pr-logo

Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)

Scritto da

29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

Aprire un conto all'estero: Svizzera (aggiornato)

In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.

E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.

La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.

Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:

Una volta autenticati si ricevono:

* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto

oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.

All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.

Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).

In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.

Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.

Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.

L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).

Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.

AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta  conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.

(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali

*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***

Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.

Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.

Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.

Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.

Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.

*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***

Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.

PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.

Condividi l'articolo!

29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

Tags: , , , , , , ,

1.630 commenti su “Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)”

  1. TEO ha detto:

    i soldi di mia mamma sono quelli che ha risparmiato in tutta la vita e ci sono le prove… è tutto tracciato…tutto regolare…

  2. tua moglie non avendo disponibilità del c/c svizzero non è coinvolta nel flusso e quindi non deve compilare il quadro RW (rif. circolare 45/E 2010).

  3. riguardo le movimentazioni, nel tuo esempio, al secondo mese di bonifici da 5k (a prescindere dalla direzione) scatterebbe l’obbligo di compilazione del quadro RW. ovviamente poi tutti i flussi vanno dichiarati, ma le spese correnti non afferiscono ai flussi e non vanno quindi dichiarate.

    riguardo i c/c in Svizzera.. potrei mai sconsigliarli? la Svizzera resta il centro finanziario più importante al mondo e i servizi che offre in termini di puntualità, cortesia e professionalità non hanno pari.

  4. ottima proposta, in pratica è lo stesso servizio offerto da AMEX Italia, ma in effetti sembra prescinda dalla residenza del richiedente e dalla nazione del c/c sul quale cadono gli addebiti.

    sbaglio o la BASIC non ha costi? e apparentemente il platfond non è imposto, ma concordato in base al potenziale (documentato) di spesa mensile e si può indicare come referena una eventuale AMEX già posseduta.

    strano solo che non compaia uno spazio BIC/SWIFT per il c/c.

  5. Freekess ha detto:

    Perche’ non parlate mai di ipotesi UK? Conto in paese AAA con banca centrale che stampa moneta, possibilita’ di apertura on line (Lloyd TSB, Barclays, …), conto titoli dove posizionare titoli AAA ( ad es. BEI), carta bancomat, costi tutto sommato contenuti attivabili oltre che in sterline anche in EUR, USD se preferite. Cosa non vi piace? Sembra quasi un argomento tabu’ ma forse e’ una buona soluzione. In fondo la finanza europea a sede a Londra non vi pare?

  6. osservazioni azzeccate, ma ti assicuro che (almeno io) teniamo in considerazione la situazione, soprattutto riguardo HSBC.

  7. Freekess ha detto:

    Mi fa piacere. Non so come mai il mio post precedente sia ripetuto n volte. Riguardo HSBC sicuramente e’ una delle migliori soluzioni. Dobbiamo solo capire . . .

  8. Mount_Eiger ha detto:

    Esattamente 🙂
    E come dici tu la Basic non ha costi e si può indicare come referenza una AMEX già posseduta, come del resto accade con AMEX Svizzera. Da quest’ultima ho tra l’altro ricevuto ieri sera la lettera ufficiale di ko, con codice pratica da utilizzare per richiedere informazioni per iscritto: riformulerò la mail, sono proprio curioso… Tornando alle International Cards, la cosa seccante, almeno per me, è che la fotocopia del documento la vogliono autenticata: io ho solo banche online, sia in Italia che in Svizzera; e per esempio Fineco rifiutò di farmi l’autentica (pur essendo cliente dal 2006!) quando aprii il conto con Directa nel 2009… dovetti andare dal notaio, altrimenti non c’erano santi…

  9. Carlo Giraudi ha detto:

    Buongiorno a tutti.Ho letto con interesse sino ad ora tutti i post relativi all’apertura di un conto estero e non riesco a levarmi dalla mente un fortissimo dubbio.
    Aprirlo regolarmente e compilare il quadro RW ,di conseguenza, implica comunque il fatto di fornire un estratto conto alla AE.Se dovesse avvenire un prelievo fiscale,una patrimoniale o quant’altro non ci sarebbe scampo comunque,l’AE non farebbe altro che applicare l’aliquota sul dichiarato nel quadro RW,che poi uno paghi con c/c italiano o estero sarà lo stesso.
    Leggo che, giustamente,ci si stia a preoccupare della esatta compilazione del quadro onde evitare sanzioni,facendo proprio l’interesse della AE e non mettendo a riparo il proprio capitale.L’unica nota positiva che vedo è di possedere una carta di credito estero e con quella non far apparire gli acquisti singoli che uno fà,ma che vanno dichiarati nel quadro se superano i 10K,altri motivi non ne vedo.
    Il fatto che non possano mettere fisicamente le mani sul conto estero non implica che se uno non paga sanzioni Equitalia non possa mettere una ipoteca su immobili o proprietà posseduti in italia (e forse anche all’estero in UE visto che bisogna dichiararli?).
    Sono molto dubbioso sul delocalizzare legalmente i propri risparmi liquidi,posso immaginarmi solo un acquisto di immobili o beni (anche solo un box auto) in ambito UE o Extra UE dove i prezzi possano avere ancora un pò di slancio o perlomeno che conservino il valore.
    Scusate la franchezza ma i propri soldi ritengo siano talmente importanti che prima di effettuare operazioni con essi vadano vagliate tutte le possibili varianti.

  10. DeeJay ha detto:

    Salve,
    Mi permetta: qui non si delocalizza per sfuggire al fisco italiano.. ma solo per proteggersi da un ipotetico evento catastrofico in conformità alla legge e con minori spese possibili. Ma sempre sottolineo LEGALMENTE.
    La patrimoniale infatti ha già colpito i detentori di attività estere nella misura dello 0.1% sui conti e 0.76% sugli immobili, se non sbaglio.
    Per quanto riguarda il proprio capitale, credo che se è guadagnato onestamente ed è già stato tassato (come nel mio caso e credo anche della maggior parte delle persone che frequentano questo prezioso blog) ha senso diversificare l’allocazione in asset class decorrelate (in questo caso diverse da stati EU e diversi da valute EUR).

  11. c’è un errore di fondo nel ragionamento: chi è obbligato a compilare il quadro RW offre semplicemente informazioni relative ai propri flussi e consistenze estere agli organi di controllo che eseguono comunque verifiche autonome, a prescindere che il quadro venga presentato o meno.

    la residenza fiscale è la chiave di lettura: avendola in Italia siamo comunque sotto controllo e obbligati di conseguenza a ottemperare alle dichiarazioni e versare relativi tributi. ovvio che si vogliono evitare le sanzioni, ma esse esistono non per vessare i distratti, ma per colpire i disonesti (per omesse dichiarazioni si rischia il sequestro immediato delle cifre
    per intero e sanzioni che possono raggiungere il 50% della somma
    eccedente i 10k euro).

    aggiungo che nel quadro RW non vengono indicate le coordinate dei conti esteri (tranne qualche caso particolare mi pare) e non si fornisce alcun e/c, a meno di dover documentare movimenti durante accertamenti. per quanto riguarda la patrimoniale c’è il dubbio che colpisca anche chi è esonerato dal presentare suddetto quadro e che (secondo il tuo ragionamento) non comparirebbe.

    i pagamenti effettuati a mezzo carta di credito vanno a diminuire la consistenza e non sono quindi da indicare nel quadro (a prescindere dall’importo, non mi sembra che ci sia alcun limite in questo caso).

  12. Antonio ha detto:

    Prendo spunto dagli ultimi commenti per condividere con voi il mio punto di vista.
    Tutti dichiariamo qui di aver messo/volere mettere LEGALMENTE i danari in terra elvetica per tutelarci da patrimoniale/default/crollo dell’euro.

    PATRIMONIALE – Se ho esportato e dichiarato più di 10K Lo Stato italiano sa che ho dei soldi oltreconfine e può legittimamente pretendere una percentuale di essi in caso di
    patrimoniale. Potrebbe addirittura penalizzare chi preferisce le banche estere a quelle italiane con una forma di imposta creata ad hoc. Oltretutto, come ho scritto, si attira l’attenzione dell’AE, che non è una bella cosa, anche avendo (o pensando di avere) tutto in regola.
    Quindi per una patrimoniale che si estende ai c/c all’estero (com’è probabile che sia una patrimoniale del 3° millennio) “delocalizzare” in modo consistente i propri risparmi probabilmente non serve.

    DEFAULT ITALIA/CRISI DELL’EURO – Sono evidentemente due eventi connessi. L’Argentina può insegnarci qualcosa: conti bancari bloccati ed i contenuti, per un certo ammontare, requisiti. Lo Stato Italiano, a questo punto e per parità di trattamento, potrebbe chiedere ai cittadini IT “trasparenti” con conti esteri di versare capitali nella percentuale richiesta. Chi non lo facesse rischierebbe i propri beni detenuti in territorio italiano. In una situazione del genere non sarebbe neanche assurdo ipotizzare una collaborazione dello stato estero (CH compresa) in qualità di “sostituto d’imposta” o, se preferite, di longa manus dello stato italiano predone.

    LA MIA SOLUZIONE – Costituire un trust residente in Italia e intestare ad esso solo gli immobili (magari diversificando anche in terreni). Un primo risultato sarebbe quello di
    separare la titolarità dei c/c italiani dall’intestazione degli immobili; peraltro vi sarebbe un piacevole “effetto collaterale”: la blindatura legale di cui godono i beni conferiti nel trust. Quindi aprire due c/c in CH (PF) di cui uno in CHF, l’altro in euro > 7500CHF equivalenti (per non avere costi fissi e per una minima riserva di prima necessità) per un totale inferiore a 10k. In caso di emergenza ed in tempo utile si bonificherebbe dall’Italia sul c/c CHF. Volendosi sottrarsi ad una imposizione forzosa anche all’estero successivamente si potrebbe tempestivamente prelevare in CH contante (anche trasformandolo in parte in piccoli lingotti d’oro) conservando il tutto in una cassetta di sicurezza elvetica. In alternativa ribonificare velocemente verso un c/c più “esotico”. A quel punto si diventerebbe evasori: ma in quel contesto sarebbe evasione o disperata ed estrema legittima difesa?

    Monti ci fa ben sperare ma pensare al peggio per tutelarsi meglio può rappresentare l’elemento discriminante tra la soccombenza e la propria salvezza economica (e non solo economica).
    Spero di non avere scandalizzato nessuno…

  13. marcogiso ha detto:

    Salve a tutti,

    Una domanda per chi è in grado di rispondere.
    Se prendo in affitto un immobile all’estero e pago il proprietario attraverso regolare bonifico dal conto italiano devo compilare il quadro RW qualora la cifra superi i 10.000 € annuali?
    Grazie in anticipo a chi risponderà,

  14. DeeJay ha detto:

    Salve Antonio, non mi ha scandalizzato. La discussione è interessante e Le rispondo secondo il mio punto di vista
    – Patrimoniale: non delocalizziamo per sfuggire al fisco! lo stato si prende gia per il 2011 lo 0.1% sui conti esteri, lo veda come un premio assicurativo, si paga e basta. Quanto paga Lei per i conti e deposito titoli italiani? Certo ripeto ancora attirare l’attenzione della AE non lo si fa mai volentieri, ma occorre valutare il rapporto rischi/benefici e soprattutto agire legalmente in onesta e buona fede.
    – Default italia: sono d’accordo con Lei e l’ho segnalato sul blog qualche mese fa, è possibile che in casi eccezionali la svizzera possa collaborare con gli stati UE e applicare forzosamente prelievi e/o cambi; cosa della quale ho parlato con un funzionario postfinance il quale non l’ha escluso e anzi me ne ha parlato come di una possibilità; del resto la germania sta conducendo accordi in tal senso. Occorre essere consapevoli della possibilità e valutare il rapporto rischi/benefici.
    – Trust: ripeto in casi estremi quello che puo sembrare ovvio non è sempre corrispondente a quanto potrà succedere; a eventi eccezionali possono seguire provvedimenti altrettanto eccezionali e il Suo trust potrebbe andarsi a far benedire; ribonificare su conti + esotici o altre soluzioni dell’ultimo momento dell’emergenza sono discutibili, in quanto penso (e anche Massimiliano è d’accordo) che nel momento in cui tale emergenza fosse conclamata sarebbe ormai troppo tardi. Si agirebbe a mercati chiusi e/o overnight e buonanotte..
    DeeJay

  15. Mount_Eiger ha detto:

    x Deejay. Un dubbio, scusa l’ignoranza: ma questa patrimoniale dello 0,1% sui conti esteri si applica a quelli aventi un saldo >= di X (quale?), o indistintamente a tutti? Grazie.

  16. DeeJay ha detto:

    Ciao, da notare che le istruzoni per Unico PF sono ancora in bozza. Parte 2 pagina 21 sezione XVI. Imposta dovuta proporzionalmente alla quota e ai mesi di possesso (quota 100% – 12 mesi = dovuta al 100%). L’imposta si calcola come 0.1% “del valore di mercato delle attività finanziarie rilevato al termine del periodo d’imposta ovvero del valore nominale o di rimborso” quindi io direi liquidità al 31.12 + valore nominale titoli.
    Smentitemi/correggetemi. Spero che l’argomento venga chiarito meglio dopo l’uscita delle istruzioni definitive.
    DeeJay

  17. Markp ha detto:

    Se l’imposta si calcola sulla liquidità al 31/12 potrebbe essere conveniente ritrasferire in Italia tutta o parte della liquidità prima del 31/12 e poi ritrasferirla all’estero qualche giorno dopo …

  18. Markp ha detto:

    Non ho ancora avuto la necessità di compilare il quadro RW, ma dal momento che ci stai dicendo che nel quadro RW non vanno indicate le coordinate dei conti esteri, allora la colonna 6 “numero del conto” a cosa si riferisce ? Si intende in ogni caso il numero del conto italiano, indipendentemente dalla direzione del movimento ?

  19. Markp ha detto:

    A proposito dei movimenti estero su estero: un bonifico da un conto estero verso un altro conto estero (ad esempio per il pagamento dell’estratto conto di una carta di credito senza addebito diretto in conto) va dichiarato ?

  20. Carlo Giraudi ha detto:

    Penso che Antonio abbia confermato quello che mi era parso di capire in materia di conti esteri perfettamente legali e trasparenti.
    Al trust ci ho già pensato….penso sia la stessa corrente di pensiero che ci accumuna.
    Ringrazio dell’esauriente spiegazione.

  21. Dademi1 ha detto:

    si ma se una persona ha fatto bonifici in diversi periodi dell’anno,come inserire tutti bonifici visto che è presente una sola casella……….magari si potrebbe lasciare la casella in bianco e fare calcolo x ogni singolo bonifico e scrivere solo la cifra totale dell’ imposta da pagare

  22. Ms- barbamamma ha detto:

    questa si chiama elusione fiscale è illegale ed è perseguita dalla legge, oltre che penalizzata in termini patrimoniali in caso di controllo (e pare che Monti abbia dato ampi strumenti pe la lotta all’evasione ed elusione fiscale alla GdF proprio perchè è un danno e perchè sa bene prevenire le mosse, e lo farà anche con provvedimenti eccezzionali se sarà il caso).
    Se fate un giro in Svizzera trovate  molti signori che operano nella finanza e che possono indicarvi giri e giretti, ma attenzione, semmai ci fosse stato un momento per fare questo non è certo ora il momento.
    Finchè siete residenti italiani non c’è scampo al destino economico dell’Italia, l’unico  modo legale di non essere soggetti a patrimoniali, tasse, degrado economico e sociale è essere residenti in Paese diverso dall’Italia (Francia, Svizzera, Gb, Germania, ecc, ecc). Se questo non è possibile c’è solo, legalmente , la diversificazione, cosa che è oggetto di molti articoli e post.
    Per il resto sono daccordo con Deejey, anzi aggiungo una cosa che il suo amico di Pf non gli  ha detto cioè che dal 2017 la Svizzera dovrà denunciare i conti criptati ai Paesi Ue, a seguito della normativa che entrerà in vigore appunto  nel 2017, alisa cadrà il segreto bancario.

  23. Mount_Eiger ha detto:

    Vabbé, tanto i conti PF non sono cifrati o criptati che dir si voglia… per fortuna chi va da PF è una persona che vuole detenere legalmente il proprio denaro all’estero. Per gli altri esistono svariate banche/fiduciarie private che a noi non interessano 🙂
    Hai un link per approfondire cosa succederà esattamente nel 2017?
    Sarebbe una manna ad es. se non si dovrà più trafficare con i quadri RW/RM, ma forse sogno ad occhi aperti… 🙂

  24. DeeJay ha detto:

    Massimiliano, io oserei dire che invece i numeri dei C/C vanno indicati eccome, incluso il BIC/SWIFT. E/C invece restano dentro la documentazione da conservare nel caso di richiesta da parte dell’amministrazione.
    DeeJay

  25. DeeJay ha detto:

    I conti postfinance non sono cifrati ma postfinance non consente di attivare lo scambio di informazioni automatico con l’italia; ergo il segreto bancario è sempre in vigore con postfinance. Al contrario di altri come SwissQuote che consentono di optare per lo scambio o meno di informazioni.
    Per quanto riguarda il 2017… beh è troppo in là come orizzonte temporale… gli eventi accadono ormai troppo in fretta e io mi accontento di fare le cose per bene con un orizzonte di 6 mesi
    DeeJay

  26. DeeJay ha detto:

    Vero! infatti probabilmente non è cosi.
    DeeJay

  27. Antonio ha detto:

    Avevo previsto di suscitare con il mio post reazioni varie. Ed è giusto così. Ma vorrei precisare:
    1) separare le intestazioni di c/c italiani da quelle immobiliari (con il trust o intestando alla moglie o alla mamma ottantenne, non importa) ancora non è vietato da alcuna norma italiana, seppure di grado infimo (quali sono le circolari che attualmente in Italia in materia fiscale sembrano avere assunto rango di norma costituzionale! certi funzionari dell’AE poi …);
    2) aprire un c/c in CH <10K non dichiarandolo, non è illegale, almeno così sembra ad ora.
    Fin qua credo si possa tutti concordare senza paura.

    A mio parere queste semplicissime mosse creano le condizioni per potere poi fare ogni scelta possibile senza essersi esposti oltre misura e prima del tempo.

    Tutto il resto è al momento pura fantasia. Se poi proprio vogliamo avventurarci in esercitazioni meramente teoriche e commentarle e confrontarsi su esse (e credo sia anche questo lo spirito del blog), allora possiamo ipotizzare ogni scenario possibile e relative possibili soluzioni.
    Possiamo allora dire che se ci ritrovassimo i conti bancari requisiti al 90% (non parlo di patrimoniale bancaria, ovviamente) avremmo almeno il diritto di chiederci: è giusto? E' normale? Di chi è la colpa? A quel punto lì, se permettete, qualche dubbio mi verrebbe sulla legittimità di una confisca di stato e sulla intrinseca e sostanziale illegalità di essa, anche se reca l'intestazione "repubblica italiana" e venga adottata con una norma dello Stato.  
    Come ci insegna l'episodio della Concordia (a mio modestissimo parere perfetta metafora di un paradigma economico possibile), la salvezza può anche passare attraverso la disubbidienza all'autorità scellerata e delegittimata dalle proprie stesse scelte. Vi siete chiesti perchè i tedeschi dispersi in quella tragedia sono così tanti? Ve lo dico io: perchè sono quelli che più di altri hanno ubbidito con piena fiducia all'autorità (nello specifico, alle cameriere di Schettino!!).
    Vedete come perde di significato ogni affermazione sulla presunta illegalità di certe soluzioni di estrema autodifesa. Sono invece perfettamente d'accordo con Barbamamma (che, nel mio piccolo, seguo e stimo) sulla possibilità di ripensare alle proprie scelte di residenza. A DeeJay dico che secondo me un blocco quasi totale dei c/c arriverebbe molto più lentamente (vedi Grecia) di una "normale" e notturna patrimoniale bancaria del 2/3%.
    A stemperare, infine, il clima da scenari alla Mad Max/Waterworld dico che personalmente sono moderatamente ottimista, a patto di far finire a Monti il proprio lavoro e che venga poi sostituito da una compagine parlamentare veramente rinnovata, magari in grado di esprimere una grosse koalition responsabile (non come Scilipoti però…) e competente. A Carlo Giraudi: complimenti per avere pensato al trust, ci arrivano in pochi…

  28. DeeJay ha detto:

    Antonio, confido anch’io in una soluzione positiva della crisi, e molto probabilmente questo avverrà; al 95% non ci saranno scenari alla mad max. Ma rispetto a 10 anni fa quando il rischio collasso sistemico era lo 0.001% adesso siamo al (metti anche poco) 5%. Se tutto va bene (come spero anch’io) probabilità 95% siamo tutti belli e bravi; se però dovesse realizzarsi l’ipotesi collasso probabilità 5% (NON  piu trascurabile)? Quanto costa assicurarsi contro questo 5% di probabilità?
    Alcune soluzioni che vedi Tu come autodifesa, allo stato legislativo attuale sono non presumibilmente ma sicuramente illegali: conferma anche barbamamma. Con questo non voglio dare giudizi o pareri ma è così. Certo, andare a vivere altrove è una possibilità. E ci sto pensando seriamente, credimi.
    DeeJay

  29. DeeJay ha detto:

    @8a9eb31633f3dcbc8a2d34cc2940631d:disqus  La svizzera è solamente il posto piu accessibile linguisticamente e geograficamente. Di non-UE e non-EUR non c’e’ solo la svizzera; ma le soluzioni alternative sono piu complicate e con un capitale di attacco minimo molto piu elevato. Hai ragione: il modo legale di non essere sottoposti alle tasse italiane è ovviamente non essere italiani. Pronti con le valigie sempre in mano allora!
    DeeJay

  30. se sei tu a disporre il bonifico si tratta di flusso e va dunque dichiarato.

  31. Sandro ha detto:

    Buonasera a tutti. Personalmente ho deciso di trasferire una parte dei miei risparmi in Svizzera proprio per l’eventualità di quel 5%.
    Consultando le indicazioni di questo blog e di altri quà e là sul web lunedì scorso ho preso il treno e sono andato vicino a Chiasso ad una filiale PostFinance (previo appuntamento) ed ho aperto una posizione in EUR e una in CHF. E’ chiaro che complessivamente l’operazione non è gratis, perchè per poter fare tutto in una giornata partendo da Firenze, solo di viaggio, mi è costato circa 140 euro, poi il bonifico dalla mia banca verso PostFinance della somma depositata (30K) mi è costato lo 0,15% + 20 Euro di spesa fissa nonostante la Svizzera sia un paese che ha aderito agli accordi SEPA (infatti dalla Svizzera in Italia non c’è alcun costo salvo di nuovo la mia banca che mi riaddebiterebbe le solite commissioni, al chè credo che aprirò un c/c su ING).
    Poi la consulente di PostFinance mi ha detto chiaramente che loro applicano la ritenuta preventiva federale del 35% e che alla fine dell’anno emettono una dichiarazione con le operazioni effettuate e le tasse pagate in Svizzera, per cui poi con il fisco italiano uno deve vedersela per conto suo. Così stanno le cose.
    In sostanza al momento ho speso circa 200 euro, è vero, ma è il costo dell’ “assicurazione” contro il rischio default dell’Italia e dell’Euro. Tuttavia questo non significa che questa sia l’unica assicurazione possibile e che oltretutto i grattacapi siano finiti qui, perchè è ovvio che per il momento il c/c interessato è quello in Euro perchè il CHF è sopravvalutato…. quindi c’è anche da stare sul “chi va là” per cogliere il momento giusto di un eventuale switch. E’ ovvio che tutta l’operazione, nel complessivo, non è facile. E neanche, ripeto, gratis.
    A proposito della tassazione, comunque, leggendo il blog, non mi è ancora chiaro se trattandosi di “Ritenuta Federale Preventiva” e NON di “Euroritenuta”, si possa in qualche maniera conguagliare con quanto sarà dovuto al Fisco italiano. Il termine “preventiva” mi lascia supporre che ci siano margini di operatività a consuntivo…. e tuttavia la richiesta di rimborso agli svizzeri se è prevista non vedo perchè non dovrebbe essere accordata. Basterà dimostrare che uno non vuole fare il furbo, credo.
    La sostanza della questione, alla fine è proprio questa: nei blog che ho visitato, compreso ovviamente questo, il 99% di coloro che chiedono informazini NON VOGLIONO FARE I FURBI ! Vogliono semplicemente pararsi il ……. !
    La situazione del ns. Paese purtroppo rischia di diventare come quella della nave al Giglio: la falla è aperta ma ci viene detto di “rientrare nelle ns. cabine” che la situazione è sotto controllo.
    In vita mia, lo confesso, mio malgrado, ne ho azzeccate poche, come si dice dalle mie parti, e azzeccare questa sarebbe una vittoria di Pirro perchè vorrebbe dire che il Paese è destinato a finire in malora. Tuttavia al momento, per quanto mi riguarda, non intendo stare ad aspettare che un “mozzo” dia il segnale di abbandonare la nave….
    Saluti a tutti.

  32. Mount_Eiger ha detto:

    Ciao e grazie. Ho aperto la pagina linkata e, anche andando nella homepage, non esce nulla. Digitando direttamente “2017” nel campo di ricerca, ho trovato questo: http://www.ticinofinanza.ch/mode=comunicati&id=4847&submode=
    … nulla di che. Forse Barbamamma potrebbe fornirci ulteriori dettagli.

  33. Ms- barbamamma ha detto:

    per “salvarsi” non serve allora buttare i bagagli sulla scialuppa, se la scialuppa resta attaccata alla nave. Bisogna personalmente entrare sulla scialuppa e staccarla dalla nava, ovvero avere una residenza fiscale fuori dall’Italia.

  34. Ms- barbamamma ha detto:

    Grazie Antonio per la fiducia, ma io ho precisato il  mio post di risposta indicando il termine elusione, e lo ripeto poichè le mosse che tu prevedi sono come dici bene legali, però se tu usi atti legali con lo scopo di pagare poche o zero tasse allora questa pratica è illegale e si chiama appunto elusione fiscale.
    Ti faccio un esempio riportato dalla cronaca: se un Valentino Rossi trasferisce la residenza a Londra, ma lo fa solo sulla carta (compra casa e dichiara che vive là), paga meno tasse, se poi la finanza fa un controllo e vede che lui li non ci vive, non ha famiglia, non ha figli che vanno a scuola li, insomma non ha legami nè di lavoro nè privati, allora identifica una elusione e lo sanziona; Idem per i fatti di cronaca per i cambi residenza a Montecarlo.
    Se invece una Monica se na va dall’Italia, prende una casa in Francia, i suoi figli vanno a scuola li, lavora li, ecco che nessuno potrà mai dire che  è una elusione.
    Altro esempio più familiare alla mia ttività bancaria: un libero professionista scopre che in banca la polizza index linked è impignorabile ed insequestrabile. Decide quindi di girare il 100% o l’80% del suo patrimonio mobiliare o liquido in tale polizza. Poi fà casini con la società e gli arriva un decreto di sequestro o un pignoramento, lui ha i suoi soldi in quella polizza e pensa che è intoccabile. Invece ecco che arriva una sentenza che dice che se l’importo versato nella polizza è evidentemente sproporzionato (ci mette tutto o quasi) in sostanza la polizza perde i suoi requisiti giuridici perchè è evidente l’intento di elusione (di pagamento per fallimento o per fisco).
    Morale: che sulla carta certe cose si possano fare non vuol dire che tutelino negli intenti che si hanno a farle.
    Per questo ribadisco continuamente di fare attenzione. Molti pseudo commerciali di banche specie svizzere ci marciano su queste cose, ma poi la patata bollente resta a voi! Chi consiglio’ a Valentino Rossi di fare quel cambio residenza? Alla fine però è stato Rossi a metterci la faccia, mica il suo fiscalista che al massimo è stato cambiato, ma il problema e la sanzione fiscale le ha pagate Rossi.

  35. Markp ha detto:

    Da Intesa San Paolo i bonifici (da Internet) verso area SEPA costano 1 Euro. C’è la limitazione (on-line) di 25k al giorno, 50k al mese. Per importi superiori bisogna andare in filiale ed i costi aumentano ma non credo in modo così esagerato. Da BNL i bonifici verso area SEPA sono gratuiti in via promozionale fino al 31/3.

  36. non ti ha aperto il link corretto: togli “&submode=” dalla parte finale del tuo link (oppure usa chrome o firefox per aprire il link che ho indicato).

  37. manca un ? dopo ch/ e devi togliere “&submode=” dalla fine del link…

    per caso usi internet explorer? dal link che ho postato io con firefox apre correttamente la pagina. altrimenti vai su ticinofinanza.ch e cerca in alto 2017, lo trovi in questo momento come secondo risultato.

  38. Mount_Eiger ha detto:

    Uso Safari. In ogni caso l’articolo che mi esce è sempre lo stesso (“2017 Confederazione allo sbando”)

  39. Antonio ha detto:

    Così abbiamo scoperto il tuo bel nome! Monica, il buon senso trabocca dalle tue chiarissime parole ed ho ben presente e condivido le problematiche cui ti riferisci ma evidentemente guardiamo la cosa da prospettive diverse, io dallo sgualcito stivale, tu magari dall’incantevole Camargue…

  40. Markp ha detto:

    Ho forti perplessità in merito alla tua interpretazione relativa a prelievo di contanti e carte di credito. A mio avviso rientrano entrambi in quanto previsto dalla Sezione I del Quadro RW in quanto si tratta non di investimenti o attività di natura finanziaria ma di “spese correnti”. Quindi a mio avviso i prelievi di contanti andrebbero dichiarati nella Sezione I se l’ammontare complessivo in un anno è superiore ai 10k, mentre per le carte di credito non va dichiarato nulla (le Sezione I non prevede i trasferimenti estero su estero ma solo quelli transfrontalieri).

  41. Sandro ha detto:

    E’ veramente intollerabile, che vengano date interpretazioni soggettive ad accordi internazionali come il SEPA piuttosto che altri o che vengano accettati con riserva da parte di alcuni operatori. La mia (per il momento..) banca infatti, una BCC, nel documento di sintesi dei costi delle operazioni intende per trasferimento SEPA, gratuito se effettuato on-line, un bonifico verso paesi dell’area UE e SEE, quando in realtà al SEPA hanno aderito anche i paesi dell’area EFTA fra cui anche la Svizzera. Inutile arrabbiarsi…
    Volevo aggiungere un’altra cosa ma solo così per farci due risate:
    per aprire la posizione in PostFinance con due c/c (EUR/CHF), due bancomat, l’home banking, il dispositivo elettronico che genera il codice, ecc. ecc. sapete quante firme ho messo ?
    UNA !
    Alla BCC qui in Italia solo per consegnarmi recentemente il dispositivo elettronico del codice per l’home-banking ho messo circa 20 firme…., contratto in triplice copia, privacy e non so che altro.

  42. Sandro ha detto:

    E’ chiaro che operare in maniera assolutamente trasparente come fanno coloro che hanno deciso, straordinariamente, visto il momento, di agire in questa direzione, non elimina il problema di poter essere in qualche modo “vessati” dalla pubblica amministrazione italiana. Tuttavia, per quelle poche ore che sono stato oltreconfine lo scorso lunedì, vi posso dire che l’impressione che si ha è che il Canton Ticino e, quantomeno, la Lombardia vivano in totale simbiosi. Alla dogana non fanno domande anche perchè è pieno di frontalieri che vanno e vengono, numerose sono le abitazioni con auto in targa italiana parcheggiate davanti o dentro i box. Posso sbagliarmi ma penso che al momento convenga a pochi sconvolgere lo status quo. La classe dirigente del ns. Paese ha più interessi in Svizzera di quanto si possa immaginare. Recentemente lo stesso Monti non ha risposto, svicolando con le parole, alla domanda su come mai l’Italia non assuma con la Svizzera un atteggiamento come gli Stati Uniti o la Germania. E questo penso sia un segnale abbastanza eloquente.

  43. DeeJay ha detto:

    SEPA 0 eur fino a transazioni da 50k con ING direct. E’ veramente il conto piu economico.
    DeeJay

  44. DeeJay ha detto:

    Alla dogana (io solitamente faccio la como chiasso) non fanno domande e non fermano nessuno, ma da un po di tempo hanno i cani fiuta-banconote e le telecamere per schedare le targhe in/out. Messinscena o realtà? Nel dubbio meglio operare onestamente.
    DeeJay

  45. DeeJay ha detto:

    Hmmm.. hai trovato la soluzione emigrando, ma credo anche  che la Francia sia troppo correlata per scamparla alla grande.
    Ad ogni modo, intanto Ti sei spostata fuori dai PIIGS. E non è male come inizio.
    DeeJay

  46. DeeJay ha detto:

    Trattandosi di carte di credito la cosa è piuttosto fumosa e rientra nell’argomento bancomat/cc estero-italia. Potrebbero essere corrette entrambe le interpretazioni. ATTENDIAMO CHIARIMENTI DA QUALCUNO PLEASE
    DeeJay

  47. Sandro ha detto:

    Assolutamente d’accordo.

  48. ah, allora leggi quello giusto!

  49. MS-barbamamma ha detto:

    In banca il problema di liquidità e di problemi delle aziende, almeno per la mia esperienz a Milano si sentiva già dal 2007.. Ma ovviamente il caso non era scoppiato e non si poteva mica dire che c’era sto problema.. Comunque la mia scelta non deriva solo da motivi Piigs, cioè da motivi economici del Paese ma anche (forse coneguenza o causa?) dalle prospettive che ho valutato fra i due Paesi. La migliore tassazione per le famiglie con figli (quoziente familiare) una scuola dove c’è la lavagna digitale Lim(in Italia dovevo portare pure la carta igienica a scuola), un tasso di natalità che è il più elevato d’Europa( la demografia è fattore chiave per il futuro e per la sostenibilità del sistema), un debito, un welfare, delle politiche a medio-lungo periodo, un sistema generalizzando più efficiente (quasi tutto è informatico, niente file, tutto veloce dai documenti ai cambi residenza alle bollette..). Non è il paradiso ma in finanza ti insegnano una cosa che credo valga per tutto o quasi: quando tutto va bene tutte le azioni guadagnao, quando tutto va male tutte le azioni perdono: per capire quale è una buona azione vedi quella che nel perido di crisi perde di meno. Idem direi per il sistema Paese. Poi ovviamente sono scelte personalissime, richiedono impegno nel trasferimento (specie se ci sono figli), per la lingua, ecc. Ma oggi ne sono contenta. Domani vedremo. Chi si sposta una volta è capace di farlo anche dopo..magari fra quindici anni vado in Brasile.. :-))

Grazie.