Ballarò intervista PiccoloRisparmio
Scritto da Massimiliano Brasile
15 Febbraio 2012 | Opinioni
Ringrazio la giornalista Patrizia De Rubertis della redazione di Ballarò per avermi coinvolto nell’indagine in corso su quanti italiani sono interessati ad aprire un conto corrente in Germania.
Molti infatti puntano più che sul cautelarsi da un possibile default, a una via di fuga dalla eventuale dipartita della moneta unica con il ritorno alle valute nazionali.
Non è notizia di oggi che in Germania le banche stanno ufficiosamente considerando questa eventualità non più remota e valutano gli scenari.
In quest’ottica si colloca un approfondimento che sta conducendo la redazione di Ballarò volta a raccogliere quante più informazioni e possibili feedback da parte degli italiani che concretamente hanno aperto o contano di aprire un conto corrente tedesco. Durante l’intervista ho menzionato anche la valida alternativa di sottoscrivere i bund tedeschi, che al pari dell’apertura del conto obbliga comunque il sottoscrittore a recarsi fisicamente in Germania.
Durante l’intervista mi è stato chiesto di mettere in collegamento la redazione con quanti tra i lettori hanno già aperto una posizione in Germania e sono disponibili a fornire opinioni di prima mano. Chi fosse interessato può contattarmi nella pagina dei Contatti e fornirò direttamente i recapiti telefonici, intanto provvedo a contattare io stesso chi tra i commentatori ha già comunicato di averlo aperto o essere in procinto di.
Ringrazio in anticipo per il supporto!
*** Aggiornamento del 16/02 ***
Nuovi aggiornamenti: oggi ho avuto il piacere di parlare con la giornalista Paola Baruffi che seguirà in prima persona lo sviluppo del servizio. Mentre scrivo dovrebbe essere già arrivata a Monaco per vedere di persona la situazione per chi vuole aprire un conto corrente in Germania. Non potevo che consigliarle di farlo lei stessa e approfittare anche dell’autenticazione ai fini della sottoscrizione diretta dei bund tedeschi.
Non ho ricevuto ancora il feedback di lettori che abbiano completato l’apertura e siano interessati a rilasciare interviste filmate, per cui è possibile che si accontentino di intervistare il sottoscritto in qualità di potenziale correntista in Germania: sto valutando seriamente di approfittare di una prossima trasferta in nord-Italia per arrivare fino a un ufficio postale di Stoccarda. Vediamo..
15 Febbraio 2012 | Opinioni
Tags: ballarò, bund, default, euro, germania, interviste
Innanzitutto complimenti. Questo blog sta diventando sempre più punto di riferimento esclusivo in chi è interessato a una delocalizzazione dei risparmi all’estero, per i motivi che sappiamo, a tal punto da catturare l’attenzione dei media. Purtroppo la Germania è la zona meno gettonata dai lettori causa l’impossibilità di una identificazione a distanza, forse era meglio citare loro il successo che nei piccoli risparmiatori sta ottenendo Advanzia, banca online tedesca con sede in Lussemburgo, ma che opera in Germania.
grazie, sicuramente il merito non va solo a me ma anche a tutto lo staff, te incluso!
ho fatto presenti altre possibilità forse meno note, ma il servizio cui sono interessati riguarda esclusivamente la Germania. tuttavia, spero che il canale aperto con la gentile giornalista resti in piedi e che magari in futuro si possano proporre anche altri temi e indirizzi come già facciamo su PR.
Complimenti, Massimiliano!
grazie!
Massimiliano questa e’ una bella soddisfazione. Peccato non si faccia vivo ancora nessuno di chi c’e riuscito ad aprire un conto in Germania. Come dicevamo tempo fa c’e un grande interesse per la Svizzera ma Germania ed Uk non sembrano attirare molto l’attenzione e chi ci e’ riuscito non e’ molto collaborativo. Sappiamo comunque che la procedura postidenT non agevola l’apertura e che a volte chi l’ha completata non sempre e’ poi riuscito nell’intento per la prova di tedesco cui sono sottoposti per telefono. Direi che i teschi non abbiamo molto interesse o forse piacere ad aprire rapporti con chi non conosce la loro lingua anche se il tutto appare a volte un po’ discriminante. Comunque e’ ormai certo che DKB apre il conto corrente con la firma del modulo di riconoscimento da parte di una banca italiana.
Vedi qui: http://www.finanzaonline.com/forum/banking-carte-di-credito-conti-deposito-e-correnti/1372644-aprire-da-remoto-un-conto-germania-da-non-residente-dkb-bank.html
può darsi che ci sia un atteggiamento conservativo (d’altra parte perché non permettere il riconoscimento remoto dei sottoscrittori di bund?), ma non escludo ci possano essere banche tedesche che permettono l’apertura in modo semplificato e magari online.
ammetto di aver prediletto l’atteggiamento di Mauro, cercando alternative come Austria e Norvegia che per molti versi ritengo molto più interessanti per un piccolo risparmiatore, ma visto l’interesse dedicherò un po’ di tempo anche alla Germania.
riguardo il thread che hai linkato, mi sembra di capire che il tempo medio di apertura di un conto presso DKB si attesta sui due mesi. può convenire effettivamente investire su un viaggio in Germania portando i documenti per velocizzare il tutto.
Sicuramente e’ una buona idea andare a fare un giretto in Germania, meglio in Baviera dove sono un po’ piu’ aperti e parlano certamente inglese. Ho letto comunque in diversi thread di postident in Germania che non sono andati a buon fine, il che porterebbe a dire di farne piu’ di uno. Sembra più’ semplice aprire un conto con Postbank visto che in quel caso lo apri proprio dove fai l’identificazione, ti vedono, capiscono che non parli tedesco e forse te lo aprono. E’ strano che Bruxelles non dica nulla visto che la libera circolazione dei capitali e’ sancita dai trattati. Pensa poi che neppure Deutsche Bank Italia fa aprire ai privati persone fisiche conti correnti in Germania appoggiandosi alla filiale locale per il riconoscimento. Cosa che invece fa Barclays e, come abbiamo visto, anche Hsbc che addirittura lo considera un servizio per quanto riguarda UK. Capisco, comunque, che la legge anti riciclaggio tedesca deve essere molto restrittiva o comunque gli istituti tendono ad applicarla alla lettera.
Dimenticavo di segnalarti anche questo thread dove cittadini irlandesi provano ad aprire DKB da remoto.
http://www.askaboutmoney.com/showthread.php?t=163214
Massimiliano mi unisco ai complimenti ricevuti per l’intervista con Ballarò. Te li rifaccio pubblicamente dopo averteli fatti via mail. Riguardo a quanto segnala Freekess rammento la mia esperienza: DKB non mi ha fatto aprire, Postbank sì.
E confermo quanto ritiene Freekess: per quella che è la mia esperienza, non mi pare che le banche tedesche siano molto “elastiche” quando si tratta di aprire agli stranieri. Quantomeno a noi Italiani.
C’è poi da dire che la Postbank, che è l’istituto con più sportelli in Germania, NON ha nessuno che parli Inglese. Già questo secondo me qualifica pienamente la strategia commerciale…
Mi auguro che le cose cambino in futuro. Sono comunque contento di aver aperto con Postbank, che magari potrà servirmi come “scialuppa di salvataggio” se le cose vanno alle brutte in futuro qui in Italia. Però ci vado molto, ma molto con i piedi di piombo. Non ci terrò mai più di 2-3000 euro, che è una somma che posso ritirare col bancomat a più riprese.
Certo, se in futuro volessero farmi la grazia di istituire uno sportello internazionale per correntisti stranieri (come fanno per i clienti corporate) sarò il primo a rallegrarmene.
Ma per adesso, mi ripeto, ci vado molto, ma molto con i piedi di piombo.
interessanti sviluppi, sia sul fronte Ballarò che conti tedeschi.
stay tuned!
Michelangelo,
per aprire con Postbank sei dovuto andare in Germania ? Dove ?
Dal sito sembra di capire che offrano un conto deposito al 2,3% ? E’ così ?
Robin per la procedura Postident non sono andato fisicamente in Germania. Ho approfittato di un ufficio postale tedesco all’interno di una base militare internazionale in cui mi sono recato più volte per lavoro. Se ti riferisci come conto allo Sparcard 3000 plus parrebbe di sì, che diano il 2,3% lordo all’anno. Mi sembra di capire sia attivabile online. Io non sono ancora completamente “operativo” con il mio conto Postbank perchè devo attivare il TAN generator che loro rilasciano a pagamento (si tratta di una specie di calcolatrice per la generazione di codici pin da utilizzare per le operazioni online). Quando sarò completamente operativo, google translator permettendo (visto che non parlo tedesco) vedrò cosa posso fare e condividerò la mia esperienza qui sul sito.
ieri intervista filmata.. spero di non aver fatto troppa confusione, ma ammetto di essermi emozionato. non si sa ancora se andrà in onda, tuttavia è stata un’esperienza molto piacevole. ringrazio ancora lo staff che mi ha raggiunto fino a casa!
Magari scopri che il tuo futuro è la TV e non è quello di trasferirti all’estero.
Scherzi a parte complimenti a te e a tutto lo staff.
Anche se non faccio molti interventi vi seguo da molto e approfitto di questa occasione per
farvi i complimenti, un blog così competente e allo stesso modo così familiare
è difficile da trovare Grazie
grazie a te, fa ancora più piacere ricevere apprezzamenti da parte di chi non si fa sentire spesso… spero sia un buon inizio 😀
Quali novità sui conti tedeschi ?
sto indagando una banca tedesca che “apparentemente” permette l’apertura online..
Buonasera,
nel caso in cui Berlino decidesse di uscire dalla moneta unica, a mio avviso non è certo che l’avere un conto in Germania assicuri ad un non residente la trasformazione automatica dei propri euro (diciamo del Sud) in “euro del Nord”, o in “nuovi marchi”.
Cioè, può capitare che un italiano (non residente in Germania) si ritrovi sul proprio conto tedesco gli stessi euretti di tutti i suoi connazionali che non hanno espatriato.
La stessa cosa vale i Bund: potrebbero essere rimborsati, ai non residenti, con la stessa moneta colla quale sono stati acquistati.
E’ uno scenario nuovo, e non è chiaro come si comprterà Berlino.
Una cosa mi sembra di capirla: le loro banche non sembrano impazienti di avere clienti italiani !
Chissà ?
ma infatti anche secondo me può convenire più che un c/c in Germania, diversificare già da ora in altre valute dall’euro (tipo NOK, CHF, …) delocalizzando i risparmi all’estero.
se investi parte dei risparmi in titoli norvegesi ad esempio ( vedi https://piccolorisparmio.eu/index.php/investire-online-in-bond-norvegesi.html ) sei al riparo da maremoti dell’euro, dato che ne sono fuori, già sapendo quindi che ci sarà un rischio di cambio, ma punti comunque in uno stato a tripla A al pari (o meglio?) della Germania.
Sono d’accordo con te, soprattutto sul delocalizzare.
Le poste svizzere mi sembrano la soluzione più semplice: per adesso non pemettono l’acquisto di tutti i prodotti finanziari come una banca, ma stanno muovendosi in quella direzione.
per diversi economisti invece regge un’altra tesi: gli euro sono territoriali, il patto che li lega è il mutuo riconoscimento. Il tuo euro con l’uomo vitruviano è un euro italiano che è “diverso” dall’euro tedesco, stanno i nsieme per un patto fissato di cambio che si è tramutato in emissione di cartamoneta. Come riconoscere però un 500 euro tedesco da uno italiano? finchè circola il contante dipende da chi lo detiene, ma se è depositato dipende dal territorio in cui è depositato se si tratta di territorio che adotta l’euro. Diverso è il discorso per i depositi euro in territorio extra euro, ad esempio se depositi in GB un conto in euro è più facile che in caso di switch off ti siano riconosciuti euro italiani considerandosi la tua nazionalità.
E’ complesso ragionarci sopra, capisco , mi sembra però la cosa più chiara, realizzabile e logica.
Ritengo però da ieri, che l’euro non si sfalderà, i motivi saranno presto indicati in apposito articolo.
Quanto al delocalizzare fate sempre attenzione, il sistema bancario è malatissimo e sorprese ci attendono prossimamente. Non ragionate a miti e sentito dire, nel mondo il 90% perde e il 10% guadagna, affinchè questo avvenga le informazioni devo essere direzionate bene a tal punto da far seguire la massa verso certe scelte, mentre gli informati vanno in altra direzione.
O siete nel sistema o meglio esserne critici e valutare bene, nulla è per caso, nessun attacco speculativo è per caso, la paura va gestita dal Grande fratello per poter sistemare le partite. Ho detto troppo, se non mi vedete più scrivere portatemi le arance a san Vittore :-)))
Sagge parole barbamamma.
Ho tanto l’impressione che il Dott.Monti abbia sorvolato e latitato sul fatto di sottoscrivere patti bilaterali con CH per far entrare il bestiame nel recinto,per poi chiuderlo e iniziare a macellare.
Sono molto dubbioso nell’aprire un c/c in paese non UE regolarmente dichiarato.Chi sottoscrive un patto con lo Stato è sempre a rischio,secondo me.Esempi? Il decreto Fotovoltaico rimangiato e uscito con nuovo tariffario (ci ero di mezzo).L’aggiunta tassa sullo scudo fiscale (giusto o sbagliato che fosse,chi l’ha fatto ha sottoscritto un patto,che non doveva essere più ripreso),ecc. ecc .
Rimango in attesa di appositi articoli che mi illuminino sempre di più.
Bel tipino che sei barbamamma,mi sembra che la tua informazione sia sopra la media.
Conosco questa tesi sulla territorialità dell’euro, e sui possibili rischi che evidenzi a riguardo di 1 euro depositato in area extra euro (Svizzera, Uk…) nel caso improbabile di switch off.
Nel frattempo, come accadde in Argentina (quando si dimostrò più “salutare” avere USD su di un conto estero, piuttosto che pesos, o USD stessi, su di un conto a Buenos Aires) così oggi in Italia parebbe (per analogia) più “salutare” avere euro, o meglio ancora altre valute su conti oltralpe.
A mio avviso, è piuttosto improbabile che una legge italiana possa imporre un corralito ad una banca svizzera, ove siano depositati (in maniera legale) denari di un cittadino italiano.
Importante è il rispetto delle leggi fiscali italiane.
Infine, riguardo a cosa fa la massa, è interessante notare il successo in Italia dei conti deposito on-line.
Dunque, obbedendo al tuo suggerimento di non seguire i più…
La Svizzera è disponibile a concludere con l’Italia un accordo del tipo già stabilito con Germania e UK.
E’ l’Italia che rimanda.
Ma la suddetta questione riguarda solo i depositi occultati al nostro fisco.
In realtà, chi ha risparmi in terra elvetica, già dichiarati (o dichiarandi) al fisco italiano, non ha nulla da temere.
no, non è l’Italia che impone, è la Bce che può fare accordi di cambio, switch ecc, come fatto finora e quindi tutti e tutte le banche si adeguano.
quanto alla massa, lo scrivevo in un post prima dell’estate.. in breve dicevo che poteva arrivare una speculazione sui titoli btp, gli italiani impauriti (perdendo) vendevano, portavano i soldi in svizzera e poi il governo italiano arrivava con una patrimoniale all’estero, e gli italiani (spennati) riportavano i soldi in Italia allettati anche da tassi di interesse più alti (per qualche problema di liquidità bancario?) per poi vedersi un prelevamento coatto sui conti in quanto la crisi aveva messo l’acqua alla gola alle finanza italiane..
Scrissi che era un incubo, e aggiunsi un ironico forse no..
Pare che invece si sia proprio avverato.
Per operazioni di massa intendo questo,ed altro, non voglio certo dire che sia sbagliato o meno fare una scelta, bene diversificare , ma bene anche leggere con senso critico il quadro macro eco.
Circa 5 anni fà c’era la fila per avere il mutuo per comprare case da investimento(mi ricordo eccome), era invece il momento di vendere e mettere in Borsa. Ora tutti figgono dalla borsa, (a ragione per certi versi), ma in alcuni casi ci sarebbe da buttarci dentro qualcosa (selezionando bene,moolto bene).
Come vedi c’è un ciclo di massa, ma chi guadagna lo fà in anticiclico! Non bisogna fare l’opposto a priori, ma mi piace suggerire un modo diverso di valutare le cose, ecco perchè suggerisco di essere critici e non seguire sempre quello che fà il vicino perchè lui si vanterà quando guadagna ma starà zitto quando perde.
vero, ma nei confronti di coloro che non dichiarano i soldi e i valori (anche oro ricordo) in svizzera l’Italia fà bene a non fare accordi adesso. Se li fà come quelli della Germania salta la parte dell’accordo Ue svizzera che arriverà fra qualche anno e che è peggiorativo per le tasche degli evasori.. QUindi per ora Monti NON fà gli interessi degli evasori e delle banche svizzere.
Quello da sottolineare è che comunque sarà sempre più dura la vita degli evasori, quelli grandi riusciranno sempre a trovare l’ingegnere finanziario che fa perdere le tracce, ma quelli medio-piccoli no. E chi apre il conto in svizzera per non dichiarare mi sa più di imprenditore medio piccolo, libero professionista o commerciante. Loro non sfuggeranno, nonostante carezze e ciucciotti tranquillizzanti che i bancari svizzeri danno ai tali clienti spauriti. In una situazione drammatica per le finanze europee almeno in Europa non ci sarà posto per maglie evasive, la stretta sarà sempr epiù dura.
E’ un dato di fatto, ed è anche un dato di civiltà, perchè le tasse si pagano, se si vuole un altro tipo di Stato e di organizzazione o si vota, o ci si impegna in ambito civile nella società, o si espatria se non si riesce a cambiar le cose.
Addirittura vogliono eliminare il dumping fiscale, figuriamoci elusione ed evasione.
..comunque volevo dire che anche MS barbamamma è stata contattata (per altre vie) da un signor giornalista di Ballarò, e che si è data disponibile come “fonte” per eventuali servizi sulla situazione in Francia. :-))
Ti ringrazio per la risposta precisa e ricca di considerazioni giuste.
Però, la Bce non ha giurisdizione su di una banca Svizzera. Ci sarà un accordo più avanti, ma la caccia è ai conti non dichiarati.
Il problema, a mio avviso, non è la patrimoniale che ti raggunge anche all’estero.
Il problema è la banca che ti blocca un bonifico in uscita perchè…non ha soldi.
Se a dicembre 2011 la Bce non avesse aiutato un certo numero di banche italiane, molte “sicure” obbligazioni nel portafoglio di tanti forse non sarebbero state rimborsate.
E’ giusto sia perseguire gli evasori che abolire il dumping fiscale.
Ma ho il sospetto che il ritardo dell’Italia a seguire la strada di UK e Germania nello stringere accordi colla Svizera, dia tutto il tempo a chi è “nell’ombra” di far pedere le proprie tracce.
Forse, fra qualche anno i mariuoli saranno già al sicuro altrove.
O, forse mi sbaglio io.
C’è stata troppa fretta negli accordi CH-D/UK, e troppo antieuropeismo. E’ condivisibile, a mio parere, quanto dici a proposito dei mariuoli, ma è anche vero che probabilmente non sono tantissimi quelli che hanno la prontezza e le capacità/possibilità di fuggire altrove. Perchè, piuttosto, non andiamo alla radice per interrogarci tutti sul perchè si evade/elude/delocalizza così tanto in Italia… le risposte sono facili da trovare (Napo ne ha evidenziati alcuni), così come i rimedi non repressivi ma “preventivi”…
la Bce decide sulla moneta, la banca svizzera si adegua a quanto decide una banca centrale sulla sua moneta.Tu pensa chi aveva conti in lire in svizzera prima dell’Euro, mica la banca svizzera li ha tenuti in lire..quindi la bce decide, le banche svizzere obbediscono sennò escono dal mercato, non possono mica decidere loro sui cambi valute, nè sui cambi di denominazione!
quindi le banche ti aprono un conto che è denomitato in una certa valuta. Su quella valuta decide chi la banca centrale di quella valuta (Fed per glu usd, bce per gli euro). Se la banca centrale dice che da domani gli euro si chiamano in altro modo la denominazione cambia. Se la bce con l’accordo degli stati membri e delle rispettive banche centrali, decide che c’è un switch off e che quindi da domani gli euro greci (detenuti in grecia, o fuori zona euro da cittadini greci) diventano dracme allora tutte le banche territoriali si adeguano ovunque esse siano, in svizzera o in australia. Chi decide su valute, tassi e denominazione sono le banche centrali e i governi (per eventuali patrimoniali o tasse dei residenti fiscali che hanno depositi esteri), le banche territoriali sono sono dei meri esecutori di quanto decidono banche centrlai e governi in termini di tassazione e in termini di denominazione dei conti.
aggiungo: io non sono assoggettata alla patrimoniale perchè risiedo all’estero fiscalmente ma se lo fossi eccome se peserebbe sulla valutazione della convenienza di un investimento! Più tasse meno rendimento netto! Poi certo che la banca che blocca il conto è alla frutta, bene quindi selezionare con cura l’istituto di credito e forse puntare a qualche too big to fall.. secondo quanto fà passare l’Ue ad oggi..
sono daccordo sul fatto di rimediare dalla radice, ma se la vediamo in una ottica molto realistica il motivo principale è che più evado,eludo,delocalizzo più ho margini per me. Se poi non ho la capacità di stare su un mercato competitivo con innovazione e idee imprenditoriali vincenti ma voglio produrre allo stesso modo ritenendo le tasse solo un costo, ritenendo gli stipendi solo un costo, allora questo si aggrava specie in periodi di crisi e cambiamento storico, nei quali per mantenere lo stesso livello di benessere che avevo, a fronte anche di minori vendite del mio prodotto o servizio, solo delocalizzare, eludere, evadere mi permettono di mantenere o aumentare i margini di profitto.
la politica in questo è il braccio destro delle lobby di potere che decidono fuori parlamento, e finchè tutto va bene nessun problema, ma quando i bilanci statali deficitari rischiano di mettere a repentaglio una zona, e di toccare quindi indirettamente le stesse lobby, allora le maglie si stringono, perchè gli strumenti ci sono, e certe leggi che mancano si possono fare.
Finchè si tratta di prodotti vabbè, ma ora che ci sarà ilmercato unico dei servizi europeo, allora li sarà un bagno di sangue per tutte le p.iva dei servizi, perchè è il servizio che si sposta, e i nostri servizi sono poco competitivi quindi dubito che riescano a trovare quote di mercato fuori nazione salvo che non abbassino di molto i propri margini di profitto e di conseguenza il proprio benessere e stile di vita.
Questa sarà la vera miccia che sveglierà di botto sulla reale situazione e stili di vita a cui gli italiani dovranno abituarsi.
Ovviamente c’è chi in queste maglie fatica davvero, che dichiara, che cerca di lottare per essere competitivo, ma per mia esperienza sia privata sia professionale la maggior parte sono persone che hanno ereditato l’attività già avviata, e che spesso non hanno lo stesso spessore imprenditoriale dei loro padri. Con le dovute eccezioni, naturalmente, parlo di esperienze personali e di idee basate su queste.
Very nice, è esattamente quello che ho fatto 4 anni fa.
Sarò un anticiclico? Speriamo
Quello che barbamamma non vi vuole dire (o forse non vi puo dire), perchè lavora per una grande banca, è che mentre i buoi stanno portando tutto in svizzera (facile) quelli grossi stanno esportando tutto nei veri paesi offshore; bahamas, panama, hong kong, singapore (toh!), etc etc
Quindi aspettatevi qualche sfracello anche in svizzera… ovviamente
c’è del vero in quanto dici e indubbiamente la Svizzera è inflazionata e sotto scacco da parte delle banche centrali. tuttavia il grosso della sua economia è basato sulla finanza e anche ci fossero stravolgimenti in termini di segreto bancario o trasparenza, non penso che verrebbe meno la sua solidità.
no sfracello no ,la svizzera è uno Stato in cui anche diversi tedeschi tengono un conticino :-)) soltanto attenzione a non mitizzare il segreto bancario ..
Complimenti anche a te, si sa già quando faranno questi servizi?
Ricordo i mesi autunnali del 2011, li ricordo perchè i media erano tutti compatti nel seminare la paura.
Ricordo quando da piccolo, in montagna, vedevo i cani spingere il gregge in una direzione.
I media mi sono sembrati quei cani della mia fanciullezza.
Ma non ho chiaro dove ci stavano spingendo.
Forse è stato un attacco alle banche italiane: quanti hanno spostati i risparmi (o parte di essi) all’estero ?
Forse qualcuno ha voluto semplicemente spuntare un tasso più interessante sui governativi italiani ?
Quest’ultima ipotesi è la più rincuorante perchè sgnifica che l’Italia non sarà lasciata fallire; cioè, non puoi sradicare una vite quando hai comprato la pianta.
Almeno, devi aspettare un anno per raccoglierne i frutti.
Finchè saremmo produttivi, saremo vivi.
Chissà ?
bene bene, è così che si sopravvive, con spirito critico, bravo Enrico! Chi voleva colpire le banche italiane sapeva bene che l’unico modo era colpire i btp con vendite a go-go. Il sistema bancario italiano è un pò tradizionale non ha puntato molto su finanza esageratamente spinta come in altre banche estere, e quanto ai mutui si è sempre dato solo con garanzie piuttosto solide e gli italiani hanno inoltre un buon risparmio privato paragonato a quello estero. Speculando su btp hanno speculato sulle banche italiane su due fronti, uno diretto (btp che sono asset molto detenuti dalle banche italiane) e uno indiretto (fuga dei capitali dovuta a timori). Il fatto che la raccolta sia diminuita di cifra tipo -80% nel 2011 fà ben capire come alle banche italiane manchi la materia prima, cioè il denaro che entra, i nuovi clienti che portano soldini freschi. Quando una banca necessita di questo ecco che commercialmente punta a pct e libretti con interessi interessanti ripsetto a prima, e il tutto slagato da aumento del tasso Bce (che anzi è diminuito).
La gestione e la manipolazione della paura e della fiducia sono armi forti sui mercati finanziari.
Se un giorno ci sarà dato di sapere da dove arrivava il grosso delle vendite forse sapremo qualche verità in più su chi muove le redini.
Perchè checchè ne dicano i giornali, non sei tu, ne io, ne i clienti “piccoli” con qualche manciata di azioni che muove il mercato, sono le grosse banche, le sim, gli hedge.. certamente una volta innescato il sistema “paura” allora anche i “piccoli” si adeguano, comprano se vedono che c’è euforia e vendono se vedono che c’è un fuggi fuggi generale con picchi ribassisti da montagne russe..
per quanto riguarda servizi sulla Francia non si sà ancora, mi hanno detto che resto una loro fonte contattabile nel caso si facessero servizi sulla Francia (ne hanno fatti su Germania che ora è il modello in primis a cui si guarda, e in Spagna qualche tempo fà)
Scusate, ma quando ho davanti a me un problema non riesco a trattenermi dall’andare alla radice di esso. Mi sono (ed ho) varie volte posto una domanda: ma perchè in tempo di crisi epocali ed emergenze economiche a momenti drammatiche non si mette mano al meccanismo principale inceppato (il rapporto economia-finanza e alle non-regole di quest’ultima) invece di cercare di incidere su dinamiche meno determinanti? Non c’è dubbio che è importante discutere del famigerato art.18, ma forse non è la priorità assoluta in questo momento. Il problema vero: il ruolo della economia reale, quella produttiva, ed il ruolo della finanza. A mio parere sta qui il vero cuore del problema. Azzeriamo per un attimo le nostre più o meno raffinate nozioni di economia e finanza per chiedererci semplicemente e brutalmente: è giusto che conti di più chi fabbrica pentole o chi scommette sulle vendite del pentolaio? Che dire, poi, di chi scommette sugli scommettitori? E di chi scommette su chi scommette sugli scommettitori, e così via all’infinito? E’ chiarissimo che in tutto ciò c’è qualcosa che non va se questo esercito di scommettitori in withe collar finisce per determinare le sorti dell’industriale in trincea. E’ giusto che la banca richiesta di un prestito dal pentolaio vada a vedere quante e quali scommesse ci sono sulle pentole invece di conoscere bene il pentolaio e, soprattutto, le sue pentole? E’ così complicato capire che sono questi meccanismi quasi completamente de-regolati che minano alla base l’economia mondiale? Si abbia ORA il coraggio di porre le basi per ridiscutere e ridimensionare il futuro ruolo della finanza, elaborando al più presto disincentivi progressivamente crescenti in funzione del crescente livello di astrazione (e perversione) della finanza più estrema ed aggressiva. E, per favore, smettiamola di criticare il protezionismo come uno strumento obsoleto e anacronistico… siamo seri
Senza la finanza spinta le banche avrebbero margini bassissimi. Così come un imprenditore aumenta margini delocalizzando così una banca lo fà con la finanza. Siamo daccordo che è assurdo e che andrebbe riformato ma farlo ora significherebbe dire ai bilanci di banche, sim, hedge e di riflesso a molti risparmi privati di coloro che hanno fondi, gestioni, polizze vita che devono perdere qualcosa, anzi molto, moltissimo.
Sai che succedeva nelle banche? Ad esempio che un tizio arrivava si sentiva grande manager, era direttore commerciale, puntava a vendere a tappeto polizze vita, vendere vendere. Era utile ai clienti? forse si, ma era molto utile alla banca perchè il cliente paga tutte le commissioni di carimento il primo anno anche se la polizza è di 10 anni! Sai che vuol dire? che per il primo anno mi trovo un botto di soldi, come banca, e che dopo due-tre anni di questa pratica il direttore si rivende in altra banca con in mano un bilancio fenomenale, ovviamente tutti numeri, tutto merito suo! e alla nuova banca visto che è così bravo a sollevare i margini allora chiederà qualche aumento considerevole di stipendio.
Ecco cosa è stata la classe dirigente in questi anni: tutto a breve termine.
Le arance portatele siciliane, almeno quello dai, non spagnole.. :-))
Morale: chi è disposto a perdere? mai nessuno, ecco perchè si tirerà a campare sperando che l’economia reale riparta per magia.
Il protezionismo è anacronistico perchè non puoi più farlo col wto.
Pure il keynesianismo è anacronistico, perchè se io butto soldi nel sistema, ad esempio butto soldi alle aziende italiane, e poi queste li usano per delocalizzare, beh..la crescita reale ce la sogniamo!
Il punto vero è il lavoro, si deve trovare il modo di creare lavoro sul proprio territorio, e non di dare soldi a go-go stile piano Marshall.
Monique, scusa, ma la mia semplicità (leggasi rozzezza) mi impedisce di comprendere e quindi condividere quanto scrivi. E’ chiaro che se si lasciano spiragli di guadagni incontrollati, il funzionario di turno ci si ficca… mica è fesso! Ma a cosa porta quel guadagno personale/bancario? Dritti dritti alla situazione di cui oggi parliamo e di cui ci lamentiamo. Ripensare il sistema è probabilmente un’idea talmente immane da risultare una follia. Per questo dobbiamo continuare sulla vecchia strada?
Un progetto organico (e qua si vedrebbe la maestria degli esperti tecnici nella stanza dei bottoni) potrebbe benissimo prevedere tante misure coordinate finalizzate allo stesso risultato: un piano annunciato di graduale uscita “indotta” (e di entrata inibita) dei risparmiatori da certi prodotti finanziari, regole di borsa più ragionevoli, maggiori poteri della Banca d’Italia sulle Banche (una percentuale della liquidità disponibile DEVE essere destinata al credito alle PMI, se questo mette in crisi il bilancio di questa o quella banca, dichiariamone il fallimento, non deve essere considerata una bestemmia!), alta tassazione per buona parte di prodotti finanziari slegati dall’economia reale (relegandoli a strumenti per una elite di facoltosi avventurieri), protezionismo non indiscriminato ma selettivo e persino etico (quello fatto a condizioni di reciprocità di costi e condizioni del lavoro, di qualità dei prodotti, ecc.), protezione e agevolazione della produzione manifatturiera ed industriale, anche con incentivi a imprese che rilocalizzano in IT. La delocalizzazione diverrebbe di colpo antieconomica, il fenomeno si estinguerebbe da solo. Solo successivamente si potrebbero adeguare le “regole” del mercato del lavoro, se vogliamo anche ridimensionando il ruolo dei sindacati (neanche i sindacati sono un tabù), ma solo dopo avere posto reali, durevoli ed eque condizioni di prospettiva. A queste ed a molte altre misure si dovrebbero affiancare misure forti per calmierare il mercato energetico, principale volano dell’inflazione > diminuzione potere d’acquisto delle famiglie > diminuzione risparmio > dimin. raccolta liquidità banche > crisi sistema creditizio > mancato credito alle aziende > diminuzione produzione/occupazione > insomma, vortici autoalimentati e di eterna permanenza nella situazione di crisi. Se aggiungiamo potenziamento delle infrastrutture (compresa la rotaia ad energia rinnovabile) gli annunciati tribunali commerciali + introduz. reati di falso/corruzione privata, abbiamo, forse, qualche speranza di cavare un ragnetto dal buco. Sogni …
ma io spero con te che si riorganizzi il sistema economico e finanziario! Me lo auguro! Perchè così come è fatto non va bene, può tirare a campare ma poi non va bene.
Soltanto vedo che non c’è intenzione nel farlo, e ho spiegato i motivi per cui non c’è.
Immagina che da domani per risanare i conti italiani si debbano per assurdo tagliare i btp del 25% come dice Roubini. Non voglio nemmeno tirare in mezzo le banche, ma tu immagina quanti italiani hanno btp, o in portafoglio o in fondo pensione (!!!). Da domani i loro risparmi sono tagliati del 25%.
Primo, sarebbero ben arrabbiati immagino (io non li ho ma immagino che tagliare i miei sacrifici di risparmio di un quinto mi scoccerebbe), secondo avrebbero meno soldi per farci altro, facendo cadere a cascata sull’economia reale questa perdita di ricchezza personale (non compro casa, non compro l’auto, non faccio un viaggio, ecc..). Significa un impoverimento generale.
E non ho ancora fatto entrare il fattore banche!
Con la leva finanziaria le banche , dato valore 100, lo hanno moltiplicato sulla base del leverage.
Molto terra terra è come dire che io ho una casa pagata tutta mia, in virtù della mia casa ho preso a prestito 100.000 euro e con quei soldi ci ho comprato una quota di una società che dà lavoro a 100 dipendenti, poi sono andato in altra banca e ho chiesto un prestito di 500mila euro , sempre con garanzia la mia casa, e li ho usati per investire in bond della ditta Barbamamma&co che mi rende il 5% annuo netto.
Ad un certo punto c’è crisi di liquidità e le banche mi chiedono di rientrare dei miei prestiti perchè non riesco più a sostenerli con le mie entrate, zoppico anche io perchè c’è crisi.
Devo quindi vendere la mia casa che però vale 30 mila euro. I 30mila sono reali tutto il resto è frutto di un far circolare la moneta, è un vuoto di fatto. QUindi mancherà il mio rimborso, sarà venduta (svenduta) la mia quota nella società, mancando fondi i 100 dipendenti rischiano il loro lavoro (con problemi a cascata), e devrò vendere anche i bond della ditta Barbamamma che a fronte di molte altre vendite crolla di prezzo a tal punto che la ditta per sopravvivere taglia personale e delocalizza.
E’ un esempio piccolo, tu immagina cosa accadesse se fosse in grande, per questo dico che si tirerà a campare perchè altrimenti significa sancire una perdita mondiale di patrimonio notevole, peggiore del denaro andato in fumo negli anni 30.
Va riformato il sistema: risposta, si! ma bisogna trovarne i modi e la volontà. Londra non vuole mettere la tobin tax, sa bene che ci vuole poco afinchè le società anzichè stare nella City si spostino in altre zone “franche” dove le leggi sono raggirevoli.
Il rischio più grande di un mondo globalizzato e liberalizzato è proprio questo: non è governato da un solo governo, ci vogliono accordi itz ampissimi, lunghi e difficili da ottenere.
Il sitema in un Paese non va, voti un governo, fai u na rivoluzione, cambi e rifondi la società, ma quando hai la possibilità di spostare la sede di una società da un posto all’altro secondo convenienza..
Ciao Monique,
son tornato fresco fresco da un bel convegno a Rimini,
autofinanziato, ben organizzato dal giornalista Paolo Barnard (co-fondatore di “Report”) per far conoscere le idee della MMT School of Economics e dei Circuitisti francesi.
Io ho studiato da architetto e il buon senso mi impone di essere cauto in questo campo che non è il mio, ma sono stati tre giorni molto intensi e a volte addirittura emozionanti.
Il nobile scopo di questa dottrina economica (Keynesiana ma non del tutto, anche Lerneriana e non solo) è di fornire piena occupazione con un leggero deficit statale e con raffinati meccanismi di controllo, e non di buttare soldi nel sistema..
Una delle cose che più chiaramente è stata esplicitata e capita è che il sistema Euro è stato concepito in una utopistica visione negli anni ’40, e poi volutamente trasformato in una micidiale trappola per togliere potere decisionale ai governi sovrani, essenzialmente togliendo loro de facto la possibilità di battere moneta e quindi, nei momenti di debolezza, impedendo loro di potersi difendere dagli attacchi speculativi dei falchi della finanza mondiale.
Non solo: all’interno di questo sistema Euro, come all’interno di uno Stato ci sono settori in surplus e in deficit (la situazione più diffusa nei sistemi sani è un equilibrio tra un leggero deficit dello Stato e un leggero surplus dei settori privati), i più forti politicamente ed economicamente stanno gestendo il sistema cercando di avere per sé tutto il surplus e scaricare tutto il deficit sui paesi più deboli, come quelli del Sud Europa.
Tra l’altro, non era questo lo spirito sano dell’Europa dei fondatori (l’Italia c’era), in cui eravamo tutti uguali, al massimo pesati per popolazione, comunque con gli stessi diritti. La Francia e soprattutto la Germania se ne stanno approfittando, invece di aiutare chi è in difficoltà come sarebbe logico in una vera unione.
Insomma alla fine l’Euro ci rende fragili sia sul fronte esterno che su quello interno.
Allora ci domandiamo: a chi serve l’Euro?
Ai Greci? Agli Italiani?
Qualcuno ha domandato al prof. William K. Black della Kansas City Univ., protagonista di un film-denuncia di Michael Moore e regolamentatore bancario tostissimo, della MMT: come faremo a sottrarci a questi Trattati – capestro che ci sottopongono ad autorità centrali non elette e quindi non democratiche, che come il FMI perseguono solo gli interessi dei grandi gruppi industriali e finanziari e non certo dei cittadini?
Con molta semplicità ci ha risposto: “Se uscirete dall’Euro non potranno farvi nulla, anzi dovranno trattare con voi! Non sarà semplice nemmeno tecnicamente, ma se volete vi daremo una mano, anche se sono decisioni politiche che dovrà prendere il popolo italiano!”
http://www.libreidee.org/2012/02/moneta-sovrana-o-falliremo-in-2000-a-rimini-con-barnard/
siamo d’accordo
ciao Cesarito quasi mi preoccupavo a non vederti più online.. :-))) . Ho già risposto sulla MMT, non credo sia una strada perseguibile oggi, ma è la mia opinione e io non sono prof universitario (non ancora 🙂 ).
Certo che Gerancia (germania e francia) comanda, certo che impone la sua politica monetaria ed economica, ma questo lo denuncio, almeno lato Francia dal primo articolo scritto in questo blog “bye bye signor Smith” nel 2010.
La Germania poi ha guadagnato moltissimo da questa crisi dei PIIGS: lato titoli, molti investitori sono fuggiti dal btp per esempio per comprare bund; la crisi e la mancanza di lavoro permette ai tedeschi di godere di manodopera e impiegati anche ben preparati a prezzi bassi, perchè forse sta passando inosservato dai grandi mass media ma c’è in corso una emigrazione pazzesca da Italia, e anche Grecia, di giovani in cerca di lavoro, o di migliori condizioni e qualità di vita.
Uscire dall’euro, sovranità.. Forse entro cinque anni un Paese uscirà dall’euro, ma se ad uscire è un Paese con peso economico notevole come Italia non è una passeggiata, per questo la vedo difficile da realizzare. Ok esce la Grecia, ok esce la Lettonia, ma dubito un pò su Spagna, su Italia.. Io vedo invece con uan strada diversa, cosa che ho scritto anche nel mio articolo premium di oggi, ovvero che col il fondo salva Stati ci avviamo verso una direzione irrevocabile.
Mi ripeto, tornerò con articolo apposito sull’argomento del futuro dell’europa, ma io ho una visione di quello che potrebbe accadere,oggi mi sembra chiaro e quanto accade è tutto logico con quello che penso che accadrà, e affinchè accada la sovranità nazionale conterà sempre meno, vedrai che zitti zitti, faranno quelle impalcature normative (dai diciamoci, chi è che si interessa di cosa è un fondo salva stati a parte quelle due cosucce che dicono al tg, chi è che va a vedere cosa dice il trattato, e da li capire davvero cosa stanno imbastendo questi signori) che a medio periodo ci faranno risavegliare sotto un altro sistema.
E’ vero, se sai cosa è il patto di stabilità e cosa è il fondo salva stati ti accorgi che si sta dando un enorme potere a Bce, Fmi e commissione europea, tutti organismi senza suffragio universale.
aggiungo per precisazione: dubito un pò sull’uscita euro di Italia, ma ho meno dubbi (non certezze, ad oggi) sulla ristrutturazione parziale di un suo debito, sono cose diverse, ma ci tenevo a precisarlo.
Ciao Monica, eccomi trasformato in economista dilettante (ma non sarà facile approfittarsene, venderò cara la pelle!).
Proprio perché un’occhiata gliel’ho data, credo che questi trattati siano assolutamente insostenibili da parte di chi non abbia i conti e il peso politico della Germania…
Qui non si tratta di pagare le quote latte, si tratta di diventare loro schiavi!
Ti sembra accettabile? Vabbé che ormai sei francese… 😉
Tanto per dire: con i rapporti attuali, SOLO per l’ultimo trattato (e quindi oltre a ciò che sarà necessario per pagare un po’ di debiti..) dovremo pagare una multa annuale stimata attorno ai 40 MILIARDI di Euro! E se come prevedibile si entrerà in recessione e quindi calerà il PIL, il rapporto cambierà ulteriormente a nostro sfavore e la multa aumenterà!!!
Ti sembra poco?
Aggiungo:
per emettere titoli di stato dovremo pure chiedere il permesso a questa non-eletta Commissione Europea, e se ce lo dovesse negare sotto la pressione dei banchieri tedeschi, andiamo falliti il giorno dopo!!!
Vogliamo parlare del referendum negato ai Greci?
O della Eurogendfor che si sta allestendo allo scopo di sedare le sommosse?
O dello svuotamento funzionale dei Parlamenti sovrani a vantaggio di queste cavolo di Commissioni “elette” dai banchieri?
Vado avanti?
Sicura che valga per l’Italia la pena stare in questa area Euro?
E poi, mica vuol dire smettere di stare in Europa..
A me non è mai piaciuto farmi massacrare in cambio di nulla, e a te?
Baci 😉
E’ proprio come dici tu, Barbamamma.
Dopo che la speculazione internazionale aveva spappolato il BTP italiano, a fine 2011 arriva la BCE che stampa e distribuisce denari a pioggia, salvando molte banche del Bel Paese.
Sembra la sceneggiatura di un vecchio film western, quando alla fine arriva il 7°Cavalleria e caccia gli indiani cattivi.
Ma oggi chi sono i cattivi ?
In realtà, mi pare che il vero target sia il risparmio degli italiani che, a primavera 2011, il governo in carica aveva già messo messo a garanzia del nostro debito pubblico.
Strano modo di fare: uno fa debiti, e poi fa spedire la fattura ad un altro affinchè la paghi !
Casarito, brevi considerazioni:
– la riduzione del bilancio: se avessi letto il mio articolo ti saresti accorto che il pareggio di bilancio domina la regola del rientro del debito;
– non saremo schiavi, si sta modificando l’assetto europeo, stiamo facendo come gli americani di due secoli fà; fra 10 anni avremo ancora l’euro (magari non con tutti i paesi di ora?)ma non l’europa come la conosciamo adesso. Ne riparlerò in apposito articolo, è il ns futuro, io penso di avere capito dove stiamo andando, ho avuto una folgorazione qualche giorno fà, ma ci ritorneremo.
– questa teoria “moderna” si è usata negli anni 30 dal nazional socialismo hitleriano, oggi non la puoi fare. Capisco che faccia breccia nei cuori e nelle menti di chi è disgustato dal sistema e lo vorrebbe rivoluzionare ma attenzione a dare il giusto peso alle CONSEGUENZE. Attenzione al populismo economico.
– mi stupisce che certi economisti americani incitino alla “secessione” dall’euro.. che ne abbiano interesse? mai sentito parlare di guerra delle valute?
– io non sono francese, sono italiana. Ho deciso di emigrare perchè non mi riconoscevo più nella società italiana, non condividevo la mentalità dominante, il sistema che per me era evidentemente in direzione deriva, e ho fatto una scelta difficile per poter permettere migliore qualità della vita e maggiori opportunità ai miei figli. Detto ciò ci tengo all’Italia, e ho sempre continuato a informare, sia quando ero li, sia da fuori. Qualche anno fà e fino a poco tempo fà erano parole al vento, poi appena i nodi sono venuti al pettine ecco che le orecchie si sono rizzate. Mi interessa quindi la situazione italiana e soffro quando il mio Paese ha dei problemi, ma vedo anche la realtà in faccia e dico che oggi è tardi, e il giro di boa è fatto , per recuperare appieno ci vorranno più di dieci anni, forse venti.
eh eh, e sennò come ce le davano le “attenuanti” del rientro del debito? Tremonti ha barattato i nostri risparmi privati con tali attenuanti. E del resto deve pagare lo Stato no? e lo Stato chi è? noi!
E’ vero, ma è tutto un po’ triste perchè le attenuanti un giudice le dà dopo che ha stabilio un verdetto di condanna.
E qui si condannano cittadini che non hanno colpe, ma solo gli “sghei” per pagare.
In conclusione (e per stemperare di tanto in tanto la “pesantezza” degli argomenti): Monica o Monique?
La prospettiva di venti anni di sofferenze non è per niente rosea, anzi. Il problema è che i popoli del sud europa sono da sempre abituati alla sofferenza, la ns. religione ci impone una buona dose di sofferenza come unico modo per guadagnarsi la pace eterna e di questo passo andremo sicuramente a credito… Però, nonostante la gran massa (ancora !) di fedeli alla Chiesa più che credenti in Dio stesso, al giorno d’oggi la componente laica mi sembra più consapevole che in passato che NON SIAMO AL MONDO PER SOFFRIRE e che a volte una bella rivoluzione della serie “spacchiamo tutto e ricominciamo da capo” non è la soluzione peggiore, specialmente se sappiamo bene dove andremo a finire se stiamo qui a non far nulla. Anzi sarebbe un atto di generosità verso i nostri discendenti. Almeno che la sofferenza di pochi porti al benessere dei più che verranno domani. Pensate al secolo scorso: per rovesciare le dittature non c’è altro modo e oggi noi siamo sottoposti a dittatura; ed è solo l’inizio. Il problema però è che la maggior parte della gente è soprattutto agnostica e non parlo solo in termini religiosi ma anche civili, economici, sociali. Non sanno niente e non gli interessa saperne niente. L’unico obiettivo è: ridursi anche in schiavitù pur di poter ambire al possesso dei beni di consumo più inutili che mente umana abbia potuto immaginare, stare attaccati alla TV a guardare il Grande Fratello o non perdersi l’happy hour per soddisfare la propria vanità o godersi alla Fantozzi una partita di calcio, ormai quasi TUTTE LE SERE !!!! Bastone e carota ( sempre più piccola purtroppo) per tutti i popoli dell’area mediterranea da qui ai prossimi vent’anni. Come dice qualcuno che Cesarito conosce bene, perchè è stato a Rimini, è l’unica cosa che ci meritiamo ed è giusto che ci accada.
Comunque tu ormai sei in “esilio” volontario, scelta perfettamente legittima per carità, per cui anche se qui ci ammazzeremo per cambiare le cose non corri alcun rischio. Vedrai però, e concludo, come faranno alla svelta i tuoi nuovi compatrioti a ripristinare la ghigliottina, che Robespierre sembrerà un chierichetto al confronto, qualora si trovassero a mal partito, diciamo come i Greci ? Perchè loro sono un popolo che si inc…a, mica dei buffoni come noialtri.
Ogni buon laico (in senso ampio) non può non condividere quanto dici… io poi sono ateo (sempre in senso ampio)
all’anagrafe monica, per i francesi monicà, per piccolorisparmio barbamamma.. come dire: “uno, nessuno, centomila”.. e visto che siamo in tema di cultura .. vi ricordate che pena aveva pensato Dante per gli ignavi? punture di vespa sul corpo..
Comunque io sono credente, e il senso della sofferenza così come quello della pietas cristiana sono temi che mi piacerebbe non banalizzare e sui quali non vorrei che si mescolino gli errori storici e umani di una gerachia ecclesiastica.
Invece in modo laico vi sottolineo come oggi non ci sia bisogno di alcun utilizzo strumentale di alcuna religione per il consenso e la dominazione delle masse, è sufficiente dire “spread” e cambiano governi, basta dire “rischio fallimento” e si fanno riforme impopolari, basta dire “crescita” ed in nome di essa si tagliano salari, si apre al neo liberismo e si cancellano diritti acquisiti in anni.
Non c’è più bisogno di un dio che vuole le crociate o la guerra santa, oggi per fare certe cose basta dire che si fanno in nome della crescita, dell’europa, del futuro e riesci a fare tutto, anche cancellare una parte di democrazia.
Ciao Monica,
lo so che sei italiana e hai come me una casetta in Abruzzo, o qualcosa del genere.. Ti stavo prendendo un po’ in giro, sono e rimarrò sempre un tuo ammiratore, meglio precisare.. 😉
Mi permetto da semi-profano di aggiungere qualcosa:
Il fatto che chi governa la BCE e l’Italia e la Grecia e altro siano tutti stati (e chi lo sa se ancora sono) in quota a GS forse non è irrilevante, se ci aspettiamo che questi signori lavorino nel nostro interesse di cittadini..
Il fatto che sia in atto una guerra tra valute non è una ipotesi ma una realtà, sono d’accordo con te, ma mi permetto di fare una considerazione, giudica te se può essere interessante. Gli USA sicuramente hanno più nemici della loro egemonia
valutaria, tra cui sicuramente abbiamo lo yuan cinese e l’euro. I timori dalla zona euro, per gli americani, potrebbero venire un po’ dalla Francia ma per la maggior parte dalla Germania con la cuginetta Olanda. Non credo che l’Italia oggi faccia paura agli USA. Invece è plausibile una guerra valutaria degli USA contro l’euro per combattere il pericolo Germania (anche psicologico, dati i trascorsi..), la quale però si sta servendo dei Paesi più deboli della Europa del Sud per creare una sorta di cuscinetto per espandere l’influenza globale della eurozona e allo stesso tempo per arricchirsi sempre di più alle nostre spalle nei momenti di crisi.
Quindi, dico io, anche se la posizione degli MMTers fosse maliziosamente incline a tirarci fuori dall’euro per indebolire la Germania, non è affatto detto che per noi uscirne possa essere peggio di adesso, visto che così siamo sottoposti a due attacchi: uno interno da Francia e soprattutto Germania e uno esterno dagli USA che attaccano l’euro nel suo insieme.
L’Italia da sola potrebbe difendersi molto meglio dai tedeschi e dai francesi non essendo più indebolita dagli attacchi finanziari delle grandi banche (GS, Citigroup, BoA, DB, ecc.) e probabilmente non rappresenterebbe più una minaccia per nessuno.
Per quanto riguarda i neo-keynesiani della MMT, oltre a rappresentare 6/17 della attuale Commissione di riforma della FED voluta da Obama, dopo le schifezze finanziarie degli anni scorsi (indifendibili, scusami..), hanno un discreto alleato in Paul Krugman, nobel 2008 con uno studio sui modelli che prevedono un guadagno da parte degli Stati che impongano barriere di protezione commerciale e fluttuazione del cambio come soluzione delle crisi dei paesi insulari asiatici e della Thailandia.
Ti ricorda qualcosa?
La Cina ci sta invadendo senza limiti e l’eurozona si potrebbe proprio definire a cambio fisso…
Krugman è un neo-Keynesiano per sua stessa definizione, e anche se non sarà un’arma buona per tutte le battaglie, forse adesso potrebbe aiutarci, per i motivi finora espressi…
Ma, direi, rimando i dettagli al mio prossimo articolo a pagamento…
;-))
Baci
Già, c’è di tutto nella divina commedia, ogni peccatuccio viene stigmatizzato (ci sono persino indovini, superbi, ruffiani, adulatori…!) strumentalmente a quel potere ecclesiastico (che ancora si dimena discretamente) che ha sempre cercato di fare presa nell’immaginario di masse ignoranti per averne il controllo.
Oggi l’oppio dei popoli probabilmente non è più (o solo) la religione ma un “sistema” media globale ben veicolato.
Anch’io, per certi versi, sono credente: nelle mie capacità di capire autonomamente e per tempo come gira il mondo
Ma alla fine l’intervista è andata in onda? Ieri sera ho visto Ballarò, ma nulla. La settimana scorsa ho visto solo una parte della trasmissione e forse mi sono perso il servizio.
Fatemi sapere.
non ho avuto più aggiornamenti e non hanno trattato l’argomento, quindi penso che sia stato cassato l’intero discorso sui conti in Germania (a meno che non venga riproposto in seguito).
peccato, sarebbe stato interessante sapere cosa la giornalista era riuscita a fare di persona in Germania.
ah, la mia cara Vasto, presto con centro storico rivalorizzato dal professor Cervellati
No, la solidità non è in discussione, soprattutto in un posto dove le case hanno quasi tutte il bunker antiatomico (questo la dice lunga). Ma oggi troppa gente porta i soldi in svizzera. Troppo facile. E l’esperienza mi dice che non voglio stare in un posto dove sta andando tutto il parco buoi.
E dove penseresti di spostarli??
Se ti leggesse, poi, P.B. … :))
Eh.. se lo sapessi.. a questo dovrebbe rispondere Barbamamma
eccomi, ma non ho capito a quale domanda dovrei rispondere..
ok ok, capito.. :-)) per diversificare .. ok.. per il resto non si può.. c’è SERPICO che vi guarda.. non sapete chi è serpico?
ricerca google: serpico befera
L’ho gia sentito. P.B. è in gamba, lui i clienti non li porta mica in PF o su SwissQuote e se lo leggi sai bene che NON investe in EUR. I suoi clienti NON sono parco buoi, sono ricchi a partire 500k+EUR
So tutto… lo leggo ogni giorno… ne dubitavi? So persino in quale banca li porta, pur non essendo suo cliente :)) Ciò non toglie che presto smetterò di leggerlo, ormai siamo gente di nessun interesse per lui (avendo alzato più volte l’asticella, come dici tu fino a oltre 500k addirittura) e la conseguenza è che il suo blog è sempre meno un posto dove leggere analisi, e sempre più una vetrina su varie iniziative ottime, ma delle quali visto il target non me ne può fregar de meno…. inoltre essendo ormai una vetrina, deve dire e ripetere 100 volte gli stessi concetti… e la faccenda sta diventando noiosa :))
Chiedo scusa a Max per l’OT, ma non avrei saputo come rispondere altrimenti a DeeJay.
Azz.. non so piu dove risponderti neanche io.. Massimiliano chiedo venia..
So anche io dove vanno a Lugano, il prezzo di attacco è 150k EUR, altino ma non impossibile. Certo NON da parco buoi.
Per il resto beh.. palancaro o no, ne sa a pacchi e io continuo a leggerlo sempre.. non solo, se ho qualche dubbio mi risponde sempre via PM. Vai Dottore!!
Con me si è comportato malissimo. E pensare che ero PRONTO a sottoscrivere il piano pensione, anzi l’ho anche pressato perché mi fissasse un appuntamento a breve, così prenotavo l’aereo. Forse va a simpatie ed antipatie, ma questo non va bene. Ma non è per questo che abbandonerò il blog: è che sta veramente stufando con tutta quella pubblicità. Come giustamente dice lui, il blog ha cambiato pelle… bene, e allora io cambio blog, lo sostituisco, senza andare lontano, con il grande bluff del suo amico. Chiedo davvero scusa a Max, non accadranno altri OT: tutto quello che dovevo dire su questo personaggio l’ho detto. Peccato che non ci sia la possibilità di scambiare indirizzi email senza metterli in chiaro, o almeno io non so farlo con Disqus. P.S. Sempre per Massimiliano: poco sopra facevo riferimento a piani pensionistici esteri (nella fattispecie svizzeri) accessibili anche a cittadini italiani. Che siano elvetici o meno, purché non italiani, secondo me potrebbero interessare parecchie persone! 😉
visto il perdurare dell’OT vi chiedo cortesemente di interrompere, ma visto che l’argomento è interessante vi contatto via e-mail così magari tiriamo fuori anche un articolo insieme sull’argomento 😉
Massimiliano potrà chiarire ma credo non sia possibile con Disqus scambiare indirizzi email senza metterli in chiaro. Una soluzione potrebbe essere un account apposito su un social network o qualcosa del genere, magari cercando di mantenere il nick utilizzato qui…
OK la mia email ce l’hai, sorry sorry sorry
COME MAI I CONTI DEPOSITO IN GERMANIA RENDONO MENO CHE IN ITALIA??
Salve, spero di non essere out topic, ma mi sembrava il post più vicino a quanto volevo chiederVi.
Io sono italiano e mia moglie tedesca. Attualmente viviamo in Italia, ma stiamo pensando di trasferirci in Germania.
Informandomi tra le altre cose a come mettere al sicuro i nostri risparmi (circa 200k), mi è balzato all’occhio un dato: in Italia i conti deposito rendono molto di più che in Germania.
Giusto per esempio:
Conti deposito in Germania si arriva al max a 2,78% lordo http://www.tagesgeldvergleich.net/tagesgeld/tagesgeldkonto.html
Conto deposito in Italia: https://piccolorisparmio.eu/index.php/pct-ccd.html
Come mai questo? Sono meno sicuri quelli italiani?
ho modificato il link ai nostri depositi, puntando alla pagina dedicata (il link che avevi postato non funzionava).
noi abbiamo parlato dei conti in Germania nell’articolo dedicato https://piccolorisparmio.eu/index.php/aprire-un-conto-allestero-germania.html, tuttavia, per provare a risponderti, è chiaro che vuoi per condizione economica della Germania (tripla A, lavoro in eccesso..) vuoi per carenza di liquidità in Italia, gli interessi da noi sono più elevati proprio per la maggiore difficoltà nella raccolta (meno disponibilità e meno fiducia negli istituti di credito da parte dei risparmiatori).
detto questo, se avete la possibilità di trasferirvi in Germania fatelo: maggiori tutele per la famiglia, per il lavoro, cuneo fiscale più basso, economia di riferimento in Europa.. ancora dubbi?
Grazie per la risposta.
Dubbi sul trasferimento della famiglia in effetti non ne ho, solo sul trasferimento dei conti deposito siamo indecisi…chiaro che per una certa somma a fine anno la differenza tra un 3,5% italiano ed un 2% tedesco si fa notare abbastanza pesantemente…d’altro canto se ne sentono talmente tante sull’Italia che se uscisse dall’oggi al domani una patrimoniale sui depositi, rischio di perderne lo stesso…peggio se venisse davvero fuori la storia dell’euro nord euro sud…boh, sono davvero combattuto.
Voi che consigliereste? Italia o Germania
dipende tutto da cosa cerchi: se vuoi sicurezza, investi in Germania, Austria, Norvegia.. altrimenti prendi la tua dose di rischio e cerchi altrove ( per interessi elevati non devi considerare solo l’Italia, ad esempio puoi considerare anche Cipro dove arrivano al 10%, https://piccolorisparmio.eu/index.php/aprire-un-conto-allestero-cipro.html ). senza trascurare le offerte francesi.
comunque, per l’Italia, tanto per stare tranquillo prediligi vincoli a breve termine (6 mesi ad esempio) che ti permettano di smobilizzare quando vuoi.
scusa ma se ti rimborsano sti tedeschi i bund in lire poi vanno afinire sul cc tedesco che hai…non regge,…i tedeschi in caso di ritorno al marco dovrebbero costringerti a chiudere il cc tedesco…cioè come puoi avere su sto conto lire…