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Profezia del Guardian sulla Lira

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19 Novembre 2014   |   Opinioni

Profezia del Guardian sulla Lira

Secondo il quotidiano londinese indipendente The Guardian, entro due anni l’Italia tornerà alla Lira. E’ stato pubblicato domenica un piccolo articolo che argomenta questa profezia.

Riporto una traduzione dell’articolo (chiaramente sono benvenute osservazioni per migliorarla):

L’Italia si sta dirigendo verso l’uscita. Anche se può sembrare fantasioso per uno dei membri fondatori di prendere in considerazione di lasciare l’euro, c’è un’impressione crescente che entro un paio di anni da oggi, Roma ammnistrerà nuovamente la propria moneta.

I dati della scorsa settimana hanno rivelato un paese in profonda crisi. Con un PIL tuttora quasi del 10% più piccolo rispetto a prima della crisi finanziaria, è bloccato in una profonda depressione.

Tutti gli sforzi per rilanciare l’economia hanno fallito, tale è la natura sclerotica delle sue norme fiscali, i mercati del lavoro e il diritto del lavoro. Insieme, hanno impedito il progresso verso un’economia più efficace libera da sussidi e benefici tradizionali.

Nel frattempo, la Spagna e l’Irlanda hanno lavorato per far passare riforme, rafforzare gli argini e andare avanti. Anche l’economia della Grecia è in crescita, secondo i dati ufficiali più recenti.

C’è stato un tempo in cui la classe media in Italia non voleva sentir parlare di una uscita dall’euro. I loro risparmi erano gestiti in euro e tutte le loro altre attività, in particolare le loro proprietà, godevano di un valore sicuro nella valuta comune. Lasciare l’euro sarebbe equivalso ad andare incontro a un’enorme perdita di ricchezza.

Quella paura sta evaporando. Il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo ha assunto una posizione di totale contrapposizione all’euro. Il comico-trasformato-in-politico sta promuovendo una petizione per la fuoriuscita [dall’Euro, NdT]. Più in generale, tutte le promesse disattese hanno minato il sostegno a Bruxelles e alla Banca Centrale Europea.

Gli italiani hanno aspettato per tre anni che il capo della Bce Mario Draghi iniziasse a stampare moneta come la Banca d’Inghilterra e la Federal Reserve. Draghi parla all’infinito di pompare fondi nell’economia in difficoltà della zona euro, solo per tirarsi indietro. La settimana scorsa è accaduto di nuovo.

Ma anche quando arriva una spinta di Draghi, è improbabile che sia efficace. Gli italiani stessi lo sanno. Hanno bisogno di una svalutazione della moneta. E’ l’unica salvezza. I giapponesi lo hanno fatto. Questo può essere un buon modello di riferimento, a differenza di quanto stanno facendo altri paesi importanti che creano un enorme debito pubblico.

Senza dubbio, un ritorno alla lira sarà doloroso. Eppure sembra si tratti di qualcosa che gli elettori sono disposti a considerare pur di impedire che l’economia continui a crollare senza fine.

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19 Novembre 2014   |   Opinioni

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41 commenti su “Profezia del Guardian sulla Lira

  1. orkydea ha detto:

    ai giapponesi non sta funzionando affatto cmq

  2. Mauro Corradi ha detto:

    ogni sforzo di rilancio dell’economia, compreso lo stampaggio di moneta, può solo dare un aiutino temporaneo, nel lungo termine è destinato a fallire perché il problema che sta all’origine della crisi è l’eccesso di debito. E il debito si riduce solo pagandolo, non facendone dell’altro, anche se a tasso zero.

  3. Silvestro Arcuri ha detto:

    Purtroppo il rischio di un default è sempre più vicino. Tanti piccoli risparmiatori si stanno premunendo ed ecco che nascono anche servizi online in grado di salvaguardare i risparmi di una vita investendo in beni rifugio come oro e diamanti. La storia si ripete, purtroppo, e le crisi economiche non perdonano.

  4. andrea70ge ha detto:

    io invece penso che la BCE fara’ il suo bel QE…monetizzera’ il debito…almeno in parte…con buona pace dei tedeschi…in fondo lo hanno fatto tutti…sono altresì convinto che la debacle dell’oro degli ultimi due anni è solo momentanea…l’oro fisico ed i diamanti sono secondo me il vero bene rifugio inataccabili e non tassabili da nessuno …le monete si stampano l’oro non si puo’ stampare!il problema è che non producono ne’ cedole e neppure dividendi..ma se avessi tanto da investire ogni tanto puntualmente qualche lingottino lo acquisterei

  5. guzzibici ha detto:

    D’accordo al 100% con Mauro Corradi.
    Non ci sono scorciatoie…per provare a ridurre il debito , la strada è spendere di meno. Ci sono margini ENORMI per farlo e ridurre la tassazione su chi produce e dà lavoro.
    Per spendere di meno bisogna che chi gestisce il soldo pubblico, a qualsiasi livello, se ruba o evade o prende la bustarella, abbia il TERRORE di essere pizzicato, con pene CERTE e PESANTI.
    Altro che impunità e privacy…o depenalizzazione delle fatture false fino a 1000 euro.

  6. Anto C ha detto:

    ciao, se fosse vero per un italiano che ha un conto don Post Finance in Euro si ritroverà Lire o rimarranno Euro ?

  7. andrea70ge ha detto:

    il dollaro nonostante abbiano stampato e il debito alto ha alle spalle un’economia incredibile…sta riguadagnando sulle monete europee CHF(bloccata a 1,2 e con il referendum sull’oro pare che vincendo i no il blocco/ancoraggio all’euro rimarra’ per forza) e EUR…guadagni di due cifre…non voglio neppure pensare quando partira’ il QE europeo cosa succedera’…sicuramente interverra’ pure la FED…sono d’accordo con Corradi ma temo che le monete europee inclusa la svizzera che è ancorata all’euro avranno dei contaccolpi…certo che se tornassimo alla liretta qualsiasi delle monete piu’ importanti sarebbe un porto sicuro parlo del CHF,USD,GBP…TUTTE MEGLIO DELLA LIRA…e se non si fanno riforme reali di contenimento della spesa pubblica l’italia rischia…speriamo che al posto delle riforme non facciano mega patimoniali al risparmiatore..in italia la ricchezza privata dichiarata è immensa…prima di uscire dall’euro possono dissanguarci per decenni

  8. molto tempo fa ci eravamo posti una domanda simile e dovrebbe restare in euro ( vedi http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/postfinance-default-italia.html ).

  9. L’ultima parte del tuo discorso è purtroppo una possibilità reale, anche per questo motivo ragioniamo su come delocalizzare fuori UE.

  10. andrea70ge ha detto:

    sono perfettamente d’accordo…ci tengo a precisare che secondo il mio modestissimo parere ad oggi ci sono molti broker italiani che a costi bassi permettono di acquistare davvero qualsiasi bond in valuta pesante (USD,CHF,GBP…) di qualsiasi parte del mondo…lo stesso vale per le azioni e gli altri strumenti..io ho il conto estero ma non è la sola strada…un paese con 9000 miliardi di averi privati non fallisce ma tassa tutto quello che è dichiarato in italia e all’estero…la vera soluzione per proteggersi da una eventuale sciagurata patrimoniale semmai è andare davvero via…cioe’ lasciare l’italia e l’europa…dichiarare per un altro paese…solo un mio parere…poi dipende dalle necessita’ di ognuno di noi

  11. il_velista ha detto:

    sono d’accordo, il rischio concreto c’è. ma, come fa giustamente notare andrea70ge, con RW ormai sanno tutto e gli basterebbe alzare l’ivafe una tantum al 10% e il gioco è fatto.
    quindi o uno si assume il rischio di non dichiarare oppure dichiara per un altro paese. non riesco a vedere alternative finanziarie.
    altro discorso sono le commodities come oro e preziosi, ma sull’oro le oscillazioni di prezzo possono essere molto elevate, sui preziosi non so.
    ciao

  12. chiaro. però almeno non ci si sveglia il giorno dopo scoprendo che nella notte è fumato un 6 per 1000, tanto per dire. e l’ivafe stessa si può tenere a bada distribuendo su più intermediari (almeno per il momento).

  13. il_velista ha detto:

    vorrei riuscire a vederla così pure io 🙂
    veder svanire parte di risparmi nottetempo o dopo qualche mese non mi fa grande differenza. e anche sulla diversificazione dei conti, se vogliono, ci passano sopra senza problemi, basta un d.l. da una riga. con RW hanno creato le condizioni per colpire anche chi ha conti all’estero in chiaro.
    ciao

  14. secondo me c’è una grande differenza tra un conto in chiaro come dici tu, in UE/SEE e extra-UE: nel secondo caso è comunque necessario un tuo intervento per versare qualunque cosa e quindi puoi per lo meno essere a conoscenza del quando e del quanto.

    un po’ come chi non vuole attivare un RID eventuali addebiti non dovuti.

    sarà poca cosa, ma è una tutela in più.

  15. andrea70ge ha detto:

    certamente nella malaugurata ipotesi di un amato bis difersificando con un conto extra-UE si guadagna tempo e neppure in un conto UE/SEE secondo me puo’ esserci l’automatismo di un prelievo all’amato…stesso discorso nel caso di una maledetta patrimoniale che andrebbe a colpire non solo i conti ma tutti gli averi mobili…entrambe sono una rapina ma quello che ha fatto amato nel 92 non l’ho ancora digerito…colpire solo i conti e lasciare intoccati gli strumenti speculativi (bond,azioni,fondi)…ma la cosa piu’ grave è che alcuni parlano di riproporlo…

  16. il_velista ha detto:

    mi stai dicendo che un cc in francia o germania potrebbe subire un prelievo automatico stile-amato (in pratica come se fosse un cc in italia)?
    ciao

  17. mi piacerebbe trovare qualcuno che possa argomentare il contrario.

  18. andrea70ge ha detto:

    guarda io lo escludo…ad oggi l’italia non ha il potere di rendere automatico un prelievo su un conto francese o tedesco…dal mattino alla sera non credo sia possibile…comunque fra pochi anni ci sara’ scambio di informazione anche con la svizzera…anche la precisissima amministrazione delle imposte svizzere potrebbe collaborare in questo senso….se c’è scambio di informazione non farei grande distinzione tra conto extra-UE e conto UE/SEE

  19. il_velista ha detto:

    però potrebbe anche essere: essendo paesi facenti parte di una unione monetaria e con banca centrale comune chissà…è possibile che nei trattati sia prevista una cosa del genere.
    ciao

  20. andrea70ge ha detto:

    non lo so…in futuro(se ci sara’ maggiore integrazione fiscale)sicuramente sara’ così…ma ad oggi mi pare improbabile che lo stato italiano possa disporre in maniera automatica anche all’estero del conto

  21. il_velista ha detto:

    boh, io li ho in CH e quindi almeno questo rischio è evitato, per quel poco che può contare.
    visto che ci siamo approfitto per chiedere se avete voglia di dare uno sguardo al post che ho messo nella discussione “Quadro RW soglia a 10mila euro”, grazie.
    ciao

  22. andrea70ge ha detto:

    il 50% di svalutazione della nuova lira è sicuro…il problema sarebbe la riconversione di tutto il debito privato e pubblico in lire…non so che conseguenze avrebbe…non so’ se il sistema potrebbe reggere…le banche hanno in pancia miliardi di titoli pubblici…non so’ quale potrebbe essere la ritorsione verso i residenti italiani che detengono a vario titolo bond esteri,conti esteri,etc…se l’italia non ripagasse il debito monetizzandolo con la lira non so’ quale sarebbe la reazione del resto dell’europa e del mondo…per questo io temo che prima dell’uscita dall’euro ci possa essere una mega patrimoniale da 400 miliardi

  23. andrea70ge ha detto:

    sole24 09/12/14…
    Debito pubblico alle stelle ma patrimonio mobiliare degli italiani al record assoluto….La ricchezza finanziaria(in italia) netta conquista la vetta dei 4mila miliardi….C’è un passaggio nella nota di S&P che ha declassato il rating italiano che merita qualche attenzione in più. Gli analisti evidenziano che «il bilancio privato degli italiani resta forte e in grado di assorbire ulteriori incrementi del debito pubblico»….io in futuro ci vedo solo tasse e possibili prelievi forzosi …naturalmente spero di sbagliarmi

  24. andrea70ge ha detto:

    Quando sarà pubblicata la bozza di unico 2015 gentilmente puoi comunicarlo come fai ogni anno?grazie

  25. sono già disponibili le prime bozze dei modelli 2015 ( non di unico, http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/strumenti/modelli/modelli+in+bozza ), ma appena lo avvisto ne dò sicuramente notizia.

  26. andrea70ge ha detto:

    grazie mille

  27. “Se vi sono parti dell’area dell’euro che si trovano in condizioni
    peggiori partecipando all’unione, potrebbe sorgere il dubbio che alla
    fine si ritrovino a doverla lasciare”. Mario Draghi, 27 novembre 2014 http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2014/html/sp141127_1.it.html

  28. andrea70ge ha detto:

    saltato alle 10 di oggi il cambio fisso a 1,2 chf-eur….dopo 10 minuti l’eur ha perso il 30% verso il chf per poi recuperare fino al cambio alla pari 1 eur=1chf…se non riparte l’economia l’eur crollera’ sempre di piu’…la sola germania non basta…brutto momento per la credibilita’ dell’eur…anche verso il dollaro oggi l’eur è arrivato a perdere fino a 1,15…pensare che pochi mesi fa era a 1,4 …aggiungo che la banca svizzera ha portato i tassi ulteriormente negativi…in pratica per detenere chf si deve pagare qualcosa a fronte di avere una moneta rifugio…PS vi rendete conto che se avessimo la liretta non riuscirebbe manco ad essere scambiata…tornare indietro sarebbe peggio di qualsiasi tassazione o patrimoniale

  29. tempi incerti, il franco evidenzia la sua interdipendenza con l’euro e l’oro vola. proprio oggi che è stato stretto l’accordo sulla trasparenza bancaria Italia-Svizzera.

  30. andrea70ge ha detto:

    il chf se si apprezza troppo va a colpire le esportazioni elvetiche visto che il cliente piu’ importante sono i paesi europei…infatti la borsa elvetica oggi è arrivata a perdere il 10%..sulla trasparenza bancaria Italia-Svizzera direi che chi ha dichiarato non dovrebbe avere problemi…

  31. fabio ha detto:

    Bah! È un articolo che lascia molto a desiderare. Che cosa ha l’Italia per far volare l’economia nel caso si tornasse alla lira? Io non ci vedo niente.

  32. il_velista ha detto:

    purtroppo temo che non ti sbagli…renzi pochi giorni fa ha detto che gli italiani si sono arricchiti durante la recessione (ma ti rendi conto?): prepariamoci.
    ciao

  33. fabio ha detto:

    Buone nuove.
    Hanno prelevato lo 0,2% (patrimoniale) sui buoni fruttiferi postali. Considerando che li ho messi a Ottobre-14 e che gli interessi sono solo lo 0,5% ogni anno devo dedurre che ho fatto un ottimo affare.
    Che bello essere nato nel paese dei balocchi.

    ps
    e all’indirizzo
    http://www.poste.it/bancoposta/buonifruttiferipostali/indicizzati_inflazione.html
    c’è ancora scritto che il capitale verrà restituito per intero.

    «I Buoni Fruttiferi Postali “Indicizzati all’Inflazione Italiana”, sono la soluzione ideale per assicurare al proprio capitale (…) . I Buoni “Indicizzati all’inflazione” hanno una durata massima di 10 anni.

    Al momento del rimborso i Buoni garantiscono:
    la restituzione del capitale investito;
    un rendimento fisso ;
    il recupero, sia sul capitale investito che sugli interessi maturati, del 100% dell’inflazione italiana rilevata nel periodo dell’investimento e fissata dall’indice ISTAT FOI (esclusa la componente tabacco).
    Possono essere rimborsati anticipatamente in qualsiasi momento con diritto alla restituzione del capitale investito e, dopo 18 mesi, anche al riconoscimento degli interessi fissi e dell’inflazione maturati nel periodo.»

    Se li lasciavo sul conto bancoposta prendevo di più

  34. andrea70ge ha detto:

    se alla tassazione 12,5%,26% si aggiunge la patrimoniale monti le tasse finanziarie sono tra le piu’ alte del mondo…sopratutto con rendimenti bassi perche’ la patrimoniale colpisce il patrimonio non la rendita e quindi lo 0,2% di patrimoniale sul capitale intero incide molto sulle basse rendite di questi tempi….eppure molti continuano a dire che non è vero

  35. fabio ha detto:

    Me ne sono accorto che incide molto. Si sono praticamente mangiati i miei interessi prima ancora di averli ottenuti!
    Non mi pare però ci sia stato un prelievo dello 0,2% sul conto. Controllerò a fine mese.

  36. andrea70ge ha detto:

    c’è un articolo sul sole24 di oggi che dice che è giusto che atene ripudi tutto il suo debito…che se un paese è in difficolta’ è giusto che non paghi il debito…”l’europa deve prendere i soldi che mancano dal risparmio del cittadino”…purtroppo a fronte di questa ridistribuzione non si parla di fare le riforme….come dire…l’italia ha un debito alto?…prendiamo i soldi ai risparmiatori accorti…e andiamo avanti così senza fare riforme…intendo dire che non sono d’accordo che sia giusto fare prelievi al povero risparmiatore e continuare a fare debiti sulla pelle del risparmiatore che poi intanto alla fine paga…noi risparmiatori siamo alla fine gli unici garanti della casta europea?

  37. Mauro Corradi ha detto:

    Andrea noi risparmiatori siamo le solite vacche da mungere all’occorrenza, d’altronde gli azionisti dello stato sono i suoi cittadini, per cui – come nelle aziende private – ove occorra procedere ad operazioni straordinarie sono sempre gli azionisti a dover mettere mano al portafogli.

  38. andrea70ge ha detto:

    Assolutamente vero.Alla fine se uno Stato non paga il debito ne rispondono i detentori dei suoi titoli e persino gli altri risparmiatori…una catena…Però pensa anche se un povero risparmiatore pianifica tutto alla perfezione e non rischia nulla o poco alla fine deve pagare per il comportamento irresponsabile di altri suoi connazionali….diciamocelo….e’ così ma non è onesto

Grazie.