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Aprire un conto all'estero: Austria

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29 Agosto 2008   |   Predefinito

Aprire un conto all'estero: Austria

Come indicavo nelle anticipazioni, ho raccolto informazioni su due istituti di credito che permettono l’apertura di un conto corrente in Austria ad investitori stranieri: Bank Austria e BAWAG-PSK.
Va chiarito subito che le condizioni economiche non sono affatto tra le più vantaggiose, ma l’Austria (al pari del Lussemburgo e della Svizzera) fa della riservatezza bancaria un vanto ed è chiaro che le sue banche fanno pagare questo servizio. Inoltre è molto più semplice aprire il conto presso la filiale che da remoto: Bank Austria prevede infatti la procedura di apertura via posta, mentre BAWAG no (anche se probabilmente è possibile procedere comunque richiedendo via posta i documenti da reinviare firmati, anche via fax).

Veniamo alle condizioni applicate.

Bank Austria

Per l’apertura è sufficiente contattare la banca tramite uno dei canali disponibili per investitori stranieri. Io ho provato a contattarli tramite e-mail ed ho ricevuto un dettagliato feedback in due giorni; in alternativa sono disponibili i numeri di diverse filiali dove è possibile trovare interlocutori in grado di parlare diverse lingue.

Nel caso di apertura via posta, è necessario farsi autenticare la fotocopia del documento di identità da un’autorità dell’ambasciata (o consolato) austriaca; presso la filiale è sufficiente la carta di identità. Vanno inoltre fornite informazioni relative all’origine dei propri fondi (ad esempio che i propri risparmi derivano dall’attività lavorativa) e l’entità prevista dei trasferimenti. A questo proposito, Bank Austria tiene a sottolineare che non gradisce l’apertura di conti per semplici “transizioni”, ma predilige chiaramente conti aperti allo scopo di investire. L’offerta in questo caso contempla diverse possibilità che possono essere liberamente consultate a questo indirizzo.

Per quanto riguarda il conto che può essere aperto, si parla di un servizio base con un interesse prossimo allo zero (0,125% annuo) cui viene ulteriormente applicata la ritenuta al 25% austriaca. Per l’apertura è richiesto un versamento minimo di 350€ (o valuta equivalente) che deve essere anche la cifra minima per mantenere il conto aperto.

Viene inoltre applicato un canone quadrimestrale pari allo 0,03% degli averi depositati, con un minimo di 15,63€ per un totale quindi di almeno 62,52€ annui. Nel caso di conto numerato il canone sale a 54,87€ per quadrimestre (219,48€ annui).

Vengono applicate commissioni per ogni scrittura (0,47€ per accrediti e 0,49€) mentre i trasferimenti in entrata e in uscita in area UE, fino a 50.000€ sono gratuiti.

Per quanto riguarda gli investimenti è comunque necessario sottoscriverli in filiale. Le disposizioni possono essere invece ordinate, oltre che in filiale, via posta e banking online.

BAWAG-PSK

Molti meno vincoli per il conto aperto presso l’istituto nato dalle poste austriache (PSK) che negli ultimi anni è divenuto una realtà finanziaria di tutto rispetto in Austria.

Come premesso, non sono ancora preparati a gestire un’apertura da remoto ma parlando con una loro impiegata è emerso che la possibilità ci sarebbe e magari con un tempo più lungo si potrebbe avere comunque il proprio conto aperto tramite posta. E’ chiaro che in questo caso potrebbe pesare il fatto che sono già passato presso una loro filiale ed entrambi abbiamo avuto quindi un contatto diretto, ma il vincolo fondamentale è il deposito della firma di chi apre il conto. Quindi nulla vieta di mandare il documento spedito via posta o via fax.

Il conto corrente più economico che mi è stato presentato (senza bancomat) prevede un canone quadrimestrale di 7,15 €, quindi 28,60€ annui con lo stesso interesse prossimo allo zero di Bank Auastria (0,125% annuo). Per avere il bancomat, il canone quadrimestrale sale a 10,22€ quindi 40,88€ annui. Oltre al canone vengono applicate specifiche commissioni per le varie operazioni e sono poche quelle gratuite.

Nell’ipotesi che si apra un conto corrente in Austria (non necessariamente con BAWAG-PSK) è possibile sottoscrivere l’offerta di conto di deposito denominata TopCard. L’unico costo da sostenere in questo caso è un canone annuo di 3€ e a quanto mi è stato comunicato, non esistono commissioni per le transazioni in ingresso o uscita verso conti intestati allo stesso titolare (tra l’altro non esiste l’obbligo di comunicare prima le coordinate di tali conti o versare da tali conti), così come non ci sono commissioni di apertura e chiusura.

Non esiste un versamento minimo iniziale o un minimo da mantenere, tuttavia l’interesse applicato varia in base alla cifra depositata ed è possibile movimentare tranquillamente online
Le soglie sono le seguenti:

fino a 3.500€, 1,50%
da 3500€, 1,75%
da 10.000€, 2,25%
da 20.000€, 2,75%
da 50.000€, 3,125%

Su tali interessi viene applicata la ritenuta del 25% da parte del fisco austriaco (così come sugli interessi applicati sui conti correnti).

Ho provato ad aprire un deposito TopCard, ma a quanto pare per evitare riciclaggio di denaro non è possibile farlo se non si è già titolari di un conto austriaco che permetta al locale ufficio tasse di identificare fiscalmente la persona. Non ho avuto maggiori chiarimenti perché non avevano ricevuto finora richieste in tal senso (e non avendo un conto in Austria non potevo comunque procedere), tuttavia mi è stato assicurato che questo è necessario perché non avviene alcuna comunicazione tra la banca austriaca e l’Agenzia per le Entrate italiana e di conseguenza possono autorizzare solo chi già possiede un conto attivo in Austria.
L’unica alternativa è rappresentata dalla parziale residenza sul suolo austriaco: se si soggiorna per un periodo di almeno 180 giorni l’anno (è sufficiente ad esempio risiedere vicino al confine per dimostrare che ci si reca per tale periodo in Austria) è possibile avere meno vincoli e sarebbe possibile aprire TopCard senza problemi (o anche altre offerte riservate ai residenti).

In conclusione

Quindi perché aprire un conto in Austria?
Le ragioni principali che possono spingere un investitore ad aprire un conto in Austria sono chiaramente l’assenza di cambio grazie alla moneta comune, l’appartenenza dell’Austria all’UE che permette di trasferire fondi da e verso l’Italia a costo zero (vedi articolo sulla sinergia del conto tascabile) e la già citata riservatezza bancaria che può essere rappresentata anche da un conto numerato per maggior privacy. Non ultima per importanza, anche la tutela per chi vuole investire la sicurezza di incorrere in problemi di default-Italia.

Scritto da Massimiliano Brasile

Massimiliano Brasile

Ingegnere, autore di svariati articoli tecnici nel settore IT, appassionato di finanza personale, crawling e android. Vedi il profilo anche su Google+.

29 Agosto 2008   |   Predefinito

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