correnti aperti presso banche estere per l’accredito degli stipendi da parte dei dipendenti di ruolo pubblici in servizio all’estero: questi lavoratori, secondo l’Agenzia, non hanno l’obbligo di rispettare il monitoraggio fiscale (cioè di compilare il modulo RW della dichiarazione dei redditi), la cui violazione è una delle condizioni per aderire allo scudo fiscale in corso.
Inoltre, neanche i lavoratori dipendenti transfrontalieri e i dipendenti di imprese multinazionali che lavorano all’estero dovranno “scudare” i conti aperti all’estero per accogliere gli stipendi. Secondo il fisco, questi contribuenti avrebbero dovuto dichiarare i conti nel modulo RW della dichiarazione dei redditi. Però, dato che si tratta di disponibilità all’estero derivanti da redditi assoggettati a tassazione alla fonte, il fisco permette a questi frontalieri di regolarizzare la propria posizione fino al 2008 presentando una dichiarazione dei redditi integrativa completa del modulo RW pagando una sanzione minima di 26 euro.
dicembre 2nd, 2009 @ 5:56 pm
Investendo on line in un fondo straniero che investe nelle valute (forex) con sede a Panama , quando ritiro gli interessi devo pagare le tasse ? Devo dichiarare gli interessi ritirati e giunti sul mio conto bancario in Italia? Anche per importi piccoli? In quale sezione del modello unico devono essere dichiarate? Mi può dire cosa prevede la legge?
Grazie
dicembre 2nd, 2009 @ 7:27 pm
Il caso di Andrea è particolare in quanto i proventi da attività speculativa sul forex non sono classificabili come interessi ma come capital gain, per cui secondo me vanno riportati nel quadro RT del modello Unico, indipendentemente che li trasferisca in Italia o li lasci sul conto panamense. La compilazione del quadro RW non dovrebbe invece riguardare questo caso in quanto chi opera sul forex (trattandosi di un mercato a leva) lo fa solitamente trasferendo sull’apposito conto estero cifre di modico importo, generalmente inferiori ai 10k, limite sotto il quale non si deve compilare il quadro RW.
dicembre 12th, 2009 @ 10:31 pm
Allo scopo di voler “sottrarre alla sovranità italiana” (possibili patrimoniali per ripianare bilanci nazionali in crisi -vedi Amato-) una discreta sommetta assolutamente lecita (white), avrebbe senso trasferirla, regolarmente, via bonifico (mediatore) su un conto svizzero protetto dal segreto bancario?
Oppure l’operazione non ha alcun senso visto che l’agenzia delle entrate conoscendo l’entità del trasferimento (mod Unico) avrebbe comunque modo di applicare patrimoniali sul malloppo? Esistono precedenti storici al riguardo?
Complimenti x il sito e le informazioni riportate: sintetiche, esplicative ma sopratutto “limpide” (nessuno vuol vender niente)!
Michele da Venezia
dicembre 13th, 2009 @ 1:10 pm
ciao Michele,
grazie per i complimenti.
dal momento che parli di trasferimenti legittimi, che diamo per assunto vadano sempre a un conto a te intestato, sono in pratica dei giroconti che stai facendo tramite due intermediari: la banca italiana, che informa il fisco italiano e la banca svizzera che informa quello elvetico.
una volta che i fondi sono trasferiti, si applica chiaramente la giurisdizione svizzera oltre l’eventuale protezione bancaria sul “segreto” che in pratica non c’è.
sulla legittimità dell’operazione, penso che nessuno possa obiettare nulla, soprattutto se partizioni i trasferimenti, li fai alla luce del sole e poi in dichiarazione dei redditi denunci gli interessi percepiti (e recuperi la differenza di aliquote data la tua residenza fiscale in Italia).
mi chiedo quindi come (e per quale motivo poi?) potrebbe/dovrebbe lo Stato appropriarsi dei tuoi risparmi legittimamente trasferiti. non ho personalmente conoscenza di fatti analoghi, se eccettuiamo la questione USA-UBS che però riguardava evasori fiscali americani.
siamo comunque qui per discuterne e approfondire le problematiche connesse ai trasferimenti oltre confine.
dicembre 13th, 2009 @ 1:27 pm
Ciao Michele! E’ sempre un piacere leggerti ogni tanto. Mi permetto integrare la risposta di massimiliano perché so che anche tu, come me, sei ossessionato da una imposta patrimoniale che prima o poi arriverà . Mi dispiace deluderti ma se traferisci con bonifico bancario parte dei tuoi risparmi in uno stato dove vige il segreto bancario nella speranza di occultarli così alla rapacità del fisco italiano ti sbagli di grosso. Le banche italiane hanno l’obbligo di segnalazione di tutte le movimentazioni con l’estero per cui non sfuggiresti all’obbligo di indicare tali movimentazioni nel modello Unico. Se veramente vuoi occultarli per sfuggire alla patrimoniale (quando verrà ) li devi portare in Svizzera o Austria in contanti (non più di 10K per volta) oppure, come alternativa, te li tieni nascosti a casa. Non ho memoria se nel 1992 la famigerata una tantum colpì anche i soldi in bianco che gli italiani avevano su conti esteri obbligandoli al versamento dell’ imposta patrimoniale tramite modello F24, ma stai pur certo che il rischio che ciò venga previsto è altissimo. Per cui, uomo avvisato mezzo salvato..!
dicembre 14th, 2009 @ 9:38 am
Gentile Mauro concordo con il fatto che lo stato italiano “vorrebbe” tassare i tuoi capitali all’estero, ma mi chiedo come potrebbe farlo praticamente… inoltre, basterebbe dichiarare di averli spesi per comprare una proprietà o di averli bruciati al casino.. (il segreto bancario dovrebbe coprirti a sufficienza.. o sbaglio?).
Lancio un’ulteriore provocazione:
Ipotizzando di essere cittadini greci che in questi giorni stanno vivendo grossi problemi di deficit (il principio vale però anche x noi italiani), avrebbe senso trasferire i risparmi in euro sotto la “giuridizione svizzera” per salvarli da un’ipotetica uscita temporanea della grecia dall’euro giusto il tempo di ritrasformare i debiti nella loro vecchia moneta e svalutarli? (ho letta di questa possibilità su autorevoli quotidiani nazionali).
Mi chiedo “accademicamente” come ciò potrebbe avvenire; verrebbe stampata una moneta temporanea greca con la quale verrebbero pagati gli stipendi, e riconvertiro solo il debito pubblico o, tutti gli euri di proprietà dei greci verrebbero riconvertiti nella loro toalità ?
Sarebbe sufficiente proteggerli sotto la giurisdizione di un’altro paese, e/o essere in possesso di titoli di debito di paesi terzi (bond tedeschi)?
Ovviamente sono conscio che probabilmente nessuno saprà rispondere con certezza; credo però che con un pò di informazione e buon senso ci si possa almeno avvicinare alla verità .
Grazie a Massimiliano a Mauro
Ciao Michele
dicembre 15th, 2009 @ 12:59 pm
Il mio è non è commento ma una domanda di aiuto – urgente.
Dove nel quadro RM (quale sezione e rigo) devo mettere gli
interessi percepiti su un conto corrente estero per la tassazione separata (27%) ? Devo mandare via entro questa settimana
l’integrazione dell’UNICO 2009 e nessuno finora mi ha potuto
dare questa informazione. Grazie mille in anticipo
CHRISTINE
dicembre 15th, 2009 @ 6:34 pm
E’ abbastanza semplice, non capisco come nessuno ti abbia saputo dare indicazioni a riguardo: Quadro RM sezione V rigo 12.
dicembre 18th, 2009 @ 12:55 am
Ho alcuni dubbi “pratici” riguardo ai trasferimenti “leciti” all’estero di denaro e mi farebbe piacere ricevere il vostro parere:
1 – Massimo consiglia dei trasferimenti partizionati, perché? Esistono dei limiti massimi “leciti” per ogni bonifico oppure il mio denaro lo posso trasferire liberamente dove voglio?
2 – Se ho ben capito occorre denunciare sul modello unico quadro RW i trasferimenti annuali superiori a 10000 euro e gli eventuali guadagni sul quadro RN; non mi è chiaro se vi è anche l’obbligo di dichiarare poi anno dopo anno l’ammontare di questi capitali detenuti all’estero, e se si dove?
3 – Chi presenta il 730 come si deve comportare per adempiere agli obblighi del punto 2?
4 – La tassazione italiana molto ben esplicata da Mauro nel vademecum precedente quale
sarebbe nel caso di NON rinuncia del segreto bancario? (di default nell’apertura di un conto PosteFinance)
5 – gli interessi percepiti dichiarati vengono riportati sulla base di una dichiarazione
rilasciata dalla banca estera (obbligatoria) oppure è sufficiente una autocertificazione?
Grazie Michele
dicembre 18th, 2009 @ 11:06 am
Michele ti vedo ‘maturo’ per un trasferimento di risparmi all’estero e ti faccio i miei complimenti. Intuisco che hai scelto PostFinance, per cui prima di rispondere alle tue 5 domande devo dirti che questa banca offre solo prodotti di risparmio ‘svizzeri’, quindi assogettabili all’imposta preventiva del 35%, contro la quale non è possibile chiedere la non applicazione anche optando per lo scambio di informazioni fiscali. Per cui sarai assogettato a doppia imposizione: il 35% in Svizzera e poi il 27% in Italia in sede di denuncia dei redditi. Per recuperare il 35% trattenuto dalla Svizzera dovrai trafficare un pò, ci sono due modi, quello migliore è la richiesta diretta di rimborso che dovrai presentare su apposito modulo all’autorità fiscale elvetica.
dicembre 18th, 2009 @ 11:23 am
Le 5 risposte in breve per l’amico Michele:
1) Non esistono limiti ‘massimi’ di trasferimento in modo lecito (per ragioni contabili ti consiglio sempre il bonifico bancario).
2)Il quadro RW è composto di tre sezioni: in una vanno indicati i trasferimenti all’estero (e la si compila solo l’anno in cui questi vengono eseguiti), in un’altra vanno indicati gli investimenti all’estero (e questa la si aggiorna ovviamente tutti gli anni). Gli interessi invece andranno riportati per la tassazione nel quadro RM (non RN come scrivi tu).
3)Se per la denuncia dei redditi fino ad oggi compilavi il mod. 730, coi soldi all’estero dovrai obbligatoriamente passare al modello Unico.
4) La tassazione italiana è uguale sia in caso di rinuncia firmata al segreto bancario sia in caso di sua applicazione in default come fa Postfinance.
5)Postfinance ti rilascia ogni anno una certificazione degli interessi erogati, la userai come prova sia nel pagamento delle tasse in Italia che nella richiesta di rimborso dell’imposta preventiva 35% all’autorità fiscale elvetica.
dicembre 18th, 2009 @ 7:48 pm
Dimenticavo di sottolineare un aspetto importante: il rimborso ottenibile dell’imposta preventiva non è sul complessivo 35%, ma per circa il 20%, per cui oltre alla prassi abbastanza scomoda di doverlo richiedere con apposita procedura, si finisce comunque penalizzati.
dicembre 19th, 2009 @ 5:52 pm
Gentilissimo Mauro
Innanzitutto mille grazie per le prontissime risposte!
Sono + che pronto x un conto estero, invero l’ho già aperto 1 anno fa con PostFinance con una cifra simbolica; niente da dire servizio molto serio e garantito dallo stato svizzero (di fatto una cassaforte). Sono tuttavia rimasto deluso dall’impossibilità per i non residenti di abilitare l’opzione “trading” ovvero acquistare titoli non CH; ancor di più alla luce dei chiarimenti che la tua disponibilità sta portando al sottoscritto e ai lettori di Piccolorisparmio.
Dall’analisi delle info da te fornite va da se che la migliore opzione (e forse l’unica) sarebbe quella, se fosse fattibile, di acquistare titoli non CH (bond tedeschi, francesi… etc) e di pagare solo l’imposta sostitutiva del 12,50% nel modello Unico.
Non mi resta che verificare la disponibilità di Keytrade e/o Migros per i quali si applicheranno, presumo, le stesse regole fiscali di PostFinance.
Approfitto della tua disponibilità per un’ulteriore chiarimento:
1 – quali sono nella “pratica” le difficoltà per ottenere il rimborso dell’imposta preventiva svizzera?
2 – nel caso di acquisto di titoli non CH e non avendo optato per lo scambio di informazioni fiscali viene applicata comunque l’euroritenuta? In caso affermativo, come posso recuperarla totalmente, e pagare solo l’imposta sostitutiva italiana?
3 – ho sempre compilato da me il mod. 730 e trasmesso gratuitamente tramite CAAF; posso fare la stessa cosa con il mod. Unico? E’ molto + complesso?
Grazie e ciao
Michele
dicembre 19th, 2009 @ 6:44 pm
Bravo Michele, hai capito perfettamente, io scelsi Banca Migros anziché Postfinance proprio per sfruttare l’opportunità di poter comprare bond non CH e quindi senza subire alcuna ritenuta (avendo optato per lo scambio di informazioni). Per quanto riguarda le tue domande:
1) per ottenere il rimborso di una quota dell’imposta preventiva svizzera hai due possibilità : a) devi richiedere online all’autorità fiscale svizzera (UFCL) il ‘modulo 95′ (http://www.bundespublikationen.admin.ch/it/publikationen/artikelsuche.html?&tx_ttproducts_pi1swords=605.020.29&order=Suchen)
da compilare e rispedire in triplice originale.
b) detrarla in sede di denuncia dei redditi attraverso la compilazione del quadro CR (dopo aver optato nel quadro RM per la tassazione ordinaria) che però è molto difficoltoso da compilare.
2)se su un conto svizzero acquisti bond non CH sugli interessi ti verrà applicata l’euroritenuta se non hai firmato loro l’autorizzazione allo scambio di informazioni, mentre non ti viene applicata nessuna ritenuta se hai firmato loro l’autorizzazione allo scambio di informazioni. In quest’ultimo caso pagherai solo, sugli interessi percepiti, il 12,50% di imposta sostitutiva nel quadro RM del modello Unico (come ho fatto io). Attenzione però al prezzo del bond: qualora tu lo acquistassi a meno di 100, dato che alla scadenza ti verrà rimborsato a 100, dovrai pagare il 12,50% anche su tale plusvalenza attraverso la compilazione del quadro RT.
3) Il modello Unico non è complesso da compilare, la guida è più che esaustiva, dovrai però compilarlo e spedirlo non attraverso CAAF ma tu stesso telematicamente previa registrazione al sito dell’Agenzia delle Entrate e successiva compilazione, nella tua area riservata, di ‘Unico Online’.
dicembre 19th, 2009 @ 6:50 pm
P.S. Il link che ho postato sopra non pare funzionare, per cui al modello 95 prova ad arrivarci attraverso questo percorso:
http://www.estv.admin.ch/verrechnungssteuer/dienstleistungen/00253/00626/index.html?lang=it
dicembre 19th, 2009 @ 10:31 pm
Concordo Mauro, anche se un bel etc/trust di lingotti d’oro acquistati per il tramite della banca delle poste svizzere avrebbe dato notevoli garanzie di “solidità “.
Mi manca solo (si fa per dire) di capire come recuperare un’eventuale euroritenuta (20/35%) se optassi per il “silenzio” bancario.
Ps: non x farmi i fatti tuoi, sei di professione bancario?
Grazie Michele
dicembre 20th, 2009 @ 12:49 pm
Michele per recuperare l’eventuale euroritenuta subita a causa di un’eventuale tua non autorizzazione allo scambio di informazioni fiscali devi nel quadro RM optare per la tassazione ordinaria degli interessi percepiti, in questo modo andranno a sommarsi agli altri redditi soggetti ad Irpef, l’euritenuta dovrai indicarla quindi come credito d’imposta nel quadro CR, che però ti ripeto è abbastanza complicato da compilare. Per quanto riguarda la mia professione non sono ovviamente un bancario, altrimenti micca starei a consigliare di portare i risparmi fuori dall’Italia!
dicembre 22nd, 2009 @ 1:24 am
Scusate se mi intrometto ma ho un dubbio con un’operazione da me effettuata con una banca italiana: CERTIFICATO DI DEPOSITO in Yen abbinato ad una operazione di domestic Currency swap con finalità di copertura rischio cambio.
Sono in regime dichiarativo, sono pertanto soggetto a dichiarare detta operazione nel quadro RW?
Grazie
Alessandro
dicembre 22nd, 2009 @ 11:22 am
Da quello che ho capito tale certificato di deposito è stato acquistato ed è custudito in un dossier titoli presso una banca italiana, per cui in tale contesto non vige alcun adempimento nei confronti del quadro RW.
dicembre 22nd, 2009 @ 9:16 pm
se io deposito presso postfinance max 10000 euro,,,devo sempre fare la dichiarazione allle agenzie delle entrate??vorrei non avere questa incombenza,,,solo burocrazia,,,,chi mi sa dare una risposta??
dicembre 23rd, 2009 @ 12:40 am
Grazie per la risposta,
confermo che il certificato in Yen è custotido presso una banca italiana ma avevo il timore che l’operazione in valuta andasse sempre dichiarata, in quanto attività di natura finanziara, a prescindere dalla detenzione o meno all’estero (è ovvio che comunque dovrò compilare il quadro RT).
Grazie di nuovo.
Alessandro
dicembre 23rd, 2009 @ 10:48 am
ciao Davide, mi pare che tu abbia le idee un pò confuse, se per ‘dichiarazione’ intendi il certificato che va richiesto all’Agenzia delle Entrate per la disapplicazione dell’euroritenuta questo non riguarda la Svizzera ma solo Austria, Lussemburgo e Belgio. Con la Svizzera la procedura è più semplice: basta una dichiarazione scritta alla banca.
Ma al di là di questa precisazione se apri un conto a Postfinance per un montante inferiore ai 10K in sede di denuncia dei redditi sei esonerato dalla compilazione del quadro RW, ma non dalla compilazione del quadro RM per la tassazione degli interessi(imposta sostitutiva del 27% o opzione per la tassazione ordinaria). Dal tenore delle tue parole ritengo che la procedura sia comunque eccessivamente burocratica per i tuoi gusti.
dicembre 29th, 2009 @ 7:19 pm
grazie dellla risposta,,,,in realtà vorrei evitare qualsiasi dichiarazione,,,
dicembre 31st, 2009 @ 12:22 am
ciao Davide.
Mauro ti sta indicando quali sono gli adempimenti fiscali previsti dalla legge: se percepisci dei redditi all’estero sei obbligato a dichiararlo, non ci sono scappatoie se vuoi essere in regola.
Anche con l’euritenuta l’adempimento non decade.
dicembre 31st, 2009 @ 1:43 pm
quindi se ho capito bene,,verso 10000 euro a postfinance,,quindi evito compilazione modulo rw,,,ma poi dichiaro solo interessi percepiti nel modulo rn,,posso farlo anche nel modello 730??grazie
dicembre 31st, 2009 @ 6:43 pm
no, la compilazione del quadro RM è possibile solo sul modello Unico, tieni presente che dovrai farti compilare anche il quadro CR per la detrazione dell’imposta preventiva 35% che la banca svizzera ti trattiene. Con la doppia imposizione sarai fortemente penalizzato perché ti sarà molto difficile recuperare per intero quel 35% che la Svizzera ti trattiene alla fonte. Per chi vuole investire in un conto di deposito al’estero io sconsiglio da sempre la Svizzera proprio per l’handicap della doppia imposizione, consiglio invece di investire nei paesi dell’area euro, dove optando per lo scambio di informazioni il problema della doppia imposizione non esiste.
gennaio 1st, 2010 @ 6:53 pm
vorrei che gentilmente mid este un aiuto,,,4 anni fa ho aperto un conto presso postfinance,,ho versato piccole cifre ogni anno in contanti per un totale di 25000 euro,,ma non ho mai denunciato nulla,,,che consiglio mi date,,,grazie per l aiuto,,,
gennaio 2nd, 2010 @ 2:48 am
[...] europei che ancora mantengono un minimo di segreto bancario. Tale gruppetto si riduce ora alle sole Svizzera, Lussemburgo e Austria. Il Belgio abbandona quindi l’euroritenuta e passa allo scambio automatico di informazioni [...]
gennaio 2nd, 2010 @ 11:39 am
avresti dovuto già dal primo anno pagare l’imposta sugli interessi percepiti attraverso la compilazione del quadro RM del modello Unico. Inoltre avresti dovuto compilare il quadro RW dal momento in cui il montante degli investimenti superava i 10K. Per cui ora hai due alternative:
1) continui a far finta di niente dato che i soldi li hai portati in contanti quindi non ci sono in Italia tracciabilità bancarie tramite le quali la GdF possa identificarti,
2) approfitti dello scudo fiscale in corso per regolarizzare la tua posizione rimpatriando i soldi dalla Svizzera col pagamento di una penale del 6%.
gennaio 2nd, 2010 @ 11:59 am
@nicola
penso che lo scudo fiscale sia un’ottima possibilità per regolarizzare la tua situazione. come dice luxor, al momento dovresti sostenere solo un costo irrisorio del 6%.
gennaio 28th, 2010 @ 11:27 pm
Anch’io ho un problema analogo a quello di Nicola. Trascorro lunghi periodi in Thailandia ma risiedo sempre in Italia. A volte utilizzo il bancomat italiano per i prelievi di valuta locale in contanti attraverso gli ATM. Ma proprio per evitare questi costosi prelievi 3 anni fa ho aperto un c/c thailandese e successivamente in varie occasioni ho trasferito meno di 20.000 euro tramite bonifici bancari e cio’ non a fini di investimento ma per le spese di sopravvivenza. Ora sul conto ci saranno 3.000 euro circa e non ho mai fatto alcuna dichiarazione in Italia. Devo comunque seguire quello che i gentilissimi Luxor e Massimilano hanno indicato a Nicola o si prospetta qualche differenza nella mia posizione? Mi viene spontaneo chiedere cosa devo scudare se i soldi trasferiti tramite bonifici li ho usati per le spese quotidiane? Grazie mille per la risposta
gennaio 29th, 2010 @ 10:28 am
Dany per i casi ‘atipici’ come il tuo l’Agenzia delle Entrate ha emesso apposita circolare n. 48/E del 17 novembre 2009. A mio modo di vedere dovevi compilare il quadro RW sez. III per il monitoraggio dei trasferimenti da e per l’estero (di importo complessivo annuo superiore ai 10k). Se poi i soldi sul conto thailandese ti hanno pure fruttato interessi dovevi compilare anche la sez. II e pagare infine un’imposta del 27% su tali interessi nel quadro RM.
gennaio 29th, 2010 @ 10:09 pm
Grazie Mauro per la risposta. Pero’ ho qualche dubbio sull’applicazione della circol.48/E perche’ si rivolge espressamente ai lavoratori all’estero, categoria di cui non faccio parte in quanto non svolgo alcuna attivita’ all’estero ne’ come dipendente ne’ come imprenditore.
Sono un po’ confuso comunque riguardo al limite dei 10.000 euro movimentati con l’estero e cioe’ come va considerato questo limite. Per esempio:
caso a) in un post precedente si segnalava come sia sufficiente movimentare 5.000 euro verso un proprio c/c estero e successivamente rimpatriarli con i relativi interessi per superare il limite dei 10.000 euro facendo scattare l’obbligo della compilazione del quadro RW ed RM, e’ proprio cosi?
caso b) se movimento ogni anno 3.000 euro verso un mio c/c estero ovviamente al 4° anno accumulero’ 12.000 euro, ma in questo caso cosa e’ giusto fare? devo dichiarare al fisco italiano gia’ dal primo anno i movimenti in quanto mi vengono riconosciuti gia’ subito degli interessi dalla banca estera o devo aspettare di aver superato il tetto dei 10.000 euro al 4° anno?
caso c) se ho 3 c/c in 3 paesi esteri diversi il limite dei 10.000 euro va considerato cumulativamente o e’ riferito ad ogni c/c? insomma se ho 9.000 euro in ogni conto devo compilare il quadro RW considerando l’importo complessivo di 27.000 euro?
Insomma ho il sospetto che il limite dei 10.000 euro sia un limite un po’ ridicolo, non era meglio obbligare subito tutti a dichiarare qualsiasi importo movimentato? chi apre i c/c all’estero con lo scopo di diversificare i propri investimenti non puo’ certo fermarsi davanti ad un limite cosi contenuto.
Intanto volevo informare chi e’ interessato che forse riusciro’ ad aprire un c/c nell’affidabilissima e solida Norvegia per acquistare un po’ di Nok in un’ottica di diversificazione senza andare sul posto. Se cio’ andra’ in porto postero’ a chi e’ interessato la procedura.
Mi piacerebbe anche sapere cosa ne pensate di un c/c ad Hong Kong in Yuan, dalle ricerche che ho fatto mi pare di capire che sia possibile anche se bisogna recarsi sul posto. Lo Yuan prima o poi si apprezzera’ e non sarebbe male muoversi gia’ ora. Grazie!
gennaio 30th, 2010 @ 10:27 am
Dany il limite dei 10k è certamente ridicolo per un investitore, comunque nulla impedisce che un contribuente, per comodità come nel tuo caso, compili il quadro RW anche per movimentazioni annue inferiori. Ti riconfermo che il limite dei 10k riguarda la sommatoria CUMULATIVA delle movimentazioni da e per l’estero indipendentemente che siano gli stessi soldi a girare avanti e indietro più volte, e indipendentemente dal numero di tue banche o paesi coinvolti in questa movimentazione. Ma al di là di queste precisazioni davvero interessante il tuo tentativo di aprire a distanza un conto nella solida Norvegia! Tienici informati! Se poi apri pure un conto a Honk Kong in Yuan, seppure fisicamente e non da remoto, sarebbe davvero il massimo.
gennaio 30th, 2010 @ 6:16 pm
MrDany, tienici aggiornati!
Mi ricordavo che già in passato ti eri interessato ai Nok e spero sia possibile sottoscriverli per tutti i cittadini comunitari.
Se poi ti andrà di scrivere una recensione in proposito sarà un piacere pubblicarla!
febbraio 16th, 2010 @ 7:52 am
[...] Per maggiori informazioni sugli investimenti all’estero consultare anche la mini-guida. [...]
febbraio 23rd, 2010 @ 7:05 am
[...] Per informazioni sugli investimenti all’estero consiglio di leggere anche la mini-guida. [...]
marzo 2nd, 2010 @ 6:26 pm
L’acquisto di BUND/Bobl tedeschi per il tramite della mia banca italiana operando come nettista comporta obbligo di dichiarare i titoli nel modulo RW di UNICO?
grazie
marzo 3rd, 2010 @ 12:29 am
ciao andrea.
nel caso in cui ti è possibile acquistare titoli stranieri tramite una banca italiana, svolgerà il ruolo di sostituto d’imposta trattenendoti sugli interessi l’aliquota dovuta.
in questo caso non credo sia necessario dichiarare nulla nel quadro RW.
marzo 22nd, 2010 @ 5:44 pm
A proposito di protezione dei risparmi nella nota ipotesi di un’uscita dalla zona Euro dell’Italia chiedo un gentile parere. Sono diventato molto dubbioso sulla utilita’ di una apertura di un c/c ad Hong Kong (per quanto teoricamente fattibile recandosi sul posto con passaporto e una bolletta delle utenze che dimostri l’autenticita’ dell’indirizzo in Italia). Infatti purtroppo il c/c in Renminbi (probabile candidato ad una futura ghiotta rivalutazione) e’ possibile solo se si e’ in possesso di un documento d’identita’ locale; come se non bastasse gli interessi riconosciuti per il c/c in HKD od altre valute e’ intorno allo 0,01% annuo con l’eccezione dello AUD che e’ intorno al 2%. Pertanto oltre a dover ammortizzare il costo del viaggio, sopportare i costi di gestione del conto, rinunciare a tassi di interesse accettabili c’e’ il’incognita che in caso di forti dissesti internazionali dell’economia i soldi sono in balia di uno Stato come quello cinese dove tutto brilla fuorche’ la trasparenza. A questo punto, in
un’ottica di diversificazione, oltre a mandare avanti la pratica a distanza per l’apertura del conto norvegese (di cui faro’ il report appena ci sara’ l’esito), sto meditando di sostituire l’idea del conto a Hong Kong con quella del conto Postfinance. In poche parole se si aderisce al conto SET PLUS si possono aprire conti in varie valute anche se purtroppo i tassi di interesse sono pari a zero. Qual’e’ il vantaggio? Beh per chi ha gia’ il SET ON LINE e’ molto facile perche’ si puo’ fare tutto tramite e-mail. In piu’ in caso di una futura grave crisi economica internazionale la Svizzera da un po’ piu’ di serenita’ pensando che i conti in valute forti NOK AUD CAD sono nelle loro casse (non il CHF che e’ rischioso a causa dell’esposizione nel superindebitato sistema americano). Chi concorda?
marzo 22nd, 2010 @ 7:22 pm
Dany concordo che in un’ottica di diversificazione la Cina sia prematuro prenderla in considerazione. Ma mi pare di capire che tu non ti fidi neppure della valuta EUR e cercheresti una diversificazione anche valutaria. Io credo invece che investire in valuta euro i rischi siano minimi e quindi accettabili, perché anche quando l’Italia e gli altri paesi deboli della zona ne dovessero venire estromessi la valuta comunque continuerà ad esistere diventando più forte di prima. Per cui il set online di PostFinance in EUR, il cui conto deposito collegato rende l’1,87% è sicuramente molto interessante. Come interessante è avere un conto in Lussemburgo alla Banque et Caisse d’épargne de l’Etat, che secondo me è la miglior cassoforte di tutta l’area euro, essendo pubblica quindi interamente controllata da uno stato solidissimo sotto il profilo dei conti pubblici.
marzo 23rd, 2010 @ 6:59 am
Se posso aggiungere una ulteriore considerazione,
lo scenario relativamente (poco) probabile,ma possibile, è che i possessori di eur cittadini/residenti dei Paesi PI(I)GS possano trovarsi con una (s)valutazione forzata (effettuata dagli istituti di credito in cui si trovassero i depositi).
La soluzione Euro1 e Euro2 (deprezzato in una fascia dal 15% al 25%) è stata sollevata in piu’ di qualche articolo di stampa,blog,forum e, pur se relativamente improbabile, ha, IMHO,qualche possibilità di venire adottata.
marzo 23rd, 2010 @ 10:15 am
L’ipotesi Euro 1 e Euro 2 è senz’altro da tenere in considerazione da parte di un risparmiatore accorto, proprio per questo consiglio da sempre, per pararsi dalla conseguente svalutazione, di spostare una quota di propri risparmi nei paesi dell’area Euro 1.
aprile 13th, 2010 @ 12:52 pm
Complimenti a Corradi e Brasile per la quantita’ impressionante di informazioni utilissime che elargite gratuitamente a noi poveri risparmiatori!
Vi pongo una semplice domanda.
Temendo come molti il possibile fallimento della nostra amata nazione vorrei portare all’estero i miei sudati risparmi.
Lo voglio fare in modo del tutto lecito.
Considerando che poi li vorrei investire in titoli di stato tedeschi e/o area euro, dove mi conviene aprire il conto per avere meno burocrazia possibile?
Vorrei evitare di dover compilare il Mod. Unico e se possibile chiudere tutte le incombenze fiscali direttamente con la banca straniera.
Mi sembra di capire che se apro un conto in Svizzera, in Austria o in Lussemburgo questo non sia possibile. Giusto?
Quindi dove aprire un conto che mi permetta di investire i miei soldi ma allo stesso tempo non dover compilare moduli su moduli?
Mille grazie per tutte le vostre risposte!
Sempre piu’ preoccupato!
aprile 13th, 2010 @ 3:29 pm
Mi pare che fosse abbastanza chiaro che nell’aprire un conto al’estero non è possibile evitare di dover fare i conti con il modello Unico, in quanto gli interessi e/o dividendi e/o capital gain conseguiti all’estero devono essere autodichiarati e autotassati nella denuncia dei redditi in quanto le banche all’estero, a differenza di quelle in Italia, non possono fungere da sostituti d’imposta.
aprile 14th, 2010 @ 2:40 pm
Si era chiaro, solo che mi era sembrato che aprendo un conto in un paese EU e chiedendo la euroritenuta e con comunicazione al fisco italiano della posizione si potesse evitare la compilazine del Mod. Unico. Come non detto!
Se posso porrei un altro quesito.
Aprendo un conto con PostFinance e procedendo all’acquisto di Bund tedeschi, come viene gestita la ritenuta fiscale?
Ovvero, la Germani invia una cedola lorda senza alcuna ritenuta. Giusto?
Quindi PostFinance sulla cedola detrae automaticamente il 35% e poi devo chiedere il rimborso o informandoli che assolvero’ agli adempimenti fiscali in italia mi versano l’importo lordo e poi io provvedero’ a versare il 12.5% in Italia personalmente?
E se lascio la cedola sul conto in Svizzera l’eventuale interesse positivo mi verra’ tassato al 35% oppure anche in questo caso restera’ lordo perche’ io provvedero’ al pagamento del 27% in Italia ?
Chiedo scusa per queste domande ma alcuni passaggi ancora mi sfuggono.
Se mi poteste indicare eventuali link dove leggere ed apporfondire in merito evitero’ di annoiarvi con le mie domande.
Ancora Mille Grazie!
aprile 14th, 2010 @ 3:01 pm
Innanzi tutto va precisato che con Postfinance ti è impossibile acquistare dei titoli in quanto questa opportunità Postfinance la riserva ai soli residenti svizzeri. Agli stranieri lasciano acquistare solo prodotti emessi da loro. Per poter negoziare online titoli obbligazionari in Svizzera uno straniero deve aprire il conto a Banca Migros. Se te lo aprono (a me lo hanno aperto ma al altri no) potrai optare per la non applicazione dell’euroritenuta sui bond non svizzeri, per cui su un bond tedesco non ti applicheranno alcuna ritenuta sugli interessi. Pagherai quindi solo il 12,50% nella tua denuncia dei redditi.
aprile 19th, 2010 @ 11:44 am
Buongiorno,
sono nella stessa situazione di Omar (che ha scritto un messaggio il August 19th, 2009 @ 11:26 pm) e vorrei sapere se alla fine è riuscito a risolvere la questione.
Grazie
Saluti
Mattia
aprile 19th, 2010 @ 12:43 pm
Ciao, ma se volessi aprire un conto corrente privato con PostFinance per versamento/prelievo mensile dello stipendio, quindi senza investimenti di titoli o obbligazioni, devo solo dichiarare nel modello Unico il rendimento che ricevo al 31 Dicembre, quando la banca calcola gli interessi? Diciamo che verserei 2000€ all’apertura, e poi preleverei ogni mese l’ammontare dello stipendio di lavoratore dipendente.
aprile 19th, 2010 @ 12:49 pm
@Mattia
aspettiamo una risposta da Omar!
@Giulio
in questo caso va bene anche il 730, però considera che le banche fanno pagare elevati costi di bonifico verso la Svizzera e non so quanto sarebbe disponibile il tuo datore di lavoro.
aprile 19th, 2010 @ 1:00 pm
Ciao Massimiliano, grazie per la risposta.
aprile 20th, 2010 @ 7:02 am
[...] [...]
aprile 27th, 2010 @ 7:02 am
[...] [...]
maggio 8th, 2010 @ 11:09 am
Con Postfinance ho capito come aprire un conto…..ma perchè, da quello che ho capito, Banca Migros ha più difficoltà per un’eventuale apertura di c/c?
E se volessi aprirne un’altro anche in Lussemburgo alla Banque et Caisse d’épargne de l’Etat (ne parlate più che bene) devo sempre andare di persona o è possibile aprirlo online. Purtroppo il mio inglese e francese è poco più in là dell’uso scolastico……
Grazie infinite.
Pier
ps. sul c/c in Nok avete notizie perchè da una mia ricerca investire su quella nazione è possibile, se non mi sbaglio, solo attraverso fondi comuni d’investimento della Nordea.
maggio 8th, 2010 @ 3:02 pm
Banca Migros è sempre stata frenante, pur mantenendosi possibilista, nell’apertura dei conti agli stranieri, ma dopo la recente polemica identificante la Svizzera come un paradiso fiscale sembrerebbe (dal commento di un lettore, però da verificare in loco) che Migros abbia deciso di non aprire più conti nuovi agli stranieri.
Alla BCEE il conto è apribile a distanza, vogliono però la firma autenticata da un notaio (a pagamento) o all’ambasciata lussemburghese di Roma (gratuitamente).
maggio 13th, 2010 @ 9:21 pm
Ho parenti di amici che abitano vicino a Monaco di Baviera….qualcuno può indicarmi se ci sono banche in Germania che permettono l’apertura di un c/c?
Grazie
maggio 15th, 2010 @ 6:15 pm
…forse capisco male l’inglese ma alla BCEE “solo” se NON sei un cittadino della comunità europea ti chiedono l’autentica della firma:
•A copy of your passport or national identity card (if your passport or your national identity card has been delivered by an administrative authority of a country that is not a member of the European Union, we kindly ask you to provide us with a copy of your passport or national identity card certified by a legal authority, as for example an embassy, a consulate, a notary, a police office)
Sembrerebbe quindi che fosse come aprire un c/c con Fineco o altre banche online?
Oggi o domani compilo il modulo e vediamo quel che succede.
maggio 15th, 2010 @ 7:10 pm
ottima osservazione Pier!
maggio 15th, 2010 @ 8:57 pm
No Pier hai capito male, ai non residenti UE è la copia del documento d’identità che chiedono già da subito autenticata, in seguito chiederanno loro pure la firma autenticata sulla modulistica da restituire. A noi residenti Ue chiedono invece solo l’autentica della firma e non quella del documento d’identità . Per la precisione mi chiesero la firma autenticata solo sul documento di richiesta di rinuncia al segreto bancario. In pratica di firme autenticate gliene basta una sola, non su tutti i documenti da restituire firmati.
maggio 16th, 2010 @ 3:10 pm
…quindi l’autentica della firma la devi fare sul documento che loro ti chiedono di autenticare (a te l’hanno chiesta sul segreto bancario) non una autentica “in generale”. Devo quindi aspettare cosa mi chiedono quelli della BCEE?
non per farmi i fatti tuoi….ma da quello che scrivi mi sembra che il c/c ce l’hai…è stato complicato ed è complicato avere il c/c alla BCEE?
Grazie
maggio 16th, 2010 @ 9:45 pm
Non è assolutamente complicato avere il conto alla BCEE, ti manderanno una busta con chiaramente indicati i documenti di restituire firmati senza autentica e con autentica. Nulla di complicato, eccetto l’autentica che, per chi non abita a Roma, deve rivolgersi a pagamento da un notaio anziché gratuitamente all’ambasciata.
maggio 18th, 2010 @ 11:17 pm
Buongiorno, ho aperto l’anno scorso un conto in CHF presso postefinace per diversificare le valute e la distribuzione tra Italia ed estero. Ora io compilo già in modello unico. Dalla lettura dei post mi sono documentato sulla necessità di utilizzare i quadri RW ed RM (mi sono stati di grande aiuto). Non avendo interessi elevati 0,125% non mi interessa la doppia tassazione; si percepisce così poco d’interesse…. una domanda: RM12 punto 3: ammontare reddito. Qui devo indicare gli interessi lordi (come da regolare certificazione recapitatami) ma che quotazione di cambio devo usare? Dove la posso recuperare in modo ufficiale…grazie
maggio 19th, 2010 @ 8:55 am
Si, nel rigo devi ovviamente indicare l’importo lordo riportato nella certificazione che ti avevano inviato. Circa la conversione CHF-EUR devi utilizzare il cambio indicativo di riferimento del giorno in cui gli stessi sono stati percepiti o sostenuti o quello del giorno antecedente più prossimo. Se in quei giorni il cambio non è stato fissato, va utilizzato il cambio medio del mese. Per conoscere il cambio in vigore in un determinato giorno si può consultare il sito Internet dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (www.uif.bancaditalia.it).
maggio 20th, 2010 @ 10:58 pm
grazie per l’informazione!
giugno 4th, 2010 @ 10:36 pm
Non capisco forse mi sto perdendo qualcosa, ma se il problema e’ la paura che l’Ialia esca dall’euro o peggio fallisca basta andare in una qualuque banca italiana e investire i propri risparmi in capitali esteri, come un fondo obligazionario norvegese tanto per fare un esempio a questo punto puo fallire l’Italia e anche le banche italiane ma il mio risparmio nonviene toccato.
L’unica utilita in un c/c estero potrebbe essere per difendersi da una possibile tassa patrimoniale, (qui ricordo che nell’unico caso passato(1992) la patrimoniale tocco “solo” i c/c italiani ma non i fondi/bot/pct/azioni ecc…) ma se un’evetuale futura patrimoniale vuole colpire tutti i patrimoni be essendo i c/c esteri conosciuti dal fisco potrebbe arrivare comunque la parcella da pagare.
Quindi per proteggersi 100% da patrimoniali l’unico modo e’ c/c estero in nero (e qui lo sconsiglio perche non legale) oppure il materasso o meglio la cassetta valori. Ma per il default Italia come dicevo prima basta investire in uno stato solido non serve il conto estero.
Se sbaglio ditemelo.
giugno 6th, 2010 @ 2:35 pm
Renato magari fosse così semplice come speri tu, se la banca in cui hai depositato il tuo fondo fallisce dimmi con quale procedura ne rientrerai in possesso, ti ci vorranno anni se va bene. Noi invece puntiamo a che la nostra liquidità sia sempre disponibile, al di fuori di banche e stati che possono andare in default.
giugno 8th, 2010 @ 10:19 am
@Mauro Corradi
Sono andato all’agenzia delle entrate e al CAF e vi riferisco:
Dichiarare gli interessi sul 730 è possibile. Si fa nel quadro D. Ma non conviene perché gli interessi vengono tassati come reddito normale (30% circa). Nel quadro RM dell’UNICO invece si sceglie l’opzione “tassazione separata”, e l’aliquota standard di 12,5%.
Inoltre, se considerando tutto, vi aspettate un rimborso per la dichiarazione dei redditi conviene fare il 730 e dopo fare un integrazione del modello RW e RM al CAF. Così non dovete aspettare per il rimborso.
giugno 8th, 2010 @ 2:02 pm
ciao mauro,,,alllora si paga il 12,50% anche sui conti esteri???wowwww,,,,fantastico direi…
giugno 8th, 2010 @ 3:19 pm
Se dovessero tornare le lire, anche investendo in obbligazioni norvegesi, la banca intermediaria riconsegnerà il controvalore dell’investimento in base al corso della nuova moneta non di quella vecchia.
giugno 8th, 2010 @ 3:24 pm
no, Mr si è espresso in modo sintetico e parzialmete confuso, il 12,50% è solo sugli interessi da obbligazioni, sui conti di deposito si paga il 27%, occhio a non tentare di fare i furbi col quadro RM perché quei volponi dell’Agenzia delle Entrate se ne accorgono subito. A parziale rettifica di quanto scritto da Mr NON bisogna barrare l’opzione per la ‘tassazione ordinaria’ (da lui definita ‘tassazione separata’) ma la normale imposta sostitutiva (12,50% o 27% secondo la tipologia degli interessi).
giugno 8th, 2010 @ 9:20 pm
tuttavia, resta che chi ha da recuperare con il 730, può integrare la dichiarazione come indicato da MR.
MR, confermi che al CAF possono gestire la cosa telematicamente?
giugno 8th, 2010 @ 9:35 pm
esatto zuccavuota, i calcoli saranno fatti con la nuova moneta quindi il mio capitale e’ protetto perche valutato il korone norvegesi, quindi se la nuova lira si svaluata diciamo della meta rispetto al vecchio euro, mi daranno il doppio di lire per corona, se si svaluta di dieci volte mi daranno dieci volte la quantita di lire per una corona.
Per quanto riguarda il recupero se la banca intermediaria fallisce mi sto informando, per esempio io ho un invesimento in fondo Anima fatto con IWbank, ebbene io ho tanto di certificato scritto del mio ordine direttamente dal fondo Anima non da IWbank il che vuol dire che sono registrato da loro come cliente, quindi secondo me dovrebbe bastare fornirgli un nuovo indirizzo di deposito, comunque forse la faccio troppo semplice per questo mi sto informanto presso alcuni fondi.
giugno 8th, 2010 @ 10:14 pm
Renato io mi auguro che tu possa avere ragione, perché in tal caso salveresti i tuoi soldi senza bisogno di mandarli all’estero, di certo io mi fido di più ad averli direttamente in Lussemburgo o in Svizzera, in questo modo una sicurezza in più rispetto a te credo di averla.
giugno 19th, 2010 @ 12:37 pm
[...] delle Entrate (libero scambio delle informazioni). Per approfondimenti vedere anche la guida agli investimenti esteri. Tag:abnamro, milano, olanda, roma var uri = [...]
giugno 22nd, 2010 @ 11:37 pm
Non ho riscontrato risposte alla”provocazione” di Michele in data 14/12/2009 ore 9.38 am.Se
qualcuno potesse farlo anche se è trascorso parecchio tempo, sarebbe per me un grande aiuto.Grazie sin d’ora.
giugno 23rd, 2010 @ 10:26 pm
[...] sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più [...]
luglio 18th, 2010 @ 9:31 pm
Intanto un cordialissimo saluto a Mauro e Massimiliano, sempre ammirevoli nella dedizione e gentilezza che dimostrano. Sono qui per aggiornarvi sulle mia odissea legata all’apertura del c/c con la banca DnbNOR norvegese.
Cronologia:
1) Primo contatto via email
2) Invio di quanto da loro richiesto: a) copia passaporto autenticata (da ambasciata,banca,polizia o altre autorita’); b) lettera con propri dati + motivazioni per l’apertura del c/c + richiesta esplicita di un ”D number” (simile
al codice fiscale italiano che rilascia lo Stato norvegese) ; c) lettera di presentazione di una banca italiana sulla mia affidabilita’ che in realta’ coincide con lo ”Statement of good standing” ovvero ”Attestazione di
identificazione a distanza”.
3) Invio di dei moduli di apertura del c/c e di quelli per il rilascio di carta di debito accompagnati da mia espressa richiesta di poter utilizzare il bancomat all’estero (circuito Mastercard, Visa…) (tutto i moduli sono in norvegese, grrrrr!!!!)
4) Conferma apertura c/c e arrivo di carta di debito usabile solo in Norvegia (doppio grrrrrrrr!!!!!)
Insomma… non e’ ancora finita perche’ aspetto ancora i codici segreti + il token per l’operativita’ online che almeno questa dovrebbe essere in inglese… in teoria!
Aspetti negativi:
1) tempi molto lunghi, dall’invio della documentazione sono passati piu’ di 3 mesi e non e’ ancora finita;
2) finora non ho mai provato a contattarli telefonicamente ma per posta o via email a volte sono lenti nelle risposte e addirittura 2 volte non hanno neppure risposto a richieste di chiarimenti;
3) per rilasciare una carta che sia utilizzabile all’estero vogliono l’accredito dell stipendio sul c/c della loro banca (cosaaa???!!!!!) per cui l’unico modo per far rientrare i propri capitali e’ con il classico bonifico;
4) gli interessi bancari che riconoscono son bassi;
5) nonostante si vantino di offrire la gestione del conto online in inglese la modulistica e’ tutta in norvegese e le istruzioni sono scarne e ben lungi da quelle impeccabili di Postfinance.
I vantaggi:
1) l’unico ma non disprezzabile vantaggio e che la Norvegia e’ una botte di ferro per i risparmi quindi ognuno valuti se ne vale la pena iniziare il calvario, personalmente non so se rifarei tutto…
Saluti a tutti. Mr Dany
luglio 18th, 2010 @ 10:22 pm
ciao Mr. Dany!
grazie per l’interessantissimo feedback.
una domanda: ma la richiesta del D-number l’hai inoltrata direttamente alla banca? è possibile farlo senza avere un domicilio/indirizzo fisico in Norvegia?
luglio 18th, 2010 @ 11:38 pm
(fonte :22 dicembre 2009
Intesa Sanpaolo – Servizio Studi e Ricerche ) “L’ultima agenzia ad essersi mossa è stata S&P che il 18 dicembre ha modificato il rating per il debito a lungo termine ad A+, da AA-, con Outlook stabile. Secondo la valutazione dell’agenzia le performance finanziarie rimarranno sotto pressione anche nel 2010 a causa del processo in atto di peggioramento dell’asset quality. Secondo l’agenzia di rating, a pesare sui conti della
banca norvegese, oltre alla nota esposizione verso l’area baltica (attraverso DnB NORD), vi sarà anche il rallentamento sul mercato domestico. In Norvegia la recessione è stata meno profonda rispetto agli altri paesi nordici, ma l’impatto sul portafoglio prestiti alle piccole e medie imprese
norvegesi secondo S&P si farà sentire. Le altre aree di vulnerabilità sono, sempre secondo S&P,
l’esposizione al settore immobiliare in Danimarca e i prestiti alle industrie che si occupano di
trasporto merci internazionale. Le prospettive stabili assegnate dall’agenzia tengono in conto gli effetti del recente aumento di capitale e riflettono l’ipotesi che, nonostante le perdite su crediti
(attese nel 2010 sui livelli del 2009, in area NOK 8 miliardi), DnB NOR Bank l’anno prossimo resti in utile”
luglio 19th, 2010 @ 11:02 am
Scusate se posto qui, ma non ho trovato thread specifico.
Nella eventualità di voler aprire un c/c estero ma nella ipotesi di *non* volerlo utilizzare come solo conto di deposito, in base alle Vs conoscenze ne esiste qualcuno che possa mettere in grado il sottoscrittore di effettuare anche una compravendita di fondi comuni (sullo stile dell’italiano OnlineSim)?
luglio 19th, 2010 @ 1:29 pm
In realtà ad un più attento esame mi sembra di avere trovato ciò che cerco in swissquote…
luglio 19th, 2010 @ 5:30 pm
Ciao Monica: grazie per l’utile segnalazione. Al di la’ della contingente situazione in cui possono trovarsi le loro banche cio’ che e’ importante e’ lo scarso indebitamento dello Stato di per se’ una garanzia per tutto il loro sistema economico.
Ciao Massimiliano: confermo che la richiesta del D number l’ho rivolta direttamente alla DnbNOR. La carta di debito che ti invia la banca funziona anche come documento di identita’ in Norvegia e reca il D number con la propria foto. Ti confesso pero’ che non so cosa farmene, avrei preferito di gran lunga una carta utilizzabile all’estero per il cash anche se da utilizzare solo nei casi di emergenza.
luglio 24th, 2010 @ 11:20 am
[...] Per il Demand Account in euro l’interesse attualmente riconosciuto è del 2,90% annuo, su cui viene applicata poi l’euritenuta. [...]
agosto 16th, 2010 @ 1:56 pm
Salve a tutti e complimenti per le precise e dettagliate informazioni, ho “divorato” la pagina tutta in un colpo !
Meno male che vi ho trovato, solo adesso capisco cosa ho rischiato (e forse rischio ancora, prima domanda ?), a investire in Italia.
Vi spiego brevemente, dopo 8 anni di cause col datore di lavoro ho racimolato una cifra che, per me, e’ notevole: sono tutti i miei risparmi di 27 anni di impiego (e di danni, soprusi e illeciti subiti), poco piu’ di 100.000 Euro, e adesso vorrei rifarmi una vita all’estero, precisamente in Malesia, dove si vive bene con poco e senza tanti problemi (ho girato 4 continenti prima di trovare un posto che mi piacesse…)
Non vorrei andare O.T., ma volevo chiedervi (seconda domanda), come faccio a trasferire i soldi all’estero, fuori zona Euro, legalmente, senza pagare troppe tasse all’Italia (possibilmente nessuna) ? E’ inteso che prenderei residenza, comprerei un’immobile e farei investimenti in Malesia o in altri Paesi asiatici (tipo India, Thailandia, Hong Kong, Singapore…), anche perche’, a quanto ho capito da questo blog e da quanto vedo nella pratica, in Europa piu’ del 2-2,50% di interesse sui depositi e’ difficile prendere, e inoltre c’e’ il rischio di fallimento del sistema bancario, di cambio valuta in vecchie lire o in qualcos’altro, di suddivisione in Euro 1 e 2 ecc. ecc., giusto ? (Terza domanda).
E per finire, quanto sono al sicuro avendo investito per ora con IngDirect e IWBank ? alternative finche’ rimango in Italia ?
Grazie in anticipo delle risposte e buon proseguimento, un caro saluto a tutti, ciaooo !
agosto 17th, 2010 @ 2:27 pm
salve Gioia, sotto un certo punto di vista ti invidio: anch’io coltivo da un pò il sogno di fuggirmene via coi miei risparmi ed andarmene per sempre in un paese meno stressante e meno costoso del nostro dopo potermi godere la vita in modo modesto ma tranquillo. Complimenti a te che sei matura per farlo. I trasferimenti di denaro per essere regolari ti consiglio di farli con bonifico bancario, poi, per essere in regola con le leggi italiane (fintanto che avrai qui la residenza) dovrai indicare i trasferimenti nel quadro RW del modello Unico, nonché pagare le tasse sugli interessi percepiti tramite il quadro RM. Dopo che avrai preso la residenza in Malesia ti adeguerai alle leggi di quel paese. Circa le tua attuali banche italiane (IwBank e IngDirect)non corri rischi particolari nel breve/medio periodo, per cui puoi sentirti tranquilla.
agosto 18th, 2010 @ 4:04 pm
Ciao Mauro, grazie per le pronte risposte, ora sono piu’ tranquilla. Per concludere quindi, sul solo trasferimento di denaro non ci sono tasse ne’ limiti o altri adempimenti, a parte la denuncia nel rigo RW, mentre le tasse si pagano sugli interessi percepiti, giusto ?
Trasferirsi all’estero naturalmente ha i suoi pro e contro come tutte le cose, ognuno deve valutarne il peso nella propria vita… Tanti auguri per il tuo sogno, ciaooo !
agosto 18th, 2010 @ 8:38 pm
Gioia sul trasferimento di denaro ti confermo l’assenza di tasse, occhio soltanto alle commissioni bancarie (alcune banche applicano commissioni dello 0,20%!), ma se mi dici che sei cliente di Iw Bank sorprese non ce ne saranno perché applica una commissione fissa di soli 15 euro indipendentemente dall’importo bonificato. Se dovessi un giorno decidere di seguire il tuo esempio vorrà dire che ti chiederò di prenotarmi una capanna lì in Malesia. Tanti saluti e tienici informati sulla tua partenza, quando l’avrai programmata.
agosto 20th, 2010 @ 11:04 am
Grazie Mauro dell’avvertimento, ho chiamato alcune banche ed in effetti a volte ci sono delle spese in piu’. IW Bank invece chiede sempre 15 Euro. A disposizione per suggerimenti e prenotazioni in Malesia, dovrei partire all’inizio dell’anno prossimo se tutto va bene, scrivimi pure via mail per ogni info… Saluti a tutti, ciaooo !
agosto 27th, 2010 @ 11:38 am
l’apertura di un conto forex con beneficiario del bonifico residente all’estero, è trasferimento di denaro all’estero con obbligo di segnalazione nel 740?
agosto 27th, 2010 @ 3:45 pm
certo Ubaldo i trasferimenti sui vari conti forex all”estero vanno riportati sul modello Unico, ovviamente se si superano i 10k. Preciso quest’ultimo dettaglio in quanto solitamente su questi conti-forex, essendo operativi a leva, ci si depositano poche migliaia di k.
settembre 1st, 2010 @ 3:31 pm
Buon giorno, vorrei porre un quesito.
Vorrei trasferirmi definitivamente all’estero, paese extraeuropeo, con iscrizione all’aire in che modalità potrei trasferire i miei fondi all’incirca 400/500 mila Euro, senza incorrere in eventuali e pesanti sanzioni. grazie
settembre 2nd, 2010 @ 1:57 pm
Lorenzo in linea di massima per te valgono le indicazioni che già abbiamo dato al punto 145 alla lettrice Gioia.