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Prove tecniche di scissione dall’Euro?

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11 Ottobre 2010   |   Opinioni

Prove tecniche di scissione dall’Euro?

Dopo la recente affermazione di Stiglizt sull’auspicabile uscita della Germania dall’euro, pare che non sia la sola ad essere interessata.

Ad esempio in Francia da poco prima dell’estate è iniziata la raccolta firme per una petizione proprio per uscire dall’euro, che pare stia avendo successo e del resto non dimentichiamo che furono proprio i referendum di Francia e Olanda a decretare lo stop alla adozione della Costituzione europea. Francesi, olandesi euroscettici, uniti a Paesi non euro come Gran Bretagna e recentemente anche dalla Germania non intenzionata affatto a pagare con la propria economia gli sprechi e le inefficienze di altri Paesi meno virtuosi , in primis i rinomati PIIGS.

Finchè si parla è un conto, ma i fatti arrivano in Francia dal 20 settembre scorso: la Francia stampa  4 milioni di monete da 10 euro con effige regionale, che sembrano partite come investimento da collezionisti (la Germania le stampa dal 2002, nell’ordine di 8 milioni di pezzi all’anno) , ma la notizia sta nel fatto che la Monnaie de Paris dichiara che tali monete abbiano corso legale specie in  Francia.

Si possono comprare negli uffici postali francesi.

Collezionismo, nazionalismo, o prove tecniche della propria moneta nazionale?

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11 Ottobre 2010   |   Opinioni

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17 commenti su “Prove tecniche di scissione dall’Euro?

  1. barbamamma ha detto:

    preciso che le monete da 10 euro francesi sono in argento. Se ne possono acquistare solo due a persona presso La Poste francese.
    Appena le prenderò vi farò sapere.
    Su internet già alcuni collezionisti le acquistano a 12 euro, cioè il 20% in più (fonte aduc).

  2. Massimiliano Brasile ha detto:

    riesci a trovare un link diretto alle monete? guardando il sito di Monnaie de Paris sono stato molto tentato di acquistare 😉

  3. Cesarito ha detto:

    Bene bene, alla fine ci siamo arrivati..
    ..che suggerite per chi, residente anche fiscalmente in Italia, ha un conto francese in euro?
    Cosa potrebbe succedere?
    Nessuno ha la palla di vetro, ma secondo voi?

  4. barbamamma ha detto:

    @massimiliano: non mi sento di fornire nè consigliare acquisti internet, non ho feedback di siti ok nè sperimentati da me o altri per l’acquisto di tali monete, ecco perchè.

  5. Massimiliano Brasile ha detto:

    sono d’accordo con te, tuttavia speravo che il sito delle Poste Francesi desse risalto a questi nuovi prodotti.

  6. Cesarito ha detto:

    @ Barbamamma, Massimiliano, Mauro, Luxor e altri: a parte le monete d’argento, siamo in tanti qui ad aver messo buona parte dei risparmi all’estero: in Francia, in Germania, Belgio, Svizzera, ecc.
    Tutto alla luce del sole.
    Tanti segni ci indicano che l’area euro sta perdendo stabilità.
    Ora però la domanda sorge spontanea:
    che succederà ai nostri risparmi se avremo la paventata scissione dall’Euro?
    Dipenderà da tanti fattori, ma io vorrei fare almeno una ipotesi iniziale dalla quale far partire i ragionamenti e le ipotesi:
    mettiamo che la Germania volesse uscire dall’Euro, forse insieme a Francia, Olanda, Belgio, Finlandia, Austria, insomma a chi sta un po’ meglio.
    Cosa succederebbe ai nostri risparmi in euro?
    Certo, dipenderebbe da tante cose, soprattutto dalla politica del Paese in cui avremmo deciso di riporre i nostri risparmi, ma almeno una ipotesi si può tentare?
    Parliamo ad esempio della Francia, che sembra una delle strade più facili e quindi più praticate…
    Io lascerei il passo a persone più preparate di me, per fare se possibile delle ipotesi ragionevoli.. l’argomento non vi stimola?

  7. barbamamma ha detto:

    @cesarito: inizio a rispondere io dando il mio parere. Secondo me oggi non è possibile prevedere alcuno scenario perchè le variabili economiche e politiche sono troppo complesse per essere ipotizzate. Tutto dipende da chi farà la prima mossa, il quadro economico e politico di quel momento, le mosse a sorpresa di qualche altro Paese, i cambi, ecc.. troppe variabili, entriamo nella fantapoliticaeconomica. Nessuno credo possa sapere di preciso cosa succederà e direi di diffidare da chi sparge eccessivo allarmismo cavalcando anche situazioni psicologiche e timori di investitori. Sappiamo bene quali sono i problemi economici italiani ed europei, ne abbiamo parlato nel blog, sappiamo quali possono essere i rischi, ma tutta questa consapevolezza va presa con calma valutando nei prossimi mesi le eventuali evoluzioni. Ricordo che nella situazione critica passata dalla Grecia a maggio scorso molti imprenditori greci hanno aperto società a Cipro (ci vogliono 48 ore per aprire una società)questo per ricordare che vi sono delle exit strategy anche dell’ultimo minuto, non etiche ma ci sono(non etiche perchè hanno depauperato i depositi delle banche greche). Quindi va bene posizionarsi su alcuni Paesi per diversificare, va bene diversificare assets, ma poi le decisioni di modifica vanno prese a seconda del momento che si presenta. Ricordo che un eventuale uscita dall’euro non avverrebbe in un giorno, la politica è lenta in questo. L’unica cosa sulla quale la politica può essere veloce può essere un prelievo forzato dai conti, gli anni 90 insegnano. E li è avvenuto dalla notte al giorno.

  8. Cesarito ha detto:

    Licenziameti dipendenti pubblici…
    Come avrete capito, sono un funzionario pubblico,
    molto appassionato del mio lavoro di restauratore di giardini storici,
    tutt’altro che fannullone, venite con me e vedrete..
    Leggo dappertutto che si annunciano piani di contenimento della spesa pubblica, in Spagna, Grecia, ora anche Regno Unito…
    E prevedono una drastica riduzione del numero dei dipendenti pubblici.
    Nessuno ha il coraggio di parlarne veramente, ma che significa?
    Pensionamenti anticipati? Mancato rinnovo di contratti a termine?
    O addirittura licenziamenti?
    Di che cosa stiamo parlando?
    A parte i giudizi di merito, riuscite ad immaginare come i faccia a ridurre del 20-30% il numero dei dipendenti pubblici senza creare un vero casino?
    Grazie

  9. Grostino ha detto:

    Lo stato è come un’azienda, se va male bisogna effettuare dei tagli. Solo in Italia praticamente un dipendente pubblico è immune, ma la situazione va cambiata al più presto se non vogliamo affondare. Anni e anni di clientelismo , di posti in cambio di voti, di posti dati al cugino della nipote dell’assessore.. e adesso il nodo è giunto al pettine.

    Nonostante abbia familiari nel pubblico io sono a favore dei tagli nella pubblica amministrazione, ci sono davvero troppe persone a cui non si sa cosa far fare di produttivo, senza andare a scavare casi particolari come i dipendenti che contano i tombini (sic!) a Palermo..

  10. Mauro Corradi ha detto:

    Grostino sono d’accordo con te, un pò meno lo sarà l’amico Cesarito, il quale è dipendente pubblico, ma, si sa, in tempi di crisi ognuno cerca di tirare la coperta dalla sua parte!

  11. Michelangelo ha detto:

    Sono dipendente pubblico anche io e sono comunque d’accordo con Grostino. Tra l’altro, per ciò che mi riguarda, i primi tagli ci sono già stati, e i primi tiri di cinghia pure…
    Ciò che io temo è che si creerà il solito sistema Italia. Verranno fatti tagli ai soliti dipendenti “peones”, mentre i veri privilegi non verranno toccati.
    Fuor di metafora: continueremo ad avere stipendi spesso ingiustificati come questi qui:
    http://blog.panorama.it/economia/2010/10/25/i-30-manager-doro-pubblici-e-anche-strapagati/
    E però si metteranno in mezzo ad una strada ricercatori universitari, si taglieranno i fondi alla Sanità, alle forze di Polizia etc.etc.

  12. barbamamma ha detto:

    MILANO (MF-DJ)–Parigi, con la complicita’ di Berlino, vuole arrivare allo show down finale: l’Italia fuori dalla serie A dell’euro. Quello che sulla carta potrebbe sembrare solo un elemento da spy story finanziaria si comincia a materializzare sulla scrivania di Giulio Tremonti come una concreta possibilita’.

    Le ultime uscite aggressive delle aziende francesi, a caccia dei tesori nascosti nella pancia di Edison (Amburgo: EDX.HM – notizie) , Parmalat (MDD: PLT.MDD – notizie) , FonSai, Pioneer (Berlino: PIO.BE – notizie) e persino Generali (Madrid: BASI.MC – notizie) , nascondono, si legge in un articolo di Milano Finanza, un progetto che va anche al di la’ del gia’ deprecabile evidente intento di far fuori Roma dalle rotte petrolifere della Libia in fiamme: spolpare il cuore dell’economia italiana, conquistarne magari una bella fetta del risparmio e costringere il Belpaese affannato a fare i conti con la possibilita’ di cadere nella serie B del futuro euro, tutto a trazione franco-tedesca.

    Il tutto condito da un dato ancora oggi molto poco noto: una bella fetta del debito pubblico italiano, 1.700 miliardi, e’ in pancia alle banche transalpine, dopo essere stato custodito per decenni nei portafogli dei Bot people e negli ultimi anni da istituti italiani e soprattutto stranieri.

    ——————

    intervento di Roubini a Davos: “The euro zone could drift essentially with a bifurcation, with a strong center and a weaker periphery and eventually some countries might exit the monetary union” .
    Tradotto: un forte centro e una debole periferia europea, con forse alcuni Stati che potrebbero uscire dall’unione monetaria.

  13. Barbamamma ha detto:

    Grecia: il premier vuole indire un referendum popolare per l’uscita dall’euro. La Merkel difende a spada tratta una moneta che ora evita a certi Paesi come l’Italia la svalutazione competitiva degli anni ’80, che danneggerebbe le merci in export tedesche (e farebbe ripartire invece l’export della moneta svalutata). La Grecia è in default tecnico da almeno due anni. E’ un morto che cammina, trainato dai fili della Bce del Fmi. Quanto può durare? Si supererà il 2012? E perchè l’Europa ha deciso che dal 2013 chi comprerà titoli di debito di uno dei Paesi Ue può partecipare al suo eventuale default? Attenzione ai vs portafogli titoli(per chi ne ancora, da tempo segnalo che ho tirato i remi in barca, direzioni si possono velatamente dare, obblighi o consigli espliciti no), attenzione ai vostri fondi pensione aziendali, e attenzione ai consulenti bancari che magari vi propongono obbligazioni bancarie strutturate e-o assicurazioni vita 8come index linked) adducendo che tanto ora il mercato è già basso.. il terremoto deve ancora arrivare, queste sono le prime scosse di avvisaglie 8secondo me, sempre secondo me)

  14. Barroso: il crollo dell’euro avrebbe costi elevatissimi: la Germania da sola pagherebbe il 3% del suo Pil

    Dopo l’uscita del premier Cameron che giudica l’Italia un chiaro pericolo per l’euro, vengono diffuse le dichiarazioni del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, secondo cui il crollo della zona dell’euro avrebbe costi elevatissimi ovvero «nella fase iniziale al 50% del Pil nazionale dei vari paesi della Ue». Lo ha detto la sua portavoce a Bruxelles, aggiungendo che Barroso ha tratto questa cifra da uno studio tedesco, secondo il quale una spaccatura della zona della moneta unica costerebbe alla sola Germania il 3% del suo Pil e un milione di posti di lavoro. «Il presidente si basa su questo studio per rimarcare il costo enorme che avrebbe la disparizione della zona dell’euro, senza stimare i costi politici», ha detto la portavoce.

    Parlando ieri sera a Berlino, Barroso aveva detto che «una Ue divisa non funzionerebbe» e che la vera «sfida è come approfondire l’integrazione della zona dell’euro senza creare divisioni con i paesi che non ne fanno ancora parte». «La Ue nel suo insieme e la zona dell’euro vanno avanti insieme e non possono essere divise», aveva martellato Barroso,respingendo così tutte le ipotesi di creazione di una zona dell’euro a due velocità che, secondo indiscrezioni stampa, non sarebbe esclusa da Francia e Germania.

  15. Barbamamma-MS ha detto:

    Barroso riporta uno studio di Ubs. Ovvio che oggi non è possibile, perchè l’euro è un giocattolo che non si può per ora smontare ma solo rompere. Secondo i premi nobel dell’economia, da una intervista americana di un mese fà , l’Europa si torva come l’america di due secoli fà: da questa crisi se ne esce quindi solo con maggiore integrazione, tradotto gli Stati uniti d’Europa! Quello che stanno facendo. Una volta calmate le acque non è escluso che fisseranno dei limiti, da quel momento chi li supererà sarà fuori dal gioco. I prossimi trattati europei saranno molto interessanti su questo punto.

  16. Barbamamma-MS ha detto:

    oggi articolo del Corriere su ipotesi europa a due velocità. L’euro non si può sfasciare per ora ma possono coesistere due economie cosi’ diverse? Paesi forti e periferia? AI posteri l’ardua sentenza, noi teniamo viva l’attenzione.. http://www.corriere.it/economia/11_novembre_11/offeddu-stop-divisione-euro-dossier-francia_7373450a-0c3f-11e1-bdbd-5a54de000101.shtml

Grazie.