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Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)

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29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

Aprire un conto all'estero: Svizzera (aggiornato)

In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.

E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.

La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.

Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:

Una volta autenticati si ricevono:

* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto

oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.

All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.

Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).

In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.

Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.

Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.

L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).

Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.

AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta  conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.

(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali

*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***

Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.

Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.

Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.

Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.

Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.

*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***

Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.

PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.

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29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

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1.630 commenti su “Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)”

  1. tartu ha detto:

    attenzione al 31-12-11 avrai interessi che devi sommare alla consistenza9990 e. qdn io direi se>10000euro, faccio rw e rt

  2. NICO ha detto:

    innanzitutto grazie a tutti per gli interventi, mi pare che la materia sia sempre piu’ ingarbugliata ora con la premessa di rimanere nel lecito ho 1 dubbio.                                                    Se decido di aprire un c/c in postefinance e lasciarci solo  100 per coprire le spese, con il solo intento di tenerlo lì pronto all’evenienza, secondo quanto dice f4f, devo cmq dichiarare questi 100€ nel solo quadro RW del prox mod.unico 2012, ho detto bene?
    grazie

  3. zucca vuota ha detto:

    secondo me ema ha colto il punto.
    chi apre un conto estero o si vuole complicare la vita oppure non lo apre.
    da qui non si scappa.
    per cui è coerente chiedersi che fare in caso di default o in caso di passaggio alla lira o in caso di euro2.

  4. Cristiano ha detto:

    Salve a tutti,
    Cerco di dare il mio piccolo contributo informativo, oggi ho mandato una mail per richiesta info a post finance(trovate i link direttamente leggendo i post) dopo 1 ora mi hanno chiamato al cellulare, lingua italiana e spiegazione esaustiva su tutto quello che uno desideri sapere, riporto di seguito le risposte ricevute:
    1-Presentarsi di persona in una delle filiali su appuntamento xche’ in questo periodo sono pieni di lavoro( italiani in fila da chiasso in poi che cercano di aprire un conto) .. Per appuntamento e consulenze mi hanno dato questo numero 0041916485676, filiale più vicina mendrisio(dipende da dove arriva uno)
    2-euroritenuta del 35% sugli interessi percepiti, fino ad un massimo di 200 franchi svizzeri di ritenuta
    3-possibilità di richiedere(tramite la dichiarazione dei redditi) la differenza pagata in più’ in svizzera rispetto allo stato italiano
    4-volente o nolente non si può escludere il segreto bancario, se lo stato italiano(agenzie delle entrate, fisco, guardia finanza etc) vuole avere informazioni sl tuo conto aperto presso pf loro non danno nessuna informazione, a meno che non ci sia un procedimento penale in corso verso la persona titolare del conto
    5-che voi versiate 1-100-1000-10000-100000 o più a loro non interessa e non danno informazioni allo stato italiano, anche se voi dichiarerete nella vostro 730/740 unico etc.. di avere un conto all estero, compilerete il modello rw e quant altro(versamento con bonifici tracciabili sul conto svizzero) per essere alla luce del sole con il fisco italiano, lo stato italiano non potrà avere informazioni in più di quello che voi dichiarerete
    6-non esiste(ad oggi) nessuna trattenuta patrimoniale o altro che debba essere pagata per un deposito in svizzera, tutte queste tassazioni che il nostro governo sta appiccando in Italia ovviamente in svizzera non valgono, penso stia a voi dichiarare eventualmente la consistenza del bistro deposito in svizzera e pagare lo 0,1% se non erro?!
    7-(questo e’ più specifico), comunque non si può utilizzare la piattaforma del E-trading online essendo residenti fuori dalla svizzera, si può solo dare mandato ad un consulente loro di
    investire in fondi il vostro capitale.
    Saluti a tutti

  5. MS-barbamamma ha detto:

    se pensi che ci sarà un euro 1 forte e un euro2 debole, allora la soluzione è aprire il conto in una banca di un territorio euro forte. Questo è il principio di territorialità definito da molti economisti. Chi investe in Paesi non euro dovrebbe farlo in valuta locale (ma non è operazione da prendere sottogamba), comunque un conto valutario lo puoi aprire anche in Italia, quindi aprirlo fuori confine si fà per una diversificazione del rischio banca. In questi giorni ho scritto molti commenti e continuo a sfiatarmi sull’argomento:
    – rischio banca
    – rischio valuta
    – rischio Stato
    – rischio investimento
    sono questi i rischi da tenere monitorati e per ognuno c’è una risposta, quindi anzitutto capire di cosa si ha bisogno, cosa si cerca.
    Per me, quando ero ancora residente fiscale in Italia , un conticino estero rappresentava una diversificazione rischio banca e Stato (visto che li ho messi nei livret A, cel, pel della situazione, quindi investimenti liquidi statali).
    Non è quindi sempre inutile.
    In caso invece di default, il discorso è serissimo, significherebbe molte cose a seconda degli asset che hai. Se ad esempio hai btp significa perdere  una certa % del capitale, sia subito sia allungando l’emissione e diminuendo l’interesse.
    Le banche italiane, farcite di titoli di Stato (che cercano di scaricare sul mercato privato con operazioni spot nazional-salvifiche) avrebbero notevoli danni patrimoniali che le porrebbero i n seria crisi, quindi potrebbe esserci un problema di qualche banca. Idem il mercato azionario, sarebbe profondo rosso.
    L’economia passerebbe anni di durezza (non potendo svalutare immaginando di restare euro) che si ripercuoterebbe in crisi di altri asset reali come l’immobiliare.
    —

  6. Sitoweb74 ha detto:

    Guarda barbamamma che si parla dello stesso problema. Tu dici puoi aprire un conto valutario anche in Italia…se lo apro in Italia me lo convertono con atto d’imperio come fecero in argentina con i dollari detenuti sui C/C. Per cui uno li porta in Svizzera per proteggersi da rischio paese, che coincide con rischio banche poichè salta uno salta l’altro. Ma il rischio è lo stesso perchè se usciamo dall’euro dichiariamo il default. I tre rischi sono lo stesso rischio. Se anche li porti in germania e ti vengono convertiti in euro1 poi se vuoi vivere in Italia li dovrai cambiare in lire o euro2. Quindi la plusvalenza rimane. Cosa fare nel caso….siamo sempre lì ma nessuno azzarda risposte..

  7. Rocketto ha detto:

    Ciao a tutti, anch’io ho una mezza idea di aprire un semplice conto deposito presso Post Finance, (conosciuta grazie a voi) nel caso probabile che più prima che poi qui salti tutto, quello che mi lascia ancora un po’ dubbioso è il fatto già citato che loro non accreditano gli interessi sul conto italiano e questo comporta il compilare il quadro RW e RM (spero di non averne dimenticati altri).
    Ho dato un’occhiata alla modulistica, il primo pare abbastanza fattibile, il secondo mi è risultato del tutto incomprensibile.

    Lo so, ci si può sempre rivolgere ad un patronato (ma non penso che sulla specifica questione siano molto ferrati) o ad un commercialista, ma non è che mi fidi molto, tantopiù che in caso di errore anche se gli hai dato tutta la documentazione il responsabile resti tu.

    Mi risponderete che è meglio avere qualche piccola seccatura piuttosto che rischiare di perdere la metà o peggio dei risparmi, però ho letto che se sbagli, anche se in buonafede, per cifre ridicole o mancanze formali, le sanzioni possono arrivare fino al 50% del capitale investito; so che sembra assurdo ma non mi sorprendo più di niente. Ho una cugina che lavora all’Agenzia delle Entrate, anche se in un altro settore, e non è che mi abbia saputo dare molti chiarimenti in proposito.

    Inoltre, avendo intenzione di aprire il conto in CHF, mi hanno consigliato di fare il bonifico da qui in € e fare il cambio successivamente, siccome non opero on line sapete se basta specificare la valuta in cui lo vuoi al momento dell’apertura e quindi fanno loro la conversione? Al telefono (a proposito, le consulenti sono davvero gentili e disponibili, sulla competenza non mi posso ancora pronunciare) mi hanno detto di sì ma meglio avere conferma.
    L’eventuale guadagno sul cambio rientra negli interessi da dichiarare?

    Ultima cosa, domanda da ignorante in materia, una volta fatto il bonifico dalla banca in Italia i soldi sono (si spera) al sicuro o può succedere che se nel lasso di tempo (diversi giorni) che intercorre affinchè siano nella disponibilità di PF la banca qui fallisse lo prendi nello stoppino? 

  8. luke ha detto:

    Ciao, una domanda veloce…se il trasferimento (o più trasferimenti) ad un conto PF avvengono da un conto PayPal (non quindi conto corrente) cosa cambia?

  9. non cambia nulla, il trasferimento da parte di PayPal viene sempre realizzato a mezzo bonfiico.

  10. grazie per il completo e esauriente feedback!

  11. fabioperl ha detto:

    Gent.mo Massimiliano,

    Oggi, ho aperto un c/c set plus ( un conto in franchi e uno in euro ) x miei genitori c/o PF di Chiasso. Ora, dopo aver chiesto infomazioni l’altro ieri sulla dichiarazione o meno di eventuali plusvalenze sul cambio ( nel modello unico), e dopo aver letto i commenti di Mauro Corradi ed Ema, mi trovo un pò confuso. Premesso che, se una persona apre un conto in Svizzera e movimenta in franchi CH anzichè in €, ha il timore che il sistema e moneta € si sgretolino ( accollandosi anche un rischio di cambio – pulsvalenza o minusvalenza…). Io ero rimasto al fatto che si dovesse solo compilare il quadro RW per la movimentazione del denaro ed il quadro RN per gli interessi percepiti. Da gennaio inizierò a bonificare verso conto in franchi CH ( in modo tale da presentare il mod. Unico nel 2013 ) :  Il lucro sul cambio come viene o potrebbe essere interpretato dall’Agenzia delle Entrate ? Sinceramente sono un pò preoccupato… Non vorrei complicare la situazione.

    Scusate se ho contribuito a far sorgere dubbi e creare confusione.

    Grazie x la risposta. Buona serata.

    Fabio Perl

  12. Clod ha detto:

    Confermo le informazioni fornite da Cristiano, con la precisazione che  telefonando al 916485676 per fissare un appuntamento mi è stao detto che non occorre nessun appuntamento per aprire il conto presso PF(diversamente a quanto anche a me era stato comunicato dal servizio clienti di PF). E’ sufficiente recarsi in un ufficio postale o filiale con la carta di identità e non ci sarebbero particolari problemi di attesa ( max 15 minuti -così mi è stato ribadito ieri).
    Mi rimangono comunque due preoccupazioni:
    1) La già sollevata questione della denuncia/tassazione delle plusvalenze (o minusvalenze) che si realizzano necessariamente ( a prescindere dall’evolversi della crisi) nel cambio CHF- EU (o altra valuta) per il semplice motivo che i tassi di cambio variano giornalmente.
    In sostanza l’ammontare in euro del mio deposito sul conto varia al “normale” variare dei tassi di cambio.
    2) La questione connessa ad un eventuale prelievo sui fondi “svizzeri” a seguito di un possibile accordo con lo stato Italiano (analogo a quello stipulato dalla Svizzera con Germania e Regno Unito che arriva al 30% del capitale!). E’ pur vero che l’accordo si riferisce ai “fondi in nero”, ma poichè il prelievo deve essere fatto dalle autorità elvetiche (quelle italiane ovviamente non conoscono i conti segreti) e quest’ultime non conoscono la posizione del correntista nei confronti del fisco italiano (come ha confermato anche a me PF), non mi è chiaro come possano distinguere fra conto e conto!
    Questi dubbi, se non chiariti, costituiscono, a mio parere, una grossa remora alla legale apertura di un conto (rischio di evasione fiscale il primo e di ingente perdita di capitale il secondo).
    Spero che qualcuno sia in grado di fornire informazioni a riguardo.

  13. Ms- barbamamma ha detto:

    guarda che parli di due monete che erano esistenti (cosa che non sarebbe nel caso euro-new coin, perchè la new coin ad oggi non esiste, non ha corso nè cambio fissato pure se si ritornasse alla vecchia lira) e il cambio pesos dollaro era fisso 1:1 poi il pesos venne svalutato trattandosi di un Paese che aveva piena autonomia nella politica fiscale e monetaria, cosa che non esiste per i Paesi europei che hanno l’euro. Escludo quindi che possa avvenire l’atto di imperio che indichi.

  14. fabioperl ha detto:

    Buongiorno Rocketto,

    Avendolo aperto ieri ( come dicevo ) c/o PF di Chiasso, posso dire che vengono assegnati due IBAN diversi ( uno per c/c in € ed uno per c/c in CHF ), se si sceglie il set plus con un versamento di almeno 25K ( in una valuta o cumulati sue due ) il conto non ha spese. Per avere il tasso dell’1% (in CHF) o 1,25% ( in € ), bisognerà poi attivare la procedura nel conto trading un volta pervenuti i documenti a casa ( token e carte attivazione/accesso ).
    Il bonifico lo può fare ovviamente dalla sua banca in Italia inserendo le coordinate nel nuovo conto c/o PF in CHF ( costo da quanto mi hanno riferito in UBI Banca – circuito SEPA €. 2,5 – 3 – vedremo alla conferma). Il cambio Da € a CHF lo effettuano direttamente loro in nel giorno di arrivo del bonifico ( è leggermente sfavorevole, sui 3 euro di cambio a sfavore ).

    Buona giornata. 

  15. Valter ha detto:

    Ma cosa succede (e che tipo di rischi corro) se apro un conto in franchi svizzeri in una filiale italiana di una banca svizzera? Sono intenzionato ad aprire un conto nelle poste svizzere ma se lo stesso risultato lo otenngo aprendo il conto in una filiale italiana di una banca svizzera mi sarebbe assai più comodo…

  16. clapla ha detto:

    Confermo le informazioni da te fornite. Aggiungo solo che ho contattato PF attraverso il numero indicato ( 0041916485676) e mi è stato detto che non occorre alcuna prenotazione per aprire il conto. Basta recarsi con un documento di identità presso un ufficio postale o filiale di PF. Ho fatto notare che mi era stato suggerito (anche via mail) di prenotare per essere certo di poter aprire il conto in giornata, mi ha confermato che non è necessario e che al massimo potrei dover attendere una mezz’oretta.

  17. Sioweb74 ha detto:

    Facciamo a non capirci. Mettiamo che si ritorni alla lira. Tutti gli euro ti vengono convertiti in lire al cambio 1936,27. Tu hai lire ora. La lira si svaluta rispetto al CHF o altre valute su cui tu hai cambiato. Realizzi una plusvalenza anche forte perchè magari la lira si svaluta del 50% sul CHF. Cioè CHF 0,8 euro quindi 1936,27*0,8 in lire. La lira si svalta del 50% sul CHF tu hai plusvalenza.!!

  18. W4ttman ha detto:

    Premesso che non mi intendo di finanza ed economia ma anche io vorrei tutelare i miei pochi risparmi e ho avuto la stessa idea di aprire un deposito in svizzera. Avrei alcune domande:
    1) Cosa cambia se il versamento lo faccio tramite bonifico da un conto italiano o porto i soldi nel conto svizzero in contanti. E parliamo di cifre molto modeste ma vorrei capire le differenze.
    2) Come è il discorso “tasse” italiane in merito a una operazione di questo genere? Se ad esempio io chiudessi addirittura per assurdo il conto in italia e effettuassi tutte le operazioni con la carta legata al conto svizzero. In fondo essendo un “dipendente” già io denuncio tutto il mio “guadagnato” quindi non dovrebbero a livello teorico esserci problemi. Ma mi fate sapere perfavore. Non voglio ritrovarmi a dover pagare ulteriori penalizzanti tasse per avere un conto all’estero.

    Grazie!

  19. clapla ha detto:

    Con riferiemnto al punto 1 sollevato da Clod può tornare utile la disposizione contenuta nel art.67 del dpr 917/86 che stabilisce che la tassazione delle plusvalenze connesse al cambio di valuta scatta solo a condizione che nell’anno solare la giacenza complessiva di tutti i depositi e cc in valuta intrattenuti dal contribuente sia superiore a 51.645 euro per almeno sette giorni consecutivi.
    Circa il punto 2, il prelievo forzato a seguito di un accordo bilaterale con la Svizzera se fosse analogo a quello con la Germania si riferirebbe, dal 2013 agli interessi maturati, mentre per il pregresso (mi pare di ricordare da quello che ho letto) il prelievo del capitale dovrebbe essere subordinato alla possibilità per l’investitore di dichiarare il tutto al proprio fisco.

  20. lube argelato ha detto:

    Preciso che dopo aver valutato molte possibilità, tra cui PF, ho aperto un conto con Migros a Lugano.
    Riguardo la domanda posta, all’atto dell’apertura del conto, vi viene chiesto espressamente se volete o no rinunciare al segreto bancario, se sì, questa clausola è chiaramente scritta nel contratto e prevede che tutte le operazioni da e per Italia siano fatte tramite banche, e quindi in chiaro.A questa condizione, quindi, non ci sarà nessuna equiparazione agli “esportatori” di capitali “in nero”. E quindi, in caso di accordo tra Italia e Svizzera, che a questo punto spero caldamente che ci sia (ma penso sia tardi visto che i buoi saranno già scappati), non ci sarà nessun prelievo coatto…

    saluti.

    P.S.

    Il mio consiglio, visti i pro e contro ? APRITE UN CONTO !!!!!!!!!!!

    ancora saluti, e soprattutto, salute…..

  21. lube argelato ha detto:

    Attenzione, che se “l’evenienza” arrivasse, e quando arriva, arriva di notte o a banche chiuse, non si fa in tempo nemmeno a dire “beo”.
    Quindi, se dovete farlo, i soldi vanno messi ora, sezaaspettare “l’evenienza”.. 😉

  22. lube argelato ha detto:

    Vorre permettermi di dare qualche piccolo consiglio….
    Premetto che ho aperto un conto presso Migros Bank a Lugano.

    1) Chiedo scusa per la franchezza, ma leggo questo blog da molto tempo e ho visto che moltissimi post fanno capo tutti alla questione: “ma se io ci metto al max 9.999 euro e quindi… ecc. ecc…)
    Dunque, senza offesa per nessuno, ma nel caso salti tutto, cioè, default dell’Italia o fuoriuscita dell Germania dall’euro, quindi con crisi totale sistemica, perdita possibile del lavoro, possibile “caos” interno a livello di sicurezza e priorità soltanto nel procurarsi la “pagnotta” giornaliera, non penso che 10.000 euro attuali o l’equivalente in valuta forte, cambino la faccenda in maniera sostanziale… quindi, vale la pena ?

    Detto questo, e scusandomi ancora nel caso io abbia “ferito” qualcuno. passo oltre.

    2) Attenzione con PostFinance.
    P.F. permette “solo” di detenere contanti in valute diverse o di acquistare i propri fondi, che, detto tra noi, rendono “una cicca”
    Con l’attuale regime di alta inflazione, i soldi “evaporerebbero”.
    Se portate i soldi fuori, sempre in chiaro e nella legalità, “DOVETE” investirli, anche senza rischi.
    Attenti al franco svizzero che viene “calmierato” (per quanto ancora ?) a 1,20 contro l’euro dalla bannca centrale. Ci vuole poco a perdere il 10% in una notte.

    A breve va bene il dollaro americano,a medio o più la corona norvegese, ma MAI in valuta diretta, diciamo che ci si espone al rischio di cambio senza avere nessun tornaconto. Prendete delle obbligazioni in valuta o, MEGLIO, dei fondi comuni obbligazionari in valuta.
    es. fondi NORDEA in obbligazioni statali o comunali della Norvegia, si posono acquistare sia in NOK che in USD. Guardate quanto rendono fate delle ricerche e cercate dei fondi obbligazionari anche in dollari canadesi. Diversificate. Ma non tenete i soldi FERMI !!!!
    Dove si comperano ? Molti anche con Fineco, ma nel caso di default esiste il rischio confisca essendo tenuti in Italia.
    Per chi deve ancora aprire il conto, attenti che PF, come italiani, non vi fa fare niente. Si prende i vostri soldi e li tiene lì, PUNTO. e come interesse vi da un cappuccino e una brioches.

    Cercate una Banca che vi faccia acquistare qualcosa e che non costi troppo come commissioni… fatevi una gita a Lugano e chiedete, bussate, vedrete che vi aprono 😉

    in bocca al lupo

    salute a tutti….

  23. 1) se il versamento avviene tramite bonifico stai più tranquillo che il rientro delle somme non sarà soggetto ad accertamenti, visto che è lampante che sono soldi tuoi
    2) dai un’occhiata a questo articolo https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html; considera poi che in caso di acquisti con carta di credito o di debito, stai movimentando con l’estero con conseguente obbligo di dichiarazione di ogni acquisto (=movimentazione) nel quadro RW

  24. Paolorusso80 ha detto:

    Scusami ma se invence di aprire un conto in CHF direttamente in Svizzera, non si apre un conto valutario in CHF con la propria banca (es. Allinaz Ras) non è meglio ? Io vedo solo vantaggi, ad es. se la banca fallisce lo Stato ti garantisce fino a 104000 eur (mi sembra), mi sa che all’estero non ti garantisce nulla. E’ corretto quanto sostengo ?
    grazie
    Paolo

  25. clapla ha detto:

    Il tuo discorso non mi è del tutto chiaro.
    1) Il motivo per cui un onesto cittadino aprirebbe legalmente un conto in Svizzera è costituito dalla previsione di un, non improbabile, default dell’Italia e/o dell’euro.
    Nel caso questa evoluzione la si ritenesse assai improbabile sarebbe molto più conveniente (per il piccolo onesto risparmiatore) tenere i propri risparmi su di un conto deposito italiano e/o in titoli di stato che rendono oggi oltre il 5% netto annuo, senza sobbarcarsi alcuna complicazione fiscale e burocratica.
    2) Nella prima ipotesi, l’obiettivo sarebbe principalmente quello di ridurre la probabilità di un pesante ridimensionamento del proprio capitale, non tanto di ricercare investimenti remunerativi. In tal caso non vedo una gran differenza fra diversificare su conti in valuta diversa (come possibile con PF) – per inciso se il CHF non venisse più calmierato dalla BC si guadagnerebbe il 10% in una notte , non lo si perderebbe (avendolo acquistato ora)- piuttosto che puntare su bond “sicuri”, che come tali renderanno poco o nulla.
    3) Nel caso si fossero sbagliate le previsioni e la crisi si risolvesse, ci si perderebbe sia avendo puntato su “valute forti” sia su obbligazioni “sicure”, piuttosto che avere per esempio TDS italiani.

  26. Fabio Perl ha detto:

    Informazione utile a tutti coloro che intendono aprire un c/c presso PF di Chiasso ( Ripeto che io ci sono stato lo scorso venerdì ) : hanno esposto un annuncio attraverso il quale si dice che il sabato si riceve solo su appuntamento.
    Spero di aver fatto cosa gradita.

    Fabio Perl 

  27. informazione utilissima per tutti credo, grazie!

  28. Valter ha detto:

    Scusate l’ignoranza ma dal punto di vista del rischio default Italia o problemi dell’euro (possibile euro 1 e euro 2 ecc.) cosa cambia tra:
    1) aprire un conto corrente in franchi svizzeri in una filiale italiana di una banca svizzera
    2) aprire un conto alle poste svizzere (o in una banca) in Svizzera sempre in CHF.

    Ho telefonato ad una filiale italiana di una banca svizzera e mi hanno detto che è la stessa cosa.
    Ad esempio in caso di un eventuale blocco dei conti sarebbero bloccati anche quelli (dichiarati) che gli italiani hanno aperto in Svizzera.
    Non ne sono molto convinto ma essendo ignorante in materia provo a chiedere lumi.

  29. Ms- barbamamma ha detto:

    non c’è differenza perchè i conti in valuta che siano dollari o chf o sterline o zloty polacchi seguono le politiche monetarie rispettive e quindi non c’entrano con l’euro (salvo per un rapporto di cambio). Addirittura se hai un conto in chf o sterline su quel conto hai un tasso diverso dal tasso in euro proprio perchè il conto segue il tasso della banca centrale di riferimento (giapponese, inglese, ecc).
    quanto al blocco dei conti, sono casi eccezionali che solitamente avvengono o perchè la banca è in crisi (blocco denaro in uscita, limito i prelevamenti ecc) o perchè lo Stato è in forte crisi e quindi per evitare fughe da tutte le banche verso l’estero ci sono blocchi temporanei. Ma che l’Italia in una eventuale crisi possa bloccare un conto in svizzera addirittura in chf  lo trovo fantascientifico.

  30. Valter ha detto:

    Intanto grazie.
    Se non ho capito male tu escludi che blocchino un conto in Svizzera, ma un eventuale conto (sempre in CHF)  in una filiale italiana di una banca svizzera corre il rischio di essere bloccato/confiscato ecc in caso di default italiano? 
    Se aprire un conto in una filiale elvetica o italiana della stessa banca svizzera è la stessa cosa perchè in tantissimi stanno correndo in Svizzera anche per aprire conti dichiarati, legali, in regola?

    Grazie di nuovo

  31. clapla ha detto:

    Non credo ci sai differenza, a meno di un improbabile (anche in caso di default?) blocco/limitazione di accesso ai propri depositi.
    Però, non ho cercato un granchè, ma succursali di banche Svizzere in Italia per piccoli risparmiatori (non banche d’affari per notevoli capitali) non ne conosco.
    Caso mai indicaci quali.

  32. Valter ha detto:

    Avevo telefonato alle filiali romane di UBS e CREDIT-SUISSE. 
    Mi avevano detto che era la stessa cosa aprirlo da loro in Svizzera o Italia (a parte tassi ecc.) ma appunto mi resta il dubbio del caso del blocco/limitazionem accesso. A dir la verità avevo chiesto genericamente di una apertura di un c/c in CHF ma non si era parlato di quantificare importi quindi è possibile che i limiti di quanto depositare (in basso….) esistano.

  33. Francesco ha detto:

    Il problema che molti pongono è come tutelarsi da un eventuale default dello stato italiano e/o da una possibile uscita dell’Italia dall’euro. 
    Aprire un conto in svizzera può essere una soluzione, ma con le complicanze connesse (necessità di recarsi sul posto per il riconoscimento e compilazione del quadro rw modello unico) non è alla portata di tutti. 
    Detenere inoltre un conto in euro in svizzera non mette assolutamente al sicuro da un eventuale crollo dell’euro; molto più sicuro in un ipotesi del genere detenere un conto in valuta estera. 
    A quel punto la soluzione più semplice per affrontare il problema sarebbe investire da un conto in italia direttamente in un obbligazione in valuta estera emessa o da una corporate multinazionale o da uno stato sovrano. 
    E’ da tenere presente inoltre che un  deposito titoli nell’ipotesi del fallimento di una banca non ha nessun implicazione nel fallimento stesso in quanto è un rapporto diretto tra il depositante e la società o l’ente emittente del titolo stesso e di cui la banca svolge solo un servizio di deposito/custodia ed incasso di eventuali cedole.  

  34. Ms- barbamamma ha detto:

    aprire un conto chf in banca svizzera ubicata in svizzera o in italia è uguale, come indicato dall’operatore che hai consultato, solo nel termine di tutela rischio banca e rischio valuta.
    Avere chf in svizzera o in italia non cambia nulla nel caso ci sia una spaccatura euro. Non cambia nulla, circa il rischio banca, nemmeno se la banca è la medesima  anche se territorialmente ubicata qua o là (salvo , da verificare, cambi di tutele del fondo garanzia depositi).
    Perchè quindi le persone aprono in chiaro in svizzera? 
    Qualcuno per quello a cui serve davvero cioè diversificare unitamente il rischio banca e Stato, altri per  vari motivi:

    – perchè si ha paura della zona euro e si pensa di stare più sicuri mettendo i depositi in uno Stato non euro .

    – perchè c’è confusione sullo stato della situazione economica e bancaria dell’eurozona e si cerca di tutelare i risparmi, anzi si pensa di tutelarli,  sia da prelevamenti forzosi sui conti (stile amato 92), sia da problemi con l’euro ,
    In realtà con questa manovra probabilmente la patrimoniale colpirà anche i conti all’estero se stiamo alla definizione della agenzia delle entrate di “attività di natura finanziaria”. Inoltre se si apre un conto in euro non è proprio detto che non vi sia lo switch off in caso di euro1-2, seguendo i ragionamenti di economisti circa la territorialità del denaro o la sua provenienza (euro italiani nel ns caso). 

    – perchè si parla italiano, motivo per cui magari non apro a Cipro o in Olanda o in Lussemburgo o in Finlandia perchè non saprei come fare altrimenti a comunicare bene, e trovo molti più articoli e forum su come aprire in svizzera che su come aprire in Olanda ad esempio (salvo questo blog 🙂 )

    – perchè se mi devo autenticare di persona o portare qualcosa nelle cassette di sicurezza è vicina (almeno per una gran parte di zone settentrionali)

    – perchè la svizzera che non è esente dalla crisi del sistema bancario sfrutta queste paure a suo vantaggio per far aprire conti e portare denaro fresco nelle sue banche e siccome gli italiani hanno motlo risparmio è un bel mercato per loro

  35. Ms- barbamamma ha detto:

    “l’evenienza” sarebbe l’uscita dall’euro? in una notte? non è fattibile, io ho vissuto il passaggio lire-euro in banca e ci volle molta preparazione in termini informatici ad esempio , nonchè di preparazione contante (nei caveau, nei bancomat) per iniettare nuova moneta e ritirare quella “vecchia”, non credo che quindi sia fattibile farlo in una notte. penso più realistico un lungo passaggio di agonia finanziaria di  uno Stato dove lo sbocco sia intuibile prima dell’evento. Il passaggio argentino dollari pesos fu possibile perchè le due monete erano tranquillamente usate nello Stato con cambio fisso 1:1, ma soprattutto erano già esistenti e in circolazione.

  36. Valter ha detto:

    Ok, chiaro.
    Il ‘rischio banca’ immaginavo fosse lo stesso parlando di una stessa banca (con filiale italiana e svizzera).
    Il rischio valuta o meglio il rischio euro idem (visto che il conto è in CHF ci sarà al limite il rischio CHF).
    La preoccupazione è che il rischio default dell’Italia potrebbe portare ad un blocco dei conti correnti in Italia.

    Però in tal caso potrei sempre andare in una filiale svizzera della banca (svizzera) e fare un prelievo dal mio c/c, dico bene o è una cavolata?

    Non fosse una cavolata la possibilità di aprire il conto qui in Italia in una filiale di una banca elvetica diverrebbe per me assai ‘appetibile’.

  37. Ms- barbamamma ha detto:

    per l’operazione di prelevamento in svizzera con bancomat direi di si, per farlo direttamente allo sportello dovresti chiedere a loro come lavorano ( a volte si lavora in circolarità, a volte no ma si chiede autorizzazione alla filiale di riferimento e si fà l’operazione con un giro contabile, dipende dalla banca, fai bene a chiedere).
    QUanto al blocco dei conti per default, o meglio per effetti bancari da dichiarazione di default,  rientriamo nel caso indicato prima, ovvero chi apre in svizzera (o cipro o norvegia) lo fà sopratutto per il rischio Paese (oltre che per diversificare su altra banca, estera appunto).Nel caso ipotetico in cui ciò avvenga (un default), tale blocco è dovuto solo per evitare fughe di capitale nel caso le banche si trovassero la fila di gente che vuole ritirare tutti i propri soldi.
    Però io ho anche l’esempio nel 2001 di un cliente argentino della banca per la quale lavoravo, che volle girare del denaro da Italia ad Argentina e sebbene il bonifico arrivò alla banca argentina dopo pochi giorni , la banca argentina non lo mise sul conto del suo cliente che dopo due mesi. Quindi in caso di tsunami bancario il problema non è solo in uscita ma anche in entrata.
    Tuttavia, pur non sapendo il futuro e non escludendo nulla a priori, penso che nel caso l’italia dovesse fare un haircut (taglio debito) lo farebbe su base privata evitando la dichiarazione ufficiale di default per evitare che entrino le assicurazioni cds in gioco,  quindi un default stile greco,per intendersi.

  38. Anto ha detto:

    avere un conto corrente in chf o usd in una banca italiana sarà coem averli in euro dato che in caso di default le banche italiane saranno commissariate ue cosi come è stato commissariato il governo del silvio

  39. Rocketto ha detto:

    Ok riguardo eventuali c/c, invece nel caso citato da Francesco di obbligazioni in valuta estera emesse da società o stati sovrani secondo lei cambia qualcosa?

  40. Sitoweb74 ha detto:

    Così dovrebbe essere. Però chi ti assicura che la banca non ti compri il titolo al prezzo di mercato dandoti delle lire? Che poi si svaluteranno? In teoria potrebbe anche essere visto che a quel punto la giurisprudenza come in tempi di guerra va a farsi benedire. Non dico che avviene ma potrebbe. L’unica sicurezza è fuori confine in valuta estera, se proprio uno vuole stare sicuro. Poi per non finire sull’ottovolante del cambio tieni in euro giri solo in caso di crack. Ciao

  41. Sitoweb74 ha detto:

    I conti in Svizzera li può bloccare solo il governo Svizzero. Lì è territorio della Svizzera. Serve una legge Svizzera.
    Se apri un conto in Italia in CHF se succede il peggio ti possono convertire i tuoi CHF in lire o nuova moneta con atto d’imperio. Ecco perchè tutti portano fuori. Ciao

  42. Ernesto ha detto:

    detenere (alla luce del sole) danari all’estero potrebbe rappresentare anche un’estrema difesa contro un fisco pigliatutto impazzito (cartelle pazze, accertamenti presuntivi indiscriminati, ecc.): anche i più ligi ed onesti cittadini sono sicuri di non avere neanche una virgola fuori posto? nei prossimi mesi ne vedremo delle belle, in balia di spesometri e redditometri da combattimento!!  meditate gente, meditate…

  43. Rocketto ha detto:

    Sì, penso anch’io potrebbe avvenire ma restando nel campo delle ipotesi neanche un conto all’estero sarebbe del tutto al sicuro, già in condizioni normali c’è una certa confusione sugli adempimenti da compiere, sulle modalità con cui farlo e soprattutto sulle sanzioni previste anche in caso di irregolarità formali, se (o quando) andrà tutto a rotoli, perso per perso cosa potrebbe impedirgli di tassarli in modo abnorme o di convertirli comunque nella nuova moneta se li fai rientrare?

    Oh, come detto sono ignorante in materia, magari son tutte paranoie, chiacchiere da bar o anche cretinate belle e buone ma parlandone in giro ho visto che son discorsi che molti fanno. 

  44. Sitoweb74 ha detto:

    Certo che le convertirai in lire prima o poi se si ritorna alle lire…se ci saranno le lire e se vorrai vivere in Italia. Il fatto è che comunque se la nuova valuta si svaluta magari di un 50% il gioco vale la candela anche se mi tassano. Dipenda dalla cifra che uno ha. Per poco non ha senso tutto sto casino. Se però devi salvare i risparmi di una vita secondo me il gioco vale la candela. Poi ognuno fa i suoi conti.

  45. Sitoweb74 ha detto:

    Intendo dire supponi che 1 CHF oggi è 0,80 euro quindi 1500 vecchi lire (per fare un’ipotesi). Si passa alle lire in Italia. La nuova valuta parte da 1500 lire per un franco (quotazione in quel giorno) e si svalta magari serviranno dopo un anno 2300 lire per un franco. Tu rientri dopo un anno con un potere d’acquisto maggiore. Spero di essere stato chiaro. Ciao.

  46. Rocketto ha detto:

    Sì è chiaro grazie, mi ero espresso male, per restare al tuo esempio intendevo dire convertirli alla quotazione di 1500 lire e non 2300 e per tassarli pensavo a una patrimoniale tipo 30 o 40% magari sotto spinte emotive.
    Non so nemmeno se abbiano gli strumenti tecnico-giuridici per farlo ma secondo me potrebbero provarci.

    Lo so, può sembrare un’ipotesi abbastanza assurda però come hanno detto anche altri, in situazioni di emergenza a volte i patti non vengono rispettati (da noi spesso nemmeno in situazioni “normali”). 

  47. Bertolani ha detto:

    Salve, chiedo a chi ha gia aperto un conto post finance alcune informazioni:
    1- quanto tempo ha richiesto l’attivazione del conto e anche dell’home banking per la visualizzazione e anche l’esecuzione di disposizioni online?
    2- Com’è fatto l’home banking? è fatto bene? è possibile effettuare disposizioni verso paesi extra ue? lo chiedo perchè nella demo ho visto che è presente il solo campo per l’inserimento dell’IBAN, mentre nel caso di bonifici extraUE ci deve essere la possibilita di indicare lo swift e appunto nella demo questa possibilità non c’è.
    3- A chiasso si possono effettuare operazioni di versamento / prelievo contanti? ho visto sul sito che l’ufficio di chiasso non è indicato come filiale post finance ma come ufficio postale normale.

  48. PaoloF ha detto:

    Inesatto.

    Rischio Paese su liquidità
    -Il fondo di salvaguardia italiano sui conti bancari italiani ,se dovesse accadere, non ha per ciascun deposito
    nemmeno 1000 eur.Il fondo è minuscolo rispetto ai depositi in essere.
    PF è proprietà dello Stato Svizzero.Non c’ è una banca retail italiana proprietà dello Stato italiano.

    Fondi Nordea,ect
    Si.Rendono meno delle obbligazioni deposito di PF.
    Acquisti liquidità (al cambio odierno che potrebbe essere svantaggioso se il cigno nero non arriva)
    e un 70/80% di obbligazioni su panieri di società Norvegesi.svedesi,Danesi etc…
    C’ è quindi un rischio insolvenza sulle obbligazioni acquistate dal Fondo.
    Se il Fondo volesse fare un gioco sporco potrebbe acquistare (in cambio di contropartite occulte) valanghe di obbligazioni prossime al default.Se crolla l’ Euro nemmeno NOK,SEK,DDK staranno tranquilli.
    Ti sarai comunque protetto dallo switch Euro1-Euro2 (se avverrà).
    L’ ipotesi è che CHF,NOK,SEK,DDK si muoveranno come i migliori dell’ Euro.

    Io non so cosa succederà.
    Penso che il 2012 lo ricorderemo nella Storia.
    Spero di sbagliarmi, ma volgio solo farmi il meno male possibile.
    Sicuramente se mantengo in Euro in Italia e l’ Italia passa ed Euro2 mi faccio molto male.
    Se mantengo in Euro Extra-UE rischio che si valuti la residenza degli intestatari del conto.
    Se mantengo in valuta presso conto Extra-UE intervenire per lo Stato italiano diventa molto molto
    difficile.
    E penso che il 2 Gennaio, faro’ cosi’.
    Tenendo conto che il mio unico target è ‘salvare la pelle’.
    Quando (se) arriverà l’ Armageddon i soldi liquidi ti renderanno molto
    piu’ facile fare la cosa giusta.

  49. MS-barbamamma ha detto:

    un conto in chf o in sterline o in dollari candesi NON può essere convertito in lire, solo gli euro, il resto è ad oggi, storicamente, fantascienza, lo ribadisco, significa operare sulla politica monetaria di altre banche centrali cosa che non è mai  successa nel mondo , significherebbe un atto di invasione nella politica monetaria di un altro Stato( l’atto di imperio lo posso fare sulla mia moneta, ma non su altre governate da altre banche centrali). Il caso dei dollari in argentina non fà testo perchè era moneta correntemente usata al posto e insieme al pesos, come dire che in Italia circolano ancora lire ed euro(ci posso fare la spesa indifferentemente e hanno cambio fisso e non fluttuante), posso operare su quelle valute ma non sul resto, ed infatti in argentina i conti in sterline o chf o altre valute NON furono cambiati.

  50. ClaudioC ha detto:

    Relativamente alla dichiarazione dei redditi per chi ha un conto in svizzera,  nella colonna 3 della sezione II dell’Unico, vanno indicati gli importi degli investimenti all’estero comprensivi degli interessi maturati al 31/12 ?
    nella famosa circolare 45/e si parla di costo storico dell’attività finanziaria, ma non mi è chiaro.
    Siccome tali importi vanno indicati in euro, per la conversione si usa il tasso di cambio al 31/12 ?
    Grazie

Grazie.