Deflazione: quando i prezzi scendono
Scritto da Barbamamma
6 Ottobre 2010 | Opinioni
Dopo l’iperinflazione è doveroso parlare di deflazione, anche perché gli economisti sostengono che sarà questa ad anticipare l’iperinflazione.
La deflazione si ha quando la domanda di beni è debole, dovuta ad un rallentamento forte dei consumi e di conseguenza ad un abbassamento dei prezzi. Tale scenario, con diverse reazioni a catena porta ad una depressione o ad un aggravarsi della medesima se fosse già in atto. In questa situazione una continua ed esagerata politica delle banche centrali volta a stampare moneta rischia di immettere notevoli quantità di massa monetaria che possono portare ad una iperinflazione. I due fenomeni sono quindi molto diversi ma si possono innescare uno vicino all’altro. In uno scenario di deflazione la liquidità assume un ruolo importante, chi ne ha può acquistare a saldo. Proteggere la liquidità diventa quindi determinante . Potrebbe capitare che nei prossimi mesi, vedremo alleggerirsi delle posizioni finanziarie in favore di liquidità, cosa che però contribuirebbe ad un affossamento delle quotazioni di borsa. L’autunno potrebbe già indicarci questi segnali. Se verificheremo, a partire dal Nasdaq, continui e pesanti segni meno, uno dei motivi potrebbe risiedere in questi timori.
6 Ottobre 2010 | Opinioni
Tags: deflazione, iperinflazione
La Fed, è «pronta a fornire ulteriore supporto all’economia americana» ha detto oggi il governatore della banca centrale americana Ben Bernanke spiegando che «il rischio deflazione è superiore al desiderabile» e l’alto tasso di disoccupazione continua a rappresentare un fattore di inquietudine per la banca centrale.
Ciò significa che anche ad alti livelli si teme deflazione e che la ricetta, come prevedibile ed annunciato sarà la continua stampa di dollari. L’America si incammina nel breve nel tunnel deflazione per poi incamminarsi dopo verso il tunnel dell’iperinflazione.
E per finire imboccherà il tunnel dell’autodistruzione.
sul Sole24Ore si sbilanciano con un po’ di fanta-economia, da qui a un mese..
la debolezza del dollaro sull’euro credo si farà sentire ancora nei prossimi mesi. Credo che anche la sterlina presto avrà il suo bel da fare, ma nel loro caso hanno la politica economica nazionale e decideranno di sostenere ciò che a loro fà comodo con la banca centrale inglese.
Aspettiamo e vediamo cosa fa la nostra Bce, però non dimenticate la Grecia,è come la polvere sotto lo zerbino, si nasconde ma c’è, e anche se non ne parlano vedrete che ne riparleranno nei prossimi mesi. Noi ci definiamo indipendenti e diciamo ciò che altri media tacciono.
Il mercato immobiliare italiano è critico. I prezzi, da un giro fatto a Milano sono bassi rispetto a quanto lo erano tre anni fà. Ho amici che vorrebbero vendere sia a Milano, sia in zone turistiche del sud Italia ma gli agenti immobiliari sconsigliano di farlo ora. Le banche riducono i prestiti. La BPM, secondo fonti di amici, concede al massimo il 60% del costo casa. Al contrario, da un giro al supermercato, vendendo il prezzo benzina, sono rimasta stupita dall’aumento dei prezzi rispetto ai prezzi che ho in Francia.
In effetti le cose stanno proprio così, i prezzi dei prodotti di largo consumo sono tutti in aumento.
Nei miei recenti week end europei in versione low cost ho notato che i prezzi sono più bassi non solo in Francia ma anche in Belgio e soprattutto in Germania. Il paese dove il reddito netto di un operaio o di un impiegato è più alto del 60/70% rispetto ad inquadramento equipollente nell’Italia del nord i prezzi dei beni di largo consumo sono più bassi. Ma per capire dovremmo analizzare la struttura logistica che da noi è ancora molto lunga rispetto a quella francese e tedesca ed anche la struttura distributiva sempre molto parcellizata. Inoltre le grandi strutture che in alcune aree continuano ad aprire operano in molti casi in una situazione di eccesso di offerta che porta ad accordi silenti di cartello per riuscire ad assorbire i costi fissi di tutti a danno, ovviamente, dei consumatori.
Riguardo al mercato immobiliare siamo in una situazione di forte staticità
La vendita di un immobile usato in buone condizioni ad uso abitativo richiede un tempo minimo di setteotto mesi mentre gli immobili nuovi giacciono in attesa di acquirenti che tardano ad arrivare sia per i prezzi comunque ancora elevati sia per la conclamata difficoltà di accedere ai finanziamenti. Molte banche concedono finanziamenti del 60/70% solo a dipendenti pubblic,i che offrono maggior affidabilità riguardo la stabilità del lavoro, e richiedono maggiori garanzie rispetto all’ipoteca aggiungendo, cioè, firme di genitori e nonni che possano garantire con la loro pensione ed i loro risparmi.
Difficile prevedere in queste condizioni uno sviluppo dell’economia ma, cosa alquanto preoccupante, ci troviamo ad avere contemporaneamente una bassa crescita, o meglio una stagnazione, ed un tasso d’inflazione in forte incremento.
Ecco perchè suggerivo ieri di utilizzare per i risparmi i buoni fruttiferi postali indicizzati all’inflazione che se non altro mettono in copertura il capitale e garantiscono un piccolo interesse reale.
ok per i titoli legati all’inflazione, ma attenzione perchè da attento osservatore come sei avrai notato che i dati ufficiali parlano di una inflazione di tot, mentre nella realtà l’inflazione è molto più elevata. Ovvio, dipende da cosa inseriscono nel paniere per il calcolo medio. Quindi ora alcune persone pensano a beni reali che tengano meglio l’inflazione reale. Io posso dirti che in svizzera ad esempio a seconda del risparmio, piccolo o grande, puntano a oro (sterline o lingottini da 10 gr), beni d’arte (esentasse..); in altri Paesi europei se il risparmio è più elevato puntano a miniappartamenti a Berlino e Lipsia (mille euro al mq), a case in località turistiche di pregio in Spagna e Grecia dove i prezzi degli immobili sono crollati, e a terreni in Europa occidentale. Certo, si tratta di beni reali meno facilmente liquidabili (un titolo lo vendi in alcune ore, una casa in più tempo). Quanto all’immobiliare italiano c’è anche da dire che da cronache si sa che una certa domanda è dovuta anche al nero riversato in immobili, oltre che ad attività illecite che si ripuliscono tramite l’immobiliare, ma detto questo il problema si fà serio e anche sulla curva dei prezzi di immobili italiani ci avviciniamo a quanto accaduto ai primi anni 90 quando il mercato era fermo e i prezzi si contrattavano di molto. Il motivo è semplice, manca liquidità. Oggi chi ha denaro cash fa affari d’oro, spuntando prezzi ottimi.
dimenticavo: quanto ai prezzi hai ragione, io non sono distante dal belgio e qui si surfeggia fra affari in francia e offerte in belgio (ad esempio in belgio i saldi iniziano prima, oppure ci sono alcune nicchie di proddotto che costano meno come i mobili). Tuttavia qui la grande distribuzione francese la fà da padrone ma a parità di prodotto carrefour in francia mi costa meno che in italia. C’è anche da dire che qui c’è l’iva bassissima per prodotti alimentari , per ristoranti, ecc che rende più economico quindi il prodotto o servizio (ad esempio nella ristorazione l’iva è al 5%, idem per i libri, ecc). In germania e lussemburgo ci passo soltanto ogni tanto, non sono mai entrata in un supermercato ma trovo che i prezzi ad esempio nei bar ristoranti tedeschi siano buoni, mentre il lussemburgo per me è ottimo per la benzina, costa moooolto meno che in svizzera, una vera pacchia, ho pagato 1 euro al litro la scorsa estate quando in italia ho subito il salasso di 1,60!!! Dove sto io la benzina costa circa 1,40 , in belgio poco di più. C’è però da dire che in Francia c’è mamma nazione che spende moltissimo ad esempio per il sociale (una visita privata la paghi 23 euro e ti rimborsano pure il 70% se sei francese; se hai almeno due figli paghi il 5% di tasse e ti danno ogni mese circa 140 euro versati sul tuo conto che aumentano con l’aumentare dell’età del piccolo; l’università statale costa ogni anno una retta di 300 euro senza limiti di reddito, eccc), ma anche per divertimenti (panem et circenses): l’ingresso in piscina costa 1,50 euro il bimbo, e 2 euro l’adulto, gli spettacoli teatrali sono economic (certo magari se vai a Parigi è tutto più caro..ma parigi non è la francia..) e la scuola privata dei miei figli mi costa 40 euro al mese a bambino ed è la migliore della zona, un complesso che sembra uscito da una cartolina inglese, con buoni insegnanti, attività didattiche. Con lo stipendio di mio marito uguale a quello italiano qui viviamo da signori, in Italia no, e lavoravo anche io.
TREMONTI: “lunedì ci sarà un disastro sui mercati se tu, Silvio, resti al tuo posto e non fai un passo indietro. Perché il problema per l’Europa e i mercati, giusto o sbagliato che sia, sei proprio tu”.questa frase circola da oggi su qualche blog , che succederà in questo week???