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Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)

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29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

Aprire un conto all'estero: Svizzera (aggiornato)

In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.

E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.

La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.

Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:

Una volta autenticati si ricevono:

* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto

oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.

All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.

Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).

In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.

Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.

Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.

L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).

Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.

AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta  conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.

(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali

*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***

Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.

Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.

Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.

Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.

Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.

*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***

Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.

PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.

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29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

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1.630 commenti su “Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)”

  1. nicola ha detto:

    una domanda,,la non applicabilità della ritenuta sugli interessi fino a 130 euro circa è nominativa oppure per ogni conto??grazie..

  2. Aldo ha detto:

    Mi chiedevo se i trasferimenti dal conto privato di PF a quello e-deposito (e viceversa), debbano essere riportati nel modulo RW del modello unico… io penserei di si, in quanto sono due conti distinti. Voi cosa ne pensate?

  3. bianco ha detto:

    Buongiorno qualcuno mi spiega se e’ meglio accreditare i soldi su un cc svizzero adagio adagio 5000 alla volta ad esempio o se e’ meglio fare un accredito dall’italia tramita la propria banca.

    grazie

  4. Carlos ha detto:

    ciao Aldo, se non erro contano i trasferimenti da e verso l’estero. se il capitale trasferito rimane nello stesso paese non va riportato in RW. Ripeto se non erro.

    Buone info a tutti

  5. nicola ha detto:

    x massimo o mauro,,vi pongo una domanda,,mi potreste consigliare un conto presso banca stato canton ticino,,gestibile completamente in internet,con possibilità acquisto titoli senz aspese gestione,,grazie

  6. vedi Nicola, le recensioni che abbiamo già redatto rappresentano le offerte che per ora abbiamo conosciuto direttamente o su segnalazione.

    da quanto abbiamo visto, comunque, tutte le banche offrono un’operatività completa online. penso che tra quelle di cui abbiamo già discusso, forse Swissquote è quella che si avvicina maggiormente alle tue richieste.

  7. ermanno ha detto:

    Buongiorno a tutti e grandissimi complimenti per il blog!
    Vorrei chiedre qualche chiarimento se possibile a Massimo che ha gia’un’esperienza diretta:
    1)E’sufficiente andare con il passaporto o e’necessario autenticarlo al comune per l’apertura del conto?
    2)Che tipo di conto e’piu’ conveniente aprire(dal punto di vista delle spese e degli interessi considerando che il conto non sarebbe mai o quasi mai movimentato) volendo anche un accesso on-line?
    3)Ipotizzando di fare un bonifico per il primo anno di 50000 euro,cosa dovrei fare per adempire ai miei obblighi fiscali in Italia?
    Grazie per la risposta.A presto.Ermanno

  8. Mauro Corradi ha detto:

    Ermanno prima di rispondere alle tue domande voglio sperare che tu abbia ben chiaro che per uno straniero aprire un conto in Svizzera è penalizzante rispetto agli altri stati per via della doppia tassazione degli interessi, la cui componente interna svizzera (imposta preventiva 35%) è poi recurabile a fatica. Qualora tu sia già consapevole di ciò passo brevemente a rispondere alle tue domande:
    1) a Postfinance è sufficiente andare con la carta d’identità o il passaporto, ci pensano poi loro ad autenticarne la fotocopia,
    2) ti conviene aprire il ‘set online’ che non costa nulla in presenza di un patrimonio depositato di soli 7500 CHF (vale a dire meno di 6000€).
    3) gli adempimenti fiscali sono quelli già noti: compilazione nel modello Unico dei quadri RW (monitoraggio trasferimenti) e quadro RM (tassazione interessi).

  9. ermanno ha detto:

    Grazie per la tempestiva risposta caro Mauro,
    quindi per fare un esempio se il conto mantenesse per un anno un saldo di 50000 euro e gli interessi(all 1,50% circa) fossero quindi 750 euro circa,la Svizzera tratterrebbe 262 euro circa(che sarebbero difficili da recuperare e quindi per ipotesi non li considero neanche),alla fine dovrei dichiarare nel quadro RM 488 euro di interessi o 750?E che aliquota si andrebbe a pagare su questi ultimi?
    Grazie
    Ermanno

  10. Mauro Corradi ha detto:

    sul modello Unico le tasse le pagheresti su tutti i 750 euro all’aliquota del 27%. Come vedi non conviene. E’ da un pò che su questo blog non consigliamo di aprire conti in Svizzera ma preferire le altre opportunità accendibili a distanza in area Euro (Francia, Belgio, Lussemburgo, Austria, Isola di Man)

  11. ermanno ha detto:

    Grazie Mauro per la spiegazione.
    Mi pare interessante a tal proposito l’esperienza di Monica per il credit du nord a Menton;interessante per gli interessi,per la vicinanza e la possibilita’di parlare in italiano,ma anche per la semplicita’da lei descritta…provo a chiederle info nella sezione”Francia”.
    Grazie ancora!
    Ermanno

  12. Carlos ha detto:

    Ora come ora bisogna capire se vale la pena pensare agli interessi. Personalmente credo sia meglio salvare i risparmi da possibili fallimenti.
    Ciao a tutti e buone info!

  13. Mauro Corradi ha detto:

    Carlos hai messo il dito nella piaga: su questo blog si stanno ipotizzando da tempo tutti gli scenari futuri possibili e le conseguenti mosse migliori. Poi sta a ciascuno di noi, in base alla propria indole, scegliere la strategia che più si ritiene consona.

  14. Massimo ha detto:

    Chiedo scusa a Ermanno per la risposta tardiva, ma nei giorni passati non potevo accedere al forum; vedo comunque che l’ottimo Mauro ha già risposto esaustivamente.

    Personalmente, quando decisi per l’apertura di un conto in Svizzera, gli interessi furono l’ultimo degli elementi presi in esame (anche se non del tutto trascurato), anche in considerazione di un capitale in deposito non modesto ma neppure molto elevato.
    La scelta di aprire un conto con PF deriva essenzialmente da tre esigenze:
    – deposito in area non euro di un capitale da convertire in valuta straniera, ma all’occorrenza prontamente disponibile;
    – solidità di PF, di proprietà statale;
    – possibilità di prelevare in tutto il mondo senza commissioni;
    – gratuità dei bonifici da e verso l’estero.

    Il set “Plus” di PF offre tutto questo gratuitamente, a condizione che il valore complessivo del capitale depositato (o investito in fondi di PF) non sia inferiore a 25000 CHF; offre inoltre la possibilità di avere anche tre conti contemporaneamente (in EUR, CHF e USD), fra i quali è possibile fare lo switch di valuta in tempo reale al tasso di cambio fissato una volta al giorno. In tempi di variazioni repentine (solo quindici giorni fa il cambio EUR/CHF è passato dalla mattina alla sera da 1,38 a 1,31, ora è a 1,29 e continua a scendere) questa operatività è di particolare conforto, nell’ipotesi di una corsa ai ripari d’urgenza…

    Personalmente faccio parte dei “catastrofisti” e chiaramente mi auguro di avere torto, ma l’impennata del CHF, quando solo un anno fa sembrava che si dovessero vendere le Alpi per coprire i buchi di UBS e CS, fa pensare che non sono il solo a pensarla così…

  15. Ralph ha detto:

    Argomento interessante… chiedo avete sentito parlare di CIM banque? cosa ne pensate? per aprire occorre andare in filiale?? grazie

  16. se ne è parlato tra i commenti in diversi post (vedi questi link). sicuramente una realtà da approfondire.

  17. MARCIONE ha detto:

    Grazie alle informazioni datemi da tutti voi ho aperto postfinance set plus ora devo trasferire la liquidita necessaria perlomeno per azzerare il canone cioe’ circa 20000 euro benche siano soldi in super bianco (risparmi) non vorrei trovarmi il fisco addosso quindi avete qualche consiglio circa il bonifico? so che sotto i 12500 euro non c’e segnalazione ma poiche’ il periodo di osservazione e di un anno farne 2 o piu non avrebbe molto senso ?sempre che il secondo bonifico non lo faccia nel 2011 o no? oppure versi una parte in contanti ? avete suggerimenti ? ripeto i soldi sono puliti e saranno regolarmente dichiarati ma io sono un lavoratore autonomo e l’equazione e’ chiara conto all’estero = evasione (perlopiu’ vero).Ringraziandovi per l’attenzione e per gli eventuali suggerimenti vi saluto.

  18. Mauro Corradi ha detto:

    ciao marcione, ti vedo ben documentato sull’argomento per cui ogni consiglio ulteriore sarebbe superfluo. Tu stesso già sai cosa bisogna fare. Le alternative sono soltanto due, scegli dopo attenta valutazione quella che ritieni più opportuna al tuo caso. Io ufficialmente ho il dovere di consigliarti di trasferirli con bonifico e poi affrontare la procedura prevista ogni anno con il modello Unico. L’altra opzione è a tuo rischio e pericolo, anche se mi rendo conto che ti libererebbe da ogni incombenza e soprattutto ti eviterebbe di finire in una lista di sorvegliati speciali da parte del fisco.

  19. Epi ha detto:

    Salve e complimenti per il sito, molto, molto interessante.
    Vi chiedo solo un chiarimento sul set online di PF (non set plus).
    In particolare, il sito di PF dichiara, per il set online, l’esenzione di spese di tenuta per conti di almeno 7500 CHF (o il corrispettivo in Euro), ricomprendendo in tale soglia anche eventuali somme versate sul e.deposito.
    Il mio dubbio è il seguente:
    Con un unico set online posso avere 2 conti (uno in Euro ed uno in CHF) ed altrettanti e.deposito nelle 2 valute?
    Se si, posso avere l’esenzione se i due conti, presi singolarmente, non superano la soglia di CHF 7500, mentre se sommati, riescono a superare il corrispettivo di 7500 CHF?
    Cerco di spiegarmi meglio con un esempio, se il conto n°1, in CHF, ammonta a CHF 7000, e quello n°2 in Euro, ammonta ad Euro 1000, ho l’esenzione delle spese di tenuta conto? (quindi nessuno dei due conti, da solo, supera la soglia dei 7500 CHF, ma entrambi, sommati, si).
    Sperando di essere riuscito a farmi capire, vi ringrazio anticipatamente per la gradita risposta che, spero, vorrete fornirmi. Cordiali saluti.

  20. In fase di apertura il Set Online prevede che venga scelta la valuta di riferimento che è unica. Per ciscun conto poi vale il discorso dell’esenzione.

    L’unico vantaggio eventualmente è sull’aliquota applicata agli interessi: dallo scorso gennaio, la Svizzera tassa gli averi nel complesso del singolo risparmiatore e non il singolo conto e fino a 200 CHF non viene applicata aliquota.

  21. Zozzone ha detto:

    Scusate ma se io sono un disoccupato ma possiedo una piccola somma derivata da una eredità e volessi investirla in un conto online delle poste svizzere considerando il fatto che prima o poi vorrei trasferirmi li, dovrei per forza compilare una dichiarazione dei redditi anche solo per quelli? Grazie

  22. Massimiliano Brasile ha detto:

    ci vorrebbe il parere di un fiscalista, tuttavia se parliamo di una somma già depositata presso un conto corrente bancario o postale italiano (quindi assoggiata a un’imposta italiana alla fonte) e non hai altri redditi, sei esentato dalla dichiarazione; presumo quindi che non hai l’obbligo di dichiarare eventuali interessi percepiti all’estero se trasferisci tale somma.

    viceversa nel caso in cui superi la soglia di esenzione, anche se ti trasferisci all’estero devi fare la dichiarazione dei redditi in Italia.

  23. Mauro Corradi ha detto:

    la guida alla compilazione del modello Unico è chiara su questo quesito: se non si hanno altri redditi è comunque obbligatorio (in un caso specifico come quello di Zozzone) presentare il modello RW (solo per trasferimenti superiori ai 10k) e il quadro RM (se si percepiscono anche interessi) assieme al frontespizio del modello Unico.

  24. Massimiliano Brasile ha detto:

    grazie Mauro!

  25. Zozzone ha detto:

    Grazie milla

  26. SIL ha detto:

    Salve.
    Complimenti per il sito.
    Ho una perplessità che ancora mi frena ad aprire un conto con Postfinance.
    Sono un piccolo imprenditore;se apro un conto risparmio inizilamente sotto i 10K per diversificare i risparmi,automaticamente si aprirebbe una specie di caccia alle streghe da parte del fisco Italiano?
    Grazie

  27. SIL ha detto:

    SCUSATE HO SCRITTO LO STESSO MESSAGGIO 2 VOLTE ANCHE NEL BLOG LUSSEMBURGO 2.
    ERA SICURAMENTE SVIZZERA
    GRAZIE

  28. nicò ha detto:

    scusa…allora aprilo in modo regolare alla BCEE,in lussemburgo…con trasferimenti dal tuo conto in italia..

  29. luisa1958 ha detto:

    Buonasera, ho letto abbastanza ma non tutto quindi magari mi è sfuggito l’argomento;
    cosa ne pensate di Raiffeisen ? mi pare sia una rete (seria) di cooperative con – fra l’altro – garanzia centrale “dell’associazione” e forse anche dello stato
    complimenti per le risposte, tecniche e centrate

  30. Mauro Corradi ha detto:

    Luisa purtroppo le banche Raiffeisen presentano il difetto di non offrire prodotti interessanti per noi risparmiatori esteri, non che le nostre preferite Postfinance e Swissquote abbondino in proposte, ma almeno ci offrono un conto di deposito renumerato ai massimi livelli in Svizzera (seppure comunque magri).

  31. Fiore ha detto:

    Ragazzi un chiarimento:
    Se faccio 5 viaggi in treno a Postfinance di Lugano con 9990E a viaggio e li riprendo con
    5 viaggi in senso contrario.
    Avrò probblemi alla dogana e con l’agenzia delle Entrate se non dichiaro nulla nel modulo RW.

  32. Mauro Corradi ha detto:

    Alla dogana non avrai problemi, ma con l’Agenzia delle Entrate, se non li dichiarerai nel quadro RW, i problemi li avrai eccome. Come abbiamo scritto più volte il fatidico limite dei 10k non si riferisce ad un singolo movimento ma è cumulativo di tutti gli importi trasferiti all’estero. Ma se il tuo proposito, dato che li porteresti in Svizzera in contanti e non tramite bonifico, è quello di occultarli al fisco italiano, allora è un altro discorso.

  33. Fabio ha detto:

    Buongiorno a tutti, vorrei chiedere un paio di chiarimenti/consigli. Ho intenzione di aprire su pf due conti gioventù + e-deposito per i miei due figli entrambi minori di dodici anni. Il primo dubbio è se aprirlo in franchi o euro. Chiaramente al momento il cambio è sfavorevole inoltre il tasso di interesse sul conto in euro è migliore, però l’attuale situazione zona euro mi spaventa parecchio. Altro dubbio riguarda la fiscalità, considerando che ho entrambi i figli a mio carico, dovrò indicare i loro redditi sul mio 730/unico? Considerate che andrei a versare inizialmente circa 2500 euro a testa per poi salire nel corso degli anni ed è l’unico reddito che hanno a parte qualche buono postale…Grazie mille e complimenti per l’impegno e la costanza che impegnate nel blog!

  34. Fabrizio ha detto:

    Ciao a tutti e complimenti.
    Dunque, ho letto i vari commenti e, se ho ben compreso, potrei aprire un conto in svizzera con PF senza dichiarare nulla sul 730 a patto che non invii un bonifico di importo superiore ai 10K euro. Ora, per evitare anche di dover dichiarare gli eventuali interessi ho pensato che potrebbe bastare sottoscrivere con loro un fondo di investimento o qualcosa di similare che cumuli gli interessi senza staccare dividendi. Giusto? qualcuno ha già adottato questa soluzione?
    Vi chiedo ulteriore aiuto per capire anche….
    a)Posso aprire un conto in CHF inviando però un bonifico di 9,9k in Euro? nel caso sarebbe sconveniente farlo per qualche motivo?
    b)se le esigenze sono quelle sopra citate, quale sarebbe tra le varie formule di c/c proposte da PF sarebbe la migliore?
    c)se il conto è intestato solo a me, in caso di decesso, mia moglie potrebbe tranquillamente recuperare il denaro o ci sarebbero grossi problemi burocratici?

    Ringrazio in anticipo chiunque voglia rispondermi.

  35. sergio ha detto:

    Salve a tutti , una domanda anche io . alla luce dei fatti volevo chiedere cosa succede se una persona ha in deposito 9800 euro presso post finance e non lo scrive sul modulo rm?grazie
    Sergio

  36. Mauro Corradi ha detto:

    Risposta cumulativa a Fabio, Fabrizio e Sergio: per quanto riguarda i figli minori di Fabio non conosco la normativa circa tale caso, mi pare che neppure la circolare 45/E del settembre scorso affronti l’argomento, per cui devi forzatamente consultare il tuo fiscalista. Per quanto concerne la scelta della valuta io al momento continuerei a fidarmi dell’euro. Fabrizio hai capito giusto: bonifica su PF meno di 10k complessivi ed investili tutti in uno strumento che non sortisca la distribuzione di interessi annuali. Come scelta di conto è ovvio che il più conveniente è il ‘set online’. Per quanto riguarda il caso di morte ne avevo parlato anni fa con un consulente della sede di Lugano il quale mi specificò che la prassi è un pò come in Italia, si dovrà produrre loro i soliti certificati vari, nulla di traumatico quindi. Per quanto riguarda infine il dubbio di Sergio scatterebbe, nel momento in cui ti scoprissero, la sanzione per elusione di imposta sui redditi, anche se sarebbe una cifra molto modica in quanto gli interessi annui su un deposito inferiore ai 10k sono una cifra davvero insignificante, circa 150 euro, sui quali dovresti pagare allo stato italiano il 27%, quindi soltanto 40 euro.Una ‘evasione fiscale’ davvero ridicola. Forse vale la pena di tentare. Anche che la sanzione fosse del 50% dell’imposta si tratterebbe di soli 20 euro per anno!

  37. nico ha detto:

    scusa mauro…allora se uno porta 20k euro e non li dichiara se venisse scoperto dovrebbe pagare il 50% sugli interessi dellla somma???grazie

  38. Mauro Corradi ha detto:

    no, se trasferisci più di 10k sei obbligato pure alla compilazione del modulo RW, e quello se non lo trasmetti sono dolori

  39. nico ha detto:

    in che senso dolori??

  40. Federico ha detto:

    @ nico:

    credo che la normativa rilevante sia questa:

    – In caso di omessa dichiarazione ovvero di dichiarazione contenente informazioni inesatte o incomplete, il dichiarante è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria fino al quaranta per cento dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire eccedente il controvalore di € 10.000, con un minimo di € 103,29 (art. 3 del Regolamento 1889/2005/CE e art. 5 c.3 del Decreto Legge 167/1990, convertito in Legge 227/1990) ed i relativi valori sono soggetti a sequestro (art. 5 ter del Decreto Legge 167/1990, convertito in Legge 227/1990).
    -Chiunque ometta di indicare le generalità del soggetto per conto del quale effettua il trasferimento da o verso l’estero di denaro, titoli o valori mobiliari, ovvero le indica false, è punito, salvo che il fatto costituisca più grave reato, con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa da € 516,46 a € 5.164,57 (art. 5, comma 8 bis,
    Decreto Legge 167/1990, convertito in Legge 227/1990).

    tenuto conto dell’abbassamento da 12,5 a 10 intriditto dal decreto del 15 giugno 2007

  41. Federico ha detto:

    Ho letto con interesse il blog e sto studiando il prodotto PF Plus, qui da voi trattato in maniera approfondita.

    Tuttavia, come qualcuno suggeriva, a fronte di tassi così bassi, se l’obiettivo è proteggersi contro un crack dell’euro, trovo che la miglior cosa sia cambiare alla propria banca eur vs valuta (che si ritiene) stabile e mettere in cassetta. Occorrerà comunque dichiarare in banca la finalità del prelievo, se superiore ai 10, ma si può benissimo indicare spese personali. E ritengo anche che uno sia a posto con l’antiriciclaggio, perchè di fatto il denaro non viene trasferito tra soggetti. Un inconveniente è che, a meno di oneri clamorosi, il contenuto delle cassette è assicurato solo fino ad un importo di default piuttosto basso.

  42. Roberto ha detto:

    Ma scusate,
    se apro in italia un conto corrente in valuta, ad esempio dollari, lasciando stare il fattore cambio attuale, trasferisco tutto li.
    poi se l’euro fa crack mi salvo oppure mi svalutano anche li ??

  43. nico ha detto:

    ma non c’è assenza di passaggio informazione tra 2 stati?

  44. bepi ha detto:

    Per Federico: in caso di furto del contenuto della cassetta di sicurezza, cosa succede?

  45. Antonio ha detto:

    Buongiorno, scopro solo ora -purtroppo- questo sito. Innanzitutto saluti a tutti e apprezzamenti per Brasile e Corradi per argomenti, competenza e simpatia che si deduce dalla pazienza “Giobbesca” con cui replicano senza tregua ai numerosissimi post dall’uguale contenuto (come il mia, per esempio)!!!
    Sto valutando seriamente l’apertura un conto in CH, ma anche, in aggiunta, le cassette di sicurezza anche in virtù del principio del frazionamento del rischio e della diversificazione. Vorrei riuscire a depositarvi oro in cassetta di sicurezza c/o banca svizzera.
    L’oro, si sa, è il bene-rifugio per eccellenza e rimarrà tale anche dopo un altro diluvio universale, peraltro ha dato prova negli anni di rivalutarsi molto più dell’inflazione. Il problema è che compro al prezzo del nuovo e lo rivendo al prezzo dell’usato, anche se in forma di lingotti. Peraltro in Italia, mi pare, è consentito un mercato di oro usato fra privati. Qualcuno ha suggerimenti in merito? E’ possibile comprare da privato oro usato all’estero?
    Comunque a mio parere una parte minore del proprio patrimonio occorrerebbe investirlo in oro, anche accettando il gap nuovo/usato, ad esempio rivolgendosi a società specializzate che consentirebbero di acquistare alla differenza minore possibile (ad esempio http://www.cashgold.eu). Oltretutto non arrugginisce (!) e non rischia di andare fuori corso!! E’ un’idea condivisa?

  46. Antonio ha detto:

    scusate, correggo il mio post precedente: NON è consentito il mercato dell’oro usato fra privati…

  47. zucca vuota ha detto:

    Mauro,
    in caso di c/c estero cointestato, in fase di dichiarazione dei redditi dovranno essere presentati due modelli UnicoWeb oppure sarebbe possibile presentarne uno solo congiunto?

    Grazie in anticipo per la consueta disponibilità.

  48. nico ha detto:

    x antonio…..sei di milano??ci sono 2 società molto serie confinvest e banco villa….dai un okkio…ciao

  49. Antonio ha detto:

    grazie nico, vado spesso a MI, mo’ vedo. ciao

  50. Antonio ha detto:

    Torno a postare perché sono tornato a leggere più attentamente la sequenza di interventi e mi viene spontaneo fare delle considerazioni.
    Qualcuno di tanto in tanto si affretta –giustamente- a motivare la sua scelta di fruire degli strumenti bancari svizzeri: paura di default dell’Italia e/o scomparsa della moneta unica europea (o viceversa).
    Se questo è il tema mi sembra ci sia un allarmismo esagerato -almeno questa è la mia sensazione- che offusca il nostro modo di farci due conti in tasca. Mi spiego meglio. Ove dovesse persistere la situazione di crisi è probabile che si ricorra ad una patrimoniale, soprattutto se mandiamo a casa Tremonti, con aliquota stimabile non superiore all’1% (e non solo sui conti correnti). Oggi non è difficile in Italia trovare conti di deposito che offrono il 2% netto, che, in caso di patrimoniale, si ridurrebbe all’1% NETTO. A ben vedere molto meglio degli interessi netti su un conto PostFinance o simile. L’unico pericolo vero rimane un default totale del Belpaese, che a mio parere non è improbabile alla lunga, ma che non è né dietro l’angolo né improvviso, come potrebbe succedere con la patrimoniale. Prima vedremmo saltare la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo, la Spagna; quindi, assisteremmo allo smembramento dell’Europa. Solo in quel caso potremo considerare a serio rischio i ns contanti nelle banche italiane, stile Argentina o peggio. Ma un simile cataclisma non ci mette al riparo né da un rischio Paese Svizzera, né da un accordo bilaterale Italia-Svizzera che costringa –direttamente o indirettamente- al rientro dei capitali. Ma, concorderete, è uno scenario apocalittico oggettivamente non attuale.
    Diciamo, per concludere, che si può prendere in considerazione l’ipotesi di tenere un conto “dormiente” in Svizzera con il deposito minimo per compensare le spese e da tenere pronto per trasferirvi fondi in casi di emergenza. Non mi spingerei oltre. L’idea dell’oro non è da scartare, se si potesse comprare al prezzo dell’usato. Sono troppo attendista/ottimista?
    2) Se per qualcuno il tema riguarda l’occultamento di fondi di provenienza non ufficializzabile (diciamo così…), allora cambia completamente la prospettiva. Ne possiamo anche parlare (anche in termini teorici), non è apologia di reato, ma è una prospettiva non sovrapponibile a quella di questo blog. L’importante è tenere le due cose separate per evitare che ciò che non si vuole nominare possa confondere le idee sui meccanismi di cui stiamo liberamente discutendo.

    PS- X NICO – le società che mi hai indicato sono equiparabili a quella che avevo indicato io nel precedente post. Il problema è che in Italia compro e rivendo oro, a parità di quotazione, con una differenza di almeno il 15%. Sarebbe molto interessante vedere se all’estero si può rimediare all’inconveniente.-

Grazie.