Crisi e default, quali opzioni per noi?
Scritto da Massimiliano Brasile
20 Settembre 2011 | Opinioni
Abbiamo assistito alla recente escalation delle misure preventive, correttive e d’emergenza messe a punto dalle banche centrali e più da vicino dai governi che invano tentano di limitare le speculazioni operate ai danni di stati come l’Italia e lo stesso euro a più riprese è stato messo sotto scacco.
Si parla apertamente di scissione della moneta unica, si paventa la fuori uscita di stati dall’Unione Europea e nel frattempo dai noi le misure di razionalizzazione degli sprechi (o per meglio dire, di reperimento delle cifre richieste a copertura delle manovre) sono già partite con l’aumento dell’IVA. Ai Cinesi a caccia di un’alternativa al dollaro forse andranno le opere pubbliche, quote del debito.. e magari asset strategici del nostro paese.
Ma se state leggendo queste righe, o ci seguite da tempo o siete arrivati cercando informazioni su quali possibili opzioni possano esserci per un piccolo risparmiatore italiano desideroso solamente di tutelare il frutto dei suoi sacrifici.
Noi di PiccoloRisparmio promuoviamo da tempo l’apertura di posizioni estere che in passato permettevano principalmente di diversificare i propri risparmi a fronte persino di interessi inferiori rispetto a quanto offerto in Italia. Nella pagina dei Conti Esteri è possibile approfondire molte offerte aperte anche a cittadini italiani, da rileggere magari alla luce degli attuali rating dei paesi. E’ ovvio che per chi è disposto a trasferire i propri risparmi all’estero (e ricordiamo che va fatto tutto alla luce del sole, tramite bonifico), aumenteranno un poco le incombenze in fase di dichiarazione dei redditi, ma già sul nostro sito è possibile trovare diverse guide su come compilare il famoso quadro RW.
Tuttavia è chiaro che in tempo di crisi, gli accordi trans-nazionali sono all’ordine del giorno, come puntualmente ci aggiorna Barbamamma. E persino la Svizzera, continuamente sotto i riflettori da parte dell’OCSE e degli uffici tributari americani ed europei, non rappresenta più quel lido “offshore” che poteva essere un rifugio sufficientemente sicuro 20-30 anni fa.
Facciamo un esempio: nel caso di un conto di deposito detenuto in un altro stato membro (pensiamo a un conto in Austria per semplicità, o il deposito lussemburghese Advanzia, dove sulla carta vige ancora il segreto bancario), non ci sarebbe alcuna differenza per eventuale patrimoniale applicata su un residente italiano. Sarebbe comunque assoggettato alla tassazione come se il conto fosse presente proprio in Italia, il giorno stesso dell’attuazione del procedimento. Nel caso il conto fosse in Svizzera, nonostante lo status derivante dalla non appartenenza alla UE, nulla vieta di credere che alla luce dei recenti e prossimi trattati, la banca centrale elvetica potrebbe accordare lo stesso prelievo anche in fondi svizzeri detenuti da residenti UE. Anzi, è certo. Aprire un conto corrente o un conto di deposito in Svizzera è un’operazione più che lecita, così come lo è aprirlo in qualunque altro stato del mondo. Ma indubbiamente pensare di sfuggire a misure fiscali svantaggiose con la sola apertura nel vicino Ticino (a Chiasso o Lugano ad esempio) è una pia illusione. Forse converrebbe maggiormente aprire un conto in Germania e sperare che in caso di scissione venga tutelato il capitale per la residenza legale della banca, piuttosto che quella fiscale del risparmiatore. In tal senso penso che ottime opzioni sono anche gli investimenti in bund tedeschi o austriaci da attivare dialogando direttamente con i relativi ministeri, come ampiamente illustrato.
Altri sistemi per proteggere i propri risparmi possono essere i cosiddetti beni rifugio, termini ampiamente ricercati quando si inizia a parlare apertamente di default; per citare i più famosi: sicuramente i preziosi, sicuramente il franco, forse altre valute europee diverse dall’euro. Ma convertendo la moneta euro in qualcos’altro ci si espone sia a costi certi che a tassi variabili di cambio. Pensiamo all’oro e ai diamanti: il fixing è legato al dollaro, che sicuramente non ha vita facile con il bilancio in default tecnico degli Stati Uniti. Inoltre questo tipo di investimenti va visto in ottica di lungo periodo (converto la moneta in un bene rifugio da utilizzare tra 5-10 anni sperando che nel frattempo la situazione si sia normalizzata e che riesca anche a spuntare una plus-valenza in grado di abbattere sia l’inflazione che i costi iniziali, quelli di mantenimento e quelli di ricollocamento). E’ chiaramente una scommessa, ma per chi è interessato abbiamo trattato ampiamente gli argomenti (vedi per l’oro e vedi per i diamanti). Acquistare franchi può essere una soluzione nel breve periodo, anche se il continuo apprezzamento potrebbe rendere antieconomico farlo (a prescindere quindi se poi si detengano in Italia o all’estero). Non dimentichiamo poi i buoni consigli di chi suggerisce di investire in terreni.
La domanda di questi giorni, guardando alla nostra economia, non è più se l’Italia possa fallire, ma cosa comporterebbe una tale conseguenza sull’euro. E’ vero che la BCE non potrebbe sostenere questo fardello, è vero anche che nessuno dei grandi d’Europa potrebbe sopportarne le conseguenze. Formalmente non possiamo fallire, ma certamente andiamo incontro a nuove “razionalizzazioni”, magari anche commissariamenti della BCE e penso che i nostri amati conti di deposito non saranno intoccabili in futuro.
Con questi pensieri sorrido quando viene messo in dubbio il rating di istituti più o meno giovani, come Banca IFIS, AS PrivatBank o l’ultima arrivata Banca Sistema. Penso che prima che possano fallire, sarà lo Stato a voler prendere una fetta dei nostri risparmi “depositati”. Nel frattempo quindi perché non approfittare di tassi più elevati rispetto alla media?
Ipotizzo che in questo momento per noi piccoli risparmiatori ci sia poco da fare, al limite si può rallentare l’esproprio dei capitali portandoli all’estero, perché di fatto tra costo della vita e nuove tasse, si sta già erodendo il risparmio in modo indiretto. Per chi ha più mezzi (e come giustamente osservava qualcuno, più che piccolo è un medio risparmiatore) sono ovviamente disponibili altri scenari legati alla possibilità di esplorare gli ultimi baluardi offshore. Che non vanno intesi esclusivamente come località caraibiche, ma come costruzioni finanziarie in grado di assicurare anonimato e tutela dei propri asset (la recente cronaca poi è piena di informazioni a riguardo). Con tali costruzioni è persino possibile tutelare le proprietà come auto e case.
Personalmente sono convinto che i consistenti lavori in corso genereranno altrettanto consistenti costruzioni.
20 Settembre 2011 | Opinioni
Tags: advanzia, asset protection, austria, banca sistema, bce, cina, comunità europea, crisi, default, dollaro, euro, germania, grecia, ifis, iva, lussemburgo, offshore, quadro rw, rendimax, svizzera, terreni
possibilissimo, se la Grecia esce dall’euro si abbatte la speculazione sugli altri Piigs specie sulle banche che sarebbero in enorme difficoltà (non per la Grecia ma per la speculazione). penso che la grecia sia in default e debba dichiararlo, non so se uscirà dall’euro, anche se lo danno x scontato. un simile precedente sarebbe l’apripista x altri o per una scissione monetaria.
io penso che stiano pensando a questo.
ma krugman non parla del portogallo? x questo sarebbe un colpaccio fra capo e collo.
eurobond come ultima spiaggia?
fare gli eurobond significa fare il federalismo europeo, però mi metto nei panni di un tedesco o di un olandese: perchè dovrei evitare che il mio Stato si finanzi bene e con pochi interessi a fronte di un ibrido che mi costa di più ed è a vantaggio dei più deboli Stati (visto da un tedesco trattasi di Stati cicala)? Certo in nome della solidarietà, ma io intravedo molti nazionalismi nel ring europeo. Gli eurobond da soli non credo che servano , magari nel breve si, ma nel lungo non penso, salvo che non si faccia una federazione politica. Percorso però burocratico che ha tempi lunghi, tempi che non sono quelli finanziari.
Bella patata bollente. A Merkollande la soluzione.
Caro Sig. Brasile.
Sono un lettore abituale dei Vs articoli e grazie a Voi ho aperto, legalmente con bonifici, un set in Postfinance. Sono molto soddisfatto al momento, ma come il Sig Nmessana e il Sig Vincenzo vorrei tanto che lei o altre persone che mi leggono provassero a chiarirmi i seguenti dubbi, visto anche che nessuno ha ritenuto di rispondere alle 2 richieste precedenti.
In caso di conto in postfinance e di uscita dall’euro dell’Italia o di scioglimento dell’euro, i depositi in postinance verrebbero automaticamente riconvertiti subito in lire, o nella nuova debole valuta Italiana in quanto residente in Italia? Se così a cosa serve avere i soldi in svizzera? E secondo Voi farebbe qualche differenza avere i soldi sul conto in euro o in Franchi Svizzeri?
Potrebbe essere invece il caso, che essendo la Svizzera fuori dall’area euro, la riconversione venga fatta automaticamente in Franchi svizzeri e non in lire nel caso di conto in euro, o lasciato il capitale in franchi in caso i risparmi siano sul conto in franchi? Spero tanto in una vostra cortese risposta. Ho letto tanto in questi giorni sul vostro sito, anche perchè la materia mi appassiona, ma forse per colpa mia non sono riuscito a trovare niente di esaustivo in proposito.
Grazie mille
Roberto
mi fa sempre piacere sapere che le informazioni di PiccoloRisparmio sono state utili, grazie per il feedback.
sui possibili scenari riguardanti l’euro, Barbamamma ha pubblicato diversi articoli legati alle correnti di pensiero che si sono avvicendate negli ultimi due anni ( https://piccolorisparmio.eu/index.php/author/barbamamma ), ma è chiaro che nessuno ha la sfera di cristallo e non si può dire a priori come si comporteranno le banche elvetiche. certo tenderanno a garantire il loro massimo vantaggio, quindi che vantaggio avrebbero a far cambiare la liquidità in casa con una valuta B basandosi sulla residenza di un correntista straniero? e questo dovrebbe essere deciso a livello di banca centrale (SNB).
la Svizzera è una delle piazze finanziarie più importanti al mondo ed è chiaro che una dipartita dell’euro avrebbe il suo impatto anche in territorio elvetico. tuttavia, come già in passato era stato comunicato già da PostFinance ( https://piccolorisparmio.eu/index.php/postfinance-default-italia.html ), essi diversificano in tutta l’area euro e non è quindi il caso secondo me di preoccuparsi della propria residenza, quanto più della valuta.
nell’atmosfera di incertezza che regna da mesi, una valida opzione soprattutto per i correntisti come te, è quella di tenere aperto un secondo conto in CHF: in caso di possibili disastri sarebbe questione di pochi secondi girare tutti i propri risparmi dalla posizione in EUR con un giroconto interno e in tal modo puntare sulla valuta elvetica considerata storicamente come uno dei beni rifugio. quindi sì, avere una porta d’emergenza in CHF a mio giudizio è auspicabile.
Grazie a lei. Non può nemmeno immaginare quanto ho trovato utile questo sito. Tanto per comiciare, comunque vada a finire, mi ha permesso di essere in pace con la coscienza, sapendo che io ho fatto tutto il possibile per garantire un futuro decoroso alla mia famiglia. Se poi non va…..amen!
Anche questa risposta è per me abbastanza tranquillizzante. In effetti ho entrambi i conti con un contodeposito in euro dal quale eventualmente spostare il tutto nel conto CHF con un clic, anche questo frutto dei Vs suggerimenti. Avevo letto la risposta di postfinance in effetti, l’ho riletta e adesso come allora la trovo un pò ermetica per così dire.
Io non capisco molto di economia e finanza, quasi niente e sinceramente nella loro risposta non c’ ho capito un tubo. Se lei potesse tradurmela lei sarei infinitamente grato, ma anche così va benissimo. La ringrazio per aver trovato il tempo per rispondermi.
Saluti
Roberto
PF semplicemente rassicura i suoi correntisti sul fatto che il rischio-BelPaese non tocca minimamente i loro averi in Svizzera.
e parlando di segreto bancario vuol dare a intendere che il riserbo sugli stessi sarebbe mantenuto, non per sempre, ma il più al lungo possibile (vedi recenti accordi con Germania, Gran Bretagna, Austria… e forse l’Italia).
al tempo non si discuteva di una dipartita dell’euro, ma se anche fosse essa sarebbe sostituita da un’altra valuta e i depositi in euro sarebbero convertiti in quella valuta.
in quella sede, la SNB dovrebbe agire di concerto con le altre banche centrali che applicherebbero un unico fixing per evitare maggiori disastri e turbative di mercato di quelli che potrebbe provocare la fine della moneta unica. per analisi più complesse devo per forza passare la palla a chi è più preparato del sottoscritto.
Se la Grecia esce dall’euro, quali conseguenze per la Svizzera?
http://www.ticinofinanza.ch/index.cfm?mode=comunicati&id=5355
qui l’articolo richiamato (solo in tedesco) http://www.nzz.ch/aktuell/wirtschaft/uebersicht/ich-befuerchte-dass-sich-der-austritt-griechenlands-nicht-vermeiden-laesst_1.16961196.html
Grazie mille.
Roberto
Già. La Svizzera ha piena consapevolezza del prossimo crash dell’euro e prevede un riversarsi in massa di liquidità dall’estero, che prevedibilmente in buona parte verrà convertita in CHF. Per evitarne le conseguenze negative economico-finanziarie-politiche probabilmente in terra elvetica si prova a ipotizzare possibili contromisure; la notizia degli interessi negativi su c/c CHF, a mio avviso, non è solo una notizia farlocca messa in giro da qualche speculatore; potrebbe far parte di una prova generale che include un mutato indirizzo che include un doppio filtro: uno (generale) ai capitali in arrivo (solo quelli “puliti”), l’altro di accesso al Franco. In altri termini, la Svizzera potrebbe aver deciso di anticipare autonomamente alcune decisioni che altrimenti si sarebbero rese urgenti e più gravose in una fase successiva più concitata. Misure che, fra l’altro, probabilmente verrebbero quasi imposte alla CH in un futuro molto prossimo da buona parte degli stati europei e USA.
In questo quadro il probabilissimo accordo IT-CH potrebbe portare novità importanti inerenti il segreto bancario.
infatti, una esagerata corsa al cambio in chf è il terrore per la banca centrale svizzera, hanno i loro equilibri finanziari, un euro troppo debole non è buono per gli svizzeri. Di contro un afflusso di capitali è buono per le loro banche. Io tuttavia , non so perchè , ma non cambio nulla. ancora euro, sto ferma, ma euro depositati in Francia. magari un giorno di chiameranno merkollanchi 🙂
🙂 buona questa, suona pure bene, di contro mi inorridisce l’idea, pure cacofonica, della liracma!! scherzi a parte, mi/ti chiedo su quale divisa puntare al momento…
non so rispondere, però mi fà temere questo sistema attuale, di crisi peggiore degli anni 30, di depressione forte mascherata da interventi dopanti da parte di fed e bce. Sta tutto in piedi e può tutto crollare in un nano secondo.
Sono fuggita dai titoli da circa tre anni, ho puntato tutto su una casa indipendente con un pò di terreno giardino. Cerco indipendenza energetica e sono fuori dalla follia delle amministrazioni condominiali. Puntare su una divisa..forse non si è capito che se crolla l’euro crolla l’economia di mezzo mondo per quei famosi equilibri di cambio di cui parlavamo, Il Giappone già ne paga le conseguenze, la svizzera non può permettersi un megasuperfranco (già le pmi non marciano, gli svizzeri comprano fuori confine , Milano, Moulouse, o al confine tedesco; le esportazioni sarebbero poi p enalizzate), c’è il dollaro che però non mi ispira, troppi inghippi e non mi stupirebbe un nuovo sforamento di bilancio statale. Finchè c’è interdipendenza fra due sitemi la crisi di uno implica l’altro.
d’altra parte non si può puntare tutto su metalli e pietre preziose, non sono pochi i problemi pratici. un bel dilemma…
io sono tornata al novecento, all’ottocento. Niente carta, o comunque poca, beni reali. Terra, mattone di valore (ben posizionato). Il resto per me serve per vivere, e se voglio investire punto su istruzione dei figli ed indipendenza energetica. Dormo sonni tranquilli e la guerra siriana mi preoccupa dal punto di vista umano ma non da quello economico. Guerra siriana? a già , non è ancora ufficiale..
fra i beni reali ci metto anche il pianoforte che ho comprato..anni 30 naturalmente, già che l’aria è la stessa 🙂
Ma se io compro un bene reale, una casa, anche in buona posizione, la pago 250.000 euro, poi succede quello che succede e la mia stessa casa vale 250.000 baiocchi (nuova moneta), sempre ammesso che non si svaluti ulteriormente, visto che i prezzi stanno già calando da anni e siamo ancora nell’euro…..ho fatto un buon investimento in questo caso?
se ragioni in termini puramente valutari e speculativi, sicuramente no, ma mentre gli altri potrebbero avere tanti bei baiocchi-carta-straccia, tu avresti un mattone-reale che in seguito potrebbe permetterti di maturare plus-valenze o per lo meno conservare un valore reale.
penso che il nodo centrale delle considerazioni di Barbamamma sia concentrato sui beni reali (indipendenza energetica, casa di proprietà, ..).
ma non vedo nulla di male nell’investire piccole percentuali di capitale anche in oro fisico, terreni, oggetti d’arte, .. in ottica di diversificazione. persino i diamanti blisterati potrebbero riservare qualche soddisfazione sul lunghissimo periodo, accettando in questo caso un rischio più elevato.
tutte cose tangibili, lontane da incertezze del debito sovrano, dei destini delle valute, dell’umore degli speculatori professionisti, ..
Si. Capisco. In effetti per quanto riguarda la casa il dubbio l’ho avuto anch’io.
Sono indeciso in particolare, e qui gradirei tanto il Vs parere:
Io ho da parte qualche risparmi su conto PF, col quale potrei praticamente estinguere il mutuo della mia prima casa, anzichè lasciarlo in balia degli uragani. Magari, in un altro momento, avrei privilegiato un bel conto deposito al 4%, ma è anche vero che in un altro momento col cavolo che me l’avrebbero dato il 4%.
Secondo Voi conviene ora come ora estinguere il mutuo? O conviene piuttosto tenerli in PF per avere semmai più potere d’acquisto all’indomani di un eventuale ritorno al baiocco?
Grazie come sempre.
Roberto
PS Seguo anche il dibattito riguardo i diamanti certificati: io sono da un mese ad Anversa per lavoro, e il mio barbiere belga mi ha detto che chi vive qui i diamanti li va a comprare ad Amsterdam. Ad Anversa li comprano gli stranieri che vengon qui a sciami in questo periodo. Facendo un giro per il quartiere dei diamanti e vedendo i personaggi, un pò di credito al barbiere tendo a darlo. Poi, come dite sempre Voi…….nessuno ha la sfera.
per il mutuo.. se fallisse la banca e non venisse acquisita il tuo debito forse sparirebbe 😀
poi.. tasso fisso o variabile? il variabile indicizzato a euribor è così basso che i mutui sono leggeri e lo saranno ancora per un po’.
però certo tutto può succedere.. e non avere debiti fa dormire più tranquilli.
per i diamanti… dritta interesantissima. tienici aggiornati anche nell’altro thread allora!
arte.. vintage!
Il tasso è fisso. Però penso che se la banca dovesse fallire, i suoi creditori subentranti continuerebbero ugualmente ad esigere da me il pagamento delle rate, che a quel punto forse rimarrebbero in euro, o suo equivalente come importo, mentre in italia gira il baiocco svalutato. E poi chi le paga più le rate? Non credo che chi subentra o la banca stessa se non fallisce si accontenterebbe di avere indietro l’importo erogato svalutato come i baiocchi.
Bò.
Per la storia dei diamanti non ci sarà molto da aggiornare, visto che io son qui per lavoro e non intendo comprarne. Magari indagherò con qualche altro autoctono se ne avrò occasione.
se la casa è in una città che conta, in una posizione che conta, ed è un buon prodotto, passata la bufera la tua casa riprenderà valore molto velocemente e molto prima di qualunque altra cosa. Se l’investimento lo vedi a brevissimo allora conviene speculare su gracia e Italia e spagna e sulle borse comprando e vendendo più volte al giorno.
quanto al caso dell’Italia, è un mercato immobiliare drogato da molti fattori, ma gli immobili in ottima posizione quelli , se perdono, perdono poco e recuperano in fretta.
Se invece uno vuol fare un investimento fuori dalla prima casa, consiglio, se si può, una città come Parigi, Londra, insomma un monolocalino ma in una città dove comunque si affitterà sempre.
io ho preferito estinguere il debito sulla prima casa, se lo faccio un debito lo faccio su una seconda casa liquidabile in caso di mal parata senza implicare la mia vita e stabilità familiare, ma sulla mia preferisco dormire tranquilla.
Quanto al ragionamento puramente finanziario, dovresti invece investire i tuoi soldini al fine di recuperare dagli interessi o dall’investimento (es affitto) una cifra che si avvicini alla rata del mutuo.
Il ragionamento , se lo si vuol fare bene è però questo: quanto mi costa di interessi e costi vari associati un mutuo? Con i soldi che ora ho e che faccio girare (investimenti vari) quanto ci guadagno?
Se per esempio vedo dal mio piano mutuo che devo pagare da qui a 10 anni per esempio 50mila euro di interessi più spese banca (non so quelle per l’invio del bollettino, i famosi 2 euro, ecc) mentre con i soldini che ho investiti , immaginando siano gli stessi che ripagano il mutuo, in dieci anni recupero 20 mila euro, beh, se estinguo il mutuo guadagno da oggi già 30mila euro, e non ho patemi d’animo sulle borse o simili.
Certo non ho più un bel gruzzoletto da parte, cosa che certamente fà stare tranquilli, ma il denaro si svaluta, pensa solo in dieci anni cosa era lo stipendio e il costo di allora..ok, mi direte che con l’euro tutto è aumentato.. ma nessuno si ricorda l’inflazione galoppante e le svalutazioni competitive italiane degli anni 80-90?
Il denaro è carta, e nemmeno più ancorata all’oro. Ora si cercherà di stampare moneta di fare il QE americano anche in europa. Avanti con l’inflazione..
Non volgio lasciare soldi, vorrei lasciare una casa, e la possibilità di aver studiato nei migliori posti , qualunque sia la loro filiera scelta, dimodo che abbiano in mano il loro futuro lavorativo (oggi si punta all’eccellenza internazionale) che permetterà loro di mantenersi e comunque una casa da vendere per farci passare la vecchiaia tranquilli senza che pesiamo su di loro. Ad ognuno la sua vita 🙂
Una domanda sulla residenza fiscale: anni fa avevo la residenza in California, ero iscritto all’AIRE e ogni entrata/uscita negli USA veniva registrata dall’Immigration; era così facile provare il criterio di residenza ai fini fiscali (permanenza per 365/2+1 giorni). Avendo raggiunto l’età del pensionamento sto prendendo in considerazione un acquisto immobiliare all’estero con trasferimento della residenza (verso un paese Schengen, oppure in UK) pur mantenendo la casa in Italia. L’AdE potrà “contestare” la mia nuova residenza fiscale? Ed io come potrò provarla? Grazie per le eventuali risposte.
NESSUNO conosce la risposta certa,si può solo i potizzare quanto accaduto in passato in alcuni Stati seppur in modo diverso (esempio quando l’Argentina si è staccata dalla parità col dollaro) e quanto studiato e ipotizzato da economisti come Cowen.
In pratica secondo quest’ultimo vigerebbe la territorialità. Tu immagina che l’euro che tu hai in Italia è euro italiano, quello in germani euro tedesco. in base a questo concetto l’euro depositato in uno Stato, qualora quello Stato uscisse dall’euro, diventerebbe “nuova moneta”. Nel caso in cui quindi un greco abbia euro in germania, quelli sarebbero euro tedeschi, il fatto che li abbia in germani significa valuta locale (che poi per ora è anche la valuta greca). Nel caso di uscita della grecia dall’euro i suoi cittadini con conti in euro ma in altro stato che abbia l’euro avrebbe riconosciuti gli euro di quello Stato senza cambi forzati.
Nel caso in cui un greco abbia euro in uno Stato che NON ha la valuta euro, ad esempio un conto in euro in GB, non potendo valersi il principio di territorialità varrebbe il principio della cittadinanza: euro greci, che diventano “nuova moneta”. Invece se un greco apre un conto in altra valuta diversa dall’euro, ad esempio apre un conto in dollari, sia che il conto sia in germania o in svezia (cioè sia in territori che hanno l’euro o no) il suo conto rimarrebbe in valuta.
Ripeto, questa è la teoria della territorialità, quella per ora più accreditata secondo quanto ho trovato da ricerche, ma nessuno può averne la certezza poichè un tale gioco implicherebbe un coinvolgimento tale che gli Stati o meglio le banche centrali potrebbero intervenire in vari modi per cambiare quanto appena illustrato.
Il mito secondo cui è meglio investire in franchi svizzeri lo escluderei, perchè la snb banca centrale svissera sta correndo ai ripari per evitare un sovrapprezzo del franco contro euro cosa che inginocchierebbe la sua economia sia frontaliera che di export.
le obbligazioni seguirebbero la loro nazionalità, quindi un bund in euro tedesco sarà moneta tedesca qualunque sia il suo nome, un btp in euro italiano sarà la moneta italiana futura nel caso l’italia non adottasse l’euro.
Personalmente penso che non ci sarà un cambio immediato, immagino in tale scenario una serie di accordi ponte e di cambi prefissati fissi prima di lasciare fluttuare la nuova moneta nel vuoto della speculazione.
avrei tre domande da porvi: 1) se si ha un mutuo sulla casa a tasso variabile e ci fosse un non sperato default da parte dell’italia con eventuale ritorno alla lira i tassi salirebbero sino a doppia cifra e quindi sarebbe meglio convertire il proprio mutuo prima che questo scenario si verificasse? 2)gli investimenti in fondi con valuta in euro, nello scenario precedentemente ipotizato,rimarebbero in euro oppure verrebbero convertiti in lire? e se la banca dovesse fallire che ne sarebbe dei fondi? 3)se i risparmi si decidesse di tenerli sotto il materasso si riuscirebbe a salvarli da un cambio forzato e svantagioso nei confronti della lira? vi sarei grato se riusciste a darmi qualche spunto
non sono fiscalista, ma in genere per dimostrare che non eludi le tasse ma sei residente fiscale devi dimostrare che per almeno più di 6 mesi l’anno vivi in altro Stato, che li’ hai la sede dei tuoi interessi. Ora, poichè si tratta di pensione non potendo dimostrare che ivi lavori, puoi farlo con altro mezzo ad esempio dimostrando che sei iscritta ad una associazione o corso che frequenti, o i prelevamenti bancari con carta fatti appunto in quello Stato e dai bancomat di quello Stato ecc. Non preoccuparti perchè finchè lo stato è di fatto si fà presto a dimostrare , il problema è quando si fà i furbetti, allora la gdf fà la pulci e quando controlla trova.
Comunque puoi chiedere alla ade via mail la normativa in merito e in che modo bisogna dimostralo, ci sono molti pensionati italiani che si trasferiscono i costa azzurra per esempio, usufruiscono della migliore organizzazione statale, e pagano le tasse lì. Fatti un giro sul sito italiansonline, penso che ne trovarei qualcuno a cui chiedere
La BNS è in grado di difendere il tasso minimo
http://www.economiesuisse.ch/it/themen/awp/geldpolitik/pagine/_detail.aspx?artID=economiesuisse-steht-hinter-der-Wechselkursuntergrenze
Prima riunione del gruppo italo-svizzero sui temi
finanziari e fiscali. Nuovo incontro a fine giugno a Berna. Il Presidente Monti incontra il 12 giugno a Roma la Presidente Eveline Widmer-Schlumpf
http://www.tesoro.it/ufficio-stampa/comunicati/?idc=29691
“Nel caso in cui un greco abbia euro in uno Stato che NON ha la valuta
euro, ad esempio un conto in euro in GB, non potendo valersi il
principio di territorialità varrebbe il principio della cittadinanza:
euro greci, che diventano “nuova moneta””
Puoi spiegarti meglio?? significa che un greco che ha conto in svizzera in valuta euro riceverebbe nuove dracme al posto di franchi svizzeri in virtù del principio della cittadinanza??
si, i conti in lire in svizzera sono stati mutati in euro dal momento in cui è cambiata la moneta. Dal momento in cui cambiasse la moneta euro greca in dracma i banchieri svizzeri dovranno chiedersi in che valuta sono i conti dei greci che hanno aperto in euro presso loro banche, in quanto l’euro sarebbe valuta straniera rispetto alla dracma. Tuttavia è una ipotesi per gli economisti che valutano il principio di territorialità, ma è certamente ambito spinoso. Ma non preoccuparti, nessun greco che abbia spostato i soldi fuori dalla Grecia penso abbia aperto in euro, sarebbe pura follia. Se nell’euro non ci credi più a scanso di equivoci viri su altra valuta, e i greci qualche dubbio credo lo abbiano.
Dopo Madrid Roma nel mirino della speculazione
http://it.euronews.com/2012/06/12/dopo-madrid-roma-nel-mirino-della-speculazione
Segnalo questo interessante articolo:
“Grecia, cosa succederebbe se uscisse davvero dall’euro?”
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=201206131130424155&chkAgenzie=TMFI&titolo=L%27uscita%20della%20Grecia%20dall%27euro,%20come%20procedere
Accordi fiscali tra Svizzera, Gran Bretagna e Austria operativi; con la Germania quasi operativi (confermato il prelievo alla fonte con mantenimento del segreto bancario).
http://www.economiesuisse.ch/it/themen/ste/intsteuerfragen/pagine/_detail.aspx?artID=Signal-gegen-automatischen-Informationsaustausch
Accordo di massima USA-Svizzera
http://www.cdt.ch/confederazione/economia/65284/accordo-di-massima-usa-svizzera.html
forchetta tra il 12% (Svizzera) e il 25% (Italia)
Accordi Svizzera-Italia: dettagli da studiare
http://www.ticinofinanza.ch/?mode=comunicati&id=5431
Credit Suisse ancora nel mirino tedesco
http://www.ticinofinanza.ch/?mode=comunicati&id=5462
in questo momento è conveniente tenere aperto il mio conto in Danimarca (in DKK) e anzi versarci qualche risparmio che ho qui in Italia? come funzionerebbe la tassazione sul mio conto estero?
grazie in anticipo
anche la corona danese può essere una valida alternativa al franco, ovviamenti ti esponi al rischio di cambio.
per la tassazione si applica l’imposta sostitutiva del 20% sugli interessi e un’imposta fissa di 34 euro annui se il saldo medio è superiore ai 5000 euro. ovviamente fai presente di non essere residente, così da non avere tassazione alla fonte.
considera che attualmente la DKK è ancorata all’Euro, il rischio cambio è perciò limitato entro un range predeterminato: ufficialmente +/- 2,25% (lo stesso che era in vigore per Lira/ECU), di fatto molto meno. Su http://fx.sauder.ubc.ca/plot.html puoi vedere che finora è rimasto entro +/-1%. Forse ti può interessare anche questo articolo: http://www.lindipendenza.com/danimarca-se-atene-piange-copenaghen-non-ride/
ho scritto alla banca e mi è stato risposto che per l’oro non è prevista questa operazione perchè bisogna avere la residenza in germania oppure un datore di lavoro tedesco.
esattamente a quale operazione ti riferisci? e quale banca?
rispondevo per quanto riguarda l’apertura del conto corrente arancio in germania , loro hanno detto che non è possibile aprirlo ai non residenti.
Ciao, grazie per l’interessante articolo.
Sempre a protezione da uscita italia dall’euro ed un’eventuale fine settimana caldo!. Può essere sufficiente convertire parte della valuta in USD sulla stessa banca italiana? (multicurency FINECO).
Se uno avesse la cassetta di sicurezza con valuta Euro e conti cambiati automaticamente in lire?
grazie
1 – probabilmente sì: il dollaro tra alti e bassi può sempre essere stampato
2 – in caso di ritorno alla lira è probabile che ci siano accordi tra le banche centrali allo scopo di limitare il più possibile la libertà di manovra di risparmiatori e speculatori; e secondo me è probabile che vinca il principio di territorialità (quindi se la cassetta è intestata a un italiano, convertono in lire)
Convertire moneta euro in altra valuta presso un istituto italiano è meglio che non fare nulla. Il fatto è che se implode l’euro probabilmente le banche italiane ne avranno un contraccolpo gravissimo, in certi casi fatale e lo Stato ovviamente non sarà in grado di garantire alcunchè. Aggiungiamo che i conti correnti privati italiani sono ormai monitorati in automatico dall’Amminstrazione finanziaria e rapprentano uno spunto per l’individuazione di movimenti e spese dalla reale o presunta incongruità, la fantasia di certi funzionari ben incentivati non avrà difficoltà a trovare ogni sorta di scusa (vedasi Fedro in “lupus ed agnus”). In altri termini, e oltre alla sempre attuale ipotesi di prelievi forzati di massa (patrimoniale bancaria) i c/c sono un potenziale bancomat istantaneo per AdE/Equitalia: una cartella pazza o una notifica fatta male si può tradurre quasi automaticamente in un blocco/escussione del c/c. D’altro canto riuscire a dimostrare l’infondatezza della pretesa o l’errore è già oggi complicato e lo sarà sempre più. Ma anche nell’ipotesi che un giudice tributario riconosca un diritto, la restituzione degli euro (o ex euro!!!) è impresa da supereroi, probabilmente passa per un pignoramento allo Stato..!!! Occhio, gente! Lentamente siamo ormai arrivati a questa situazione e l’alternativa è necessariamente fuori dai confini italiani…e non in Europa.
temo ci sia molta fondatezza nelle tue parole. chi può ha già varcato questi confini, noi che restiamo dobbiamo fare i conti con una prevenzione basata sul buon senso.
mi fa piacere che che le mie parole vengano condivise da te Massimiliano, in effetti mi riferivo solo ai risparmi, nel senso che qualunque correntista italiano con qualcosina da parte in banca a questo punto dovrebbe avere anche un c/c all’estero, preferibilmente in CH, fermo restando che trasferirsi fisicamente all’estero, potendolo fare, rimane l’optimum…
e forse neanche (solo) CH, viste le politiche protezionistiche già in campo https://piccolorisparmio.eu/index.php/svizzera-e-germania-interessi-negativi.html