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Aprire un conto all’estero: Germania

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10 gennaio 2011   |   Conti Correnti

Aprire un conto all’estero: Germania

PiccoloRisparmio è un sito senza alcun dubbio pioniere per ciò che riguarda l’apertura di conti bancari all’estero. Offerte monitorate su PR erano letteralmente sconosciute ad altri siti/forum dedicati a piccoli investitori/risparmiatori.

Si avvertiva però la mancanza di notizie riguardanti l’apertura di conti in quello che, a torto o a ragione, è considerato il paese “motore economico” dell’Europa, ovvero la Germania.

E’ quindi con piacere che oggi parliamo dell’offerta presentata a non residenti in Germania da una banca tedesca, ovvero la DAB Bank (vedi sito istituzionale).

Prima di cominciare, è opportuno fare una premessa fondamentale: le informazioni presenti in questo articolo non hanno alcuna pretesa di esaustività. Saranno quindi gradite integrazioni, modifiche o correzioni che qualche lettore del sito, capace di parlare il Tedesco, sarà in grado di fare telefonando alla banca in questione o aprendo il conto con loro.

Innanzitutto, qualche informazione economica sulla banca, presente qui (in Inglese).

Nel report, si legge che le prestazioni della DAB Bank non sono esaltanti. Si tratta di un istituto strutturato come Swissquote in Svizzera, che offre conti di risparmio come prestazione accessoria rispetto ai servizi di trading online, che costituiscono invece l’essenza della sua offerta al pubblico. Va poi aggiunto che la DAB Bank è controllata da persone chiave di Unicredit (vedi qui). Quindi è sì una banca incardinata nel sistema bancario/finanziario tedesco, ma comunque di proprietà Italiana ed è quindi con una certa amarezza che devo constatare che al loro call center nessuno è capace di parlare Italiano.

Divagazioni a parte, rimane comunque il fatto che la DAB Bank dà la possibilità di aprire un conto di risparmio dal tasso allettante (considerato il panorama europeo…) che, nella solita ottica di diversificazione dei propri risparmi, può essere di qualche interesse per piccoli risparmiatori.

La pagina di presentazione del conto si trova qui.

Il conto offre, fino a fine giugno 2011, un tasso del 2,1% lordo (su base annua) sulle somme depositate fino a 7K euro. Sulle somme eccedenti il tasso è un misero 0,5%, tasso che viene applicato anche alla scadenza del periodo di promozione.

Tale vantaggioso tasso del 2,1% può arrivare al 3,1%, se si hanno almeno altri 7K euro depositati in titoli. Ma, su tali somme poi ci sono le commissioni da pagare, senza considerare i rischi delle operazioni in borsa, e quindi è una mossa che andrebbe valutata con attenzione.

I costi del conto sono indicati qui.

In sostanza, se non si ha bisogno di ottenere documentazione urgente e se si opera online, l’unico costo da sostenere è quello dei bonifici verso l’Italia (area SEPA), che costano 2 euro.

L’apertura del conto, da effettuarsi online in vari passi, prevede poi l’invio per posta dei documenti (da informazioni fornite dal call center della banca, senza bisogno di autentica) e l’invio da parte della banca di userid e password per accedere al conto online.

Riguardo però a quest’ultimo dettaglio mi aspetto feedback da lettori del sito che si sono magari cimentati nell’apertura di questo conto, o che magari parlano tedesco e hanno voglia di chiamare il loro customer care per avere rassicurazioni a riguardo.

 

*** AGGIORNAMENTO del 18/01/11 ***

Grazie al contributo di Valerio e Roberto, che qui ringrazio, si è avuto modo di constatare che la DAB Bank richiede l’identificazione presso un ufficio postale tedesco, che fornisca i servizi cosiddetti di Postident (alcune informazioni in Inglese sono qui). In sostanza l’impiegato dell’ufficio postale controlla i nostri documenti e ci fa riempire un formulario che poi invia alla banca per conferma.

Sembrerebbe confermato il fatto che apra a non residenti, come si può leggere (in Inglese) in questo forum di discussione, ma su questo mi aspetto ulteriori conferme da altri lettori.

Questo genere di problemi non sembrano sussistere con un’altra banca, ovvero la DKB (Deutsche Kreditbank AG). Qualche informazione sulla banca può essere trovata qui.

Si tratta di una banca di proprietà della banca del Land della Baviera, e quindi dovrebbe dare sufficienti garanzie di solidità.

Il conto offerto da questo istituto, che si chiama DKB cash ed è visibile qui.

E’ a costo zero (spese di mantenimento, bonifici area SEPA, ritiro contanti con la carta VISA agli sportelli col suo logo) e dà lo 0,5% di interessi annuo sulle somme detenute. In più, vengono date una carta bancomat ed appunto una carta di credito VISA, che funziona col sistema del cashback: viene restituito l’1,6% delle somme spese all’anno.

Una volta seguita la procedura online di apertura, vengono inviati a casa i documenti necessari da firmare.

E’ necessario quindi procedere all’identificazione, da effettuarsi sfruttando un formulario scritto in Tedesco ed Inglese (su cui sono riportati i dati anagrafici e gli estremi del documento di identità indicato nel form online di apertura), e che può avvenire:

  1. Presso un notaio;
  2. Presso una filiale locale della banca (cosa impossibile in Italia);
  3. Presso un ufficio postale tedesco che fornisca i servizi di Postident già segnalati sopra.

Va segnalato che, in caso di identificazione dal notaio, dovrà essere quest’ultimo a spedire il formulario in questione alla banca, ipotesi questa che ne rende assai problematica l’attuazione pratica.

Una volta che la DKB ha ricevuto il tutto e approvato l’apertura conto (su questo aspetto sembrerebbero avere criteri piuttosto strani, come può leggersi ad esempio qui), verranno inviati a casa i documenti con userid e password e gli estremi del conto.

*** AGGIORNAMENTO del 22/02/2012 ***

A beneficio di tutti i lettori del sito, comunico che ho avanzato richiesta di chiusura del conto presso la Postbank, che ero riuscito ad aprire pochissimo tempo fa. I motivi sono diversi:
1) A differenza di quanto da me pensato, il conto Giroplus, da me sottoscritto non è a costo zero Per mantenerlo gratuito è necessario che su di esso sia depositata ogni mese una somma di almeno 1000 euro. Se ciò non avviene, ha un costo mensile di 5,90 euro. Tale condizione lo rende poco appetibile per quelle che sono le mie possibilità e abitudini finanziarie.

2) La banca non ha nessuno, e quando dico nessuno dico nessuno, capace (o con la voglia) di parlare Inglese o Italiano. La cosa è abbastanza sorprendente se si considera che si tratta dell’istituto tedesco con più sportelli in Germania, e se si pensa al gran numero di immigrati Italiani sul posto.

3) Ha una procedura piuttosto complicata per la sua attivazione e “gestione”. Una volta aperto infatti il conto, per poter operare è necessario acquistare un dispositivo simile ad una calcolatrice, nel quale va inserita la tessera bancomat (chiamata tessera EC in Germania). La “calcolatrice” genera quindi una password temporanea che serve per “attivare” il conto (che fino a quel momento resta solo consultivo).

La stessa procedura dovrà poi essere seguita quando si vorranno ad esempio disporre bonifici (inserire il bancomat nella calcolatrice e digitare il codice che si visualizza sulla maschera online).

Questa esperienza, che non ha rappresentato per me una grossa perdita economica (pochi mesi di vita del conto + il costo della “calcolatrice”, che è di 17,00 euro nella sua versione più semplice) mi ha comunque dato diverse seccature (tra le tante: la “calcolatrice” mi è stata spedita la prima volta con lettera semplice, che mi è stata aperta nella buca delle lettere, con relativa sottrazione del contenuto da parte di una “simpatica mano”, sicchè ho dovuto richiederla nuovamente alla ditta che, su appalto della Postbank, la produce e commercializza –e dove per fortuna c’era gente che parlava Inglese-)

Inoltre, mi ha fatto maturare una convinzione su questo e altri istituti bancari tedeschi:

Nonostante la Germania sia il motore dell’Europa, e abbia banche di tutto rispetto come capitalizzazione, l’apertura internazionale di queste banche ha lasciato molto a desiderare. Faccio presente che ho contattato direttamente (a volte con l’ausilio di tedescofoni) diverse banche: DAB, DKB, Noris Bank, Commerzbank, Ing-Diba e appunto la Postbank.

L’unica che ha risposto prontamente alla mia mail in inglese è stata la Ing-Diba (del gruppo Ing Direct, il che mi fa piacere visto che sono loro cliente in Italia), che comunque non apre a non residenti.

Mi consola poco, ma comunque corrobora quanto credo, leggere che la mia negativa esperienza sulla Postbank (e sulle banche tedesche in genere) non è stata l’unica.

Su questo forum di discussione di “anglofoni” che vivono e lavorano in Germania, ne dicono di tutti i colori.

Chiedo infine qui scusa ai lettori che mi hanno fatto domande nei commenti e a cui non ho risposto, ma come potranno verificare, su altri thread di discussione avevo già dato le risposte necessarie, e non mi ero accorto delle domande postate qui.

Scritto da Michelangelo

10 gennaio 2011   |   Conti Correnti

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