La crisi di Anglo Irish Bank
Scritto da Mauro Corradi
17 Agosto 2010 | Opinioni
Dopo la nazionalizzazione avvenuta nel 2009, la banca irlandese continua a necessitare di iniezioni di liquidità.
E’ la terza banca di Irlanda, agli albori per il suo dinamismo e la sua spregiudicatezza (assimilabile a quella che fu in Italia la disgraziata Bipop Carire) fino allo scoppio della crisi finanziaria del 2008, dalla quale ne uscì solo grazie all’intervento dello stato che, nazionalizzandola, la ricapitalizzò nell’immediato e per il resto del 2009 con una dozzina di miliardi di euro.
Nel primo semestre 2010 la situazione della banca non aveva dato segnali di ulteriore peggioramento, solo le agenzie di rating l’avevano declassata, seppure di poco, a BBB (da BBB+) ma con outlook ‘molto negativo’. E in effetti ecco riemergere nuove difficoltà. Più pesanti del previsto.
Il Sole 24 ore informa di un recente intervento addirittura della BCE con uno stanziamento di ben 10 miliardi a favore della banca irlandese. E già il 9 settembre prossimo andrà in scadenza un bond per il quale la Anglo Irish Bank dovrà sborsare in un solo colpo più di 4 miliardi di euro.
Riusciranno gli ex eroi della tigre celtica ad uscire da questa crisi o sarà default? Io credo che ci riusciranno, ma la prudenza è d’obbligo.
Vediamo allora, nella peggiore delle ipotesi, quali rischi correrebbero gli italiani che detengono risparmi presso la filiale internazionale all’Isola di Man.
In caso di default della casa madre irlandese è scontato che anche la filiale internazionale ne seguirebbe le sorti. A quel punto, per i clienti isolani, scatterebbe il fondo di garanzia interbancario dell’Isola di Man che teoricamente assicura fino a 50.000 sterline ciascun deposito. L’Isola di Man è una piazza finanziaria che gode di ottima reputazione da parte delle agenzie di rating (AAA), per cui è presumibile che le risorse per assicurare il rimborso ai clienti ci siano realmente. Di certo tutti noi auspichiamo che non si debba arrivare a tale estremo, e che dall’Isola di Man la Anglo Irish Bank International possa continuare ad essere per sempre quella simpatica banca con le sue interessanti offerte che tutti noi conosciamo.
17 Agosto 2010 | Opinioni
Tags: anglo irish, bce, crisi finanziaria, isola di man
Lungi da me il voler spargere il panico tra i lettori di questo sito che hanno acceso un conto all’Anglo Irish bank. Ma esistono notizie contrastanti su la “tenuta in vita” di questo istituto da parte del governo irlandese.
Si vocifera anche di un’eventuale sua trasformazione a banca per sole aziende, sul modello della nostra IFIS (prima che lanciasse Rendimax per privati).
Qualche dettaglio di questi movimenti sono qui, per chi fosse interessato:
http://it.euronews.net/2010/09/06/anglo-irish-l-irlanda-non-esclude-di-mantenerla-in-vita/
Grazie Michelangelo, purtroppo è da due anni che i governanti irlandesi discutono se chiudere questa banca o tenerla in vita ristrutturandola, che però per le disastrate casse irlandesi sta diventando sempre più oneroso. Vedremo quale strada intraprenderanno. Non è da escludere che per la filiale internazionale dell’Isola di Man (quella di nostro interesse) trovino una banca acquirente (come già era avvenne con la Alliance & Leicester). Io sono cliente di questa filiale dal 2008, mi ci trovo bene, è ben organizzata e il personale molto comunicativo, per cui mi auguro che una così bella realtà bancaria possa continuare ad esistere per sempre.
Ultimo aggiornamento: 8 set – Lo Stato irlandese annuncia una mossa drastica per risanare l’Anglo Irish Bank. L’istituto di credito, cui Dublino è più volte corso in aiuto nazionalizzandolo nel 2009 per evitarne la bancarotta, sarà diviso in due.
Una parte sarà banca di depositi (“funding bank”), l’altra si dedicherà a risanare gli asset immobiliari (“asset recovery bank”) e sarà dismessa in parte o totalmente nel tempo.
La prima entità non fornirà presititi di alcun tipo ma sarà una “casa sicura” per i correntisti Anglo e sarà completamente in mano al Ministero delle Finanze.
EUROZONA: IRLANDA SOTTO TIRO. RENDIMENTI TITOLI STATO OLTRE 6,10%
(ASCA) – Roma, 17 set – Irlanda sotto tiro sui mercati del debito pubblico. Il rendimento dei titoli di stato decennali di Dublino ha superato il 6,10% e lo spread con i titoli di stato decennali tedeschi si e’ nuovamente allargato fino a quota 380 punti. Tre i motivi del nuovo attacco all’Irlanda.
L’agenzia del debito pubblico ha confermato l’intenzione di raccogliere sul mercato 1,5 miliardi di euro, confermando le necessita’ di ingenti risorse a causa dei costi di salvataggio del sistema bancario nazionale. Il conto sara’ pari al 25-30% del Pil.
Poi la Anglo Irish Bank (Aib) che verra’ divisa in due con la richiesta di sacrifici agli obbligazionisti dell’Aib, nonche’ la rinegoziazione delle condizioni dei prestiti obbligazionari potrebbe aumentare ancora di piu’ gli spread sul debito irlandese.
Infine, il report della Barclays che scrivendo della situazione debitoria irlandese non ha escluso che, nel prossimo futuro, Dublino debba ricorrere ai prestiti del Fondo Monetario Internazionale.
Monica queste notizie, diramate di venerdi 17, ci inducono ad incrociare le dita per scongiurare il peggio! Io comunque credo nella capacità della tigre celtica di riscattarsi, nello stesso modo in cui riuscirono a farlo le omologhe tigri asiatiche dopo l’analoga crisi che le colpì nel ’98. In ogni caso speriamo, per chi detiene un conto di deposito AIB all’Isola di Man, che nella peggiore delle ipotesi il fondo di garanzia intebancario possa effettivamente funzionare.
Non si arresta la sequenza di cattive notizie: (28 sett.)Standard & Poor’s lancia un nuovo allarme sull’Irlanda. Il costo che il Paese potrebbe pagare per ricapitalizzare la banca pubblica Anglo-Irish potrebbe superare i 35 miliardi di euro, il che potrebbe portare ad altre riduzioni del rating. “Il piano B del Governo rispetto ad Anglo significa che quei 35 miliardi potrebbero essere superati. Se sarà così ci potrebbero essere altri downgrade da S&P’s”, ha detto l’analista dell’agenzia di rating, Trevor Cullinan.
il downgrade secondo me è inevitabile.
L’europa sa che nel prossimo futuro il rpoblema sono i conti pubblici statali e cercherà di fare un giro di vite per evitare che salti tutto: io credo che cercherà di porre vincoli di rientro come prima mossa, ma poi in caso di scolari poco educati non escludo pressioni per farli uscire dall’euro.
Il problema grosso a brevissimo è la grecia, credo sia inevitabile la ristrutturazione pilotata del suo debito entro massimo due anni. L’italia ha problemi enormi, ma galleggiamo ancora ci vuol tempo prima che l’acqua entrata dalla falla salga in coperta, ma la falla c’è e più di una (debito, mancanza di competitività , delocalizzazione con conseguenti ricadute sul nostro tessuto industriale, marginalizzazione politica internazionale, inerzia della classe dirigente nazionale).
Quando ci accorgeremo di come “saltano” certi servizi, di come entrano nel caos altri servizi, in quel momento il giro di boa sarà stato fatto.
Ma ripeto, a brevissimo mi preoccupa la grecia, l’unico modo che ha per recuperare è uscire dall’euro e svalutare del 20-30% la sua valuta. In caso contrario:default pilotato, ma per i cittadini è forse peggio.
Sempre peggio… (30 set.)-Il salvataggio del settore bancario costerà all’Irlanda 50 miliardi di euro. E’ questo il risultato di una serie di aiuti avviati nel 2009 e delle ulteriori previsioni fornite oggi dalla banca centrale e dal ministro delle Finanze irlandese.
La Banca centrale ha infatti indicato stamattina una cifra di 34 miliardi di euro quale costo massimo addizionale per il salvataggio della Anglo Irish Bank, nel peggior scenario possibile, ma ha anche preannunciato un’ulteriore ricapitalizzazione da 3 mld di euro per la Allied Irish Bank, di cui lo Stato diventa il maggior azionista.
Nessuno sforzo addizionale è previsto invece per la Bank of Ireland. Intanto, la Allied Irish Bank a Dublino crolla di oltre il 20%, mentre la Bank of Ireland guadagna il 2,6%.
Nuovi segnali di difficoltà finaziaria, dunque, per l’Irlanda. Il governo di Dublino -rilevando di fatto il controllo della Allied Irish banks e fornendo fondi d’emergenza a due banche più piccole – sarà costretto ad assistere a un deficit che salirà a livelli record che richiederanno nuove misure di austerità .
Il ministro delle Finanze Brian Lenihan ha ammesso che le ultime cifre sono “orrende ma gestibili” e ha promesso che non ci sarà alcuna insolvenza sull’enorme debito delle bance. I numeri parlano da soli.
Il ministro ha anticipato che quest’anno il deficit pubblico supererà il 30% del Pil a causa del conto salatissimo pagato dall’Erario per il salvataggio di tre banche, che includono anche Anglo Irish e Irish Nationwide.
stamane Le Monde parlava del 32% del Pil.. vedi a puntare tutto su “isola vantaggio fiscale” per le società ..
Ieri il downgrade spagnolo che ha puntato tutto su immobili e turismo..
La Gb anche in difficoltà , loro han puntato tutto su finanza e terziario avanzato..
chissà quando toccherà a noi che non siamo un paese agricolo, nè industriale(ahimè) nè di terziario avanzato.
Punteremo tutto sui servizi post vendita e su aziende private nei settori che verranno massacrati nel pubblico (scuole private, cliniche, vedrete come nasceranno come funghi)
Mauro la Anglo Irish Bank sembra stia passando un periodo davvero brutto:
http://www.corriere.it/economia/10_novembre_26/irlanda-banche_992b130c-f964-11df-a6ac-00144f02aabc.shtml
Nonostante tutto però sono fiducioso. E tu?
Per i possessori di bond la vedo brutta davvero, una fiduciosa speranza rimane solo in chi, come noi, ha un conto di deposito, per di più non in Irlanda ma all’Isola di Man. In ogni caso la mia raccomandazione per chi ha un conto acceso con questa banca è la seguente: mantenere con calma e lucidità le posizioni investite, ma assolutamente senza incrementarle.
una domanda per mauro o massimiliano…ho intenzione di investire una parte di liquidità nell’acquisto fisico di valute (banconote)tipo dollari australiani-canadesi-americani..corone norvegesi e franchi svizzeri,,,,ma queste banconote hanno un ascadenza?ossia,se dovessero andare fuori corso c’è un tempo minimo per il rimborso?grazie
quando le banconote vanno fuori corso c’è sempre un tempo abbastanza lungo per convertirle nella nuova emissione. Il problema per te principale sarà quello di ‘monitorare’ costantemente se e quando una determinata banconota straniera in tuo possesso dovesse venire sostituita e andare successivamente fuori corso.
comunque penso di tenerla qualche anno max…non 2 o 3 anni,,,spero che non ci siano problemi,…??
Nico, giusto per completezza di informazione: se mai tu dovessi decidere di acquistare dollari americani, sappi che i dollari non vanno mai fuori corso, quindi il rischio da te paventato non si porrebbe mai e poi mai. Potenza della Pax Americana sul mondo…
io dicevo le altre monete……..grazie
Di nulla, è che citavi anche i dollari americani nel tuo post. Comunque, i dati più aggiornati li trovi sui siti delle banche centrali. Un metodo più semplice per ottenere le informazioni che desideri è andare in uno dei vari Travelex, money Exchange etc., portare loro una banconota di cui ti interessa “testare” la validità di corso, e chiedere. Sono sempre aggiornatissimi, per ovvi motivi.