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Investimenti all’estero (mini guida)

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21 Ottobre 2008   |   Opinioni

Investimenti all'estero (mini guida)

Dopo aver recensito diverse offerte sottoscrivibili in Europa è necessario fare un po’ di chiarezza sui passi da compiere dal punto di vista fiscale per regolarizzare i propri investimenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Grazie ai molti spunti di discussione che si stanno aprendo nei commenti dei vari post del blog, cercherò di organizzare in questo post una mini-guida che non ha alcuna pretesa di sostituire un vero esperto in materia fiscale, ma che può orientare il piccolo investitore nella direzione giusta anche grazie al supporto di tutti i lettori che hanno già sottoscritto alcune delle offerte recensite.

Ogni suggerimento e parere è il benvenuto!

1. Cos’è l’euritenuta e quando viene applicata

Ho spesso parlato dell’euritenuta [1], indicandola impropriamente come la tassazione di riferimento per investimenti in UE al di fuori Italia.
Impropriamente perché se il trasferimento dei propri fondi avviene tramite bonifico e quindi con un intermediario (il proprio istituto bancario ove si è titolari del conto corrente in Italia) viene segnalato tale trasferimento verso l’estero e su mancata dichiarazione di eventuali interessi percepiti (seppur tassati alla fonte all’estero) possono essere applicate delle sanzioni amministrative. La dichiarazione si rende necessaria perché venga applicata la corretta aliquota di riferimento (vedi paragrafo 2) in Italia.

Il discorso è analogo nel caso il trasferimento avenga in contanti senza che tale trasferimento venga poi denunciato (ciò che viene comunemente chiamato “in nero”): si è tenuti a dichiarare gli interessi percepiti, ma ovviamente chi persegue questa pratica solitamento lo fa per un fine illegale, ossia quello dell’evasione fiscale e si espone a tutta una serie di rischi. Va ricordato infatti che è sufficiente dichiarare gli interessi percepiti anche in conti esteri per regolarizzare la propria posizione di fronte al fisco, anche nel caso si fosse aperto il conto in contanti (ad esempio durante un viaggio o una vacanza).

Per limitare i benefici dell’evasione fiscale l’Unione Europea ha emanato una direttiva (nota come European Union Savings Directive) che ha originato l’euritenuta: per quegli stati dell’Unione che non hanno acconsentito a comunicare in automatico agli altri stati membri ove hanno la residenza i cittadini stranieri investitori (Belgio, Austria, Lussemburgo), c’è l’obbligo di applicare in automatico l’euritenuta fintanto che l’investitore non autorizzi l’istituto pagatore a comunicare gli interessi erogati all’ente di controllo fiscale di riferimento (per noi italiani l’Agenzia delle Entrate). Altri stati non appartenenti all’Unione Europea, come la Svizzera, hanno acconsentito ad applicare la medesima aliquota pur non acconsentendo a comunicare i dati degli investitori (tuttavia, preventivamente in Svizzera viene applicata l’aliquota federale pari al 35% a meno che non si richieda espressamente il rimborso in quanto non residenti in territorio elvetico [4]).

Aggiungerei comunque che l’euritenuta può essere scelta dagli investitori anche per i trasferimenti regolari: la comunicazione dei dati all’agenzia fiscale del paese di appartenenza permette di evitare che vi sia una doppia tassazione (euritenuta + aliquota piena applicata in Italia) deducendo successivamente l’ammontare già pagato nella dichiarazione dei redditi (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 10) e nel caso di un’aliquota inferiore si potrà dedurre la quota in eccesso (es. Svizzera che applica la ritenuta federale pari al 35%).

L’euritenuta al momento è pari al 20%. Dal primo luglio del 2011 salirà al 35%.

2. Lo schema per il calcolo dell’Irpef


3. Passi da seguire a seconda dello stato ove si investe

La normativa di riferimento è la Direttiva 2003/48/Ce [2] [3].

3.1 Paesi UE che comunicano automaticamente i dati

Per gli stati che comunicano automaticamente gli interessi accreditati a cittadini italiani che stanno investendo nel loro mercato, l’investitore è tenuto a dichiarare comunque tali interessi cui si vedrà applicata solo l’aliquota italiana.

3.2 Paesi UE che non comunicano automaticamente i dati (Belgio, Austria, Lussemburgo) – (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 13)

Per questi stati vige il segreto bancario con applicazione dell’euritenuta alla fonte.
Per richiedere la comunicazione verso l’Agenzia delle Entrate va compilato il modulo relativo alla tassazione europea da inviare all’istituto di credito.

A questo indirizzo si può trovare il modello di documento da presentare in italiano e in inglese.

Bibliografia

[1] European Union Savings Directive (Witholding Tax)
[2] Decreto Legislativo 18 aprile 2005, n. 84
[3] La fiscalità del risparmio transfrontaliero (Johannes Guigard)
[4] Domanda di rimborso dell’imposta preventiva svizzera (per non residenti in Svizzera)

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21 Ottobre 2008   |   Opinioni

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314 commenti su “Investimenti all’estero (mini guida)”

  1. Mattia ha detto:

    Buongiorno,
    sono nella stessa situazione di Omar (che ha scritto un messaggio il August 19th, 2009 @ 11:26 pm) e vorrei sapere se alla fine è riuscito a risolvere la questione.
    Grazie
    Saluti
    Mattia

  2. Giulio ha detto:

    Ciao, ma se volessi aprire un conto corrente privato con PostFinance per versamento/prelievo mensile dello stipendio, quindi senza investimenti di titoli o obbligazioni, devo solo dichiarare nel modello Unico il rendimento che ricevo al 31 Dicembre, quando la banca calcola gli interessi? Diciamo che verserei 2000€ all’apertura, e poi preleverei ogni mese l’ammontare dello stipendio di lavoratore dipendente.

  3. @Mattia

    aspettiamo una risposta da Omar!

    @Giulio
    in questo caso va bene anche il 730, però considera che le banche fanno pagare elevati costi di bonifico verso la Svizzera e non so quanto sarebbe disponibile il tuo datore di lavoro.

  4. Giulio ha detto:

    Ciao Massimiliano, grazie per la risposta.

  5. pier ha detto:

    Con Postfinance ho capito come aprire un conto…..ma perchè, da quello che ho capito, Banca Migros ha più difficoltà per un’eventuale apertura di c/c?
    E se volessi aprirne un’altro anche in Lussemburgo alla Banque et Caisse d’épargne de l’Etat (ne parlate più che bene) devo sempre andare di persona o è possibile aprirlo online. Purtroppo il mio inglese e francese è poco più in là dell’uso scolastico……

    Grazie infinite.

    Pier

    ps. sul c/c in Nok avete notizie perchè da una mia ricerca investire su quella nazione è possibile, se non mi sbaglio, solo attraverso fondi comuni d’investimento della Nordea.

  6. Mauro Corradi ha detto:

    Banca Migros è sempre stata frenante, pur mantenendosi possibilista, nell’apertura dei conti agli stranieri, ma dopo la recente polemica identificante la Svizzera come un paradiso fiscale sembrerebbe (dal commento di un lettore, però da verificare in loco) che Migros abbia deciso di non aprire più conti nuovi agli stranieri.
    Alla BCEE il conto è apribile a distanza, vogliono però la firma autenticata da un notaio (a pagamento) o all’ambasciata lussemburghese di Roma (gratuitamente).

  7. pier ha detto:

    Ho parenti di amici che abitano vicino a Monaco di Baviera….qualcuno può indicarmi se ci sono banche in Germania che permettono l’apertura di un c/c?

    Grazie

  8. pier ha detto:

    …forse capisco male l’inglese ma alla BCEE “solo” se NON sei un cittadino della comunità europea ti chiedono l’autentica della firma:

    •A copy of your passport or national identity card (if your passport or your national identity card has been delivered by an administrative authority of a country that is not a member of the European Union, we kindly ask you to provide us with a copy of your passport or national identity card certified by a legal authority, as for example an embassy, a consulate, a notary, a police office)

    Sembrerebbe quindi che fosse come aprire un c/c con Fineco o altre banche online?

    Oggi o domani compilo il modulo e vediamo quel che succede.

  9. ottima osservazione Pier!

  10. Mauro Corradi ha detto:

    No Pier hai capito male, ai non residenti UE è la copia del documento d’identità che chiedono già da subito autenticata, in seguito chiederanno loro pure la firma autenticata sulla modulistica da restituire. A noi residenti Ue chiedono invece solo l’autentica della firma e non quella del documento d’identità. Per la precisione mi chiesero la firma autenticata solo sul documento di richiesta di rinuncia al segreto bancario. In pratica di firme autenticate gliene basta una sola, non su tutti i documenti da restituire firmati.

  11. pier ha detto:

    …quindi l’autentica della firma la devi fare sul documento che loro ti chiedono di autenticare (a te l’hanno chiesta sul segreto bancario) non una autentica “in generale”. Devo quindi aspettare cosa mi chiedono quelli della BCEE?
    non per farmi i fatti tuoi….ma da quello che scrivi mi sembra che il c/c ce l’hai…è stato complicato ed è complicato avere il c/c alla BCEE?

    Grazie

  12. Mauro Corradi ha detto:

    Non è assolutamente complicato avere il conto alla BCEE, ti manderanno una busta con chiaramente indicati i documenti di restituire firmati senza autentica e con autentica. Nulla di complicato, eccetto l’autentica che, per chi non abita a Roma, deve rivolgersi a pagamento da un notaio anziché gratuitamente all’ambasciata.

  13. Simone ha detto:

    Buongiorno, ho aperto l’anno scorso un conto in CHF presso postefinace per diversificare le valute e la distribuzione tra Italia ed estero. Ora io compilo già in modello unico. Dalla lettura dei post mi sono documentato sulla necessità di utilizzare i quadri RW ed RM (mi sono stati di grande aiuto). Non avendo interessi elevati 0,125% non mi interessa la doppia tassazione; si percepisce così poco d’interesse…. una domanda: RM12 punto 3: ammontare reddito. Qui devo indicare gli interessi lordi (come da regolare certificazione recapitatami) ma che quotazione di cambio devo usare? Dove la posso recuperare in modo ufficiale…grazie

  14. Mauro Corradi ha detto:

    Si, nel rigo devi ovviamente indicare l’importo lordo riportato nella certificazione che ti avevano inviato. Circa la conversione CHF-EUR devi utilizzare il cambio indicativo di riferimento del giorno in cui gli stessi sono stati percepiti o sostenuti o quello del giorno antecedente più prossimo. Se in quei giorni il cambio non è stato fissato, va utilizzato il cambio medio del mese. Per conoscere il cambio in vigore in un determinato giorno si può consultare il sito Internet dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia (www.uif.bancaditalia.it).

  15. Simone ha detto:

    grazie per l’informazione!

  16. Renato ha detto:

    Non capisco forse mi sto perdendo qualcosa, ma se il problema e’ la paura che l’Ialia esca dall’euro o peggio fallisca basta andare in una qualuque banca italiana e investire i propri risparmi in capitali esteri, come un fondo obligazionario norvegese tanto per fare un esempio a questo punto puo fallire l’Italia e anche le banche italiane ma il mio risparmio nonviene toccato.
    L’unica utilita in un c/c estero potrebbe essere per difendersi da una possibile tassa patrimoniale, (qui ricordo che nell’unico caso passato(1992) la patrimoniale tocco “solo” i c/c italiani ma non i fondi/bot/pct/azioni ecc…) ma se un’evetuale futura patrimoniale vuole colpire tutti i patrimoni be essendo i c/c esteri conosciuti dal fisco potrebbe arrivare comunque la parcella da pagare.
    Quindi per proteggersi 100% da patrimoniali l’unico modo e’ c/c estero in nero (e qui lo sconsiglio perche non legale) oppure il materasso o meglio la cassetta valori. Ma per il default Italia come dicevo prima basta investire in uno stato solido non serve il conto estero.
    Se sbaglio ditemelo.

  17. luxor ha detto:

    Renato magari fosse così semplice come speri tu, se la banca in cui hai depositato il tuo fondo fallisce dimmi con quale procedura ne rientrerai in possesso, ti ci vorranno anni se va bene. Noi invece puntiamo a che la nostra liquidità sia sempre disponibile, al di fuori di banche e stati che possono andare in default.

  18. mr ha detto:

    @Mauro Corradi
    Sono andato all’agenzia delle entrate e al CAF e vi riferisco:

    Dichiarare gli interessi sul 730 è possibile. Si fa nel quadro D. Ma non conviene perché gli interessi vengono tassati come reddito normale (30% circa). Nel quadro RM dell’UNICO invece si sceglie l’opzione “tassazione separata”, e l’aliquota standard di 12,5%.

    Inoltre, se considerando tutto, vi aspettate un rimborso per la dichiarazione dei redditi conviene fare il 730 e dopo fare un integrazione del modello RW e RM al CAF. Così non dovete aspettare per il rimborso.

  19. nicola ha detto:

    ciao mauro,,,alllora si paga il 12,50% anche sui conti esteri???wowwww,,,,fantastico direi…

  20. zuccavuota ha detto:

    Se dovessero tornare le lire, anche investendo in obbligazioni norvegesi, la banca intermediaria riconsegnerà il controvalore dell’investimento in base al corso della nuova moneta non di quella vecchia.

  21. Mauro Corradi ha detto:

    no, Mr si è espresso in modo sintetico e parzialmete confuso, il 12,50% è solo sugli interessi da obbligazioni, sui conti di deposito si paga il 27%, occhio a non tentare di fare i furbi col quadro RM perché quei volponi dell’Agenzia delle Entrate se ne accorgono subito. A parziale rettifica di quanto scritto da Mr NON bisogna barrare l’opzione per la ‘tassazione ordinaria’ (da lui definita ‘tassazione separata’) ma la normale imposta sostitutiva (12,50% o 27% secondo la tipologia degli interessi).

  22. tuttavia, resta che chi ha da recuperare con il 730, può integrare la dichiarazione come indicato da MR.

    MR, confermi che al CAF possono gestire la cosa telematicamente?

  23. Renato ha detto:

    esatto zuccavuota, i calcoli saranno fatti con la nuova moneta quindi il mio capitale e’ protetto perche valutato il korone norvegesi, quindi se la nuova lira si svaluata diciamo della meta rispetto al vecchio euro, mi daranno il doppio di lire per corona, se si svaluta di dieci volte mi daranno dieci volte la quantita di lire per una corona.
    Per quanto riguarda il recupero se la banca intermediaria fallisce mi sto informando, per esempio io ho un invesimento in fondo Anima fatto con IWbank, ebbene io ho tanto di certificato scritto del mio ordine direttamente dal fondo Anima non da IWbank il che vuol dire che sono registrato da loro come cliente, quindi secondo me dovrebbe bastare fornirgli un nuovo indirizzo di deposito, comunque forse la faccio troppo semplice per questo mi sto informanto presso alcuni fondi.

  24. luxor ha detto:

    Renato io mi auguro che tu possa avere ragione, perché in tal caso salveresti i tuoi soldi senza bisogno di mandarli all’estero, di certo io mi fido di più ad averli direttamente in Lussemburgo o in Svizzera, in questo modo una sicurezza in più rispetto a te credo di averla.

  25. FRANCAROSS ha detto:

    Non ho riscontrato risposte alla”provocazione” di Michele in data 14/12/2009 ore 9.38 am.Se
    qualcuno potesse farlo anche se è trascorso parecchio tempo, sarebbe per me un grande aiuto.Grazie sin d’ora.

  26. Mr Dany ha detto:

    Intanto un cordialissimo saluto a Mauro e Massimiliano, sempre ammirevoli nella dedizione e gentilezza che dimostrano. Sono qui per aggiornarvi sulle mia odissea legata all’apertura del c/c con la banca DnbNOR norvegese.

    Cronologia:
    1) Primo contatto via email
    2) Invio di quanto da loro richiesto: a) copia passaporto autenticata (da ambasciata,banca,polizia o altre autorita’); b) lettera con propri dati + motivazioni per l’apertura del c/c + richiesta esplicita di un ”D number” (simile

    al codice fiscale italiano che rilascia lo Stato norvegese) ; c) lettera di presentazione di una banca italiana sulla mia affidabilita’ che in realta’ coincide con lo ”Statement of good standing” ovvero ”Attestazione di

    identificazione a distanza”.
    3) Invio di dei moduli di apertura del c/c e di quelli per il rilascio di carta di debito accompagnati da mia espressa richiesta di poter utilizzare il bancomat all’estero (circuito Mastercard, Visa…) (tutto i moduli sono in norvegese, grrrrr!!!!)
    4) Conferma apertura c/c e arrivo di carta di debito usabile solo in Norvegia (doppio grrrrrrrr!!!!!)
    Insomma… non e’ ancora finita perche’ aspetto ancora i codici segreti + il token per l’operativita’ online che almeno questa dovrebbe essere in inglese… in teoria!
    Aspetti negativi:
    1) tempi molto lunghi, dall’invio della documentazione sono passati piu’ di 3 mesi e non e’ ancora finita;
    2) finora non ho mai provato a contattarli telefonicamente ma per posta o via email a volte sono lenti nelle risposte e addirittura 2 volte non hanno neppure risposto a richieste di chiarimenti;
    3) per rilasciare una carta che sia utilizzabile all’estero vogliono l’accredito dell stipendio sul c/c della loro banca (cosaaa???!!!!!) per cui l’unico modo per far rientrare i propri capitali e’ con il classico bonifico;
    4) gli interessi bancari che riconoscono son bassi;
    5) nonostante si vantino di offrire la gestione del conto online in inglese la modulistica e’ tutta in norvegese e le istruzioni sono scarne e ben lungi da quelle impeccabili di Postfinance.
    I vantaggi:
    1) l’unico ma non disprezzabile vantaggio e che la Norvegia e’ una botte di ferro per i risparmi quindi ognuno valuti se ne vale la pena iniziare il calvario, personalmente non so se rifarei tutto…
    Saluti a tutti. Mr Dany

  27. ciao Mr. Dany!

    grazie per l’interessantissimo feedback.
    una domanda: ma la richiesta del D-number l’hai inoltrata direttamente alla banca? è possibile farlo senza avere un domicilio/indirizzo fisico in Norvegia?

  28. monica ha detto:

    (fonte :22 dicembre 2009
    Intesa Sanpaolo – Servizio Studi e Ricerche ) “L’ultima agenzia ad essersi mossa è stata S&P che il 18 dicembre ha modificato il rating per il debito a lungo termine ad A+, da AA-, con Outlook stabile. Secondo la valutazione dell’agenzia le performance finanziarie rimarranno sotto pressione anche nel 2010 a causa del processo in atto di peggioramento dell’asset quality. Secondo l’agenzia di rating, a pesare sui conti della
    banca norvegese, oltre alla nota esposizione verso l’area baltica (attraverso DnB NORD), vi sarà anche il rallentamento sul mercato domestico. In Norvegia la recessione è stata meno profonda rispetto agli altri paesi nordici, ma l’impatto sul portafoglio prestiti alle piccole e medie imprese
    norvegesi secondo S&P si farà sentire. Le altre aree di vulnerabilità sono, sempre secondo S&P,
    l’esposizione al settore immobiliare in Danimarca e i prestiti alle industrie che si occupano di
    trasporto merci internazionale. Le prospettive stabili assegnate dall’agenzia tengono in conto gli effetti del recente aumento di capitale e riflettono l’ipotesi che, nonostante le perdite su crediti
    (attese nel 2010 sui livelli del 2009, in area NOK 8 miliardi), DnB NOR Bank l’anno prossimo resti in utile”

  29. marco ha detto:

    Scusate se posto qui, ma non ho trovato thread specifico.

    Nella eventualità di voler aprire un c/c estero ma nella ipotesi di *non* volerlo utilizzare come solo conto di deposito, in base alle Vs conoscenze ne esiste qualcuno che possa mettere in grado il sottoscrittore di effettuare anche una compravendita di fondi comuni (sullo stile dell’italiano OnlineSim)?

  30. marco ha detto:

    In realtà ad un più attento esame mi sembra di avere trovato ciò che cerco in swissquote…

  31. Mr Dany ha detto:

    Ciao Monica: grazie per l’utile segnalazione. Al di la’ della contingente situazione in cui possono trovarsi le loro banche cio’ che e’ importante e’ lo scarso indebitamento dello Stato di per se’ una garanzia per tutto il loro sistema economico.
    Ciao Massimiliano: confermo che la richiesta del D number l’ho rivolta direttamente alla DnbNOR. La carta di debito che ti invia la banca funziona anche come documento di identita’ in Norvegia e reca il D number con la propria foto. Ti confesso pero’ che non so cosa farmene, avrei preferito di gran lunga una carta utilizzabile all’estero per il cash anche se da utilizzare solo nei casi di emergenza.

  32. Gioia ha detto:

    Salve a tutti e complimenti per le precise e dettagliate informazioni, ho “divorato” la pagina tutta in un colpo !

    Meno male che vi ho trovato, solo adesso capisco cosa ho rischiato (e forse rischio ancora, prima domanda ?), a investire in Italia.

    Vi spiego brevemente, dopo 8 anni di cause col datore di lavoro ho racimolato una cifra che, per me, e’ notevole: sono tutti i miei risparmi di 27 anni di impiego (e di danni, soprusi e illeciti subiti), poco piu’ di 100.000 Euro, e adesso vorrei rifarmi una vita all’estero, precisamente in Malesia, dove si vive bene con poco e senza tanti problemi (ho girato 4 continenti prima di trovare un posto che mi piacesse…)

    Non vorrei andare O.T., ma volevo chiedervi (seconda domanda), come faccio a trasferire i soldi all’estero, fuori zona Euro, legalmente, senza pagare troppe tasse all’Italia (possibilmente nessuna) ? E’ inteso che prenderei residenza, comprerei un’immobile e farei investimenti in Malesia o in altri Paesi asiatici (tipo India, Thailandia, Hong Kong, Singapore…), anche perche’, a quanto ho capito da questo blog e da quanto vedo nella pratica, in Europa piu’ del 2-2,50% di interesse sui depositi e’ difficile prendere, e inoltre c’e’ il rischio di fallimento del sistema bancario, di cambio valuta in vecchie lire o in qualcos’altro, di suddivisione in Euro 1 e 2 ecc. ecc., giusto ? (Terza domanda).

    E per finire, quanto sono al sicuro avendo investito per ora con IngDirect e IWBank ? alternative finche’ rimango in Italia ?

    Grazie in anticipo delle risposte e buon proseguimento, un caro saluto a tutti, ciaooo !

  33. Mauro Corradi ha detto:

    salve Gioia, sotto un certo punto di vista ti invidio: anch’io coltivo da un pò il sogno di fuggirmene via coi miei risparmi ed andarmene per sempre in un paese meno stressante e meno costoso del nostro dopo potermi godere la vita in modo modesto ma tranquillo. Complimenti a te che sei matura per farlo. I trasferimenti di denaro per essere regolari ti consiglio di farli con bonifico bancario, poi, per essere in regola con le leggi italiane (fintanto che avrai qui la residenza) dovrai indicare i trasferimenti nel quadro RW del modello Unico, nonché pagare le tasse sugli interessi percepiti tramite il quadro RM. Dopo che avrai preso la residenza in Malesia ti adeguerai alle leggi di quel paese. Circa le tua attuali banche italiane (IwBank e IngDirect)non corri rischi particolari nel breve/medio periodo, per cui puoi sentirti tranquilla.

  34. Gioia ha detto:

    Ciao Mauro, grazie per le pronte risposte, ora sono piu’ tranquilla. Per concludere quindi, sul solo trasferimento di denaro non ci sono tasse ne’ limiti o altri adempimenti, a parte la denuncia nel rigo RW, mentre le tasse si pagano sugli interessi percepiti, giusto ?

    Trasferirsi all’estero naturalmente ha i suoi pro e contro come tutte le cose, ognuno deve valutarne il peso nella propria vita… Tanti auguri per il tuo sogno, ciaooo !

  35. Mauro Corradi ha detto:

    Gioia sul trasferimento di denaro ti confermo l’assenza di tasse, occhio soltanto alle commissioni bancarie (alcune banche applicano commissioni dello 0,20%!), ma se mi dici che sei cliente di Iw Bank sorprese non ce ne saranno perché applica una commissione fissa di soli 15 euro indipendentemente dall’importo bonificato. Se dovessi un giorno decidere di seguire il tuo esempio vorrà dire che ti chiederò di prenotarmi una capanna lì in Malesia. Tanti saluti e tienici informati sulla tua partenza, quando l’avrai programmata.

  36. Gioia ha detto:

    Grazie Mauro dell’avvertimento, ho chiamato alcune banche ed in effetti a volte ci sono delle spese in piu’. IW Bank invece chiede sempre 15 Euro. A disposizione per suggerimenti e prenotazioni in Malesia, dovrei partire all’inizio dell’anno prossimo se tutto va bene, scrivimi pure via mail per ogni info… Saluti a tutti, ciaooo !

  37. ubaldo lotto ha detto:

    l’apertura di un conto forex con beneficiario del bonifico residente all’estero, è trasferimento di denaro all’estero con obbligo di segnalazione nel 740?

  38. Mauro Corradi ha detto:

    certo Ubaldo i trasferimenti sui vari conti forex all”estero vanno riportati sul modello Unico, ovviamente se si superano i 10k. Preciso quest’ultimo dettaglio in quanto solitamente su questi conti-forex, essendo operativi a leva, ci si depositano poche migliaia di k.

  39. lorenzo ha detto:

    Buon giorno, vorrei porre un quesito.
    Vorrei trasferirmi definitivamente all’estero, paese extraeuropeo, con iscrizione all’aire in che modalità potrei trasferire i miei fondi all’incirca 400/500 mila Euro, senza incorrere in eventuali e pesanti sanzioni. grazie

  40. Mauro Corradi ha detto:

    Lorenzo in linea di massima per te valgono le indicazioni che già abbiamo dato al punto 145 alla lettrice Gioia.

  41. luigi ha detto:

    devo aprire un conto estero per fare forex per un importo di 100.000€.
    So che lo devo segnalare nel quadro rw in sede di dichiarazione dei redditi.
    Ma per quanto riguarda la tassazione delle plusvalenze come devo fare?
    Vale la risoluzione dell’agenzia delle entrate 67E del 6 luglio 2010 o questo vale solo per i conti forex su banche depositarie italiane?
    La società estera nella quale devo aprire il conto mi dice che la risoluzione AE nr 67 non vale per i conti esteri in quanto li vige la tassazione del paese anche per i cittadini esteri e che la segnalazione della plusvalenza con il relativo pagamento del 12,5% deve essere effettuato solamente al momento del riscatto e il riaccredito sul conto italiano
    Potete darmi lumi in merito grazie

  42. Mauro Corradi ha detto:

    Luigi in questo caso la materia è complessa per cui dovrà essere il tuo fiscalista a prendere la decisione definitiva sul da farsi. Resto del parere che guadagnare operando sul forex è difficile come guadagnare in borsa, per cui il problema delle plusvalenze difficilmente ti si porrà. In ogni caso ti auguro di riuscirci. Personalmente ho sempre ritenuto che tali plusvalenze o minusvalenze vadano indicate nel quadro RT e quindi tassate (le plusvalenze conseguite nell’anno)al 12,50%. Se mi sbaglio spero qualcuno prima o poi mi correggerà.

  43. enrico ha detto:

    leggendo con più attenzione il modulo rw ho notato che oltre ai movimenti di denaro italia-estero, estero-italia, vengono considerati ai fini della tassazione anche i movimenti estero-estero cioè le transazioni finanziarie tramite broker non italiani.
    volevo sapere se una compravendita finanziaria aperta e chiusa nell’arco dello stessa giornata è considerata ugualmente un movimento di denaro o se deve passare almeno un giorno perchè venga contabilizzata. Siccome è praticamente impossibile non accumulare in un anno almeno 12.000 eu. di movimentazione che rappresenta il limite non dichiarabile, con questa legge si rischia di venir pesantemente tassati su tutti i movimenti cumulati e quindi ritrovarsi in perdita alla fine dell’anno anche se il computo delle vincite e perdite totali fosse in parità

  44. Mauro Corradi ha detto:

    enrico per quanto riguarda il discorso ‘estero su estero’ tu stai confondendo le ‘movimentazioni’ di denaro con i ‘traferimenti’ di denaro. Sono quest’ultimi che vanno indicati nel modulo RW, mentre le movimentazioni che avvengono nell’ambito dello stesso c/c o della stessa banca (in pratica quelle che fai tu) non rientrano nel novero del modulo RW.

  45. sara ha detto:

    Salve,
    io ho vissuto per 25 anni in inghilterra, dove ho sempre lavorato e pagato tutte le mie tasse (ero residente permanente anche se cittadina italiana). Nel 2008 sono venuta a vivere in italia ma continuo a tenere aperti i miei conti bancari in inghilterra (attingo da loro per vivere) e faccio la mia dichiarazione dei redditi in inghilterra perche’ gli interessi (minimi, aggiungo, circa £45 al mese)su i miei risparmi sono pagati al netto nel mio conto corrente inglese. Ho preso la residenza in italia subito dopo il mio arrivo,quindi da circa due anni. Da quando sono in italia ho lavorato solo poco piu’ di due mesi quest’anno (lavoro stagionale dipendente per cui il reddito con trattenute a fonte,pagato tramite bonifico sul mio conto postale in italia)- non ho mai fatto una dichiarazione dei redditi in italia non avendo reddito da dichiarare che non e’ gia’ stato tassato o che e’ di consistenza rilevante. Ora vorrei chiudere uno dei miei conti di risparmio (quello che frutta gli interessi netti di £45 al mese)per aprire un conto offshore con la sezione internazionale della stessa banca inglese che ha sede nel regno unito per poter cosi’ essere in grado di far fruttare un po’ questi risparmi che ho bloccati da due anni. Il conto offshore offre un tasso di interessi piu’ alto (3.55%lordo)per un impegno di due anni. Il modulo di domanda di apertura del conto mi chiede il consenso obbligatorio allo scambio di informazioni poiche’sono residente in un paese eu. Non ho nessun problema a fornire questo consenso dal momento che gli interessi sarebbero al lordo e a qualcuno queste tasse le devo pur pagare. Io comunque voglio chiedere che gli interessi vengano pagati mensilmente nel mio conto corrente inglese perche’, vista la mancanza di lavoro in italia, non sono ancora sicura di rimanere in questo paese a lungo termine e non mi fido ad investire i miei soldi in italia viste le incertezze dell’economia. Tra l’altro,non saprei nemmeno che tipo di conto aprire in italia o che investimento fare che mi renda qualcosa.
    Prima di procedere con questo conto offshore vorrei pero’ essere un po’ piu’ chiara su cosa e in che proporzioni io dovrei pagare in italia e se dovrei continuare a fare la dichiarazione dei redditi in inghilterra o solo in italia.

    Inoltre, chiudere un conto risparmi in inghilterra e aprirne uno offshore sempre nel regno unito mentre si e’ residenti in italia e’ da considerarsi ‘movimentazioni di denaro’ o ‘trasferimenti di denaro’? (mi riferisco al posto di mauro corradi del 21 settembre 2010).

    sarei molto grata se qualcuno potesse darmi un consiglio e dei chiarimenti.
    grazie mille

  46. Massimiliano Brasile ha detto:

    ciao Sara.

    l’obbligo di dichiararazione dei redditi per il singolo è relativo a chi ha lì la residenza fiscale. se vivi in Italia in modo continuativo, devi quindi fare la dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate, mentre penso che non hai obblighi nei confronti del fisco inglese che ti tasserà già alla fonte gli interessi che percepisci nei conti di risparmio che hai.

    l’apertura o chiusura di conti correnti o conti di deposito, in sé, non implica alcun obbligo di dichiarazione. la dichiarazione è infatti legata alla generazione di redditi, inclusi gli interessi, che si possono generare da tali conti. se per esempio apri un conto corrente all’estero che non prevede alcun interesse, se esentatata dalla dichiarazione. in caso contrario devi compilare i relativi quadri in dichiarazione.

    anticipo la parte che chiedi a Mauro: dal punto di vista fiscale non c’è differenza se generi interessi in un conto in Inghilterra o in un conto offshore nelle isole del canale della Manica dato che in entrambi i casi, avendo la residenza fiscale in Italia devi dichiararli. la richiesta della banca di chiederti un consenso in merito alla comunicazione degli interessi percepiti va letta proprio nella chiave di maggior trasparenza. potresti eventualmente chiedere di non farti tassare due volte, ma sicuramente devi pagare l’aliquota in Italia.

  47. maurilio ha detto:

    buona sera,

    io ho bullionvault, quest’anno supero i 10k di movimenti verso l’estero, quindi quadro RW pero’ ho una domanda da porre: dato che i soldi che mando a londra, alla bullionvault, vengono usati per acquistare dei grammi d’oro (comproprieta’ di un lingotto standard da 12kg) come si fanno a calcolare gli interessi?

    voglio dire, ci saranno interessi se e solo se (e quando) rivendo il mio oro, fino ad allora ho solo i costi di gestione dell’oro stesso (pochi euro/mese).

    Infine, se (quando) rivendo l’oro e, dato che l’oro sale da anni, mi trovo con piu’ soldi di quanti ne ho mandati:

    1) la plusvalenza e’ capital gain compensabile con altre minus che ho qui in italia?

    2) se ho mandato 11K e faccio rientrare 11K (e lascio la plusvalenza in oro a londra) non ho interessi di alcun tipo, vero?

    grazie anticipate per ogni chiarimento.

  48. Mauro Corradi ha detto:

    nel tuo caso non si può parlare di ‘interessi’ ma di ‘plusvalenze o minusvalenze’, per cui, quando le realizzerai, le dovrai inserire nell’apposito quadro RT, non nel già citato quadro RM.

  49. Giancarlo ha detto:

    Buona sera,

    E corretto che, malgrado le direttive EU, gli interessi da capitali esteri, oltre alla normale tassazione (12,5%-27%)vengano ulteriormente tassati come redditi (30%) ?
    Lo stesso capitale investito in Italia non subisce doppia tassazione.
    Mi sembra contrario al art 1 della direttiva UE 88/361.

    Ringrazio per un vs. chiarimento

  50. Mauro Corradi ha detto:

    ciao Giancarlo, la tua domanda è errata o mal formulata. In Italia gli interessi da capitali stranieri sono tassati una sola volta in uno dei due modi che tu esponi: o con cosiddetta “imposta sostitutiva” del 12,50% o 27% a seconda che si tratti di interessi da bond o da conti di deposito, oppure, per opzione, con la cosiddetta ‘tassazione ordinaria’ (23%, 27% o 33% a seconda dello scaglione di imposta in cui si ricade col proprio reddito complessivo).

Grazie.