Aprire un conto all’estero: Svizzera (aggiornato)
Scritto da Massimiliano Brasile
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
In un mercato sempre più globalizzato è inevitabile che sia per ragioni private che d’affari ci si rechi più di frequente e con più facilità rispetto al passato all’estero e magari si possa sottoscrivere qualche offerta più vantaggiosa rispetto a quelle presenti in Italia. Ma grazie alle banche online, che hanno portato una maggior concorrenza sulle tariffe legate ai trasferimenti di denaro oltre a un abbattimento dei costi di gestione e grazie ad accordi come il SEPA che hanno permesso da quest’anno di semplificare ulteriormente le comunicazioni relative a tali trasferimenti, unificando a livello europeo le coordinate bancarie, anche senza recarsi fisicamente è possibile aprire un conto presso un istituto di credito estero.
E’ il caso ad esempio di PostFinance (le poste svizzere) che grazie all’offerta Set Online permette di aprire un nuovo conto (in CHF o EUR) tramite internet senza recarsi fisicamente in uno dei propri uffici presenti solo sul suolo elvetico e gestendo tutte le pratiche anche in italiano.
La procedura di attivazione è davvero semplice: si compila il modulo di richiesta online e nel giro di qualche giorno si riceve a casa un pacchetto in busta anonima contenente alcuni fogli che dettagliano i servizi cui si è interessati, un referente di PostFinance con i recapiti da contattare e il modulo A2 necessario necessario per la normativa elvetica per identificare il reale beneficiario del patrimonio che si andrà a gestire nell’istituto bancario.
Per l’attivazione effettiva del conto, PostFinance come qualunque altra banca, richiede il riconoscimento del correntista ed è necessario recarsi fisicamente presso un ufficio in Svizzera. e se non si vuole o non ci si può recare direttamente in un loro ufficio è sufficiente allegare ai documenti compilati una fotocopia autenticata in comune di un proprio documento (la carta di identità ad esempio). Il costo oscilla intorno ai 15€ (marca da bollo da 14,62€ per l’autentica cui si aggiungono eventuali tasse comunali).
Si spedisce il tutto in busta pre-affrancata e nell’arco di pochi giorni si ricevono direttamente all’indirizzo di residenza:
Una volta autenticati si ricevono:
* le coordinarie bancarie nel formato internazionale (IBAN e SWIFT/BIC)
* una cinquantina di buste pre-affrancate per ordini di pagamento richiesti a mezzo posta
* svariati moduli per versamenti in euro
* il bancomat (PostFinance Card)
* il dispositivo di lettura a tastierino numerico necessario all’accesso online del conto
* la card Deposito (in caso di richiesta di apertura del conto di deposito)
* i codici di SaldoPhone per accedere e operare telefonicamente sul proprio conto
oltre ad avere un referente diretto in PostFinance da contattare anche telefonicamente per qualunque dubbio o necessità in lingua italiana. Dopo qualche giorno arriva separatamente il pin del bancomat e si diventa immediatamente operativi. Tutto questo senza aver versato ancora un solo euro a PostFinance.
All’occorrenza possono essere richiesti senza spese di spedizione o canoni ulteriori dispositivi di lettura tra cui anche il token portatile che permette di accedere online senza il dispositivo di lettura che è in effetti un po’ ingombrante (tempo di consegna medio 3gg lavorativi) e sottoscrivere online eventuali servizi non richiesti in fase di apertura.
Andando alle condizioni economiche del Set Online viene applicato un canone mensile di 3 CHF, quindi un costo annuo di circa 24€ al cambio attuale. L’interesse corrisposto sulla giacenza in conto è irrisorio (si parla dello 0,750% per il conto in euro cui si applica la ritenuta federale preventiva al 35%) ma pur sempre maggiore di zero e si parla di un conto online aperto all’estero. Più conveniente eventualmente spostare la liquidità sul conto e-deposito in EUR (analogo come funzionamento a iwpower a vista) ricevendo un interesse del 2,375% per il conto in euro (quindi un netto di circa il 1,54% con l’applicazione della ritenuta federale al 35%).
In pratica versando 1500€ su un conto e-deposito si ammortizzano completamente le spese di gestione, con 2600€ le spese di apertura se ci si autentica via posta.
Mentre lasciando mediamente in un mese 7500 CHF (5012€ al cambio attuale), che possono anche essere condivisi tra conto, e-deposito, e-trading, fondi e investimenti e mantenuti mediamente, viene scontato il canone mensile e si va in positivo.
Contrariamente ai 12 CHF (circa 8€) previsti nei fogli informativi, i bonifici verso l’area SEPA sono gratuiti (*). I prelievi in un qualunque bancomat nel mondo costano invece 5 CHF (circa 3,3€), tariffa allineata a quella dei nostri istituti di credito se non migliore.
Sono poi disponibili diversi strumenti finanziari, dai prestiti all’e-trading (disponibili le piazze europee e estere) ed è possibile richiedere diversi modelli di carte di credito.
L’offerta è interessante perché a un costo davvero trascurabile è possibile avere un conto all’estero neanche tanto lontano, da attivare e gestire comodamente online con tanto di bancomat. Eventualmente si fosse vicini al confine sarebbero possibili anche operazioni allo sportello (prelievi, versamenti, sottoscrizioni) e prelievi completamente gratuiti da qualunque PostaMat svizzero, nonché chiaramente aprirlo a costo nullo (l’autenticazione avverrebbe in filiale).
Dal punto di vista fiscale, se si è residenti in Italia, si devono dichiarare gli interessi percepiti sul conto/deposito (quadro RM) per le cifre che si trasferiscono. Si può dedurre l’aliquota svizzera già pagata del 35% (rigo RN) e si paga la più vantaggiosa aliquota italiana (del 23% o 27% a seconda del reddito). si può far riferimento a questa piccola guida.
AlternativamenteGeneralemente in Svizzera si può scegliere di rinunciare al segreto bancario richiedendo la non-applicazione della ritenuta federale preventiva dell’euritenuta conseguente comunicazione degli interessi percepiti all’Agenzia delle Entrate (maggiori riferimenti nella guida agli investimenti all’estero). Tuttavia questa possibilità non c’è con PostFinance che applicherà quindi la ritenuta federale al 35% sugli interessi maturati, con una soglia di esenzione pari a 200 CHF.
(*) al netto di eventuali costi addebitati dalla banca ricevente per bonifici internazionali
*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2009 ***
Devo annunciare il cambio di rotta operato da PostFinance: non è più possibile procedere all’autenticazione descritta nel post sottostante, dal momento che ora è richiesto esplicitamente di farsi autenticare presso una filiale di PostFinance.
Questo è un purtroppo un vincolo insuperabile per molti che non possono fisicamente recarsi in Svizzera e non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sui motivi per cui la politica è cambiata, propendo nel credere che PostFinance al pari di altri istituti voglia tutelarsi maggiormente nei confronti di nuovi clienti in questo momento di crisi.
Non mi sembra corretto tuttavia, che sia possibile per un cittadino europeo attivare la procedura di apertura conto e solo su ricezione dei documenti a domicilio si venga informati della necessità di recarsi fisicamente in Svizzera. E’ una perdita di tempo per entrambi le parti, che per di più non viene giustificata ufficialmente.
Mi dispiace di aver fornito nell’ultimo periodo involontariamente delle informazioni non più rispondenti al vero, ma senza il vostro feedback non avrei potuto saperlo.
Se si presenterà la possibilità di usufruire di altri canali ne darò immediatamente notizia.
*** Ultimo aggiornament del 06/01/2012 ***
Ho modificato alcune informazioni inesatte riguardo gli aspetti fiscali, rimandando agli articoli dedicati per approfondimenti.
PostFinance dopo oltre tre anni dal cambio di rotta non prevede ancora l’apertura da remoto. Chi fosse interessato a un conto svizzero apribile online può considerare quest’altra possibilità.
29 Dicembre 2008 | Conti Correnti
Tags: agenzia delle entrate, conti esteri, Conti online, generale, investimenti all'estero, offshore, postfinance, ritenuta federale preventiva
Markp, siamo in terra incognita, tutto è possibile attorno all’1.20 grazie agli interventi inauditi e inediti della SNB. Molti scommettono sul rimbalzo (EURCHF long:short 24:1) ma potrebbe anche essere una valanga (cluster di stoploss appena sotto 1.20). Il CHF oggi è pericolosamente speculativo e non c’e’ da scherzare, Io aspetterei alla finestra.
riki, il tuo amico è prudente e saggio.
..mai dire mai nella vita..chissà che un giorno non possa spendere davvero la mia laurea in scienze politiche internazionali, il mio master in diritto europeo, un pò di esperienza bancaria-finanziaria
e l’amor di Patria … ma chi mi prende con queste referenze? mica ho mai fatto la letterina, non ho futuro nel campo politico. E poi mi tirerebbero la giacchetta anzi la gonnella a destra o a sinistra, e io invece non sono nè a destra nè a sinistra, sono avanti!!! :-)))))
Grazie per questa bella chiacchierata in parentesi di politica economica, ora ritorno ai miei cari commenti di macro eco.
Considerando il rischio cambio a cui si va incontro aprendo un conto PF solo in CHF, quale strategia difensiva avete adottato o pensate di adottare nei prossimi mesi?
Suggerireste di aprire conti PF in altre valute? E quali?
Personalmente ho conti in CHF, USD, NOK e mi rendo conto che questo comporta, soprattutto, grattacapi per la compilazione dell’Unico.
Cosa ne pensate?
Come molti qui ho aperto anche io un post finance set online, sono andato 2 settimane fa che ero di passaggio da quelle parti, fatto tutto in 20 minuti, poi oggi mi è arrivata l’ultima delle buste per l’accesso online, ho eseguito l’accesso ha funzionato tutto alla perfezione. Ne approfitto per sconsigliare nuovamente banca stato, post finance è molto meglio. Saluti a tutti
E allora perche’ volete portarci i vostri risparmi? Penso che alla fine finira’ come San Marino il giorno in cui dovra’ rendere trasparenti i conti cifrati. E tutti quelli che saranno li in qualche modo ne pagheranno le conseguenze. Per me meglio aprire un bel conto in Germania o in UK o ancora in Francia se si vuole comunque restare in Europa. Vero Barbamamma?
ma il generatore di codice dopo quanto tempo ti è arrivato ? A me, per il momento, sono arrivati il bancomat ed il NIP a distanza di due giorni l’uno dall’altro. Mi manca, appunto, la “macchinetta”….
Tra l’altro avevo letto da qualche parte che le carte PF potevano essere utilizzate in Italia per i prelievi dai Bancoposta e effettivamente ho appurato che i Bancoposta accettano le carte con il logo PLUS. Una bella comodità.
buono a sapersi che il bancomat è utilizzabile anche in italia.
Le prime 3 buste contenenti la macchinetta, la carta e l’identificativo sono arrivate tutte e 3 assieme dopo una settimana, che anzi la busta che contiene la macchinetta è bella grossa e il postino l’aveva inserita millimetricamente nella buchetta e sono diventato idiota per toglierla senza distruggere tutto. 🙂
Mentre le successive, la altre 2 con la password e il pin sono arrivate per raccomandata a distanza di 2 settimane. Considera che sono stato la lunedi 16 gennaio e l’ultima raccomandata l’ho ricevuta lunedì 30, che poi ho ritirato alle poste solo oggi, ma di fatto è arrivata il 30.
Mi chiedo perchè tutti pensino di correre in Svizzera. A mio modesto parere la Svizzera potrebbe diventare tra qualche anno come San Marino, costretta da tutta Europa a fornire le liste di chi avrà portato lì risorse poco trasparenti. Il fatto è che questo potrebbe riversarsi negativamente sul rapporto di cambio e quindi coinvolgere anche chi ha aperto conti in CHF perfettamente trasparenti.
Mi pare che questa smania di convertire EUR in CHF sia poco giustificata e poi, con arguzia, qualcuno comincia ad intuire che il cambio a 1,20 sia strumentale a questo momento di “panico” collettivo. Non appena la tempesta tenderà a placarsi la Svizzera lo riposizionerà a lvelli adeguati al suo grado di competitività correlato all’export ed al commercio transfrontaliero che sono le sue vere risorse economiche del futuro: infatti gli incentivi ad aprire aziende nel paese scudocrociato sono molto rilevanti e gli imprenditori si stanno muovendo con molto interesse.
Credo, quindi, che l’Euro sia comunque la moneta che spendiamo e quello che dovrebbe interessarci è salvaguardare il valore di ciò che abbiamo.
Pertanto, se crediamo ancora nella vecchia Europa, la migliore garanzia sono i paesi che hanno intrapreso piani di ristrutturazione e sviluppo in anticipo rispetto agli altri e nell’area Euro il numero uno è senz’altro la Germania. A seguire direi la Francia e poi ancora agli UK che fecero molte riforme per primi ai tempi della Thatcher.
Sono paesi tutti con ottime infrastrutture, pubbliche amministrazioni efficienti, controllo della spesa pubblica a costi standard, sistemi fiscali efficienti, stampa e media in genere che incalzano i politici in modo “indipendente”.
Certo anche lì non tutto è perfetto ma fare i furbi è molto più difficile: nessuno ad esempio si sogna di comprare una Porsche se non ha un reddito adeguato. Il fisco interviene in anticipo, non manda certo i vigili urbani il sabato sera a controllare!!!
Tornando a bomba ai temi che ci interessano proporrei di esplorare meglio l’apertura di conti in Germania, Francia ed UK, selezionando banche meno esposte rispetto al debito greco-portoghese-italiano-spagnolo e pensando di mantenere la valuta EURO. La via d’uscita verso altra valuta deve essere un’opzione attivabile in tempi rapidissimi solo in caso di tempeste gravissime quando la conversione si rendesse inevitabile.
Secondo me la tempesta perfetta e gravissima non avvisa in anticipo… quando deciderai di convertire sarà troppo tardi (ovvero ci andrai a perdere)
concordo in buona parte: correre ora in CH a “ripararvi” tutto o quasi tutto quello che si ha, e per giunta convertendo in CHF, è decisamente eccessivo e rischioso, anche perchè, diversamente da quanto sostiene Mount_Eiger ritengo che un vero e proprio fallimento Paese o collasso moneta non arriverebbe da un giorno all’altro (altro discorso, chiaramente, è il rischio patrimoniale “notturna”). Probabilmente, come ho scritto, una soluzione è quella di aprire una posizione molto easy in CH con conti in doppia valuta così da destinarvi il grosso delle consistenze solo in caso di emergenza e solo se in quel momento ci fossero le condizioni per poterlo fare. Ovviamente nulla impedise di guardare altrove…ma rimanendo sull’euro il riparo non sarebbe completo
E’ quel che ho fatto io: ho il conto in CH ma non tutto convertito in CHF, anzi (e poi mica esiste solo il franco svizzero!)… difficile immaginare che uno si precipiti a cambiare tutto in CHF già da adesso (e a questo cambio poi… buono solo se, col senno di poi, la barriera 1.20 dovesse crollare). Allo stesso tempo difficile immaginare che uno vada in CH e lasci tutte le consistenze in EUR tenendosi però pronto in caso di emergenza: finché lasci in EUR ti proteggi solo parzialmente.
infatti… poi sono scenari per molti versi inediti, nessuno può prevedere alcunchè con certezza. Certo è che se 8 su 10 si orientano in uno stesso senso può essere di conforto…
Il CHF è fortissimo al momento e la SNB sta facendo sforzi disumani (forse al disopra delle sue possibilità…) per arginare a 1.20; diversamente saremmo alla parità. Come ho detto piu sotto, può darsi che sfondi o che rimbalzi, ma al momento è da considerare altamente speculativo e rischioso. Io starei fuori al momento.
Antonio: al contrario, se 8 su 10 vanno in svizzera per me non è piu di conforto, può diventare massa buoi e significa probabilmente che la soluzione per la tranquillità è da un altra parte.
Ripeto il crash catastrofico, se arriva (speriamo di NO) arriva inaspettato, improvviso e probabilmente a mercati chiusi, con blocco conti correnti cambi forzosi etc. la chiave alla “soluzione” a mio modesto parere è la decorrelazione; l’intervento pesante della SNB da settembre ci fa capire che la svizzera NON è piu decorrelata come dovrebbe.
Da questo punto di vista vedo bene NOK, SGD, oro (per chi può permettersi il fisico), BRL.
Chiedo venia ma su Germania e Francia c’e’ sempre il dubbio euro-exit/new-DEM; per quanto riguarda UK, ricordate sempre che il GBP è come l’USD, loro hanno sempre la stampante accesa… i dati macro sono una schifezza…
DeeJay
Assolutamente SI
Condivido con te il problema del rischio euro-exit/new-DEM ed in effetti suggerivo di esplorare anche UK.
Come dici tu lì la stampante è sempre accesa come d’altronde lo è in Svizzera ed in USA.
Tuttavia la potenza della stampante USD e GBP è decisamente superiore anche perchè a richiesta è interscambiabile!!!
A mio parere, però, UK garantisce di essere in area EU ma non EURO, di poter operare in EURO e di potersi comunque spostare in GBP con un click al momento opportuno e senza rischio di conversione oltre che di spostarsi facilmente altrove magari se oculatamente si è fatto qualche piccolo passo in più….
dicevo 8 su 10 di noi o, meglio, di voi su questo blog, giacchè io ho solo umili e datate nozioni universitarie di macro e aggiornamenti più o meno frequenti qua e là… non insisto sui tempi di un’ondata catastrofica, ho preso atto che chi abita nei Paesi Europei ormai sostanzialmente falliti ancora oggi ha modo di riparare altrove…se non erro…(modestie oblige)
Al momento opportuno: l’importante è che sia PRIMA del crash perchè dopo … is too late
Grazie, comunque mi hai dato una nuova informazione in quanto avevo letto che ING ( o conto arancio…penso siano la stessa cosa o sbaglio ? ) NON eseguivano bonifici in CHF ( ovviamente al cambio da loro stabilito ) o per dirla più semplicemente eseguono bonifici solo in EURO.
Gradita conferma su tale novità.
Ok. Arrivato tutto ieri. Saluti
Emerson: Conto Arancio è il conto deposito di ING, che ha tutte le caratteristiche di un conto deposito (cioè bonifici verso o da conti predefiniti e poco più). Conto Corrente Arancio è invece il loro conto corrente. Si apre sempre online (da un po’ anche nelle loro filiali) ed è invece un conto corrente a tutti gli effetti: pagamento bollette con i RID, bancomat, carta di credito, assegni se li vuoi etc. Ok?
Dal 1° marzo 2012 PostFinance riduce i tassi d’interesse sui suoi conti Deposito e e-Deposito in franchi e in euro.
La riduzione ammonta in generale allo 0,25% per i clienti privati.
grazie per l’aggiornamento!
Il PDF qui linkato dovrebbe dire la parola definitiva sul tema: “Protezione della propria privacy tramite l’utilizzo di carte di credito estere” (che io avevo sollevato).
http://www.fiscoetasse.com/upload/Provvedimento_29122011_operatori_finanziari.pdf
Da questo documento, contenente la guida per gli operatori finanziari e il tracciato record da inviare all’AdE, direi che si evincono 2 cose:
1) Vengono inviate al fisco solo le informazioni relative a spese > 3600 Euro IVA inclusa
2) Il tracciato record è tale per cui anche le info sul titolare di una carta estera finirebbero inesorabilmente all’AdE
Credo di aver buttato un mese del mio tempo per una questione di principio (tutelare la mia privacy), tuttavia è bene riconoscere i propri errori e le info ricevute erroneamente e poi girate qui, questo post vuole essere una risposta a DeeJay che non trovava più il link e mi piacerebbe ricevere il parere suo e di Massimiliano…
la circolare è indirizzata agli operatori di cui al D.P.R. 695/73 Art. 7 Comma 6 (modificato dall’art. 63 del DLgs 231 del 2007) che cito:
Le banche, la società Poste italiane spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, gli organismi di investimento collettivo del risparmio, le società di gestione del risparmio, nonché ogni altro operatore finanziario, [..], sono tenuti a rilevare e a tenere in evidenza i dati identificativi, compreso il codice fiscale, di ogni soggetto che intrattenga con loro qualsiasi rapporto o effettui, per conto proprio ovvero per conto o a nome di terzi, qualsiasi operazione di natura finanziaria ad esclusione di quelle effettuate mediante versamento in conto corrente postale per un importo unitario inferiore a 1.500 euro; [..]
il che da solo abbasserebbe il limite a 1500 euro, ma la circolare che citi riguarda chiaramente solo operatori residenti, tenuti a comunicare le operazioni che hanno rilevanza ai fini IVA.
quindi dal punto di vista della privacy che succede se si usa in Italia una carta di credito estera (es. AMEX UK associata a un conto PF)? l’esercente che accetta il pagamento (o meglio la banca che fornisce il servizio POS) comunicherà gli estremi della transazione, rilevante a fini IVA, e trattandosi di istituti dello spazio SEE in questo caso si applica la DIRETTIVA EUROPEA SUI SERVIZI DI PAGAMENTO (PSD) in vigore anche in Italia dallo scorso 01/03/2010 ( http://sepa.abi.it/welcome.asp?Page=2420&chardim=0&a=a&langid=1 ), con probabile trasmissione del codice fiscale anche all’AdE.
nel caso in cui uso invece una CC emessa direttamente in Svizzera non si applica la PSD (la Svizzera non ne fa parte se non sbaglio). la vedo più dura che avvenga in questo caso la trasmissione del CF.
Ok per la giusta precisazione riguardo il Conto corrente Arancio che quindi è il conto corrente con cui potrò fare bonifici.
Il problema ed il dubbio che mi rimane è che dal loro call center mi hanno comunicato che per bonifici in CHF applicano 31 euro di spese+ il ” loro cambio”.
Quindi rileggendo quanto da te scritto, penso che inglobino questi 31 euro nella cifra totale in chf che poi ti comunicano il giorno seguente per telefono.
Un saluto.
mica fila quel che dici
ideologicamente ci son diverse incongruenze che riassumo
1. ovvio si cumula ma non sappiamo se varrà ai fini patr monti, perchè potra essere anche un valore inferiore uguale o superiore, non è dato sapere
2. gli interessi sono sì da dichiarare, ma la cosa è legata alla situazione fiscale individuale in modo diretto e indissolubile, non ci sono per gli interessi regole generali,salvo una che ebbi già modo di emailarti
3-a san marino dice, certo che puo, san marino non sei tracciato, ma devi dichiarare, sei estero, non sà qunto valga la pena fare estero su estero, lo sconsiglierei
con buona pace di tartu
in (felice) attesa di smentite!
1. purtroppo sembra che la patrimoniale Monti non preveda un minimo sulla consistenza cui applicarsi e si contestualizza nel quadro RM (sez. XVI in rif. bozze Unico)
2. ok, sempre in virtù del minimo d’imposta da corrispondere intendi?
3. scusa… chi parlava di san marino?
Grazie per l’eccellente analisi. Ho fatto una breve verifica: ti confermo che la Svizzera non applica la PSD (http://ec.europa.eu/yqol/index.cfm?fuseaction=question.show&questionId=1030). A questo punto unica opzione percorribile è una carta svizzera, peccato qui caschi l’asino almeno per me… come detto non sono interessato a una carta PF, con un plafond di 1000 Euro poi…; intanto Swisscard mi ha riscritto dicendosi dispiaciuta per la mia irritazione e offrendomi la carta richiesta, a patto di presentare garanzia bancaria (tipo fideiussione) di una banca svizzera: banca, non PF, quindi. Oppure ok se sono cliente di Credit Suisse, cioè del loro gruppo. In pratica un modo elegante per dire di nuovo no… Vedremo, ti terrò aggiornato sugli sviluppi. Intanto ti segnalo come procederò per ora: spese sempre e comunque con la AMEX italiana. Se mai dovesse capitare una spesa “da privacy”, PF offre 2 ottime schede ricaricabili assolutamente anonime: la Travelcash e la InternetCash. Io ho già la prima, nelle versioni in CHF e EUR. Molto pratica e senza costi fissi, meglio di niente…
Circa la CC estera sono d’accordo su quanto cita Mr Brasile.Il commerciante che riceve in pagamento un transfer da una CC estera si trova accreditato sul conto l’importo con il numero di carta solamente (verificato).Può essere facilmente intuibile che si possa risalire alla nazionalità della CC ma la vedo impossibile da parte dell’AE risalire al nominativo estero del possessore di tale carta.
Io mi sentirei tranquillo a far spese con carta estera avendo stipulato un contratto di forma di pagamento in uno stato estero non UE.
Non penso che l’AE possa violare la privacy di un cittadino americano che ha fatto spese in Italia,ne uscirebbe un caso internazionale.
Correggetemi se sbaglio.
Secondo il mio modesto parere la gente corre in Svizzera per tradizione storica.San Marino ha come moneta l’euro e ha “il pregio” del solo anonimato,mentre la Svizzera è uno Stato sovrano con moneta propria che può stampare,la differenza è abissale.
Da sempre la Svizzera persegue la sua speciale neutralità e penso che non la ceda per niente,finirebbe il suo scopo a livello finanziario.I recenti accordi intercorsi con Germania & C sono meri accordi commerciali e mai è stato messo in discussione l’anonimato.
Circa la conversione EU/CHF sono d’accordo sul fatto che la conversione non si ha da fare adesso,troppo pericolosa,ma d’altronde abbiamo l’EU e viviamo con l’EU quindi con cosa paghiamo le nostre spese?Se vogliamo switchare in altre valute bastano pochi clic…….fatti in tempo però
…lo dicevo dall’inizio..i conti esteri anche deposito rientrano nella patrimoniale..
il punto non è quello, ma capire se sono tassate anche le consistenze esentate dal quadro RW e in caso affermativo come procedere. inoltre come indicava Tartu come tassare gli interessi ad esempio su plus-valenze da cambi valuta e qual è la soglia minima di esenzione.
Concordo, aggiungo che San Marino è uno stato a “sovranità limitata” rispetto all’Italia, la cronaca giudiziaria recente ce lo insegna e non so quanto il segreto bancario sia effettivo
Rieccomi! non mi ero dimenticato, conferma quello che Vi avevo indicato senza fonti, ma il documento al quale facevo riferimento io non era questo; parlava di “gestori” delle carte che avrebbero dovuto comunicare i movimenti in base alla residenza del titolare. Quindi senza scomodare le autorita sovrane o gli istituti emittenti. semplicemente VISA o AMEX o MASTERCARD in qualità di gestori comunicano allo stato italiano il movimento avvenuto sulla loro carta n. XXXXXX… della quale è titolare il sig. deejay, residente in italia.
L’emittente è irrilevante; lo Stato in cui è stata emessa è irrilevante; PSD o non PSD, non conta.
Resta sempre da trovare il link; ma non mi sono dimenticato e appena lo ritrovo lo posto, promesso.
DeeJay
Dubito che sia “da privacy” comunque… almeno è il massimo che puoi ottenere;
Non sono d’accordo; secondo me è abbastanza facile, se l’italia lo vuole sapere troverà il modo (o forse l’ha gia trovato). Penso che chi vuole la privacy possa usare carta svizzera in paese estero; ma in italia solo il contante oggi ti puo garantire la privacy.
Come la vedo io. Le consistenze anche esentate dal RW, a quanto si sa oggi SONO sottoposte a tassazione (0.1%). Le plusvalenze da cambi valuta sono tassate al 20% sul REALIZZO (incasso fisico). Non so se ci sia una soglia minima per l’esenzione.
le correlazioni automatiche dei sistemi informatici dell’amministrazione finanziaria si basano sulla chiave-codice fiscale, che non viene richiesto oltreconfine per l’apertura di conti. conseguentemente l’utilizzo di una carta rileverebbe solo dopo un controllo “manuale” sulla posizione individuale
Se è come dici, allora forse la privacy è tutelata anche utilizzando unc CC svizzera in italia.
Ma non credo: il Gestore ha i tuoi dati (cittadinanza, nome cognome, data e luogo di nascita, sesso: vedi passaporto) e puo trasmetterli all’AE su richiesta, la quale puo calcolare e incrociare il codice fiscale tramite software e non “manualmente” (cosa che, Ti do ragione, loro evitano in quanto troppo lavoro)
Chiedo venia ma la privacy è parte della mia professione… 🙂
per come la leggo io certo che sono tassate anche i capitali oggi esentati dal quadro rw,in proprozione, e quanto agli interessi su plusvalenze cambi si considera la fotografia fatta in ogni periodo. il tutto si baserà su documentazione bancaria.
La nuova imposta infatti è dovuta proporzionalmente alla quota e al periodo di detenzione; è pari per il 2011 e il 2012, all’1‰, (0,1%);dal 2013 all’1,5‰, (0,15%),
del valore delle attività finanziarie.
Il valore dell’attività finanziaria è costituito dal valore di mercato, rilevato al termine di ciascun anno solare nel luogo in cui è detenuta, anche utilizzando la documentazione dell’intermediario estero di riferimento per le singole attività e, in mancanza, secondo il valore nominale o di rimborso.
Dall’imposta è deducibile, fino a concorrenza, un credito d’imposta pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui sono detenute le attività finanziarie.
Il versamento dell’imposta va effettuato entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative all’anno di riferimento (16.6 o 16.7.2012 con la maggiorazione dello 0,40%).
comunque se avete dubbi mandate una mail alla agenzia delle entrte e se vi dicono che ancora non lo sanno fate un interpello con la vostra interpretazione cosi vi parata da eventuali “errori”, salvo poi risposta della AE o nuove circolari esplicative(tenersi sempre informati)
io ci avevo già provato, ma il sito web mi rispondeva che era stata superata la quota di richieste inviabili quel giorno 😉
Sempre precisa! l’unica cosa con la quale non concordo è la plusvalenza per i cambi che, secondo un professionista mio cliente, va calcolata nel momento in cui viene “incassata”.
Esempio per la svizzera dove le plusvalenze da forex NON sono tassate: io converto 10k EUR in CHF a 1.30, poi il CHF va a 1.20; SE cambio in EUR avrò una plus di 833 sul quale dovrò pagare il 20% in RT; se viceversa tengo i CHF, non devo pagare nulla in quanto ancora NON ho “incassato”. Scusate il mio gergo non tecnico.
Un ultima parola su AE: HaHaHaHaHa! 🙂 Ci ho provato nel 2010; impensabile utilizzare internet, occorre telefonare; all’appuntamento le risposte erano di questo tenore
– “si, ho fatto un corso in direzione centrale sul RW ma non mi ricordo niente”
– “quadro RW? mi devo informare” [non sapeva cosa fosse]
– “attenda un attimo che parlo con un collega” [30 minuti] “guardi qui non sappiamo nulla deve far preparare dal suo commercialista [!!!] un interpello per iscritto”
…senza parole: ci ho rinunciato.
dobbiamo presumere che la banca/posta CH distingua l’utilizzo delle carte in base alla cittadinanza del titolare, attivandosi eventualmente per svelarne tutti i dati? bha…
No chiedo scusa forse mi sono spiegato male: nella mia ipotesi gli attori sono AE e Gestore (ovvero visa, mastercard, amex etc); l’Emittente (banca/posta ch) non sarebbe obbligato
non sono un esperto di rapporti interbancari IT-CH ma c’è
qualcosa che non mi suona. magari se con la CC compri un biglietto
aereo nominativo, ma solo in caso di controlli mirati…anche qua non insisto, un bancario potrebbe illuminarci
oggi si può mandare l’email tranquillamente, salvo picchi esagerati in cui ti bloccano e ti dicono di riprovare in altro momento.
E’ ovvio che spesso siano impreparati, io sono ricorsa all’interpelloda sola e senza commercialista per un solo motivo : tutela. QUindi in Italia ho sempre mandato Ar e nel caso specifico fatto l’interpello perchè giuridicamente mi ha messa al riparo. L’amministrazione (locale o centrale) ha tempo 120 giorni per rispondere, col silenzio c’è l’assenso. Considerando la lentezza italiana spesso c’è silenzio e quindi assenso. Sono lenti? fatti loro, un domani se c’è un controllo io ho fatto quanto dovevo e nessuno può mettermi multe, giri quindi la patata all’amministrazione (nel caso dorma o non sappia) che si impegolerà nella sua stessa burocrazia. Il motivo: le circolari esplicative escono dopo tempo e a volte ci vuole una aggiuntiva per spiegare quella prima! ahah!
Hai presente il cartone Asterix e le 12 fatiche nella parte del Palazzo dei Matti? Si usa la loro stessa inefficienza ..
attenzione, io parlavo di patrimoniale su depositi conti (quindi di conti in valuta che giace li) e non di plusvalenze realizzate.
Su quello credo tu abbia ragione
Quanto hai ragione.. ma io sono solo un povero programmatore freelance autodidatta.. voi siete tutti nell’ambiente..
Terrò presente comunque la famosa autotutela, chissa c’e’ sempre la prima volta..