Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)
Scritto da Massimiliano Brasile
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.
E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.
La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.
Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:
Una volta autenticati si ricevono:
* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto
oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.
All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.
Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).
In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.
Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.
Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.
L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).
Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.
AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.
(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali
*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***
Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.
Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.
Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.
Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.
Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.
*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***
Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.
PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
Tags: agenzia delle entrate, conti esteri, Conti online, generale, investimenti all'estero, offshore, postfinance, ritenuta federale preventiva
@Mauro,
scrivi che per pochi keuro sono meglio conti tipo Advanzia, Keytrade, etc. mentre per importi superiori sarebbe meglio basarsi su PostFinance.
Io penso che chi dispone di pochi keuro, come me, e che quindi potrebbe averne bisogno in qualsiasi momento deve basarsi invece su conti come PostFinance che consentono una maggior flessibilità sia nei pagamenti che nella disponibilità , rispetto a conti deposito come Advanzia, studiati proprio per essere dei…depositi.
Dando per “sicure†certe banche, penso anch’io come Cesarito che per importi importanti come i suoi, e di cui si pensa non avere delle necessità a breve, valga la pena pensare a conti depositi maggiormente remunerativi rispetto a PostFinance.
@Cesarito,
se in PostFinance ti hanno detto che anche loro avranno problemi se l’Euro va giù, ma allora a cosa servirebbe aprire un conto da loro?
Sarebbe utile “solo†in caso di default dell’Italia?
Allora è un caso piuttosto remoto visto che la Grecia era messa ben peggio di noi e non l’hanno fatta fallire.
@ zuccavuota:
gli importi sono quelli che pensi, ma vorrei pure la disponibilità totale, e non riesco a capire chi riesce a garantirla.
PostFinance e-deposito ti dà tutto indietro ma con preavviso di tre mesi o penale 1%.
Invece non ho capito come funziona Robeco, qualcuno lo ha capito?
Grazie
il default dei titoli di stato greci è solo questione di “quando†e non di “seâ€. Il triliardo di dollari di aiuti approntati per la Grecia servono solo a rinviare la svalutazione dei titoli di Atene, dando tempo alla Spagna e all’Italia “e possibilmente al Portogallo†di mettere in ordine le proprie finanze, evitando il rischio di un contagio. Ma difficilmente ci riusciranno.
296 Raffaella Spiezia, per quanto riguarda il conto risparmio di swissquote, le richiedo gentilmente se il cambio real time della valuta è riuscita a farlo direttamente online e se sul sito è indicato il prezzo di acquisto e vendita della valuta (non penso che le condizioni siano le stesse indicate nella sezione forex)
grazie per l’attenzione
Avete parlato della Grecia.Bene, questo e’il mio problema. Sono italiresidente in Italia,ma sono spesso in Grecia per motivi famigliari : marito greco, figlie con doppia cittadinanza. Ho lavorato in Grecia (allora ero rana, esidente in quel Paese) alle dipendenze dello Stato Italiano, retribuita in Dollari. Da allora ho aperto un conto in Grecia a nome mio, di mio marito e figlie.Da quindici anni sono in pensione, risiedo in Italia, non faccio la denuncia dei redditi in quanto ho solo la pensione e un modesto appartamentino quindi sono esentata.In Grecia come sapete la crisi è grave, quindi vorrei esportare i miei
risparmi in Euro e in dollari, magari una parte anche in Italia, e il resto altrove.Per la parte che verserei in Italia, la Banca mi ha detto che dovrà dichiararla alla Agenzia delle Entrate, che potrebbe chiedermi spiegazioni, ma se provo che sono i risparmi dei miei stipendi dovrei essere a posto! Io invece non credo mica più di tanto alla Banca,
e forse voi potreste essere più precisi in merito. Cosa mi consigliate di fare?Grazie!!!!
Gentile signora Franca, piacere di annoverarla tra i nostri lettori. La sua banca le ha detto la verità . Ad essere più precisi se il suo conto in Grecia è fruttifero di interessi già in passato ogni anno l’autorità finanziaria greca ha trasmesso a quella italiana l’ammontare degli interessi erogati, questo in virtù dello scambio automatico di informazioni fiscali vigente tra Grecia e Italia. Se l’Agenzia delle Entrate non le ha finora mai richiesto chiarimenti a riguardo è probabile che non lo faccia neppure quando dovesse decidere di rinmpatriare quei soldi. Per cui può stare sufficientemente tranquilla.
Grazie per la cortese pronta risposta.Ma se la banca greca dovesse non aver informato l’autorità greca sugli interessi maturati dai capitali in quanto tre dei quattro intestatari sono cittadini greci ed io, pur essendo cittadina italiana, al momento dell’accensione dei conti ero residente in Grecia? Inoltre, per inciso, credete che si torni presto alla dracma? In tal caso, oltre agli euro mi verrebbero commutati in dracme anche i dollari?
Grazie di nuovo e cordialità .
X LUCA, NON HO EFFETTUATO IL CAMBIO MA HO SOLO VISTO LA SCHERMATA CHE LO PERMETTEVA ,INOLTRE AVVERTIVA CHE UNA VOLTA IMPOSTATO L’IMPORTO SAREBBE STATO VISUALIZZATO “DINAMICAMENTE ” IL TASSO DI CAMBIO CHE QUINDI SUPPONGO SIA PIU’ SVANTAGGIOSO RISPETTO ALLA QUOTAZIONE FOREX.
VOLEVO INOLTRE CHIEDERE AL SIGNOR BRASILE SE CONFERMA COME GIA’ SCRITTO SU PICCOLO RISPARMIO CHE LA RITENUTA FEDERALE DEL 35% NON SI APPLICA PER IMPORTI (INTERESSI) INFERIORI AI 200 CHF VALIDA DAL 1/1/2010 CIO’ SAREBBE MOLTO IMPORTANTE PERLOMENO PER RIENTRARE DELLE SPESE DEL CONTO POSTFINANCE SETONLINE CON UNA CERTA CIFRA SUL CONTO E-DEPOSITO ASSOCIATO.
ATTENDO CONFERMA
GRAZIE.
SIGNOR BRASILE LEI DICE CHE PER ANNULLARE IL CANONE SETONLINE E SUFFICENTE 7500 CHF INDIFFERENTEMENTE SU CC,DEPOSITO ,FONDI ,INVESTIMENTI,TRADING MA A ME SEMBRA VERO SOLO SE SUL CC CHE NE PENSA??
GRAZIE
buonasera Raffaella.
le informazioni che ho scritto sono documentate, può quindi trovare tutte le conferme nei documenti ufficiali indicate nell’articolo dedicato.
per quanto riguarda il canone di PostFinance, indicano chiaramente che la soglia da superare riguarda il patrimonio del set e non soltanto l’avere in conto. un’ulteriore conferma viene dalla calcolatrice che spiega che viene considerato il saldo complessivo medio mensile:
Il capitale complessivo comprende tutti i conti privati, i conti Deposito, i conti E-Deposito, i fondi, le obbligazioni di cassa, i depositi a termine, il conto previdenza 3 a e l’e-trading.
Volevo ringraziare Mauro Corradi e Massimiliano Brasile per i loro continui seuggerimenti,consigli e per le saggie considerazioni che, senza arroganza dispensano quotidianamente.
Vi seguo da mesi.
Un blog, senza pubblicità (palese o occulta), con qualità di competenze e consulenze di questo livello e GRATIS non esiste in lingua italiana.
L’ equilibrio e la saggezza che dimostrate è altra merce ormai assai rara.
Spero che le mie benedizioni (da bene-dicere latino) vi aiutino e vi portino fortuna.
Grazie.Grazie.Grazie.
Paolo
troppo buono!
😀
Per Sig. Corradi : P.S.alla mia domanda del 13
cm.” E se fosse mio marito – greco e residente in Grecia – a trasferire sul mio c/c in Italia
una certa cifra, sarebbe fattibile? Con quali
eventuali conseguenze? Quale il modo più celere
e a quale costo?” Grazie per la pazienza…
Franca il suo è un caso abbastanza raro per cui non sono in grado di darle una risposta che abbia assoluta certezza. In ogni caso a mio parere procedere nel modo da lei ipotizzato potrebbe essere un modo intelligente per eludere la normativa. Se la cifra da trasferire è particolarmente elevata le consiglierei comunque di effettuare i bonifici in diverse tranche distanziate più di un mese tra loro, così da passare il più possibile in modo inosservato.
La ringrazio infinitamente.Conosco la “rarità ” del mio caso,e non mi resta che procedere come
ipotizzato a scanso di eventuali intoppi.Il bello è che sono soldini sacrosanti e sudati e alla luce del sole!Beh,pazienza : coi tempi che corrono, si ha paura persino della propria ombra!Qui, comunque, le cose vanno malino, e non si sà come andremo a finire (speriamo venga
smentita la Moodys).Complimenti per questo interessantissimo site,tanti tanti auguri e un forte GRAZIE.
Dopo avere inivato tutta la documentazione richiesta e la correttezza della stessa,
Swissquote mi ha inviato un questionario, tipo Keytrade, nel quale si chiede, tra le altre cose, l’origine dei capitali (e dichiarazione dei redditi annessa), l’indirizzo del proprio datore di lavoro (se salariati), scopo di apertura del conto, etc.
nulla di traumatico spero. Altrimenti Raffaella, che il conto a Swissquote già lo ha acceso, ce ne avrebbe fatta citazione.
Buongiorno a tutti.
Ho letto d’un fiato i non pochi interventi essendo l’argomento di grande interesse.
Un chiarimento su due cose.
Quando Mauro Corradi parla di banche come Advanzia e Keytrade per poche decine di migliaia di euro e Postfinace per somme più considerevoli, include tra le prime anche banca
Migros? Insomma, banca Migros è affidabile per
cifre sostanziose?
Non ho ben capito (sicuramente se ne sarà parlato ripetutamente: non vogliatemene, ma per cortesia toglietemi il dubbio) se presso
Postfinance è possibile scegliere tra comunicazione e non comunicazione al fisco italiano?
Grazie a tutti.
ciao Maurizio.
provo a risponderti io.
fondamentalmente Migros è concorrente di PostFinance, ma in generale le banche svizzere sono affidabili per definizione (magari Mauro potrà darti indicazioni più precise in merito a eventuali rating..).
per quanto riguarda il lato fiscale, ti consiglio di approfondire il discorso con la guida sugli investimenti esteri. resta comunque che devi dichiarare tu gli interessi, dato che la banca non farà comunicazioni.
Buongiorno,
volevo fare una domanda simile a quella di Maurizio (319) che mi ha anticipato di qualche ora.
Nell’ottica di diversificare il mio modesto patrimonio, vorrei aprire un conto presso PostFinance e contestualmente aprire una posizione presso un altro istituto che mi permetta di mantenere e gestire tramite Internet un dossier titoli ( BTP e ETF ).
Si parla di importi legali minori di 100.000 euro, ma sono i risparmi di vita ….. vorrei avere la massima affidabilita’.
Quale il piu affidabile secondo Voi: Keytrade o Banca Migros ( sia come banca che come servizio ) ?
Grazie per la risposta
Simone
PS: una considerazione ad alta voce pro-Migros: in fondo Migros e’ una banca reale, se non dovesse funzionare Internet per qualsiasi ragione, in caso di emergenza posso sempre recarmi di persona. Sono troppo pessimista ?
Migros andava bene fintanto che i bond internazionali (di cui consente la compravendita) offrivano interessi allettanti. Ora che gli interessi sono scesi, al lordo dei costi di tenuta dossier titoli, sotto lo zero, non è più conveniente aprire un conto a Migros. Io stesso sto valutando di chiuderlo. Per una cifra di 100k da salvaguardare il più possibile ti consiglierei di mantenerti sui conti di deposito, usando Postfinance in sinergia preferibilmente con Banque Robeco, o in alternativa meno solida con il terzetto minore Advanzia, Keytrade, Anglo Irish Bank International. Per quanto riguarda i rating delle banche svizzere: Postfinance AAA, Migros A.
Mi è balenata un’idea mica poi così tanto sciocca(forse!): visti gli interessi netti quasi tutti sotto lo zero, viste le trafile
sempre piuttosto complicate per aprire, intrattenere, chiudere un conto,le eventuali sanzioni in cui si potrebbe incappare malgrado la buona fede, non sarebbe una soluzione affittare una cassetta di sicurezza e mettere lì i nostri risparmi? Non ci sarebbe neppure bisogno di andare all’estero, e i nostri soldi sarebbero altrettanto sicuri. O sbaglio?
Cordialità .
Franca
dal Post n. 299: ((Cesarito come ho già detto in più occasioni banche come Advanzia, Keytrade, Anglo Irish Bank sono bellissime realtà che però sono adeguate per depositi di soli qualche decina di migliaia di euro, per una cifra importante come 400k hai scelto, con Postfinance, la base giusta. Non credo sia il momento storico adatto per ’speculare’ sugli interessi. Se vuoi integrare Postfinance per una cifra importante hai una sola alternativa: Banque Robeco. Ingegnati a parlare il francese…))
Hai idea se Banque Robeco abbia dei limiti in uscita, per rientrare in possesso di tutto il capitale? Non sono riuscito a capirlo..
E poi ho visto un articolo interessante su ABN Amro che offre interessi molto simili: chi sarà più affidabile e sicuro in tempi di crisi?
@Franca: la sua soluzione sarebbe la più tranquilla sotto ogni aspetto.
@ Cesarito: secondo me con Robeco non ci sono limiti in uscita, non se ne trova menzione alcuna nel loro sito. Per quanto riguarda le banche olandesi Abn Amro non è un granché come solidità , la paragonerei ala nostra Unicredit. La banca più solida in Olanda resta, nonostante le vicissitudini del 2008, la Ing, non per nulla lo stato olandese intervenne per sostenerla. Ad oggi ha già rimborsato il 50% del prestito statale ottenuto.
Per Sig. Corradi : Lei è un tesoro! Per ora GRAZIE e se avrò novità Le farò sapere.Tantissimi auguri.
Signora Franca, ci tenga informati sui costi che le chiederanno per la cassetta! In effetti è una soluzione semplice e alla portata di tutti.
Per Sigg. Corradi e Brasile : Notizie che potrebbero interessare.
C’è un sito che ricalca in qualche modo il vostro anche se diretto per lo più ai cittadini greci, che vi consiglio senz’altro di visitare :
http://www.tsig.gr/
e che può essere letto anche in inglese.Grazie a quel sito, ho saputo che in caso di bancarotta o ritorno alla vecchia valuta, le cassette di sicurezza presso le banche verrebbero aperte solo in presenza di ufficiale
giudiziario il quale eseguirà quanto segue :
1 – se il denaro non era stato dichiarato,
verrà tassato analogamente;
2 – gli euro verranno comunque convertiti nella
nuova (vecchia) valuta al cambio che sarÃ
allora deciso.
Questo “pare” quanto!!!!Quindi?
Per ciò che concerne il costo annuale della cassetta di sicurezza, mi è stato confermato che si va’ dai 30 ai 150 euro, e oltre, a seconda della banca e delle misure della cassetta medesima. Penso che in Italia sia la stessa cosa, ma domani farò una telefonata alla mia banca.
Vi sarei davvero grata se vorrete appena vi sarà possibile, e se del caso, commentare quanto sopra. Cordialità .
A questo link
http://www.tsig.gr/lang-en/foreign-bank-deposits
trovate una interessante discussione in inglese su quello che sta succedendo in Grecia a proposito di liquidi spostati da cittadini greci su conti all’estero.
La Grecia non è l’Italia, ma quello che succede ora lì potrebbe comunque darci un’idea di quello che potrebbe succedere se andasse male..
Mi sembra di aver capito (ma non ne sono sicuro) che per detenere capitali versati all’estero in Grecia si paga adesso l’8% all’anno !!!! E non una-tantum..
Spero di aver capito male, vorrei che chi se ne intende più di me ci desse un’occhiata nell’interesse di tutti noi..
Grazie!
mi pare che le perplessità e i timori di Franca siano gli stessi che già aveva avanzato Cesarito in precedenti discussioni, è evidente che tenendo i soldi a casa o in una cassetta di sicurezza ci si salva dalle patrimoniali ma non dal default di uno stato e/o della rispettiva valuta, dracme o euro greci che siano. Noi seguiamo con attenzione quanto avviene in Grecia perché sappiamo esserci altissime probabilità che quanto ora avviene là in futuro potrebbe avvenire qui da noi.
@ Mauro, Massimiliano, luxor e altri :
se avete letto quanto riportato qui
http://www.tsig.gr/lang-en/foreign-bank-deposits
potete darmi una vostra opinione?
Parlo anche dei depositi esteri, tema fondamentale di questo FORUM, in Grecia adesso pare che li stiano tartassando all’8% all’anno!!
Spero di sbagliarmi, e non ho capito se ci sono eccezioni o no..
E’ una specie di scudo fiscale o è una vera tassa? (visto che è un tot all’anno…)
Ci sono dei sistemi per salvarsi?
Non ho capito se è solo in area euro, in quel caso forse la Svizzera ne è fuori!
Grazie
@Franca
grazie per l’interessantissima segnalazione!
@Cesarito
circa un mese prima dell’articolo, avevamo segnalato il fenomeno della fuga dei capitali dalla Grecia.
la tassazione dell’8% rappresenta la percentuale di tasse da pagare per chi ha la residenza fiscale in Grecia e ha somme di denaro all’estero che non intende rimpatriare con lo scudo fiscale greco al 5% entro 6 mesi (vedi notizia Ansa).
@ Massimiliano:
quindi per capitali usciti regolarmente (bonifico e dichiarazione l’anno successivo) non dovrebbero esserci problemi, almeno volendo fare il parallelo con la Grecia, giusto?
Quali altre problematiche si intravedono secondo te per capitali regolari all’estero in tempi di crisi degli Stati sovrani?
al momento non ritengo ci possano essere problematiche o penalizzazioni sui soldi regolari all’estero che possano essere maggiori di quelle sui soldi tenuti in Italia.
Eheh..
..io veramente speravo che fossero inferiori..
..sennò chi ce lo fa fare?
😉
Cassetta di sicurezza (misure :ca. 20x30x10)
– c/o la mia banca greca : euro 121,00 annuali
– c/o ” ” ” italiana : ” 120,00 ”
Cordialità e auguri a tutti!
@ Mauro, Massimiliano, e utenti esperti:
Il direttore della mia banca ovviamente sta cercando di farmi desistere dal trasferire i miei risparmi fuori (dalla sua banca..), invogliandomi con tassi di interesse preferenziali (1,25 già attivo, forse anche 1,75%).
E mi ha fatto riflettere su una cosa: anche se ci fossero manovre aggiuntive, tasse patrimoniali ecc., dovrebbero comunque essere discusse e ci vorrebbe almeno uuna ventina di giorni per approvarle. Ora che ho aperto un conto in svizzera, ci metto tre-quattro giorni
a compiere il passaggio e quindi dovrei essere al sicuro, stando attento..
Ora mi chiedo: riusciremo a saperlo in tempo?
Com’è andata ai tempi di Amato? (1992)
E poi: questa tassa sulle transazioni finanziarie voluta dalla Merkel e osteggiata da Berlusconi in che consisterebbe e che ricaduta potrebbe avere sui conti correnti italiani (e di tutta l’area euro)?
In questo caso pure converrebbe stare in Svizzera o no?
Grazie!
Per la tassa sulle transazioni finanziarie forse ho trovato la risposta:
http://www.banknoise.com/2009/11/tassa-sulle-transazioni-finanziarie-puo-essere-unidea-ma-attenzione-agli-effetti-collaterali.html
Sembra poco preoccupante per noi piccoli risparmiatori, dovrebbe dar fastidio piuttosto agli speculatori e ai traders veri e propri che si muovono nel brevissimo termine, rendendo troppo volatile il mercato.
Le altre questioni rimangono aperte, fatemi sapere cosa ne pensate!
Grazie
@Franca
grazie per il feedback. forse ha già letto nell’articolo sul libretto di risparmio in valuta estera che la banca in questione offre cassette di sicurezza gratuite presso alcune filiali. forse può interessarle.
@Cesarito
il tuo direttore fa gli interessi della sua banca: al tuo posto, non mi aspetterei infatti di poter agire rapidamente e indisturbato.
tra l’altro non mi sembra neanche che ti offra interessi così allettanti!
@ Massimiliano:
perché pensi che non sia possibile agire per muovere capitali in caso di problemi?
E quali potrebbero essere interessi convenienti ma realistici per una forte somma ma non vincolata, presso un buon Istituto italiano?
è chiaro che se consideri per il tuo portafoglio solo istituti italiani, i tassi sono oramai allineati (al di là di promozioni temporanee chiaramente) e solo con una contrattazione privata puoi cercare di ottenere qualcosa in più.
per rispondere alla tua domanda, se si realizzasse uno scenario come quello che paventi, ma che mi sembra sospetti pure Mauro, dubito che si avrebbe il tempo di intervenire con l’anticipo necessario. questo perché non sarebbe efficace la “patrimoniale” se ognuno avesse il tempo di mettersene al riparo, non pensi?
tra l’altro nel tuo caso parli di cifre sostanziose, che come saprai possono essere soggette a limitazioni di libera movimentazione da parte della banca (mi pare che il limite è sopra i 50k per movimentare liberamente le somme in Europa, ma dovrei approfondire le normative).
mi sembra che con postfinance hai già intrapreso una strada cautelativa, per cui mi chiedo perché non farti consigliare direttamente da loro su come diversificare il portafoglio invece che ascoltare il tuo direttore. se avessi la tua disponibilità , sicuramente darei retta ai consigli di Mauro (vedi commento #322), ma chiederei senz’altro un parere anche agli svizzeri.
Cesarito ore 11.48 am.
– Nel 1992 tutti indistintamente i depositi bancari sono stati alleggeriti del 6×1000 dalla sera alla mattina, senza possibilità di fuga.
– Il portavoce del governo tedesco ha dichiarato chela proposta di una tassa europea sulle transazioni finanziarie è stata approvata
da TUTTI i membri del consiglio, ivi incluso Berlusconi, con unica titubanza della repubblica ceca.
grazie della segnalazione Franca.
Un uomo d’affari greco ha proposto di acquistare obbligazioni tedesche presso banche greche, il che metterebbe al riparo da qualsiasi default o ritorno alla dracma,evitando oltretutto ogni iter difficoltoso inerente ai trasferimenti di capitale e quanto ne conseguirebbe.Ci sarebbe da definire in quale modo ciò possa avvenire, a quale costo, se esiste un limite min/max, e se “veramente” non si perdono i soldini impiegati nell’operazione di cui trattasi,dando per scontato che il titolo dovrebbe essere nelle mani dell’investitore il quale, eventualmente, potrebbe presentarlo al-l’emittente tedesca per l’incasso. Ho posto queste domande a chi potrebbe sciogliermi i dubbi, e non mancherò di girarvele non appena in possesso.Nel frattempo, qualche lettore potrebbe già esserne a conoscenza, e anticiparle? Grazie.
Franca anche qui sul nostro sito qualcuno aveva proposto una simile soluzione, noi l’abbiamo ritenuta un pò parziale, nel senso che si ha certamente maggiore sicurezza nel sisterare i risparmi direttamente all’estero. E’ comunque, la sua, una soluzione intermedia da tenere in considerazione.
Sto pensando seriamente di aprire un conto in dollari, in cui farei affluire i miei risparmi, e quindi sono necessariamente alla ricerca di una banca che mi faccia un buon cambio senza dissanguarmi. Questo la prima discriminante.
La seconda è che vorrei aprirlo in Germania o in Svizzera, meglio la prima se possibile. Sempre che non siano necessari requisiti come la residenza, visto che non ne sono in possesso.
Qualcuno di voi mi sa dare delle buone dritte?
Nessun tentativo di evasione fiscale, sono un dipendente…
sulla Germania non abbiamo ancora recensito nulla, tuttavia non escluderei a priori nazioni come Belgio e Lussemburgo, sempre comunitarie e con economie stabili.
se non lo hai fatto, dai un’occhiata alle recensioni nella pagina dei conti esteri.
Buongiorno,
volevo sapere che problemi puo’ incontrare chi decide di aprire un conto in svizzera ma ha momentaneamente perso il posto di lavoro.
Ti faranno molte storie. Se comunque deposito una certa cifra dichiarando che sono proventi da risparmi o eredità qualcuno te lo aprirà comunque. In ogni caso potresti dichiarare un tipo di lavoro qualsiasi tanto non è che poi vanno minuziosamente a controllare.
Per BBduck: non so quale banca tedesca permetta di aprire un conto in dollari (presumo siano in diverse a farlo, vista la presenza di numerose basi NATO con relativi soldati americani da quelle parti…). Ti posso però dire che, leggendo i post su argomenti di discussione simili in siti inglesi, vanno per la maggiore la banca postale (http://www.postbank.com/ in Inglese, ma poi ti reindirizza sulla pagina in tedesco) e la Norisbank, che tra l’altro ha un interessantissimo conto a zero spese (http://www.norisbank.de/produkte/girokonto.html?WT.mc_id=010710&mc_wp=91). Resta il problema della lingua e quello dell’apertura di conto ai non residenti. Da quello che leggo in giro c’è un po’ di discrezionalità sulla richiesta della residenza. C’è chi te la chiede e chi no.
A TITOLO INFORMATIVO POICHE ABITO A GENOVA HO PROVATO AD APRIRE ALLA FILIALE POSTALE DI MENTONE UN COMPTE SUR LIVRET : MI HANNO RICHIESTO UN CERTIFICATO DI RESIDENZA (COSA NON INDICATA NEL SITO) MA ANCOR PEGGIO MI STAVANO LETTERALMENTE BUTTANDO FUORI SE NON DICHIARAVO DI VERSARE ALL’ATTO DELL’APERTURA ALMENO 5000 EURO (IL SITO INDICAVA POSSIBILITA’ DI APERTURA 10 EURO ) INOLTRE PER RIBADIRE LA SERIETA’ DEGLI ALTRI PAESI CHE ESALTIAMO SEMPRE RISPETTO ALL’ITALIA NELL’INFORMATIVA DI SWISSQUOTE E’ CHIARAMENTE E INEQUIVOCABILMENTE RIBADITO CHE SE SI OPTA PER LA DICHIARAZIOBNE AL FISCO ITALIANO LA RITENUTA FEDERALE NON VIENE APPLICATA CONTRARIAMENTE A QUANTO DETTO IN DUE COMMENTI SOPRA (DI CUI PERALTRO MI FIDO )INOLTRE NON RIESCO A TROVARE MENZIONE PER SWISSQUOTE DELL’ANNULLAMENTO DELLA RITENUTA FEDERALE SE GLI INTERESSI SONO < DI 200 CHF COME PREVEDE LA LEGGE SVIZZERA SIGNOR BRASILE LEI CHE NE PENSA? IO HO L'IMPRESSIONE CHE ANCHE IN FRANCIA E SVIZZERA SI HA LA CERTEZZA DELLE REGOLE COME E FORSE PEGGIO NEL NOSTRO PAESE COME FA UNA BANCA A SCRIVERE X SULL'INFORMATIVA E POI PROCEDERE Y MI SEMBRA SURREALE.
CORDIALI SALUTI
RAFFAELLA.