Domande frequenti sui conti svizzeri
Scritto da Massimiliano Brasile
20 Novembre 2011 | Opinioni
Nell’ultimo periodo sono aumentate considerevolmente le richieste relative alle incombenze fiscali per chi apre un conto corrente o un conto di deposito in Svizzera. Cercherò di raccogliere in questo articolo le principali indicazioni emerse anche grazie al feedback di molti lettori.
Ciò che segue è da considerare come sempre un work in progress che spero di perfezionare e correggere con il vosro aiuto, che non può certo sostituire il parere di esperti fiscalisti, ma che forse può offrire un punto di riferimento per chi si avvicina per la prima volta ad investimenti all’estero.
Ultimo aggiornamento 11/03/12. Ogni segnalazione è come sempre la benvenuta!
Veniamo alle domande.
- E’ legale aprire un conto in Svizzera?
- Che cifra posso trasferire?
- Quanto costa trasferire soldi verso la Svizzera?
- Qual è la cifra che posso trasferire senza obbligo di dichiarazione?
- Quali sanzioni rischio se non dichiaro?
- Se ho già trasferito delle somme all’estero cosa devo fare per regolarizzare la mia posizione?
- Cosa va dichiarato?
- In che modo dichiaro i miei risparmi all’estero?
- Se apro una posizione cointestata cosa cambia?
- Quali tassazioni subisco?
- Quali garanzie ho sui capitali in Svizzera?
1. E’ legale aprire un conto in Svizzera?
Chiariamo subito che aprire un conto corrente rappresenta l’accettazione di un contratto tra due parti, la banca e il cliente. Non c’è quindi alcuna limitazione per un qualunque cittadino italiano ad aprire un conto corrente ovunque nel mondo, così come in Svizzera. Quando si parla di legalità di un conto corrente, in realtà si deve far riferimento alla tracciabilità delle cifre che sono state versate sullo stesso: se il trasferimento avviene tramite bonifico o assegno, non può esserci alcun timore sulla legalità della stessa operazione (chiaramente la banca potrà richiedere prova di legittimo possesso delle cifre che si trasferiscono e legittima origine delle stesse).
Nella pagina dei Conti Esteri trovate diverse recensioni di offerte svizzere.
2. Che cifra posso trasferire?
Negli ultimi anni sono state varate norme e direttive internazionali e nazionali destinate a limitare il riciclaggio di denaro e le attività illegali [1]. In conseguenza a queste misure i trasferimenti di denaro sottostanno al vaglio degli istituti di credito che per primi sono tenuti a valutare la liceità di un trasferimento (domandando e registrando scopo e natura del trasferimento ad esempio per importi rilevanti), ma che non possono certamente impedirlo. Le soglie significative relative ai bonifici internazionali possono essere le seguenti:
0-15k : entro questo range la banca non è tenuta a fare alcuna indagine, ma in riferimento alla recente manovra (legge n. 138 del 13 agosto 2011) scatta l’obbligo di segnalazione per movimenti pari o superiori a 2500 euro mentre risulteranno tracciati tutti i trasferimenti a partire da 1000 euro in riferimento al recente D.L. 201 dello scorso 6 dicembre [5]; inoltre tale limitazione ha periodicità settimanale.
15k-50k : indipendentemente che tali somme siano trasferite in soluzione unica o in più soluzioni successive che possono apparire collegate, la banca deve indagare sulla natura del trasferimento oltre a segnalarlo; questo importo permette un trasferimento senza particolari limitazioni in tutta l’area UE.
50k-250k : in questa fascia i bonifici oltre a essere segnalati sono soggetti a limitazioni che variano da istituto a istituto
250k-500k : come la fascia precedente, questi bonifici sono soggetti a maggiori limitazioni e alcuni istituti neanche li permettono
oltre 500k : questi bonifici sono definiti come di importo rilevante o BIR (Bonifico di Importo Rilevante); oltre alle evidenti limitazioni che variano da istituto a istituto, possono avere costi variabili anche in percentuale sulla cifra trasferita
Le limitazioni illustrate sono chiaramente inferiori nel caso la banca abbia clienti che abitualmente movimentino cifre importanti (ad esempio aziende o liberi professionisti) e sono per lo più relative a movimentazioni sporadiche e occasionali, tali da necessitare controlli mirati da parte dell’istituto.
3. Quanto costa trasferire soldi verso la Svizzera?
E’ bene tenere a mente che la Svizzera è un paese esterno alla Comunità Europea. Da questo punto di vista trasferire i soldi verso la Svizzera e verso gli Stati Uniti si equivalgono.
Dato che si tratta di un importante centro finanziario però, tutti gli istituti prevedono costi certi per le movimentazioni verso la Svizzera che devono essere indicati nei fogli informativi del proprio conto corrente. In base al proprio istituto il costo può variare, da un minimo di zero euro a cifre non trascurabili.
Vorrei far notare che la Svizzera ha aderito agli accordi SEPA e in conseguenza di questi accordi, le sue banche, che hanno dotato i conti correnti di codice IBAN, non applicano spesso commissioni per i trasferimenti verso la UE. E’ auspicabile che i nostri istituti di credito seguano la stessa direzione.
Può essere utile la lettura di alcuni articoli dedicati a come risparmiare sul trasferimento tra Italia e Svizzera.
4. Qual è la cifra che posso trasferire senza obbligo di denuncia?
Il limite alla movimentazione di capitali senza obbligo di denuncia alla Dogana (oltre i confini nazionali a prescindere dalla modalità di tale trasferimento e della destinazione) è attualmente fissato in 10mila euro [2]. Questo vuol dire che da 10mila euro e 1 centesimo in su il cittadino deve dichiarare il trasferimento se attraversa il confine nazionale con la cifra in contanti (all’Ufficio delle Dogane, compilando apposito modulo) o tale denuncia sarà fatta da parte della banca se il trasferimento avviene a mezzo bonifico (via preferibile).
Ovviamente, se si trasferiscono tra un anno e l’altro cifre inferiori ai 10mila euro che si vanno a cumulare all’estero (consistenze), andranno conseguentemente dichiarate nell’anno fiscale successivo allo sforamento dei 10mila euro [4]. Riguardo i trasferimenti, si fa riferimento anche a quelli estero-su-estero, ma non ad acquisti effettuati con carte di credito o assegni che non devono essere dichiarati.
Riguardo i prelievi in contanti effettuati tramite carte di credito o di debito (bancomat), essi rappresentano di fatto trasferimenti estero-su-Italia e vanno quindi conteggiati ai fini delle movimentazioni e dichiarati se si sfora il limite dei 10mila euro [4].
5. Quali sanzioni rischio se non dichiaro?
Le sanzioni per mancata dichiarazione di somme detenute all’estero pari o superiori a 10mila euro variano tra il 5% e il 25% sono elevate fino al 50% delle somme non dichiarate eccedenti i 10mila euro così come delle movimentazioni superiori a 10mila euro non denunciate [3].
Segnalo inoltre che sono in corso trattative riservate tra Italia e Svizzera per la determinazione di capitali ignoti al fisco italiano detenuti in Svizzera da parte di cittadini residenti in Italia. Conseguentemente a queste trattative è ipotizzabile che vi sia la concreta possibilità di una tassazione diretta da parte degli istituti elvetici, sul modello di quanto già concordato tra la Svizzera, la Gran Bretagna e la Germania in materia di evasione fiscale.
6. Se ho già trasferito delle somme all’estero cosa devo fare per regolarizzare la mia posizione?
Se il trasferimento è avvenuto nell’anno in corso si è perfettamente in tempo per dichiararlo l’anno successivo. Negli altri casi, se non si è provveduto a dichiararli in tempo, è opportuno rivolgersi a un fiscalista per valutare il più opportuno da farsi.
7. Cosa va dichiarato?
Vanno dichiarate le consistenze detenute all’estero a proprio nome superiori a 10mila euro e i relativi interessi superiori a maturati tali che la relativa imposta applicata in Italia superi 10,33 euro nell’anno precedente (es. per un’imposta sostitutiva al 20%, gli interessi percepiti superino almeno 52 euro). Per determinare la somma, si cumulano eventuali diversi depositi detenuti e il cumulo nella stessa dichiarazione (es: se devo allo Stato un’imposta maggiore di 10,33 euro, derivante dalle sezioni V e XVI del quadro RM, allora le sezioni XV e XVI vanno compilate, anche se l’imposta sugli interessi derivanti dal quadro RM-V sono minori di 10,33 euro).
Vanno inoltre dichiarate le movimentazioni che cumulativamente superano i 10mila euro (es. bonifico 5000 euro verso estero e entro l’anno riporto 5000 euro e 1 centesimo in Italia devo dichiarare la movimentazione).
La sezione XVI dell’RM va sempre compilata indipendentemente dall’importo dell’attività finanziaria dichiarata.
La sezione XVI del Quadro RM va sempre compilata indipendentemente dall’importo dell’attività finanziaria dichiarata ricadendo nella cosiddetta “Patrimoniale Monti” inserita nel decreto Salva-Italia [5] che prevede una tassazione ulteriore dell’1×1000 per le attività detenute nel periodo 2011-2012 e del 1,5×1000 per le attività a decorrere dal 2013.
Per posizioni cointestate vedi punto 9.
8. In che modo dichiaro i miei risparmi all’estero?
Fermo restando che il modo più trasparente per trasferire le somme all’estero è a mezzo bonifico bancario e che la propria banca effettuerà una segnalazione se la cifra movimentata supera le soglie previste (vedi punto 2), i risparmi detenuti all’estero vanno dichiarati nell’anno fiscale successivo al primo trasferimento e negli anni successivi fintanto che tali cifre superano gli importi minimi vengono mantenute aperte le posizioni all’estero.
In particolare andrà compilato il Quadro RW per cifre pari o superiori a 10mila euro e il Quadro RM per gli interessi superiori a 10,33 euro maturati in accordo alle soglie indicate al punto 7.
Se però si trasferiscono ad esempio 5mila euro verso un conto estero e nello stesso anno gli stessi 5mila euro sono trasferiti indietro verso il conto italiano, si è raggiunta la cifra di movimentazione che obbliga a compilare il Quadro RW del modello Unico.
Non vanno inoltre trascurati gli interessi eventualmente maturati all’estero: se questi superano i 10,33 euro va compilato il Quadro RM del modello Unico (anche nel caso in cui si sia esentati dal compilare il Quadro RW).
Vi è inoltre un’ulteriore modalità di dichiarazione, non sempre praticabile, che fa riferimento alla possibilità di dare uno specifico mandato alla propria banca estera:
Con riferimento ai conti correnti all’estero, l’obbligo di compilazione del modulo RW non sussiste qualora il contribuente dia apposita disposizione alla banca estera presso la quale è detenuto il conto di bonificare gli interessi maturati sul conto estero (immediatamente e comunque entro il mese della maturazione) su un conto corrente italiano intestato al medesimo contribuente, dando specificazione nella causale dell’ammontare lordo e dell’eventuale ritenuta applicata all’estero. [4]
Tale misura può essere richiesta anche in caso di conto infruttifero, dato che in futuro potrebbero cambiare le condizioni di interesse del conto estero. Tuttavia non ci risulta nessun istituto svizzero, tra quelli recensiti, che si renda disponibile ad adottare questa particolare procedura utile solo per i contribuenti italiani.
Nel caso ci fosse un istituto disponibile, il contribuente sarebbe esonerato completamente dal dover dichiarare le somme gestite da tale banca visto che sarebbe la banca stessa a operare da sostituto d’imposta accreditando gli interessi in Italia per la loro tassazione.
9. Se apro una posizione cointestata cosa cambia?
In tal caso entrambi gli intestatari dovranno compilare l’anno successivo i quadri interessati per l’ammontare complessivo detenuto all’estero. Vale infatti il principio di “disponibilità” del conto, ossia di poter disporre per ciascun intestatario liberamente delle somme sul conto.
In particolare si fa riferimento alla circolare 45E/2010 dell’Agenzia delle Entrate [4] che in proposito dichiara:
[..] in caso di attività finanziarie o patrimoniali cointestate il modulo RW deve essere compilato da ogni intestatario con riferimento all’intero valore delle attività (e non limitatamente alla quota parte di propria competenza) qualora questi abbia la disponibilità piena delle stesse. E’ il caso, ad esempio, del conto corrente cointestato ad entrambi i coniugi.
10. Quali tassazioni subisco?
In Svizzera vigono due possibili tassazioni:
- l’imposta preventiva federale al 35%, applicata sugli interessi maturati sia in conti correnti che conti di deposito, se essi superano i 200 CHF. Viene pure applicata sulle cosiddette obbligazioni di cassa bancarie e sui titoli obbligazionari emessi dalla confederazione elevetica o da società private svizzere (codice ISIN CH). Non abbiamo sperimentato la possibilità, contemplata, di veder riconosciuti indietro tale tassazione in base alla non-residenza (vedi Modulo 95 nella guida [0]).
- l’euroritenuta al 35%, applicata sugli interessi maturati sulle obbligazioni straniere acquistate sul mercato telematico svizzero SIX (l’equivalente del nostro MOT). E’ possibile disapplicare tale imposta sottoscrivendo alla banca svizzera presso cui si è clienti apposita istanza di scambio automatico di informazioni fiscali con l’Italia e conseguente rinuncia al segreto bancario.
In sede di denuncia dei redditi (modello Unico) si autotasseranno gli interessi maturati nel quadro RM con la possibilità di due opzioni:
- imposta sostitutiva al 20% (aliquota medesima con cui vengono tassati gli interessi in Italia), in vigore dal prossimo 01/01/2012
- tassazione ordinaria in base allo scaglione Irpef in cui si ricade, per un piccolo contribuente solitamente 23% o 27% più addizionale regionale e comunale. Tale opzione è consigliabile a chi avesse subito l’euroritenuta (non avendone richiesta la disapplicazione), in tal modo può recuperarne l’importo attraverso la complilazione del quadro CR. L’imposta preventiva federale non è invece recuperabile attraverso il quadro CR, se non in minima parte e solo attraverso una procedura complessa, quindi sconsigliabile. Non è però da escludere che le recenti disposizioni emanate dal governo vadano a contemplare tale possibilità. Lo vedremo quando ne saranno meglio chiariti i dettagli.
Nota su PostFinance: non è prevista secondo questo isitituto la rinuncia al segreto bancario e sarà comunque applicata la tassazione sugli interessi in base all’imposta federale. Identica posizione sembra sia assunta anche da Credit Suisse e UBS.
11. Quali garanzie ho sui capitali in Svizzera?
Per operare in Svizzera ogni banca e ogni succursale che accetti depositi è obbligata ad aderire al Fondo di tutela bancario svizzero, che è attualmente pari a 6 miliardi di franchi, garantendo su territorio svizzero una copertura pari al 125% dei depositi accettati. In virtù di questo obbligo, ogni cliente che apre un rapporto bancario in Svizzero ha una copertura fino a 100mila franchi dallo scorso 18 marzo (precedentemente la copertura era di 30mila franchi).
Sono tutelati tutti gli averi in conto intestati allo stesso cliente (quindi conti correnti, conti di deposito e le obbligazioni di cassa [6]) per singolo depositante e per banca [7], a prescindere dalla valuta di riferimento scelta per il rapporto.
Fanno eccezione le poste svizzere (PostFinance) che godono di una garanzia superiore erogata direttamente dallo stato elvetico, vista la loro struttura pubblica: in virtù di questa sovra-tutela i depositi privilegiati presso PostFinance godono di garanzia indipendentemente dall’importo degli averi del singolo cliente [8].
Riferimenti
[0] Guida agli investimenti all’estero
[2] Decreto Legislativo 19 novembre 2008, n. 195
[3] Circolare 43/E del 2009 (Agenzia delle Entrate)
[4] Guida alla corretta compilazione del modulo RW
[5] Disposizioni urgenti per la crescita, l’equita’ e il consolidamento dei conti pubblici. (Decreto-legge del 6 dicembre 2011 n. 201, “Salva-Italia“)
[7] Garanzia dei depositi delle banche e dei commercianti di valori mobiliari svizzeri
20 Novembre 2011 | Opinioni
Tags: credit suisse, crisi, euro, evasione fiscale, germania, inghilterra, quadro rw, svizzera, ubs
[1]
hai capito bene, nell’Unico di quest’anno dichiarerai movimentazioni e consistenze relative al 2011.
gentile Dott.Brasile,
mi appresto oggi o domani a trasferire tramite bonifico da Banca Intesa i miei risparmi su un conto svizzero, sono in tutto 18.000 euro, potrebbe illuminarmi su cosa consiste la segnalazione come indicato al punto due(che cifra posso trasferire?) in questa guida?
Non è che dopo due giorni m i ritrovo la guardia di finanza in casa?
C’è eventualmente qualche altro documento o dichiarazione da fare adesso oltre alla compilazione dei riquadri RM ed RW nella dichiarazione dei redditi che farò nel 2013 per il periodo d’imposta 2012?
Ho letto approfonditamente le guide di piccolo risparmio ma non vorrei essermi perso qualche dettaglio o commettere leggerezze con il rischio di perdere i miei risparmi per una multa dell’Agenzia delle Entrate o della GdF mentre li voglio trasferire per salvarli dal sistema Italia che secondo me si avvicina sempre più velocemente verso il crack.
la ringrazio in anticipo
marcello
MOVIMENTAZIONE + STOCK finale, a meno che la moglie non sia residente italia
la domanda era gia stata fatta e avevo risposto
🙂
la segnalazione automatica è prassi riguardo i trasferimenti che quotidianamente vengono fatti (non solo con l’estero), nulla di più. l’AdE e la GdF attingono ai dati raccolti allo scopo di evidenziare eventuali movimenti sospetti e procedere ad indagini mirate.
per chi trasferisce somme detenute legalmente tramite bonifico non c’è quindi nulla da temere, dato che si agisce nel pieno delle regole e come si suol dire “alla luce del sole”.
l’unica incombenza riguarderà la denuncia nel quadro RW l’anno prossimo del trasferimento e della consistenza estera oltre agli eventuali interessi maturati e certificati dalla banca svizzera al 31/12 di quest’anno.
io ho un conto postfinance da poco…le movimentazioni all’interno di esso tipo dal cc in euro al cc in chf o dal cc in euro al conto e-deposito in euro etc vanno dichiarate tutte nel modello rw? o essendo in pratica giroconti interni no?
approfitto della Vostra gentilezza e chiedo ancora se si puo’ sapere ancora qualcosa sul modello 95 x il rimborso parziale dell’imposta 35 x cento svizzera…in internet non ho mai conosciuto nessuno che l’abbia fatta..eppure anche se c’è da sbattersi un pò xchè non farla?
Ciao, sono anche io nella stessa identica situazione e mi ponevo la stessa domanda. Ho letto la circolare dell’ AE sulla corretta compilazione del modulo RW e per quanto ho capito direi che, si, vanno dichiarati gli spostamenti come estero su estero anche se non tutti capillarmente ma complessivamente per ogni conto.
Anche il conto e-deposito si identifica univocamente all’interno del SET per cui siccome nel quadro RW va dichiarato il conto estero su cui dall’Italia hai trasferito i soldi, se poi li metti nel conto e-deposito senza specificare il trasferimento estero su estero se fanno un controllo si accorgono che il c/c movimentato dall’Italia non ha più quella consistenza.
Resta tuttavia da capire come farebbero a controllare dal momento che PF mantiene il segreto bancario. In teoria se vanno a chiedere di fargli vedere i miei conti presso PF dovrebbero rispondergli “picche”….
Chiedo a qualcuno più esperto di confermare o meno quello che ho scritto. Grazie
GRAZIE x la risposta.Comunque se io faccio un bonifico ad es 5000k dal cc italiano al ccPOSTFINANCE in euro certo che lo dichiaro.di quei 5000k una volta sul cc eur in svizzera 3000k li sposto sul ccpostfinance in chf e 2000k li sposto sul ccedeposito in euro….questi ultimi 2 trasferimenti sono considerati estero su estero ma è assurdo perchè la somma è sempre 5000k….teniamoci in contatto grazie
si possono dichiarare certo tutti i giroconti interni….certo penso che se nell’arco dell’anno faccio ad esempio 6 trasferimenti cceuropostfinance verso cceuroedepositopostfinance non userò 6 righe nella dichiarazione ma farò la somma complessiva….spero
per i giroconti, se non passa la semplificazione che trattandosi dello stesso intermediario non residente, vadano indicati come movimenti “sull’estero”, si può almeno semplificare accorpando le operazioni ( il link è vecchio, ma credo che le istruzioni siano le stesse per quest’anno http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Strumenti/Modelli/ModulisticaAP/Modelli+di+dichiarazione/2007/Unico+PF+2007/Fascicolo_2/2_istruzione_per_la_compilazione_dei_prospetti_vari/2_Modulo_RW_Investimenti_all_estero.html ):
Se il contribuente ha posto in essere una pluralità di operazioni dello stesso tipo, comportanti il trasferimento dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli mediante l’utilizzo di uno o più conti correnti, in luogo della indicazione delle singole operazioni di trasferimento, il contribuente può limitarsi ad indicare, con riferimento a ciascun conto interessato, l’ammontare complessivo dei trasferimenti effettuati dall’estero (codice 1), dall’Italia (codice 2) e sull’estero (codice 3), indicandone l’importo nella colonna 8 e il codice operazione nella colonna 3.
grazie mille
Compilare un rigo in più o in meno del modello unico non è che ci cambia la vita ( a meno che uno non commetta errori, il che non va sottovalutato). Tanto per fare un po’ di accademia, resta comunque da capire cosa siamo obbligati a produrre in sede di dichiarazione, perchè a meno che non vada allegato il documento di sintesi che rilascia PF a fine anno mi chiedo come farebbero, dall’Italia, a vedere che io sposto i soldi sul conto e-deposito piuttosto che sull’altro c/c in CHF all’interno del SET visto che comunque vada per riportare eventualmente i soldi in Italia userei lo stesso c/c in EUR del SET che ho utilizzato la prima volta. Fermo restando il mantenimento del segreto bancario da parte di PF, ovviamente.
In svizzera le plusvalenze forex non sono tassate. In italia devi pagare il 20% sulle plusvalenze realizzate, compilando il quadro RT. Realizzate significa effettivamente incassate, cioe’ se parti da EUR devi ritornare in EUR, se restano in altra valuta hanno realizzato una plusvalenza solo “virtuale” e quindi non rilevante ai fini del RT
DeeJay
In sede di dichiarazione non devi produrre nulla se non la dichiarazione stessa; tieni tutti gli estratti conto di PF come pezze giustificative dell’unico.
Io dichiaro anche tutte le movimentazioni interne per esteso, visto che non costa nulla, non è chiaro come vadano accorpate, e soprattutto i vari account PF hanno numeri di conto DIVERSI.
PF non comunica mai nulla all’amministrazione italiana. Resta inteso che se tu gli spostamenti li hai fatti, ci sono i documenti di supporto (E/C) quindi io li dichiarerei.
Se vengono effettuati diversi passaggi tipo: EUR>USD>NOK… quale valore di partenza e finale si dovrebbe considerare per calcolare se vi è stata una plusvalenza o una minusvalenza? Qual’è la documentazione che fa fede di queste operazioni? Potresti, eventualmente, indicarmi dove poter approfondire la questione (intendo online)?
Ti ringrazio.
Si, credo sia la cosa migliore
Crociata Usa all’evasione fiscale ( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-02-03/crociata-evasione-fiscale-224403.shtml?uuid=Aat7WdmE ).
concordo, non sarebbe affatto male avere un feedback diretto da parte di chi l’ha percorsa.
storico accordo http://www.corriere.it/economia/12_febbraio_09/superpatto-antievasione-conti-esteri-senza-segreti-dossena_fc3441b2-52e6-11e1-8f96-43ef75befe7d.shtml
alla luce delle novità di unico PF 2012, andrebbero aggiornati i punti 7 e 8 della guida con riferimento alla nuova sezione XVI del quadro RM. Ho appena parlato con l’Agenzia delle Entrate, se servono possono fornire dettagli
ben vengano questi suggerimenti!
nella sezione XVI-RM dell’UnicoPF c’è la mini-patrimoniale di 1×1000 sulle attività finanziarie (quindi anche conti correnti esteri e di deposito esteri). e va pagata in base alla quota % di possesso e in proporzione al n° di mesi del possesso.
Quindi , se si ha un conto estero, oltre al quadro RW, il quadro RM va compilato sia nella sezione V per il pagamanto dell’imposta sugli interessi, sia nella sezione XVI per il pagamento dell’1×1000 sull’ammontare dei depositi.
La sezione XVI dell’RM va sempre compilata indipendentemente dall’importo dell’attività finanziaria dichiarata e il limite dell’imposta di 10,33€ per la NON dichiarazione, riguarda il cumulo totale della dichiarazione stessa : se devo allo stato un’imposta > di 10,33€, derivante dalle sezioni V e XVI del quadro RM, allora le sezioni XV e XVI vanno compilate, anche se l’imposta sugli interessi derivanti dal quadro RM-V sono < di 10,33€.
Non è chiaro come gestire la sezione XVI dell'RM nel caso di numerosi movimenti sul conto estero : es. per 3 mesi ci sono 10.000€, poi, a seguito di un versamento, per i restanti 9 mesi ci sono 25.000€.
Se ho scritto inesattezze, correggetemi.
Buongiorno
ho intenzione di aprire un conto in Svizzera ma vorrei sapere se il capitale esportato , anche legalmente, è veramente inattaccabile ed inalienabile.Non si tratta ovviamente di capitali provenienti da fonti strane ma la sicurezza è importante anche perchè con le voci che circolano di tasse extra sui capitali in Svizzera bisogna comprendere se ciò che si fa è sicuro.
Non è certamente un problema il pagare le imposte sugli eventuali interessi ma sarebbe confortante sapere di avere la certezza sulla tranquillità del deposito del proprio capitale.
grazie
Sull’argomento vi sottopongo questa interessante risposta di Beppe Severgnini ad una lettera sul Corriere (rubrica “Italians”):
http://italians.corriere.it/2012/03/09/caro-monti-scrivo-a-nome-di-molti-connazionali-emigrati-in-germania/
davvero incredibile.. in effetti i transfrontalieri risultano privilegiati al confronto degli italiani residenti all’estero!
come si dice spesso, nessuno ha la sfera di cristallo, quindi nessuno può dirci oggi quale sarà il testo finale dell’accordo (in corso, anche se nessuna notizia ufficiale trapela) tra Italia e Svizzera.
è chiaro che le misure che vengono prese hanno come obiettivo principale la lotta all’evasione fiscale, che continua e che sicuramente ha creato fondi neri in Svizzera. suggerisco comunque la lettura di questo articolo https://piccolorisparmio.eu/index.php/crisi-e-default-quali-opzioni-per-i-piccoli-risparmiatori.html
preciso ed esauriente, grazie. in assenza di contestazioni provvedo ad integrare nella guida.
riguardo la composizione, forse conviene applicare l’interpretazione più restrittiva quindi documentare ogni movimento e conteggiare nella sezione XVI del RM la somma dei parziali riferiti al singolo periodo: dal controllo incrociato tra i movimenti e i parziali dovrebbe delinearsi la situazione complessiva.
Buonasera sig Brasile,
apprestandomi a compilare quadri RW RM CR e compagnia bella, mi sorge un dubbio…
I trasferimenti tra conto privato e conto deposito,(di postFinance) sono da considerarsi pagamenti estero su estero?
La ringrazio in anticipo per l’eventuale risposta.
Saluti
Franco Marinoni
ritengo che i giroconti interni non siano rilevanti ai fini del monitoraggio. tuttavia resta il dubbio per quei giroconti che contemplano un cambio di valuta (es. avendo presso PF due conti uno in EUR e uno in CHF).
nel caso in cui il conto PF e quello E-deposito abbiano 2 numeri di conto diversi, sarebbe meglio dichiare anche i giroconto nella sez.III del quadro RW
il tuo punto di vista è sicuramente più prudente, ma in realtà concordo a metà: il conto e l’e-deposito hanno IBAN differenti, per cui se trasferisci a mezzo bonifico il movimento è rilevante ai fini del monitoraggio. ma se fai un giroconto tra il conto e e-deposito, non penso che sia rilevante: di fatto varia solo il tasso di interesse, non hai aggiunto o tolto e non cambia l’intermediario non residente.
appena posso invio un’altra PEC per chiedere direttamente all’AdE un chiarimento.
Salve,
ho una domanda ben precisa da fare:
Si parla di sanzioni in caso di omissione ,volontaria o meno, della presentazione del quadro rw.
Ciò che non è chiaro, è se queste sanzioni sono Automatiche (cioè applicate dagli stessi istituti Elvetici) oppure dallo stato italiano sotto comunicazione della propria banca svizzera.
In pratica, se il conto non è stato denunciato al proprio stato di residenza, la banca svizzera è tenuta a denunciare o allo stato italiano l’omissione del quadro rw? Sò che si stanno valutando accordi in merito, il dubbio è se la cosa è già in atto o meno.
In caso contrario, se si occulta volutamente il proprio conto estero al proprio stato d’appartenza, la sanzione sull’omissione del quadro rw è ancora un miraggio?
Spero in una risposta approfondita,
Cordiali Saluti
le sanzioni di cui si parla sono ovviamente originate da controlli svolti in Italia sui soli dati visibili in Italia (quindi giacenze, movimentazioni, dichiarazioni e redditometro).
in Svizzera vige il segreto bancario (non vi è quindi alcuna comunicazione a nessun titolo allo stato di residenza del correntista) cui si aggiunge che l’evasione fiscale non è considerata reato. sono in corso degli accordi tra Italia e Svizzera che, sul modello di quanto stabilito con Germania e Gran Bretagna, possano generare una tassazione sui capitali detenuti in Svizzera non dichiarati, ma ancora nulla è definito.
di certo c’è quindi l’obbligo per il contribuente/residente italiano a denunciare le proprie attività finanziarie nei limiti previsti dal Modulo RW.
Quindi a quanto pare, la Svizzera è ancora il “paradiso” degli evasori. L’unico cambiamento finora per consistente per la Svizzera è la ritenuta del 35% sugli interessi,vero? Perchè come scritto sopra l’italia non ha ancora accordi simili a Germania e Gran Bretagna, che potrebbero tassare direttamente il capitale. Forse li faranno , ma non è una cosa breve…
quindi se io dal mio conto estero acquisto quote di fondi comuni nn devo dichiarare nulla nel quadro rw,,,giusto??
Se apro un PAC in un fondo comune Postfinance dal conto in CHF, come lo dovrò dichiarare nel 2013? E, se qualcuno ha avuto già esperienza d’investimenti in fondi PF, lo ritenete un buon modo per aumentare, seppur di poco (pensavo al Postfinance Funds ! bond, praticamente un ETF dell’indice obbligazionario svizzero), i magrissimi interessi dei conti in EUR e CHF? Grazie per le risposte.
attenzione all imposta preventiva–in posta puoi acquistare fondi dove non paghi imposta preventiva te li consiglio
facendo riferimento alla Guida del Contribuente (http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/c5687d804a3edd49a11ce3a44df8b97f/annuario+online.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=c5687d804a3edd49a11ce3a44df8b97f) la tassazione in Italia è al 20% (rif. pag. 115), quindi se non ti vengono tassati alla fonte penso che puoi dichiararli separatamente al c/c come redditi finanziari.
immagino che PF ti invierà apposita certificazione a fine anno, con il riepilogo degli interessi maturati in CHF.
Come sarebbe “in posta puoi acquistare fondi dove non paghi imposta preventiva”? A me risulta che il 35% comunque lo trattenga anche PF. Anche il consulente PF con cui mi relaziono mi ha parlato solo di possibilità di rimborso in Italia (con le trafile burocratiche – aggiungo io- che lo rendono di fatto inattuabile). Potresti spiegarti meglio?
nel senso che ci sono alcuni fondi domiciliati in lussemburgo dove non si paga imposta preventiva…io per esempio con BNCASTATO ho acquistato questi fondi
Con Postfinance un residente all’estero (cioè in Italia) può acquistare solo uno dei sette fondi emessi da loro e gestiti da UBS. Tutti soggetti a imposta preventiva… 🙁
Buon giorno,
chiedo se l’importo del valore dell’investimento da inserire nel modulo RW sezione II (nel mio caso è il saldo di conto corrente) deve essere comprensivo o no degli interessi (presumo di no, visto che gli stessi vanno dichiarati a parte nel quadro RM rigo 12).
E per il quadro RM sez. XVI (valore attività finanziaria) ai fini della nuova imposta dell’1xmille ? Grazie mille
ci sono anche altri fondi….non solo quelli della posta…
Sì, lo so, ma dovrei aprire un altro conto corrente presso una banca e, per la somme che ho 🙁 , mi sembrerebbe eccessivo. Ho scelto PF perchè è una soluzione a bassi costi rispetto a una banca vera e propria e gestibile via internet. Resta indubbiamente il problema di far fruttare almeno un pochino la giacenza, visto che, dopo l’imposta preventiva del 35% e la ritenuta italiana al 20% ,dei magri interessi che ti da PF (1% EUR, 0,75% CHF) ti resta proprio pochino…
Mi sapete dire se l’aliquota della ritenuta a titolo d’imposta per i redditi percepiti sino al 31/12/2011 (su c/c esteri), da indicare nel quadro RM Sez.V dell’Unico 2012, è quella nuova del 20% oppure si deve considerare quella del 27% ?
Grazie.
Quindi se h capito bene,34,20 euro di bollo vanno pagati anche sui conti esteri??anche se sul conto ci sono meno di 5000 euro…giusto?
A titolo d’esempio per capire se ho capito ! :)Ho un set-plus in PostFinance di 20k € da Dicembre. (intestato a me, con delega a mio padre).1) Dichiaro i 20k€ in RW e compilo RM V per gli interessi (applicando aliquota 20%) e RM XVI per ‘patrimoniale’ 1 x 1000. ( indicando 1 per i mesi, solo dicembre … pagherò 1/12 giusto ? )2) Quanto dovuto RM V lo pago tramite F24 codice tributo 42003) Quanto dovuto in RM XVI che codice tributo ha ??4) L’imposta di bollo di 34,20 € (va divisa per 12 ?), che codice tributo ha ?
Compilando il 730 posso consegnare l’UNICO cartaceo al CAF contestualmente (con Frontespizio/RW/RM)
Grazie 1000
Se dico cavolate correggetemi ma se ho capito bene sul conto estero non si paga l’imposta di “bollo sulle comunicazioni annuali della banca al correntista” di € 34,20 come in Italia, bensì una patrimoniale del 1×1000 (per il 2012) che come minimo dovrà essere di € 34,20 e massimo di € 1200. Per cui nell’esempio del Sig. Marco, sui 20K depositati l’1×1000 corrisponde a “solo” € 20, troppo poco per lo Stato affamato…… (chissà perchè invece non è troppo poco € 1200 per i grandi patrimoni….. scusate ma non riesco a non essere polemico… è troppo sporca questa faccenda… proprio non ce la faccio…).
Ecco, quindi non è che uno paga la patrimoniale e poi anche i 34,20…. altrimenti ….. sotterriamoli in un campo i soldi…. disegnamoci una mappa del tesoro e poi divertiamoci a ritrovarli !!! Almeno un po’ di emozione !!!
Comunque ogni giorno c’è da aspettarsi qualcosa di nuovo.
La prassi è: condurre all’annientamento economico l’individuo, a piccole dosi, come con il veleno, una goccia oggi che diventano due dopo un mese e così via. Alla fine la diagnosi sarà: deceduto per cause naturali.
a me sembra di avere capito che sui prodotti finanziari si paga imposta 1×1000 mentre sui conti correnti 34,20 di bollo.giusto??
Le istruzioni del modello Unico PF2 dicono, per quello che riguarda la SEZIONE XVI, che: “L’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero è dovuta nella misura dell’1 per mille del valore di mercato delle attività finanziarie
rilevato al termine del periodo d’imposta nel luogo in cui sono detenute le attività, anche utilizzando la documentazione dell’intermediario
estero di riferimento per le singole attività e, in mancanza, secondo il valore nominale o di rimborso (comma 15 dell’art. 19).”
Oltre al valore (totale al 31/12/2011) delle attività finanziarie si devono considerare la quota di possesso (percentuale) e il periodo di possesso (mesi).
Quindi l’ìmposta dovuta, se posseduta al 100%, dovrebbe essere data da: ((valore att.finaz.*1/1000)/12)*n.mesi di possesso. Io penso di interpretarla in questo modo. Opinioni?