Tassa sulla ricchezza: l’extrema ratio
Scritto da Barbamamma
27 Giugno 2011 | Opinioni
Ne ha parlato chiaramente Giuliano Amato: in casi estremi di necessità di rientro del bilancio pubbblico italiano si può , secondo lui, considerare una tassa sulla ricchezza.
Tale che un cittadino che possiede uno yatch con bandiera estera (sistema che oggi permette di eludere il fisco italiano) arrivi a pagare le tasse in base alla proprietà indifferentemente da dove sia “collocato” il bene. In tal modo potrebbe essere per depositi all’estero e per immobili.
Lo stile è lo stesso della tassa sulla ricchezza francese, da me già da tempo indicata come copiabile nel caso di effettiva necessità di entrate in tempi brevi.
Preciso che tale ipotesi è solo al momento una ipotesi ed è solo una proposta fatta da Amato. Tuttavia con la stessa precisione vi ricordo che il Paese ha da un lato l’Ue che chiede rigore (e manovra di rientro), dall’altro una crescita che è bassa ed in mezzo il fattore tempo, l’unico ago della bilancia che in presenza di fattivi cambi di rotta economica può determinare la nostra sopravvivenza economica oppure la nostra mutazione in “colonia” di qualche altro Stato.
27 Giugno 2011 | Opinioni
Tags: conto estero, elusione, francia, giuliano amato, tassa ricchezza
Sì, ma siamo sempre lì…verrebbe colpito il privato che ha qualche soldo o un singolo immobile all’estero, mentre invece chi ha un patrimonio consistente continuerebbe a gestirlo tramite qualche fiduciaria svizzera…
Amato farebbe bene quantomeno a tacere. Ora che “propone” al vento parla di una tassa sulla ricchezza come extrema ratio quando è stata l’ora del “fare” nel ’92 ha introdotto un prelievo forzoso del 6 per mille sui C/C che sono notoriamente degli strumenti di investimento per miliardari…
amato parla di una tassa sulla ricchezza, facendo esempi di panfili e altro di gente straricca, ma dimentica che in Italia ci sono milioni di famiglie che non arrivano ai 1.000 (mille) euro al mese, per cui sarebbe corretto dire che guadagnare 5.000 (cinquemila) euro al mese fa essere ricchi.
Per cui, visto che il governo vuole bloccare le pensioni basse, SAREBBE OBBLIGATORIO PRIMA DI TUTTO RIDURRE TUTTE LE PENSIONI CHE SUPERANO I 5.000 (CINQUEMILA) E PORTARLE ENTRO UN ANNO ALLA CIFRA MASSIMA DI 5.000 (CINQUEMILA) EURO.
Basti pensare che con la pensione che prende Giuliano Amato ( 31.000 – trentuno mila euro) potrebbero avere una pensione decente venti persone.
Moltiplichiamo questo esempio per le centinaia di migliaia (forse milioni) di pensioni che superano i 5.000 (cinquemila) euro e in Italia potremmo risolvere i problemi dell’INPS, dei pensionati che non arrivano ai 500 (cinquecento) euro al mese e ne avanzerebbero.
Prendiamo poi il caso dei doppi, tripli, quadrupli ecc. ecc. incarichi nella pubblica amministrazione, parlamentari che fanno i sindaci, governatori delle regioni, assessori, presidenti di questo o di quell’ ente, amministratori di assicurazioni , di banche, delle ferrovie, dell’Enel, degli organismi più disparati, e da tutte le parti beccano quattrini a palate.
Ma non pensate che se fosse vietato occupare più di un incarico, si renderebbero disponibili un mare di posti da fare occupare tantissime persone valide che avrebbero ben altri stimoli a fare bene il loro lavoro, invece di continuare a sperperare soldi delle nostre tasse?
Quando sarò meno inc….to continuerò
Giorgio il tuo ragionamento è condivisibile al 100% da chiunque, ma nei fatti i timonieri, di qualunque schieramento abbiano ad essere, non lo faranno mai. Per convenienza loro e degli apparati che li sostengono.
ti ricordi la famossissima frase di ALberto Sordi nel “marchese del grillo”??
“io sono io e voi non siete un …”
è il sunto dell’attuale etablishment italiano
🙂
chissà quando arriverà anche questa “extrema ratio”… questa sì che sarebbe davvero equa e non pagherebbero sempre gli stessi.
Sinceramente ci speravo ma mi pare che Monti non ci provi a farla: sarà colpa dei poteri forti o dei partiti che non l’appoggerebbero? Attendiamo lunedì ma le indiscrezioni non promettono bene. Sembra che non liberalizzino neppure le farmacie mentre per quanto riguarda le professioni non traspare nulla. Bisognerebbe attivare la tassa sulla fortuna come in Francia, liberalizzare le professioni, eliminare le burocrazie tangentiste richieste per aprire un’attività commerciale, ampliare un’azienda e così via. Poi si parla di Ici ma nulla si dice dei possedimenti ecclesiastici in Italia. Difficile che la modernizzazione possa avvenire con un solo set di decreti ma sarebbe necessario per salvare il paese.
primo tentativo dell’extrema ratio: far pagare una tassa agli italiani che hanno case all’estero. Poi passeranno ai conti, chissà. Passo passo si avvicina la patrimoniale stile francese
ATTIVITA’ FINANZIARIE ALL’ESTERO – A partire dal 2011, è istituita
un’imposta sulle attività finanziarie detenute all’estero da persone fisiche
residenti in Italia. Lo stabilisce l’emendamento del governo alla manovra, a
quanto si legge sulla relazione tecnica. L’imposta è dello 0,1 per cento annuo
del valore delle attività finanziarie per il biennio 2011-2012 e dello 0,15% a
partire dal 2013. Dall’imposta si deduce, fino a concorrenza del suo ammontare,
un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale
versato nello Stato in cui sono detenuti i prodotti e gli strumenti
finanziari.
Ecco gli articoli della manovra che va in approvazione18. A decorrere
dal 2011 è istituita un’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute
all’estero dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato.19.
L’imposta è dovuta proporzionalmente alla quota e al periodo di
detenzione.20. L’imposta di cui al comma 18 è stabilita nella misura dell’1
per mille annuo per il 2011 e il 2012 e dell’1,5 per mille a decorrere dal 2013
del valore delle attività finanziarie. Il valore è costituito dal valore di
mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui sono
detenute le attività finanziarie, anche utilizzando la documentazione
dell’intermediario estero di riferimento per le singole attività e, in mancanza,
secondo il valore nominale o di rimborso.21. Dall’imposta di cui al comma 18
si deduce, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta pari
all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui
sono detenute le attività finanziarie.22. Per il versamento, la
liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e i rimborsi nonché
per il contenzioso, relativamente all’imposta di cui al comma 18 si applicano le
disposizioni previste per l’imposta sul reddito delle persone fisiche.23.
Con uno o più provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono
stabilite le disposizioni di attuazione dei commi da 6 a 22, disponendo comunque
che il versamento delle imposte di cui ai commi 13 e 18 è effettuato entro il
termine del versamento a saldo delle imposte sui redditi relative all’anno di
riferimento
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quindi è RETROATTIVA!! Il calcolo parte dal 2011! Incredibile, nel post precedente non ho tenuto in conto la lettura di questo emendamento!! AI conti ci hanno già pensato. Ora a marzo forse accordo con svizzera.
scusa barbamamma una domanda, se una persona ha un conto estero e ha investito in fondi comuni e quindi sul deposito titoli paga 0.15% sul nominale viene detratto dalla nuova imposta?? oppure si deve aggiungere??grazxie
Scusate,
ma quando si parla di attività finanziarie all’estero, si intende anche un semplice conto corrente?
In tal caso, in basa alle modalità di determinazione del valore e cioè ‘…Il valore è costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui sono detenute le attività finanziarie, anche utilizzando la documentazione…’
si dovrebbe considerare il 31/12, in tal caso, come avevo scritto in un altro post, si fa un bonifico di ritorno in Italia in 28 o 29/12 ed il 2/1 si riporta il tutto all’estero…spero di non aver interpretato male…
Per quanto riguarda l’accordo con la Svizzera, qualcuno sa esattamente cosa dice l’accordo tra Svizzera e Germania?
Come fa la banca in Svizzera a sapere se il conto detenuto presso di loro è illegale o meno?
Il fatto di non avere autorizzato la banca a comunicare i dati del correntista al fisco, che comporta l’applicazione dell’ imposta sostitutiva, non significa che il correntista non abbia denunciato il proprio conto con il quadro RW.
Grazie
Enrico
il conto deposito è una attività finanziaria.
Le attività finanziarie sono le attività economiche (diverse da quelle di produzione di beni e servizi) comprendenti mezzi di pagamento, gli strumenti finanziari e le attività economiche aventi natura simile agli strumenti finanziari.
Morale: anche partecipazioni societarie all’estero, ad esempio..
In Italia paghi quanto è previsto per i depositi in Italia, POI, paghi ANCHE quanto previsto dalla manovra per le attività finanziarie all’estero, SALVO, se ho ben letto la manovra, salvo tu abbia già pagato in terra straniera, ovvero dove hai le attività finanziarie all’estero, una patrimoniale locale. Cioè se ho un conto in Portogallo e li mi fanno pagare una patrimoniale per i soldi depositati presso la loro banca allora posso detrarre quell’importo di patrimoniale a quella che invece mi applica l’Italia sempre per quanto ho in Portogallo.
Questo è per il discorso della doppia imposizione. Ma vale solo per il Paese in cui hai le attività finanziarie, altrimenti se dove hai i soldi (svizzera, francia, norvegia, ) non hai patrimoniali, allora paghi quella imposta dall?italia in pieno, POI se hai anche attività in Italia pagherai la tassa prevista per l’Italia.
eppure durante una trasmissione radiofonica su Radiocor della settimana scorsa, escludevano l’interpretazione per la quale c/c e conti di deposito fossero assimilabili ad attività finanziarie.
anche perché, passi per il CCD, ma un c/c in generale è una perdita, non una forma d’investimento.
non ho letto il testo in via d’approvazione, non so se queste considerazioni sono esplicitate.
Il C/C estero é una attività finanziaria da quadro RW, in quanto sucettibile di produrre redditi di fonte estera imponibili in Italia. Non è una interpretazione, è scritto sulle istruzioni dell’Unico. Nel quadro rw si indicano le attività finanziarie all’estero. Se avete dei conti esteri si dichiarano sul quadro rw.
per il quadro RW, siamo d’accordo, ma riguarda gli interessi generati e il monitoraggio delle somme.
io mi riferivo al fatto che possa essere tassato il capitale presente in un c/c estero con le disposizioni presenti nel decreto “Salva Italia”. in pratica, nel caso di un c/c i cui interessi vengano tassati alla fonte, ritassato nel quadro RW con aliquota sostitutiva o IRPEF, si applica secondo te anche la tassazione ulteriore di 1/1000?
immaginiamo il caso limite di c/c infruttifero. si applica la tassazione 1/1000 anche lì?
purtroppo il mio commercialista è oberato di lavoro e non riesco ad avere feedback in questi giorni.
Siete come sempre fantastici!
Grazie!
Volevo chiedervi un paio di opinioni.
Quindi abbiamo visto che si va verso uno 0,1% di patrimoniale sugli asset finanziari esteri.
Per ipotesi su 100k sono 100 eur.(direi che per la maggiore sicurezza di avere i soldi in conti svizzeri,
norvegesi, o olandesi) è un prezzo piu’ che buono.
Vediamo una allocazione possibile,direi “lo stato dell’ arte” AD OGGI in termini di sicurezza
con pro/contro delle relative parti componenti.
Diversificazione con 3 conti diversi.
a)Conto Postefinance (Controllo dello Stato Svizzero) per il 50% degli asset.
Per proteggersi dallo switch Euro1/Euro2 conto in franchi
PRO
Stato piu’ vicino.Si puo’ parlare anche in Italiano, presente nella Svizzera Italiana
CONTRO
Possibilità di perdita nel cambio se l’ Euro si rafforzasse (emissione degli Eurobond che ora la Germania sembra
non volere)
b)Conto Abn (Controllo dello Stato Olandese) per il 30% degli asset.
PRO
Stato che dovrebbe permanere nella “prima classe” dell’ Euro.
CONTRO
Impossibilità di prevedere quello che potrebbe succedere a conti in Euro per i residenti Italia.
Si colloquia in Inglese.
Stato gegraficamente piu’ distante.
c)Conto Deposito Titoli in Norvegia (Grazie Massimiliano per l’ articolo completo e preciso come sempre!)
PRO
Valuta e Stato che dovrebbero risentire molto meno della crisi Europea.
CONTRO
Stato molto lontano.Solo 30% di Controllo statale sulla banca indicata per il Deposito titoli.
—-
Vediamo invece come dovrebbe essere possibile proteggersi anche restando in Italia.
Una seconda possibilità quindi…
I titoli nei nostri depositi titoli NON sono proprietà della banca.
Se la banca fallisce passano al Monte Titoli che dopo qualche settimana ce li renderà disponibili.
Quindi.
Mix di portafolgio obbligazionario in CHF/SEK/NOK (DDK?) su titoli a buona ffidabilità.
Ce ne sono parecchi presenti nell’ EuroTLX.
Attendo le vostre sempre interessantissime opinioni
Grazie!
PaoloF
grazie a te per la stimolante proposta di confronto!
sarebbe interessante approfondire anche la restituzione dei titoli.
resto in attesa anch’io di pareri.
non so, credo che un fiscalista sappia la risposta. Io posso solo immaginare (mia opinione)che poichè nel quadro rw si deve indicare l’attività finanziaria “suscettibile” di generare interessi, dal punto di vista giuridico “suscettibile” significa che anche in un conto infruttifero devo dichiarare il mio denaro all’estero. ALtrimenti si potrebbe anche opporre che su quella cifra non solo non ho interessi ma addirittura ci perdo (vedi azioni) e allora non starebbe in piedi. Io credo che pescheranno dai quadri rw, e che toglieranno solo la parte di patrimonilae eventualmente pagata in quello Stato (dimostrabile). La tassazione alla fonte non credo sia assimilabile alla patrimoniale. Un esempio invece che conosco: se un italiano ha un conto in francia di 2 mio di euro e ci paga la tassa sur la fortune, allora detrarrà questa dalla tassa che le fa pagare l’Italia. Comunque ripeto è una mia interpretazione, un fiscalisca chiarirà meglio, comunque in forum specializzati riscontro la medesima interpretazione.
ok, ma guarda che il conto in svizzera NON ti garantisce contro lo switch euro1-euro2.. Invece tutto quanto hai scritto va bene solo in un termine : DIVERSIFICAZIONE.
Comunque resto della mia opinione, e nei prossimi mesi eviterei di avere troppo denaro liquido nè titoli (non ne ho più da tempo e quelli che avevo li ho venduti in guadagno), temo infatti sia inflazione che problemi di cambio euro specie col dollaro. Un conflitto temo arrivi, in Siria, come già citato, anche se non se ne parla nei grandi media nazionali, ma del resto se ricordo bene quando parlavo di manovre “botte e frustate” e di “speculazione di titoli statali e bancari” in Italia ancora si diceva che tutto andava bene, fino a giugno, poi da luglio improvvisamente si è tornati sulla Terra. 🙂
Escludendo, quindi, liquido e titoli come proporresti di allocare il capitale presso un conto svizzero tipo PF?
Sullo switch Euro1-Euro2 direi che il Franco con grande probabilità sara’ agganciato all’ Euro-1.
La Germania (Con Deutsche Bank) e l’ Olanda (con ING e Abn) non sono meno esposte di UBS sul fronte dei derivati OTC (che sono la prossima – ancora inesplorata – frontiera della crisi).
Non mi è chiara la tua posizione sulla liquidità.
Prima dello Stato Svizzero (che garantisce PF) penso’ fallirà la Germania.
Sulla diversificazione (di cui tutti parlano) penso che siamo troppo nel mondo delle ipotesi.
C’ è chi dice oro,argento,altre commodities…
La verità,secondo me, è che ci sarà probabilmente una rivalutazione del poco denaro VERO esistente. (la riserva frazionaria obbligatoria delle banche è stata ancora abbassata in questi giorni).
L’ oro e l’ argento non si mangiano e vivono solo se c’ è domanda.
Togli un po’ della leva alle banche che hanno il “denaro finto” è le commodities rifugio (diverse cioè da grano,mais,carne) sui cui tutti i protagonisti del circo finanziario mondiale sono esposti potrebbero fare un bel capitombolo.
L’ unico investimento sicuro in questo momento è la terra
per chi di professione fa il contadino.
La mia preferenza per la liquidità (nelle modalità espresse) è la
VELOCITA’ di smobilizzo delle quote.
Nelle situazioni di crisi ci sono opportunità e pericoli da scampare in modo molto veloce.
ok, qualche riflessione personale in merito:
1- il chf sarà agganciato a qualunque moneta, basta vi sia un cambio fissato; quindi sia euro 1 che euro2, così come sterline e yuan, ogni moneta ha il suo equivalentein cambio.
2- per aprire una posizione in chf non è necessario recarsi in svizzera. Tenere un conto in valuta riguarda una diversificazione valutaria(rischio valuta). Se invece si apre in una banca non italiana si cerca una diversificazione bancaria (rischio banca). SOno quindi due aspetti diversi. Ma un cc in euro detenuto in svizzera non è detto che in caso di switch euro1 euro2 venga assimilato alla moneta più forrte, anzi gli economisti parlano da tempo (scuola austriaca, ma anche keynesiana) di moneta che segue lo switch a seconda del territorio in cui è depositata o (nel caso svizzero di territorio non euro) del cittadino che la deposita. In tal caso i tuoi euro italiani depositati in svizzera diventaranno la futura lira nel caso accadesse uno switch e non certo diventeranno euro tedeschi. Se si ragiona ad eur territoriali si comprende meglio il discorso sulla territorialità
3- sulle banche sono daccordo che la crisi di liquidità è ovunque
4- casomai fallissero dell ebanche tedesche sono certa che lo Stato tedesco interverrà, cosi come farà Francia, Belgio, Olanda, ecc. Non sono altrettanto sicura che la Svizzera nazionalizzi una banca in caso di crisi, anzi credo che segua la politica Usa. Parliamo però di fatti eccezionali, giusto per vagliare le opportunità non certo perchè questo si realizzi;
5 rivalutazione del denaro “vero” (immagino tu intenda dire liquido, non investito in asset): non credo proprio, anzi l’inflazione continua ad aumentare e le mosse BCE che copiano la fed stanno intervenendo con politiche espansive che faranno volare l’inflazione. Ovviamente è la mia opinione, giustificata però da dati macro. Se poi passiamo a finanziamenti di vario genere (fondo salva stati, o altre ingegnerie finanziarie) faremo l’affarone del QE e allora il valore del denaro non riuscirà a tenere l’inflazione e il valore reale si deteriorerà.
6- l’oro non si mangia,è verissimo! è un investimento che mantiene però il suo valore, e come investimento io l’ho preso tempo fà e ora mi gongolo, se lo rivendo ci guadagno molto molto più dell’inflazione, quindi non lo mangio certo, lo liquido e poi reinvesto laddove mi conviene in quel momento. Ovvio questo si fà non per tutto il proprio patrimonio, ma solo per diversificare (ogni investitore deve avere il suo piano B)
7- hai detto bene, in crisi ci sono opportunità, e per coglierle bisogna fare l’opposto di quello che fa il grosso delle persone, in francia c’è un detto: comprare al suon dei cannoni e vendere al suon delle trombe. Questo è il momento di comprare, valutando opportunità. Io se trovassi una buona opportunità anche sul mattone non me la farei sfuggire. Ricordo che Coco Chanel in piena depressione comprò un intero palazzo a Parigi in cui tuttora c’è la maison chanel. Il mercato era basso e lei ha fatto il botto di rivalutazione.
8- sono daccordo con te sulla velocità di smobilizzo del liquido ma quando si investe bisogna sempre fare paragoni, quindi immaginiamo di avere 10k euro, li investo oggi in conto deposito liquido, e un’altro li investe in azioni, uno in terra, uno in mattoni (un box visto l’importo). QUanto hanno reso fra 5 anni, 10 anni e 15 anni i tre investimenti?
Di certo so che se io avessi investito tutto in liquidità dieci anni fà, oggi con l’inflazione e l’arrivo dell’euro mi troverei ad avere molto meno in termini reali che aver investito in un bene reale che mantiene nel tempo. Motivo per cui sostengo la diversificazione oculata, cioè non il frazionamento ma la diversificazione, La liquidità la vedo come diversificazione. Se c’è in grandi quantità, se uno la detiene in quandi quantità la vedo come una detenzione temporanea in attesa di immobilizzarli in qualche opportunità, possibilmente di beni reali, niente carte o cartacce.
qualche spiraglio sull’interpretazione che riportavo, sempre dal Sole24ore (quindi da prendere con le molle ovviamente, http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-12-15/tassate-attivita-estero-misura-222805.shtml ):
Per attività finanziarie si devono intendere, ad esempio, le azioni e
gli strumenti finanziari assimilati, quotati e non, le quote di società
in genere ancorché non rappresentate da titoli, i titoli obbligazionari,
i certificati di massa, le polizze assicurative produttive di redditi
finanziari.
Quindi NON conti corrente e conti di deposito.
Premetto che le mie valutazioni sono del tutto personali.
Punto per punto.
-Sul conto in Euro in PF.
Perfettamente d’ accordo.
Ti dico quello che conto di fare io.
il 2 Gennaio bonifico in EUR in ingresso su PF.
L’ operatrice mi ha detto che con un click è possibile passare ai Franchi (immagino su qualche quotazione dello spot
al momento dell’ operazione).
Sto fermo ed aspetto sino se/quando succede il patatrack. (a Febbraio e Marzo ci sono aste pesanti sia su Spagna,sia su Italia ed per allora è previsto il salvataggio tedesco di CommerzBank)
Ipotizzo che per una ipotetica “decisione” (che per forza dovra essere consensuale) di scissione dell’ Euro
ci vorrà qualche giorno.
Ipotizzo anche che se/quando succederà saranno IN ITALIA bloccati pro-tempore i bonifici extra-nazionali oltre cifre irrisorie (altrimenti tutti si sposterebbero su valute ipotizzate avere un cambio favorevole rispetto all’ Euro2 di cui l’ Italia dovrebbe far parte).
Quindi io in quel momento, in una banca NON italiana, dovrei avere la possibilità di convertire in Franchi
(per la verità PF consente anche di avere altre 8 valute internazionali,ma questa è la dversificazione valuta di cui se ha senso possiamo parlare in altro thread).
-Sul rischio banca delle Italiane.
Le banche italiane sono messe MOLTO meglio delle altre big sul mercato delle “schifezze”(Derivati OTC).
Il punto è che esiste un problema serio di liquidità.
Cioe?
La parola magica (fra qualche mese tutti la conosceranno megglio dello spread) è LEVERAGING.(Leva in Italiano)
Le banche che hanno 1000 eur di depositi ne prestano/investono/utilizzano 100.000 (questo il senso dell’ abbassamento del deposito frazionario di qualche giorno fa, prima erano in leva 1/50 adesso 1/100 capite bene in quale direzione andiamo…).
Se li hanno investiti in asset (come titoli di Stato di Italia e Spagna) che potrebbero essere
rimborsati a 75 o a 60 la banca si ritrova ad avere piu’ perdite che denaro REALE.
Il problema è che se il mercato immobiliare flette del 30% (come una crisi dell’ Euro potrebbe causare) anche i
mutui per cui la banca si è esposto valgono meno in un mercato in cui il prezzo lo fanno gli acquirenti.
Per il resto (ma la premessa dell’ eccessiva esposizione in titoli nazionali è doverosa)
le banche italiane sono messe molto molto meglio di altre (in Europa e USA).
Rimane il discorso del giardino di obbligazioni in valuta in carico alle banche italiane.
Da quel che è la legge del 16.12.2011 non espongono al rischio banca (per la faccenda del Monte titoli).
Espongono al rischio che chi le emette,in una situazione di crisi sistemica, non sia in grado di onorarle.
-Non sono altrettanto sicura che la Svizzera nazionalizzi una banca in caso di crisi.
Ok.Con PosteFinance non abbiamo questo problema (per ora).;-)
E’ già di proprietà dello Stato.
Se invece alludi al fatto che UBS trascini nel “fango” la Svizzera richiedendone eventualmente il salvataggio
devo dire che già nel 2008 è successo.
Le promesse (di oggi) PURTROPPO sono fatte per essere disattese (nel domani).
Comunque PF mi sembra da questo punto di vista un porto “abbastanza” sicuro.
-Sul resto dei discorsi mi limito a dire questo.
Io ritengo che si preparino 12 mesi che saranno epocali.
Non crisi cicliche come sono frequenti nel mondo dell’ economia e della finanza.
Questa sarà una crisi sistemica.Se non millenaria come importanza, sicuramente centenaria.
Non farei considerazioni sul passato,tantomeno sul futuro.Questa è una situazione eccezionale.
Io penso che stia per arrivare “diluvio” e cerco posto sull’ Arca di Noe’.
Passata la “tempesta” ci penseremo…
Invito tutti coloro che non l’ avessero ancora visto a vedere il plurupremiato film “inside Job” di Charles Ferguson.
Vi aprirà gli occhi CON NUMERI su quale direzione stia prendendo l’ economia,la finanza e la società di questo secolo.
ho letto l’articolo ma non esclude i conti, semplicemente parlando di attività finanziarie dice “ad esempio”, quindi l’articolista non intende essere esaustivo ma solo dare alcuni esempi di attività. Io credo che se avessero voluto colpire solo azioni e fondi avrebbero parlato di “PRODOTTI FINANZIARI”. Comunque l’unica cosa per chi è interessato alla questione è chiedere all’agenzie delle entrate. Certo è, che se questa è una tassa patrimoniale, il deposito in conto fa parte del patrimonio. Inoltre se questa è stata presa dall’esempio francese, in Francia si considerano nel patrimonio da tassare anche i conti detenuti all’estero. Con questo non intendo smontare nessuno ma solo mettere la pulce nell’orecchio. Perchè se Monti difende le banche italiane dalla fuga di capitali (claro?) non avrebbe senso mettere una patrimonilae sul conto italiano, sulle azioni detenute all’estero e non sul conto detenuto all’estero. In tal modo aumenterebbe la fuga di capitali, e credo che Passera non ne sarebbe contento visto che il sistema bancario italiano ha forte crisi di liquidità.
Ma ripeto: ragionamenti , per avere certezze serve solo l’agenzia entrate.
prima ho postato una dichiarazione di Lagarde circa il rischio depressione anni 30. Se pensi di stare sull’arca di Noè tenenrdo liquidità in uno scenario economico del genere temo sia invece rischioso.
Per cambiare euro in chf non ho bisogno di andare a Lugano per convertire i miei euro in chf e nessuna banca me lo può vietare (in Argentina bloccaro la fuga di capitali non il loro cambio valutario)
Concludo sulle banche italiane avendo lavorato nel settore finanza in una di esse: attenzione.
Grazie invece per la segnalazione del film, cercherò di vederlo, anche se immagino che non saranno previsioni floree. Io mi aspetto veri e seri problemi con effetto fra 18-24 mesi, da tempo, Mauro e Massimiliano lo sanno, parlo del 2013 come data limite per alcuni cambiamenti.
Piuttosto, è da sottolineare a tutti i lettori che le manovre di uno o due anni(apparentemente temporanee), una volta arrivata l’unione fiscale europea resteranno! Bello scherzetto preparano eh? Per cambiare le cose ci vorrà l’ok di bruxelles (sempre che prima non intervenga il fmi) e visto il nostro debito e una prospettiva recessiva dubito che le tolgano tali tasse..
non lo so, non ho cc in svizzera, non conosco nemmeno i prodotti che ha PF. Semplicemente dico che non esistono ricette preconfezionate, oggi si naviga a vista, se c’è una opportunità si coglie, e io tenderei a non tenere troppo in liquidità e non per troppo tempo. La liquidità è utile oggi per fare affari, oggi se hai denaro tanto o piccolo, ma liquido, senza prestiti da fare sei in posizione di forza. Ho comprato un immobile di pregio in francia, indipendente, con terreno, a prezzo buono approfittando della crisi di liquidità delle banche e della difficoltà di avere prestiti. QUello che ho guadagnato vendendo in Italia un anno fà (oggi varrebbe meno) più quello che ho guadagnato dal minore costo di acquisto (meno un anno di affitto) qui mi valgono il guadagno di decine di anni di interessi liquidità in conto deposito. In Italia le occasioni non mancano ma la gente ha paura, allora aspetta, poi quando il mercato si riprende ricomincia a comprare, ma ormai l’affare è perso.
Ripeto non c’è un solo investimento, ve ne sono diversi, un cocktail, fra liquidità, beni reali e pure, in qualche occasione, azioni. Dico solo di fare attenzione a tenere tutto liquido se non avere un progetto, il rischio è che nel tempo (non fra 10 anni ma magari fra anche solo due-tre anni) non tenga il valore reale.
giustamente dovremo attendere i pronunciamenti attuativi dell’AdE.
tuttavia dando una scorsa all’indice di questo libro ( http://www.bancariaeditrice.it/prodotti/vedi/prodotto/id/2431/guida-pratica-alla-tassazione-delle-attivit-finanziarie-2011) tra le attività finanziarie non compaiono i c/c, mentre ci sono i depositi.
vabbè, quello è un sunto, bisognerebbe leggere il libro. Però vediamo:
– per l’Unico quindi per il fisco, i conti all’estero rientrano nelle attività finanziarie da quadro rw;
– per l’agenzia delle entrate, in merito anche alla norma dello scudo fiscale parlando di attività finanziarie cita i conti correnti. A tal proposito ecco quanto precisato dal d.g. del contenzioso del Ministero delle finanze, dottor Busa:
Tra le attività estere di natura
finanziaria di cui al secondo punto, rientrano sicuramente i depositi
ed i conti correnti detenuti presso le banche estere. Quindi,
anche i conti nei quali vengono accreditati o comunque detenuti
emolumenti erogati da Amministrazioni pubbliche italiane per il
lavoro svolto all’estero.
Per loro natura, infatti, tali
conti sono comunque da considerare quali investimenti che producono
redditi imponibili in Italia ed a nulla rileva la circostanza
che il “patrimonio” in essi depositato …origini, eventualmente,
da redditi esenti da imposizioni sulla base della normativa fiscale
italiana.
mi spiego meglio, in svizzera su depositi costituiti da fondi comuni mi fanno pagare una imposta del 0,105% annuo, a questa cifra dovrò aggiungere anche lo 0,1%????
l’1xmille che ti impone l’Italia e che è riferito a TUTTO il capitale investito , in quanto trattasi di imposta patrimoniale (quindi se hai 50mila euro pagherai 50 euro all’Italia).
anche l’esperto del Sole24ore ti dà ragione ( http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-12-07/risparmio-guarda-risposte-123053.shtml?uuid=AaLRfBSE ) includendo i c/c tra le attività finanziarie.
la domanda che sorge spontanea è se l’1 per 1000 (riguardo al 2011) va versato anche se inferiore ai 10,33 euro.. propenderei per il no, supponendo che il capitale di partenza resti inferiore agli obblighi dichiarativi (10mila euro).