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La nostra futura banca sarà Open Bank

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19 febbraio 2018   |   Home Page - Focus, Opinioni

La nostra futura banca sarà Open Bank

E’ difficile fare previsioni, ma alcune notizie recenti danno certamente una forma comune alle evoluzioni a cui stiamo assistendo ormai quotidianamente.

Chi ci segue dall’inizio sa che abbiamo sempre parlato di banche online, posizioni estere, nuove tecnologie applicate alla finanza e questi tre diversi ambiti si sono incredibilmente avvicinati con la nascita di banche virtuali senza filiali o sportelli accessibili unicamente da App (abbiamo parlato più volte di N26, ma esistono diversi casi in Europa) e prodotti finanziari che non sarebbero mai esistiti senza internet, come intermediari per i pagamenti online (PayPal, Stripe, ..) e monete virtuali (Bitcoin, ma qualcuno scambia ancora Linden..).

Tuttavia negli ultimi mesi è diventato sempre più pressante l’argomento blockchain (io stesso ho partecipato a un interessante workshop internazionale da cui si evince l’incredibile scollamento tra lo stato dell’arte del campo della ricerca, con pregevoli campi applicativi e la nostra minima capacità imprenditoriale di coglierne le opportunità) e la maggior parte delle ICO su cui si basano le relative criptovalute sono legate al lancio di servizi bancari decentralizzati che si fondano sugli assiomi di immutabilità, tracciabilità, sicurezza propri della blockchain.

Per le criptovalute, scambiate a fronte di valute corrente, si tratta certamente di una scommessa, certo è pura speculazione.. ma il vero oro è la tecnologia sottostante e c’è troppo entusasmo e interesse per dire che sia una bolla ed etichettarlo come semplice fenomeno passeggero. I Bitcoin hanno portato l’argomento sulla bocca di tutti e come qualcuno molto più saggio di me ha osservato “anche nel ’29 il barbiere dava consigli in finanza”. Non sono un barbiere, ma intanto se ne può parlare, si può approfondire, si possono proiettare scenari.

Le banche lo sappiamo hanno estrema difficoltà a gestire le novità, basti pensare agli ETF basati sui bitcoin che hanno reso nervoso ogni istituto coinvolto. Ma siamo sicuri che saranno quelle le stesse banche che gestiranno i nostri soldi da qui a cinque anni?

In sordina Facebook ha acquisito una licenza bancaria nel 2016 (e la attendeva già dal 2014) e già nel 2011 Amazon ha lanciato Amazon Lending che dovrebbe sbarcare a breve anche da noi. Google ha acquisito una licenza bancaria nel 2007, di Alibaba ne ho parlato io tempo fa quando ho tentato (senza successo) di aprire un conto di deposito cinese.

E queste aziende attualmente gestiscono un fatturato che supera di molto i bilanci nazionali, oltre a servire e coccolare clienti (e relativi dati riservati) di tutto il mondo quotidianamente. Da qui a offrire servizi bancari, assicurativi, legali, sanitari… tarati su misura, personalmente penso ci voglia poco.

E la scintilla perché questo crogiuolo di novità possa fondersi in qualcosa di operativo è la direttiva PSD2 ( recepimento Ue 2015/2366 ) entrata in vigore lo scorso 13 gennaio che

introduce per gli utenti che utilizzano un conto corrente online la possibilità di effettuare pagamenti o accedere alla rendicontazione bancaria attraverso software realizzati da terze parti autorizzate (Payment Initiation Service Provider e Account Information Services Providers).

questo apre lo scenario dell’Open Bank, ossia un sistema di interscambio cui possano accedere non soltanto gli istituti di credito, ma anche terzi autorizzati e competenti in fintech, ossia l’ambito in cui convergono finanza e tecnologia.

Per quanto mi riguarda sto per lanciare con dei soci un progetto imprenditoriale basato su blockchain (no, non si tratta di una ICO, nonostante sia stato invitato a partecipare all’organizzazione di una), ma qualcosa di diverso di cui avrò modo di aggiornarvi presto.

Ma voglio tenere gli occhi aperti sulle evoluzioni legate all’Open Bank, perché esso dovrà garantire a chiunque abbia volontà e originalità di offire innovazione in un settore che non può più rimanere rigido e ancorato alle sole logiche delle banche.

 

 

Scritto da Massimiliano Brasile

Massimiliano Brasile

Ingegnere, autore di svariati articoli tecnici nel settore IT, appassionato di finanza personale, crawling e android. Vedi il profilo anche su Google+.

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