Investimenti all’estero (mini guida)
Scritto da Massimiliano Brasile
21 Ottobre 2008 | Opinioni
Dopo aver recensito diverse offerte sottoscrivibili in Europa è necessario fare un po’ di chiarezza sui passi da compiere dal punto di vista fiscale per regolarizzare i propri investimenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Grazie ai molti spunti di discussione che si stanno aprendo nei commenti dei vari post del blog, cercherò di organizzare in questo post una mini-guida che non ha alcuna pretesa di sostituire un vero esperto in materia fiscale, ma che può orientare il piccolo investitore nella direzione giusta anche grazie al supporto di tutti i lettori che hanno già sottoscritto alcune delle offerte recensite.
1. Cos’è l’euritenuta e quando viene applicata
Ho spesso parlato dell’euritenuta [1], indicandola impropriamente come la tassazione di riferimento per investimenti in UE al di fuori Italia.
Impropriamente perché se il trasferimento dei propri fondi avviene tramite bonifico e quindi con un intermediario (il proprio istituto bancario ove si è titolari del conto corrente in Italia) viene segnalato tale trasferimento verso l’estero e su mancata dichiarazione di eventuali interessi percepiti (seppur tassati alla fonte all’estero) possono essere applicate delle sanzioni amministrative. La dichiarazione si rende necessaria perché venga applicata la corretta aliquota di riferimento (vedi paragrafo 2) in Italia.
Il discorso è analogo nel caso il trasferimento avenga in contanti senza che tale trasferimento venga poi denunciato (ciò che viene comunemente chiamato “in nero”): si è tenuti a dichiarare gli interessi percepiti, ma ovviamente chi persegue questa pratica solitamento lo fa per un fine illegale, ossia quello dell’evasione fiscale e si espone a tutta una serie di rischi. Va ricordato infatti che è sufficiente dichiarare gli interessi percepiti anche in conti esteri per regolarizzare la propria posizione di fronte al fisco, anche nel caso si fosse aperto il conto in contanti (ad esempio durante un viaggio o una vacanza).
Per limitare i benefici dell’evasione fiscale l’Unione Europea ha emanato una direttiva (nota come European Union Savings Directive) che ha originato l’euritenuta: per quegli stati dell’Unione che non hanno acconsentito a comunicare in automatico agli altri stati membri ove hanno la residenza i cittadini stranieri investitori (Belgio, Austria, Lussemburgo), c’è l’obbligo di applicare in automatico l’euritenuta fintanto che l’investitore non autorizzi l’istituto pagatore a comunicare gli interessi erogati all’ente di controllo fiscale di riferimento (per noi italiani l’Agenzia delle Entrate). Altri stati non appartenenti all’Unione Europea, come la Svizzera, hanno acconsentito ad applicare la medesima aliquota pur non acconsentendo a comunicare i dati degli investitori (tuttavia, preventivamente in Svizzera viene applicata l’aliquota federale pari al 35% a meno che non si richieda espressamente il rimborso in quanto non residenti in territorio elvetico [4]).
Aggiungerei comunque che l’euritenuta può essere scelta dagli investitori anche per i trasferimenti regolari: la comunicazione dei dati all’agenzia fiscale del paese di appartenenza permette di evitare che vi sia una doppia tassazione (euritenuta + aliquota piena applicata in Italia) deducendo successivamente l’ammontare già pagato nella dichiarazione dei redditi (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 10) e nel caso di un’aliquota inferiore si potrà dedurre la quota in eccesso (es. Svizzera che applica la ritenuta federale pari al 35%).
L’euritenuta al momento è pari al 20%. Dal primo luglio del 2011 salirà al 35%.
2. Lo schema per il calcolo dell’Irpef
3. Passi da seguire a seconda dello stato ove si investe
La normativa di riferimento è la Direttiva 2003/48/Ce [2] [3].
3.1 Paesi UE che comunicano automaticamente i dati
Per gli stati che comunicano automaticamente gli interessi accreditati a cittadini italiani che stanno investendo nel loro mercato, l’investitore è tenuto a dichiarare comunque tali interessi cui si vedrà applicata solo l’aliquota italiana.
3.2 Paesi UE che non comunicano automaticamente i dati (Belgio, Austria, Lussemburgo) – (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 13)
Per questi stati vige il segreto bancario con applicazione dell’euritenuta alla fonte.
Per richiedere la comunicazione verso l’Agenzia delle Entrate va compilato il modulo relativo alla tassazione europea da inviare all’istituto di credito.
A questo indirizzo si può trovare il modello di documento da presentare in italiano e in inglese.
Bibliografia
[1] European Union Savings Directive (Witholding Tax)
[2] Decreto Legislativo 18 aprile 2005, n. 84
[3] La fiscalità del risparmio transfrontaliero (Johannes Guigard)
[4] Domanda di rimborso dell’imposta preventiva svizzera (per non residenti in Svizzera)
21 Ottobre 2008 | Opinioni
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ossia che SE trasferisci somme sopra i 10mila euro devi indicare la cosa in dichiarazione dei redditi!
tutto in regola mi pare.
Tutto in regola. L’unica domanda che mi faccio e ti faccio è se possono previsti accertamenti o seccature su dichiarazioni reddituali o movimenti bancari o adempimenti fiscali pregressi. Bada bene non ho niente da nascondere. Tieni conto che sono un dipendente bancario e non un artigiano o commerciante o professionista.
voglio sperare che anche grazie al redditometro sappiano discriminare in modo più oculato tra contribuenti che necessitano di accertamenti o meno. il verbale in sé rappresenta solo una constatazione, mi aspetto quindi che la tua dichiarazione dei redditi gli sia sufficiente per verificare la buona fede.
se non erro i 10.000 euro si contano su qualsiasi tipo di movimento lordo (eh, bel trucchetto, vero?).
Cioe’ se ad esempio fai bnf di 7000 euro in uscita verso il tuo conto estero, e poi prelevi da esso 4000 euro, anche se hai trasferito all’estero massimo 7000 euro, LORO TI CONTANO: 7000+4000=11000 TANATO! Bel trucco vero? molto molto italiano.
Se cosi’ fosse capisco perche’ in tanti sono disgustati: chi al fisco non e’ conosciuto canta e balla (e sara’ sempre cosi’) sul cadavere dell’italia
la norma è chiara, dei furbi se ne occupa la Finanza (sembra con successi crescenti per fortuna): si parla di movimentazione massima di 10mila euro per restare nell’area di esenzione.
ma nulla vieta di superarla e dichiarare in serenità il tutto, non vedo alcuna difficoltà in questo.
leggo spesso di interessi sui conti da dichiarare.
Ma lo stesso va fatto per es. se acquisto da un conto svizzero o lussemburghese delle sicav o degli etf. Cioè l’eventuale dividendo o il capital gain va dichiarato come gli interessi sui conti e tassato al 20% o si somma al reddito? e c’e’ differenza tra sottoscrivere una sicav armonizzata o una non armonizzata (es. fondi di postfinance o sicav della bcee)?
Salve,
come faccio a dichiarare sul quadro RW il prelevamento di 6000 euro in contanti dal conto in Svizzera?
Non ho trovato indicazioni al riguardo nella circolare dell’agenzia delle entrate
Grazie a chiunque voglia rispondere
non vorrei sbagliarmi, ma penso che il discorso sia molto semplice: se il prelievo avviene tramite bonifico, è già tracciato; se il prelievo è fatto in contanti, l’anno successivo sarà dichiarata una giacenza di 6mila euro inferiore e ai fini del monitoraggio hai dato evidenza di tale prelievo.
grazie della risposta, ma la normativa prevede che, anche se il conto viene chiuso ed al 31/12 non si hanno giacenze, bisogna compilare la sezione III del modulo RW.
Nel mio caso specifico lo scorso anno ho prelevato 6000 euro ed ho chiuso il conto; quindi dovrei dichiarare tale movimentazione (sono già in ritardo) nella sezione III del quadro RW, ma la sezione III prevede la comunicazione del conto corrente…come faccio a comunicare il conto di destinazione se ho prelevato in contanti?
grazie
anche per la sezione III vale il limite di 10mila euro e tu ne sei sotto quindi non dovresti compilarla.
mi sfugge qualcosa?
Innanzitutto i miei complimenti per l’utilissimo sito.
Dopo aver letto decine di articoli, fiumi di commenti e di sottocommenti (tutti utilissimi), anch’io vorrei farvi una domanda sulla mia situazione:
ho aperto il 1 dicembre u.s. un conto/p PF solo a mio nome per ragioni di praticità in CHF, ma quanto prima lo cointesteremo, facendo una seconda visita in due in filiale a Lugano, anche a nome del mio compagno (non siamo ancora sposati, ma solo conviventi per ora). Dal suo c/c italiano abbiamo poi fatto un bonifico superiore a 10k sul conto PF che è, ripeto, solo per ora a mio nome (ma presto cointestato).
Come mi/ci devo/dobbiamo comportare con la prossima denuncia dei redditi di maggio 2012, a parte compilare il quadro RW per la tassazione degli interessi percepiti, tenendo conto della doppia aliquota 35% federale svizzera e 27% italiana?
Li dobbiamo, immagino, dichiarare su entrambe le dichiarazioni dei redditi mia e sua, nel momento che sarà un c/p cointestato? E in che percentuale dovranno essere pagate le tasse sugli interessi: al 50%?
Ma la mia perplessità è che non avendo vincoli di parentela, per ora, lo spostamento del capitale tra i due conti, possa in qualche modo creare dei problemi (diventa un mio reddito – non giutificato per altro, non ho fatto né dichiarato, o fatturato un lavoro per lui che giustifichi un pagamento/bonifico di tale somma – che va a sommarsi con quello – misero – da impiegata che ho?).
Non so se possa essere utile: nel conto italiano intestato al mio compgano abbiamo la doppia firma.
Grazie infinite
dai un’occhiata a questo articolo ( https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html ) che risponde ad alcune tue domande.
dovrete compilare entrambi il quadro, anche perché farà fede la situazione del conto svizzero al 31/12. per la giustificazione del movimento non penso siano necessari altri chiarimenti, dato che avete la doppia firma nel c/c di partenza.
Grazie di cuore!
Tutto chiaro anche nelle FAQ!
Continuo a seguirvi con immenso interesse e ancora complimenti.
Buon tutto.
E se si volesse aprire un conto corrente in un paese extra UE?
Ci sono normative specifiche o accade la stessa regolamentazione per i trasferimenti bancari o ritiro contanti (che verranno in più volte depositati sul conto estero)?
non so se ho capito le domande, ma come modello prendi pure la Svizzera sulla quale abbiamo scritto in lungo e in largo ( c’è anche una guida alle domande frequenti http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html ).
Salve cercavo un conto estero con collegato un dossier titoli gratuito (non mi interessa il conto deposito)per trasferire una sicav e acquistare quote del relativo fondo comune senza spese.c’e’ qualcosa ? grazie.
salve, grazie mille per l’utilissimo sito. Anche io ho una situazione simile a Monique777_7. Volevo aprire un conto cointestato in svizzera con mia mamma. Mi chiedevo: gli eventuali interessi guadagnati devono essere dichiarati nel modulo RM al 50% ciascuno? Grazie in anticipo per qualsiasi risposta
no, vanno dichiarati al 100% per ogni intestatario. vedi anche https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html
ma in questo caso riceverei doppio credito di imposta (per gli interessi ricevuti e tassati in svizzera al 35% e in Italia al 20%)… è come se ci guadagnassi! o forse mi sfugge qualcosa? grazie ancora
Domanda molto semplice.
Ho guardato le istruzioni dell’unico.
Mi sembra di aver capito che tutti i bonifici vadano dettagliati nei vari rigo rw10-rw14.
L’unica cosa che non capisco è se ho più IBAN all’interno dello sesso istituto, stesso BIC o SWIFT, tipo setplus con diversi conti in valuta o edepositi, tutti con IBAN differenti. Devo documentare ogni singolo movimento effettuato tra questi conti, o posso omettere e inserire solo i movimenti in entrata e uscita da postfinance?
Thanks 😉
aggiungo un nuovo dubbio: ma se ho dei guadagni in conto capitale (quindi non più i soli interessi del conto corrente ma guadagni che derivano dalla compravendita di titoli sul conto estero), in questo caso come vanno denunciati? al 50% io e 50% mia mamma? grazie ancora!
dai un’occhiata all’aggiornamento appena arrivato al punto 10
https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html
A che tassazioni sono sottoposto se acquisto oro attraverso Bullionvault che poi lo custodisce all’estero? L’acquisto si fa tramite bonifico verso un intermediario italiano che poi acquisisce effettivamente l’oro.
l’intermediario italiano dovrebbe applicarti la tassazione da capital gain; vedi
http://oro.bullionvault.it/Oro/Lingotti/LeggeOro
L’help di Bullionvault rimanda a diversi documenti dell’agenzia delle entrate ma sono un po’ vaghi. Non riesco a quantificare quanto siano le tasse e se mi convenga o meno investire.
penso che la soluzione migliore sia quella di contattarli e chiedere direttamente a loro come si regolano. così poi fai sapere anche a noi 😉
On 12/01/2012 22:39, Luigi Calderone wrote:
Spettabile Bullionvault,
vorrei investire in oro fisico ma ho qualche dubbio.
Se avessi comprato, ad esempio, 20000€ di oro il 1-1-2011 e lo avessi
rivenduto il 31-12-2011 quanto avrei guadagnato al netto di contributi,
commissioni e tasse?
Vorrei non solo il risultato ma anche lo svolgimento del calcolo.
Grazie dell’attenzione.
Saluti
Luigi
Egregio Sig. Calderone,
grazie per la sua email.
In base all’esempio indicato nell’email precedente, trova di seguito
tutte le informazioni ed i relativi costi associati all’acquisto di oro
riconducibili a BullionVault. Poiché non forniamo assistenza fiscale
(non siamo autorizzati, né abbiamo le competenze), il nostro
suggerimento è di chiedere l’opinione di un consulente fiscale o un
commercialista per quanto riguarda questioni contributive e/o fiscali.
Tornado al suo quesito:
_ Un investimento di €20,000 eseguito in data 1-1-2011 avrebbe
acquistato ad un prezzo di circa 33,966* Eur/Kg per un quantitativo di
circa 0.584 Kg, per un ordine di €19,836.14. La commissione corrisposta
sarebbe di 158.69, applicata ad un tasso dello 0.8% per investimenti da
€0 a 20,000 è (di conseguenza €158.69 = €19.836.14 * 0.8%). Il totale
dell’ordine inclusivo di commissione sarebbe dunque di €19,994.83.
_ Un disinvestimento di 0.584Kg in data 31-1-2011 al prezzo di circa
38,072* €/Kg le avrebbe corrisposto €22,234.05. Le commissioni sulla
vendita sono di €168.94. (lo 0.8% per investimenti da €0 a 20,000 e
dello 0.4% da €20,000 a 40,000. Dunque €168.94 = €160 + €9.94
rispettivamente). Il valore finale ricevuto sarebbe quindi di
€22,065.11.
_ La commissione di custodia del metallo sono dello 0.01% al mese, con
un minimo di $4 (o equivalente in valuta), per un costo annuo di $48 o
circa €38.
_ In conclusione la plusvalenza realizzata sarebbe stata di € 2,032.28. Ovvero €2,070.28 – €38.
Può trovare maggiori informazioni su BullionVault a questo link: http://oro.bullionvault.it/help/FAQs/FAQs_whyBV.html
Per maggiori informazioni sulle nostre tariffe, la invito a visitare: http://oro.bullionvault.it/help/tariff.html
Spero di essere stato abbastanza esaustivo e dettagliato nella mia riposta in relazione alle operazione di nostra competenza.
Rimango a sua disposizione qualora necessiti maggiori informazioni o assistenza.
Cordiali saluti,
Mattia Gamba
* Il prezzo al Kg utilizzato è relativo al PM Fix ufficiale pubblicato
l’ultimo giorno lavorativo disponibile a procinto delle date prese in
considerazione.
Nota mia: ho dovuto cancellare un paio di link interessanti perchè provocavano un errore.
Egregio Sig. Calderone,
grazie per la sua email.
In base all’esempio indicato nell’email precedente, trova di seguito
tutte le informazioni ed i relativi costi associati all’acquisto di oro
riconducibili a BullionVault. Poiché non forniamo assistenza fiscale
(non siamo autorizzati, né abbiamo le competenze), il nostro
suggerimento è di chiedere l’opinione di un consulente fiscale o un
commercialista per quanto riguarda questioni contributive e/o fiscali.
Tornado al suo quesito:
_ Un investimento di €20,000 eseguito in data 1-1-2011 avrebbe
acquistato ad un prezzo di circa 33,966* Eur/Kg per un quantitativo di
circa 0.584 Kg, per un ordine di €19,836.14. La commissione corrisposta
sarebbe di 158.69, applicata ad un tasso dello 0.8% per investimenti da
€0 a 20,000 è (di conseguenza €158.69 = €19.836.14 * 0.8%). Il totale
dell’ordine inclusivo di commissione sarebbe dunque di €19,994.83.
_ Un disinvestimento di 0.584Kg in data 31-1-2011 al prezzo di circa
38,072* €/Kg le avrebbe corrisposto €22,234.05. Le commissioni sulla
vendita sono di €168.94. (lo 0.8% per investimenti da €0 a 20,000 e
dello 0.4% da €20,000 a 40,000. Dunque €168.94 = €160 + €9.94
rispettivamente). Il valore finale ricevuto sarebbe quindi di
€22,065.11.
_ La commissione di custodia del metallo sono dello 0.01% al mese, con
un minimo di $4 (o equivalente in valuta), per un costo annuo di $48 o
circa €38.
_ In conclusione la plusvalenza realizzata sarebbe stata di € 2,032.28. Ovvero €2,070.28 – €38.
Spero di essere stato abbastanza esaustivo e dettagliato nella mia riposta in relazione alle operazione di nostra competenza.
Rimango a sua disposizione qualora necessiti maggiori informazioni o assistenza.
Cordiali saluti,
Mattia Gamba
* Il prezzo al Kg utilizzato è relativo al PM Fix ufficiale pubblicato
l’ultimo giorno lavorativo disponibile a procinto delle date prese in
considerazione.
Nota mia: ho dovuto cancellare un paio di link interessanti perchè provocavano un errore.
grazie per averci riportato la mail.
girami pf la mail a massimiliano#brasile@piccolorisparmio.eu mettendo un punto
al posto del #, così vedo di aggiungere i link che danno problemi!
Ok te la giro. Comunque non si pronunciano sul carico fiscale da applicare ma solo sui costi di gestione.
qualcuno conosce dove,quando e come pagare la patrimoniale sui conti esteri dello 0,1%???grazie
bisogna attendere le indicazioni attuative dell’AdE
Ho letto ovunque che aprire un conto all’estero facendo regolari bonifici dal proprio conto italiano non é assolutamente illegale (a patto che si faccia dichiarazione delle somme inviate tramite modello RW).
E’ vero, peró, che giá solo il fatto di compilare il famoso RW porta l’Agenzia delle Entrate a controllarci in quanto presunti evasori?Grazie a chi risponderá…
la legge obbliga il cittadino a dichiarare consistenze e trasferimenti effettuati da e verso l’estero. l’AdE effettua le verifiche di routine e gli accertamenti nei casi sospetti (es. disallineamenti tra dichiarazioni effettuate e reale stile di vita).
stai tranquillo quindi che se dichiari tutto e trasferisci le somme via bonifico non hai nulla da temere!
dai un’occhiata anche a questo articolo https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html
Devo perfezionare l’apertura di un conto in Norvegia. Poiché stranamente la banca non sa indicarmi se e come sia possibile azzerare la tassazione locale (in qualità di non-residente) devo assumere che la tassazione verrà applicata. Come dovrò quindi procedere per recuperare le imposte norvegesi in modo da evitare la doppia imposizione? La procedura è complicata? Ringrazio anticipatamente per le eventuali risposte.
la Norvegia, pur non appartenendo alla UE, attua lo scambio di informazioni con le amministrazioni fiscali dei paesi UE quindi deve essere sicuramente possibile per loro non applicarti alcuna tassazione alla fonte. l’ente di riferimento è il Central Office for Foreign Tax Affairs ( http://www.skatteetaten.no/en/International-pages/Toppmeny—Engelsk/Adresses/ ) ed è la banca stessa che deve accogliere la tua richiesta.
ne parliamo nell’articolo dedicato ai bond norvegesi https://piccolorisparmio.eu/index.php/investire-online-in-bond-norvegesi.html
solo nel caso estremo che ciò non fosse possibile (ne dubito) dovresti eventualmente comportarti come se il conto fosse in Svizzera, dichiarando un credito di imposta.
posso chiederti presso quale banca stai perfezionando l’apertura e se hai proceduto presso filiale o da remoto?
Rispondo volentieri, sperando di essere di aiuto anche ad altri: la banca è Nordea Bank Norge. Ho iniziato la procedura tramite email, ho dovuto spedire: un modulo di registrazione in Inglese (per normativa locale antiriciclaggio), una lettera di presentazione fornita dalla mia banca, due copie del passaporto autenticate (“notary public” non è un notaio, va bene qualsiasi Ufficio Comunale). La procedura ha richiesto 4 mesi, un po’ perché credo che abbiano dovuto richiedere un Social Security Number a mio nome, un po’ per un disguido burocratico (in passato era sufficiente una sola copia del passaporto). Mi hanno quindi contattato al telefono per conferma, si finalizza firmando altri due documenti contrattuali. Il funzionario mi ha detto che forniscono accesso via Internet Banking solo a chi lavora in Norvegia, per gli altri la gestione è via posta o telefono. Per me non è un problema, visto che al momento mi interessa solo un conto deposito vincolato a un anno: il Fastrentekonto, che è un prodotto autonomo, munito di IBAN. Grazie per il link, ora credo proprio che la cosa andrà in porto… nel frattempo mi sto informando per stimare il rischio valuta.
grazie del feedback! il deposito di cui parli è questo?
http://www.nordea.no/Privat/Sparing+og+investering/Sparekonti/Slik+oppn%C3%A5r+du+bonusrente/872802.html
gli interessi sono di tutti rispetto (3,40%) e se non ho capito male sono rinnovabili ogni 12 mesi con un bonus di 0,20% aggiuntivo all’anno per i primi 4 anni.
Esattamente. Quando ho iniziato la procedura era a 3,75%, poi Norges Bank ha ridotto il tasso base, senza peraltro riuscire a influenzare più di tanto il corso della valuta. Nordea dice che il 3,4% attuale potrebbe variare a fine Aprile. Per chi fosse interessato: occhio, che la Corona Norvegese ha avuto variazioni molto forti (25-30%), positive o negative, nell’arco di pochi anni.
direi che il tuo fantastico feedback merita di diventare un articolo dedicato 🙂
solo una conferma: nella pagina è indicato che l’interesse per i 12 mesi successivi viene concordato con il cliente. questo vuol dire che può anche scendere rispetto al 3,40% (attuale)?
senza alcuna certezza, io interpreto così: primo anno a tasso corrente 3,4%; se al 12° mese non recedo e il tasso corrente sarà sceso al 3% mi offriranno 3+0,2%. Stesso discorso al 24° e 36° mese. Devo risentirli a breve e chiederò conferma.
Confermo quanto sopra. Aggiungo che per ogni ulteriore deposito si dovrà richiedere una nuova apertura conto, di immediata esecuzione. La copertura assicurativa è di 2 Mln NOK. Termini e condizioni su http://www.nordea.no/Privat/Sparing+og+investering/Sparekonti/Renter+og+betingelser/872812.html
Chi, volendo evitare il rischio cambio, fosse interessato a “Aprire da remoto un conto in Germania da non residente: DKB Bank” può fare riferimento al messaggio che ho inserito tempo fa (con nickname salsipuede) su altro forum
http://www.finanzaonline.com/forum/banking-carte-di-credito-conti-deposito-e-correnti/1372644-aprire-da-remoto-un-conto-germania-da-non-residente-dkb-bank.html
Per quello che vale… chi, volendo aprire un conto presso banca estera, fosse interessato a eseguire uno “stress test” personalizzato, può utilizzare questa applicazione di Reuters: si possono simulare le conseguenze di un “haircut” su uno o più PIIGS, vedendo l’impatto su stati e banche.
http://graphics.thomsonreuters.com/11/07/BV_STRSTST0711_VF.html
vorrei sapere se si hanno sicav in singapore come è possibile rimetterle in italia in chiaro?
Grazie Max, ora ho chiaro il tutto. Ora ti espongo un altro dilemma: per ragioni di lingua e di maggiore mia frequenza di spostamento in Francia, avevo inizialmente aperto il conto a mio nome, ma successivamente ho dato tutte le possibili procure o deleghe a mia moglie. A tal fine, su mia richiesta, la banca mi risponde testualmente: “Je vous confirme que votre femme a une procuration sur l’ensemble de vos comptes (courant + èpargne” (dove il compte epargne è, come ti dicevo qualche post fa, il conto deposito interno senza IBAN su cui abbiamo bloccato degli importi tramite “comptes à terme” che fruttano un minimo di interessi, questi da inserire poi alla sezione V del quadro RM per il versamento del 27% dell’imposta sostitutiva). Ai fini della dichiarazione RW, so già che per le istruzioni della circolare 45/E del 2010 dell’AdE, sia io che mia moglie dovremo indicare alla sezione II l’intero ammontare del conto, e non già il 50% ciascuno o il 100% a me soltanto. Per il quadro RM sezione XVI invece, secondo te dovrò versare io i 32 Euro del bollo o fare a metà con mia moglie? E, sempre relativamente alla procura sui due conti di mia moglie, gli interessi dei comptes à terme li dovrò considerare come interamente pervenuti a me e inserire quindi il totale dell’ammontare al mio quadro RM sezione V, o suddividerli al 50% tra me e mia moglie?
col francese non so aiutarti, ma ritengo sia corretto considerare la posizione cointestata a tutti gli effetti (che era lo scopo della procura immagino), dimostrabile con la documentazione che citi. di conseguenza:
– per la patrimoniale indicate al 50% la consistenza e pagate di conseguenza 16 euro ciascuno, con due F24 distinti
– immagino sia corretto indicare al 50% anche gli interessi, in accordo al punto precedente, ma sarebbe opportuna una conferma
Grazie Max, Credo che opterò per il 50% sulla mia dichiarazione e il 50% su quella di mia moglie. Ai fini del pagamento del 27% dovuto, il totale incassato dall’Erario non cambia, quindi almeno le sanzioni sul mancato versamento dovrei evitarle. Il problema si sposta ora sul quadro RW, in quanto nelle istruzioni al fascicolo II di Unico è detto che la sezione II e la III sono strettamente collegate tra loro,ma io nella sezione III dichiaro il totale di quanto trasferito dall’Italia all’estero (tra l’altro, avendo fatto identici bonifici dalla stessa banca italiana alla stessa banca francese, posso anche cumulare tutti i trasferimenti in un unico movimento, come da circolare 45/E del 2010, vero?) mentre nella sezione II, ho già al 31/12 in più sul conto qualche somma per interessi trimestrali già percepiti…; inoltre il conto corrente alimenta anche le mie spese correnti in Francia (che sarebbero da indicare alla sezione I solo se superano l’ammontare annuo di 10.000 Euro) e, a tal fine, nel 2011 ho anche versato per due volte 1.000 Euro che ho portato in contanti al seguito nel corso delle vacanze.. Infine ci sono al c/c gli interessi maturati, che sono ovviamente attività finanziaria, ma sempre le istruzioni dicono “…non deve essere dichiarato l’incremento degli investimenti esteri per effetto della corresponsione dei relativi frutti degli investimenti (interessi, dividendi, canoni di locazione…)” . Cosa faccio allora? Alla sezione II indico l’esatta consistenza al 31/12 di tutto ciò che è sul conto, investimenti finanziari e dotazioni per spese correnti, o scorporo sia gli interessi che queste ultime, le quali non sono neanche da indicare in sezione I, in quanto inferiori alla soglia minima dei 10.000 Euro?
Massimiliano, sai se ci sono esperienze per aprire un conto in USA?
Grazie.