Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)
Scritto da Massimiliano Brasile
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.
E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.
La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.
Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:
Una volta autenticati si ricevono:
* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto
oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.
All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.
Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).
In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.
Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.
Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.
L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).
Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.
AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.
(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali
*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***
Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.
Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.
Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.
Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.
Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.
*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***
Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.
PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
Tags: agenzia delle entrate, conti esteri, Conti online, generale, investimenti all'estero, offshore, postfinance, ritenuta federale preventiva
Vorrei fare i complimenti a tutti voi, davvero un forum interessantissimo.
Vorrei porre alla vostra attenzione i conti on line (non conti correnti) tipo Neteller o Moneybookers. Sono conti che si possono aprire comodamente da casa e, dopo aver prodotto una serie di documenti (bolletta intestata, carta d’identità etc) e dopo aver fatto l’autenticazione del conto corrente (semplicissima), inviano una carta di credito prepagata gratuita (Neteller) o a costi irrisori (Moneybookers). Le spese di gestinone sono nulle salvo i prelievi con le carte di credito. Io ho aperto Neteller solo per avere la Mastercard prepaid per abbattere le commissioni Ryanair ed ha un’interfaccia semplice, lo ricarico con bonifico nazionale (gratuito con Ing) e, dopo aver evoluto il conto in “extended” posso arrivare a depositare fino a 36K. Capisco che non è un’alternativa a PF ma vorrei sapere cosa ne pensate circa l’affidabilità in caso di catastrofi per il belpaese.
ciao alex, neteller/moneybookers/paypal stanno ad una banca come una minicar sta ad una lamborghini. tienici solo pochissimi spiccioli e giusto il tempo di fare l’operazione che ti serve. bye
Un saluto a tutti.
Ho aperto qualche mese fa Postfinance (sia in EUR che in CHF).
Tuttavia per una serie di ragioni il trasferimento mio e della famiglia in CH non è andato a buon fine.
Stiamo pensando di muoverci in Slovenia.
La domanda per Massimo e Mauro è:
ritenete che in caso di adozione dell’ Euro2 per i PIIGS,la Slovenia ne rimarebbe (con buona probabilità ) fuori?
Un Italiano residente in Italia con conto corrente e deposito consistente in Slovenia deve fare qualche dichiarazione al Fisco italiano? Si corre qualche rischio Paese?
Un Italiano residente in Slovenia ha qualche obbligo nei confronti del Fisco italiano?
Grazie
Paolo.F
P.S.Il tema Svizzera mi sembra abbastanza sviluppato,sarebbe interessante aggiungere qualche indicazione per la Slovenia.
il conto corrente dormiente “deposito” svizzero mi interessa nel canton ticino ma quale banca? quanto costa? quali interessi? grazie per l’informazione
Seguirò il tuo consiglio. Grazie Antonio
complimenti per il livello qualitativo di questo blog che ho messo subito tra i preferiti. non sono riuscito però vista la gran quantità di commenti a leggerli tutti. una cosa non mi è ancora chiara: in caso di apertura di conto PF, aldilà degli obblighi in sede di dichiarazione vi è una qualche comunicazione “tra stati” relativa alla apertura stessa? cioè la svizzera “avverte” l’italia che il sig. mario rossi ha rihiesto apertura c/c presso banca locale? grazie per il chiarimento
Paolo la Slovenia meriterebbe approfondimenti in quanto l’Alpe Adria è una delle aree più dinamiche dell’Europa, anche se banche che ti aprono a distanza non mi risultano ce ne siano. Se andrai in loco ti raccomando di tenerci informati. Ovviamente i tuoi obblighi verso il fisco italiano resteranno fintanto che avrai la residenza qui.
Aldo tra Svizzera e Italia non c’è scambio automatico di informazioni, è in virtù di questo che molti connazionali vi portano i soldi in modo illegale. Ma prima o poi tutto ciò finirà o verrà ridimensionato.
Per la Slovenia, la NLB (una delle maggiori banche slovene) ha filiali italiane a Trieste e Gorizia. Peraltro il sito della banca è ben curato anche in inglese.
Che ne dite di questa notizia dell’ANSA 6/12/2010 ore 17 e 43?
CHIUSO CONTO SVIZZERO DI ASSANGE – Postfinance, la filiale bancaria della posta svizzera ha chiuso il conto bancario di Julian Assange. La decisione, annunciata oggi, è stata presa a causa di “false indicazioni sul domicilio” del fondatore di Wikileaks. Il fondatore di Wikileaks – si legge in un comunicato reso noto da PostFinance – ha infatti indicato Ginevra come domicilio, informazione che si è poi rivelata falsa. “All’apertura del conto, il cittadino di nazionalità australiana ha fornito false generalità indicando Ginevra come suo domicilio: informazione che si è poi rivelata falsa nell’ambito di una verifica dei dati”, afferma la nota. PostFinance spiega che il domicilio in Svizzera “é una delle condizioni necessarie per stabilire una relazione commerciale con PostFinance. In mancanza di tale requisito, l’istituto è autorizzato a chiudere il conto del titolare”. WikiLeaks sul suo sito internet aveva fatto figurare l’indirizzo del conto aperto presso PostFinance per le le donazioni dirette al Fondo in difesa di Julian Assange e altri membri di WikiLeaks.
Avevo letto la notizia, ma non ho dato troppo peso. Se infatti la dichiarazione è mendace, qualunque banca ha diritto di recedere, anche se sarebbe curioso conoscere in che modo è stato appurato.. Trattandosi di Assange ritengo sia un mero pretesto per scaricare lo scomodo cliente.
C’è qualcosa che mi sfugge. E’ necessario avere un domicilio in Svizzera per un italiano che intende aprire un conto PF? Qualcuno che ha il conto in argomento ha letto una simile clausola nel contratto? Non si tratterà per caso di una clausola da far valere all’occorrenza? Sarebbe una cosa gravissima, così come sembra molto grave la decisione di PF su Assange, per quanto scomodo…
nel caso di Assange, ha dichiarato il domicilio a Ginevra senza (evidentemente) averlo. si parla infatti di dichiarazione di “falso domicilio”.
nel caso di un risparmiatore italiano che apre il conto PF, indicherà sicuramente un domicilio in Italia. non c’è quindi alcuna dichiarazione mendace.
C’è da dire che la decisione mi sembra un po’ pilatesca. Leggendo la nota stampa della stessa Postfinance si ha come l’impressione che sia stata presa in maniera “cautelativa” e comunque altre autorità devono esprimersi sulla legittimità della decisione presa:
http://www.postfinance.ch/it/about/media/press/pressrelease/press101206.html
Il link gentilmente postato da Mik ci consente di leggere direttamente dal sito di PF:
“Il domicilio in Svizzera è una delle condizioni necessarie per stabilire una relazione commerciale con PostFinance. In mancanza di tale requisito, l’istituto è autorizzato a chiudere il conto del titolare.”
In claris non fit interpretatio…
Il caso Assange sarà pure fuori dall’ordinario ma non mi pare di ricordare episodi del genere da parte di banche svizzere anche nei confronti di criminali “veri” (trafficanti, mafiosi, nazisti, etc.). E’ l’ennesima riprova del progressivo ed inesorabile cedimento del “sistema svizzero” e di quanto esso sia diventato particolarmente cedevole alle aspettative internazionali.
oggi il sito di Postfinance è raggiungibile a fatica, pare a causa di attacchi di hacker che in tal modo avrebbero voluto “punire†la scelta di abbandonare il giornalista.
per chi fosse interessato a questa pagina è possibile rivedere la cronologia degli eventi, dalla chiusura degli account di Assange presso PayPal e PostFinance e gli attacchi subiti da Wikileaks e i siti finanziari ad opera di diversi gruppi. il testo è in inglese, tuttavia sono presenti grafici che danno un’idea chiara dei tempi di disservizio causati.
Grazie Giovanni per l’ informazione su NLB.
Vivi in Slovenia?
Paolo
Il sito di Postfinance non è ancora raggiungibile. Certo un bello smacco per una banca svizzera. Mi aspettavo di vederli lavorare giorno e notte per ripristinare la situazione ma evidentemente non è così.
Sarebbe interessante sapere,in caso di Euro1 (Germania,Francia,Austria,Olanda e Slovenia) e Euro2 (Gli Altri),cosa potrebbe succedere nelle seguenti situazioni:
i)cittadino italiano residente in Italia in possesso di obbligazioni di un Paese dell’ Euro2 in un conto Svizzero
ii)cittadino italiano residente in Svizzera con obbligazioni di un Paese dell’ Euro2.
iii)cittadino italiano residente in Italia con liquidità in euro su conto sloveno.
iv)cittadino italiano residente in Slovenia con lqiuidità su conto sloveno.
——-
Altra curiosità è:
come potrebbero venire tassati conti/depositi/obbligazioni in valute NON EURO?
—-
L’ obbiettivo è chiaramente evitare di dover pagare una (ingiusta) patrimoniale sui risparmi di una vita.
Grazie
Paolo
e aggiungo…
Evitare il 25/30% di svalutazione prevista per l’ Euro2.
Una manna per chi esporta/vende.
Una mazzata per i risparmiatori.
A beneficio di chi può interessare, a pag. 6 delle istruzioni del Mod. 730/2010 è indicato che si può presentare ANCHE il modulo RW e RM per i c/c esteri (flussi e interessi).
In questo modo si eviterebbe di presentare il Mod. Unico successivamente.
Corretto?
no. Leggi attentamente l’ultima frase del paragrafo cui fai riferimento, sta scritto che dovrai presentare quei quadri (RW e/o RM e/o RT) assieme al frontespizio di Unico entro i termini di presentazione di Unico (metà giugno).
Non sono del tutto convinto.
Subito dopo quello che dici tu c’è scritto anche
“Resta inteso che i contribuenti, in alternativa alla dichiarazione dei redditi operata con le modalità sopra esposte, possono SEMPRE utilizzare il Mod. UNICO 2010 Persone fisiche”.
Quale sarebbe la ragione di questa precisazione che fa l’Agenzia?
Oppure che ragione ci sarebbe di indicarla sulle istruzioni del Mod. 730 se non quella della possibilità di farlo anche con tale modello?
Infatti se leggi le due frasi “incriminate” in modo invertito, la cosa appare più chiara e cioè:
“Resta inteso che i contribuenti, in alternativa alla dichiarazione dei redditi operata con le modalità sopra esposte, possono SEMPRE utilizzare il Mod. UNICO 2010 Persone fisiche.
I quadri RM e RT e il modulo RW devono essere presentati, unitamente al frontespizio del Mod. UNICO 2010 Persone fisiche, nei
modi e nei termini previsti per la presentazione di tale modello.”
L’affermazione cui fai riferimento vuole significare che in alternativa a presentare il 730 ad aprile e i quadri RW, RM, RT col frontespizio di Unico a giugno, ti è data la possibilità di presentare solo il modello Unico inserendo in esso anche il reddito da lavoro dipendente.
In effetti la tua lettura sembra più aderente alle istruzioni del fisco.
In ogni caso è quella che non lascia dubbi, nel senso che presentando il 730 prima e l’unico nel periodo succesivo(con RW e RM) la procedura è corretta.
Salve a tutti e buone feste , averi bisogno di una informazione , in un conto presso Bullionvault di compravendita oro , ho messo 130 euro per provare la piattaforma , per una plusvalenza di circa 6 euro devo dichiarare qualcosa ? Grazie.
Paolo.F >
no, non vivo in Slovenia ma nella confinante regione Friuli Venezia Giulia, e lavoro parecchio con gli sloveni (ho clienti nella frizzante comunità finanziaria slovena).
Stefano le plusvalenze all’estero andrebbero indicate nel quadro RT, ma per soli 6 euro sarebbe ridicolo farlo.
Chiedo agli autori di aprire un nuovo argomento sull’importante tema dei metalli preziosi, riguarda pur sempre il piccolo risparmio. Che ne dite?
abbiamo trattato diverse volte i metalli preziosi, in particolare l’oro per cui ho creato
una categoria dedicata. è sufficiente che clicchi qui per vedere tutti gli articoli sull’argomento.
@ Mauro: su PostFinance devo precisare che in realtà le cose sono meno complicate di quello che dicevamo:
il c/c privato (che sia EUR o CHF) non ha limiti di prelievo, anche se ha interessi bassi (in ulterioire ribasso dal 1 gen 2011), e anche il conto e-deposito (EUR o CHF) ha in effetti dei limiti, ma ragionevoli: 10 prelievi l’anno entro un totale di 100.000 CHF senza preavviso, qualunque cifra con 3 mesi di preavviso, qualunque cifra senza preavviso con 1% di penale. Interessi (e-deposito): 1,25% CHF e 1,50 in EUR, da abbassare al 1,25% dal 1 gen 2011.
I problemi sono più che altro legati alla fiscalità e alla probabile segnalazione..
Cesarito finalmente una schiarita in senso positivo nei tuoi dubbi verso Postfinance. I problemi restanti non credo ti riguardino più di tanto, in particolare la ‘segnalazione’: tu non hai nulla da nascondere. E per quanto riguarda la fiscalità (doppia tassazione) mi hai sempre detto che più che gli interessi ti preme la salvaguardia del capitale.
Salve,
si configura reato penale in caso di esportazione oltre i 10000 euro?
Cioè se io passo la frontiera con oltre 10000 euro, vado a lugano apro il conto… rischio nel penale o “solo” sanzioni amministrative
Grazie
ci dovrebbe essere il sequestro della cifra eccedente……comunque anzichè fare un viaggio fanne due così risolvi problema….giusto??scusa eviteresti casini per nulla
scusate ma il “dovrebbe” non mi basta, vorrei notizie certe.
E cmq il problema non è tanto quello ma: se io verso su di un conto esttero una cifra > 10000 euro e non lo dichiaro nel modulo RW, rischio nel penale o no?
no, sono previste solo sanzioni amministrative, allo stato non interessa più comminare condanne, lo stato è affamato di soldi e basta.
Il movimento di denaro è tema complesso.
Senza alcuna pretesa, ho provato a documentarmi e a riassumere, sperando nel vostro supporto per correggere.
Allora, gli aspetti legali riguardo alla movimentazione del denaro sono principalmente due, vediamole:
1) la normativa antiriciclaggio
2) la normativa valutaria
DISCIPLINA ANTIRICICLAGGIO:
Dlgs 197/1991 e dalle successive modifiche ed integrazioni legislative.
Terza Direttiva 2005/60/CEE cui ha fatto seguito
Dlgs 231/2007.
E’ vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti privati, quando il valore dell’operazione, anche frazionata, è complessivamente pari o superiore a 5.000 euro.
Mi sembra molto chiaro
Questo NON significa però che:
1) Non posso prelevare più di 5.000 euro.
Falso. Questo lo dico per logica e anche per esperienza diretta: infatti si parla di divieto di “trasferimentoâ€, non divieto di “prelievoâ€.
Quindi, se io per esempio ritiro 100.000 euro e li tengo in tasca oppure in cassetta di sicurezza non infrango la legge, perchè non li ho trasferiti.
Controlli e segnalazioni: il tema è già stato affrontato altrove su questo forum, magari lo approfondiamo altrove per semplicità . Anticipo solo che, al momento del prelievo allo sportello bancario, il cliente deve dichiarare la destinazione del denaro, che la banca annota formalmente: se dico “devo comprare UNA barca a vela in contanti  Ma approfondiremo altrove questo aspetto.
2) Non posso trasferire più di 5.000 euro
Falso. Infatti, il trasferimento può essere eseguito tramite banche, istituti di moneta elettronica e Poste Italiane S.p.A.
DISCIPLINA VALUTARIA
– Decreto legge 28 giugno 1990, n. 167 modificato e convertito in legge 4 agosto 1990, n. 227 + successive modifiche (decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 125) e, sostanzialmente solo sull’abbassamento da 12.500 a 10.000:
– regolamento CE n. 1889/2005 e
– Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 15 giugno 2007
In tema valutario ci sono due momenti principali:
1) movimentazione del denaro, valori e titoli (da ora dico solo denaro per brevità )
2) dichiarazione dei redditi
Ciascuno di essi ha aspetti, diciamo così, operativi e sanzionatori. Vediamoli partendo dal punto 1, movimentazione di denaro, e cercando di seguire il d.l. 167 e l.227/90
Movimentazione di denaro, parte operativa:
Se escludiamo per brevità i trasferimenti di denaro tramite intermediari (art.1) e non residenti (art.2), l’art.3 (trasferimento al seguito di denaro, etc.), quello che ci interessa di più credo, ci dice che:
dobbiamo dichiarare all’Ufficio Italiano Cambi le somme di denaro superiori a 10.000,00 Euro.
Ma in che modo? Come facciamo? Dipende.
1.1) per i passaggi extracomunitari, alla dogana al momento del passaggio.
1.2) Per i passaggi intracomunitari “presso una banca in occasione di un’operazione svolta presso la banca stessa, oppure presso un ufficio doganale, un ufficio postale, un Comando della Guardia di Finanza, entro le 48 ore successive all’entrata nel territorio della Repubblica o entro le 48 ore antecedenti l’uscita dal territorio della Repubblica. I giorni festivi sono esclusi dal computo di tali terminiâ€
Movimentazione di denaro, parte sanzionatoria:
l’art.5 comma 3 ci parla delle sanzioni relative al punto precedente:
in caso di omessa dichiarazione ovvero di dichiarazione contenente informazioni inesatte o incomplete, il dichiarante è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino al quaranta per cento dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire eccedente il controvalore di € 10.000, con un minimo di € 103,29 ed i relativi valori sono soggetti a sequestro (art. 5 ter).
qualcuno parlava di conseguenze penali…eccole qua.
l’art. 5 comma 8bis ci dice che: “chiunque ometta di indicare le generalità del soggetto per conto del quale effettua il trasferimento da o verso l’estero di denaro, titoli o valori mobiliari, ovvero le indica false, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da € 516,46 a € 5.164,57 .
*
Passiamo ora alla parte 2), quella relativa alla dichiarazione dei redditi, aspetto sul quale non mi dilungo in quanto si è già espresso con grande proprietà e dettaglio il Guru Mauro Corradi.
Voglio ricordare solo, per concludere, che la ratio del modulo RW è ispirata alle stesse fonti normative finora citate:
Dichiarazione dei redditi (solo RW), parte operativa:
in breve, Il quadro RW di ha tre distinte sezioni in cui vanno indicati:
– i trasferimenti, di ammontare superiore a 10.000 euro, da o verso l’estero di denaro: qui ricordiamoci che c’è cumulo, anche su movimenti avanti e indietro della stessa somma.
– gli investimenti all’estero ovvero le attività estere di natura finanziaria in essere al 31/12, sempre se maggiori di 10.000,00 euro
– i trasferimenti da, verso e sull’estero che hanno interessato i suddetti investimenti e attività , se l’ammontare complessivo dei movimenti effettuati nel corso dell’anno, tenendo conto anche dei disinvestimenti, sia stato superiore a euro 10.000,00.
Dichiarazione dei redditi (solo RW), parte sanzionatoria:
l’art.5, commi 4 e 5 modificati, ci dice che la violazione di quanto detto nella parte operativa comporta una sanzione dal 5 al 25 per cento dell’ammontare degli importi non dichiarati in sezione I, dal 10 al 50 per cento dell’ammontare degli importi non dichiarati in sezione II e III, con sanzione accessoria della confisca di beni di corrispondente valore per le violazioni relative alle comunicazioni delle consistenze degli investimenti e attività estere e ai trasferimenti da e verso l’estero che hanno interessato tali investimenti e attività (Sezioni I e II). Rimangono poi, come diceva Corradi @58, la contestazione della liceità dei capitali, con onere della prova a carico del dichiarante (si fa per dire).
—
Lascio l’esposizione e l’approfondimento del quadro RM, destinato ai redditi soggetti ad imposizione sostitutiva o a tassazione separata, agli esperti del forum.
Prego tutti di correggere quanto di sbagliato trovano.
Grazie!
Ma per aprire un conto con postfinance non è necessario essere domiciliati in Svizzera?
E poi in relazione al segreto bancario è come aprire un conto al Credit Suisse o in UBS?
Da ultimo, qualcuno conosce la solidità patrimoniale di Swissequote che mi pare sia una banca ottima per investimenti.
Sarebbe interessante riguardo a Swuissequote conoscere nel dettaglio i costi sia di tenuta conto che di commissioni annue sul patrimonio del correntista.
Un grazie a Federico per la sintesi, che provvederò a stamparmi e a tenere come promemoria, oltre alle indicazioni di Mauro.
@Mark rispondo punto per punto in maniera sintetica:
1)Non è necessario essere domiciliati in Svizzera per aprire il conto con Postfinance. E’ però necessario andare in uno dei loro uffici, magari previo appuntamento che puoi prendere anche via mail o per telefono (vai sul sito di Postfinance per indicazioni);
2) Sì, in relazione al segreto bancario funziona allo stesso modo;
3) La Swissquote ha rating (per quello che può significare…) indicato qui:
http://www.corporateinformation.com/Company-Snapshot.aspx?cusip=C756BS390
4) Swissquote NON ha costi di apertura e gestione (salvo il costo di 14,62 euro per farti autenticare il documento in Comune, che dovrai poi inviare a loro). L’unico costo è di due euro o dollari o franchi per i bonifici in uscita (se disponi un bonifico in euro ti addebitano due euro, se lo fai in dollari due dollari etc.). Tra l’altro i bonifici puoi disporli solo verso conti intestati a te. Ritirare contante da loro è poi costosissimo. Oltre a doverli preavvisare c’è, a quanto ricordo, un diritto fisso che potremmo definire come di “quota 90”. SE ritiri, che ne so, 1000 euro, paghi 90 euro di “tassa”. Se ritiri 1500 Franchi, 90 franchi etc. Non importa quanto ritiri, ti sottraggono sempre questi “90” come diritto fisso, e c’è la scomodità di dover andare alla loro sede di Gand. In sostanza, devi considerare swissquote come una specie di conto deposito, con in più la possibilità di fare compravendita titoli.
Spero di essere stato esauriente.
@ Mark: Postfinance apre conti anche agli stranieri non residenti, bisogna però andare di persona in loco a farsi identificare. Swissquote apre invece il conto a distanza, non pare abbia costi di tenuta conto, in ogni caso puoi verificarli sul loro sito sufficientemente esaustivo. Non le conosco la solidità , comunque è una banca quotata alla borsa svizzera.
Grazie ancora per tutte le preziose info. Ho appena effettuato la richiesta di apertura conto su PF a seguito di dialogo con i loro call center. ora attendo la documentazione cartacea via posta.
una domanda/dubbio… il limite dei 10.000 euro vale per singolo dichiarante? mi spiego, nel caso di due coniugi che aprono un conto comune in svizzera il limite diventa 20.000 euro (10.000 cadauno) o resta comunque 10.000?
grazie
Secondo me, se il conto è cointestato, il limite resta 10000.
Ciao, sto per intraprendere anch’io il passo con Postfinance. Qualcuno sa se esiste l’analogo dei Buoni Fruttiferi Postali per la Svizzera (così da evitare almeno per 2-3 anni di dichiarare interessi?)
Grazie
Aliosha
Aliosha un qualcosa di paragonabile ai nostri BFP sono le obbligazioni di cassa.
Trovi i loro rendimenti qui:
http://www.postfinance.ch/it/priv/prod/invest/obligation/offer.html?WT.ac=zinslink_PK_Kassenobligationen_it
Come vedi sono lontani dall’essere esaltanti…
Aggiungo però che gli interessi te li accreditano anno per anno…
mi sembra di avere letto in questo sito un link dove si possono trovare informazioni per il recupero dell imposta preventiva svizzera ma non riesco piu a trovarlo, potreste essere così gentili di rimetterlo,,,grazie
penso che ti riferisci a questo: Guide -> Investimenti all’estero -> riferimento [4]
mi sono sbagliato era un altro sito delle poste svizzere http://www.postefinance.ch/imposta preventiva….è un sito molto dettagliato, leggendolo ho capito che lo stato ti rimborsa solo il 20% del 35% pagato..poi uno deve dichiarare inetresasi in italia e pagare all’ aliquota di riferimento,facendo bene i conti si paga un imposta che va dal 38% al 42% sugli interessi, quindi sarebbe emglio aprirlo in un abanca europea il conto…
vorrei capire meglio… ma se dovessi recarmi in svizzera per aprire un conto PF, al mio rientro in italia (con contrattomin tasca + eventuale bancomat, etc) come dovrei comportarmi in dogana?
– fermarmi e dichiarare apertura conto
– nulla da dichiarare e spiegare, in caso di eventuale controllo, che l’apertura del conto verrà dichiarato nel successivo Unico?
grazie per il chiarimento