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Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)

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29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

Aprire un conto all'estero: Svizzera (aggiornato)

In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.

E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.

La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.

Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:

Una volta autenticati si ricevono:

* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto

oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.

All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.

Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).

In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.

Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.

Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.

L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).

Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.

AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta  conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.

(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali

*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***

Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.

Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.

Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.

Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.

Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.

*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***

Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.

PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.

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29 Dicembre 2008   |   Conti Correnti

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1.630 commenti su “Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)”

  1. Michele ha detto:

    Vorrei riportare la mia esperienza nell’apertura di un conto con PostFinance.
    In particolare il fatto che non mi è stata concessa l’opzione aggiuntiva “e-trading”;
    ribadendo che la stessa è riservata ai soli residenti svizzeri.
    Qualcuno può confermare la cosa?

    Michele da Venezia

  2. luxor ha detto:

    Michele ti confermo che con PostFinance gli stranieri possono acquistare solo prodotti finanziari di propria emissione. Ne abbiamo già discusso in passato. Se un cliente italiano volesse acquistare obbligazioni deve aprire il conto a Banca Migros che offre l’accesso al mercato telematico obbligazionario e azionario svizzero. Premetto che in Svizzera per noi stranieri è conveniente solo l’acquisto di obbligazioni perché la negoziazione di azioni è eccessivamente gravata da imposte alla fonte.

  3. Mauro Corradi ha detto:

    Porto a conoscenza che la Keytrade Bank ha recentemente aperto una sede in Svizzera, offre l’apertura del conto a distanza e consente la negoziazione di obbligazioni e azioni a prezzi diversificati ma complessivamente analoghi a quelli di B. Migros. Vale la pena di valutarla e tenerla in considerazione.

  4. Mauro questa è una notizia grandiosa, grazie della segnalazione.

    Abbiamo quindi nuovamente la possibilità di aprire un conto in Svizzera direttamente online!

  5. Silvia ha detto:

    Io ho necessità di aprire un conto in Svizzera, siccome ci lavorerò per sei mesi a partire dal 1° maggio. Qualcuno mi potrebbe spiegare qual è la differenza tra il set online della posta svizzera (e in generale i set) e un semplice conto privato della medesima? Mi pare di capire che anche col conto privato si possa accedere ai servizi on line..Inoltre per me il conto privato sarebbe conveniente, perchè se si invia un modulo per aprirlo entro il 31 marzo regalano 100 F col primo stipendio versato.
    Grazie mille per i consigli!

  6. Mauro Corradi ha detto:

    Gentile signorina, complimenti per il lavoro che si appresta ad andare a svolgere in Svizzera, seppure in modo temporaneo. La differenza tra il conto privato e i conti offerti in set è essenzialmente di costi e di renumerazione. Ad esempio ha un canone mensile di 3 CHF indipendentemente dal montante del patriminio in deposito (mentre per i set è gratuito se si hanno depositi oltre i 7500 CHF), la card costa 12 CHF mentre per i set è gratuita. Sono costi comunque non traumatici e per l’uso che ne deve fare lei penso che possa andare senz’altro bene anche il conto privato. Spero di essere stato sufficientemente esaustivo. Ci tenga informati sulla scelta che effettuerà.

  7. Michele ha detto:

    Mi chiedo se l’obbligo di dichiarare sul modello RW di UNICO gli acquisti in valuta >51k Euro, se detenuti per + di 7 giorni, vale anche nel caso di valuta acquistata su un conto “multicurrency” in Italia per il tramite di un intermediario italiano (Fineco).

  8. ciao Michele.

    penso che la risposta alla tua domanda debba darla qualcuno più esperto di me, ma propenderei per fare la dichiarazione anche se l’intermediario è italiano.

    immagino che Fineco informi l’Agenzia delle Entrate per tali movimenti e forse producono documenti appositi utili alla compilazione del modello RW. prova a contattarli!

  9. paolo ha detto:

    Salve a tutti,ho letto alcuni post su Banca Migros.In particolare volevo sapere se risponde al vero che per l’apertura di un conto ad un cittadino italiano è necessario essere presentati.Mi sembra un pò eccessivo.Grazie della risposta

  10. Paolo ha detto:

    Salve a tutti,ho letto alcuni post su Banca Migros.In particolare volevo sapere se risponde al vero che per l’apertura di un conto ad un cittadino italiano è necessario essere presentati.Mi sembra un pò eccessivo.Grazie della risposta

  11. Mauro Corradi ha detto:

    Ciao Paolo, ti confermo che per l’apertura di un conto a Migros sarebbe preferibile essere residenti in Lombardia e/o presentarsi come amico di uno che già è cliente. Ma non indispensabile. Io sono emiliano e mi aprirono ugualmente il conto pur presentandomi senza conoscenze. Dipende da come ti presenti personalmente. E’ una banca seria e non vuole assolutamente immischiarsi con clienti sospetti. Per aprire il conto andare alla filiale di Lugano che è appositamente attrezzata per questo tipo di clientela.

  12. mario ha detto:

    Gentile Signor Corradi,

    vorrei aprire un conto in Svizzera per vendere allo scoperto un titolo azionario di una società italiana che, avendo avviato un aumento di capitale, non può essere prestato dalle banche italiane (soggette alla normativa CONSOB). A tale proposito può vedere l’articolo
    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2008/10/Vendite-scoperto-short-selling-etf-opzioni.shtml?uuid=487d814a-962b-11dd-90a6-de6808ab7dd1&DocRulesView=Libero

    (che fa riferimento al periodo in cui vigeva il divieto totale di short selling).
    Chiedo a Lei, che mi pare ben informato, se la banca Migross:
    – offre il servizio di prestito titoli;
    – consente di operare sul mercato italiano (la Borsa di Milano non compare tra quelle elencate nel sito della banca);
    – aprendo un conto investimenti consente di effettuare la vendita allo scoperto di cui sopra.
    Beninteso che denuncerò le plusvalenze nella dichiarazione dei redditi: non vi è alcun intento di evasione fiscale.

    La ringrazio fin d’ora se vorrà rispondermi.
    Cordiali saluti.

  13. Mauro Corradi ha detto:

    Egregio Signor Mario, le posso confermare che con Banca Migros sono negoziabili pure le azioni quotate sul mercato italiano, ma purtroppo non offrono un servizio di prestito titoli e short selling. In Svizzera neppure la Swissquote (leader del trading on line elvetico) offre lo short sui titoli, per cui ho motivo di pensare che, in modo esplicito, non lo offra nessuna banca. Se è così convinto di voler shortare Unicredit mi sa che dovrà forzatamente fare ricorso agli strumenti derivati, oltretutto dai costi decisamente più convenienti.

  14. mario ha detto:

    La ringrazio per la sollecita risposta.

    Tuttavia, dato che preferirei rimanere sull’azionario (temo i derivati), Le chiedo se possa indicarmi una SIM affidabile domiciliata in Belgio o Lussemburgo che consenta lo short selling su titoli italiani.

    Mi scuso per il disturbo e la ringrazio nuovamente per la disponibilità.

  15. mario ha detto:

    P.S.
    Certo non per mancanza di rispetto verso gli altri utenti del sito, ma se per qualche ragione preferisse rispondermi in privato, La invito a scrivermi all’indirizzo e-mail shorter76@gmail.it

    Saluti.

  16. mario ha detto:

    Rettifico l’indirizzo: shorter76@gmail.com (non “.it”).

  17. Mauro Corradi ha detto:

    Purtroppo delle banche online che accendono il conto agli stranieri nessuna offre lo short selling suul’azionario nè in Belgio né in Lussemburgo. Non so le banche fisiche, tenga presente però che difficilmente una banca ha un portafoglio titoli così ampio da comprendere pure quelli stranieri.

  18. Piotr ha detto:

    Salve a tutti, sono nella stessa situazione di Cristoforo (post n. 46), solo che i redditi che ho percepito dal datore di lavoro estero per mesi, lavorando all’estero e su conto estero (obbligatorio aprirlo nel Paese, extra UE, dove lavoro), li ho in parte bonificati mensilmente sul mio conto italiano (per pagare mutuo, bollette e spese varie). Ora mi chiedo, i redditi percepiti sono relativi a rapporto di lavoro estero, pagati all’estero e percepiti all’estero, ma adesso questi bonifici mensili di circa 2000 euro, per un totale quindi di 24.000 euro in un anno, mi tocca dichiararli nel quadro RW? Solo per fini valutari o una volta che li dichiaro ci debbo pagare le tasse in Italia? E cambia qualcosa se, come sembra faranno dal prossimo anno, mi bonificheranno direttamente lo stipendio sul conto italiano? (nella causale figurerà chiaramente che è di un datore di lavoro estero, proveniente da paese extra UE).
    E, infine, se invece mi faccio pagare tutti gli stipendi sul conto estero e li tengo li, devo comunque dichiarali sul quador RW? Purtroppo nessuno ha saputo darmi una risposta chiara. Inoltre, pur essendo residente all’estero, mi dicono che il domicilio fiscale resta in Italia, dove ho casa, famiglia e quindi “centro di interessi”. Anche io però sono nella situazione dell’altro lettore di cui al post 46. Dopo mille sacrifici, lontano da famiglia ecc., se su poco piu di 2000 euro ci devo pagare il 30% di tasse, tanto vale tornare a lavorare in Italia (p.s.: nessuno delle centinaia di colleghi ha mai dichiarato, dicono, in quanto si considerano residenti esteri ed esenti, ma loro non hanno famiglia in Italia e, molto più saggiamente, non hanno mai bonificato una lira nel conto italiano.

  19. Piotr ha detto:

    Addenda. Ulteriore dubbio sul quadro RW.
    Il modulo RW è diviso in tre sezioni riguardanti:
    1) i trasferimenti dall’estero verso l’Italia e dall’Italia verso l’estero di denaro, certificati ecc., effettuati attraverso non residenti e senza il tramite degli intermediari residenti, per ragioni diverse dagli investimenti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria.
    2) le consistenze degli investimenti esteri e delle attività finanziarie detenute all’estero al termine del periodo di imposta;
    3) i flussi dei trasferimenti dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso intermediari residenti, attraverso non residenti ovvero in forma diretta, che nel corso dell’anno hanno interessato investimenti esteri ed attività estere di natura finanziaria.

    Bene, ma questi trasferimenti da indicare nel quadro RW sono quelli fatti da “me” a “me” stesso? Cioè dal “mio” conto estero al “mio” conto italiano” ?
    Oppure anche i bonifici sul mio conto italiano provenienti da un terzo (cioè, nella specie, dall’Ente estero datore di lavoro).
    In altri termini, se io non bonifico nulla dall’estero sul mio conto, ma è il mio datore di lavoro che mi versa mensilmente il “salary”, dall’estero, io, quale mero beneficiario dei versamenti, devo dichiararli nel quadro RW?
    A prescindere dal fatto che poi ci debba pagare le tasse o meno (da verificare).
    Quali sono le sanzioni per chi si è dimenticato di farlo? E’ vero che dopo la recente legge sullo scudo fiscale sono dal 200 al 400%? Cioè, se mi dimentico di indicare un bonifico ricevuto, potrei dover pagare il 400% della relativa somma? …

  20. Mauro Corradi ha detto:

    Ciao Piotr, il tuo è uno di quei casi complicati che necessitano inevitabilmente dell’assistenza di un buon commercialista, in quanto fuoriesce dalla casistica generale del piccolo risparmio di italiani in paesi stranieri. Concordo con te che sia una rottura di scatole non indifferente, soprattutto in un’epoca di globalizzazione del lavoro, dover fare i conti con sto quadro RW, pena pesanti sanzioni amministrative. Ti prego però di non esagerare: ora la sanzione va dal 10% al 50% (prima era dal 5% al 25%) e non dal 200% al 400%! D’accordo che siano dei ladri, ma c’è un limite a tutto!

  21. Gino ha detto:

    Se il versamento dello stipendio avviene in banca non è escluso dall’indicazione del quadro RW?

    Non credo che tutti gli immigrati che trasferiscono denaro ai loro famigliari all’estero facciano la dichiarazione del quadro RW….

  22. Piotr ha detto:

    grazie mauro, forse ho fatto un po di confusione…
    leggendo meglio, sembra che la sanzione sia dal 200 al 400 se l’omissione riguarda redditi prodotti all’estero (e purtroppo è il mio caso) e non è chiaro se tale maggiore sanzione è relativa solo ai paesi in black list (non è il mio caso per fortuna), oppure se tutti i paesi esteri
    (purtroppo, per quanto legga e rilegga legge e circolari varie, non è chiaro)
    mi rivolgerò comunque ovviamente ad un buon studio tributario, per non sbagliare 🙂

  23. Mauro Corradi ha detto:

    Gino mi pare che in sintesi la tua sia una situazione analoga a quella di Piotr: consiglio anche a te di consultare un buon commercialista perché non devi dare per scontato che l’aver bonificato soldi dal conto personale estero al conto familiare italiano non comporti l’obbligo di compilazione del famigerato quadro RW!

  24. Piotr ha detto:

    esatto, Gino, sono le domande alle quali mi piacerebbe avere una risposta! 🙂
    Non ne sono sicuro, sono settimane che consulto, studio, chiedo (anche nei forum), ma nessuno sembra sapere con chiarezza se: 1) nel RW vanno dichiarate le soome ricevute da terzi, tramite regolare bonifico su banca italiana (però da banca estera ovviamente) 2) se vanno dichiarati i bonifici ricevuti dalla moglie, dallo zio, ecc. ecc. 🙂

  25. ciao Piotr.

    in merito alle tue ultime domande, ti giro un primo feedback (che non può certo essere del tutto esauriente) che ho ricevuto da un amico commercialista, in merito ai trasferimenti di denaro puro, quindi non legato ad investimenti.

    L’obbligo di indicare i movimenti valutari nel quadro RW è determinato dal modo secondo cui si opera il trasferimento ITALIA – ESTERO o ESTERO – ITALIA:

    1) se si effettua un bonifico tramite una banca nazionale è la stessa filiale che provvede alla segnalazione e l’obbligo non sussiste.

    2) Nel caso si usi il trasporto al seguito oppure un intermediario non residente ( esempio:filiale italiana di un soggetto estero) ed il valore trasferito supera i 10.000€ si innesca l’obbligo.

  26. Gino ha detto:

    Confermo quanto riportato da Massimo.

    Nel caso di versamenti da/ verso un proprio conto all’estero invece, vanno sempre indicati gli importi trasferiti, independentemente dal modo in cui vengono trasferiti e da chi vengono trasferiti.

  27. Piotr ha detto:

    Grazie Massimiliano e Gino. 🙂
    Tuttavia resto con non poche perplessità…

    Massimiliano ipotizza: “1) se si effettua un bonifico tramite una banca nazionale è la stessa filiale che provvede alla segnalazione e l’obbligo non sussiste.”

    Gino invece conferma che: “Nel caso di versamenti da/ verso un proprio conto all’estero invece, vanno sempre indicati gli importi trasferiti, independentemente dal modo in cui vengono trasferiti e da chi vengono trasferiti.”

    Io poi rileggendo le istruzioni dell’agenzia delle entrate sul quadro RW noto che c’è scritto: “”nella sezione III vanno indicati i flussi dei trasferimenti dall’estero verso l’Italia, dall’Italia verso l’estero e dall’estero sull’estero di denaro, certificati in serie o di massa o titoli, effettuati attraverso intermediari residenti, attraverso non residenti ovvero in forma diretta, che nel corso dell’anno hanno interessato investimenti esteri ed attività estere di natura finanziaria”.

    Quindi andrebbero indicati TUTTI i trasferimenti, effettuati anche attraverso intermediari italiani? ma solo relativi ad investimenti o appunto anche a salari ed altre somme semplicemente “girate” dal mio conto estero a quello italiano? per pagare le bollette, ecc? (nel concetto di “attivita’ estere di natura finanziaria” puo’ rientrare di tutto)? Nella III sezione va quindi indicato tutto, senza alcuna esclusione?

  28. Piotr ha detto:

    E, Massimiliano, un ulteriore chiarimento, se posso 🙂

    leggo: “se si effettua” un bonifico tramite una banca nazionale è la stessa filiale che provvede alla segnalazione e l’obbligo non sussiste

    Ok, ma se lo si “riceve” (il bonifico) nella banca italina, dalla banca estera?

    1. Il mio problema principale è capire se vanno indicati nel quadro RW gli stipendi ricevuti sulla mia banca italiana dal datore di lavoro estero (e quindi “inviati” ovviamente da una banca estera)
    2. Nonchè se vanno indicate le somme, sempre bonificate sul mio conto italiano (al fine di pagare bollette e spese varie) dal mio conto estero, ma sempre di stipendi trattasi… non certo di investimenti…

    Quindi, in entrambi i casi, i bonifici non sono “effettuati” dalla banca italiana verso l’estero, ma “ricevuti” dalla banca italiana: val forse la stessa regola secondo cui non andrebbero indicati in RW?

    Non vorrei che, per eccesso di zelo, indichi cose che non dovrei, creando maggiori problemi e confusionec che se non indicassi nulla….

  29. ho girato gli ultimi due post di Piotr al mio amico e vi riporto il suo parere:

    1. L’affermazione di Gino [rif. “Gino invece conferma che: “] secondo me non è corretta in quanto ( stiamo parlando della sezione I ) proprio nella normativa di riferimento il decreto legge 167/90 che ha introdotto il monitoraggio fiscale viene effettuata la distinzione ( art.1 e art.2) in merito alle modalità con cui vengono effettuati i trasferimenti da o verso l’estero, ossia se si usa un intermediario oppure un soggetto non residente. Dalla lettura della normativa si rilevano i due soggetti tenuti alla comunicazione; se siamo nel caso dell’ art. 1 saranno gli intermediati se siamo nel caso dell’art. 2 sarà il contribuente.

    2. Nella sezione III, strettamente legata alla sezione II, vanno indicati i trasferimenti o flussi finanziari che si liberano dagli investimenti indicati nella sezione II esempio dividendi esteri, interessi derivanti da partecipazioni, ma anche delle disponibilità che sono necessarie per le manutenzione su immobili esteri, quindi non vengono compresi tutti i trasferimenti ma solo quelli legati agli investimenti. In questo caso vanno dichiarati al superamento dei 10.000,00 qualunque sia la modalità secondo cui il trasferimento è stato operato.

    3. Nelle attività finanziaria vengono compresi esempio bot, partecipazioni societarie, depositi bancari, azioni e non rapporti si lavoro dipendente.

    4. In merito a somma di denaro ricevute dall’estero è l’intermediario italiano che poi effettuerà la segnalazione quindi vale lo stesso discorso del bonifico verso l’estero.

  30. Mauro Corradi ha detto:

    Non mi convince assolutamente l’interpretazione del commercialista di Massimiliano. Io i trasferimenti da e per l’estero tramite bonifico bancario li ho sempre indicati uno per uno nel quadro RW, il fatto che la banca faccia segnalazione dell’operazione mi risulta essere uno strumento di controllo incrociato che il fisco utilizza poi per verificare se la segnalazione della banca trova riscontro nel qualdro RW della dichiarazione del contribuente. E tale segnalazione non mi esime dall’indicare tale movimentazione nel quadro RW.

  31. Mauro Corradi ha detto:

    Stamani il mio commercialista mi ha confermato che nella sezione II del quadro RW secondo lui vanno indicati tutti i trasferimenti da e per l’estero che abbiano per oggetto investimenti indipendentemente dal fatto che vengano trasferiti con bonifico o altro. Non è comunque la prima volta che tra fiscalisti c’è divergenza di vedute, occorrerebbe rivolgersi a chi ha una forte esperienza di compilazione di quadro RW (e non tutti i fiscalisti ce l’hanno),per cui invito i lettori a non prendere per oro colato quanto si legge in giro e affidarsi sempre ad un fiscalista esperto che vi dichiari aver maturato una significativa esperienza con clientela che investe sull’estero.

  32. Ciao Mauro,

    si fa davvero interessante la questione. Cerchiamo di fare chiarezza e dare le informazioni più precise che possiamo.

    Se il tuo commercialista è convinto di questa interpretazione avrà sicuramente avuto in passato la necessità per qualche suo cliente. Personalmente, vorrei avere qualche riferimento normativo che chiarisce in modo univoco la questione.

    Ad ogni modo ho girato il tuo feedback al mio amico e appena mi risponde vi aggiorno.

  33. Mauro Corradi ha detto:

    ma cosa vuoi mai che ti dica Massimiliano, nel corso della mia vita lavorativa ho notato che in materia fiscale ogni commercialista si muove in modo diverso, vuoi perché le leggi sono interpretabili in diversi modi, vuoi perché uno ne capisce più o meno di un altro, per cui è sempre un gran casino. Io consiglio sempre di non impazzire più di tanto e affidarsi ad un commercialista che però si assuma la responsabilità civile di eventuali errori nella compilazione (e anche qui ce ne sarebbe da dire..!).

  34. Piotr ha detto:

    Grazie a tutti per le risposte e gli input, la questione è interessante (oltre ai risvolti pratici).

    Massimiliano, nel post sopra, al punto 3 leggo:
    3. Nelle attività finanziaria vengono compresi esempio bot, partecipazioni societarie, depositi bancari, azioni e non rapporti si lavoro dipendente.

    E’ qui, secondo me, che sta il problema: anche i depositi bancari vengono considerati attività finanziare. Ed anche i conti correnti esteri? In tal caso, ovviamente, ci rientrano anche gli stipendi, che nel momento in cui sono versati nel conto estero sono attività finanziarie.
    E’ semplice: gli stipendi vengono versati dal datore di lavoro sul conto estero > quindi sono titolare di un conto estero, che da’ anche un (basso) interesse > a fine anno ci saranno delle somme residue su tale conto > non ci si può esimere dall’indicare nel RW rale conto estero (che è appunto un’attività finanziaria)
    (parlo dell’ipotesi in cui gli stipendi sono pagati con bonifico sul conto estero; credo che problema non ci sia se vengono bonificati dal datore di lavoro direttamente sul conto italiano)
    Almeno questo è quello che penso…

  35. Gino ha detto:

    A me sembra che le conslusioni di Massimiliano e Mauro siano le stesse….

    Sezione I – se non si possiedono attivita finanziarie all’estero, vanno indicati solo i bonifici effettuati senza l’intervento di un intermediario.

    Sezione II – vanno indicate le attività finanziarie estere (nel caso di Piotr il conto corrente estero sul quale viene versato lo stipendio)

    Sezione III – vanno indicati i movimenti relativi alle attivita della sezione II (es. trasferimento dal conto estero al conto italiano)

  36. Piotr ha detto:

    ho trovato questo principio in una recente circolare dell’agenzia delle entrate, e mi chiedo se possa trovare applicazione anche in casi simili:
    —
    Si ritiene che i contribuenti la cui residenza fiscale in Italia sia determinata in
    base ad accordi internazionali ratificati in Italia e che prestano in via continuativa
    attività lavorative presso organismi comunitari, non siano soggetti all’obbligo di
    compilazione del modulo RW in relazione alle disponibilità costituite all’estero
    mediante l’accredito degli stipendi o altri emolumenti derivanti da tali attività
    lavorative.
    —

  37. Gino ha detto:

    Direi di no…
    Riguarda solo per contribuenti che lavorano presso organismi comunitari.

  38. grazie Gino. aggiungo il feedback del mio amico in risposta al commento di Mauro (#81) che spero possa chiarire meglio la questione:

    c’è un po’ di confusione in quanto Mauro parla di sezione II del quadro RW, dove secondo lui vanno indicati tutti i trasferimenti da e per l’estero che abbiano per oggetto investimenti indipendentemente dal fatto che vengano trasferiti con bonifico o altro, confermata anche dal suo commercialista.

    Partendo dal fatto che non è la sezione II ma la III (in quanto nella sezione II vanno indicati gli INVESTIMENTI detenuti all’estero), se lui parlando della sezione II intende la III riferendosi ai trasferimenti, siamo d’accordo sempre però al superamento del limite (PUNTO 2 della mia risposta, vedi #79).

    Nella mia risposta ho voluto esplicitare le sezioni appunto per evitare confusioni.
    Per il resto il decreto legge e le istruzioni ministeriali parlano chiaro.

  39. Piotr ha detto:

    Ok, capito (piu’ o meno)

    ma quali sono, o potrebbero essere, in concreto le sanzioni per l’omessa compilazione?
    Tanto per sapere a cosa si può andare incontro.
    Nella legge leggo dal 10 al 50%, ma in un articolo ho letto che in passato hanno sempre applicato il minimo (che allora era il 5%, ora il 10%), ulteriorioormente diminuito di 1/5 (non so in base a quale norma però).
    Quindi, alla fine, sarebbe il 2% se non erro.

    Qualcuno sa se è vero?

  40. Mauro Corradi ha detto:

    Piotr questo è un dilemma che interesserebbe tantissimo anche a me, purtroppo non sono ancora riuscito a capirci molto sul come vengano comminate le sanzioni nel contesto di una forbice così ampia dal 10 a 50%. Di certo dubito che possa essere inferiore al minimo del 10% perchè allora non converrebbe neppure aderire allo scudo fiscale: se ci dicono che il 5% di sanzione dello scudo è un grosso affare dubito che la sanzione effettiva possa essere bassa come prospetti tu.

  41. Piotr ha detto:

    Si, Mauro. Pensavo anche io. L’ho letto su un sito e non riesco a trovare il riferimento normativo della riduzione ad 1/5 (forse dipende anche dalla gravità dell’infrazione… chi ad esempio ha dimenticato di inserire nel quadro RW 20.000 euro spediti a casa per far mangiare la famiglia è meno “colpevole” di chi ha nascosto milioni di euro all’estero 😉 , almeno io la vedo così, poi è da vedere come la pensa l’agenzia…)

  42. Piotr ha detto:

    riduzioni ex art. 15 d.lgs. 218/97
    (ad 1/4 del minimo)
    se si applica anche alla mancata dichiarazione RW sarebbe davvero mimima la sanzione finale… il minimo è 10%, un quarto del minimo è 2,5%
    Nessuno sa se si applica questo articolo al caso in esame?

  43. lorenzo ha detto:

    Buonasera, vorrei sapere i requisiti per la carta di credito e l’eventuale deposito a garanzia per un cc svizzero.
    Grazie per la risposta.
    Lorenzo

  44. ciao lorenzo,

    trovi tutti i riferimenti alle diverse carte di credito di PostFinance a questo link.

  45. vitto ha detto:

    Scusate, per carità io ho 18 anni e sono ben ignorante in materia finanziaria, ma, un conto svizzero non conviene sopra i 10000/15000 Sfr./mese? Siete tutti ricchi?

  46. ciao vittorio.

    la convenienza che intendi riguarderebbe…?
    considera che il conto di postfinance costa circa 20€ l’anno; un qualunque conto italiano solo di tasse all’erario costa 34,20€ cui si aggiungono eventuali canoni bancari.

  47. davide ha detto:

    vorrei porvi una domanda,ma gli interessi percepiti su un conto estero tipo postfinance possono essere dichiarati nel riquadro d del modello 730?grazie

  48. Mauro Corradi ha detto:

    Ciao Davide, se ne è già parlato in tante occasioni su questo blog, per cui anche a te ripeto che quando si devono dichiarare interessi percepiti all’estero è necessario compilare il modello Unico, per la precisione i quadri RM e RW, che non sono presenti nel mod. 730. Nulla di traumatico e difficile, comunque.

  49. Mauro Corradi ha detto:

    Davide a completamento della tua domanda credo importante precisarti che i cosiddetti “redditi diversi” di cui il quadro D del modello 730 si riferiscono esclusivamente a redditi conseguiti in Italia.

  50. nicola ha detto:

    gli interessi percepiti su un conto tipo svizzero postfinance possono essere dichiarati anche nel modello 730 sezione D ? grazie

Grazie.