Investire online in bund tedeschi
Scritto da Massimiliano Brasile
24 Settembre 2008 | Conti di deposito
Le informazioni sono davvero molte e non è possibile analizzare accuratamente tutti i dati. Penso che la notizia sia estremamente interessante e chiedo direttamente aiuto a tutti voi lettori del blog per integrare le informazioni (o correzioni) principali che andrò ad inserire man mano in questo post se me le segnalate nei commenti. Ci conto!
Sembra che la moda di far sottoscrivere bond nazionali direttamente online stia contagiando più nazioni.
E’ infatti possibile farlo anche negli USA, a patto di essere residenti, mentre la Germania è partita con un servizio analogo a quello austriaco da più tempo ed offre un sito davvero dettagliato sia in tedesco che in inglese anche se per le comunicazioni ufficiali la lingua unica è solo il tedesco.
Qui la condizione per la sottoscrizione è quella di NON essere residenti in Germania né per brevi né per lunghi periodi.
I bond sottoscrivibili sono di diverso tipo:
- Treasury discount paper (bond a 6 mesi, min 1 milione € / no max)
- Federal Treasury financing paper (bond a 1/2 anni, min 500€ / max 250k €, 4,15%/3,70%)
- Federal Treasury notes (bond a 2 anni, min 0,01€ / no max)
- Five-year Federal notes (bond a 5 anni, min 110€ / max 250k €, 4,00%)
- Federal savings notes (bond a 6/7 anni, min 50€ / no max, 3,70%/3,75%)
- Inflation-linked German Government Securities (bond legati al tasso di inflazione tedesco a 5/10 anni)
- Federal bonds (bond a 10/30 anni)
- tutti i bonds
e sono tutti acquistabili online previa registrazione e rilascio del pin necessario.
Gli estratti conto vengono emessi solo una volta all’inizio dell’anno, mentre le operazioni di compravendita dei bond possono essere disposte in qualunque momento, anche prima della scadenza naturale del titolo.
Sono disponibili poi dei servizi aggiuntivi:
- trasferimento di bond dal proprio account a quello di un altro account registrato (o verso un conto bancario)
- registrazione o modifica delle esenzioni fiscali di cui si vuole beneficiare
- chiusura di un credito (es. contratto di un deposito di sicurezza)
- accoglimento di procura
tutti a costo zero (eccettuando eventuali costi addebitati dalle banche coinvolte nei trasferimenti di denaro).
Le informazioni sono anche aggiornatissime: le condizioni correnti sono sempre disponibili in pdf a questo link.
Con la ritenuta (che sia al 20% o 23%/27%) gli interessi non sono così distanti dai nostri BOT, anzi. Ma la possibilità di investire nella nazione trainante dell’economia europea può rivelarsi una mossa saggia e lungimirante per diversificare il proprio portafoglio.
Ma quando sarà possibile sottoscrivere online anche in Italia i BOT direttamente col Ministero del Tesoro invece di versare esose commissioni alle banche?
24 Settembre 2008 | Conti di deposito
Tags: austria, bot, Forme di investimento, germania, usa
Questa è la proprio la notizia che aspettavo, Massimiliano mi domando come fai a scovare queste informazioni, sei più scaltro di un detective!
A prima lettura pare che gli interessi non siano competitivi con quelli del ministero austriaco, però è tutto da approfondire, cosa che faccio da adesso, qui c’è il vantaggio di una più comprensibile versione inglese. Dal punto di vista fiscale (che è la mia specialità ) con la Germania vige solo ed esclusivamente lo scambio di informazioni fiscali, per cui a differenza di Austria, Belgio e Lussumbergo, non esiste l’opzione della euroritenuta alla fonte per cui non è necessario produrre alcuna antipatica documentazione. Gli interessi percepiti vanno indicati e tassati nella denuncia dei redditi e basta, senza possibilità di altre opzioni.
Grandioso!
E grazie anche a luxor per l’utilissima precisazione.
A prima lettura, se si può fare un confronto con l’analoga offerta austriaca, quest’ultima appare gestita in modo migliore, con un sito certamente più curato, esaustivo e intuitivo nonostante sia solo in tedesco. Oltre al discorso dei rendimenti che, ripeto, sono decisamente più alti quelli austriaci e nonostante i due stati abbiano il medesimo giudizio di affidabilità creditizia (AAA).
Massimiliano a questo punto non riesci a scoprire se analoghe offerte ci sono pure negli altri paesi europei con rating tripla A come Olanda, Danimarca, Finlandia?
Grazie dei commenti.
Sono alla ricerca continua di nuove offerte, soprattutto in Europa.
Spesso purtroppo le offerte che trovo sono limitate ai soli residenti e non ne parlo (ad esempio in Austria va forte Easybank sempre del gruppo BAWAG al momento).
Non ho ancora affrontato i paesi nordici e qualcuno mi suggeriva di indagare anche quelli più a Est.
Ci sto lavorando, restate connessi 😉
Paese che vai burocrazia che trovi. Per l’apertura di questo conto tedesco della BWp-Direct viene rischiesta, come formalità , la firma autenticata (quindi con bollo)sul modulo di richiesta. Evidentemente la legislazione tedesca prevede ciò per l’apertura di conti a distanza. Di segno opposto la formalità in Svizzera: qui non gliene frega niente della firma ma vogliono invece l’autentica (sempre con bollo) della copia del documento d’identità . Finalmente abbiamo sperimentato stati come Austria e Belgio che di autentiche non ne vogliono neppure una: la firma gli va bene come arriva loro sul modulo e della copia della C.I. si fidano di come gliela mandiamo. Cosa possa determinare in nazioni sovrane, peraltro confinanti, queste differenze burocratiche proprio non riusco a capirlo. E ciò ci fa intuire quanta strada ci sia ancora da fare per poter parlare nei fatti di Europa unita. Ammesso che ci si arrivi veramente.
Quindi riassumendo.. ci sarebbe da stampare e compilare il modulo di sottoscrizione del “conto di debito”, farlo compilare anche alla propria banca e farsi certificare la firma in calce dal notaio o da un’altra autorità amministrativa(?) e poi spedirlo fisicamente all’agenzia della finanza tedesca che sta a Francoforte. Ovviamente fare il bonifico quando richiesto(devo ancora capirlo bene).
Sinceramente sono attratto ma contemporaneamente un po’ smontato dalla burocrazia/lingua.
Cmq complimenti per il lavoro fatto
Per autorità amministrativa presumo intendano il Comune, mi domando però che faccia farà l’impiegata quando mi presenterò allo sportello con un modulo in cui gli spazi per l’autentica recano scritte in tedesco (!). Dando per scontato che non ci capirà niente c’è il rischio fondato che possa rifiutarsi di farmi l’autentica. Comunque come riconosce lo stesso Luigi questo prodotto tedesco è interessante ma è molto meno intuitivo e più burocratizzato dell’omologo austriaco.
PER IL MIO AMICO LUXOR,LA CIMBANQUE MI FA NOTARE CHE SUL CONTO INVESTIMENTO IL 5,20 LORDO DOVRA’ ESSERE DECURTATO DI UNO 0,50 ,QUESTO 0,50 SONO LE COMMISSIONI CHE LA BANCA PRENDE SUGLI INTERESSI (LE TASSE SI PAGANO IN Italia) vorrei una tua opinione ,dimenticavo le spese del conto in totale invece che 200 euro sono diventate 150 ,attendo una tua impressione ciao luigi
Certo che devi pagare lo 0,50% di commissione sui depositi fiduciari, essendo investimenti per i quali la banca svizzera funge da intermediario tra te e una banca estera europea (ti hanno almeno detto di che banca si tratta? Perché con l’aria che tira se poi quella banca fallisce sono problemi tuoi…!),tutte le banche svizzere applicano questa percentuale di commissione. Io resto del parere che chi vuole investire all’estero deve conoscere a menadito usi e consuetudini bancarie di quel paese, solo dopo si investe, altrimenti si corre il rischio di incappare in spiacevoli sorprese.
luxor garantiscono il 5,20 a 1 anno ,a me interessa questo,si tratta di un conto investimento ,quale si la quotazione e problema loro a me danno il 5,20 in ogni caso garantito meno lo 0,50,se puoi farmi una cortesia di entrare nel loro sito e vedere questo conto investimento mi faresti veramente cosa gradita ti ringrazio sempre per la tua professionalita’ ,di te mi fido ciao luigi
Luigi l’ho capito che ti garantiscono il 5,20% a tasso fisso per tutta la durata dell’investimento, dedotto lo 0,50%diventa un 4,70 che è esattamente quanto ci prendo io investendo con Bundesschatz in titoli di stato austriaci (rating AAA). Consentimi solo di dirti che, come sicurezza sulla solvibilità dell’emittente, quest’ultimi sono di gran lunga più sicuri del deposito bancario vincolato che la CIM ti propone. E senza neppure pagare 200 euro all’anno (o 150 con lo sconto che mi dici ti hanno fatto)di tenuta conto.
Gentili amici del blog
Molto interessanti le info che ho trovato qui riguardo bot tedeschi e conto svizzero..
Quello che non capisco è però la necessità di utilizzarli quando, posso fare la stessa cosa a costi contenuti attraverso una banca online italiana (tipo fineco, etc) e acquistare BOND tedeschi sul mercato MOT o TLX.
Da quanto ne so anche nel caso di default della banca italiana i titoli, che sono solo in custodia, non sono pignorabili.
Inoltre, anche nel caso di default dello stato italiano avendo “prestato” i soldi alla Germania (nel caso di BOND tedeschi) dovrei scamparla da un’eventuale default del nostro belpaese e/o da una estromissione dall’EURO.
Premesso che non sono del mestiere ma mi muovo a logica, mi chiedo se il mio ragionamento è corretto ovvero presenta lacune in un’applicazione reale.
Ringrazio tutti x l’attenzione ed eventuali commenti
Michele
Ciao Michele, ciascuno di noi, prima di cominciare a spostare parte dei propri risparmi direttamente all’estero, aveva maturato il tuo ragionamento. Poi si è deciso in ogni caso di spostare comunque una parte dei risparmi all’estero perché in caso di fallimento del nostro stato, come sai, nulla sarebbe sicuro al 100% in Italia, nessuno ci può oggi rassicurare che oltre al mancato rimborso dei titoli di stato italiani e al congelamento dei conti correnti non si arrivi pure al congelamento dei depositi titoli indipendentemente dal contenuto di essi, chi ci assicura che lo stato in quella situazione non si appropri di tutto? In fondo lo stato siamo noi (chi ci governa sono solo gli “amministratori delegati”) per cui tutto ciò che è nostro in casi estremi potrebbe venire sequestrato per servire alla causa comune. E’ in quest’ottica estrema che molti di noi hanno preferito aprire anche conti direttamente all’estero. Poi ci sarà da discutere se è più sicuro aprirli ‘in bianco’ o ‘in nero’, ma questa è una discussione a parte.
Gentile Luxor
Comincio a capire… come “estrema ratio”…
Mi pongo a questo punto due domande, da profano:
1 – se un conto in euro in svizzera “in bianco” di un cittadino italiano non sia comunque “esigibile” dallo stato italiano al collasso.
2 – ragionando sulla valuta, con lo sganciamento (parametri impazziti, debito inarrestabile) dell’Italia dall’europa ci sbatterebbero fuori riconvertendo i nostri euri in lire x svalutarli (farci pagare il nostro debito) ovvero, la germania ristamperebbe una sua moneta parallela (nuovo euro o ritorno al marco).
Che garanzie potrebbe dare ad un italiano un conto svizzero e/o la proprietà di BUND tedeschi depositati in un conto svizzero per poter rimanere agganciati al nuovo “euro/marco” di sicuro maggior valore?
Inoltre approfitto della tua gentile disponibilità per chiederti sulla possibilità (tecnica e fiscale) di trasferire direttamente titoli (BUND tedeschi) ora in mio possesso su un futuro conto svizzero (PosteFinanace mi sembra adatto e sicuro allo scopo, essendo di proprietà dello stato svizzero), senza doverli riconvertire in denaro.
Grazie ancora
Michele da Venezia
Caro Michele, la grande incognita sta proprio qui: in nero o in bianco? Secondo la corrente di pensiero dominante è preferibile in nero così sei sicuro al 100% che non te li verranno mai a scovare i tuoi benedetti soldi. Non gli do torto, anche se mi rendo conto che non è facile con le leggi che ci sono oggi trasferire inosservati del contante per certe cifre, ci si può riuscire per sole poche decine di migliaia di euro, non certo di più. Personalmente consiglio, ove possibile, di fare un mix 70% in bianco e 30% in nero (ovviamente in banche diverse indipendentemente che si tratti di Svizzera, Austria, Belgio o Lussemburgo).
Circa la possibile futura cacciata dell’Italia dall’euro non mi preoccuperei in quanto, essendo il nostro conto estero in valuta euro, se l’Italia ne esce per tornare alla lira svalutata i nostri soldi all’estero continuerebbero a mantenersi in valuta euro, e tali li lasceremmo.
Per quanto concerne infine la tua idea di trasferire titoli dalla tua banca italiana a PostFinance purtroppo non è possibile in quanto quest’ultima non apre depositi titoli agli stranieri (purtroppo lo apre solo agli svizzeri). Infatti a Postfinance noi stranieri possiamo sottoscrivere solo loro prodotti monetari, nient’altro. Diverso il discorso se apri il conto a Banca Migros o a Keytrade: queste banche prevedono il dossier titoli anche per gli stranieri.
Gentile Luxor
Gran Peccato, xchè in caso di collasso del sistema bancario, nulla garantirà che non falliranno anche una banca legata a dei supermercati (Migros, che chiede persino uno 0,19% annuale di tenuta conto titoli!!!!) o, una bancaonline Belga (Keytrade) sull’esempio della FORTIS…
Come garanzia sarebbe molto meglio optare verso uno stato (svizzero nel caso di PostFinance).
E in Germania, come funziona? PostBank è aperta ai non residenti?
Ciao Michele
Nell’ipotesi estrema di collasso dell’intero mondo finanziario (anzichè del solo stato italiano) allora bisogna avere il coraggio di riconoscere che ci si salva solo con i soldi a casa. Quella di Postfinance, in tal caso, sarebbe solo la miglior alternativa possibile, ma non certo una garanzia al 100%.
In Germania Deutsche Post non è pubblica (è stata recentemente acquistata da Deutsche Bank) per cui non sarebbe utile comunque alle tue esigenze. Resta solo PostFinance.
Giusto per portare qualche riferimento alla discussione, posto il link all’Espresso del 25/09 che portava all’attenzione del suo pubblico la questione dei Bund tedeschi. L’estratto che ci interessa è il seguente:
Se i titoli di Stato italiani sono considerati sicuri, quelli del Tesoro tedesco, i Bund, appunto, lo sono ancor di più. E siccome la differenza di rendimento offerta è ancora abbastanza limitata – si va dai pochi centesimi all’anno sui titoli che scadono nel giro di un anno, ai 70-80 centesimi annui sulle durate decennali – chi proprio vuol mettersi il cuore in pace rinuncia a qualcosina e si compra i Bund
invece dei Bot, dei Btp e dei Cct, o magari li affianca all’interno del proprio blindatissimo giardinetto. Il Bund a 10 anni, attualmente una vera e propria icona dell’investimento garantito, rende circa il 4 per cento lordo annuo, mentre i Btp che scadranno nel 2018 offrono una cedola di una settantina di centesimi in più all’anno, e non arrivano comunque al 5 per cento lordo.
Gentile Massimiliano
Mi trovo d’accordo con l’articolo; quello che “purtroppo” non so e credo ben pochi economisti possano supporre, è cosa accadrebbe in caso di default del nostro belpaese o peggio, del sistema bancario mondiale; temo che nemmeno i titoli di stato italiani ci salverebbero e, forse nemmeno quelli tedeschi detenuti in italia.. o forse no? Staremo a vedere; se avete delle idee proponetele, il momento è topico ed irripetibile.
Michele
Ciao luxor sono Lugi ,ho una delle mie fatidiche domande,riguarda il conto in bianco,quando di parla di movimenti sul conto da comunicare allo stato Italiano nel riquadro rw rm dell’unico ,si parla anche di movimenti su quel conto da un conto starniero in nero al conto per esmpio Svizzero in bianco,oppure solo i movimenti dall’italia alla Svizzera e viceversa grazie ciao
ciao Luigi, con tutte queste domande mi fai sentire il tuo consulente personale di fiducia, finirà che ti do il mio numero di cellulare così facciamo prima.
Ma vediamo di fare ordine a questa tua ultima incasinata domanda: innanzitutto non mischiare il nero col bianco: è ovvio che il nero non va mai dichiarato da nessuna parte! Le movimentazioni cui fai riferimento (solo quelle in bianco) vanno indicate al quadro RW del modello Unico e riguardano tutti i movimenti (se di importo annuo superiore ai 12500euro) “verso l’estero, dall’estero e tra eventuali stati esteri”: per cui dovrai indicare i trasferimenti dal tuo conto italiano a quello svizzero, eventuali movimenti di ritorno dal conto svizzero a quello italiano, eventuali movimenti dal conto svizzero ad altri conti eventualmente accesi in altri stati (ad esempio se tu trasferissi denaro ‘bianco’ da PostFinance a Kaytrade in Belgio lo devi indicare nel quadro RW). Come vedi lo stato italiano vuole essere informato di ogni movimento dei tuoi soldi all’estero: che curiosone che è… Forse è per questo che la maggior parte degli italiani ce li porta in nero: i ficcanaso non piacciono a nessuno.
LUXOR sei e resti il migliore, credo che ci sia lo stretto di Messina tra di noi ,pertanto non potrei sceglierti come consulente personale anche volendo ,ma se vuoi darmi il tuo cellulare che ben venga la tua consulenza Luxor, the Best,anche in biaco alla luce del sole ,ma se fanno i controlli che chiedono il modello unico e il cedolino,ed in ogni caso alla luce del sole, diventa nell’anno solare seguente con la dichiarazione nel modello unico ?per quanto riguarda la ritenuta fiscale 35% da farsi rimborsare dallo stato Svizzero e’ come ti ho detto ,se mi dai un email ti giro il messaggio ciao
Eccoti servito infinito Luxor ,vedi come interpetri il messaggino,di postfinance.
Mi raccomando!
Date un feedback anche a noi del blog!
Incredibile ma vero! Il contenuto dell’email recapitata all’amico Luigi non lascia dubbi: dicono che l’imposta preventiva svizzera è rimborsabile anche agli stranieri e si dicono disponibili ad inviare il modulo di richiesta del rimborso. Il mio consulente personale in PostFinance non me ne aveva mai parlato, così come trovo strano che ti facciano pagare una tassa per poi rimborsartela. In Italia sarebbe impensabile. Comunque entro sera spedisco una mail al mio consulente personale per chiedere conferma di questa incredibile novità . Un ringraziamento all’amico Luigi per il contributo che sta dando in materia di pagare meno tasse possibili.
Ci sono novità sulla questione?
Ho ricevuto l’inoltro della mail che effettivamente dichiara quanto detto.
Purtroppo io non ho ancora ricevuto alcun feedback per la stessa richiesta.
Appena arriva vi aggiorno tempestivamente.
scusate….qualche dubbio:
1) Il 35% di Postfinance, lo trattengono direttamente in caso di guadagni ?
2) Se fate richiesta di rimborso, non danno nessuna comunicazione allo stato italiano ? quindi si può fare sia per il biano che per il nero ?
3) Lo stato italiano può richiedere documentazione come estratti conto, movimenti ecc…. ?
4) se il rischio di avere un acount in nero su postfinance è zero, perchè molti dichiarano i movimenti ?
Grazie
siu
ciao siu,
1) il 35% di ritenuta fiscale di PostFinance è sugli interessi maturati sul conto e sulle loro obbligazioni.
2)La richiesta di rimborso con il modulo dell’ammninistrazione fiscale svizzera è un po’ brigosa e quindi non vale la pena di farla per pochi soldi (meglio dichiararli in denuncia dei redditi e chiedere il rimborso), in ogni caso lo stato italiano ne viene a conoscenza in quanto mi risulta che è a lui stesso che va inoltrata per primo;
3) se si denunciano i movimenti e gli interessi attraverso la denuncia dei redditi è bene conservare tutte le scritture contabili per eventuali richieste da parte del fisco italiano (obbligatorio conservare la lettera con cui Postfinance ti certifica a fine anno gli interessi maturati sul conto e la lettera con cui ti certifica alla scadenza gli interessi maturati su eventuali obbligazioni sottoscritte!).
3) Ho letto un sondaggio in base al quale sono solo 400 gli italiani che avendo acceso un conto in Svizzera hanno optato per lo scambio di informazioni fiscali con l’Italia, in genere lo fanno per recuperare fiscalmente quel poco che è recuperabile (la diferenza tra il dovuto 23 o 27% e la ritenuta alla fonte applicata dalla Svizzera del 35%.
Ragazzi a forza di approfondire i temi fiscali qui va a finire che diventiamo tutti commercialisti!
non ho capito….qual’è la percentuale fra i detentori di un conto in svizzera che ha il deposito in “bianco” ?
Saluto
siu
CIAO tutti ,ma qualcuno vuole chiarire una volta per tutti questa rinuncia al segreto bancario per lo scambio di informazioni con il fisco Italiano?Allora per postfinance non esiste alcuna dichiarazione da fare a loro , loro il segreto lo mantengono in ogni caso .Allora da quello che ho potuto capire e vorrei che Luxor mi spiegasse ,che basta riportare gli interessi maturati sul modello Unico che questo vale per autodenuncia allo Stato Italiano ,ripeto ho parlato diverse volte con postfinance loro non vogliono alcuna dichiarazione
Luigi sei l’unica persona che dimostra avere le idee chiare, per cui ti confermo che con PostFinance non occorre fare alcuna dichiarazione in quanto negozia prodotti finanziari ESCLUSIVAMENTE assogettati ad imposta preventiva svizzera. Per cui le loro lettere contabili certificatorie le usi direttamente per gli adempimenti in sede di denuncia dei redditi. La dichiarazione per lo scambio di informazioni andrebbe rilasciata solo se Postfinance negoziasse (cosa che però non fa) pure obbligazioni estere assogettate ad euroritenuta (come ad esempio fa Banca Migros). Tutto chiaro vero Luigi? Tienimi informato su quando aprirai il conto.
Luxor sei e rimani sempre lo stesso, e’ inutile ,the best,allora abbiamo chiarito anche per gli amici del forum che non bisogna per postefinance inviare alcuna dichiarazione per rinunciare al segreto bancario a favore dello stato Italiano ,basta portare gli interessi sul modello Unico,questa e ‘ gia’ un autodenuncia ,bene a questo punto altra domanda a trabocchetto ,anche per farsi un po di risate:Se un cittadino Italiano a partire da Gennaio 09 apre un conto postefiance comincia a fare dei bonifico in bianco dal suo conto Italiano al conto Svizzero, viene chiamato dalle autorita’ queste nulla potranno eccepire,perche’ il cittadino potrebbe rispondere si ho aperto il conto, queste sono le coordinate, per gli interessi dovete aspettare il prossimo anno con la presentazione del modello Unico,ma dovete aspettare la mia autodenuncia che avverra’sempre con la dichiarazione Unico l’anno prossimo -Giusto Luxor ,mi dispiace ma se la matematica non e’ un opinione 1+1 fa due-2)Altro problema col 730 siamo riusciti a conoscere che esite il riquadro d ma con l’intervento di Massimiliano, sembra che debba lo stesso farsi il modello unico solamente per il quadro rw,non sono sicuro, questo vale anche per i conti Svizzeri in bianco?ciao Luxor
Luigi ti vedo scrupoloso al massimo, e poi dicono che i siciliani sono dei superficiali!
Scherzi a parte hai capito perfettamente che il conto a PostFinance ti conviene aprirlo a gennaio. Se nel corso del 2009 la guardia di finanza dovesse curiosare sul tuo conto bancario italiano e chiederti chiarimenti sul trasferimento a PostFinance non avrà comunque nulla da contestarti in quanto il primo adempimento di legge ti comporterà solo un anno e mezzo dopo con la compilazione del quadro RW in sede di denuncia dei redditi. Non so se tu fai usualmente il modello 730 o il modello Unico, ma ti confermo con certezza che chi trasferisce denaro all’estero per somme che comportino la compilazione del quadro RW deve obbligatoriamente presentare il modello Unico. Massimiliano ha detto che la stessa cosa vale per il quadro RM, per cui direi che è tutto chiaro. Se mi rimandi il tuo indirizzo email (che non trovo più) ti posto del materiale: ho un vademecum in pdf per la compilazione del quadro RW che certamente godrai a leggerlo per la sua chiarezza ed esaustività .
Secondo voi:
1)Se volessi aprire un c/c sono per un evenienza di default italiano ( non ci creo ancora!!! ), è corretto aprire un c/c Postfinance e non metterci mai niente( quindi rimane in nero ) e all’ occorrenza spostare tutto con un click dal conto italiano ? o i bonifici esteri verrebbero tutti bloccati ?
2) oppure quali possono essere le alternative più valide per tutelarsi da un improbabile default italiano ? ovvimente senza mettere denaro in nero all’ estero.
3) Se apro un conto Postfinance e non ci metto niente…..rimane un conto in nero e allo stesso tempo è tutto regolare nei confronti italiani, giusto ?
4) Dove trovo la mail di luxor perchè vorrei chiedergli se mi invia la doc per la compilazioni dell’ Unico.
Saluto
siu
Ciao luxor sono luigi ,asso61@inwind.it-Appendice curiosita’ per te e gli amici del forum:conto metallo oro Banca popolare di Vicenza,5 telefonate nessuno ne sapeva parlare alla fine mi passano l’addetto all’oro:prima devi avere un conto base presso la loro banca(con spese tenuta conto)da questo apri il conto investimento oro a parte con 60 euro piu’ bolli annuali -Questo per maggiore chiarexzza e per tutti
@siu
1 & 3) l’apertura del c/c è una tua richiesta legittima in cui non entra alcuno stato; chiaramente se versi dei soldi via bonifico viene tracciato (la banca di partenza effettua la segnalazione all’Agenzia delle Entrate, mi pare a partire da 2000€).
considera però che ci sono dei costi di circa 30€ l’anno per la gestione del conto, quindi qualcosa devi comunque mettere.
2) personalmente per cifre di un certo rilievo, per non investire in BOT, PCT o CCD penserei a terreni, mattone, oro, diamanti per restare in Italia
4) ti rimando a luxor, che comunque legge sempre il blog e può risponderti in merito
@luigi
grazie del feedback! sapevo che dovevi avere il c/c con loro per poter poi fare l’investimento, ma non era chiaro a quante spese ammontasse.
lo prenderei comunque in considerazione paragonandolo a Goldmoney che tra costi di gestione/mantenimento e bonifico d’uscita supera di certo i 60€.
@BRASILE
1) in caso di default, potrebbe lo stato italiano richiedere il denaro inviato a conti esteri ?
2) terreni, mattone in caso di default italiano non mi sembrano ottimi….qunato possono valere se nessuno li vuole ?
Diamanti….ho letto che molti hanno avuti diverse delusioni sui diamanti da INVESTIMENTO, acquistati attraverso banche connesse alle società di vendità .
ORO…si forse ma da tenere dove ? cassetta in Italia o in svizzera ?
3)…quindi è regolare avere un conto tipo Postfinance e versarci solo i costi di mantenimento e non segnalare nulla allo stato IT ?
5) è regolare mantenere il segreto bancario e pagare l’ euroritenuta senza dire niente allo stato IT ( anche in caso di investimenti ) ? altrimenti perchè si sono inventati l’ eurotrattenuta ?
Saluto
Siu
Non riesco a trovare info sul web….
Se avessi un conto come Postfinance con segreto bancario, e lo utilizzassi per investimenti il tutto in “nero”,…secondo voi è lecito ? visto che ci pago l’ euroritenuta…altrimenti a che serve l’ eurotrattenuta ?
Saluto
siu
il conto in nero non è lecito, è illegale, anche se il 99% degli italiani che hanno un conto in Svizzera ce l’hanno appunto in nero (centinaia di migliaia contro solo 400 che ce l’hanno in bianco). E’ senz’altro più comodo, più discreto, lo stato italiano non può romperti assolutamente le balle, ti preciso però che dal punto di vista legale la ritenuta alla fonte non ha valenza liberatoria, non ti esime cioè dall’obbligo di denuncia sul modello Unico sia dei movimenti oltre i 12500 euro annui, sia degli interessi percepiti sui quali dovresti pagarci le tasse italiane anche se lo stato ti consente poi di dedurre, o dirichiedere il rimborso, di quanto già ritenuto in Svizzera.
Luigi grazie per aver telefonato alla popolare di Vicenza per il conto in oro (le info che ci hai fornito andavano però postate nel’apposito post altrimenti si fa del casino), comunque è un offerta molto interessante senz’altro più conveniente di quelle all’estero. Perché sia conveniente per noi bisognerebbe però investirci almeno 50.000 euro e aspettare un momento di forte ribasso del metallo giallo. Di questi tempi quindi non è certo un investimento da farsi, ma se in futuro le quotazioni dell’oro dovesse calare un pensierino ce lo farò senz’altro.
Gentile amici
Ritornando al tema di questo post, vorrei sapere se qualcuno di voi ha aperto un conto presso http://www.deutsche-finanzagentur.de e vi ha fatto dei versamenti.
Sarebbero graditi commenti e consigli sulle difficoltà trovate e gli approcci giusti per superarle.
Se qualcuno poi avesse tradotto qualcosa, un aiuto sarebbe graditissimo.
Riguardo gli ultimi commenti sui bonifici verso conti svizzeri; se i soldi sono in un c/c di una banca italiana, ciò significa che sono in “bianco” e, su un trasferimento all’estero anche totale con un click, nessuno avrebbe nulla da ridire (siamo in un mercato di libera circolazione dei capitali).
Una volta fuori, credo che sarebbe impossibile un rientro coattivo degli stessi da parte del governo italiano.
Chi non è d’accordo è calorosamente pregato di commentare.
Grazie Michele
Ciao Michele, ti ringrazio perché sei un attento osservatore e commentatore delle problematiche in discussione. Il tuo contributo è davvero gradito. Per quanto riguarda il discorso del conto tedesco credo che in questo blog nessuno lo abbia aperto, per i seguenti principali motivi: poca intuitività del sito e del modulo di adesione, interessi poco allettanti. La concomitanza poi con la scoperta del ben più intuitivo e renumerativo prodotto austriaco ha fatto si che tutti gli interessati, me compreso, si siano indirizzati ad aprire quest’ultimo conto. Per quanto riguarda i soldi che un italiano sposta legalmente all’estero un rientro coattivo degli stessi su ordine di una autorità italiana è possibile solo per gravi motivi legati all’evasione fiscale o alla criminalità . Con le convenzioni attualmente in vigore non è prevista in alcun modo la possibilità , che tu temevi, che il rientro coattivo possa essere esercitato in caso estremo di default del nostro stato.
In ogni caso la prassi a cui un’autorità dello stato italiano deve sottostare per ottenere il rientro coattivo dei soldi in Svizzera di un suo cittadino è abbastanza brigosa, ci vuole l’autorizzazione di un giudice elvetico, e dato che la giustizia italiana e quella elvetica non hanno molto tempo da perdere, è evidente che tali procedure vengono adottate solo nei confronti di grossi evasori, non certamente per chi ha portato in Svizzera poche migliaia di euro: in quest’ultimo caso i costi della procedura sarebbero superiori all’importo recuperato.
Gentile Luxor ti ringrazio, troppo buono.
La germania mi allettava come migliore economia europea dove depositare parte dei miei risparmi..
Ci provero da solo ugualmente, ma se ci fosse qualcuno che traducesse a grandi linee dal tedesco…
PostFinance aperto… in attesa di info per deposito titoli con BCV.
Ciao a tutti Michele
Interessante: avevo ricevuto una segnalazione nella rubrica del Corriere della Sera Il salvaprezzi di Anna Bartolini.
mi chiedo se il temuto rientro coattivo (che potrebbe essere esercitato in caso di rischio default nazionale) che avrebbe delle difficoltà ad essere esercitato verso la Svizzera, potrebbe invece essere esercitato verso la Francia? (penso al Compte sur Livret di Robeco)..
Premetto che il rientro coattivo di cui parlavo era riferito in conseguenza ad azioni giudiziarie. Non mi risulta internazionalmente possibile un rientro coattivo per default nazionale.