Investire in diamanti finanziari
Scritto da Massimiliano Brasile
3 Ottobre 2008 | Pietre preziose
Work in progress.. data la particolarità dell’argomento sono ben accetti suggerimenti e riferimenti in materia!
Purtroppo non ci si può fidare a cuor leggero di nessuna banca in questo momento, dato che ognuna è indebitata con le altre o è esposta nei confronti di banche potenzialmente in difficoltà o tecnicamente in bancarotta. Non posso poi non parlare del panico generalizzato che conduce i piccoli investitori a recedere dai fondi e addirittura dai BOT per rientrare in possesso della propria liquidità e sperando di riavere quella sicurezza che sta vacillando con i fatti recenti.
Già l’oro sta risalendo (anche GoldMoney ha alzato i tassi), ma i metalli preziosi non sono l’unico bene rifugio che si possa prendere in considerazione. Escludendo le altre valute (anche il franco svizzero non è detto che sia un buon investimento) ci sono anche i diamanti finanziari di cui si parla poco.
– Cosa sono i diamanti finanziari
Si parla di diamanti finanziari, dal momento che le pietre non sono incastonate come nei gioielli, ma sono nude, confezionate in contenitori sigillati (blister) e accompagnate da certificazioni internazionali.
Tipicamente si parla del certificato rilasciato dall’Istituto Gemmologico Internazionale (IGI) o l’analogo certificato rilasciato dall’Alto consiglio per i diamanti (HRD). Entrambi gli istituti hanno la sede principale ad Anversa in Belgio.
Altre certificazioni di fama mondiale sono la GIA (americana), l’AGS (americana) e l’EGL (europea).
– Quanto investirci
Quale bene rifugio, il diamante finanziario può rappresentare un’alternativa per diversificare il portafogli dal momento che è possibile acquistarlo ovunque ed è sembrerebbe altrettanto semplice rivenderlo soprattutto per importi compresi tra i 2-4mila euro (o forse sarebbe meglio parlare di pietre a partire da 0.5 carati).
L’idea è quindi quella di destinare una percentuale del proprio portafogli (5-20%) e comprare diamanti che cadauno valgano intorno ai 2000€ al massimo. E’ infatti sconsigliato comprare ad esempio diamanti che singolarmente possano valere anche 30mila € data la difficoltà che si avrebbe per il successivo ricollocamento.
Va inoltre considerata l’alta volatilità del bene ed è quindi bene considerarlo come un investimento di lunga durata (almeno 1-2 anni, ma anche periodi più lunghi di 7-10 anni).
– Quanto si può guadagnare

Si può osservare l’andamento dell’oro, dell’inflazione e del prezzo dei diamanti a confronto e trarne le proprie considerazioni. Tuttavia come stiamo cercando di analizzare con i broker che partecipano alla discussione, vanno considerati i costi connessi all’acquisto (che non si risolvono nella sola intermediazione, ma proseguono con i costi di eventuali polizze e/o cassette di sicurezza; non ultima la percentuale dell’intermediazione su ricollocamento).
– Dove acquistarli
Per acquistare un diamante finanziario, uno dei posti migliori dove comprarlo è proprio la banca che può offrire un servizio di consegna allo sportello oltreché un servizio di deposito in cassetta di sicurezza oltre ad assicurazioni su furti, rapine, incendi.
Sembra strano, data la situazione di questi giorni, ma tra gli istituti italiani che offrono questo servizio c’è proprio l’Unicredit.
Ho ricevuto la segnalazione che presso lo sportello di una filiale di provincia circa la fattibilità dell’investimento, così come del disinvestimento. In pratica è possibile ordinare/comprare i diamanti in filiale e rivenderli sempre alla banca dopo il periodo che si ritiene opportuno. In filiale sono presenti delle tabelle con i prezzi di cambio applicati e appena possibile aggiornerò l’articolo.
La stessa banca affitta inoltre cassette di sicurezza a prova di furto che permettono di lasciare il bene sempre in banca. Considerando che oltre al costo puntuale dell’acquisto non esistono altri costi fino al termine dell’investimento può essere una soluzione da considerare quella della cassetta di sicurezza, che non esclude comunque l’assicurazione da furto che copre il bene acquistato.
Online sono disponibili pochi riferimenti, anche perché le banche in genere cercano di rifilarci ben altri prodotti! In particolare ho trovato un’intervista rilasciata a Unicredit da parte del Dr. Claudio Giacobazzi, consigliere di Intermarket Diamond Business
e una breve descrizione della procedura da seguire per acquistare i diamanti in filiale.
Un’altra banca che pubblicizza l’investimento, senza rivelare le commissioni applicate, è la Banca Popolare Pugliese che parla esplicitamente di Investimento in diamanti.
Online sono presenti poi molte offerte. Uno tra i siti più famosi è DiamondsLand che data la notorietà è purtroppo caro. Analogamente il caso di Diamond.com.
In alternativa alle banche, ci si può rivolgere a un broker ed è sufficiente fare una ricerca in rete o leggere i commenti apparsi in questo articolo per trovare diversi riferimenti.
*** Aggiornamento del 13 ottobre 2009 ***
Interessante articolo sull’investimento in diamanti pubblicato da VoceArancio a questo link.
*** Aggiornamento del 05 novembre 2009 ***
Aggiungo il link 18carati.com segnalato da scrooge!
*** Aggiornamento del 26 marzo 2010 ***
Aggiungo il link della Investment Diamond Centre, di cui si leggono buone opinioni in merito agli sconti praticati rispetto al Rapaport, bollettino ufficiale delle quotazioni dei diamanti nel mondo (qui un link dove è possibile vedere le quotazioni del Sole24Ore).
*** Aggiornamento del 27 marzo 2010 ***
Aggiungo il link al motore di ricerca per diamanti Gemisimo: attinge informazioni da negozi americani online, ma è utile per valutare i diamanti nella valuta di riferimento, senza cambi.
Aggiungo anche il sito di Israel-Diamonds che sembra particolarmente competitivo sui prezzi.
*** Aggiornamento del 30 giugno 2010 ***
Aggiungo il grafico relativo all’andamento delle quotazioni dei diamanti riportato da IDEX (International Diamond Exchange) segnalatomi.

*** Aggiornamento del 6 settembre 2010 ***
Grazie al supporto dei lettori abbiamo iniziato a preparare un foglio di calcolo per simulare un investimento in diamanti e valutarne il guadagno reale sul lungo periodo. Come sempre working in progress!
*** Aggiornamento del 01 febbraio 2011 ***
Aggiungo il link dell’amico Diamond Brokers.
*** Aggiornamento del 22 maggio 2012 ***
Aggiungo un plugin che permette autonomamente di verificare il certificato di un diamante a partire dal codice del certificato e dal peso in carati della pietra (inserire con punto decimale, non la virgola). E’ importante prima di tutto selezionare l’ente che ha emesso il certificato!
Il plugin attinge direttamente dai database ufficiali, come chiunque può autonomamente verificare:
*** Aggiornamento del 14/06/2012 ***
Ricevo la notizia che TAXCO non è più in attività. Peccato! Anche loro si occupavano di diamanti finanziari.
3 Ottobre 2008 | Pietre preziose
Tags: ags, anversa, banca popolare pugliese, belgio, crisi finanziaria, diamanti, egl, Forme di investimento, gia, goldmoney, hrd, idb, igi, unicredit
massimiliano brasile ti sei dimenticato di rispondermi????
ciao nicola,
non mi sono dimenticato, assolutamente 🙂
semplicemente non sono qualificato per dirti se hai fatto o meno un buon acquisto. ciò su cui baso le mie valutazioni l’ho riportato sia nell’articolo che nei commenti e riguarda il bollettino Rapaport e ovviamente i negozi online che vendono direttamente a privati.
Prendendo per buone le parole degli esperti che hanno commentato in precedenza, sembrerebbe che la cifra che hai pagato è in linea col mercato nazionale e che la pietra certificata HRD sia facilmente ricollocabile successivamente.
Premesso questo, personalmente sono scettico però con queste quotazioni, data la grande differenza rispetto alle indicazioni Rapaport (che vengono comunque considerate come “maggiorate”) e rispetto alle pietre che possiamo acquistare online.
Per il Rapaport, facendo un conto della serva e considerando un costo di circa 5000 USD/ct per la classe cui appartiene la pietra che hai acquistato e aggiungendo ipoteticamente 200 USD per la certificazione HRD, otterrei in pratica un costo stimato della pietra di 2850 USD. Ovviamente parliamo di una pietra non certificata.
Cercando online, purtroppo non sono riuscito a trovare un diamante con le stesse caratteristiche del tuo. Quello che ho trovato più vicino è questo: 0.51ct G taglio brillante, fluorescence nil, colour g clarity grade IF, Ideal Cut, polish excellent, symmetry excellent, measurement 5.18-5.13 x 3.14, girdle medium to slightly thick, faceted, depth 60.9% table 57.0% ma ha come certificazione la GIA. Viene venduto 2050 USD. Supponendo che per via della GIA sia deprezzato sul nostro mercato di un 10%, l’equivalente certificato HRD dovrebbe costare almeno 2255 USD.
Prendendo quindi tra le due valutazioni, quella superiore (Rapaport), direi che sui 3000 USD si dovrebbe trovare una pietra con le caratteristiche di quello che hai acquistato tu, compreso certificato HRD. In pratica circa 2200 EUR.
Evidentemente mi sbaglio, visto che le quotazioni del Sole24Ore in pratica sono circa 3 volte superiori: 6700 EUR con le quotazioni di inizio marzo.
Ti è possibile dirci se hai poi acquistato tramite banca o altro intermediario?
ho acquistato tramite unicredito,,con intermarket diamond bussines,,grazie
massimiliano,,,ho acquistato tramite unicredit banca,,,
quindi sicuramente una valutazione in linea con il Sole24Ore.
Sinceramente Sig. Nicola credo che il diamante da Lei acquistato costi un pochino caro.
Il suo 0,53 G color IF, ossia puro, al pari del listino mondiale Rapaport è di 4900 dollari al carato, quindi 4900 x 0,53 = 2597$, che diviso 1,32 (cambio attuale)= 1967 euro.
Ad ogni modo online e a pagamento, esiste un sito che esegue delle perizie online, non ricordo l’indirizzo, credo che si chiama sodiam (?) ma comunque basta mettere su un motore di ricerca la frase “perizie online” credo che dovrebbe uscire.
Cordiali saluti
Giuseppe
qualkuno mi può spiegare la grande differenza di rpezzi tra azienda 18 carati e intermarket diamond business?c’ è un sito online dove è possibile fare una perizia gratuita inserendo dati del certificato??grazie per un eventuale consiglio,,,
oltre le 4 c bisogna verificare altre cose per determinare valore di un diamante??c’ è qualke sito online per la perizia gratuita??grazieeeee
Confermo quanto detto da Giuseppe in merito all’acquisto di Nicola, mentre la differenza dei prezzi fra IDB e 18Carati andrebbe valutata considerando tutte le caratterstiche delle pietre (non solo le 4C, ma anche le proporzioni, la finitura e la fluorescenza). E con questo rispondo anche all’ultima domandadi Nicola. Invece non capisco a cosa possa servire un sito per la perizia gratuita, scusatemi, forse sono un po’ tardo.
Non sono assolutamente d’accordo sui giudizi dati in merito alle certificazioni GIA, però rispetto le opinioni degli altri.
Una pietra come quella indicata da Nicola, certificato GIA consultabile on-line, si acquista con 2.300 US$.
interessante avere un parere nuovo sul GIA. puoi darci un giudizio più approfondito? mi sembrava di aver capito che nel mercato nazionale (ed europeo) venga snobbata.
Il G.I.A., è il più autorevole laboratorio statunitense; a differenza di H.R.D. e I.G.I., a meno di una specifica richiesta, non sigilla le pietre che certifica, ma incide con il laser il numero del certificato sulla cintura della pietra (girdle). Il certificato di G.I.A. gode una reputazione eccellente per l’ obiettività e la qualità in tutto il mondo.
Fondato nel 1931, il Gemological Institute of America è un istituto senza scopo di lucro noto a livello mondiale nel campo della ricerca e della formazione gemmologica.
Il GIA opera attraverso 4 sezioni: GIA Research, GIA Education, GIA Gem Laboratory e GIA Gem Instruments. Il GIA è creatore delle 4C, indicatrici del valore dei diamanti (colore, purezza, taglio e peso in carati) e dell’International Diamond Grading System.
Ricordo anche la sede di GIA Education in Italia, a Firenze. Questa sede svolge corsi di formazione per l’attività gemmologica.
quindi ho preso una bella fregatura????
Mah! Mi dispiace Nicola, ma sembra che la pietra tu l’abbia veramente pagata un po’ tanto. Nel contratto che hai firmato con la banca è previsa una clausola di riacquisto? Se si, fossi in te ci farei un pensierino.
Ed un consiglio spassionato per tutti: prima di acquistare pietre, documentarsi molto bene sulle quotazioni di mercato.
Saluti a tutti.
ci certo,,,però si trattengono una percentuale,,,più passa tempo e la percentuale diminuisce
A questo punto devi decidere cosa fare. E’ molto difficile darti un consiglio. Giusto per curiosità , puoi dire qual’è questa percentuale?
diciamo che parte dal 20% circa per arrivare a circa il 7% dopo 5 o 7 anni
Stamattina ho fatto un esercizio scolastico: sono andato a controllare le quotazioni della stessa pietra in tre posti diversi; il risultato è interessante e ve lo espongo:
pietra colore F, 1 carato, IF
quotazione Rapaport: 14.400 US$
quotazione Sole24ore: 14.400 US$
quotazione società investimenti : 23.000 Euro
Qualcuno può spiegare cortesemente la differenza ?
per caso la società aggiunge un’assicurazione che maggiora l’investimento? le certificazioni sono di diverso tipo (GIA vs HRD) ?
solo che al cambio attuale 14k4 USD sono circa 11k euro e mi sembra allucinante che chiedano più del doppio!
Di certo sono comprese sia l’IVA che una assicurazione, ma siamo sempre a circa il doppio del prezzo di mercato, viste le qualità della pietra che viene proposta dalla società di investimenti!
appunto come si spiega la cosa????
Nicola, ritengo la tua domanda eufemistica…
Riporto un grafico che ritengo interessante; rappresenta l’andamento dell’indice IDEX nell’ultimo anno.
[IMG]http://www.idexonline.com/image_portal/Home/Graph/Online_Driver.gif[/IMG]
Chissà se funziona. In caso negativo prego Massimilino di prendere provvedimenti…
direi che il grafico è molto interessante e lo aggiungo direttamente nell’articolo.
Altro esercizio scolastico:
uno dei siti citati come particolarmente competitivo offre una pietra da 55 punti, colore D, IF, taglio/proporzioni/finitura EX VG VG, fluorescenza F, a 3.825 US$; una pietra con le stesse caratteristiche, salvo che è di 56 punti, si può acquistare a 3.076 US$.
mi potreste consigliare un operatore che applica il giusto prezzo per l acquisto di diamanti certificati,,grazie mille
BUONASERA CHI MI PUO’AIUTARE NEL INDICARMI LA STRADA GIUSTA PER VENDERE UN DIAMANTE DA 1 KT CERTIFICATO HRD VS1 EXCEPTIONAL WHITE (E)FLUORESCENCE NIL PROPORTIONS VERY GOOD FINISH GRADE VERY GOOD…MI ERA STATO REGALATO BLISTERATO NEL 2003 POI SUCCESSIVAMENTE MONTATO SU ANELLO ORO BIANCO.NON SO’COSA E DOVE MI DOVE RIVOLGERMI PER VENDERLO. NON SO’ SE SIA MEGLIO FARLO RIBLISTERARE O VENDERLO MONTATO. QUANTO POTREI REALIZZARE CON LA VENDITA DI QUESTO DIAMANTE ? MI POTETE AIUTARE?GRAZIE
Per Nicola: inviami una mail a gfiori@iol.it
Per Rossella: inviami una mail a gfiori@iol.it
però sarebbe interessante approfondire anche qui le questioni poste.
pregherei quindi gli interessati di darci un feedback, dopo la mediazione di interartbrokers.
ci ha consigliato gioielleria lupetta e al monte dietro il teatro la scale,,,dice che applicano buoni prezzi,,,appena posso ci andrò e vi farò sapere,,,
Veramente ho solo fatto i due nomi. Quanto ai prezzi che applicano, non ne ho idea. Per i buoni prezzi, davo un altro consiglio…
spero che gli autori di questo blog mi permettano di esprimere dubbi sull’acqusito di diamanti per una serie di valutazioni di ordine economico ed etico:
– il mercato è in essenziale monopolio della de Beers. Il loro valore di mercato non è tale per motivi di scambio, non è tale per motivi di rarità della merce : è tale perchè la principale società che li gestisce decide di aumentare o diminuire l’offerta a seconda della domanda per mantenere un certo prezzo. Finchè ci sarà questo monopolio sarà così, ma un monopolio non dura per sempre e la concorrenza porta sempre una diminuzione del prezzo del bene. Sarà un processo non breve, ma intanto già le recenti sentenze europee iniziano a scalfire accordi di cartello.
http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2010/06/29/AMVaOOpD-corte_cartello_diamanti.shtml
– Tale mercato dà indirettamente adito a guerre per il controllo delle miniere in molti Paesi. Voi acquistate un diamante che certifica che la ditta non lo ha comprato dall’angola? Va bene, ma chi mi certifica che non sia stato comprato da un Paese confinante con l’Angola al quale è stato venduto (i famosi triangoli)?
– Infine, molte società estrattive si stanno convertendo all’estrazione di metalli (più redditizia) http://www.quadrantefuturo.it/appunti/settori/quando-un-fertilizzante-rende-pi%C3%B9-di-un-diamante.aspx
Il titolo di questo blog è molto bello, oltre a risparmiare lo si può fare con consapevolezza che significa attenzione a non prendere fregature per i nostri risparmi ma anche, ritengo, attenzione allo sviluppo sostenibile ed etico dato da come indirizziamo il nostro denaro. Ad ognuno la sua scelta, ma se anche noi sul piccolo pensiamo solo al profitto non stupiamoci se la stessa logica ispira il grande scenario finanziario mondiale che ci sta portando ad una pesante crisi.
dimenticavo, oltre alla riflessione di prima, qualche indicazione operativa. La richiesta dei diamanti è soprattutto per l’industria, e per essa la produzione di diamanti sintetici supera di molto quella gemmologica naturale.
In considerazione della futura domanda industriale anche da parte di mercati grandi come quelli cinesi, e se davvero dovessero utilizzarsi essi al posto del silicio (quindi per tutto il settore tecnologico), io personalmente spenderei qualche soldino per azioni su tali aziende produttrici che su un diamante fisico naturale, per il quale invece è richiesta molta conoscenza ed esperienza di valutazione.
Vorrei rispondere alla Sig.ra Monica,
più che di cartelli io parlerei di mercati, ossia mercati ufficiali (con certificato kimberley process card) e mercati paralleli, quindi non ufficiali.
Il diamante poi è regolato dal listino Rapaport, il quale è riconosciuto a livello mondiale da tutti gli operatori di borsa ed operari del settore orafo-gioielliero.
Parlando invece di giornali, dovrebbe sapere che la quotazione dei diamanti è pubblicata ogni venerdi sul sole24ore, e quindi considerata: non solo affidabile dai mercati finanziari mondiali, ma riconosciuta automaticamente anche come investimento.
Ad ogni modo non voglio convincere nessuno ad eseguire questo tipo di investimento, ma solo di vedere questo investimento da un ottica diversa da quelloo che spesso è scritto o mal menzionato.
Aspetto sue risposte
Cordiali saluti
Marco
Vi prego di perdonare eventuali errori di battitura dovuti alla velocità di scrittura e di lettura.
Grazie
Di nuovo Cordiali saluti
Marco
ringrazio sia Monica che Marco, perché hanno aggiunto delle considerazioni fondamentali che completano ulteriormente il discorso iniziato quando ho pubblicato l’articolo e ne sapevo certamente meno di ora, proprio grazie ai partecipanti di questa discussione.
personalmente non posso non considerare i diamanti come un investimento, proprio per l’esistenza di un mercato ufficiale regolamentato da borse dedicate e documenti di riferimento, costantemente aggiornati.
il tema etico è fondamentale, ma proprio per questo motivo ci si deve affidare (letteralmente) a mediatori accreditati che si occupino unicamente di pietre certificate: chi certifica i diamanti deve farsi carico di dichiararne anche la provenienza lecita. non vedo differenze in questo senso tra un diamante e una banconota di qualsivoglia valuta.
altro discorso è la resa di un investimento comunque rischioso, data
la volatilità dei diamanti.
Con questo post ho modo di precisare meglio il mio precedente e di rispondere a Marco, come richiesto.
Non mettevo in dubbio la presenza di listini ufficiali.
La presenza listini e quotazioni ufficiali,vale per ogni investimento, sono suffienti per far si che un tal bene o titolo sia “esistente” nel mercato, ma non sono sufficienti a decretarne la bontà .
Nel mio post precisavo solo valutazioni di tipo economico sulla tipologia di mercato,che trattandosi di mercato monopolistico è soggetto al rischio di ciò che in economia è il c.d. fallimento del mercato.
Sul tema etico sottolineavo come non è suffiente un certificato per dirsi estranei a quanto accade in certi Paesi, questo perchè come indicavo, si può raggirare la normativa con triangolazioni commerciali, e poichè non esiste un ente certificatore indipendente che risale alla filiera (il principale estrattore certifica che non ha acquistato dai Paesi XX)io personalmente non posso fingere di non sapere. Ovviamente è una posizione personale.
Quanto al lato investimento sottolineavo come la domanda per diamanti sintetici è di 4 volte superiore a quella gemmologica naturale, e poichè le aziende del sintetico non sono in monopolio, e poichè la domanda industriale per il sintetico sarà in aumento nel futuro, ritenevo più lungimirante fare attenzione a quel tipo di mercato per metterci il proprio denaro.
Poi, solo il tempo, lungo, ci darà o meno ragione.
Sono d’accordo con quanto dice Marco, anche se in effetti garantire la provenienza etica di una pietra, diamante o rubino che sia, è quantomeno impossibile.
Per quanto riguarda l’investimento in aziende produttrici di diamanti sintetici, mi sembra un po’ alla stessa stregua di un investimento in miniere non solo di diamanti, ma anche di tutte le altre “commodities”. Qui si che serve naso…
Buongiorno,
grazie interartbrokers dei complimenti.
Rispondendo sempre alla Sig.ra Monica, io credo sia impossibile investire in prodotti sinttici, ci hanno provato nel 1999 i produttori della Moissanite e guardiamo oggi, nemmeno se ne parla più. Le notizie fanno effetto quando escono sul giornale del giorno, ma il giorno dopo vengono irrimediabilmente messe nel dimenticatoio.
Riguardo anche alla genuinità della provenienza dei diamanti, oggi tutti gli enti certificanti, sembra strano dirlo ma il primo è stato l’E.G.L., prima di eseguire una certificazione su un diamante portato per farlo certificare, richiede la Kimberley Process card.
Riportando poi sul certificato la dicitura “FREE CONFLIT DIAMOND”.
Il sottoscritto ha lavorato per 8 anni in Sierra Leone come selezionatore del grezzo di diamante per una grossa azienda che cercava, selezionava e tagliava il diamante, quindi so benissimo le prassi “SERIE” per far arrivare i diamanti sui mercati internazionali.
Ecco perchè nel risponderLe il primo Agosto Le rispondevo dicendo che non parlerei di cartelli ma di mercati.
Aspetto vostre considerazioni.
Cordiali saluti a Lei Sig.ra Monica e a tutti i partecipanti dell’articolo.
Marco
Gemmologo G.I.A.
abbiamo due visioni diverse sul mercato dei diamanti da investimento, sia sul piano economico, sia sul piano delle certificazioni.
Il tempo ci darà o meno ragione.
Buona giornata
Monica
mamma felice
Sul fallimento del Kimberly process, allego un estratto dall’internazionale, ma se non bastasse potete verificare anche con Amnesty
http://unpapaverorosso.blogspot.com/2009/06/notizie-dal-mondo-il-ritorno-dei.html
Mi scuso, scrivo a singhiozzo per interruzione dei pupi.
Volevo precisare che io non parlavo di moissanite e di “prodotti sintetici”, ma di diamanti sintetici, che stanno avendo grande successo e avranno un mercato immenso se sostituiranno il silicio(si pensi all’elettronica). Diamanti che hanno le stesse caratteristiche dei naturali salvo un difetto: sono troppo puri. Non sono diamanti finti, di plastica, sono diamanti creati ricreando le stesse condizioni ambientali per la loro formazione, vi invito a guardare su wikipedia di cosa stiamo parlando per non deviare la discussione su altri prodotti, o a visionare il seguente link http://nadali.blogs.com/nadalicom/2004/02/diamanti_sintet.html
Il mondo cambia, le tecnologie cambiano, gli investimenti cambiano, io dico solo di fare attenzione a dove si spostano soldi e interessi, a dove si sposta la domanda. Un mercato del diamante sintetico ha 4 volte la domanda del diamante naturale (perchè serve anche all’industria e costa meno), e se come stanno già facendo alla Apollo diamnonds, entreranno nel mercato dell’oreficeria proponendosi come davvero etici.. Badate però, io NON penso che il diamante sintetico, la gemma, sia da investimento, non dico di comprarne, dico che secondo me converrebbe fare attenzione a strumenti come azioni e fondi comuni (non futures e commodities, non c’entrano niente)che contengono quote di società produttrici di diamanti sintetici. Se quelle industri vendono guadagnano, se guadagnano guadagnano anche gli investitori.
Buonasera Sig.ra Monica,
nell’articolo precedente non facevo riferimento alla moissanite come investimento, ma mi riferivo che al tempo era considerata la pietra sintetica d’eccezione che poteva sostituire, per i vorrei ma non posso, il diamante.
Se ne parlò per nemmeno 2 anni e poi fu messo il tutto nel dimenticatoio.
Il sito di suo riferimento è un blog, e non un sito dove si hanno certezze, in effetti si evince che ancora non sono stati fatti diamanti perfettamente bianchi, ma perfettamente puri, noi gemmologi questo lo sappiamo da anni.
Quindi quale persona investirebbe in diamanti gialli?
Ad ogni modo noi gemmologi oggi abbiamo delle tecnologie veramente all’avanguardia, tipo il Raman e lo spettrofotometro uv-vis, quindi se scriviamo che un diamante è naturale, può davvero stare tranquilla.
Piccola nota informativa: Più che pensare al diamante sintetico, oggi la preoccupazione maggiore sono i trattamenti, come il trattamento H.P.H.T..
Tale trattamento sbianca il diamante portandolo a colorazioni eccezionali, come il D color, pur essendo un N color.
Cordiali saluti
Marco Gemmologo e papà felice 🙂
ok Marco, grazie per la precisazione, non è in dubbio la serietà di chi fa il tuo mestiere.
In riferimento al commento sul blog, preciso solo che l’autore aveva riportato in italiano un riassunto di un articolo della rivista Wired (rivista americana di tecnologie conosciuta anche come “la bibbia di internet”), quindi l’articolo è di tutto rispetto e ufficiale. Se preferisci lo stesso articolo fu riportato da Repubblica e altri giornali “tradizionali” http://dweb.repubblica.it/dweb/2003/10/18/attualita/attualita/092dia37292.html
La Gemesis ha la tecnologia per produrre diamanti bianchi ma attualmente non ne sono interessati alla produzione poichè il colore non è importante per i loro principali clienti (industrie tecnologiche e informatiche). Per ora. In futuro non sappiamo. Ti segnalo questa mia affermazione tramite articolo di Panorama del 2005 (visto che non ti piacciono i blog 🙂 ) http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001029489
Buonasera Sig.ra Monica,
Ho letto tutti i suoi link, ma come ho detto nel primo articolo le notizie il giorno dopo non fanno più notizia.
In prova a ciò che dichiaro, Le posso inviare una pagina della Repubblica che, in un altra data, invece dichiara che i diamanti sono da investimento e offrono ottimi guadagni (se mi da una sua email gli spedisco la pagina del giornale).
Quindi io credo che si debba lasciar perdere blog e giornali, e far parlare i veri operatori economici del settore, visto che ho centinaia di pagine di giornali, copiati nel mio hard-disc, i quali dimostrano i vantaggi di un investimento in diamanti.
Posso darLe ragione sulla genuinità e professionalità di chi propone l’investimento con tutte le sue clausule, ma posso assicurarle che l’investimento rende.
Un altro fattore, forse il più importante da curare, è proprio il “RICOLLOCAMENTO”, cosa che oggi è poco menzionata nei contratti d’investimento.
Io credo che oggi sia questa la sfida di questo tipo d’investimento, proprio il ricollocamento, e non sulla bontà dell’investimenti in diamanti, su quello possiamo essere tutti d’accordo; se lo si vuole.
Cordiali saluti a Lei Sig.ra Monica e a tutti i componenti di questo articolo.
Marco
buonasera Marco.
ritengo che i diamanti siano sicuramente un investimento (e per dirla tutta, siano anche un investimento di non certo ritorno, almeno nel breve periodo), altrimenti le banche non li offrirebbero ai propri clienti e non ci sarebbe alcuna borsa e alcun listino ufficiale che movimentano tutti gli operatori dell’indotto.
premesso questo, vorrei approfondire il discorso del ricollocamento, che è la parte fondamentale di chi decide comunque di rischiare cifre non trascurabili. cosa ci può dire in proposito?
Le pagine e i link da me indicati erano riferiti alla potenzialità di sviluppo commerciale dei diamanti sintetici e non erano riferite a sconsigli su investimento in diamanti naturali, non credo troverà alcun giornale che sconsigli l’investimento in diamanti, ma per questo bisogna anche chiedersi di chi sono i giornali. Se un giornale è proprietà di una banca che vende diamanti o che investe in molta pubblicità in quel giornale, non credo troverà mai articoli contro quell’investimento, nè contro quella banca, e questo vale per tutti gli investimenti, tutte le società , tutte le certificazioni(altrimenti saremmo ancora a credere alle obbligazioni certificate PattiChiari nelle quali c’erano le Lehman). Ecco perchè è importante seguire i dati e l’informazione libera(spesso la troviamo nei blog e in giornali stranieri). Io ho solo smontato le sue affermazioni circa la certezza etica del diamante data dal Kimberly process (e ne parla Amnesty e non un giornalista), e ho sottolineato di prestare attenzione anche a investimenti sui diamanti sintetici (nelle forme indicate, non nelle gemme) perchè semplicemente hanno più domanda (grazie all’industria e qui ci sono dati inconfutabili, non opinioni o articoli, dati) dei naturali, nonchè perchè non sono in settore di monopolio come i naturali(chi ha studiato economia sa del cd rischio di fallimento di mercato del mercato monopolistico o vedere wikipedia). Questi erano i tre punti da me sottolineati, eticità ,domanda, e mercato.
Vede se uno investe in petrolio e un’altro pone attenzione allo sviluppo del gpl per le potenzialità del mercato, nessuno dei due sbaglia, soltanto valutano mercati e potenzialità in modo diverso.
Infine: i diamanti è dimostrabile che guadagnano, o almeno mantengono generalmente il loro valore nel tempo. E’ un dato di fatto, non lo metto in dubbio, ma solo per ora. Ripeto, un mercato monopolistico con offerta rigida guida i prezzi, ma se questo monopolio cede un pò come sta facendo ci possono essere anche perdite di prezzo come avvenuto nel 2007. Certamente, il monopolista può stringere l’offerta, magari dicendo che il diamante si sta esaurendo per alzare i prezzi, ma spero sia chiaro il meccanismo economico che c’è. Soprattutto nel prossimo futuro non tutto quello che era certo prima lo sarà . Dire che un bene ha sempre (o quasi) guadagnato non è un buon motivo per me, io cerco di analizzare i mercati, il sistema, le potenzialità . Altrimenti continuiamo a dire agli americani che il mattone guadagna sempre.
Chiudo con questo intervento, non vorrei sembrare insistente, non voglio esserlo, continuo a ribadire motivazioni di analisi economica e rischio di entrare in tecniciscmi noiosi. I miei tre punti di dubbio e analisi li ho esposti in molti post recenti, lei ha esposto le sue opinioni, i lettori potranno così farsi un’idea più completa sull’argomento.
Auguro buona giornata e buone vacanze a tutti! (il vero investimento è il tempo dedicato ai nostri cari)
Buongiorno Sig. Massimiliano,
come ho scritto nella mia ultima risposta, il problema di questo investimento è proprio il ricollocamento che il sottoscritto ha risolto da molti anni e mi sembra che proprio io ho sollevato questo problema su questo investimento.
Come Lei e le banche dicono, l’investimento in diamanti è un investimento a medio-lungo termine, ossia 5/7 anni (ma chi vuole tenerlo per 10 anni e più, può farlo liberamente), questo per far si che il diamante prenda valore.
Lei personalmente all’inizio di questo articolo ha messo una tabella di incremento di valore del diamante, se Lei divide gli anni per la percentuale che è scritta sulla parte alta a destra della sua tabella, noterà che il risultato è 8,48%, ossia il diamante ha un R.M.A. (Rendimento Medio Annuo) dell’8,48% annuo di interessi.
Poi cosa abbiamo? Abbiamo che non si deve pagare la tassa annua del 12,50%, e questo mi sembra un altro vantaggio perchè investire nel diamante, altro dato non trascurabile è che il diamante non risente dell’inflazione.
Bene ora che abbiamo tutti questi dati, occupiamoci del RICOLLOCAMENTO.
Come abbiamo detto il diamante ha un suo listino ufficiale, il “RAPAPORT”, quindi ha una sua stabilità ; ma facciamo un esempio e non calcoliamo l’8,48% diinteresse annuo ma essendo tassativi, calcoliamo solo il 5% di interessi annui.
Mettiamo che oggi voglio acquistare un diamante da investimento di un carato e supponiamo che il diamante abbia un costo di listin Rapaport di 10.000 euro, quindi calcolando (per fare i conti pari) che già sono passati 10 anni, io chieda di ricollocarlo perchè ho bisogno di liquidi.
A questo punto chiedo al proponente dell’investimento di ricollocare il mio diamante il quale ho seguito, sul sole24ore e sui listini rapaport inviati ogni 6 mesi dal proponente, l’andamento e in effetti valutandosi del 5% l’anno, oggi il mio diamante ha un costo di 15.000 euro.
Benissimo, il proponente dell’investimento si impegnerà a ricollocare il vostro diamante e lo ricollocherà al listino attuale ad un altro cliente come fece un tempo con voi, e il gioco è fatto.
Certo è possibile che ci siano percentuali di ricollocamento del 5/10%, ma questo deve essere scritto sul contratto come le penali semmai il disinvestimento viene effettuato prima dei 5 anni.
Può anche succedere che il proponente dell’investimento non riesca a “piazzare” il vostro diamante a 15000 euro e che abbia delle offerte a 13000 euro, in tal caso vi dovrà comunicare l’offerta e solo voi la potete accettare o rifiutare.
Ma calcolate questo però, anche se non deve succedere MAI!!! Se oggi pagate un diamante 10000 euro e fra 10 anni ricavate gli stessi soldi avete guadagnato a differenza di altri prodotti finanziari; Perchè? Perchè già guadagnate il 20% dell’inflazione, elemento che non viene mai calcolato, nemmeno nei bot o nelle azioni; non pagate il 12,50% di tasse annue che invece gli altri prodotti finanziari hanno.
Quindi già riprendendo i vostri 10000 euro avete guadagnato:
– il 20% d’inflazione;
– il 12,50% l’anno di tasse;
– avete un prodotto facilmente trasportabile e occultabile;
– Slegato da influenze politiche;
– E’ moneta contante in tutto il mondo;
– Ma cosa più importante, lo avete in mano.
Spero di essere stato chiaro, semmai ci rincontriamo qui 🙂
Un cordiale saluto a Lei Sig. Massimiliano e a tutti i componenti di questo articolo.
Marco