Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)
Scritto da Massimiliano Brasile
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.
E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.
La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.
Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:
Una volta autenticati si ricevono:
* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto
oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.
All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.
Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).
In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.
Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.
Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.
L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).
Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.
AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.
(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali
*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***
Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.
Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.
Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.
Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.
Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.
*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***
Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.
PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
Tags: agenzia delle entrate, conti esteri, Conti online, generale, investimenti all'estero, offshore, postfinance, ritenuta federale preventiva
buonasera Raffaella.
immagino che il compte sur livret cui si riferisce, fosse quello recensito di Banque Postal.
purtroppo rimango allibito quanto lei leggendo la sua cronaca direttamente in contrasto rispetto a quanto enunciato nel sito. al suo posto forse avrei rinunciato, se non altro per i modi che mi sembrano alquanto discutibili.
per quanto riguarda la recente normativa fiscale Svizzera, essa si applica a tutti gli istituti quindi anche Swissquote dato che recita chiaramente:
1° gennaio 2010:
Per quanto riguarda l’imposta preventiva sarà introdotto un importo esente da imposta di 200 franchi per gli interessi di tutti gli averi di clienti (finora 50 franchi, ma soltanto sui conti di risparmio).
Mando una mail a Swissquote per avere informazioni in merito.
Mi permetto puntualizzare che l’esenzione dall’ imposta preventiva sui primi 200 CHF di interessi è valida solo se gli interessi sono corrisposti ANNUALMENTE. Nel caso di Swissquote, dove gli interessi sono corrisposti MENSILMENTE, l’esenzione non trova applicazione.
grazie della puntualizzazione Mauro, non avevo proprio colto questa differenza sostanziale (nel comunicato dell’agenzia elvetica non lo dettaglia). in effetti PostFinance parla di esenzione per interessi annui; tuttavia vi tengo aggiornati non appena Swissquote mi risponde.
Raffaella Spiezia ci conferma, attraverso la sua testimonianza, che i limiti minimi previsti dalla legislazione francese per l’apertura di un compte sur livret sono solo teorici, nella pratica se hai pochi cash non ti prendono in considerazione. Ecco perché Robeco, senza vendere illusioni a nessuno, puntualizza da subito un versamento iniziale minimo di 15k: meglio la chiarezza che l’ambiguità .
Per quanto riguarda la polemica di Raffaella sull’imposta preventiva svizzera che dalle condizioni di Swissquote da lei lette sarebbe eludibile dietro la rinuncia al segreto bancario, secondo me ha frainteso l’imposta preventiva con l’euroritenuta. Solo quest’ultima in Svizzera non viene prelevata in caso di autorizzazione allo scambio di informazioni fiscali, in nessun caso invece l’imposta preventiva. Probabilmente Swissquote negozia anche titoli e depositi vincolati non svizzeri, è su questi che viene applicata l’euroritenuta ed è quindi su questi che si può evitarla autorizzando lo scambio automatico di informazioni fiscali con l’Italia. Raffaella io non ho letto l’informativa cui fa riferimento ma le chiedo di rileggerla attentamente perché non può che essere come ho esposto io.
Come vi ricorderete, assieme a mia moglie abbiamo aperto un conto presso PostFinance, anzi due, uno un EUR e uno in CHF, pensando di cambiare per maggior sicurezza (certo non adesso, siamo arrivati tardi..).
Ancora non abbiamo versato nulla, dato che per ora ci sembra più conveniente anche fiscalmente mettere i nostri risparmi in Francia, presso Robeco Banque (Compte sur Livret).
Vorremmo però, visto che il viaggio l’abbiamo già fatto, mantenere il conto aperto per avere una soluzione alternativa in caso di problemi grossi, o se il CHF ritracciasse un po’..
Per ora non ci fanno problemi, ma ci hanno scritto due lettere molto discrete (una per conto) in cui genericamente ci invitavano a sfruttare le loro possibilità d’investimento..
C’è un modo per pagare le spese (quelle non ci spaventano) senza versare altro, e quindi senza dover fare troppe dichiarazioni ai fini fiscali?
Di solito come si fa in questi casi?
io se fossi in te ci verserei 6000 EUR così da non pagare il canone mensile di 3 CHF, oltretutto gli interessi annuui che andrai a maturare saranno inferiori ai 200 CHF, così non ci pagherai neppure l’imposta preventiva.
SIGNOR CORRADI GRAZIE HA PERFETTAMENTE RAGIONE LEI HO FATTO CONFUSIONE TRA LE DUE RITENUTE.
SALUTI
RAFFAELLA.
Io sono un lavoratore dipendente ed ogni anno compilo il MOD 730 per lo scarico di eventuali spese mediche, ottenendo il rimborso nello stesso anno in cui presento la dichiarazione
Con il modello Unico, necessario per chi apre un conto estero, il rimborso per le spese mediche avviene qualche anno dopo.
Leggendo nel sito dell’agenzia delle entrate
( http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/Nsilib/Nsi/Strumenti/Modulistica/Modelli+di+dichiarazione+2010/Unico+2010/Unico+PF+2010/ )
sembra si possa compilare, anche per chi possiede un conto estero, il modello 730, integrando poi con i quadri RM e RW del modello Unico.
Questa soluzione, per un lavoratore dipendente che deve recuperare delle spese, potrebbe essere più conveniente.
Di seguito quanto riportato nell’Appendice delle “Istruzioni per la compilazione del Modelli Unico PF 2010” (Fascicolo 1):
———–
Modello 730 e compilazione di alcuni quadri del modello UNICO
persone fisiche
I contribuenti che hanno presentato il Modello 730/2010 devono, al-
tresì, presentare unitamente al frontespizio del Mod. UNICO/2010:
• il quadro RM del Mod. UNICO/2010 Persone fisiche:
– se hanno percepito nel 2009 redditi di capitale di fonte estera sui
quali non siano state applicate le ritenute a titolo d’imposta nei casi
previsti dalla normativa italiana, oppure interessi, premi e altri pro-
venti delle obbligazioni e titoli similari, pubblici e privati, per i quali
non sia stata applicata l’imposta sostitutiva prevista dal D.Lgs. 1° apri-
le 1996, n. 239 e successive modificazioni;
– se hanno percepito nel 2009 indennità di fine rapporto da soggetti
che non rivestono la qualifica di sostituto d’imposta;
– se nel 2009 hanno percepito proventi derivanti da depositi a garan-
zia per i quali è dovuta una imposta sostitutiva pari al 20%, ai sensi
dell’art. 7, commi da 1 a 4, del D.L. n. 323 del 1996 convertito in
legge n. 425/1996;
• il quadro RT del Mod. UNICO/2010 Persone fisiche: se nel 2009 han-
no realizzato plusvalenze derivanti da partecipazioni non qualificate
ed altri redditi diversi di natura finanziaria, qualora non abbiano opta-
to per il regime amministrato o gestito.
Inoltre, possono presentare in aggiunta al modello 730 il quadro RT i
contribuenti che nel 2009 hanno realizzato solo minusvalenze deri-
vanti da partecipazioni qualificate e/o non qualificate e perdite relati-
ve ai rapporti da cui possono derivare altri redditi diversi di natura fi-
nanziaria ed intendono riportarle negli anni successivi;
• il modulo RW, se nel 2009 hanno detenuto investimenti all’estero ov-
vero attività estere di natura finanziaria per un valore superiore a
10.000,00 euro o hanno effettuato trasferimenti da e verso l’estero, at-
traverso soggetto non residente senza il tramite di intermediari per un
ammontare complessivo superiore a euro 10.000,00.
Si precisa che nei suddetti casi non occorre barrare la casella “Dichiara-
zione integrativa†posta sul frontespizio del Mod. UNICO 2010.
———–
Esatto Aldo, ne avevamo per l’appunto parlato in questo articolo: https://piccolorisparmio.eu/index.php/al-via-la-presentazione-del-modello-730.html
@luxor e Mauro:
sempre a proposito di tenere due conti PostFinance in vita senza troppi problemi,
versando 3000 + 3000 eur per non pagare spese e poi il resto su Robeco, nel modulo RW dovremo indicare entrambi?
Il limite di 10000 eur vale a quali fini?
Grazie
Su Postfinance ti consiglio di versare i 6k (come ti consigliava luxor) tutti (o quasi) sul conto e-deposito EUR 1,5% di rendimento. Gli interessi che maturerai saranno inferiori ai 200 CHF annui per cui non ti applicheranno l’imposta sostitutiva! Ovviamente nel quadro RW sezione III dovrai indicare tutti i trasferimenti, sia quelli verso Posfinance che verso Robeco. Il limite dei 10k vale solo per chi trasferisce e detiene all’estero somme COMPLESSIVE inferiori a tale cifra.
Cesarito potrebbe mettere 50 euro simbolici sui conti correnti EUR e CHF e 6000 euro sul conto e-deposito. Gli altri 400k circa tutti su Robeco. Secondo me sarebbe la miglior soluzione prospettabile al momento.
Se non cambia dal punto di vista fiscale,
le alternative sono (volendo mantenere i due conti privati EUR e CHF in vita per motivi di sicurezza):
mettere in un Set Plus un po’ più dell’equivalente di 25.000 CHF ma sul conto in EUR (cambiare ora EUR in CHF non mi pare il caso) collegandolo all’e-deposito all’1,50% e mantenere tutto aperto a spese zero;
mettere in due Set OnLine (uno per conto) un po’ più dell’equivalente di o esattamente 7.500 CHF (totali 15.000 CHF) e collegandoli a due e-deposito all’1,50% EUR e 1,25% CHF e mantenere tutto aperto a spese zero.
Complicatuccio eh?
Buona sera , gentilmente per capire, se dovessi aprire un conto in postfinance con 8000 euro, secondo la norma vigente il prossimo anno dovrei dichiarare al fisco italiano gli interessi percepiti? visto che sono sotto i 10000. Quindi come lavoratore dipendente ogni anno faccio il mod 730 per i rimborsi delle spese mediche sostenute potrei non segnalare il conto in postfinance visto che sono sotto i 10000? per carità io sono per pagare le tasse fino all’ultimo cent ma se la legge prevede questa clausola si può sfruttarla? grazie Sergio.
Il limite dei 10k riguarda solo la compilazione del quadro RW per il monitoraggio dei trasferimenti/investimenti all’estero. Gli interessi percepiti vanno in ogni caso denunciati nel quadro RM del modello Unico, per poi pagarci l’imposta. Secondo alcuni lettori è possibile pagare tale imposta anche col modello 730, io personalmente non ne sono convinto, in ogni caso sarà il proprio fiscalista a valutare la dovuta procedura.
Salve a tutti e complimenti per le info utilissime.
Avrei da sottoporvi il mio caso, molto brevementee.
Tra breve inizierò a lavorare in Svizzera a Lugano continuando a risiedere in Italia, almeno per il momento.
Mi si prospettano varie scelte,la prima è stipendio in CHF o EURO? Poi meglio aprire un conto svizzero e spostare i soldi sul conto italiano all’occorrenza oppure meglio ricevere i soldi direttamente sul conto italiano?
Quanado dico “meglio” mi riferisco non solo alla convenienza economica ma soprattutto alle minori complicazioni burocratiche.
Grazie
ciao Ale, su questo sito ci occupiamo di trasferimenti all’estero per motivi di risparmio, non di lavoro. Comunque il tuo caso rientra nel novero dei chiarimenti forniti dalla Agenzia delle Entrate con circolare n. 48/E del 17/11/2009. Cercala in rete e leggila attentamente.
ciao Mauro, grazie per la risposta e scusa per l’involontaria intrusione il fatto è che ci sono un sacco di siti in giro dove la qualità delle informazioni è bassissima, qui invece mi sembra molto buona, quindi ho provato a chiedere.
Ho visto la circolare, non credo mi riguardi visto che sono frontaliere, in ogni caso grazie non vi rubo altro tempo 😉
Ciao
vorrei porvi una domanda: ma con il conto postfinance si può solo utilizzare il conto di deposito,,,,non si possono nemmeno acquistare i fondi comuni della posta???
Mi pare di sì, ma devi chiedere a loro, hanno un’ottima assistenza telefonica anche in italiano, se glielo chiedi..
Sono cliente da oltre un anno e confermo che ai cittadini stranieri (non residenti – non frontalieri) è consentito investire nei fondi comuni di PF (altre forme di investimento sono riservate ai residenti). Le informazioni sui tipi di fondo le puoi ricavare direttamente sul sito, “mentendo” sulla residenza (altrimenti compare un avviso che ti invita a rivolgerti ad un consulente). L’assistenza telefonica che avevo interpellato si è limitata a fornirmi solo informazioni generali (le stesse presenti sul sito), invitandomi a prenotare un appuntamento per approfondimenti e (necessario) per la sottoscrizione.
grazie massimo,,,un ultima domanda,,,se una persona una volta aperto il conto presso postfinance deposita una certa somma di denaro,,poi,,,può lasciare il conto non movimentato anche per diversi anni oppure deve fare delle movimentazioni??grazie
no, non c’è alcun obbligo di movimentazione.
Confermo. Se non movimenti sul conto corrente continui a ricevere mensilmente l’estratto conto, mentre se non movimenti sul conto deposito non ricevi più l’estratto conto trimestrale (fino a nuova movimentazione) ma solo quello di fine anno con l’accredito degli interessi.
A proposito dei tassi di cambio applicati da Postfinance volevo segnalare che la conversione e’ attuabile una volta cliccata la sezione Pagamenti e poi procedendo con un trasferimento tra i propri conti. In questo caso pero’ il tasso di cambio proposto e’ incredibilmente sfavorevole in quanto puo’ sfiorare il 3% di perdita anche se non e’ detto che venga applicato proprio quello in quanto una nota avvisa che potrebbe subire variazioni in base all’andamento dei cambi sul mercato. Ad una mia richiesta telefonica di chiarimenti al numero dedicato ai cambi di valuta l’operatore, che con una risatina sarcastica mi ha detto che loro non rispondono in italiano (curioso eh?), consigliava di non cambiare tramite il sito della banca in quanto quel tasso di cambio proposto viene fissato ogni giorno alle 9 am e non piu’ modificato. Mi invitava dunque ad effettuare il cambio telefonicamente e di fronte alle mie rimostranze per il tasso di cambio comunque svantaggioso mi informava che loro applicano una commissione del 1,10% fissa… prendere o lasciare. Insomma se cambio un certo importo mi costa l’1,10% poi quando decido di disinvestire da quella stessa valuta mi becco un altro 1,10%… totale 2,20% magari in pochi giorni quando persino un conto deposito mi rende molto meno e solo dopo 1 anno di attesa!!!
Conclusione: Postfinance ha tanti aspetti positivi e sono molto soddisfatto ma quando si tratta di movimentare altre valute e’ una trappola! Alte commissioni e come se non bastasse non riconoscono interessi su valute che non siano EUR o CHF, persino al Dollaro Australiano non riconoscono un centesimo di interessi e tutti sappiamo quali siano i tassi d’interessi attuali fissati dalla banca centrale australiana! Percio’ consiglierei di ripiegare utilizzando, se e’ previsto e se piu’ conveniente, il tasso di cambio applicato dalla propria banca italiana e poi trasferire direttamente la valuta estera appena cambiata a Postfinance. Mr Dany
sembra proprio che PF non ci tenga a farti giocare con il forex. forse Swissquote è più indicato, magari da usare in sinergia con PF.
Buonasera e grazie per le utilissime informazioni. Mi stavo appunto chiedendo come far perdere le “tracce” di alcuni (pochi) capitali ad avvocati divorzisti, e il conto keytrade sembra adeguato – almeno, ad una veloce scorsa.
Tuttavia, non avendo mai operato con conti esteri, mi sorge una domanda forse sciocca: nel momento in cui decido di spostare la liquidita’ ed i titoli dal conto XXX di MPS a Keytrade mi verrebbe ovvio chiudere il conto MPS.
Se fra due anni ho necessità di liquidità (non cifre da bancomat) come si fa, operativamente?
ciao Marco.
visto che parli di Keytrade, ti invito a continuare la conversazione nell’articolo dedicato.
al di là dei motivi che ti spingono ad aprirlo, posso però dirti che oltre al bonifico, potresti riuscire ad ottenere una carta di credito (anche se mi sembra di ricordare che ci sono dei limiti nell’emissione per i non residenti). chiaramente poi hai rispettivamente limiti sui bonifici (tipicamente 50k a movimentazione) e platfond per la c/c.
Vi racconto la mia esperienza, con le valutazioni di una persona non qualificata a parlare di cambi e valute, spero me ne scuserete. Ho aperto da poco un conto in CHF in aggiunta a quello in EUR (per il set “plus” entrambi i conti correnti + i collegati conti deposito sono gratuiti), pensando di salvare qualche risparmio da un possibile tracollo della nostra valuta. Ho sempre saputo (luogo comune?) che acquistare valuta estera nel proprio Paese è più conveniente che acquistarla nel Paese di emissione. Beh, la scorsa settimana ho chiamato IntesaSanPaolo, di cui sono cliente, per chiedere a quanto avrei potuto acquistare una certa somma in CHF. Per quel giorno il cambio praticato era 1,3113 se facevo un bonifico in CHF + il costo del bonifico estero + le commissioni (che non mi sono state specificate). L’acquisto di cash era ad un tasso di cambio meno conveniente. In entrambi i casi il cambio era solo indicativo, in quanto il bonifico sarebbe stato eseguito l’indomani dalla data d’ordine, e il cash sarebbe stato consegnato dopo tre giorni, con applicazione del tasso di cambio attualizzato alla data di esecuzione. Orbene, sono andato sul sito di PF, ho verificato il tasso praticato da loro (disponibile anche a chi non è cliente): 1,3217, senza commissioni (anche qui comunque l’acquisto di cash era meno conveniente). Sono entrato nella mia posizione ed ho fatto un giroconto dal conto in EUR a quello in CHF: istantaneo, al tasso di cambio pubblicato sulla pagina pubblica.
In sintesi, almeno facendo il confronto con l’offerta di ISP, per chi ha il conto sia in EUR che in CHF è più conveniente versare i propri EUR sul conto di PF e poi fare un giroconto: certo per importi di un certo rilievo l’operazione sarà comunque onerosa (del resto anche il tasso di cambio è diversificato a seconda degli importi cambiati), ma almeno nel rispetto delle aspettative. Certo non penso di essermi affidato a un ente di beneficenza, ma in Italia non conosco un Istituto finanziario di analoga solidità che faccia un offerta complessiva altrettanto conveniente.
Scusate, una precisazione: “per il set “plus†entrambi i conti correnti + i collegati conti deposito sono gratuiti” solo per un patrimonio complessivo (compresi eventuali investimenti in fondi) superiore a 25000 CHF, altrimenti il costo è di 12CHF/mese
sarà che me lo aspettavo… ma le informazioni che ci dai su MPS non mi stupiscono affatto!
sarebbe interessante poter confrontare a questo punto tassi di PF e quelli della BP Volksbank per la medesima operazione.
Un’ultima cosa: con il cd. “set plus” c’è la possibilità di aprire anche un conto in dollari, sempre gratuito alle condizioni di cui sopra: personalmente non l’ho preso in considerazione perché ho preferito la maggiore stabilità del franco e perché il conto in dollari non è remunerativo.
Grazie una volta in più a Massimiliano per lo spunto dato su BP Volksbank; ho cercato di informarmi meglio e vi riporto il feedback. Spero di non essere OT, posto qui l’esperimento (piuttosto empirico, a dire il vero), dato che si parlava di un confronto con PF.
Il sito della banca purtroppo non ha una pagina pubblica con evidenza dei corsi di cambio: ho quindi chiamato il call center (bilingue, molto gentili) che mi ha dirottato alla filiale per me più comoda (si fa per dire, data la concentrazione di tutte le filiali nel nord-est). Anche qui ottima impressione, anche se due contatti non fanno statistica.
La domanda è stata: “Se mi presentassi allo sportello e chiedessi di fare un versamento di 1000 EUR su libretto in CHF, quale cambio sarebbe applicato?”
Risposta: “Cambio 1,394 + 5 EUR di spese fisse; il cambio viene aggiornato ogni due ore”.
Alla data odierna, e per tutto il giorno, il cambio praticato da PF per movimenti no cash è 1,3435, senza spese ulteriori; per importi di un certo rilievo risulta quindi molto più vantaggioso il cambio di BP Volksbank, anche se bisogna considerare la ridotta operatività del libretto rispetto a un conto, la stretta territorialità delle filiali, e il fatto che le oscillazioni giornaliere dei cambi, considerato il frequente aggiornamento dei tassi applicati, potrebbero anche portare a un’operazione spot meno conveniente di quella di PF, in caso di improvviso deprezzamento dell’EUR. Da notare inoltre che mentre sto scrivendo il cambio ufficiale EUR/CHF è di 1,3578: non vorrei quindi che mi fosse stato letto l’importo per la vendita, anziché per l’acquisto di CHF, ma data la cortesia dell’interlocutore non me la sono sentita di mettere in dubbio l’informazione fornita.
In sintesi: da approfondire, per chi se la sente 🙂
vi pongo 2 domande:quando uno apre conto presso pfinance deve anche presentare un modulo epr rinuncia segreto bancario opppure te lo fornisce la posta?la seconda domanda:è vero che con postfinance non è possibile versare sul proprio conto più di 20k euro incontanti anche secon diverse operazioni??grazie
Rispondo solo alla prima domanda perché il secondo quesito mi è sconosciuto. Postfinance non accetta richieste di rinuncia al segreto bancario (scambio automatico di informazioni fiscali) in quanto questo per convenzione è limitato agli interessi erogati su prodotti non svizzeri (quindi assogettati ad euroritenuta e non ad imposta preventiva svizzera). Dato che Postfinance offre ai clienti stranieri solo prodotti ‘svizzeri’, diventa improponibile uno scambio automatico di informazioni su tali prodotti in quanto la convenzione con l’Italia non lo prevede.
Si ma, portare i soldi direttamente lì in sede, comporta dei rischi e\o comunque delle limitazioni alla dogana ?
Ho sentito storie di gente che ha dovuto poi fornire documenti che dimostravano la provenienza del denaro e non avendoli è quindi dovuta tornare indietro !!
Confermate ?
nessuna limitazione fino a 10k di contanti. Se i doganieri ti fermano questa è la prima domanda che ti fanno, perché oltre tale cifra non si può. Che poi, se ti trovano con più di 10k in tasca, ti facciano domande e verbali questo presumo sia fisiologico. Se poi hanno la ‘gentilezza’ di mandarti indietro senza levarti verbale è senz’altro un favore che ti fanno.
Bene, ma il timore era quello che facessero comunque controlli anche sotto i 10K … parli per esperienza diretta e quindi sei sicuro di questa cosa ?
Tutte le banche menzionate negli articoli offrono un appoggio su carta di credito internazionale ?
Esistono banche che vengono a prendere i soldi come si narrava nelle varie vicende ritrovate in rete ?
Grazie.
Andrea per una risposta chiara forse sarebbe meglio capire la tua esigenza.
Ti confermo che sotto i 10k se rispondi “nulla da dichiarare” dici il vero: confermato da un doganiere a cui l’ho esplicitamente chiesto. Se versi in contanti, l’operazione è “teoricamente” invisibile all’Amministrazione finanziaria, ed uso le virgolette sia perché, in generale, tutti concordano sul fatto che il segreto bancario verrà progressivamente meno, sia per il fatto che, se un dipendente infedele di una grossa banca ha potuto a livello centralizzato sottrarre e rivendere migliaia di nominativi, è ben possibile che un modesto impiegato delle poste possa, dietro ricompensa, fornire i nominativi di chi versa importi in contanti oltre una certa soglia.
Piuttosto, quando versi in contanti vengono controllate una ad una le banconote, e se non hai esigenze di (presunta) invisibilità , un bonifico ti cautela dalla possibilità di avere per accidente qualche banconota falsa.
Il bancomat di PostFinance, dato che è di quella che parliamo in questo 3D, funziona anche all’estero nel 95% dei bancomat; se hai un set “normale” il prelievo all’estero è a pagamento, se hai il set “plus” è gratuito. Quando ho aperto il conto in CHF mi hanno anche mandato una brochure per la sottoscrizione di una carta di credito, ma a differenza di altri conti esteri il servizio è a pagamento, e più caro di una carta su conto italiano, che in alcuni casi è addirittura gratuita.
Infine spero di non sbagliare se penso che banche che “vengono a prendere i soldi” operino in tal modo per importi che esulano dagli ambiti di un forum dedicato al piccolo risparmio.
Massimo,
grazie davvero per l’esauriente (e completo) punto di vista e soprattutto per aver evidenziato che PiccoloRisparmio vuole essere un punto di incontro per piccoli investitori in cerca di opportunità a largo raggio, ma nella piena legalità .
Se può essere d’aiuto, per il discorso cambio valuta EUR/CHF, ho sentito che un servizio molto conveniente è questo: http://www.wechselstube.ch/index.php?id=167
Sto iniziando ad informarmi xché a breve mi sposterò in svizzera per lavoro…
Per Massimo invece avrei una domanda sul “set-plus” di PF. Sai se è possibile trasferire da un conto italiano (iwbank) a postfinance anche titoli che uno ha già in portafoglio? La cosa è semplice? Di solito prevede dei costi?
Grazie.
una domanda a proposito della non ritenuta su interessi fino 200fr.se una persona apre due conti uno presso postf altro banca di stato con 6000 euro ciascuno pagherà imposta su interessi oppure no???grazie
@ Massimiliano: dovere, se ringraziassi io per ogni prezioso consiglio trovati su questo forum, non finirei più 😉
@ LightQuantum: grazie per il link, domani confronterò col cambio PF aggiornato, a prima vista sembra molto conveniente; anche se per operazioni di modesta entità o una tantum ho qualche dubbio (iscrizione con invio di copia autenticata del passaporto, e soprattutto gestione delle controversie in caso di disguido, data l’esecuzione non istantanea del doppio bonifico, e dovendo interagire con due società all’estero e con almeno una delle quali non in lingua italiana…).
Circa il deposito titoli di PF, è gratuito e virtualmente aperto a qualsiasi titolo, ma è riservato ai residenti: non voglio rischiare di darti info errate: per chiarimenti puoi chiamare lo 0848 800 000 (lunedì-venerdì, 08.00-22.00), l’info generica te la danno subito, per approfondimenti ti possono fissare un appuntamento. Se invece manterrai la residenza in Italia, ti consiglio di cercare il post del sempre esaustivo Mauro Corradi, che documenta come in questo caso sia preferibile avere un conto, ugualmente conveniente, con Banca Migros, che consente il trading di titoli esteri anche ai non residenti, e inoltre nel caso di autorizzazione alla trasmissione dei dati, permette di non subire l’euroritenuta.
Massimo,
Sì in effetti non avevo fatto caso al discorso documento autenticato… e se mi dici che con PF il giroconto è immediato, i vantaggi a questo punto ci sono solo per cifre considerevoli.
Grazie anche per le altre info, ma credo proprio che per non avere troppe complicazioni col fisco italiano succhiasangue trasferirò la residenza.
Facci poi sapere del confronto tra i tassi di cambio!
Ecco la comparazione in tempo reale col tasso odierno:
cambio EUR/CHF PF: 1,3463 – Wechselstube 1,3482.
Wechselstube inoltre chiede 2CHF di commissioni per importi inferiori ai 5000 CHF. Considerati anche i dubbi sopra esposti per l’iscrizione al servizio, l’offerta potrebbe essere conveniente solo per grossi importi; ma in questo caso anche PF offre tassi più convenienti (oggi 1.3519 oltre i 50000 CHF di controvalore).
Insomma, ancora una volta, per un piccolo risparmiatore che cerchi una gestione “senza ansie” di una modesta somma di denaro, l’offerta di PF mi sembra la risposta più equilibrata: non generosa ma neppure esosa. Insomma, il “prodotto postale tipo” 😉
Personalmente ho scelto questo prodotto proprio perché trattandosi di depositarvi un piccolo “capitale di emergenza”, nelle intenzioni da tenere al riparo da un possibile default del nostro Paese, pur avendo una certa attenzione alla performance in termini di costi e interessi, ho trascurato i decimali a vantaggio di un maggior senso di sicurezza, fino ad oggi non smentito dai fatti.
Una cosa sola mi lascia perplesso: le condizioni generali di TUTTI i contratti con Società finanziarie svizzere che ho letto (compreso PF) sono poche, semplici, ed apparentemente chiare. Il che è di sicuro un vantaggio, in prima battuta, ma in caso di controversia con l’istituto finanziario apre serie possibilità di soccombere a fronte di maggiori risorse difensive della controparte (maggiore la possibilità di interpretare le norme contrattuali = maggiore rilievo alla difesa tecnica). Finora non ho mai avuto problemi neppure in Italia, ma chi sottoscrive un contratto all’estero è bene che sappia anche i possibili costi dell'”accidente” (che, ovviamente nessuno si augura).
Grazie ancora per il confronto. L’unico dubbio che rimane è se il confronto è rappresentativo per il fatto che Wech ti dà il valore praticamente in tempo reale, mentre PS lo fissa tot (quante?) volte al giorno.
Un ultima cosa: dal sito pubblico di PS si può vedere il cambio EUR/CHF applicato? Se sì dove?
Lo trovi a questa pagina
https://www.postfinance.ch/pf/content/it/seg/priv/prod/pay/extrade/spot/calculate/change.html?webAppUrl=evtCRInit.do
Il valore è stabilito una sola volta al giorno, verso le 9:30 di mattina, e a seconda delle oscillazioni giornaliere potrebbe anche diventare più conveniente rispetto a quello aggiornato ogni due ore da Wechselstube; l’importo che devi confrontare è il primo (Corso Giro international), che è quello che viene applicato in caso di giroconto; il secondo, meno conveniente, è applicato in caso di acquisto di banconote, o di prelievo di CHF da bancomat su conto in EUR.
Saluti a tutti, è da un paio di mesi che sono operativo con PF e mi domandavo se ci possono essere dei problemi se mi faccio accreditare lo stipendio direttamente in svizzera.
Per le tasse fare Mod unico per versamenti da e per l’estero, ma se i vesamenti li fa il mio datore di lavoro come faccio? devo farmi rilasciare l’ordine di bonifico oppure è sufficente presentare interessi maturati?
Spero di essermi spiegato, grazie e buon info e dritte a tutti.
ciao Carlos.
in linea di principio, dove depositi i tuoi risparmi è affar tuo. quindi compilando l’Unico per eventuali interessi maturati all’estero saresti a posto.
il problema semmai può essere per la tua azienda che deve forse giustificare la transazione verso l’estero e che dovrebbe pagare delle commissioni sul bonifico internazionale (solitamente caro nei contratti business).
se le mie osservazioni non sono un problema, non penso ci siano ulteriori difficoltà ! se pensi di procedere in questo senso, facci sapere ché la cosa è molto interessante.