Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)
Scritto da Massimiliano Brasile
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.
E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.
La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.
Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:
Una volta autenticati si ricevono:
* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto
oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.
All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.
Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).
In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.
Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.
Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.
L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).
Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.
AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.
(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali
*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***
Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.
Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.
Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.
Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.
Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.
*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***
Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.
PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
Tags: agenzia delle entrate, conti esteri, Conti online, generale, investimenti all'estero, offshore, postfinance, ritenuta federale preventiva
Salve a tutti,
sono tre giorni che leggo il vostro blog che trovo interessantissimo. Allora sono arrivata alla decisione finale e vorrei una vostra conferma.
Vista la situazione italiana ho intenzione di aprire un conto corrente svizzero con postfinance e trasferire i miei risparmi 20k. La mia domanda è la seguente: depositanto quei soldi sul conto corrente svizzero, verranno trasferiti attraverso bonifico, ho un conto corrente postale, posso ritirarli in qualsiasi momento oppure in caso di crollo generale i miei soldi verrebbero bloccati?Non mi interessano gli interessi ma solo salvaguardare il piccolo rispamio. In questo senso postfinance è la più sicura in svizzera? Prima di addentarmi nell’operazione aspetto una vostra risposta.
Resto in attesa di una vostra cordiale risposta
Saluti
Celeste
il dibattito è in corso da tempo. la posizione di PostFinance, in caso di default italiano è in apparenza rassicurante ( vedi https://piccolorisparmio.eu/index.php/postfinance-default-italia.html ), ma il caso Lloyd di oggi ( https://piccolorisparmio.eu/index.php/torna-lo-spettro-del-default.html#comment-316628651 ) fa riflettere e non è dato per certo che le banche estere non decidano di trattare diversamente i residenti UE.
vista la situazione potresti valutare di aprire il conto in franchi, o come ha fatto qualcuno, di aprirne uno in euro e uno in franchi in modo da girocontare in caso di emergenza.
Salve, sto seguendo da un po’ di tempo questa interessante discussione, ed avrei una domanda alla quale finora non trovo in rete una risposta chiara:
Quali sono le banche che permettono l’apertura a distanza, che hanno tra le lingue anche l’italiano, che offrono la possibilità di aprire conti almeno in CHF e USD ed infine che permettono di investire in sicav e obbligazioni in valuta senza necessariamente essere milionari?
Ritengo infatti che mettere i propri soldi in uno o più conti, a fronte pure di un modestissimo o nullo interesse, non sia il massimo per difenderne il valore.
Secondo me solo abbinando questi conti (in almeno un paio di valute), con l’acquisto di sicav e obbligazioni in valuta può realizzare l’obiettivo.
Grazie e saluti
giorgio94
Grazie mille per il gentile consiglio.
Allora aprirò due conti uno in franchi ed uno in euro, ma con la stessa banca si può fare?
grazie di nuovo
Celeste
sì e se non sbaglio ci sono già lettori di PR che lo hanno fatto.
Sono stato ieri a Lugano e, come ho già fatto in un post nel forum di FinanzaOnLine, ho pensato di postare anche qui il resoconto della giornata e dei colloqui avuti, sperando possa servire a qualcuno e cercando di sdebitarmi con le dritte e i consigli letti su questo sito fino ad ora
(…)
Dunque… vediamo….ecco il resoconto
Finter Bank (convenzione Mercato Libero con Paolo Barrai)
Primo scoglio: sotto 100k euro sì è automaticamente considerati “poveri”
Nel caso non si sia poveri:
0,4 % annuo sul totale del capitale (valute + titoli + altro) solo come
tenuta conto prelevati trimestralmente. Così uno non ci fa caso…
idem 0,4 % di commissioni sia su acquisto che vendita di qualsiasi cosa tranne che sui “metalli”.
Su oro fisico e affini, si ciucciano l’1 % a transazione sul valore
(Mio giudizio)
grossa pecca: non hanno l’E-banking…. Si fa tutto al telefono, e qui siamo tornati agli anni 70.
Per qualsiasi cosa posso solo telefonare. Anche solo per sapere il saldo o per comperare 1/2 kilo di bond….
La convenzione Mercato Libero è comunque conveniente rispetto alle altre
Banche private (prendono anche l’1,2 % di commissioni e di tenuta
conto… ma vi rendete “conto” ? e per fare cosa ? per tenere 4 record
in croce nel database dei loro server ?
E’ costato meno il prelievo di Amato del 92 ….. 🙂 (0,6 per mille)
PostFinance
Offrono un conto “normale” in euro a zero interessi dal quale si possono
ritirare quanti euro si vuole e quando si vuole senza vincoli.
Offrono poi un conto deposito in euro all’1,25 di interesse ma con la
condizione che non si possono ritirare più di 60.000 euro (dal conto
deposito) l’anno (per la parte eccedente c’è una penale dell 1 %).
Per i non “Svizzeri” niente trading…
L’unica cosa che si può acquistare, pagando lo 0,5 % solo in acquisto
sono i loro fondi. Il loro obbligazionario “tranquillo” ha avuto un
rendimento negli ultimi tempi dal 3 al 5 % circa netto
E questo mi piace, posso avere dei sottoconti in altre valute, tipo il
multicurrency di Fineco, ma non limitato a 3 valute, anche altre
(Norvegia, Brasile, ecc.)
Costi: ZERO, per giacenze maggiori di 25.000 chf
bancomat gratis dovunque nel mondo
(Mio giudizio)
Ottimo come “pura cassaforte”… al limite in valute diverse per pararsi il c..o, e basta.
E’ l’unico con garanzia illimitata sul capitale. visto che le poste, per
ora, sono dello stato elvetico. Tutte le altre banche, in caso di
fallimento. sono coperte per 100.000 chf al massimo
Banca Migros
All’inizio la gentil signora era un po’ sospettosa… “Italiani ?”… mhhhh
pizza mandolino e… bunga bunga ?
“Veramente non sammo interessati, adesso chiedo”, e così via….
Poi. parlando con il cuore in mano, da parte mia, ci siamo sciolti….
Una volta appurato che non ero né un delinquente né uno del giro che va
di moda adesso in tutte le televisioni tranne che al TG1
“sa noi siamo molto attenti alla provenienza del capitale, non
accettiamo contanti ma solo bonifici…” “deve essere tutto in
regola…”
(Per capirci, le banche dove vanno “gli amici del Giaguaro”, sono
altre… Banca Arner, ad esempio. Vi dice niente ? Queste dove sono
andato io,
soprattutto Migros, sembrano banche “oneste”, per quanto onesta possa
essere una banca, orientate “al cittadino” se me lo consentite)
Dunque, riprendiamo…
Alla fatidica domanda, “quanti soldi pensa di portare ?”, ovviamente, per essere preso in considerazione, ho bluffato un po’….
“da 100 a 200 keuro.”
e qui tutti i denti della gentil signora sono venuti fuori nello splendore di uno smagliante sorriso alle erbe alpine…
Ok, trovata la chiave per aprire la loro resistenza… sono venute fuori le famose condizioni di tenuta conto.
Dal loro depliant-libretto si “evince” che non c’è un minimo di soldi da
tenere sul conto. La domanda di prima serviva solo a “scremare”…
Quindi voi, nel caso, “bluffate alla grande”.
Dunque…. andiamo con le condizioni:
gestione totale del conto: On-Line (ottimo. le banche private in genere
non lo fanno fare. Devono giustificare i loro alti costi “coccolandovi” e
facendovi parlare al telefono con delle deliziose signorine
Tenuta conto corrente: zero (ottimo)
Tenuta (costo) del conto titoli: 0.19 % sul totale dei titoli per anno
(meno della metà di Finter Bank, quì è solo sui titoli e non anche sul
contante)
bonifici: 5 chf (buono)
possibilità di fare trading online anche per non italiani (ottimo)
commissioni sulle compravendite di qualsiasi titolo: 40 chf fisse ad
operazione (molto buone per essere in Svizzera), diciamo il doppio di
Fineco.
Hanno anche spazio, eventualmente, per tenere metalli preziosi “fisici”, sempre allo 0,19 % annuo
(Mio giudizio)
Se po fa’….
Diciamo che al momento la mia scelta “pende” per banca Migros.
Anche a sentire altri forum, sia questo, sia piccolorisparmio.eu, ecc. sembrerebbe una ottima e solida bamca.
A questo punto, qualcuno di FinanzaOnLine ha le stesse “argomentazioni” che ho tirato fuori io per Saxo Bank sede Svizzera ?
Costi e condizioni ?
AriSalute a tutti….
Dimenticavo.
Migros applica la politica della piena comunicazione con l’Italia e con le sue banche. PostFinance no.
Quindi, forse e dico forse, con Migros si potrebbero avere vantaggi
nella compilazione dell’RW …. qui va un attimo studiata la niente
affatto chiara normativa.
P.S.
Il quadro RW vorrei arrivare a compilarlo da solo.
Non mi va di dare 500 euro ad un commercialista solo per questo.
Chi ha, ad oggi, il solo 730, può compilare il solo frontespizio dell
Unico e i soli quadri relativi all’RW ed inviarli in via telematica in
genere verso settembre ottobre, mi pare…
Non è il caso di far compilare l’RW ad un CAF, penso….. (per non essere additati ?)
eccezionale report!
diciamo che la diffidenza Svizzera (al di là dell’immagine che offriamo al ludibrio mondiale) è giustificata per le pressioni che hanno ricevuto negli ultimi anni. dal punto di vista del piccolo risparmiatore concordo che si possono considerare queste offerte come depositi sicuri e ragionevolmente gestibili (tra prelievi senza troppe limitazioni e gestione online).
grazie anche per le informazioni sulle possibilità di investimento.
Buongiorno. Faccio trading a mezzo Fineco ma in caso di sdoppiamento dell’euro quando rivendero’ i miei titoli c’e’ il rischio che vengano valorizzati nel nuovo euro “targato PIIGS”. Proprio per questo motivo ed anche in vista di un fututo trasferimento della residenza all’estero vorrei aprire un conto estero ideale per i costi contenuti del trading e che sia affidabile. Sarei indecisa tra Swissquote e Hsbc Offshore (http://www.hsbc.com/1/2/), entrambe permettono l’apertura del conto a distanza. Chi sa gentilmente offrirmi un parere magari frutto di esperienze dirette? Grazie. Dani
Bravo Hobelix,
Migros, solo 1% per comprati l’oro e tenertelo!?!? Forse solo per tenertelo, le commissioni d’acquisto saranno a parte!
Piccole correzioni al report. Post Finanze fa fare trading anche ai non residenti, dicono di no, ma poi però, una volta aperto il Set on line la piattaforma di trading funziona perfettamente, la somma da tenere depositata per azzerare le spese è di 7.500 CHF mentre il Bancomat è gratis solo in Svizzera e all’estero nei circuiti E-Plus, diversamento funziona come un prelievo credit card, con 5 CHF di commisisone.
Ma alla fine, HoBelix, quale conto hai aperto?
Sei sicuro che con PF poi hai il trading? Col Set online o col Set plus?
Grazie & ciao
Buon giorno,
ho aperto un conto PostFinance un paio di settimane fa, devo fare qualche adempimento per rinunciare al segreto bancario e per non essere quindi considerato evasore da adesso fino al prossimo anno quando dovrò compilare il quadro RW del modello Unico? Grazie a chiunque vorrà rispondere.
solo nel caso in cui avessi aperto il conto in contanti versando una cifra superiore a 10mila euro dovresti informare tempestivamente l’ufficio delle dogane, ma presumo che hai utilizzato un bonifico e quindi non hai altri obblighi fino alla prossima dichiarazione.
Per Giovanni Web
Ma sei sicuro che con PostFinance si possa fare trading on line anche per i residenti in Italia ?
Tu sei residente in Italia e hai fatto personalmente trading on line con PostFinance?
Se si sarebbe interessantissimo per tutti noi un racconto delle tue impressioni e opinioni. Anche perchè su questo blog si è sempre detto che uno dei limiti di PostFinance è proprio il fatto che non si può fare trading on line.
Forse ne avete scritto in precedenza ma personalmente scopro ora e riporto un passaggio di un articolo del sole24ore che può interessare molti di noi.
Soglia di 10.000 euro – Le persone fisiche devono riportare nella sezione II del modello RW sia le attività finanziarie estere, sia gli investimenti all’estero, costituiti da beni patrimoniali collocati oltrefrontiera e suscettibili di produrre reddito italiano, come gli immobili (anche se in comunione o multiproprietà), preziosi, opere d’arte localizzate all’estero, e imbarcazioni o altri beni iscritti in pubblici registri esteri. Gli immobili, in particolare, vanno sempre dichiarati nel quadro RW, anche se non generano redditi imponibili in Italia (immobili non locati e ubicati in Paesi che non hanno un sistema di tassazione su base catastale). Le attività estere rilevano se il loro controvalore (determinato utilizzando il cambio medio previsto dal provvedimento del l’agenzia delle Entrate dell’11 aprile 2011) supera, al 31 dicembre, l’importo di 10mila euro. Lo stock a fine anno va dichiarato anche se inferiore a 10.000 euro, qualora l’attività estera di natura finanziaria sia stata interessata nel 2010 da movimenti che, sommati, superano tale soglia e che comportano la compilazione della sezione III del quadro. Ad esempio, un conto corrente presso una banca estera con saldo iniziale zero, entrate 7mila euro e uscite per 4mila (saldo finale di 3mila euro), va dichiarato sia come flussi che come stock in quanto i movimenti, considerati in valore assoluto (7.000+4.000), superano il limite. Gli investimenti e le attività estere finanziarie vanno dichiarate, lo ricordiamo, anche alimentate da versamenti attraverso una banca italiana che li ha monitorati. I movimenti da esporre sono quelli dall’Italia all’estero e viceversa, nonché quelli «estero su estero». Tra questi ultimi, come chiarito dalla circolare 28/E/2011, si comprendono anche i trasferimenti tra diverse attività situate nel medesimo Stato. Non si devono riportare gli acconti pagati per acquisti non ancora perfezionati nell’anno e gli incrementi degli investimenti generati dall’accredito dei frutti (interessi, dividendi, canoni di locazione).
Personalmente sono rimasto “fregato” poichè pur con un saldo permanentemente al di sotto i 10k su PF ho movimentato estero su estero 12.500 (da mio c/c PF-Eur a mio c/c PF-CHF). Che ne pensate?
Una domanda agli esperti del sito:
se io, residente in Italia, utilizzo il mio conto PostFinance per acquistare un prodotto da un altro paese straniero (es. un cellulare in Germania pagato con un bonifico), devo riportare tale movimento sul modulo RW come trasferimento estero su estero ??
(la somma dei miei movimenti supera la soglia dei 10.000 euro)
Nelle Istruzioni al Fascicolo 2 del Modello Unico (pag.32) viene specificato che deve essere redatta la Sezione I del Quadro RW per i trasferimenti (complessivamente superiori a 10.000,00EUR) verso l’estero, per fattispecie non rientranti negli investimenti e/o attività finanziarie, quando siano effettuati attraverso non residenti.
Copio/Incollo:
SEZIONE I – Trasferimenti da o verso l’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli attraverso non residenti, per cause diverse dagli investimenti esteri e dalle attività estere di natura finanziaria.
La Sezione I riguarda i trasferimenti da e verso l’estero relativi ad operazioni correnti ossia per cause diverse dagli investimenti ed attività estere di natura finanziaria, effettuati attraverso non residenti senza il tramite di intermediari residenti se l’ammontare complessivo di tali trasferimenti nel corso del periodo d’imposta sia stato superiore ad euro 10.000,00.
Per ciascuna delle operazioni di trasferimento, indicare i seguenti dati:
….
esattamente: se movimenti 5mila verso estero e poi li riporti indietro, hai superato la soglia di 9999,99 euro. ma l’obbligo di dichiarazione del movimento ce l’hai comunque anche restando in soglia, a meno di non percepire meno di 12 euro di interesse.
X MASSIMILIANO BRASILE — Grazie per l’intervento. La situazione è chiara. Senonchè la dichiarazione vanificherebbe l’unico scopo della detenzione all’estero di somme ignote al fisco italiano: avere un riserva minima di emergenza non espropriabile, di cui disporre per ipotesi di tipo argentino. A questo punto, che fare? Ritirare tutto (E.9.900) credo non risolverebbe niente… anzi (12.500 + 9.900 = 22.400).Conviene giocarsi la carta della buona sorte e lasciare tutto com’è? Quali le conseguenze della mancata dichiarazione? O in fin dei conti si fa sta’ dichiarazione e buonanotte alla Svizzera?
La nota si riferisce a trasferimenti da o verso l’estero. Quindi non dovrebbe riguardare quelli estero su estero come descitto nel mio esempio…
Ho appena visionato il paragrafo 5.1 della circolare 28/E 2011 per cui occorre (letterale):
“indicare, in particolare, i trasferimenti effettuati dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero, sempreché l’ammontare complessivo dei movimenti effettuati nel corso del medesimo periodo, calcolato tenendo conto anche di eventuali disinvestimenti, sia stato superiore a euro 10.000. In tale ottica, sono da ricomprendere nei trasferimenti dall’estero sull’estero siaquelli tra diversi Stati che quelli che avvengono nell’ambito del medesimo paeseestero.”Sembra lasciare pochi dubbi…
quelli tra diversi Stati che quelli che avvengono nell’ambito del medesimo paese
estero.”
Sembra lasciare pochi dubbi…
chiariamo: se sei residente fiscale in Italia hai l’obbligo della dichiarazione, a prescindere dalle precedenti considerazioni e a prescindere che il conto sia stato aperto in contanti o via bonifico. altro discorso è come cautelarsi maggiormente da rischi default, patrimoniale, difesa del risparmio, che sono i temi che trattiamo.
se invece hai la possibilità di trasferire la tua residenza fuori Italia (trasferimento reale, per non incorrere nel reato di esterovestizione) ovviamente puoi saltare completamente il problema.
X MASSIMILIANO BRASILE. Non afferro la distinzione netta che fai tra il problema di dichiarare i fondi detenuti all’estero e il problema di cautelarsi da rischi default (e quindi di proteggere i risparmi, argomento principe del forum). Per esempio, una patrimoniale con prelievo bancario forzato non potrebbe, ovviamente, mettere direttamente le mani sui conti esteri degli italiani ma potrebbe pretendere una gabella (forse anche superiore rispetto ai c/c italiani) dai titolari di c/c esteri già noti al fisco perchè denunciati in RW. Non trovi?
penso che invece la distinzione vada fatta, perché se si inizia a parlare di “non” dichiarare qualcosa si va contro la legge. e abbiamo scritto diverse guide su come dichiarare.
premesso questo, il percorso è molto semplice: vuoi cautelarti dal default? sposti all’estero, cambi valuta, immobolizzi in titoli di stato di paesi a rating tripla A, investi in immobili esteri, .. hai ampia libertà.
successivamente dichiari quello che devi dichiarare alla nostra Agenzia delle Entrate e dormi sonni tranquilli. penso che concorderai.
Concordo sul fatto che (uscendo un attimo fuori dal tema del blog) è sempre più difficile distinguere le cose, ed il protagonista assoluto della confusione e dell’incertezza normativa è proprio lo Stato. Ne è un esempio l’argomento di cui abbiamo discusso: le norme mi hanno detto fino a ieri che posso portare all’estero fino a 9.999,99 senza dovere dichiarare nulla. Ed io mi sono comportato di conseguenza. Oggi un solerte funzionario dell’Agenzia delle Entrate si inventa una circolare interpretativa per cui ogni movimento sul conto estero ne moltiplica il valore (!). Ed io, che ho fatto affidamento sulle leggi dello Stato?
In altri termini, si cambiano le regole in corso di gioco. Se ciò avvenisse durante una banale partita di calcio si griderebbe allo scandalo. Non lo ritengo corretto. Ed uno Stato scorretto (e, credimi, lo è in mille altre cose) diventa uno Stato vessatore. Concludo. Al punto in cui siamo, temo che si possa (e debba) temere che uno Stato “pigliatutto” in preda al panico da default espropri i cittadini dei loro averi (cosa che in parte sta già accadendo), senza rispettare le “regole” e senza andare troppo per il sottile. In tale situazione credo che non sia del tutto ingiustificata ogni forma di autodifesa. Scusa lo sfogo. Discorso impeccabile il tuo. Anch’io da moderatore scriverei esattamente le stesse cose.
Scusate , se il conto e’ cointestato a due persone qual’e’ la giacenza massima per non doverlo dichiarare?
10000 oppure 20000 euro?
Grazie
Ciao a tutti. Che vi risulti ci sono delle banche svizzere, oltre a CIM, che permettono l’apertura a distanza, che hanno tra
le lingue anche l’italiano, che offrono la possibilità di aprire conti
almeno in CHF e USD ed infine che permettono di investire in sicav e
obbligazioni in valuta?
x Sagipto.
Concordo con te quando dici che “il protagonista assoluto della confusione e dell’incertezza normativa è proprio lo Stato”. Normative che hanno la stessa qualità di coloro che le producono, una classe politica mediocre, parassita e ignorante che ormai, da destra a sinistra, è allo sbando completo.
Tornando al nostro discorso, provo a riassumere quanto ho capito prendendo spunto dai tuoi suggerimenti e leggendo le circolari N. 45/E del 2010 e 28/E del 2011.
Sezione I di RW:
Da compilare se sono stati effettuati trasferimenti da o verso l’estero di denaro (esclusi quindi i trasferimenti estero su estero), certificati in serie o di massa o titoli effettuati attraverso soggetti non residenti in Italia, senza l’intervento di intermediari residenti, per un importo complessivo superiore a 10 mila euro.
Ad esempio si tratta della vendita di quote di partecipazione da un residente ad un compratore estero.
Sezione III di RW:
Nella Sezione III vanno indicati i flussi dei trasferimenti dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero di denaro o titoli, effettuati attraverso intermediari residenti, attraverso non residenti ovvero in forma diretta, che nel corso dell’anno hanno interessato investimenti esteri ed attività estere di natura finanziaria indicati nella Sezione II.
E’ a questa sezione che si riferisce il paragrafo 5.1 della circolare 28/E 2011.
In base a queste considerazioni, tornando al mio caso di acquisto di celluare all’estero pagato da un conto estero (o, altro esempio, una vacanza in Svizzera pagata dal conto Svizzero) credo non sia necessario, nel modulo RW, alcun obbligo di segnalazione per questo tipo di trasferimenti in quanto non rientrano nè tra quelli da dichiarare in Sezione I (poiché di tipo estero su estero), nè tra quelli da dichiarare in sezione III (poiché non trattasi di investimenti).
Salve.
Ho letto le varie guide sulla compilazione del quadro RW. Mi è però rimasto un dubbio.
Se il conto non è in euro, ma per es. in chf, il quadro va comunque compilato in euro?
Se si, che cambio si deve usare: alla data del movimento?
Al di la’ degli sforzi che possiamo fare nel cercare la massima correttezza nel rapporto con il fisco ricordiamoci che viviamo in un Paese dove la certezza del diritto non esiste. Anche il piu’ ligio dei contribuenti non sara’ mai perfettamente in regola! Troppo complicate e fumose le leggi e le norme corredate da un numero enorme di aggiornamenti, regolamenti, emendamenti, circolari, etc etc… Tutto architettato mirabilmente al fine di creare ampio spazio nelle interpretazioni cosicche’ diventa quasi impossibile adeguarsi. Risultato? Chiunque puo’ finire nel tritacarne dei controlli fiscali ben sapendo che e’ una lotta impari tra un comune mortale e una incredibile macchina burocratica che fa della vessazione un’arma formidabile. Provate a ricevere una contestazione fiscale e vi accorgerete in quale inferno si puo’ finire per mesi o per anni tra ricorsi, interrogatori, documentazioni giustificative, verbali, potenziali sequestri di beni, ipoteche… e senza contare i consulenti e/o legali da pagare profumatamente per l’assistenza. L’unico modo per essere in regola e’ trasferirsi all’estero sperando che nel frattempo, in un sussulto di orgoglio generato da questa crisi gravissima, questo Paese si svegli dal torpore e si avvicini al livello di civilta’ raggiunta dai Paesi nordeuropei.
Scusate, sono nuovo del blog. Ho una domanda per Massimiliano (che ho capito essere il moderatore).
Sei sicuro che la tassazione dei redditi da capitale su banche estere sia pari alla propria aliquota marginale IRPEF e, NON come avviene in Italia, tramite i sostituti d’imposta, sempre pari al 12,5% (ora al 20% dall’approvazione della/e manovre estive) ??? Un consulente NAPOF mi disse qualche tempo fa (2010) che, a parte i fatto di dover essere dichiarati in Unico, l’aliquota per i redditi da capitele (e/o redditi diversi) è uniforme sia che i redditi siano in Italia sia che siano prodotti all’estero. Il consulente in questione si riferiva, per la verità ad un conto (trading) Interactive Broker, un notissimo broker americano. E la persona in questione aveva un conto IB operativo (che ho personalmente visto), e, quindi, presumo parlasse per esperienza diretta.
D’altra parte essendo la tipologia di reddito la stessa, l’applicazione di due aliquote (alquanto) diverse darebbe adito a sicuri contenziosi.
Grazie per le risposte/commenti
la giacenza è indifferente, forse intendevi parlare di movimentazione.
se la movimentazione è effettuata a nome del singolo intestatario fino a un massimo di 9999,99, puoi sicuramente trasferire fino a 20mila -2 cent verso lo stesso conto.
sì e vanno applicati opportuni tassi di cambio.
dai un’occhiata alla risposta di Mauro e i commenti precedenti di alobar
https://piccolorisparmio.eu/index.php/guida-alla-corretta-compilazione-del-modulo-rw.html#comment-229123313
per ora conosciamo le offerte che trovi in “Conti Esteri” in alto, tra quelle che sono apribili (o lo erano) a distanza. cui aggiungere Swissquote ( https://piccolorisparmio.eu/index.php/conto-di-deposito-in-svizzera.html ), che è però un conto di deposito.
temo che il tuo pessimismo abbia fondamento e in effetti chi può si è già trasferito.
per chi resta e vuole rimanere al di sopra di ogni sospetto, cerchiamo di dare alcuni suggerimenti, certi che nel malaugurato caso di accertamenti non possa essere ignorata la buona fede. e molto conta la collaborazione tra noi tutti, allo scopo di coprire il maggior numero di casistiche.
Dai un’occhiata ai commenti di Mauro nel post apposito ( vedi https://piccolorisparmio.eu/index.php/guida-alla-corretta-compilazione-del-modulo-rw.html#comment-229123312 ).
Per quanto riguarda l’imposta sui conti di deposito al 20% essa sarà comunque operativa dal prossimo primo gennaio ( https://piccolorisparmio.eu/index.php/nuove-aliquote-cosa-cambia.html ).
Buonasera a tutti,
sto tentando di mettermi in contatto con il servizio clienti di Post Finance per avere informazioni sulle modalità di apertura di un conto, ma gli operatori risultano sempre essere occupati.I moduli di contatto inoltre sembrano non fornire consulenza sull’apertura di conti.Dato che le telefonate costano 8 centesimi al minuto e le attese sono lunghe, come avete fatto a mettervi in contatto con qualcuno di loro ? Se la via telefonica è l’unica e sul sito pare che il servizio clienti sia attivo 24 ore su 24, quando è consigliabile chiamare ?
Grazie a tutti
esattamente cosa ti occorre sapere? posso dirti che per l’apertura conto è necessario recarsi in filiale per l’autenticazione, ma puoi sempre far precedere questo momento dalla richiesta online della documentazione così da poter leggere tutto con calma.
Buonasera Massimiliano,
volevo solo sapere alcune notizie tipo importo minimo per aprire un conto,se posso aprire un conto internet in euro ed uno in CHF e qualche altra cosa , ma soprattutto se ci vuole un appuntamento per l’apertura dei conti in filiale.Siamo io e mia moglie e possiamo essere in Svizzera solo durante il sabato (ho visto che a Lugano la filiale è aperta la mattina del sabato).Presentarsi lì direttamente senza appuntamento può essere un viaggio a vuoto ?
Mi scuso per le tante domande e ringrazio per la pazienza nel leggermi.
contrariamente a quanto si potrebbe credere, sembra che si possa andare in una qualunque filiale di PF e aprire il c/c anche senza aver concordato precedentemente un appuntamento.
non c’è alcun importo minimo per l’apertura e se si sceglie il Set Online ( http://www.postfinance.ch/it/priv/prod/setoffer/online/offer.html ), va scelta come valuta EUR o CHF, ma nulla vieta di aprirne uno in CHF e uno in EUR.
se invece si apre il Set Plus ( http://www.postfinance.ch/it/priv/prod/setoffer/plus/offer.html ) si ha la possibilità di aprire un numero variabile di conti in qualunque valuta si desideri.
comunque trovi tutte queste informazioni spiegate chiaramente nei dettagli dei conti
Da quello che leggo penso che Postfinance faccia un servizio che rispecchi in buona parte la nostra ( e che io uso) Fineco bank?
Ho interpellato un paio di banche private a Lugano ma hanno costi decisamente alti. Magari ti fanno un servizio apposito su di te ma visto che qualcosa capisco di mercati penso che Postfinance sia veramente ottima.
O sbaglio?
Grazie e buona giornata.
non so quanto possa calzare un paragone tra un c/c svizzero, limitato in parte per noi e uno completamente online italiano… posso confermarti però la bontà e i costi irrisori di PF, cui corrispondono elevata professionalità e proverbiale cortesia.
Sig. Brasile….grazie. Se qualcuno ha il post finance e lo usa come “piattaforma” di trading “tranquillo” può darmi la sua impressione. Non sono mè cassettista ne trader e una piattaforma che lavora su più mercati (addirittura Toronto……) mi sembra che sia una cosa molto utile. Il punto è: ma io in Italia posso operare liberamente? Comunque in pausa pranzo telefono.
Saluti e grazie.
purtroppo a noi italiani dal punto di vista formale sembrerebbe precluso il trading in PF, ma qualcuno degli altri commentatori affermava di poter accedere comunque alla piattaforma se ho capito. bene.
Ciao, continuo ad avere dei dubbi per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi;provo a riassumere la mia situazione per vedere se ho capito bene :
– aperto un conto presso postfinance
– trasferita una somma maggiore a 10.000 euro tramite la mia banca italiana (bonifico)
– se chiedo lo scambio d’informazioni gli interessi vengono accreditati sul mio c/c italiano e vengono tassati SOLO in Italia (27% oggi dal 1° gennaio 20%) e NON viene applicata la ritenuta (35%) da parte della banca svizzera
la banca svizzera (post finance) è obbligata a utilizzare questo metodo se richiesto o ha la facoltà di rifiutare e quindi pagherò il 35% in Svizzera più ilò 27% in ITalia ?
Inoltre visto che ho fatto tutto tramite la mia banca devo comunque compilare il quanro RW ?
Grazie mille.
Angelo
Ho chiamato Post Finance a Mendrisio. Signora gentile che mi avrebbe già fissato l’appuntamento per recarmi di persona. Purtroppo, non essendo residenti svizzeri, non possiamo usufruire del trading.
Qualcuno conosce qualche banca svizzera che può gestire il trading anche di residenti esteri?
Grazie.
la lista che hai scritto è tutta giusta, incognita solo la collaborazione di PF.
se ci fosse, probabilmente saresti esentato dal compilare il quadro… ma magari Mauro può darci un parere più approfondito.
Angelo devo purtroppo dirti che quanto scrivi è sbagliato, innanzi tutto la procedura di cui parli non è definibile “scambio di informazioni” (è un’altra cosa) ma “accredito degli interessi presso banca italiana”, poi in Svizzera il 35% di imposta preventiva non è assolutamente eludibile, quindi te la applicheranno in ogni modo. Per recuperarla, e peraltro solo in parte, c’è da fare una trafila burocratica che per poche decine o centinaia di euro di interessi non ne vale assolutamente la pena. Dal punto di vista fiscale se la procedura di accredito interessi da Postfinance verso la tua banca italiana (la quale ti dovrà applicare su di essi entro 30 giorni l’imposta sostitutiva del 27%) risulterà formalmente corretta non dovrai compilare i quadri RW e RM.
Banca Migros, ad esempio. Certo che se per trading intendi quello azionario lascia perdere la Svizzera perché le negoziazioni in azioni sono gravate da un’imposta federale dello 0,15% sia sugli acquisti che sulle vendite. Meglio negoziare in futures, forex o cfd, anche se in quest’ultimo caso devi rivolgerti a banche specializzate tipo Saxo Bank Swiss.
Grazie Mauro,il mio scopo sarebbe proprio solo quello di evitare di compilare i quadri RW/RM, visto che gli interessi sono davvero poche decine di euro.
Quindi, correggimi se sbaglio, se faccio accreditare direttamente gli interessi sulla mia banca in Italia (già tassati al 35% da PF) la quale poi applicherà il 27% io dovrei essere esentato dalla compilazione ?
Ma PF puo’ rifiutarsi di fare questa operazione ? E cosa dovrei chiedere alla mia banca ?
Per esempio intreresse lordo = 100 – 35% PF = 65 – 27% banca Italina ?
Scusa se sono pedante, ma vorrei capire bene per evitare di fare errori.
Grazie mille per l’attenzione.
A me comunque hanno detto che l’ imposta preventiva la applicano se gli interessi superano i 200 chf, per cui se sono poche decine di euro non dovresti avere problemi. Puoi faci sapere cosa ti risponde PF sull’accredito degli interessi su un conto italiano?