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Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)

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29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

Aprire un conto all'estero: Svizzera (aggiornato)

In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.

E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.

La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.

Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:

Una volta autenticati si ricevono:

* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto

oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.

All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.

Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).

In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.

Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.

Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.

L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).

Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.

AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta  conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.

(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali

*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***

Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.

Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.

Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.

Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.

Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.

*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***

Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.

PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.

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29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

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1.630 commenti su “Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)”

  1. robè ha detto:

    Era sottointeso che i fondi dovranno essere ad accumulazione ; il problema era per quanto riguarda la dichiarazione annuale RW, RL in modo da semplificarsi la vita . grazie

  2. Matteo Righi ha detto:

    Buon giorno,
    scusate, sono OT, ma vi segnalo questo bellissimo articolo relativo all’accordo svizzero-tedesco sui capitali esteri che credo potrà tranquillizzare tutti.
    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002775.html
     

  3. Dademi1 ha detto:

    quadro RT x capital gain

  4. Ms- barbamamma ha detto:

    finchè sarà questa la mentalità italiana il default è vicino. Infatti semmai l’Italia non facesse l’accordo con la svizzera per tassare i conti cifrati spesso arrivati li e cifrati e non dichiarati per evasione, si dovranno prendere comunque dai cittadini italiani, quelli che hanno la casa , quelli che pagano le tasse e quelli che utilizzano la sanità. Da ipotesi fatte si porterebbero a casa circa 20 mld di euro dall’accordo per la tassazione in svizzera. Quei 20 mld si prenderanno comunque, se non li altrove, ma sempre dalle tasche dei contribuenti italiani. Sul titanic con ottimismo!

  5. Laurarimini ha detto:

    io ho aperto un conto alle poste a lugano in Euro e CHF ho sbagliato?…grazie

  6. Bertolani ha detto:

    state lontani da bancastato, se per caso aprite un conto in franchi, ogni volta che fate un operazione in una valuta diversa, es: euro, si prendono quasi il 4%, una ladroneria mai vista, io vado domani a chiudere il conto non staro con loro un sol giorno di piu.

  7. incredibile.. grazie per la segnalazione!

  8. lebezz ha detto:

    In questi tempi dove le notizie sul possibile default dell’euro si fanno sentire sempre più forte chiedo a voi lumi su cosa sarebbe meglio fare:
    1. Trasferire una parte dei risparmi con bonifico bancario su un conto corrente in Svizzera e cambiarli in CHF.?2. Investire nel mattone?3. Trasferire una parte dei risparmi con bonifico bancario su un conto corrente in Svizzera e cambiarli in CHF.. Successivamente, se ci sarà il default (spero di no), ricambiare i CHF nella nuova valuta e investire nel mattone, approfittando del svalutazione che ci sarebbe della nuova valuta contro il CHF?Grazie e buon anno a tutti

  9. Dademi1 ha detto:

    ascolta, ti applicano lo 0,4 % come tassa di aggio….hai visto le altre banche???credit suisse addirittura 1%………..in svizzera usano cosììì

  10. Robè ha detto:

    bene quindi se ho capito bene quadro RW il primo anno per la dichiarazione del capitale esportato poi quando si decide di chiudere negli anni futuri modello RT .

  11. se superi i 10mila all’estero il quadro RW va compilato ogni anno. vedi https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html

  12. Bertolani ha detto:

    No no 4% 0.4×10. Ti faccio un esempio se disponi per 4500 euro si tengono sui 180 euro. Te lo dico carte alla mano guardando il mio estratto conto che riporta proprio queste cifre!!! E non e nessuna tassa di aggio, semplicemente spread, la cuiforchetta e dell’8% e al 4% cioe in mezzo ci stai tu.

  13. robè ha detto:

    Quotazione btp di stato greci scadenza maggio 2012  circa 38% ; ancora in grecia c’ è l’euro che vale come qui in italia ed in svizzera anche con gli esosi cambi di cui si parla .
    Tra febbraio, marzo ed aprile ci saranno per noi italiani circa 130 miliardi di scadenza titoli di stato che succederà ?
     

  14. Enrico3285439445 ha detto:

    Un saluto a tutti, vorrei chiedere un consiglio ai piu esperti, come tutti sono preoccupato per la situazione economica italiana, l’azienda di mio padre come tante altre devastata, in questi giorni mi e’ capitato un compratore per il mio appartamento, non fidandomi dello stato italiani e delle banche dove sono attualmente cliente ho preso contatto con le poste svizzere (apparentemente meno esose delle Altre banche svizzere) secondo voi vale la pena considerando che vivo nel centro Italia e sarebbe scomodo andare a Lugano x operare? oppure ritenete che siamo alla frutta e dovrei procedere x salvare i risparmi?
    abbiamo la Grecia come esempio per capire dover saremo fra sei mesi, ma il crack dell’Italia (ormai al 55% di probabilità) innescherà un vortice di proporioni inaudite

  15. robè ha detto:

    hai mai provato a cambiare i soldi nelle varie agenzie di cambio che si trovano negli aeroporti italiani prima di partire per un viaggio li si che ci sono i veri latrociniii

  16. Ms- barbamamma ha detto:

    succederà che li piazzeremo tutti i btp, il problema è che nei prossimi due mesi, se faranno, come penso faranno, un nuovo attacco speculativo  direttamente su Italia oppure su Francia-Germania (che poi si ripercuoterebbe pesantemente anche in Italia) li piazzeremo a tassi più alti, e per evitare tensioni e far comprare i nostri btp il governo dovrà fare riforme impopolari per dare credibilità sul cambio Paese nella direzione Europlus (patto di circa un anno fà europeo di cui ovviamente si è poco parlato in Italia ma di cui puoi trovare un articolo nel blog cliccando europlus sulla barra di ricerca in alto).
    Nel caso poi in cui le statistiche dovessero confermare una recessione, una crescita al palo unita da tassi più alti da pagare sui btp, allora penso sia inevitabile una nuova manovra per non pesare sul debito.
    Checché ne dicano i nostri politicanti per rassicurarci, una nuova manovra, nel caso prospettato, è inevitabile.
    In questo scenario  la cosa peggiore per le tasche degli italiani è prendere il finanziamento del FMI.. ma ne riparleremo se sarà il caso.

  17. Ms- barbamamma ha detto:

    Io ti segnalo solo alcuni punti di spunto per delle riflessioni nella tua scelta:
    – il mercato immobiliare italiano è destinato a scendere. Se vendi per ricomprare e tenere alcuni anni nel lungo periodo dovresti uscirne indenne, se tieni liquidità okkio perchè l’inflazione monta
    – se compri tenendoti la possibilità di vendere fra pochi anni allora valuta o un prezzo di acquisto ottimo (affare) e comunque non esagerare nella ristrutturazione sennò rischi di non riprendere i tuoi soldi nel breve-medio periodo.
    – tenere i soldi in svizzera in euro non servirebbe a tutelarti da eventuali patrimoniali nè tasse, nè eventuale scissione euro finchè sei fiscalmente residente in Italia
    – tenere un conto in valuta ad esempio i n chf.. in caso di scissione euro.. non credere che il chf rimarrebbe indenne e fermo ai valori di oggi, quindi puoi guadagnare sul cambio come prendere una bella batosta; tenere tutti i soldi in chf anche in caso di euro che rimane cosi come è, ti  metterebbe a rischio valutario. Tu vivi in Italia in euro, e se il cambio non è favorevole tu perdi potere di acquisto, perdi valore monetario. Quindi attenzione a “giocare” tutta la fiche in valuta
    – per operare penso che le banche svizzere permettano il banking online, qalche altra ha filiali anche in centro Italia ma non so se lavoranoin circolarità, cioè se puoi operare sul conto svizzero tramite agenzia italiana della medesima banca
    – fai bene a non fidarti delle banche italiane, ma attenzione anche a quelle estere, non è che estero è sempre uguale a meglio, bisogna davvero valutare bene perchè ormai il mondo bancario-finanziario è cosi’ integrato che come hai potuto vedere basta un problema in Ungheria che si ripercuote su Unicredit che li ci ha investito eccome..

  18. Bertolani ha detto:

    no al contrario, al cambio per strada e’ molto piu conveniente, ma molto tanto, se ad esempio bancastato prende il 4% per strada lo 0,5%, te lo dico perche il giorno che mi sono accorto del balzello che avevo subito ho chiamato il primo botteghino a caso e mi sono fatto dare la tabella di cambio e ho fatto il confronto.

  19. Bertolani ha detto:

    no no hai capito male, il 4% non lo 0,4 Su 4500 euro circa  150 euro, ho la ricevuto in mano!!!!

  20. Charlie ha detto:

    Volevo chiedere secondo lei se questa informazione è corretta:

    La
    compilazione del quadro RW è un onere che i contribuenti possono
    facilmente evitare se scelgono di spostare denaro all’estero attraverso
    gli intermediari italiani; così l’onere di comunicazione delle
    operazioni che superano i 10000 euro spetta agli intermediari e non ai
    contribuenti: quindi se io mi faccio un bonifico di 30000 euro dal mio
    conto corrente acceso presso una banca italiana all’altro mio conto
    corrente acceso presso una banca all’estero non devo assolvere nessun
    obbligo.Dal sito: http://ilcontribuenteonesto.blogspot.com/2011/06/aprire-un-conto-corrente-allestero.htmlGrazie

  21. lebezz ha detto:

    Ringrazio per le risposte

  22. Sitoweb74 ha detto:

    Permettimi di contestare….se l’euro si sfascia, il CHF è da comprare al volo perchè può pur darsi che si deprezzerà (rispetto a cosa poi non so visto poi che più rifugio di quello non c’è niente) ma certamente la nostra valuta si svaluterà rispetto al franco svizzero quindi in questa guerra valutaria, per mantenere il potere d’acquisto anzi aumentarlo in maniera enorme bisogna fare uno switch senza paura perchè visto che vivete in Italia la moneta che ci sarà qui si svaluterà tremendamente rispetto al CHF. Questa è l’unica certezza. Che poi il CHF si svulti rispetto ad altre non so può anche darsi che la banca svizzera lo contenga…però la nostra moneta si svaluterà rispetto a tutte di un 50% per cui saltare su al volo….

    Però per il momento attendere…saltare su solo in ncaso di uscita dall’euro o implosione dell’euro. Ciao.

  23. non applicabile purtroppo per gli isituti svizzeri, vedi questa guida

    https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html

    al punto 4.

  24. lebezz ha detto:

    La banca Swissquote offre la possibilità di aprire un conto risparmio online senza la necessità di andare in Svizzera.

  25. PF da un punto di vista di garanzie è imbattibile ( vedi la guida https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html ). Riguardo l’operatività una volta aperto il conto puoi fare tutto online.

    In alternativa puoi considerare anche questa https://piccolorisparmio.eu/index.php/aprire-un-conto-allestero-svizzera-4.html

  26. MS-barbamamma ha detto:

    contesti perchè immagini l’unica alternativa di cui si parla di recente cioè l’ipotesi che l’Italia esca dall’euro, o che l’euro si sfasci e che tutti ritornino alle loro valute nazionali.
    Io invece nel mio esempio ho parlato di scissione euro non di “sfascio”.
    Mi spiego: immagina che l’euro rimanga ma che la Germania ne esca. Non lo dico io lo dice e lo auspica un premio nobel dell’economia come Stiglitz. Ebbene in tal caso l’euro rimane tale e quale come cambio col chf, ma la nuova coin tedesca, che si chiami marco o altro, si apprezzerebbe di almeno il 20%. In tal caso se ho un deposito in Germania ho un apprezzamento valutario sempre che sia valida l’ipotesi di molti economisti per cui il deposito in valuta di uno Stato segue la territorialità (quindi gli euro depositati in Germania diventano “marchi tedeschi” o nuova moneta tedesca).
    Oppure i Paesi più forti ad esempio i 6 Paesi tripla A europei, potrebbero creare una loro moneta, e in tal caso sarebbe la stessa cosa come dinamica, avremmo comunque un euro1 (o moneta pincopallino) e un euro 2 (il nostro l’attuale) che comunque varrebbe meno dell’euro 1 anche se ciò non lo noteresti nel cambio col chf (varierebbe solo il cambio della nuova coin col chf o col usd ecc).
    Ora, ad oggi non conviene ai tedeschi un apprezzamento della loro valuta se guardiamo solo alla loro bilancia commerciale (export), ma non è detto che non sia disposta a farlo nel caso questa soluzione sia la migliore nel complesso per la sua economia, come appunto prospettato dal premio nobel.
    L’economia mondiale è un sistema chiuso, pochi guadagnano e molti perdono. Se circolano notizie che prendono in considerazione solo l’ipotesi 1 (cioè euro che si sfascia, o l’Italia che ne esce) tutti agiranno in un modo, e molto pochi in un altro.

  27. Cesarito ha detto:

    @Ms- barbamamma:
    grazie come sempre e buon anno!
    Non ho capito il consiglio sull’immobiliare: tutti abbiamo capito che deve scendere ma, soprattutto in caso di rottura dellEuro o qualcosa di simile, potrebbe partire l’inflazione (e un po’ è già partita..).E allora con l’immobiliare che si fa?

    @Sitoweb74: ti contraddici un po’ verso la fine o sbaglio?

    Insomma io ho investito un po’ in una nuda proprietà molto piccola e di grande prestigio (in palazzo storico al centro, posizione unica e turistica).
    Altrettanto sta su PF e vorrei cautelarmi con le valute, l’Euro non sembra così solido ora..
    che ne dite di switch a breve su USD e poi NOK a medio?
    Poi vorrei tornare sul mattone italiano, col mercato sceso a più miti consigli.. ce la farò in 2-3 anni a evitare un mutuo?
    Grazie!

  28. Epi ha detto:

    Sperando di fornire un utile elemento di conoscenza a coloro i quali hanno necessità di eseguire operazioni di cambio valuta “fisica” in Canton Ticino, inserisco il link di un articolo di stampa relativo ad un inchiesta, eseguita il 27/09/2011, che mostra dove conviene (e dove non conviene) eseguire il cambio.

    Il link è il seguente:

    http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=ranzanici%20learco&source=web&cd=9&ved=0CFIQFjAI&url=http%3A%2F%2Fwww.bps-suisse.ch%2Findex.php%2Fde%2Fcontent%2Fdownload%2F1393%2F21462%2Ffile%2FSpendere%2520Meglio%2520-%2520Quanto%2520costa%2520cambiare%2520i%2520soldi.pdf&ei=aqYJT-eiE-7a4QS0jM2NCA&usg=AFQjCNHu3M5uCPE4pmRtwCHuVeRP3rBhQA

    Cordiali saluti e buon anno a tuttio

  29. Ms- barbamamma ha detto:

    Cesarito buon anno! Sul mattone tu stai tranquillo hai investito in np, facendo bene a scegliere un immobile di pregio e una ottima posizione. Il problema dell’immobiliare in Italia è che  fra uno-due anni sentiremo quanto fatto mesi fà in termini di manovra, quanto avviene in termini di difficoltà di credito bancario e quanto peserà la recessione unitamente all’inflazione che è ripartita.
    Tu investendo in nuda proprietà hai già pensato ad investire a medio-lungo quindi non farti problemi. Ovvio che oggi farà attenzione chi investe per rivendere subito dopo, ecco questo gioco salvo in rari casi ben individuati (affari in termini di prezzo, domanda tesa di immobili in quella zona, ecc) non è oggi più redditizio ma anzi si rischia di non recuperarci tutti i soldi.

  30. Dademi1 ha detto:

    scusa ma se aprivi un altro conto in cfh non penso ti avrebbero applicato tutte quelle tasse!!!io ho aperto un conto in euro e ho acquistato dei fondi swisscanto e mi trovo molto bene…..dimenticavo avresti potuto comprare fondi monetari swisscanto in altre valute…tipo CHF .AUD. e altre monete

  31. Cesarito ha detto:

    Ciao M. buon anno anche a te!!
    Ho una mezza idea di fare un po’ di trading monetario, cum grano salis..
    Esempio: entrare su USD (anche se è un po’ tardi), tra un mesetto o appena desse segni di ritracciamento cambiare su CHF e NOK (50%) per tranquillità.
    Entrambe queste ultime valute difensive sono tenute basse stampando moneta o sbaglio?
    Che differenza vedi come prospettiva tra le due?
    (Forse meglio NOK, fondamentali solidi, petrolio, politica sana, ecc.)
    (Un po’ meno CHF, anche se a medio potrebbe schizzare verso l’alto se smettessero di tenerlo agganciato all’EUR a prezzo di inflazione.. però alla lunga sono molto esposti finanziariamente, di banche ne hanno fin troppe e stanno comunque al centro dell’Europa..). 
    Mi fa piacere rileggerti, M., che fine avevi fatto? Bimbo? ;-))
    A presto!
    Cesarito

  32. Charlie ha detto:

    Scusa, io non ho trovato niente che si potesse riferire al quesito che ho proposto, a parte sulla voce “bonificare gli interessi” della banca estera che mi sembra diverso dallo spostare denaro tramite la mia banca verso l’estero.
    A meno che tu intenda che, per non compilare il modello RW, debbano coesistere entrambe le procedure:

    1 – Versamento all’estero della banca italiana
    2 – Bonifico interessi della banca estera sul conto italiano

    Giusto?

    Grazie ancora

  33. esattamente. se intervengono solo intermediari residenti sei esentato, ma se non è così devi presentare il quadro.

    in particolare, devi dare mandato alla banca estera di effettuare un bonifico contestuale all’accredito degli interessi e comunque entro 30gg dallo stesso per poter essere esentato dal presentare il quadro RW.

    e come ho scritto gli istituti svizzeri recensiti non si prestano a questa procedura.

  34. Fabio Perl ha detto:

    Gent.mo Massimiliano,
     
    Avendo effettuato il bonifico sul conto P.F. dei miei genitori, la direttrice della banca mi ha detto che non è obbligatoria, da parte loro, la comunicazione all’Agenzia delle Entrate della movimentazione del capitale verso un istituto di credito estero, in quanto non si tratta di capitali illegalmente trasferiti all’estero ( cioè in nero ). In base alla nuova procedura, i movimenti dei c/c sono a disposizione dell’Agenzia delle Entrate che li può eventualmente  visionare e chiedere delucidazioni.
     
    E’ corretta l’interpretazione della direttrice della Banca ? O i miei genitori, a titolo precauzionale, devono inviare personalmente comunicazione all’Agenzia delle Entrate ?
     
    Confermo il costo del bonifico di €. 2,50 ( circuito SEPA ) per lo spostamento sul c/c P.F.
     
    Grazie. Cordiali saluti.
     
    Fabio Perl.

  35. grazie per la segnalazione! onestamente l’affermazione suona quanto meno curiosa, dato che in automatico le transazioni mi risulta passino comunque per l’Unità di Informazione FInanziaria di Banca d’Italia.

    tuttavia è responsabilità loro e non del correntista segnalare il movimento. predi atto comunque di essere dalla parte del giusto 🙂

  36. Ms- barbamamma ha detto:

    aggiornamenti sulla tassazione dei conti cifrati svizzeri (non dichiarati al fisco):

    -Grecia:  i cittadini greci titolari di conti in banche svizzere NON
    DICHIARATI dovranno pagare dal 19% al 30% del capitale che hanno sui
    conti!Un cittadino greco con depositi ILLEGALI per 200.000
    euro…vedra’ il suo conto svizzero addebitato di un importo sino a 60.000
    euro.Venizelos si è detto ottimista sul fatto che un tale accordo
    aiuterà la Grecia a stroncare il grave problema dell’evasione fiscale sui grandi
    capitali e incrementare le entrate delle casse statali.

    – Italia: a settembre a Palazzo Madama la commissione finanze del Senato ha incontrato una delegazione di parlamentari svizzeri.
    Il  motivo è la discussione sull’accordo con le banche elvetiche per la tassazione dei capitali non dichiarati al fisco italiano da cittadini fiscalmente residenti in Italia.(uguale a quello firmato dalla Svizzera con Germania e Gran Bretagna)
    A partire dall’inizio di agosto le diplomazie politiche, dell’una e dell’altra parte, si sono mosse per aprire la strada a questo traguardo.
    25% è la quota del CAPITALE CHE si ipotizza.
    Tuttavia recentemente il governo Monti ha dichiarato di voler valutare la possibilità in quanto tecnicamente si tratterebbe di uno scudo fiscale.

    Ma la cosa più interessante è da leggere qua sotto:
    “l’Unione europea, a partire dal 2017, farà entrare in vigore la direttiva
    relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la
    “77/799/CEE”. La nuova direttiva prevede non solo il prelievo, da parte di
    Bruxelles, del 35% sui capitali che i cittadini comunitari hanno depositato in
    conti rossocrociati, ma lo scambio obbligatorio dei dati dei singoli
    correntisti.” (fonte Ticino finanza)

    QUindi comunque vada dal 2017 si pagherà il 35% sul CAPITALE dei conti cifrati (cioè non dichiarati al fisco) e CADRA’ IL SEGRETO BANCARIO cioè sarà obbligatorio lo scambio dei dati dei correntisti europei.

  37. Bertolani ha detto:

    io l’ho capito sto discorso e sono solo contento se riescono a recuperare un po’ di tasse da gente come briatore e compagnia bella, ma è solo sui conti cifrati che farebbero sto prelievo? è con quello che fanno la distinzione tra capitali esportati legalmente e illegalmente? o fanno dei controlli incrociati tra i depositi e i relativi quadri RW dei titolari dei conti? e in questo caso significherebbe proprio abolizione totale del segreto bancario e collaborazione fianco a fianco guardia di finanza e banche svizzere.
    La chiave di tutto comunque è ( non la scrive mai nessuno), chi ha portato i suoi soldi in CH ed è preoccupato che gli vengano addebitati prelievi ingiustamente perchè sono soldi guadagnati giustamente e sui quali ci ha gia pagato tutte le tasse possibili immaginabili e non porta la per evadere, ma per altri motivi, vuol sapere con che criterio faranno la distinzione tra capitali esportati illegalmente e capitali esportati legalmente. Lo faranno a tappeto su tutti e secondo me è impossibile, oppure faranno questi controlli incrociati come ipotizzavo prima e allora poi sta tutto a discrezione dell’agenzia delle entrate che magari ti trova una virgolina fuori posto e traaacc… te la pigli in quel posto, oppure è solo sui conti cifrati? finche non chiariscono queste cose è solo aria fritta di cui stiamo parlando.

  38. Bertolani ha detto:

    io l’ho capito sto discorso e sono solo contento se riescono a recuperare un po’ di tasse da gente come briatore e compagnia bella, ma è solo sui conti cifrati che farebbero sto prelievo? è con quello che fanno la distinzione tra capitali esportati legalmente e illegalmente? o fanno dei controlli incrociati tra i depositi e i relativi quadri RW dei titolari dei conti? e in questo caso significherebbe proprio abolizione totale del segreto bancario e collaborazione fianco a fianco guardia di finanza e banche svizzere.
    La chiave di tutto comunque è ( non la scrive mai nessuno), chi ha portato i suoi soldi in CH ed è preoccupato che gli vengano addebitati prelievi ingiustamente perchè sono soldi guadagnati giustamente e sui quali ci ha gia pagato tutte le tasse possibili immaginabili e non porta la per evadere, ma per altri motivi, vuol sapere con che criterio faranno la distinzione tra capitali esportati illegalmente e capitali esportati legalmente. Lo faranno a tappeto su tutti e secondo me è impossibile, oppure faranno questi controlli incrociati come ipotizzavo prima e allora poi sta tutto a discrezione dell’agenzia delle entrate che magari ti trova una virgolina fuori posto e traaacc… te la pigli in quel posto, oppure è solo sui conti cifrati? finche non chiariscono questi aspetti è solo aria fritta di cui stiamo parlando.

  39. Ms- barbamamma ha detto:

    sulla tassazione del 35% del capitale si parla di conti cifrati, quelli non dichiarati al fisco del Paese europeo di residenza fiscale, ed entrerà in vigore nel 2017 in base alla direttiva europea. In alcuni casi ci sono già oggi accordi bilaterali per simil tassazione (dal 19 al 35%) da parte di Germani, Uk e Grecia con Svizzera.
    Dal 2017 finirà inoltre il segreto bancario svizzero cioè sarà obbligatorio lo scambio dei dati dei correntisti europei che aprono in Svizzera.
    Se hai aperti un conto in Svizzera in chiaro, regolarmente denunciato nel modulo dei redditi non hai nulla da temere.
    Su come svolgeranno i controlli non lo so cosa farà la GdF, possiamo per ora affidarci a quanto fatto per esempio col caso tedesco: la Svizzera ha un elenco dei cittadini residenti in Germani che hanno un conto cifrato, ebbene su quelle liste applicano la tassa e la mandano in Germania ma per ora senza dire il nome del correntista col conto cifrato, mentre dal 2017 trasmetteranno anche il nome e la fiscalità tedesca potrà verificare se quel deposito è coerente o meno con le dichiarazioni redditi di quel cittadino fiscale tedesco.

  40. Bertolani ha detto:

    guarda se ci riescono tanto di cappello, a me non sembra cosi automatico e semplice che l’europa riesca ad imporre alla svizzera un regolamento comunitario, vedremo.

  41. Mount_Eiger ha detto:

    Grazie a barbamamma per le ottime informazioni fornite. Mi sembra di capire che dal 2017 purtroppo non sarà più possibile tutelare la propria privacy riguardo: numero, tipologia e importo di prelievi e spese con bancomat e carte di credito, cosa che, come avevo scritto prima di Natale, ritengo attualmente possibile a patto di riuscire a farsi rilasciare una credit card svizzera appoggiata sul c/c svizzero legalmente aperto. Confermo a Massimiliano che ho fatto richiesta di una carta AMEX di emissione svizzera. Il plico però l’ho spedito solo venerdì 13 u.s., vediamo che succede… Massimiliano, ti tengo aggiornato 😉

    @Bertolani: capisco il tuo punto di vista ma mi sembra che stiano restringendo sempre più i ns. spazi di libertà (e non solo in ambito bancario europeo)… come al solito per via di pochi ma danarosi furbi si finiscono per imporre regole restrittive che mutilano anche una delle specificità della Svizzera… così come da noi grazie all’UE è stato devastato il mercato del latte e quello ortofrutticolo, tanto per fare un esempio (ad es. a inizio anno sono stato a Palermo e ho visto che sono costretti a consumare anche loro arance d’importazione, e quelle bellissime che producono immaginate che fine fanno!). Scusate l’OT.

  42. Leo ha detto:

    Salve, ho aperto un conto set online in euro con postfinance, ma ancora non ho spostato  soldi dal mio conto italiano, cosa che penso di fare a breve. Sto valutando l’opportunita’ di estendere il set con l’opzione set plus, che mi consentirebbe di avere piu conti privati in valute diverse per differenziare ad esempio in franchi e magari qualcosa in dollari  mettendomi al riparo dal rischio crollo dell’euro. Mi chiedevo se in questo modo poi diventa un problama la trasparenza fiscale. Ossia: adesso mettiamo sposto una certa quantita di eruo che poi dichiaro nell’Unico. E fin qui mi pare semplice. Se pero una volta in svizzera trasformo parte dei soldi in franchi, come faccio poi a regolarizzare la cosa nell’unico? Rischio di infilarmi in un ginepraio?

    Grazie mille in anticipo

  43. Lwsco ha detto:

    Portarei soldi in svizzera ? Si ma conviene equando ???

    Larisposta è semplice.. fin quando ci sarà al governo Monti staremo tranquill… nel caso ritornasse il governoprecedente a quel punto scatterà il timing del fuggi fuggi

  44. la regolarizzazione dovrà tutelare gli onesti; aspettiamo le comunicazioni attuative dell’AdE.

  45. è da dirimere se plus-valenze generate da cambi tra valute vadano dichiarate o meno; riguardo il multi set, si può ipotizzare che la dichiarazione vada fatta come se si avessero tre (o più) conti separati presso lo stesso intermediario.

  46. quando è tardi non fai in tempo a fuggire.

  47. Mount_Eiger ha detto:

    Ciao Massimiliano, non sono d’accordo: se i transfer da e per l’Italia avvengono sempre tra C/C Ita in EUR e C/C PF in EUR, non credo che io debba dichiarare anche i movimenti interni tra il conto EUR e gli altri conti in valuta del Set Plus PF: in fin dei conti sono dei movimenti estero su estero… altrimenti si dovrebbero dichiarare anche i transfer da Conto PF EUR a Conto e-Deposito PF in EUR; i prelievi effettuati con il loro bancomat internazionale; e infine le uscite dovute all’addebito di una Carta di Credito svizzera addebitata sul C/C Svizzero. Credo siano movimenti estero su estero che all’AdE non  interessano e non debbano interessare: altrimenti questo C/C estero, che un poveraccio apre giusto per tutelare i pochi risparmi dai rischi più volte elencati, diventa una gabbia di una scomodità infernale e una violazione della privacy senza fine! Se non sbaglio sull’Unico, ogni anno, vanno dichiarati solo: i movimenti (quadro RW), gli interessi se ci sono (quadro RM), e il saldo del conto estero; per quest’ultima voce ipotizzerei di prendere la valorizzazione complessiva del SetPlus – che viene quotidianamente aggiornata in e-Finance – al 31/12 di ogni anno, convertirla in EUR al cambio ufficiale Bankitalia del medesimo giorno (www.uic.it), o forse al cambio annuale, disponibile sul medesimo sito. Punto. Mi piacerebbe avere il riscontro tuo e/o di Mauro Corradi.

  48. non ho capito su cosa non sei d’accordo: Unico prevede la possibilità di indicare le consistenze in valuta estera, rapportate all’euro secondo il cambio stabilito dall’AdE. dato che il SetPlus è di fatto un conto in almeno tre valute diverse, penso che questa sia la strada più semplice (non c’entrano i movimenti interni in questo ragionamento). resta che fa fede il documento inviato da PF: se indicano un’unica consistenza, allora hai ragione tu, ma se indicano tre consistenze in tre valute diverse, penso che sia più corretta la mia interpretazione.

    riguardo i movimenti interni, le plus-valenze si generano su cambio favorevole, in tal caso si fa riferimento al quadro RT anche se Tartu ha un’ipotesi interessante, ma tutta da dimostrare, relativa a un’esenzione piuttosto alta (intorno ai 50K) delle plus-valenze da generare per incorrere nell’obbligo di compilazione di tale quadro.

    ora, è vero che i movimenti interni non hanno rilevanza ai fini del monitoraggio (RW), ma come scrivevo è da dirimere la questione delle plus-valenze (RT).

    inoltre devo correggerti: ai fini del monitoraggio vanno dichiarati anche i movimenti estero-su-estero (RW, Sez. III). all’AdE interessano anche questi!

  49. Mount_Eiger ha detto:

    PF indica giornalmente le consistenze dei vari conti in valuta (EUR, CHF e le altre) sia nel valore nativo che espresso in CHF (a quale cambio, se ufficiale Swiss National Bank o interno PF, non saprei dire); ed inoltre il totale complessivo di tutti i conti (quindi del Set Plus) espresso solo in CHF.

    Riguardo alle plusvalenze eventualmente generate con cambi interni tra le varie valute, ti dico che da amici che fanno trading (Forex) ho saputo che questa esenzione non vale più: ne é la prova che adesso sia Fineco che IWBank gli addebitano i capital gain sulle plusvalenze da Forex, cosa che fino a 6-12 mesi fa non accadeva.

    Il discorso plusvalenze da cambi valute su PF, comunque, non dovrebbe interessare chi pensava di allocare tot EUR per ciascuna valuta e lasciarli lì indefinitamente a protezione dall’EUR… la plusvalenza dovrebbe concretizzarsi solo se e quando si ricambiassero in EUR i soldi che precedentemente erano stati convertiti in CHF o altre, giusto?

    Riguardo i movimenti estero su estero, non mi è mai capitato di leggere in questo sito – magari sull’articolo dedicato a PF – avvertenze di non usare il bancomat di PF (che in effetti è allettante perché non presenta commissioni di prelievo, neanche all’estero, quindi potrebbe capitare che venga utilizzato una tantum); e rimango ancora più male perché verso Natale avevo scritto su queste pagine che intendevo dotarmi di una carta di credito svizzera per tutelare la mia privacy dalle nuove regole “Montiane”, che dal 1° gennaio prevedono che il Fisco possa vedere ogni singola voce di spesa o prelievo effettuato dai contribuenti con il loro bancomat o carta di credito italiani… sai che divertimento e che privacy a dover dichiarare ogni mese che X soldi sono usciti da PF per saldare l’E/C della carta svizzera! Di questa cosa non mi hai avvisato in quella sede, anzi, mi hai incoraggiato a farti sapere se mi avessero concesso la carta (che nel frattempo ho richiesto… sono in attesa) perché volevi farci un articolo che reputavi di interesse per molti. Sinceramente, se avessi saputo per tempo quello che mi hai scritto stasera, me ne sarei guardato bene! Si arriva all’assurdo di dover dichiarare al fisco, obbligatoriamente, quanto spendi con carta di credito svizzera (che poi io uso giusto per comodità e per fare pian piano le miglia premio delle varie compagnie aeree) invece di essere ipoteticamente soggetto a controllo in caso di uso di carta italiana. Insomma, io non ho nulla da nascondere, però per questa questione di principio mi sono in pratica andato ad infilare dalla padella alla brace! Con tutti questi adempimenti, il C/C estero rischia di diventare un incubo, specie se capiti da un commercialista che magari ti sbaglia qualcosa nell’Unico!

  50. per PF e le consistenze, intendevo riferirmi alla certificazione di fine anno che viene inviata in cartaceo a casa e non a quanto compare online. mi risulta che per ogni deposito e ogni conto venga prodotto un certificato distinto, da qui il mio dubbio a diversificare per valuta in dichiarazione.

    sulle plus-valenze non insisto, anzi mi confermi che ogni plus-valenza va notificata (con buona pace di Tartu). restando in concreto, se verso in euro verso il c/c in euro e poi giroconto internamente verso gli altri c/c in valuta, non sto movimentando ai fini del monitoraggio, ma presumo che sto sicuramente generando delle plus-valenze (o minus..).

    per i movimenti estero-su-estero, si fa riferimento oltre che alle istruzioni di Unico anche alla circolare 45E/2010, ripresa più volte per la verità nei commenti e negli articoli ( vedi https://piccolorisparmio.eu/index.php/domande-frequenti-sui-conti-svizzeri.html e anche http://www.piccolorisparmio.eu/index.php/guida-alla-corretta-compilazione-del-modulo-rw.html ).

    questo non vuol dire che non si debbano usare bancomat o carte di credito.. semplicemente l’AdE ci obbliga a denunciare i movimenti se però effettuiamo prelievi in contanti. se usi le carte per fare acquisti stai spendendo, non trasferendo!

    ti confermo che trovo estremamente interessante sapere se può essere associata una carta di credita a un conto PF, proprio si parla di usare i propri risparmi in modo legittimo, quindi ben vengano più strumenti per farlo!

    resta che i movimenti succitati, come indicato nelle guide, da parte tua vanno dichiarati sempre se superi la fatidica soglia dei 10mila euro annui.

Grazie.