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Aprire un conto all’estero: Inghilterra

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14 Marzo 2011   |   Conti Correnti

Aprire un conto all'estero: Inghilterra

Ammetto che era molto tempo che attendevo di pubblicare una recensione sull’apertura a distanza di un conto in Inghilterra, ma dobbiamo ringraziare un nostro lettore che ci ha riportato la sua esperienza diretta. Grazie a Kadath Dragon.

Aprire un conto in UK è relativamente semplice per un non residente se ha la fortuna di studiare o lavorare sul posto. Diverso è il caso di un’apertura a distanza.
Essendo amanti del Regno Unito (ci andiamo mediamente 4 o 5 volte all’anno) e con la prospettiva tra qualche anno di acquistarci un piccolo appartamento, abbiamo deciso di aprire un conto per cominciare a costruire un po’ di credit history.

Fra le varie banche che offrono conti per non residenti la nostra scelta è caduta su Barclays, per tutta una serie di motivi:

  1. minore costo di gestione del conto corrente
  2. presenza in Italia (che facilita il riconoscimento)
  3. diffusione in UK e teorica solidità (è comunque la banca britannica più grande e tra le prime 10 al mondo per dimensioni)
  4. possibilità di aprire il conto presso una filiale di Londra (di fronte a Harrods) e non presso paradisi offshore tipo Jersey o Man (che potrebbero portare problemi “fiscali”).

La procedura è partita a metà maggio 2010 con la compilazione di una application online sul sito www.barclayswealth.com.

Procedura di apertura

Il conto più “basic” è l’iBank account, che ha un costo mensile di 5 GBP e i cui requisiti minimi per l’apertura sono un deposito di 5000 GBP o un reddito lordo annuo da accreditare sul conto di 24000 GBP (quindi sostanzialmente, il primo requisito è essenziale). Vedi qui per il link all’offerta.

Abbiamo deciso di aprire un conto cointestato (io sono lavoratore dipendente a tempo indeterminato e la mia dolce metà è libera professionista).

Le informazioni richieste sono le seguenti:

  • dati anagrafici
  • dati del datore di lavoro
  • dati sul reddito e sul patrimonio (ammontare, provenienza, ecc.)
  • deposito iniziale previsto
  • scelta della filiale presso cui aprire il conto

Come detto, ho scelto la filiale di Londra, che sta a Knightsbridge di fronte a Harrods. E’ possibile fissare un appuntamento per andare a parlarci (l’ho fatto a novembre per avere chiarimenti sulle opzioni di “saving account”).

Abbiamo ricevuto una e-mail confirmation di apertura della pratica con un reference number.
Dopo un paio di giorni abbiamo ricevuto una e-mail che ci chiedeva informazioni aggiuntive, a cui abbiamo risposto a nostra volta via e-mail, cercando di essere il più esaustivi possibile. Le cose chieste erano le seguenti:

Main purpose of the account
– What do you intend to use the account for i.e. day to day expenses / saving?
– Why do you wish to have the account outside your country of residence?

Dopo un paio di settimane (necessarie per la raccolta documentazione) abbiamo inviato l’application form firmato a Barclays insieme a:

  • una copia “certificata” di un documento di identità (per questo basta recarsi in una filiale Barclays italiana e fare fare a loro la certificazione; in pratica fotocopiano il documento su un form di Barclays e il Direttore della filiale certifica che la copia è conforme all’originale). In realtà è possibile che non tutte le filiali siano a conoscenza di questa procedura: mi ero inizialmente rivolto ad una piccola agenzia vicino all’ufficio e sono cascati completamente dalle nuvole; sono ancora in attesa che mi contattino per farmi sapere come fare. Per fortuna, vicino all’ufficio ho un’altra agenzia più grande, che fa regolarmente questa cosa in quanto è vicina alla sede milanese della KPMG (nota società di revisione contabile) e capita spesso che lavori per gli expatriates.
  • estratto conto di una banca o di una carta di credito italiani non più vecchi di 3 mesi per attestare che l’indirizzo di residenza fornito è corretto

A metà giugno abbiamo ricevuto un’altra richiesta di chiarimenti:

Employment (per quanto riguarda la dolce metà libera professionista)

Can you please confirm how you advertise your business? Do you have a website address?

Your Income details

Can you please confirm which country your rental income is coming from?

What company do you hold your shares/dividends with?

Account

Please can you confirm why you are looking for an account in the UK that pays no interest?

A cui naturalmente è stata data rapida risposta.

E finalmente, dopo qualche giorno, è arrivata la lettera che ci comunicava l’apertura del conto, con i dettagli del numero del conto. Il conto va attivato telefonicamente e ti fanno 3 o 4 domande di verifica sui dati forniti.

In tutto sono passate circa 5 settimane dall’application online.

Operatività del conto

Premesso che sto cercando di usare solo le funzioni poco o per nulla costose, ecco una breve panoramica:

  1. il canone mensile del conto è, come sopra detto, di 5 GBP al mese (escluso, bontà loro, il primo mese)
  2. il conto non dà remunerazione, ma è possibile aprire dei conti deposito collegati, con remunerazione variabile. Io ho optato, visto che buona parte dei soldi non mi serve al momento per un “Treasury deposit”, ovvero una specie di deposito vincolato (si può scegliere se a 6, 9 o 12 mesi). L’interesse è variabile in funzione della durata, ma è veramente una miseria. Il tasso viene fornito spot giornalmente, quindi bisogna superare le forche caudine della telefonata. Io l’ho attivato ieri per un anno e mi daranno l’1% (0,6% a 6 mesi, 0,8% a 9 mesi). Al momento serve giusto per coprire le spese del conto.
  3. ho richiesto e ottenuto la debit card (gratuita per entrambi gli intestatari), che funziona perfettamente, anche online. E’ anche contactless, quindi negli esercizi convenzionati in UK può essere usata in questo modo. Ed essendo una vera VISA debit card, consente di risparmiare commissioni su siti tipo Easyjet. Inoltre è utilizzabile per qualsiasi funzione “evoluta” negli sportelli bancomat di Barclays in UK (l’ultima volta mi sono stampato l’estratto conto).

Esperienze sui bonifici in entrata

  1. Bonifico SEPA in euro: un massacro con il cambio. Senza commissioni di bonifico dall’Italia (ho un conto con Fineco) e in entrata, ma il cambio applicato è stato mediamente del 3% più alto del cambio del giorno (nonostante spergiurino che non applicano commissioni sul cambio).
  2. Bonifico in sterline: spese come previsto. Cambio da Euro a sterline sul conto multicurrency Fineco (che, mi dicono, applica uno spread di 15-20 pips rispetto al cambio di mercato); commissione di 9,95 euro in uscita da Fineco e commissione di 6 GBP in entrata da Barclays.

Non ho utilizzato altre funzioni, ma se avete domande, vedrò di rispondere sulla base delle informazioni disponibili.

Scritto da Massimiliano Brasile

Massimiliano Brasile

Ingegnere, autore di svariati articoli tecnici nel settore IT, appassionato di finanza personale, crawling e android. Vedi il profilo anche su Google+.

14 Marzo 2011   |   Conti Correnti

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