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Iperinflazione, chi era costei?

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4 Ottobre 2010   |   Opinioni

Iperinflazione, chi era costei?

“Carneade, chi era costui?” questa era la frase che Manzoni assegnò a don Abbondio assorto nella lettura di un classico già all’epoca famosissimo, per indicarci la sua piccola conoscenza, timoroso servitore del più forte.

Chissà, magari ci ricorda qualche giornalista odierno ed ecco perché ho parafrasato questa frase, perché in una situazione economica rilevante come la iperinflazione se ne parla troppo poco sui giornali e quasi niente nei telegiornali.

Ma facciamo un escursus partendo dalla scuola Austriaca, una scuola economica dalle cui teorie farò partire il viaggio di questo articolo.

Ludwig von Mises, un economista Austriaco, disse che le crisi economiche sono provocate dalle politiche moneta­rie espansive delle banche cen­trali e questa affermazione è in sostanza la base teorica della scuola economica austriaca.

La crisi economica non è pro­vocata da una domanda insufficiente, come spiegato dai keynesiani, ma perchè il capitale è stato male indirizzato da tassi artificialmente bassi, dovuto ad interventi delle banche centrali appunto.

Fino al 1914 col sistema gold standard la moneta era legata all’oro,  le monete erano stabili fra loro con bassa inflazione evitando un indebitamento ecces­sivo degli Stati, poichè non si poteva creare moneta e debito perché tutto era legato alle riserve auree depositate nelle banche centrali e non esisteva il deficit permanen­te del commercio estero. Ma gli Stati necessitavano di moneta per le guerre e lo abbandonarono, avevano necessità di soldi, di stampare.

La scuola austriaca predice il fallimento delle banche centrali, dato che esse si sono prese a bilancio molti titoli tossici e ti­toli statali emessi in questo pe­riodo di crisi.
In questo quadro c’è timore per l’iperinflazione, dato che le monete perderanno valore, almeno in questo guidati dal mercato, che rifuggirà dal­le monete degli Stati molto in­debitati investendo verso le materie prime, terreni agricoli e metalli come l’oro.

Per ora sappiamo che le banche centrali continuano a stampare, stampare, iniettando notevole liquidità. Molta liquidità significa molta inflazione che poi cercheranno di frenare con l’aumento dei tassi, il che però vuol dire politica restrittiva e crescita più lenta.

La scuola austriaca è stata un po’ snobbata nei decenni scorsi, anche nelle università, osservata con una certa sufficienza nonostante i nobel di economisti di questa scuola. In questi anni sta invece tornando di moda, se ne parla ancora poco nei mass media generalisti, di più nella stampa specializzata.

Recentemente un economista che di certo non è un Austriaco, ha ribadito il rischio di iperinflazione. Si chiama Roubini, è keynesiano, chiamato Dr. Doom,  è uno degli economisti americani che predisse alcuni anni fa, in tempi non sospetti , la attuale crisi economico-finanziaria. Per l’economista esperto di inflazione John Williams: “Per quando l’iperinflazione si farà sentire, l’economia dovrebbe già essere in depressione, e l’iperinflazione dovrebbe rapidamente spingere l’economia in una grande depressione”.

Quando Austriaci e Keynesiani si incontrano su un tema come l’iperinflazione c’è forse da chiedersi se sia opportuno prepararsi a questa eventualità.

Personalmente ritengo che questo scenario possa colpire in primis gli Usa, specie se la Cina dovesse alleggerirsi di una buona fetta di valuta, magari investendola in beni americani.

Tuttavia poiché le economie sono integrate e globalizzate potremmo risentirne anche noi.

Il fatto che l’oro abbia superato i 1300 usd/oncia e per l’analisi tecnica possa puntare  a raggiungere il nuovo target a 15oo usd può essere letto sia come un ricorso al bene rifugio in vista di timori sulla stabilità monetaria e finanziaria, sia come una pura speculazione. Oppure potrebbe trattarsi di entrambe le cose.

Attenzione, parlare di iperinflazione non significa che essa arriverà subito, sembra anzi più probabile una deflazione seguita da iperinflazione. Magari parleremo in altro articolo di deflazione.

Per ora ritengo importante sottolineare come rispetto al passato oggi si debbano trattare i propri beni reali come un portafoglio finanziario: così come si cambia un titolo per comprarne uno migliore o in previsione di un suo aumento in base alla variazione della situazione economica, così bisogna essere capaci di sapere investire o rientrare di liquidità a seconda dei momenti economici. Chi aveva liquidità nel ’29 comprò a saldo e chi deteneva beni immobili svendette (deflazione). Viceversa negli anni ’20 in Germania di Weiman il contante valeva poco, per comprare del pane si portava un bidone di contante, mentre chi aveva beni reali era in posizione difensiva (iperinflazione).

Come potete capire, come disse il Gianbattista Vico, ci sono “i corsi e ricorsi storici”, la storia mondiale ed economica muta e ciò che è stato fino ad ora non è detto che sarà anche domani. Motivo in più per essere informati e attenti.

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4 Ottobre 2010   |   Opinioni

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25 commenti su “Iperinflazione, chi era costei?

  1. Cesarito ha detto:

    Grazie Barbamamma-monica per le spiegazioni, sempre di alto livello..
    Se posso permettermi di scendere un po’ più terra-terra, vorrei porre alcune questioni.
    1) C’è bisogno che l’Italia esca dall’area Euro oppure in quali altre condizioni potrebbe maturare?
    In poche parole, se l’Italia entrasse in crisi seria (default o quasi) prima di Germania Francia e dovesse uscire dall’Euro per stampare e salvarsi, avremmo iperinflazione prima qui o no?
    2) Dal nostro punto di vista (di chi ha conti all’estero), magari in Francia, magari in Euro, in quel caso (se arrivasse l’iperinflazione) cosa ci succederebbe?
    Grazie!

  2. Barbamamma ha detto:

    1- no, può arrivare anche direttamente su tutta Europa zona Euro, se la Bce stampa a gò-gò. Se l’Italia volesse uscire dall’Euro (non lo vedo probabile per ora), svaluterebbe la moneta “Ita” del 20% almeno e ristrutturerebbe il debito..altro che austerity, lacrime e sangue visto che siamo il 3 debito mondiale.
    2-in caso di iperinflazione il contante vale di meno in termini reali, cioè ci compri meno cose, cioè noti un esagerato aumento di prezzi. In questo scenario meglio tenere beni reali. Tuttavia gli economisti prevedono che prima dell’iperinflazione arrivi la deflazione, di cui troverai presto un articolo breve sul blog.
    Ricapitolando “terra-terra” (:-) ):
    – iperinflazione: meglio tenere beni reali e non liquidità
    – deflazione: meglio tenere liquidità e non beni reali.

  3. che ne pensi di tenere una parte di liquidità in valute diverse dall’euro (CHF, USD)?

  4. barbamamma ha detto:

    non sono economista nè esperta in forex ma il barbapensiero è: ok la diversificazione però attenzione alle due valute:il Usd potrebbe scendere nei prossimi mesi, proprio perchè la loro crisi è pesante e non basta ritoccare i dati con gli aggiustamenti; il Chf ha interesse a non far crollare l’euro, tuttavia è una valuta intesa di solito come rifugio.

  5. barbamamma ha detto:

    Continua la discesa del dollaro, come già avevo anticipato in estate. Play attention.
    http://www.repubblica.it/economia/2010/10/14/news/continua_il_crollo_del_dollaro_l_euro_a_londra_tocca_quota_1_41-8038181/?rss

  6. Mauro Corradi ha detto:

    C’è una corsa alla svalutazione tanto che ormai tutti parlano di “guerra dei cambi”, in particolare tra dollaro e yen, con l’euro che al momento sta a guardare. Ma fino a quando?

  7. barbamamma ha detto:

    è vero Mauro, l’euro guarderà fino a quando qualcuno deciderà di uscirne per svalutare la propria moneta new national.
    Credo che ci aspetteranno anni di politiche protezionistiche, che non sono la manna ma di certo così il sistema non può reggere e rischia il collasso.

  8. giovanni bergamo ha detto:

    L’iperinflazione è il metodo classico per “bruciare” il debito degli stati, e visto quanto debito c’è in giro penso che la tentazione sarà sempre più forte.Ma attenzione, se brucia il debito dello stato brucia anche i nostri di debiti. Il capitale nominale diventa sempre minore e quindi è vantaggioso fare un bel mutuo a tasso fisso a trent’anni e comprare terra agricola od edificabile.

  9. Massimiliano Brasile ha detto:

    quali aspettative sui tassi variabili in questo clima?

  10. cesarito ha detto:

    Terra agricola e/o edificabile…
    Interessante, ma come fare?
    Per chi vive in città (Roma) è possibile avere un’idea di cosa convenga comprare per quanto riguarda abitazioni e locali commerciali, ma di terreni chi se ne intende?
    Conoscete siti web dove se ne parla?
    Avete un’idea se siano facilmente rivendibili?
    Chi li vende?
    Insomma, qualcuno può darci qualche strumento per approfondire?
    Grazie in anticipo

  11. barbamamma ha detto:

    simpatico giro del mondo con panoramica sui tassi delle banche centrali.

    AUSTRALIA 4,75% AUD
    BRASILE 10,75% BRL
    CANADA 1,00% CAD
    CINA 5,56% CNY
    COREA DEL SUD 2,50% KRW
    EGITTO 8,25% EGP
    GIAPPONE 0,00% JPY
    HONG KONG 0,50% HKD
    INDIA 6,25% INR
    ISLANDA 6,25% ISK
    NORVEGIA 1,75% NOK
    NUOVA ZELANDA 3,00% NZD
    POLONIA 3,50% PLN
    REGNO UNITO 0,50% GBP
    REPUBBLICA CECA 0,75% CZK
    STATI UNITI 0,25% USD
    SUD AFRICA 6,50% ZAR
    SVEZIA 1,00% SEK
    SVIZZERA 0,25% CHF
    TAIWAN 1,25% TWD
    TURCHIA 6,50% TRY
    UNGHERIA 5,50% HUF
    UNIONE EUROPEA 1,00% EUR

  12. nico ha detto:

    cosa ne pensate del sito BULLIONVAULT….è sicuro?? qualcuno lo ha aperto???graziee

  13. Massimiliano Brasile ha detto:

    si tratta di un broker abbastanza famoso. ne abbiamo accennato in questo articolo.

  14. barbamamma ha detto:

    L’Irlanda ha iniziato a stampare euro per finanziare il settore bancario. Non è una notizia da poco. La Bce ha confermato tale situazione precisando che ciò è possibile purchè si informi Francoforte.
    Qualcuno a Francoforte si chiede di quanto potrebbe aumentare l’inflazione se questa prassi venisse adottata anche da altri Paesi Pigs?
    fonte quotidiano irlandese
    http://www.independent.ie/business/irish/central-bank-steps-up-its-cash-support-to-irish-banks-financed-by-institution-printing-own-money-2497212.html

  15. barbamamma ha detto:

    Tassi Bce: rumors danno prossimo l’aumento di o,25 dei tassi Bce.
    Plausibile secondo me uno o due aumenti nel 2011, e almeno due aumenti nel 2012. In tal caso prima della fine del 2012 possibile tasso bce al 2%. Non sottovalutate i movimenti tassi, riguardo ai titoli a reddito fisso, riguardo ai finanziamenti a tasso variabile.

  16. Enzo ha detto:

    Io già da oltre un anno sto spostando il portafoglio su obbligazioni a tasso variabile (ad es. CCTeu) che su prodotti indicizzati all’inflazione siano essi titoli di stato (BTPi, OATei,…) da portare rigorosamente a scadenza che buoni postali che presentano il vantaggio di non fluttuare in linea capitale pur se con un tasso “reale” più basso.
    Problema più complesso è la diversificazione in base al rating tenuto conto del rischio default considerati i prezzi che si trovano sul mercato.
    I titoli a tasso fisso per me sono un “ogetto” da tener lontano a meno di non considerarli come una componente di un “fondo pensione”.

  17. barbamamma ha detto:

    Io ho tirato i remi in barca, chiuso dox titoli, spero in una casa indipendente con terreno, autonoma energeticamente (BBc)comoda con tram o metro alla stazione treni tgv. Stop. Ma le mie azioni possono essere ben diverse per età, esigenze o strategia a quelle di altri.

  18. Enzo ha detto:

    Peccato Barbamamma proprio ora che sei nel paese che emette forse i migliori titoli indicizzati all’inflazione!!! Pensando al mantenimento del potere d’acquisto fossi in te un pensierino ce.lo farei.

  19. Stefano C. ha detto:

    Io vado a vederla domani la casa autonoma, rischio di passare da piccolorisparmio a grandemutuo 🙂

  20. Massimiliano Brasile ha detto:

    😀

  21. Valerio ha detto:

    Io mi sa che provvedero inveca a “NUOVAAUTO” sigh!

  22. barbamamma ha detto:

    oggi resi ufficiali i dati istat dell’inflazione Italia, il peggiore aumento dal 2008.
    Play attention.
    Prossimamente con l’avvicinarsi della primavera ci saranno due possibili mosse:
    – aumento tassi bce
    – misure dei vertici Ue sui debiti pubblici
    Ambedue interesseranno l’Italia sia perchè ha un debito elevato, sia perchè un aumento dei tassi significherebbe un costo più oneroso per piazzare il nostro debito pubblico sui mercati.

    “L’Italia ha davanti a se’ una duplice sfida: risanare i conti riducendo l’elevato debito pubblico e assicurare una più rapida ripresa attraverso riforme strutturali”, lo ha detto il commissario europeo per gli affari economici e monetari Olli Rehn sottolineando in particolare come il nostro Paese abbia bisogno di una politica di “moderazione salariale per evitare ulteriori perdite di competitività”.

  23. barbamamma ha detto:

    *****aumento tassi BCE*****
    è ufficiale, come già anticipato, siamo arrivato dopo tre anni di fermo, all’aumento dei tassi bce di 0,25.
    Veloci considerazioni:
    – è solo il primo di una serie di rialzi, almeno un’altro quest’anno e almeno due il prossimo anno (mi aspetto di arrivare al 2% entro fine 2012.. e sono buona..);
    – l’inflazione aumenta, è evidente a tutti ma questo aumento ne certifica l’evidenza ufficiale
    – ahi ahi, i Paesi Piigs pagheranno di più sia per piazzare il proprio debito pubblico sia perchè a fronte di ciò la loro crescita non è entusiasmante e una politica economica restrittiva non migliora certo la crescita economica
    – è l’inizio di una “guerra commerciale e politica” già iniziata per la verità, ma da oggi non vale pi “l’unione fà la forza” ma semmai “si salvi chi può”. Per questa ultima considerazione ci riaggiorniamo fra un anno, lasciamo dispiegare i giocatori sul risiko europeo

  24. barbamamma ha detto:

    Trichet ha annunciato un possibile (tradotto: sicuro) aumento dei tassi bce a luglio. Nulla di nuovo, ormai siamo in fase rialzista.
    Buone notizie perchè ad esempio sarà quasi sicuro l’aumento dei tassi del livret A francese. Brutta notizia anche perchè indirettamente significa che l’inflazione sta crescendo a tal punto che la bce attua una politica restrittiva, e del resto le statistiche finora ci dicono proprio quello di cui ci eravamo accorti dal nostro portafoglio.

Grazie.