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Bye bye signori Smith

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9 Settembre 2010   |   Opinioni

Bye bye signori Smith

Dopo le dichiarazioni di Obama sui notevoli investimenti per far ripartire gli Usa, ben 150 mld di usd, il pensiero va subito ai libri di scuola, quando , per chi ha fatto il tecnico, ci facevano studiare le teorie keynesiane nell’ora di economia. Già, sembrava che la ricetta alla crisi degli anni Trenta fosse sbagliata, non tagliare ma spendere.

E così fecero gli americani e poi anche gli europei nel dopo-guerra. Però oggi, con il forte debito Usa queste spese graveranno ancor più sul bilancio pubblico e, oltre ai dubbi da parte del mercato che potrebbero innescare nervosismi speculativi, se davvero l’economia non ripartirà (o ripartirà fra troppo tempo) viene da chiedersi chi pagherà il conto , oltre a Mr Obama che perderà le prossime elezioni anche per un generale scontento della Middle Class , se ancora ci sarà la classe media, il mito del consumatore medio, alias Mr e Mrs Smith. Solo la storia ce lo dirà, e ci svelerà il nome del prossimo forte consumatore che sarà l’ago della bilancia nei rapporti economici mondiali. Che sia il signor Chang?

Nel frattempo avremo anche noi in Italia un bel da fare. In Europa il peso economico è dato dal motore Germania, seguito a distanza dalla Francia, ma lo sarà anche politico visto che il recentemente ratificato Trattato di Lisbona , il c.d. trattato di riforma, porta con sé nuove modifiche e prospettive per nuovi equilibri, a partire dal peso ponderato che avranno gli Stati (a favore di Germania e Francia grazie ad una norma che di fatto toglie peso a noi) e a finire con la clausola di uscita che è la novità storica. Intanto osserviamo come i nostri asset sono preda soprattutto francese:

  • trasporti: Airfrance con clausola di riacquisto delle quote della cordata italiana dopo 5 anni(Air France è socio di maggioranza col 25% ed ha diritto di opzione all’acquisto delle altre quote una volta passati 5 anni previsti nell’accordo tra Ministero e C.A.I.);
  • energia: Italcogim è ormai del gruppo Edf, senza parlare dei contratti di trasferimento know how per il nucleare (siglati da mr B. con mr Sarkozy il 24-2-2009);
  • alimentare: DxD, Gs, sono ormai di gruppi francesi, Carrefour e Auchan stanno spartendo il mercato della grossa distribuzione.

Certo ormai siamo nel libero mercato ma vendere asset strategici per un paese può avvenire per molti motivi, ad ognuno la sua ipotesi, io però sono convinta che chi detiene il nostro debito pubblico detenga anche una leva sulla nostra politica economica e poiché la Francia detiene ben 511 mld di nostri titoli di debito pubblico, a loro non conviene un nostro default, semmai un nostro acquisto! C’è da chiedersi cosa ci rimarrà se a breve venderanno anche le Dolomiti e gran parte del nostro patrimonio artistico culturale come già preannunciato questa estate.

Forse alla Totò, ci resterà un piatto di spaghetti.

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9 Settembre 2010   |   Opinioni

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28 commenti su “Bye bye signori Smith

  1. fabrizio ha detto:

    a mio avviso emerge un altro dato di fatto, ovvero seppur nelle università si continua ad insegnare la teoria keynesiana, questa manifesta nella realtà le stesse lacune che presentava allora, mentre le teorie smithiane si ripresentano in un mercato sempre piu competitivo e frazionato come l’unica filosofia in grado di spiegare l’economia…
    Per quanto ci riguarda forse stiamo imparando a difenderci, non in tutti i settori (es enel, eni, medusa vs warner ect..)

  2. Mauro Corradi ha detto:

    Keynes è stato osannato per decenni come un dio, la sua teoria è stata un vangelo economico universale. Come con tutti i falsi profeti è giunto il momento del brusco risveglio, perché il risultato a lungo periodo di questa teoria è un sistema globale che si è ingolfato di debito, e finché il debito non viene smaltito non c’è niente da fare, da solo non se ne va, o viene ripagato o si va in stato di insolvenza.

  3. monica ha detto:

    potrebbe interessare anche qualche lettura sulla teoria economica della c.d. scuola Austriaca (per una presentazione storica http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_austriaca).
    E’ interessante la loro visione sul ruolo delle banche centrali, in considerazione anche delle previsioni Geab sulla Fed.

  4. monica ha detto:

    quanto alle teorie di Adam Smith, sarebbe interessante verificarle davvero, perchè da quello che ritengo per informazione ed esperienza professionale, la “mano invisibile” non esiste, ma c’è sempre una.. detta alla Maradona, “mano de Dios”, che interferisce sul mercato, e questa non dipende dai governi, ma da certi grandi centri di interesse. ovviamente opinioni personali in libero blog.

  5. Nicola Lozito ha detto:

    Bah, io penso che Obama vincera’ le prossime elezioni anche, continuera’ per circa 8 anni a far arrivare soldi pubblici alle Corporation (Che son sempre li’ e ci sorprendono sempre con le loro mille risorse) e alla fine dei due mandati:

    – Obama andra’ via con la coda tra le gambe perche’ il piano non ha funzionato o non ha reso per tutti i mld “prestati”

    – Lo Stato sara’ molto piu’ indebitato di quanto non lo sia: in breve con questa crisi ci han guadagnato al solito sempre le solite corporation made in USA

  6. monica ha detto:

    grazie Nicola per la tua opinione, il blog accetta e condivide opinioni (specie se motivate).

  7. barbamamma ha detto:

    continuano gli acquisti francesi di asset strategici: infatti recentemente France Telecom ha acquistato da Telecom Italia il 70% di Elettra Tlc, società specializzata nella manutenzione di cavi sottomarini per le telecomunicazioni industriali.
    E mentre continua il nostro depauperamento, risuonano le parole di O’Neill..ma di questo ve ne parlerò quando verrà pubblicato il prossimo articolo, quello sulla Speculazione Italia.

  8. Michelangelo ha detto:

    L’Itaia mi sembra sempre più l’Argentina pre-2001.

  9. barbamamma ha detto:

    Dimenticavo i treni!!! Bel bocconcino questo asset!
    “Captrain Italia è la prima filiale esteraSNCF ad aver creato la sua impresa ferroviaria.
    Al giorno d’oggi Captrain Italia ricopre il doppio ruolo di trazionista ferroviario e di spedizioniere.Giro d’affari 2009: 11,3 millioni di euro “(fonte sito aziendale)

    Non solo ma un anno fà Sncf Ha acquistato Veolia Cargo, che opera molto nel Nord Italia.

    Osserveremo nei prossimi anni come Sncf entrerà nel trasporto passeggeri, prima sostenendo Ntv(ne detiene il 20%),puntando sulla qualità del servizio, poi forse, comprando qualcosa di Trenitalia (i quali nel caso di disorganizzazioni interne avrebbero pesanti penali contrattuali che inciderebbero sul bilancio)

  10. barbamamma ha detto:

    Edf ha messo gli occhi su Edison, sarà un osso duro da prendere in Opa ma i francesi non hanno fretta (vedi tempistiche Alitalia). Per chi detiene titoli Edison: a marzo si inizierà forse a far chiarezza essendoci il Cda, sbirciate i movimenti di listino.

  11. Mauro Corradi ha detto:

    Barbamamma le tue segnalazioni di natura speculativa ci giungono sempre gradite. I veri amici si riconoscono soprattutto in questo.

  12. barbamamma ha detto:

    il 22 gennaio scrivevo di edf ed edison, ora l’8 febbraio Milano Finanza se ne è accorta.
    Un pallido esempio di come i giornali arrivino sempre dopo (in 10 anni di lettura non ho mai letto anticipazioni). Intanto la speculazione è già iniziata chi ha addocchiato la mia segnalazione magari si è già posizionato.
    comunque vi linko l’articolo perchè i movimenti non sono ancora finiti sui due titoli
    http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201102081050585052&chkAgenzie=TMFI

  13. Mauro Corradi ha detto:

    Ho già capito che vuoi farci guadagnare anche con speculazioni borsistiche. Sei una consulente veramente ‘globale’. Spero non ci lascerai mai…

  14. barbamamma ha detto:

    Chi detiene il nostro debito pubblico ha una leva politica ed economica notevole per comprarci.
    Ecco un ennesimo marchio italiano che a breve verrà di fatto gestito dai francesi: Parmalat.
    http://www.corriere.it/economia/11_marzo_18/sideri_bliz_francese_parmalat_49b11e18-512d-11e0-b0a4-77b20470b36e.shtml

    Fra meno breve tempo, diciamo entro 5 anni, Telecom verrà invece comprata dalla spagnola Telefonica, ma questa non è una notizia ufficiale, nè ufficiosa, solo una opinione personale.

  15. barbamamma ha detto:

    questo articolo è datato 9 settembre 2010, e già stava soltanto fotografando una situazione esistente e in continua evoluzione.
    Pare che il governo italiano si sia accorto che la Francia ha fatto shopping in settori strategici, e che voglia fare un decreto che tuteli i propri asset.
    http://www.corriere.it/economia/11_marzo_18/trmonti-parmalat-francia_745f8326-5190-11e0-b0a4-77b20470b36e.shtml
    Se posso permettermi di dare la mia opinione questo sarà poco effcace per due motivi:
    – fare il recinto ora che quasi tutti i buoi sono scappati fà ridere; tradotto: ormai è un pò tardino, basta vedere le banche che riportano il nome di gruppi francesi, le assicurazioni, i supermercati di gruppi francesi, e l’energetico già ben ipotecato
    – Tremonti parla di decreto entro un mese. Forse lo dovrebbero informare che fra un mese, anzi meno, l’Europa ci chiederà ufficialmente un piano di rientro del debito pubblico e anche se questo inizierà dal 2015 con una Francia che detiene circa 500mld di nostri titoli basta solo una certa vendita di un certo quantitativo, per far capire ai mercati e al governo, chi davvero comanda la sua politica economica; un atto di forza che i francesi non mancheranno perchè in questa fase di “crisi” la loro ricetta è stata quella di partire con una sistemazione del loro debito (che è nettamente inferiore al nostro) e puntare sullo shopping, come un imprenditore dovrebbe fare in periodi di crisi.


    Sarà quindi un decreto sulla carta, raggirabile,perchè non mi piace dirlo, ma siamo in una posizione debole confronto ai principali Paesi che detengono il nostro debito.
    Infine preciso che nel decreto pare che sia escluso il “lusso”, credo cheintendano il settore moda, che non sarà inteso come un settore strategico nel senso stretto del termine, ma di fatto lo è, perchè il nostro Paese che è il più bello al mondo, oltre ai settori strategici tipici di un qualunque Paese dovrebbe aggiungervi la cultura (opere d’arte materiali e immateriali) e lo “style italian” (non dico neanche “made” perchè sappiamo che anche l’alta moda produce fuori i semilavorati al 70% e basta solo un 30% di lavorazione in italia che diventa made in italy).
    Si preoccupano di Parmalat per il marchio e non si preoccupano di altri e ben noti marchi italiani. Il settore lusso francese non aspetta altro, è stato un gran segnale da dar loro, un boccone offerto su un piatto esente da blocchi decretati.
    Qui in Francia si può criticare tutto, ma chi comanda, ad ogni livello, pubblico o privato, fa davvero gli interessi del Paese.
    E con questa nota amara, perchè stamane sto articolo del corriere mi ha davvero innervosita, me ne vado a Lille, fiera dell’immobilare e dell’energetico sulle case (pompe calore,solare, recupero acque piovane). Perchè qua stanno puntando a questo, stanno nascendo come funghi ste aziende sull’energetico attivo (non solo meno consumo ma proprio produzione), e si formano dei poli ed incubatori, capito? A 1600 km a nord da Roma!!! E’ proprio vero che chi ha il pane non ha i denti..

  16. barbamamma ha detto:

    lactalis che pochi giorni fà aveva “solo” l’11% di parmalat è oggi arrivata al 29%, rastrellando il mercato. Al 30% scatta l’opa obbligatoria.
    Questo è un esempio di come se la politica dorme (si parlava di un decreto “veloce” entro un mese) i privati agiscono molto più velocemente. Non è un caso che si siano fermati al 29%, è un gesto altamente “politico”. Cos’ come lo è aver annunciato la tempistica di un mese da parte italiana, ha chiaramente fatto capire a lactalis quanto tempo aveva per operare in Opa, dando agli italiani la parvenza di voler tutelare l’italianità di alcuni settori.
    Badate che queste cose che segnalo da tempo, sembrano distanti dal vostro mondo fatto di quotidianità, sembrano distanti dai vostri risparmi, ma invece sono degli allarmi, e non per la Parmalat, ma per tutto il resto, specie su energia, alimentari, telecomunicazioni.
    Il decreto salva aziende nazionali strategiche, come edison, come eni, se pur verrà fatto non servirà a nulla, scatola vuota, se poi dobbiamo passare dai francesi che otterranno i nuovi contratti gas-petrolio dalla Libia ( il trattato di bengasi italo-libico sarà carta straccia, per questo l’Italia è entrata attivamente nelle operazioni belliche). Una azienda la comandi sia con la proprietà azionaria che con la detenzione del core business, se scindi le due cose non hai capito nulla, se vuoi difenderla devi farlo a monte e a valle, non solo a monte.
    Siamo terra di conquista, come sempre del resto, una volta avveniva con l’occupazione militare, oggi avviene con l’occupazione economica. Gerusalemme ci insegna, se conoscete qualche abitante di gerusalemme vi dirà che negli ultimi anni i palestinesi stanno uscendo dalla città, che sta tutto andando in mano israeliana, senza guerra, senza armi, solo con assegni, vanno in casa e ti danno un assegno per venderla, quanto vuoi, due, tre, volte il suo valore, i palestinesi prendono e vanno, ma gli israeliani non vendono ai palestinesi, così loro pian piano vanno a vivere fuori. Non entro in valutazioni politiche o morali,vi faccio questo esempio per dirvi come si riesca a far guerra e conquista con mezzi economici.

  17. Mauro Corradi ha detto:

    Brbamamma per la sfiducia che ormai ho verso l’Italia se fosse per me spalancherei le porte agli stranieri: venite, colonizzateci, civilizzateci, insegnateci ad amare il lavoro e a rimboccarci le maniche anziché voler furbescamente vivere di rendita alle spalle della collettività. Sono certo che sotto il vostro dominio, male che vada, staremo comunque meglio di adesso.

  18. barbamamma ha detto:

    la notizia è del 1 aprile ma purtroppo non è un pesce d’aprile.
    Chi abita ho ha una casa nel centro sud Italia forse conosce la società gas italcogim, già partecipata da circa due anni dalla francese gdf.
    ebbene dal 1 aprile, per riprendere il titolo del post, bye bye italcogim.
    la società cambia ragione sociale e diventa gdf suez, la stessa che pago qua in francia.
    La strategia francese è evidente: si entra nel capitale sociale di una azienda, si mettono i propri sistemi informatici (vedi alitalia), si mette il proprio management(vedi edison) e poi si conquista il tutto al 100%, vedi italcogim.

  19. barbamamma ha detto:

    lactalis ha avviato l’opa su parmalat, i giornali francesi danno vittoriosa la linea francese su tutti i fronti: lactalis, energetico con edf (e nucleare che continua nei progetti), e pure politico (revisione schengen a vantaggio francese).
    ora sul piatto restano i progetti prossimi di conquista su edison (edf), su fondiaria (grupama con opa), su pioneer inv( natixis).. ma il bocconcino resta il solare, con primo assaggio con edf enr.
    Quanto a operazioni già fatte e non ancora citate:
    Acea vede fra i suoi azionisti GDF-Suez;
    Bnl è entrata a far parte del colosso bancario francese Bnp Paribas;
    Cariparma è entrata nel 2007 a far parte di Credit Agricole:
    Montepaschi di Siena vede una partecipazione di Axa del 2,5%; fra i due gruppi c’è una joint venture dal 2007 nella bancassicurazione;
    Mediobanca ha fra i suoi azionisti Bollorè col 5% e Groupama con il 4,9%;
    Bulgari è stata recentemente acquisita da Lvmh che ha già acquisito Fendi e la maison di Emilio Pucci;
    Gucci e Bottega Verde sono entrate nel gruppo Pinault-Pritemps-Redout;
    Sma Supermercati è stata ceduta dalla Rinascente ad Auchan.
    Evviva il libero mercato, purchè non sia neo colonialismo commerciale mascherato dal potere detentivo di gran parte del nostro debito pubblico.

  20. Sagipto ha detto:

    non dimentichiamo leroy-merlin, castorama, conforama, carrefour e chissà quanti ancora e sono certo che in futuro si riproporrà air france. da qualche parte ho letto di una consistente commessa del ministero degli interni a citroen.
    Certo che la ns economia di libero mercato è dominata (o colonizzata, se preferite) da francesi, cinesi e tedeschi, oltre che -come sempre- dagli amercicani: che volete… siamo italiani!

  21. barbamamma ha detto:

    le società francesi di bricolage o vendite online o sport(redoute, castorama, decathlon, ecc)non le ho citate perchè
    – non hanno acquistato società italiane, sono solo entrate nel mercato con i loro marchi
    – non hanno preso pezzi di economia italiana strategica (alimentari, energetico, trasporti, gestione del risparmio italiano, lusso-moda)
    Per il resto trovi le riflessioni sull’articolo in alto.

  22. barbamamma ha detto:

    Questo lunedi il debito Usa supererà il plafond di 14294 mld di dollari a partire dal quale non potrà più prestare. Ciò significherebbe un fallimento finanziario, una bomba finanziaria di notevoli dimensioni. Motivo per cui il segretario del Tesoro ha dato tempo fino al 2 agosto per far negoziare una soluzione al Congresso e alla Casa Bianca, ma i repubblicani non voteranno un aumento del plafond senza un piano serio di rigore finanziario. Obama ha dichiarato che vuole diminuire il debito di 4000 mld di usd in 12 anni, ma non è ancora chiaro il piano concreto che vuole attuare per arrivare a questo obiettivo. In Usa il debito non può aumentare oltre un certo plafond prefissato, salvo deroghe. Ovviamente non faranno saltare la bomba, però Mr Smith è in acque non buone, con uno Stato molto indebitato, un’economia che è sostenuta da qualche artifizio della Fed, e il Signor Chang pronto a diventare il primo consumatore mondiale.

  23. Barbamamma ha detto:

    In novembre potrebbe esserci una nuova ondata speculativa su Usa. Questo ovviamente arriverà sia per i dati occupazionali sia per eventuali e prossime (ormai possibili) downgrade da parte di altre agenzie di rating oltre a quanto già fatto da moody’s. Il problema del deficit Usa insieme a quello Uk e Japan si faranno sentire. I Bric hanno invece capito che l’Europa può essere il trampolino per uscire dal sistema dollaro. L’Europa come risponderà? Con gli eurobond? Ormai un continente non si può solo basare su un sistema monetario. O si fà l’Europa o si muore(figurativo). Per i Bric è meglio un solo interlocutore o tanti? Dal 2012-2013 si dovrà iniziare a attuare una Europa politica  e non più solo monetaria, solo questo permetterebbe davvero di sopportare degli eurobond. Ma una Europa politca significa anche riequilibri..

  24. Barbamamma ha detto:

    Oggi i giornali parlano dei timori (certi) di Obama sulle prossime elezioni: le perderà? si. Già un anno fà quando iniettò denaro era evidente la situazione della middle class americana, quella che consuma, quella che tiene in piedi il mito americano. Lo scrissi, qualche lettore espresse dubbi (legittimi). Il tempo ci dice che ora i nodi vengono al pettine, prima sono arrivati i nodi del debito Usa in estate, ora la presunta perdita delle elezione paventata dallo stesso Obama. Lui pagherà colpe che non gli derivano al 100%. Ci sono fotografie che fermano il fiume mentre scorre e foto che vanno a vedere cosa arriva all’estuario. I mass media fotografano la prima immagine. Ma solo i dati letti in ottica temporale danno una idea del risultato finale. Idem per l’Italia.

  25. Cesarito ha detto:

    Ciao Monica, sono un tuo affezionato lettore, già mi hai dato alcuni ottimi consigli.. Ora stanno venendo al pettine anche i nodi italiani, mi pare. Se non interviene qualcosa di nuovo (cosa?) tra i prossimi dopo la Grecia saremo noi a dover licenziare statali e stroncare le pensioni. Possibile che non ci sia altra scelta, con l’evasione plurimiliardaria che abbiamo? Servirebbe una politica fiscale europea, o no? E tornando ai miei timori: sia io che mia moglie siamo funzionari statali (stipendio medio-basso, tante responsabilità: un medico, un architetto..) ..ma se arriverà la scure sui dipendenti pubblici anche in Italia, su chi si abbatterà? Leggo che i 30.000 greci saranno messi nel limbo per un anno e poi licenziati, ma su alcuni autorevoli siti invece si parla di pensionamenti! Secondo te che succederà? Sono molto preoccupato..

  26. Barbamamma-MS ha detto:

    Finmeccanica in caduta libera: chi comprerà il boccone ghiotto di Ansaldo Breda?.. facciamo qualche scommessa? Vediamo .. i francesi di Alstom? o bombardier?

  27. Ms- barbamamma ha detto:

    Oggi scrivo una cosa rivoluzionaria che farà rizzare i capelli a molti. SI parla da tempo di crescita, è la chiave di volta di tutta la crisi odierna. Bisogna crescere. Crescita, crescita. Tutti a legare poi la crescita con i consumi, bisogna consumare, consumare per crescere, crescere.
    Ebbene oggi dico e urlo liberamente che per crescere un Paese non deve consumare, ma produrre.
    Mi scuserà Keynes, che ho largamente studiato, ma la sua teoria andava bene decenni fà, oggi col mondo globalizzato non basta solo consumare (specie se consumo ciò che è prodotto fuori) ma produrre e semmai esportare bene.
    Detto ciò, finalmente, lo sognavo da tempo di dirlo apertamente, so bene che non è possibile fare dirscorsi che potrebbero sembrare nazionalistici, non è possibile frenare con atti giuridici la globalizzazione galoppante in corso.
    Salvo che si avverassero certi eventi, per esempio un significativo aumento del prezzo del petrolio.
    Sempre lui, si, il petrolio. Un petrolio ad esempio a 160 dollari al barile renderebbe costossissimo far girare la merce da una parte del pianeta all’altra. Che il fiorire di industrie delocalizzate nel nord africa e nei balcani avviene proprio per anticipare questo evento? Chissà. Comunque il petrolio aumenterà di prezzo perchè non è eterno, se poi ci sarà qualche mano longa che metterà speculazione anche per motivi politici.. beh, allora avanti col ferroviario, con le rinnovabili e col km zero.
    In secondo luogo in Europa si deve dar fine al dumping fiscale, e si cercherà di farlo proprio per i citati motivi.
    In terzo luogo, l’Europa dovrà permettere il marchio “made in..” (Italy) solo per aziende che producono in loco almeno il 70% del prodotto e non il 30 come ora. Perchè tu azienda devi vendere bene tutelata da un marchio forte che dà immagine di qualità e lavoro artigianale se poi a tale lavoro non corrisponde il know how e i costi italiani?
    In quarto luogo, il Paese deve formare tecnici, altamente specializzati e ben pagati. Non si può far tutti i manager e gli avvocati (per utilizzare un eufemismo), la Germania ha moltissimi impieghi come tecnici, specializzati e professionali, pagati profumatamente, che non hanno affatto discriminazioni sociali (in Italia: che fai? il tecnico. Mmm; Che fai? il medico. Waow).
    Io penso che questo arriverà, tutto (qualche dubbio sui tecnici in Italia..), nei prossimi 10 anni, il tempo perchè i bradipi che sono al comando si rendano conto davvero di quello che accade quaggiù fra i comuni mortali.

  28. MS-barbamamma ha detto:

     L’argentina ha iniziato a capire che la crescita deve avvenire mediante produzione interna. Stanno nazionalizzando e facendo protezionismo.
    L’argentina non è un modello da seguire, ma forse un suggerimento di presa di coscienza che non funziona più dire ” aumentiamo i consumi” se poi i consumi sono cinesi o sloveni e quindi la ricchezza e il lavoro vanno a questi Paesi. La chiave di volta non è consumare , ma produrre in quello stesso Stato.

Grazie.