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Unico PF 2013: pubblicati i modelli e le istruzioni definitivi

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9 Febbraio 2013   |   Opinioni

Unico PF 2013: pubblicati i modelli e le istruzioni definitivi

Nel quadro RM, per quanto concerne l’IVAFE, è stata fatta finalmente un po’ di chiarezza, dopo la confusa bozza delle settimane scorse. Ecco le importanti novità per noi detentori di attività finanziarie all’estero.

Su questa maledetta Imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero finalmente si cominciano ad avere le idee un pò più chiare dopo che ci hanno fatto angustiare con continui decreti legge e circolari che modificavano da un giorno all’altro le modalità di applicazione dell’imposta.

Le istruzioni definitive riguardanti la sezione XV-B del quadro RM (IVAFE-Imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero) ci forniscono i seguenti importanti verdetti applicativi, per noi importantissimi:

1) l’imposta fissa di € 34,20 sui conti correnti e libretti bancari detenuti all’estero non riguarda solo quelli detenuti presso gli stati UE/SEE (come riportato nella bozza del dicembre scorso), ma  indistintamente quelli detenuti in tutti gli stati del mondo.  E’ comunque confermata l’esenzione per giacenze medie (da non confondersi con il saldo di fine anno!)  inferiori a 5000 euro (che andranno calcolate, mi raccomando, in modo preciso e conservati gli estratti conti da esibire in caso di controlli da parte dell’AE).

Da non dimenticare mai, al fine di non commettere errori, che secondo l’attuale normativa i conti di deposito non sono considerati conti correnti (e secondo la mia interpretazione neppure possono considerarsi libretti, anche se in Francia vengono confusamente chiamati livret) ma ‘altre attività finanziarie’ .

2) Su tale imposta viene introdotto l’acconto di giugno/novembre con le seguenti modalità:

Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto relativo all’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero per l’anno 2013 occorrerà controllare l’importo indicato nel rigo RM35 colonna 1 (attività finanziarie).

Per ciascun rigo, se l’importo:

-non supera euro 51,65, non è dovuto il relativo acconto;

-supera euro 51,65, è dovuto acconto nella misura del 99 per cento del suo ammontare.

L’acconto così determinato dovrà essere versato:

in unica soluzione entro il 2 dicembre 2013  se l’importo dovuto è inferiore ad euro  257,52;

in due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad euro 257,52, di cui:

– la prima, nella misura del 40 per cento del rigo RM35 colonna 1 (attività finanziarie) entro il 17 giugno 2013 ovvero entro il 17 luglio 2013 con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;

– la seconda, nella restante misura del 60 per cento del rigo RM35 colonna 1 (attività finanziarie) entro il 2 dicembre 2013.

Se il contribuente prevede una minore imposta da dichiarare nella successiva dichiarazione, può determinare gli acconti da versare sulla base di tale minore imposta.

3) Incredibile ma vero: si precisa che a seguito dell’entrata in vigore della Legge di stabilità 2013 l’imposta versata nel 2012, sebbene originariamente costituisse l’imposta per l’anno 2011 in base alla norma istitutiva dell’IVAFE, deve considerarsi acconto per l’anno d’imposta 2012. Non ho parole per commentare ciò. Siamo purtroppo sottomessi a dei burocrati casinisti che si divertono a complicarci la vita, anche se in questo caso torna a nostro favore perché ci restituiscono quanto versato lo scorso anno.

 4) Conti di deposito all’estero: come scritto in precedenza sono equiparabili non ai conti correnti (e ragionevolmente neppure ai libretti) ma alle ‘altre attività finanziarie’ e, a differenza di quanto avviene per i conti di deposito detenuti in Italia che soggiacciono ad una  imposta minima di 34,20 euro, quelli all’estero fortunatamente non risultano assogettati a tale minimo! (non sappiamo se per dimenticanza o per inapplicabilità normativa o per errata convinzione che i depositi all’estero sono solo di importi elevati), per cui sui conti di deposito pagheremo quest’anno l’imposta dello 0,10% indipendentemente dal montante del capitale depositato/investito: 1 euro ogni mille di capitale.

Nessuna novità è stata invece introdotta sulla imposta (20%) sugli interessi percepiti che come sempre va riportata nella sezione V rigo 12 del quadro RM. Su tale imposta non è stato fortunatamente introdotto l’obbligo di acconto.

 

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9 Febbraio 2013   |   Opinioni

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276 commenti su “Unico PF 2013: pubblicati i modelli e le istruzioni definitivi”

  1. Moriseffe ha detto:

    Allora, grazie per la segnalazione di come condividere i files e per la risposta al mio quesito. Per quanto riguarda il mio dubbio, vediamo se ho capito con un altro semplice esempio – scusate ma sono un pò lento a entrare in certi meccanismi e ho bisogno sempre di un esempio pratico:

    ho un conto con 8000 € dal primo gennaio; non faccio nessun prelievo e nessun versamento; al 30 giugno lo smobilito totalmente e verso gli 8000 su un altro conto, e anche qui non faccio operazioni. Alla fine dell’ anno, secondo il mio sistema, avrei da denunciare 2 conti ognuno con valore medio annuale di 4000 €, e tassati a 0,1% cioè 4 più altri 4 = 8 euro.

    Invece con il sistema di Unico (che sarà poi anche quello ufficiale degli addetti ai lavori, questo non so), calcolo al media sui 6 mesi di possesso, cioè due conti a valor medio 8000 ciascuno; poi però il frazionamento lo faccio sul tasso, cioè 6 mesi = 1/2 anno e quindi 0,5% anzichè 1%; quindi sono sempre 4 + 4 € . In pratica 8 € sono la stessa cifra che pagherei se il conto avesse proseguito per tutto l’ anno nelle stesse condizioni (8000 € per 365 gg) e non fosse stato smobilitato! Già, quando si dice che la matematica non è una opinione….ovviamente nei casi reali non avrò certo 183 + 183 giorni ma magari, come successo a me, 355 + 11, ma il concetto non cambia: pago su uno 0,1x 100 x 355 / 366, e sull’ altro 0,1 x 100 x 11 /366 . Grazie di nuovo per l’ aiuto!

  2. Mauro Corradi ha detto:

    Io ho allegato un certificato di residenza rilasciato dal mio Comune (anche perché non saprei quale alternativa ci possa essere). Vediamo come va a finire. Sono ancora in attesa dell’esito, la busta è partita il 22 febbraio.

  3. Mauro Corradi ha detto:

    Nella sez. III va sempre indicato il codice della banca italiana, sia che il denaro sia in uscita che sia in entrata. Il trasferimento a mezzo contanti non è previsto nella sezione III per operazioni di investimento, ma solo nella sez. I per operazioni di spesa corrente. Essendo la tua operazione di investimento potresti tranquillamente, vista l’esiguità dell’importo, cumularlo con il bonifico che successivamente presumo tu abbia fatto.

  4. Samarkanda ha detto:

    Si, io la ho capita così:
    (8000 x 1‰ ) x 355 / 366 + (8000 x 1‰ ) x 11 / 366 = 8

  5. ulsan ha detto:

    Mauro, mi puoi chiarire questo dubbio :
    come si deve indica nella sezione III il girofondi da Conto Privato PFinance ad e-deposito ?

    Io farei cosi :
    Colonna 4 Lasciare in bianco (codice ABI/CAB)
    Colonna 5 Codice Bic/Swift di PF
    Colonna 6 No. CC del Conto Privato

    Ti sembra corretto ?

  6. freekess ha detto:

    Hai qualche novità?

  7. Mauro Corradi ha detto:

    quello che indichi è un giroconto non un girofondi, e i giroconti fai senza indicarli, limitati ai trasferimenti tra i diversi istituti bancari

  8. ulsan ha detto:

    Mauro, siccome la tassa per il CC è di 34,2 euro mentre la tassazione per e-deposito è dello 0,10% come si può far evincere nel mod. UNICO la suddivisione degli importi tra CC e CD se non si indicano questi i trasferimenti sul quadro RW ?
    Se non indico il trasferimento si potrebbe a questo punto ritenere che tutta la consistenza è relativa al conto privato e quindi pagare solamente i 34,2 euro e non dichiarare lo 0.10% della parte e-deposito.
    Ciao

  9. Mauro Corradi ha detto:

    il modulo RW è solo per il monitoraggio dei trasferimenti tra istituti bancari e stati, non ha valenza per controlli incrociati con il quadro RM, almeno sotto questo punto di vista stai tranquillo

  10. RobinReg ha detto:

    Grazie, Mauro.
    Quindi, se ho capito bene, nel modulo RW sezione III per i bonifici che ho fatto dal mio c/c di banca italiana a favore del mio nuovo c/c di banca estera devo inserire:

    1) codice ABI/CAB della mia banca italiana,
    2) nessun codice BIC/SWIFT della mia banca estera ???
    3) numero del mio c/c presso la banca italiana,
    4) codice del paese di destinazione, data e importo.
    E’ così ?

  11. RobinReg ha detto:

    Attendiamo l’esito.
    Se non fosse sufficiente il certificato di residenza rilasciato dal comune, forse una possibile soluzione è l’istanza in carta libera prevista dal Provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 25 luglio 2005 finalizzata ad evitare le doppie imposizioni. Il provvedimento è stato pubblicato nella G.U. n.179 del 5 agosto 2005.

  12. david ha detto:

    chiedo una informazione, come si deve procedere al calcolo della media di deposito di un conto corrente?grazie……….la media deve essere calcolata su 365 giorni all’anno???help to me p..please

  13. John ha detto:

    Ciao a tutti,

    intanto mi congratulo e mi complimento con TUTTI a iniziare dall’autore del sito per l’ottimo e utilissimo servizio di questo e altri thread indispensabili in campo tanto vasto quanto fosco come il fisco…e scusate il gioco di parole…Volevo solo chiarire un dubbio riguardande i conti correnti all’estero che leggendo il regolamento di unico 2013 nella sezione XV-B del quadro RM mi è sorto . Se ho 2 c/c, ad esempio in due valute differenti, la cui somma delle giacenze medie supera i 5000 euro (giacenza m. conto A (6000 €) + giacenza m. conto B (500€)) ; in tal caso sono tenuto a pagare i famigerati 34,2 €…ma questa imposta va pagata per ogni conto corrente (e quindi 34,2 + 34,2) o solo per quel conto corrente che supera i 5k € di giacenza media (nella fattispecie conto A) ? Il dubbio deriva dall’esempio sibillino riportato a pag 22 delle istruzioni per la compilazione della colonna 4 dei righi RM33 e RM34…grazie a tutti e a presto! Saluti, John

  14. John ha detto:

    Scusate se insisto ma proprio ieri mi è arrivato il rendiconto del conto che ho con Bancoposta dove un avviso ai signori clienti specifica alcuni dettagli riguardanti la nuova tassazione dei c/c e libretti postali in Italia facendo esplicito riferimento al decreto leggo 6 dicembre 2011, quello del nostro amatissimo sig. Monti…se fosse possibile e sopratutto se coerente con la tassazione applicata sui conti all’estero vorrei poterlo allegare dopo opportuna scansione…intanto vi riporto una frase a dir poco inquietante per chi (come il sottoscritto) avesse due o più conti intestati alla stessa persona all’estero:

    “Ai fini dell’esenzione [si parla dei 34,20 € in caso di giacenze medie 5000 € l’imposta di bollo si rende dovuta in misura di 34,20 € per ciascun conto corrente o libretto, indipendentemente dalla giacenza media presente sul singolo rapporto.”

    Insomma se così fosse sarebero dolori per chi rientrasse in esempi simili a quello da me riportato qui sotto…e conoscendo gli istinti primordiali dell’universo fiscale italiano temo che le cose stiano così anche per chi ha dei c/c all’estero…in considerazione sopratutto dell’omologazione del balzello da pagare, che risulta così essere i famosi 34,20€ in tutta l’area UE/SEE…insomma un bel regalo per tutti i c/c…italici e non!!!

  15. RobinReg ha detto:

    Non compilerò il modello Unico, ma allegherò il modulo RW e il quadro RM alla dichiarazione dei redditi con il modello 730.

    Mi chiedo:

    l”imposta sostitutiva del 20% sugli interessi maturati all’estero e

    l’IVAFE sui capitali all’estero

    non andranno nel prospetto di liquidazione del modello 730 che determina il credito o debito di imposta, ma penso che li dovrò pagare a parte tramite F24.

    E’ così ?

    Con quali codici tributo ?

  16. Mauro Corradi ha detto:

    premetto che non mi intendo di 730 ma solo di Unico, ma a parte questo i codici tributo della minipatrimoniale, essendo stato recentemente introdotto il regime di acconto e saldo, non sono ancora noti e si presume lo diventino non prima di giugno (salvo che quest’anno il fisco ci sorpenda in tempestività), per cui è probabile che quest’anno dovrai presentare RW e RM, uniti al frontespizio di Unico, in separata sede rispetto al 730 e nella tempistica prevista per la presentazione di Unico.

  17. blackeagle ha detto:

    Ho un dubbio che, leggendo le istruzioni di Unico, non sono riuscito a risolvere: i proventi distribuiti da fondi comuni svizzero (Postfinance Fonds 1 e 2) sono da
    indicare nel quadro RM o nel quadro RL del modello Unico Persone Fisiche,
    trattandosi di organismi d’investimento collettivo del risparmio (OICR) non
    armonizzati UE ed aventi sede in un paese a “fiscalità privilegiata” come la
    Svizzera? E qualora fosse buona questa seconda ipotesi (come mi sembra), visto che sono già in possesso della documentazione relativa alla distribuzione dei proventi (fatta in novembre 2012) e visto che nel caso di fondi comuni esteri domiciliati all’estero (senza intermediario italiano) la tassazione avverrebbe con l’aliquota marginale e non con imposta sostitutiva,dovrei inserire il totale dei proventi nel 730?

  18. blackeagle ha detto:

    Ma non è sufficiente usare il cambio stabilito dal provvedimento dell’AdE che dovrebbe uscire, come di consueto, nei primi mesi dell’anno successivo a quello di riferimento? Bisogna quantificare il cambio mese per mese e applivcarlo ad ogni operazione, prima di calcolare questa famigerata giacenza media?

  19. Moriseffe ha detto:

    Beh, posso consigliare il link postato in queste discussioni. E’ una tabella Excel: io l’ ho usata e mi ci sono trovato abbastanza. I risultati sono molto simili a quelli trovati da me provando per conto mio. Tieni presente che è stata fatta per il 2012, anno bisestile, quindi 366 gg , ma penso che non cambi pressochè nulla…è buona perchè puoi stabilire velocemente anche periodi ben delimitati, non necessariamente 3 o 6 o 12 mesi.
    Per quanto riguarda i giorni per il calcolo, da quanto hanno spiegato a me, vanno inseriti i giorni di durata effettiva del conto: cioè, se ce l’ avevo dal 2011, e l’ ho smobilitato ad esempio il 30 giugno, i giorni sono la metà dell’ anno, cioè 183; se invece è durato tutto l’ anno, sono 366 (365 per gli anni normali)

    http://goo.gl/kRcjC

  20. mauriga ha detto:

    Mi confermate che se la tassa dovuta (RM12 e RM33) è inferiore ai 12 Euro detta cifra va indicata, ma non pagata? Grazie

  21. RobinReg ha detto:

    Per Mauro Corradi.
    Vorrei sapere se la tua richiesta di apertura con RCI Banque è stata accettata allegando certificato di residenza del comune.

  22. Mauro Corradi ha detto:

    esatto, devi comunque indicarla, sarà poi il software stesso che andrai ad utilizzare (Uniconline o Unicoweb) a segnalarti l’importo o meno da pagare.

  23. Mauro Corradi ha detto:

    esatto, nella data riporterai l’importo del bonifico maggiorato di quello in contanti versato in precedenza.

  24. Mauro Corradi ha detto:

    la vicenda di RCI si è tinta di ridicolo. Dopo venti giorni mi arriva la busta di risposta in cui mi dicono che la mia domanda di accensione conto non è purtroppo approvabile, e mi restituiscono tutta la documentazione inviata. Per ulteriori chiarimenti sta scritto di telefonargli. Non essendo in grado di tenere bene una conversazione telefonica in lingua francese, ho chiesto loro chiarimenti via email. Mi rispondono dicendo che (contrariamente a quanto ben specificato nelle istruzioni dove si parla di residenza nell’Ue) la domanda non è stata accettata in quanto bisogna essere residenti francesi! Meglio così: a simili pagliacci e casinisti è meglio stare alla larga.

  25. michela nannini ha detto:

    buongiorno a tutti:la patrimoniale pagata allo stato estero di cui è consentita la detrazione dalla patrimoniale Monte nell’unico 2013 può essere rappresentata dal 35% pagato alla confederazione svizzera? ringrazio ed auguro buona pasqua!

  26. il 35% cui ti riferisci è la tassazione alla fonte sugli interessi riconosciuti, sopra i primi 200 CHF. puoi quindi calcolare un credito di imposta rispetto all’imposta sostitutiva al 20% che devi pagare per gli stessi interessi in Italia.

  27. no, ai fini della dichiarazione basta quello di inizio anno

  28. blackeagle ha detto:

    Quindi, riassumendo:
    – per i cambi da usare per tradurre in euro i movimenti ai fini del calcolo della giacenza media annuale per pagare l’IVAFE bisogna fare riferimento ai provvedimenti mensili dell’AdE relativi ai mesi del 2012;
    – per i cambi da usare per quantificare in euro gli interessi percepiti (per poi calcolare l’imposta sostitutiva del 20% da indicare nel quadro RM) bisogna fare riferimento al cambio fiscale (Banca d’Italia) del giorno in cui gli interessi sono stati, appunto, percepiti (normalmente 31-12-2012 o, se del caso, anche prima);
    – per dichiarare movimenti e consistenze nel quadro RW, invece, occorre riferirsi allo specifico provvedimento AdE che ti ho segnalato in altro post.
    Sbaglio?

  29. Mauro Corradi ha detto:

    stando a quanto riportato a pag. 25 della circolare Ivafe 28/E del 2.7.12 sembrerebbe che l’unico valore di cambio da prendere come riferimento sia quello annuale pubblicato a fine gennaio. Se tale interpretazione è esatta la giacenza media la devi calcolare in valuta locale, il cambio lo farai quindi solo sul valore finale ottenuto applicandovi quindi il cambio di cui la disposizione del 31.1.13, valida anche per i calcoli del modulo RW.

  30. Mauro Corradi ha detto:

    ovviamente la detrazione non può essere superiore a quanto paghi di tassa in Italia (20%), per cui il 35% di ritenuta svizzera non potrai detrarla integralmente.

  31. Trillian ha detto:

    Vorrei riproporre il quesito di John, specificando che la frase “In presenza di più rapporti di conto corrente o libretti di
    risparmio intrattenuti con la medesima banca, con Poste Italiane spa o
    con Cassa depositi e Prestiti, con medesima periodicità di
    rendicontazione, occorre cumulare i valori di giacenza media di ciascun
    rapporto; se tale valore è superiore a 5.000 euro l’imposta deve essere
    applicata per ciascuna rendicontazione.” è tratta dalla circolare “esplicativa” 48/E del 21 dicembre 2012, http://goo.gl/vcc1I . In pratica, se ho diversi conti aperti presso Postfinance e uno solo di questi supera la giacenza media di 5000 euro, devo pagare il bollo su tutti, anche su quelli con giacenza inferiore a 5000 euro, solo perché UNO dei conti la supera???????????

  32. ClaudioC ha detto:

    in merito all’IVAFE. Per i conti deposito esteri va indicata la giacenza al 31/12. Se poco prima di fine anno sposto la giacenza dal conto deposito al conto corrente estero, non pago l’1 per mille di IVAFE e l’imposta sul conto corrente non varia perchè è fissa a 34,20. (anche se cambia la giacenza media annua)

    Giusto ?
    grazie

  33. Mauro Corradi ha detto:

    esatto, per cui cerca sempre di mantenere presso ogni banca non più di 5k COMPLESSIVI su tutti i c/c che detieni presso quella banca.

  34. Trillian ha detto:

    Ecco, ma parliamo per esempio di Postfinance:

    se il signor
    XY ha un set presso Postfinance con un conto in CHF e un conto in euro
    sui quali tiene poco o niente, diciamo circa 100 euro (o l’equivalente),
    e ha INOLTRE due conti deposito rispettivamente associati ai precedenti
    e su almeno uno di questi detiene mediamente “più di 5000 euro”
    (altrimenti non avrebbe molto senso aver aperto il set di conti con
    Postfinance)… deve pagare il bollo sui singoli conti correnti in CHF e
    in euro dove tiene pochi spiccioli! Giusto?

  35. Mauro Corradi ha detto:

    tu stai facendo una pericolosa confusione tra c/c e conto deposito (vatti a leggere l’articolo ‘Conti all’estero: istruzioni per non soccombere d’innanzi ai controlli’), da quello che scrivi non pagherai nulla sui c/c mentre pagherai l’imposta proporzionale dello 0,10% sui conti di deposito

  36. Trillian ha detto:

    Mi scuso se ho fatto confusione; ma quando la citata circolare fa riferimento a “tutti i rapporti detenuti con la medesima banca”, non devono essere considerati anche i conti deposito detenuti con Postfinance? Io avevo inteso che anche questi entrassero nella valutazione del superamento del limite di “giacenza media”, sebbene su questi non si paghi l’imposta fissa di 34 euro ma solo quella dello 0,1%.
    Formulo un altro quesito: se il signor XY del mio quesito precedente ha detenuto per un certo periodo, sempre con Postfinance, anche un terzo conto corrente in una valuta estera diversa da CHF e da euro e se su questo conto aveva una giacenza media superiore ai famigerati 5000 euro, in questo caso deve effettivamente pagare il bollo per tutti e tre i conti correnti, anche su quelli in CHF e euro, dalla giacenza media irrisoria? Mi scuso di nuovo ma non mi pare di aver trovato un esempio di questo tipo negli articoli, o forse si tratta della mia incapacità…

  37. Mauro Corradi ha detto:

    si, nell’ipotesi da te descritta paghi il bollo su tutti 3 i c/c (€ 34×3)

  38. blackeagle ha detto:

    No, la patrimoniale Monti (0,1% per il 2012) colpisce la giacenza media dei conti deposito per il 2012, non il semplice saldo di fine anno. Magari fosse così. Poi l’imposta di bollo sul conto corrente è di 34,20 euro solo se la giacenza media annuale del conto ha superato, nel nostro caso nel 2012, i 5000 euro.

    La semplice giacenza al 31/12 dei conti deposito e dei conti correnti esteri va, invece, indicata nel quadro RW.

  39. ClaudioCo ha detto:

    Le indicazioni delle istruzioni Unico fascicolo 2, confermate anche da una mia telefonata ADE, riportano per il quadro RM “L’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) è dovuta nella misura dell’1 per mille del valore di mercato rilevato al termine dell’anno (o del periodo di detenzione) nel luogo in cui sono detenute le attività.”
    Nelle istruzioni del rigo RM33 colonna 1 “Nel caso di conti correnti e libretti di risparmio, per i quali l’imposta è stabilita in misura fissa, indicare il valore medio di giacenza annuo…..”
    Quindi come stanno le cose ?

  40. ClaudioCo ha detto:

    Salvo smentite, poco fa l’ADE mi ha confermato che 0,1% si calcola sulla giacenza al 31/12 come scritto a pag.22 del secondo fascicolo istruzioni Unico2013.
    La giacenza media riguarda i conto correnti

  41. blackeagle ha detto:

    Forse non sono stato troppo chiaro. A quanto mi risulta, innanzitutto (e i certo più competenti moderatori di questo blog possono confermare o correggere, se del caso) bisogna distinguere fra “conti correnti e libretti di risparmio” e conti deposito, che sono “altre attività finanziarie”. Ai fini IVAFE i conti correnti esteri pagano un’imposta fissa di 34,20 eur ognuno, a meno che la loro giacenza media (che in caso di più conti presso un unico intermediario estero va sommata) non sia inferiore a 5000 eur. In tal caso non si paga niente. Per i conti deposito (che non sono “libretti di risparmio”), invece, per il 2012 si paga lo 0,1% sulla giacenza media di ogni conto e non c’è la soglia minima dei 5000 eur. E tutto questo si fa nel quadro RM.
    Nel quadro RW (che serve al mero monitoraggio), invece, vanno indicate, oltre ai movimenti, le consistenze al 31-12-2012.
    Sarebbe troppo comodo (e bello…) tenere, ad esempio, 100K su un conto deposito e al 30-12 spostare tutto sul conto corrente, pagando così 34,20 per il conto corrente e nulla per la giacenza sul conto deposito, che al 31-12 sarebbe uguale a zero. Figurati se i banchieri al governo, tutti intenti a spremerci quanto più possono, non ci hanno pensato…..

  42. ClaudioCo ha detto:

    Concordo su tutto eccetto sulla base di calcolo dell’IVAFE sui conti deposito. Le istruzioni parlano chiaro : “L’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) è
    dovuta nella misura dell’1 per mille del valore di mercato rilevato al
    termine dell’anno (o del periodo di detenzione) nel luogo in cui sono
    detenute le attività.”
    Prova anche a chiedere all’Agenzia delle Entrate e sentirai cosa ti dicono.

  43. blackeagle ha detto:

    Innanzitutto tengo a precisare che sarei ben contento che fosse come dici tu e come ti hanno detto all’AdE (però non mi stupirei se chi ti ha risposto ne sapesse anche meno di noi….. ). Perché in tal caso si potrebbe fare la furbata di svuotare il conto deposito, senza estinguerlo (per cui non ci sarebbe termine “del periodo di detenzione”), verso la fine dell’anno, lasciando una giacenza poniamo di 10 euro al 31-12 e trasferire velocemente il tutto in Italia (così non si pagano nemmeno i 34,20 euro dell’imposta sul conto corrente estero di appoggio del deposito, sempreché la giacenza media sia inferiore a 5000). Per poi fare l’inverso a decorrere dal 1 gennaio. Mi parrebbe un pò troppo comodo. In ogni caso mi sembra che le tesi argomentatamente sostenute in questo blog mi diano, purtroppo, ragione. Che ne dicono Corradi e Brasile? I

  44. è stato un punto molto dibattuto già l’anno scorso, chiarito di fatto solo con il rilascio di UnicoOnline; quest’anno nelle istruzioni di Unico 2013, fascicolo II SEZIONE XV-B, riguardo l’IVAFE si legge chiaramente che:

    L’imposta è dovuta in proporzione alla quota di possesso e al numero di giorni di possesso nel corso dell’anno.

    quindi la fuga del 30/12 farebbe risparmiare la giacenza di un solo giorno.

  45. Mauro Corradi ha detto:

    Rispetto allo scorso anno, quando ancora questa imposta era in fase transitoria, le cose sembrano poter essere cambiate, e il discorso della valorizzazione al 31/12 del deposito titoli e conto deposito (quindi con la possibilità di svuotarlo 15 giorni prima verso un c/c) anche se assurdo non è da escludere, pur andando in contraddizione con il passo evidenziato da Brasile. Vedremo se nelle prossime settimane usciranno approfondimenti sull’argomento, o sarà lo stesso Uniconline a guidarci in automatico.

  46. Mauro Corradi ha detto:

    potrebbe anche essere così, troppo bello per essere vero, anche se in Italia, si sa, le vie dell’elusione sono infinite. Il fisco potrebbe comunque fregarci introducendo all’ultimo momento la finora dimenticata imposta minima di 34 euro anche sui conti deposito e sui deposito titoli detenuti all’estero.

  47. ClaudioCo ha detto:

    Sommo le seguenti istruzioni :

    -L’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) è dovuta nella misura dell’1 per mille del valore di mercato rilevato al termine
    dell’anno (o del periodo di detenzione) nel luogo in cui sono detenute le attività.

    -L’imposta è dovuta in proporzione alla quota di possesso e al numero di giorni di possesso nel corso dell’anno.

    -in colonna 1, indicare il valore delle attività finanziarie detenute all’estero. Nel caso di conti correnti e libretti di risparmio, per i quali
    l’imposta è stabilita in misura fissa, indicare il valore medio di giacenza annuo

    Calcolo l’0,1% sulla giacenza del conto deposito al 31/!2, poi la rapporto alla % di possesso e al numero dei giorni di possesso (/ 366 * x).
    E’ chiaramente specificato che va indicata la giacenza media NEL CASO DI CONTI CORRENTI.
    Può darsi che una delle prossime circolari chiarisca questo aspetto, ma al momento quello che c’è scritto nelle istruzioni è quanto ho riportato

  48. blackeagle ha detto:

    Sì, in effetti la circolare 28/E del 2012 pare abbastanza chiara. Quindi ai fini IVAFE (calcolo giacenza media e/o consistenze imponibili) il cambio da applicare è quello indicato nel provvedimento AdE di inizio anno. Idem per la compilazione del quadro RW. Invece per il pagamento dell’imposta sostitutiva 20% sugli interessi percepiti da conti correnti e/o deposito o per la sottoposizione a tassazione progressiva dei proventi derivanti da fondi comuni non armonizzati UE o altro si adopera il cambio contenuto nel provvedimento mensile AdE relativo al mese di percepimento. E’ giusto secondo te?

  49. michela nannini ha detto:

    scusate ma non ho capito: non posso detrarre gli interessi pagati all’estero come patrimoniale e posso invece vantare un credito di imposta relativamente al 20% di imposta sostitutiva?

  50. blackeagle ha detto:

    Facendo l’avvocato del diavolo (anzi…..del fisco), facciamo un esempio concreto. Hai 10K euro su di un conto deposito fino al 31.10.2012. L’1.11.2012 ritiri (o riporti in Italia) 4K euro. Se fosse come interpreti tu (e andrebbe benissimo anche a me) l’IVAFE sarebbe dello 0,1% SOLO sui 6K euro che rimarrebbero fino al 31.12.2012. Ma come la metteresti con il “rilevato al termine…..o del periodo di detenzione”? I 4K euro che hai ritirato l’1.11.2012 li “detenevi” fino a quella data o no? E il 31.10.2012 è il “termine del periodo di detenzione” di quei 4K euro o no? E come faresti a pagarci su l’IVAFE? L’unica soluzione è quella della giacenza media, anche se magari non sta scritto in modo esplicito da nessuna parte. D’altronde non sono mai stato un gran matematico, ma a braccio mi pare che calcolare lo 0,1% su 10 mesi di consistenza pari a 10K euro più lo 0,1% per 2 mesi di consistenza pari a 6K euro sia lo stesso che considerare la giacenza media.

Grazie.