Investimenti all’estero (mini guida)
Scritto da Massimiliano Brasile
21 Ottobre 2008 | Opinioni
Dopo aver recensito diverse offerte sottoscrivibili in Europa è necessario fare un po’ di chiarezza sui passi da compiere dal punto di vista fiscale per regolarizzare i propri investimenti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Grazie ai molti spunti di discussione che si stanno aprendo nei commenti dei vari post del blog, cercherò di organizzare in questo post una mini-guida che non ha alcuna pretesa di sostituire un vero esperto in materia fiscale, ma che può orientare il piccolo investitore nella direzione giusta anche grazie al supporto di tutti i lettori che hanno già sottoscritto alcune delle offerte recensite.
1. Cos’è l’euritenuta e quando viene applicata
Ho spesso parlato dell’euritenuta [1], indicandola impropriamente come la tassazione di riferimento per investimenti in UE al di fuori Italia.
Impropriamente perché se il trasferimento dei propri fondi avviene tramite bonifico e quindi con un intermediario (il proprio istituto bancario ove si è titolari del conto corrente in Italia) viene segnalato tale trasferimento verso l’estero e su mancata dichiarazione di eventuali interessi percepiti (seppur tassati alla fonte all’estero) possono essere applicate delle sanzioni amministrative. La dichiarazione si rende necessaria perché venga applicata la corretta aliquota di riferimento (vedi paragrafo 2) in Italia.
Il discorso è analogo nel caso il trasferimento avenga in contanti senza che tale trasferimento venga poi denunciato (ciò che viene comunemente chiamato “in nero”): si è tenuti a dichiarare gli interessi percepiti, ma ovviamente chi persegue questa pratica solitamento lo fa per un fine illegale, ossia quello dell’evasione fiscale e si espone a tutta una serie di rischi. Va ricordato infatti che è sufficiente dichiarare gli interessi percepiti anche in conti esteri per regolarizzare la propria posizione di fronte al fisco, anche nel caso si fosse aperto il conto in contanti (ad esempio durante un viaggio o una vacanza).
Per limitare i benefici dell’evasione fiscale l’Unione Europea ha emanato una direttiva (nota come European Union Savings Directive) che ha originato l’euritenuta: per quegli stati dell’Unione che non hanno acconsentito a comunicare in automatico agli altri stati membri ove hanno la residenza i cittadini stranieri investitori (Belgio, Austria, Lussemburgo), c’è l’obbligo di applicare in automatico l’euritenuta fintanto che l’investitore non autorizzi l’istituto pagatore a comunicare gli interessi erogati all’ente di controllo fiscale di riferimento (per noi italiani l’Agenzia delle Entrate). Altri stati non appartenenti all’Unione Europea, come la Svizzera, hanno acconsentito ad applicare la medesima aliquota pur non acconsentendo a comunicare i dati degli investitori (tuttavia, preventivamente in Svizzera viene applicata l’aliquota federale pari al 35% a meno che non si richieda espressamente il rimborso in quanto non residenti in territorio elvetico [4]).
Aggiungerei comunque che l’euritenuta può essere scelta dagli investitori anche per i trasferimenti regolari: la comunicazione dei dati all’agenzia fiscale del paese di appartenenza permette di evitare che vi sia una doppia tassazione (euritenuta + aliquota piena applicata in Italia) deducendo successivamente l’ammontare già pagato nella dichiarazione dei redditi (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 10) e nel caso di un’aliquota inferiore si potrà dedurre la quota in eccesso (es. Svizzera che applica la ritenuta federale pari al 35%).
L’euritenuta al momento è pari al 20%. Dal primo luglio del 2011 salirà al 35%.
2. Lo schema per il calcolo dell’Irpef
3. Passi da seguire a seconda dello stato ove si investe
La normativa di riferimento è la Direttiva 2003/48/Ce [2] [3].
3.1 Paesi UE che comunicano automaticamente i dati
Per gli stati che comunicano automaticamente gli interessi accreditati a cittadini italiani che stanno investendo nel loro mercato, l’investitore è tenuto a dichiarare comunque tali interessi cui si vedrà applicata solo l’aliquota italiana.
3.2 Paesi UE che non comunicano automaticamente i dati (Belgio, Austria, Lussemburgo) – (rif. Direttiva 2003/48/Ce, Art. 13)
Per questi stati vige il segreto bancario con applicazione dell’euritenuta alla fonte.
Per richiedere la comunicazione verso l’Agenzia delle Entrate va compilato il modulo relativo alla tassazione europea da inviare all’istituto di credito.
A questo indirizzo si può trovare il modello di documento da presentare in italiano e in inglese.
Bibliografia
[1] European Union Savings Directive (Witholding Tax)
[2] Decreto Legislativo 18 aprile 2005, n. 84
[3] La fiscalità del risparmio transfrontaliero (Johannes Guigard)
[4] Domanda di rimborso dell’imposta preventiva svizzera (per non residenti in Svizzera)
21 Ottobre 2008 | Opinioni
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Ciao Mauro,
trattasi sia di c/c,in minima parte, che obbligazioni,la stragrande maggioranza ,per i quali ci sono già stati 20% di trattenuta(2009) alla fonte p/c dello stato Italiano, dunque da conguagliare:quale tassazione conviene se non ci sono altri redditi?
E per il 2010,senza più trattenute alla fonte, cambia qualcosa ?
Grazie e buone feste
Giancarlo per risponderti dovresti avere la cortesia di precisarmi in quale stato (o quali stati) hai maturato questi interessi sui quali ti avrebbero trattenuto il 20%.
Trattasi di Belgio
dal 1-1-2009 trattenuti 20% p/c Italia sugli interessi lordi
dal 1-1-2010, previsti 35% di eurotrattenuta ma effettivi ZERO.
Grazie per l’interessamento
Dal 2010 il Belgio ha cessato il segreto bancario ed è passato allo scambio automatico di informazioni fiscali. Grazie a ciò non subirai più alcuna ritenuta, ma gli interessi che andrai a maturare verranno da loro comunicati all’amministrazione finanziaria italiana. Non dimeticare quindi di autotassarteli con l’imposta sostitutiva del 27% nel modello Unico.
Per un conto deposito anche se vincolato,mi autotasso del 27% e invece per le obbligazioni del 12,5% ,come per un identico investimento in Italia oppure tutto al 27% ?
Tutto come in Italia, 27% sugli interessi da conti e depositi, 12,50% sugli interessi da obbligazioni di durata superiore ai 18 mesi.
Ciao, mi infilo qui per fare gli auguri a tutti
Stefano
Grazie per le info e
Buon Anno
in vista di ristrutturazione di un immobile che possiedo all’estero (Francia) vorrei trasferire nel corso dei prossimi due-tre anni 15-20 mila Euro/anno al c/c (che non dà alcun interesse)che ho là in essere. Dovrò quindi compilare il modulo RW per il superamento della soglia dei 10.000€/anno. La banca suggerisce tuttavia nel frattempo di impiegare il capitale non utilizzato con un pronti contro termine, per cui mi darà annualmente il riscontro degli interessi che comunicherà al fisco italiano. Volevo sapere in questo caso quale sarà l’aliquota dell’imposta da applicare e versare in sede di dichiarazione dei redditi (o in altra sede??). In più, gli stessi saranno da dichiarare relativamente all’anno in cui in cui mi verranno attribuiti di cassa (es.: percepiti nel 2012 e dichiarati su Unico 2013 / redditi anno 2012) o per l’annualità di competenza in cui sono maturati?
Ciao Mauro,
per quanto riguarda la tassazione degli interessi sull’investimento in obbligazioni in Belgio (2008/2009),se opto per il 12,5% lo stato non mi riconosce l’euroritenuta del 20% (e mi costa il 20+12,5= 32,5%) ,se invece opto per aliquota Irpef esempio 27% devo pagare la diff. di 7%. Ma non avendo altri redditi perche devo pagare cosi tanto e non solamente il 12,5% ???
Ti saluto
Giancarlo nel caso che hai illustrato sugli anni passati 2008 e 2009 hai commesso un errore nel secondo esempio: avresti dovuto pagare il 20+27% (non come scrivi tu il 27-20). Sul perché avresti dovuto pagare così tanto è semplice: avevi trascurato di autorizzare la banca belga allo scambio di informazioni fiscali in cambio della rinuncia al segreto bancario. Poi dal 1/1/2010 in Belgio lo scambio di informazioni fiscali è divenuto automatico per cui da quella data non viene più applicata l’euroritenuta del 20%.
Mario Antonio sui pct all’estero non mi sentirei sicuro ad autotassarmeli al 12,50%, se fossi in te applicherei il 27% così ti metti al sicuro da possibili contestazioni dell’Agenzia delle Entrate. Ovviamente sugli interessi ricevuti vale la data di distribuzione, non di annualità di competenza.
Se il prelievo alla fonte del 20% non è recuperabile, risulta una doppia imposizione che non è legale.
Si puo evincere in qualche testo ufficiale che l’eurotrattenuta in questo caso è a fondo perso ?
mi ero espresso troppo sinteticamente (quindi male), diciamo che l’euroritenuta è recuperabile attraverso la compilazione del quadro CR, nella pratica però tale quadro è talmente complicato da compilare che se ne raccomanda il ricorso ad un commercialista, pratica che però può risultare per un piccolo risparmiatore più costosa del credito recuperato. L’ottimale, ripeto, è non farsi applicare alla fonte l’euroritenuta, con aspposita dichiarazione.
Ciao Mauro, se ti ricordi ci siamo gia’ scritti tempo fa, ora mi sono trasferita definitivamente all’estero, con regolare iscrizione all’AIRE che confermero’ tra pochi giorni tramite consolato, vorrei sapere se devo comunque comunicare le somme spostate da ora in poi, nel rigo RW e/o RM del modello Unico 2011, o se posso fare tutto nel Paese di residenza. Il fatto e’ che pero’, l’Unico lo devo fare lostesso per recuperare l’Irpef del 2010…
Grazie, saluti !
Ciao Gioia, piacere di rileggerti. Mi dispiace tantissimo che pure tu, alla stregua della nostra redattrice Barbamamma, ti sia trasferita all’estero. Evidentemente a voi donne, negli ultimi tempi, l’Italia non piace più (non vi do torto, spero che almeno continuino a piacervi gli italiani). I tuoi obblighi con il modello Unico o il 730 cessano a partire dal giorno in cui acquisisci la residenza all’estero. Solo fino a quella data dovrai assolvere agli adempimenti fiscali previsti dalla normativa italiana.
@Gioia: in che stato ti sei trasferita?
Visto l´andazzo che c´é ora come ora, sto pensando anch´io seriamente di trasferirmi…se dovessi farlo per stile di vita etc andrei in Germania, mentre se volessi distacco da tutto,chiudere tutto, vivere in pace senza stress e senza dover lavorare credo che andrei in Grecia, ho un amico che si é trasferito a Creta,ha preso casa e vive tranquillamente…si presta a far lavori con PC etc ai locali e questi lo ricompensano con vino,frutta,verdura etc… che ne dite???
Grazie Mauro, tutto chiaro, come sempre.
Valerio, come dici anche tu, la scelta del posto per trasferirsi dipende tutto dallo scopo che uno ha, nel farlo. A me interessa clima caldo e vita semplice, per questo vado in Malesia… L’europa ultimamente e’ un po’ troppo fredda e messa male piu’ o meno tutta, anche la Grecia, sotto questo punto di vista… Ma ognuno deve fare i suoi conti.
Buona vita a tutti, grazie ancora, ciaooo !
Salve a tutti,
avrei bisogno di qualche consiglio.
Non prendetemi per pigra, ma solo per una che non ha tempo a volte nemmeno per fare la spesa, tornando tardi dal lavoro e con due marmocchi che aspettano.
Dopo aver seguito consigli vari, in tempi di crisi greca e quasi spagnola, ho aperto qualche conto all’estero e avrei bisogno di un vademecum semplice per non fare confusione al momento di fare la dichiarazione 2010 presso qualche CAF.
Ho due conti in Francia (2.000 arrivati in contanti durante un viaggio e 15.000 invece bonificati dall’Italia) e uno con PostFinance CH praticamente vuoto, anzi devo pagare le spese di gestione.
Alla fine mi sono tranquillizzata e pensavo di chiudere questo svizzero e quello francese da 15.000.
Quali sono gli adempimenti obbligatori per me in questa situazione?
Quali documenti devo portare al CAF per farmi aiutare nella compilazione dei campi?
Grazie mille, scusatemi per l’imbranataggine..
@Massimiliano, Mauro, berbamamma: qualcuno può aiutarmi, per favore?
Grazie
Devi portare al caf le certificazioni degli interessi percepiti al 31.12.2010 (che le banche estere ti hanno inviato)e gli estratti conti o note contabili riportanti i movimenti con l’estero che hai eseguito nel 2010.
Buongiorno a tutti. Nel corso dell’anno 2010 ho aperto un conto on line con Postfinance in Euro cointestato con mia moglie depositando subito la somma di 10.000 € in contanti. Il dubbio che mi viene è il seguente, il quadro RW del modello unico lo dovevo compilare già l’anno scorso, o va bene farlo quest’anno insieme al quadro RM per gli interessi percepiti. Se su questo conto nel corso dell’anno 2010 ho ricevuto un rimborso assicurativo di 500 € devo compilare anche la sezione III del quadro RW o un’altro rigo della sezione 1? La somma depositata da indicare è il totale o la metà essendo il conto cointestato?
Grazie Mauro,
per completezza (data la mia ignoranza..):
quali sono i limiti per le dichiarazioni, sia per quanto riguarda i movimenti che per quanto riguarda gli interessi percepiti?
Per esempio sono convinta che:
1) se una persona fisica avesse un conto infruttifero sotto i 10.000 euro non dovrebbe dichiarare proprio nulla, neanche i movimenti;
2) c’è un limite anche per gli interessi, non ricordo quale, o va dichiarato anche 1 euro di interesse?
Grazie
Ciao Mauro,
potresti aiutarmi a sciogliere anche questi ultimi dubbi?
(vedi post 189)
Grazie
qualcuno può rispondermi in merito al post 188? Grazie
Lilia sul tuo quesito abbiamo già dibattuto in passato in più occasioni, comunque: 1) esatto quanto scrivi. 2) A differenza del punto 1, per quanto riguarda gli interessi, non esistono invece limiti minimi. Per cui già che compili il quadro RM ti consiglio di compilare ‘volontariamente’ anche l’RW, così faciliterai il compito ai controllori del fisco.
Angelo il quadro RW lo devi compilare quest’anno (essendo relativo ai movimenti effettuati nel 2010), per il resto le risposte agli altri tuoi quesiti devi cercarteli nella nota circolare esplicativa dell’AE del settembre scorso. In ogni caso evita di usare il conto estero per movimentazioni e accrediti speciali perché altrimenti ti vai a complicare la vita.
Salve a tutti, risiedo e lavoro in spagna da 3 anni ma non sono iscritto all’aire. Come i depositi qui hanno interessi molto piu’ alti che in Italia, pensavo muovere i miei risparmi italiani in un deposito iberico (mettiamo circa 20k euro). Que limitazioni ho? devo dichiarare qualcosa? In teoria pagherei già qui le tasse sugli interessi e non vedo perchè pagarle anche in italia una volta che il malloppo torni a casa. Grazie a tutti
Prova a leggerti l’apposita circolare dell’Agenzia Entrate n. 45/E del 13/9/2010 (unica sull’argomento)per guardare se nelle sue 44 pagine contempla istruzioni pure per casi come il tuo.
Ciao, credo che la risposta sia già stata data sopra per paesi analoghi, ma giusto per sicurezza affronto il caso specifico.
Se da investitore italiano acquisto un titolo quotato al SIX (quindi in Svizzera), ma emesso da un veicolo di una Channel Island, mi ritrovo a pagare l’Euroritenuta, giusto? E se sì di quanto, 20% o 35%? Mi chiedevo se facesse fede il paese dell’emittente o quello di quotazione. Grazie a chi mi risponderà .
Grazie Mauro! Dopo la tua risposta (178) al mio quesito (175), ho optato per un compte à terme a 10 anni, con rendimento 4,2% annuo e liquidazione trimestrale degli interessi maturati. Nel contratto sottoscritto, la banca francese ha indicato l’importo lordo dell’interesse trimestralmente versato, dopo aver da parte mia ricevuto l’assicurazione che non avrei avuto nessuna ritenuta su tale importo. A fine maggio, invece, ricevo la contabile e – sorpresa! – l’interesse è stato ridotto del 12,3% per l’applicazione dei “prelevement sociaux”, imposta che ho verificato sui siti francesi essere dovuta solo da chi paga le tasse in Francia, e non dai “non residents”. Ho fatto presente di essere stato preso in giro, viste le precedenti assicurazioni di nessun prelievo di nessun tipo, e dell’assurdo che ora, dichiarando loro alla fine dell’anno che quanto da me percepito è “l’interet brut” indicato a contratto e non già quanto effettivamente incassato con la decurtazione del 12,30%, finirò per avere una tassazione del 27 + 12,30%, ovvero quasi il 40%!! Cosa posso fare? C’è un ombudsman bancario in Francia?
Giro la tua domanda a Barbamamma che è l’esperta francese per sapere cosa ne pensa di questo atteggiamento della banca francese e se ha qualche consiglio da darti.
I non-residenti francesi NON sono soggetti all’imposizione dei prelevamenti sociali.
Ti consiglio di scrivere una mail in cui chiedi questa informazione (scontata) al centro di imposte per non residenti la cui mail è: nonresidents@dgi.finances.gouv.fr .
La loro risposta, scontata(un esempio lo trovi sotto), ti servirà per girarla alla tua banca francese via mail o, meglio ancora per raccomandata ar, unitamente ad un documento in cui certifichi la tua residenza fiscale(es. 730). Puoi anche non inviare tale documento però sei obbligato a dimostrare la tua residenza italiana fiscale se la tua banca francese te lo chiede.
La banca dovrà rimborsarti quanto dovuto, e non applicarti più tali prelevamenti.
————
“Les non résidents ne sont pas assujettis aux prélèvements sociaux. Dans le cas où ceux-ci ont été indûment effectués, il appartient à l’établissement payeur français (exemple : la banque) d’en demander en votre nom le remboursement auprès de notre service.
L’établissement payeur français est en droit de vous demander de justifier par tout moyen votre résidence effective en Italie(ex : copie de votre contrat de travail, carte consulaire…).”
Salve!
Nel 2010 avevo un conto estero con saldo minimo che ha fruttato ben 0,12 euro di interessi. Devo dichiarare tali interessi nel rigo RM12 oppure (considerando che nella dichiarazione 0,12 euro si arrotondano a 0 euro) posso evitare di compilare il rigo RM12 e (nel mio caso) evitare di compilare il modello unico?
Grazie!
Geronimo
ciao a tutti,
ho una domanda forse banale ma non sono per nulla pratico di queste questioni: ho aperto da poco un conto presso postfinance. Il suddetto conto ha un interesse abb ridicolo dell’1.25 annuo. Ora, il conto lo utilizzo come solo deposito e non ha nessun fine di guadagno / evasione. Devo dichiarare qualcosa in italia di questo 1.25 di guadagno per essere legalmente a posto? Grazie a tutti
Certo, ne discutiamo da sempre su questo blog. Leggilo attentamente e seguici costantemente e imparerai ciò che la normativa prevede.
Ok mi sono letto tutto avidamente ma mi rimane quache dubbio:
– Se optasssi per trasferire i soldi sul cc svizzero in contanti, mi verrebbe applicata l’euroritenuta e mi sta bene. Per essere in regola dovrei poi dichiarare queste somme nel mod. unico. La domanda è: sul modello unico (lo chiedo da ignorante abbiate pazienza) si dichiarano solo le somme oppure si deve dare indicazioni precise su dove il conto aperto con relative coordinate?
Per essere ancora piu chiaro la domanda è: per essere al riparo da qualsivoglia default/patrimoniale essendo però in regola con lo stato italiano c’è un modo? cioè posso dichiarare il mio conto estero senza che poi lo stato possa metterci le mani in caso di patrimoniale? o devo rischiare e non dichiarare nulla? E per chiudere, su somme non elevate ( 20-30mila euro) nell’eventualità che la GDF per qualche ragione scoprisse queste somme su un conto estero non dichiarate, in che sanzioni si incorrerebbe?
Grazie a tutti
ovviamente nel modulo RW Unico vanno indicate le coordinate bancarie per consentire al fisco il monitoraggio preciso dei tuoi trasferimenti. Ovviamente al momento non siamo in grado di sapere se un’eventuale patrimoniale colpirà anche i soldi depositati legalmente all’estero. Nel 1992 non furono colpiti. A depositarli illegalmente in contanti si rischia una sanzione quantificabile intorno al 40% della somma trasferita.
Grazie per la risposta. Un ultimo chiarimento: su questo blog leggevo (se non sbaglio in un commento di un utente) che la sanzione era eventualmente solo sugli interessi percepiti non dichiarati. Lei mi dice invece che l’eventuale sanzione è in percentuale sul totale depositato?
ed inoltre: se rinunciassi ad ogni interesse sul mio deposito presso postfinance, avendo un conto che non mi rende nulla, allo stato italiano dovrei dichiarare qualcosa?
se rinunci agli interessi non dovrai compilare il quadro RM, ti resterà solo l’obbligo di compilare il modulo RW se il montante dei tuoi depositi esteri supera i 10k.
esatto, le sanzioni riguardanti il modulo RW sono spietate
Buongiorno
Un informazione che non sono riuscito a trovare nel sito. In caso di minusvalenze su operazioni in obbligazioni o azioni acquistate ad esempio su un deposito titoli svizzero, è possibile effettuare compensazioni con eventuali plusvalenze ? In caso affermativo vale sempre il principio della cronologia come se l’investimento fosse stato fatto in Italia (per poterle detrarre devono essere fatte prima delle plusvalenze) ? E’ possibile compensarle anche negli anni successivi ?
Grazie.
Scusate, ma non riesco a chiudere i ticket pendenti e non mi è consentito aprirne di nuovi!
Se magari Massimiliano mi desse qualche dritta su come fare …! Grazie
Avrei un quesito da porre, ritengo sia soprattutto da indirizzare a Mauro Corradi!
In merito alla compilazione del modulo RW, sezione III, entrano in gioco anche le transazioni con strumenti quali PayPal, Moneybookers, Neteller, …?
Voglio dire, se li utilizzo per ricaricare il cellulare, o fare un acquisto su internet, o anche per giocare (ebbene si!) ad un casinò online autorizzato AAMS, fanno cumulo ai fini dei famosi 10.000 euro, visto che sono società estere?
E se le aggancio ad una carta di credito ricaricabile, come andrebbero indicate le transazioni, ammesso che vadano indicate?
Ciao e grazie
c’erano due ticket aperti a nome tuo (massimo consentito), questo è il motivo per il quale il sistema non ti faceva aprirne un altro. provvedo a chiudere il più vecchio, così si sblocca uno slot!
provo a rispondere alla tua domanda, poi magari Mauro potrà approfondire meglio.
per quanto riguarda le transazioni tramite PayPal e gli altri, in teoria si tratta di mediatori attraverso i quali effettui acquisti di servizi e non penso possano quindi essere assimilabili a trasferimento di capitali da denunciare nel quadro RW. tra l’altro per utilizzarne i servizi ti registri come residente in Italia, non vedo quindi perché dovresti essere coinvolto dalla “loro” scelta di avere sede estera. PayPal e gli altri, sono di fatto mezzi di pagamento, non depositi, anche nel caso in cui agganci carte di credito.
diverso il caso invece di prelievo contanti tramite bancomat o carte di credito di conti esteri. a parer mio, in quel caso stai effettivamente movimentando dall’estero all’Italia delle cifre che vanno denunciate nel quadro RW.
Massimiliano,
grazie per la risposta.
In verità, la sto scorgendo solo adesso, in quanto pensavo che avrei trovato un’eventuale risposta in cima, così come è la regola per i messaggi (l’ultimo sta in alto)!
Così, ogni giorno, guardavo e pensavo: “mannaggia, ancora non mi hanno risposto” …!
Mea culpa, mea culpa, … mi scuso ancora!
Purtroppo (o per fortuna) da quasi un anno ho smesso di fumare, … mi è impossibile cospargermi il capo di cenere!!!
Ciao e grazie
nessun problema Arturo!
Buongiorno a tutti,
nel 2008 ho inviato circa 60.000euro con vari bonifici bancari dalla mia banca italiana ad un conto corrente di una banca spagnola intestato a mio suocero (che è cittadino spagnolo).
Tutto questo per l’acquisto di una casa in spagna che poi non è andato a buon fine, infatti dopo alcuni mesi (6/7) mio suocero tramite vari bonifici mi ha restituito la somma. Non ho mai dichiarato questi movimenti di denaro all’agenzia delle entrate. Secondo voi ho commesso un illecito? se sì, mi conviene aspettare un’eventuale comunicazione dell’agenzia delle entrate o posso ravvedermi?
vi ringrazio
purtroppo avresti dovuto comunicare il totale delle movimentazioni (60mila euro x2) nel 2009 i quanto ben al di sopra dei limiti imposti, mi pare di 12500 euro nel 2008.
ti consiglio di sentire quanto prima un esperto fiscalista se non altro per sapere se è possibile un ravvedimento tardivo dato che sono passati già due anni.
Buongiorno sign. Massimiliano,
avrei dovuto dichiarare questi movimenti anche se il conto estero non era intestato a me e quindi non ho beneficiato di alcun interesse?
la ringrazio.
francesco