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Nuovo modo di fare impresa: il crowdfunding

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24 Agosto 2015   |   Lavoro

Nuovo modo di fare impresa: il crowdfunding

Se il lavoro non c’è, bisogna inventarselo: così è nato il variegato mondo delle start up. Ma come trovare soldi senza l’aiuto di una banca?

Nonostante i ripetuti annunci di ripresa economica, il mercato del lavoro, è ancora in piena crisi e non ci sono segnali positivi per un rilancio in tempi brevi.

Una risposta a questo desolante panorama è arrivata dalle start up che negli ultimi anni stanno occupando una fetta della nostra economia; le nuove generazioni stanno puntando a forme di auto imprenditorialità per far fronte alla disoccupazione.
Il lavoro non c’è e bisogna inventarselo. Chi ha visto nella crisi, non un punto di declino ma l’opportunità di una nuova partenza, ha deciso di mettersi in gioco in prima persona sfruttando una propria intuizione, un’ambizione tenuta nel cassetto, partendo dalla figura e dall’essenza dell’imprenditore di se stesso.

La parola start up, originariamente, indicava la fase iniziale di un processo produttivo; citando Steve Blank, possiamo affermare che è “un’organizzazione temporanea in cerca di un modello di business ripetibile, scalabile, profittevole”. In parole povere, chiunque abbia un’idea innovativa che possa essere riprodotta e possa portare profitto, può provare a fare impresa.

Il punto cruciale è, però, la ricerca dei fondi per realizzare la propria idea. Da circa dieci anni, con un accesso al credito sempre più difficoltoso, ha preso piede un nuovo sistema di finanziamento che prende le mosse dall’arcaica “colletta”, svincolandola dall’originaria funzione di sostegno per motivi d’aiuto umanitari e lanciandola nel mondo del web e dei social network: il crowdfunding. Attraverso l’esposizione del proprio progetto imprenditoriale in rete, è possibile proporre ad un ampio pubblico l’idea d’impresa e cercare di attirare dei microfinanziatori per la realizzazione di questa.

Esistono diversi modi per allettare un potenziale finanziatore ad investire nel proprio progetto: si può pensare ad un metodo “a ricompensa” (reward), nel quale si chiedono cifre ridotte in cambio di un gadget o del prodotto stesso, oppure ad un metodo azionario (equity) in cui l’investitore acquista una piccola quota della società e quindi parteciperà, sì, al rischio, ma anche agli eventuali proventi.

Il mezzo attraverso il quale potersi esporre nella grande vetrina di internet è offerto da piattaforme dedicate; in Italia, ad esempio, Produzionidalbasso.com, che è stato il primo sito di crowdfunding ; Kapipal.com che accetta qualsiasi tipo di progetto; Eppela.com che è dedicato alla creatività.

Ovviamente occorrono, oltre che un’idea sensata, serietà, professionalità e tanta determinazione; il risultato non è per nulla scontato e la competizione è fortissima ma val la pena di provare a trasformare un sogno in realtà.

Scritto da Carmen Mercuri

24 Agosto 2015   |   Lavoro

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