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Speculazione Italia: <br>titoli di Stato e bancari

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9 Dicembre 2010   |   Opinioni

Speculazione Italia: <br>titoli di Stato e bancari

Speculazioni e titoli, vediamo di ragionare un po’ sugli scenari di modo da essere consapevoli su quanto potrebbe accadere se certe micce si innescassero.

Non parlerò di default, poiché quella è l’ultima spiaggia e quando si verifica (anche in forma di ristrutturazione del debito guidata) il mercato si è già ampiamente mosso.

Parlerò invece di ondate speculative più o meno conclamate.

Oramai è evidente che, seppur in modo sussurrato, il nostro Paese sia sotto una certa attenzione da parte degli operatori finanziari. I motivi sono due: debito pubblico elevato e ridotta crescita. Il secondo rende il primo ancora più rischioso.

Del resto per fare una similitudine forzata, ma evocativa ed esemplificativa, se voi prestaste del denaro ad un lavoratore che iniziasse ad accumulare debiti e a trovarsi con un minore stipendio, vi preoccupereste per il timore di restituzione del vostro credito perché diminuendo le entrate ed aumentando le uscite il rischio di rimborso sale.

Recentemente S&P ha confermato il rating italiano precisando però che in caso di instabilità politica che porti a non perseguire le politiche economiche di bilancio e crescita, potrebbe essere revisionato a ribasso.

Per chi ama invece i CDS (credit default swap) saprà che dopo Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, i cds più elevati in area Euro sono quelli italiani.

Per coloro che valutano la rischiosità di un titolo europeo parametrandolo al Bund tedesco, possiamo sottolineare che gli spread del Btp rispetto al Bund hanno di recente superato i 2 punti.

E sappiamo che a fronte di maggiore rischiosità il mercato pretende tassi più alti, quindi un tale differenziale ci indica come la rischiosità italiana sia aumentata, fosse anche per un certo periodo, la cosiddetta ondata. Potrebbe tutto rientrare se vi fossero degli interventi strutturali, potrebbe tutto aggravarsi in caso di crescita bassa ed inerzia politica.

Dunque vediamo un po’ due aspetti da considerare in caso di forte ondata speculativa, cioè, in altri termini, quali sono i due fronti di investimento da monitorare: titoli di Stato e titoli bancari (ed aggiungo più in generale anche la Borsa).

Titoli di Stato: per chi detiene titoli di Stato italiani va fatto un discorso diverso a seconda della fotografia fatta nel corso della vita del titolo o alla sua scadenza.

Se ho già ad esempio un Btp in portafoglio, un aumento degli spread sul Bund si ripercuotono sulle emissioni future, cioè apparentemente non mi cambia nulla, avrò il mio tasso fisso relativo a quella emissione, e a scadenza avrò il mio capitale a 100.

Però a fronte di nuove emissioni più “ricche”, il mercato si muove, e i grandi investitori (assicurazioni, sim, ecc) vendono il titolo che rende meno per acquistare il titolo con tasso maggiore; a fronte di grandi volumi di vendita il prezzo del Btp già emesso e con tasso meno ricco si vedrà diminuire il suo prezzo, quindi se vendessi il mio titolo prima della scadenza lo farei al prezzo di mercato di quel momento.

Vi invito a prestare attenzione ai titoli sensazionalistici dei giornali: quando scrivono con euforia che i rendimenti dei titoli di Stato sono aumentati vi stanno solo dicendo che il loro prezzo è sceso!

Cioè il vostro titolo Btp già emesso, se lo volessi comprare io, lo pagherei ad un prezzo più basso di qualche tempo prima, quindi significa che il rendimento finale è maggiore.

Es. titolo btp al tasso fisso del 3%: lo compro a 98 (prezzo più basso di quello di emissione), avrò il rimborso a scadenza di 100, quindi in totale come rendimento avrò nel periodo di detenzione il 3% di interesse annuale + il differenziale di 2 di capitale (pago 98 e mi ridanno 100).

Sono conticini esemplificativi conosciuti ai più, ma è importante ragionarci sopra.

Alla scadenza lo Stato rimborsa il capitale a 100, salvo che non dichiari default o ristrutturazione, ma come già accennato si tratta di un caso per noi e per ora non ancora realistico, e seguirebbe a ben altre dichiarazioni e situazioni che probabilmente darebbero già un segnale al mercato di “pericolo imminente”.

Titoli bancari: gli episodi dei PIGS ci indicano come viaggino insieme i due sistemi, e quando vi sono problemi di bilancio statale, il rischio Paese di ripercuote anche sui bancari nazionali, nonché sulla Borsa.

I titoli azionari bancari hanno solitamente il maggiore deprezzamento, ma anche gli obbligazionari ne risentono, nonché le società che hanno solitamente grandi investimenti in titoli di Stato (assicurazioni, fondi comuni obbligazionari italiani ed europei, gestioni patrimoniali obbligazionarie italiane ed europee).

Tutto ciò spesso si aggrava dal fatto che, se non alle prime, ma alle seconde avvisaglie, molti correntisti migrano i loro capitali fuori nazione, cercando di tutelarsi, ma portando maggiori difficoltà di liquidità alle banche.

Mantenere dei depositi, nel limite del possibile, non eccedenti ai massimali di rimborso del fondo garanzia depositi è certamente prudenziale, ma è opportuno segnalare che fino ad oggi pur di salvare le banche gli Stati europei hanno peggiorato i loro conti pubblici. Non so se verranno salvate tutte le banche con difficoltà, ma per ora il sistema europeo è orientato al salvataggio, ed anche la Bce, dichiarando disponibilità a liquidità illimitata per gli Stati fa da scudo indiretto per tali salvataggi. Il dubbio è chi alla fine pagherà, unito al rischio di una massa di liquidità che potrebbe aumentare l’inflazione.

Concludendo, niente allarmismo, ma solo consapevolezza e controlli frequenti sulle notizie relative alle nostre banche, titoli e dati macro.

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9 Dicembre 2010   |   Opinioni

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70 commenti su “Speculazione Italia: <br>titoli di Stato e bancari”

  1. Barbamamma ha detto:

    caspita Mauro, che pensiero filosofico! e si, i miei pensieri erano altri e anche se mio padre girava in opel corsa e si viveva in affitto con lo stipendio da ferroviere ancora si riusciva a vivere benino (senza troppe pretese certamente), mentre già da qualche anno come dici tu inizia a sparire la classe media, raramente questa passa al ceto più alto, spessissimo al ceto più basso. Il risultato saranno delle frizioni sociali,  perchè l’acqua è poca e la papera non galleggia..
    comunque tornando alle speculazioni di borsa sull’onda di crisi politiche, ci sono due notizie: 1-il governo non è caduto; 2-il governo non è caduto questo mese.
    A novembre c’è il g20, stanno imbastendo Fra e Ger una federazione ue, molti rumors su grandi novità anche se saranno snocciolate nie prossimi mesi, e per Italy.. beh.. i rumors non sono positivi. Fonti attendibili, personali. Bye.

  2. Valerio ha detto:

    Mauro,le ambizioni delle ragazze sono rimaste le stesse e loro trovano ugualmente come sbarcare il lunario…trovando uomini facoltosi o “presunti” facoltosi…l´unica cosa che é mutata…in peggio é la situazione economica/sociale italiana.Anch´io all´epoca della patrimoniale avevo altri pensieri…per mia fortuna ho avuto sempre la testa sulle spalle(almeno da allora e per una decina d´anni…dopo mi sono dovuto SCATENERE un po´). Ora, trovo scandaloso che molte persone debbano riuscire a sopravvivere ogni mese perché con paghe da 1000 euro o poco piu´ é diventato impossibile. Personalmente avevo uno stipendio adeguato ma ero esausto di quel lavoro…ed ora faccio altro…dove lo stipendio é di 1200 euro/mese, sono piú soddisfatto anche se attualmente ugualmente stufo dopo 5 anni di essere sempre in giro con qualunque condizione meteo, prendere freddo, trascorrere tanto tempo in auto…ma l´affitto,le bollette ed il resto sono sempre da pagare…e dilapidare quei risparmi che ho messo da parte mi pare inopportuno…solo che oramai l´Italia é un Paese quasi invivibile…e investire é oramai impossibile….o quasi!

  3. Barbamamma ha detto:

    spread btp-bund alla soglia dei 5pb. La manovra dura deve arrivare, servono almeno 20 miliardi solo per ripagare gli interssi aumentati in questi giorni.. se poi aggiungiamo il resto si capisce bene che entro pochi mesi si dovrà fare cassa e per fare cassa ci sono solo pochi mezzi: patrimoniale, accordo con svizzera (in corso )per tassazione subito di  almeno del 20% sui conti cifrati di cittadini italiani (porterebbe almeno 20 mld di euro cash), taglio spesa sanitaria e stipendi pubblici.

  4. Barbamamma ha detto:

    soglia superata, e ora fugga chi può. Cds alle stelle, siamo under attack dai mercati, se continua così non reggiamo per un mese fino al maxiemendamento, ci portano al fallimento prima. Montiii, Bini Smaghi… tenetevi liberi per consulenze di fine annoooo

  5. Ms- barbamamma ha detto:

    Fitch dichiara un probabile downgrade prossimo per l’Italia. Una cosa mi pare scontata: che ci sia il downgrade ennesimo italiano (scontato appena sarà ufficiale la recessione dalle statistiche), o uno francese (che poi si ripercuoterebbe anche da noi), o un attacco speculativo su Germania  a casua di qualche problema bancario (Commerzbank?) una nuova tensione si alzerà ancora sui btp. Il periodo più da tenere sottocchio sono i prossimi mesi fino a fine marzo perchè scadono enormi quantitativi di btp che per ricollorare sul mercato beh, o li mettiamo a tassi “decenti” o se ci costano troppo temo si dovrà ricorrere prima o poi ad altri aggiustamenti di bilancio.

  6. Ms- barbamamma ha detto:

    ..e infatti oggi si parla di downgrade della Francia e Austria. La Francia perde uno scalino di rating e la sua borsa perde 1,5% circa. L’Italia perde il 2,3% circa.
    Oltre ai nostri problemi anche quelli di altri Paesi “forti” si ripercuotono da noi, anzi peggio.
    Germania ancora salva ma le previsioni di crescita sono ridotte da notizie apparse ieri su bfmtv. Il vento di recessione soffia in EUropa e non solo.
    Se l’Europa e Usa sono il mercato dei cinesi la Cina non ne resterà fuori.

  7. Ms- barbamamma ha detto:

    rumors su downgrade Italia di due scalini. Se fosse ufficiale l’Italia uscirebbe dai Paesi A e andrebbe in BBB. I nuovi titoli saranno piazzati tenuto conto di questa maggiore “rischiosità”.

  8. si rumoreggia di downgrade anche dell’Austria che mi sembra abbia un rapporto debito/PIL al 60% (metà del nostro).

  9. Ms- barbamamma ha detto:

    in questa valutazione si è, penso, considerato non tanto il debito attuale ma  le prospettive. Poichè la Francia sta partecipando al salvataggio di Dexia, il suo debito potrebbe aggravarsi; penso anzi che prossimamente ci sarà anche un downgrade del Belgio. QUanto ad Austria, ma anche Francia e soprattutto Italia, si è valutata una prospettiva di dimuzione della crescita, se non in certi casi di recessione, che aggraveranno la situazione(non a caso l’Italia è scesa di due gradini in un botto).
    Io credo che la Gb non vale una tripla A, ma ancora è intoccata.
    Il problema italiano è che a fronte di scontate prossime fotografie ufficiali di dati di recessione un ulteriore downgrade la metterebbe a rischio di titoli spazzatura. Stiamo, per ora percorrendo la stessa strada greca: manovre, downgrade, tensione sui mercati, spread elevati, manovre, downgrade..e..ciliegina sulla torta, intervento Fmi.
    Io non so se le liberalizzazione che stanno portando avanti permetteranno una maggiore crescita, ma bisogna fare qualcosa in tal senso , e in più attirare molti capitali stranieri, investimenti privati, perchè se non cresciamo o almeno teniamo passo, significa che il Fmi interverrà. Una ipotesi che mi auguro non verrà.

  10. Massy-3 ha detto:

    in caso di default,e di una coseguente uscita dalla moneta unica
      da parte dell’italia; cosa accade alle banche tipo fineco, ai titoli azzionari in portafoglio?e ai fondi esteri   (tipo fidelity)si perdono tutti i risparmi, oppure i fondi che non sono italiani non ne risentono?sapreste darmi qualche consiglio? 

  11. in tal caso, i depositi saranno convertiti nella nuova valuta.
    per quanto riguarda i fondi, potrebbero aprirsi diversi scenari, dal mantenimento alla liquidazione.. chi può saperlo? penso che potrebbero anche essere rinegoziati nella nuova valuta.

    molto più tranquillo, se possibile, trasferire il conto titoli in un conto estero.

  12. MS-barbamamma ha detto:

    i giornali e telegiornali italiani sventolano l’abbassamento dello spread btp-bund: tenete alta la guardia perchè ciò avviene per gli acquisti sul mercato btp fatto dalle banche che hanno preso i soldi del prestito Bce. Anzichè far circolare i soldi nell’economia reale la usano in quella finanziaria.
    Di contro ci è dato di capire anche che a fronte di questa immissione di denaro non circolante l’inflazione non galopperà come dovrebbe fare nel caso fosse messa la massa circolante nel circuito.
    La calma apparente è quindi soltanto un momento di tregua.

  13. Mauro Corradi ha detto:

    Ottima precisazione MS_Barbamamma, in poche righe hai saputo sintetizzare la situazione che le banche stanno creando. Volevo chiederti se i soldi della bce sono pure responsabili dell’aumento dei corsi azionari (+25% dai minimi dei mesi scorsi) oppure in quest’ultimo caso si tratta di denaro di altre fonti. 

  14. Ms- barbamamma ha detto:

    Mauro, generalmente visti i corsi dei titoli notevolmente abbassati molti titoli hanno acquisito la caratteristica di value stocks, tipologia ghiotta per i gestori di fondi comuni e patrimoniali che fanno shopping a inizio anno.

  15. Ms- barbamamma ha detto:

    ho dei rumors su una prossima ondata speculativa su Italy. Francamente mi pare “presto” salvo se non dovesse andare a buon fine l’adesione dei privati al taglio dei crediti bond grecia.. comunque il periodo è di apparente calma, apparente, il mercato ben ben drogato e anestetizzato e onori e incensi internazionali al lavoro di Monti ( a ragione).
    L’Europa si avvia ad un grande cambiamento, ho letto la normativa del MES, roba da accapponare la pelle, roba da discuterne ogni giorno nei talk show, e invece fanno guardare (come al solito) il dito e non la luna. Lo ripeto come già fatto con Europlus, ci sono leggi e trattati che oggi ci dicono poco, sembrano distanti , ma che cambiano radicalmente la ns vita.
    E anche ieri Dreghi, dicendo che il modello sociale europeo è superato ci fà capire quale è il futuro: il neoliberismo.
    Solo che un secolo fa avevi la scelta fra : liberismo cioè poche tasse e mercato e socialismo (se non comunismo) cioè tasse e presenza forte dello Stato nell’economia (ma anche con redistribuzione).
    Oggi sembra che il futuro sia, tartassati di tasse, ma con pochi servizi pubblici e molti privati.
    Pensate i greci, tartassati come popolo da tasse e balzelli, riduzione di servizi pubblici (e licenziamenti di posti pubblici), e neoliberismo in corso. Un rischio rivoluzione è la risposta storica a situazioni del genere.
      

  16. Ms- barbamamma ha detto:

    Draghi, Draghi, si chiama Draghi..forse mentre scrivevo pensavo all’allenatore Oronzo canà, lui si che lo avrebbe chiamato Dreghi, e lui si che avrebbe trovato una soluzione a questo intrigo finanziario, col suo mitico modulo 555! 🙂

  17. MS-barbamamma ha detto:

    eccolo, trovato per voi, il mitico Canà, con la bizona e il modulo 555. Lui avrebbero dovuto mettere a capo della finanza! Buon we!
    http://www.youtube.com/watch?v=om8YJVfWPiA

  18. MS-barbamamma ha detto:

     l’odata è inziata, pensavo fosse presto , pensavo si riaccendesse a giugno, invece è arrivata la nuova ondata di speculazione forte sui btp e in borsa. Potete credere ai giornali o a barbamamma: la fase critica italiana non è passata, Monti serve ma non basta, la politica italiana non è cambiata vive solo un momento di tregua, le ipotesi di abbassamenti tasse o imu una tantum non saranno mai realizzate (l’Ue non lo permetterebbe perchè i ns bilanci non lo permettono), anzi è in arrivo un inasprimento della tassazione che l’Italia non ha mai visto, e i conti verranno ricorretti con una altra manovra (nel 2013?) che stavolta toccherà anche la sanità e PA.
    Il motivo di queste barba-predizioni sono che i conti italiani stanno male, e che l’economia italiana conosce una crisi che ancora non è visibile da statistiche ma si potrebbe immaginare con proiezioni del peggioramento degli ultimi anni. La recessione  è un fatto. I fallimenti un altro fatto. La crescita è un processo lungo non realizzabile se non con frutti a 5-10 anni dalla semina, almeno.
    L’operazione “paga le tasse per essere davvero italiano” è iniziata, ora arriveranno anche le tasse, quanto visto finora, per usare una frase di Tremonti “è solo un antipasto”. Chi non ha coscienza della gravità dei conti e dell’economia italiana potrà continuare a sperare che ci sia la ripartenza subito o a breve. Non è la realtà.
    A proposito..ma che fine ha fatto Tremonti?

  19. MS-barbamamma ha detto:

     ahahahahahahah!!!!! l’ho letto, mi stavo spanciando.
    Nessuno è mai responsabile in Italia, si prendono lo stipendio da responsabili ma mai le responsabilità, a tutti i livelli,dal capufficio al capo dello Stato.
    Se ognuno fosse responsabile delle proprie azioni e ne pagasse le conseguenze avremmo una classe dirigente migliore.
    Non ce l’ho con tremonti, grazie anche a lui sono espatriata quindi non posso che ringraziare per avermi imboccata sulla strada giusta. 🙂

Grazie.